Arithmòs II - Sapienza misterica

SAPIENZA MISTERICA
Sapienza Misterica
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Sapienza Pitagorica Arithmòs II
Numeri misterici generati dalla Decade da 11 a  311.040.000.000.000
 
La generazione dei Numeri corrisponde ai processi della Creazione Cosmica, che poggia sui primi numeri dispari e pari. La generazione comporta un graduale allontanamento dall’Uno principiale verso la molteplicità e la dispersione. I numeri della Decade con la sola eccezione dei numeri primi producono a loro volta numeri maggiori di 10. Tra tutti questi numeri alcuni rivestono un’importanza fondamentale per l’insegnamento misterico.

All’interno della Decade, dal Gruppo dei Quattro e dei Sette emanano i Gruppi “Nati dalla Mente Logoica” di Dodici, Ventuno, ecc.; suddivisi a loro volta in sotto-gruppi di settenari, novenari, dodecadi, e così via, fino a sperdersi nell’enumerazione senza fine delle Legioni e degli Esseri Celesti, aventi ciascuno il proprio compito distinto nel governo del Cosmo visibile durante la sua esistenza.

INDICE
LA GENERAZIONE DEI NUMERI <> I NUMERI MISTERICI da 11 A 100 <> IL NUMERO 11 <> IL NUMERO 12 <> IL NUMERO 13 <> IL NUMERO 14 <> IL NUMERO 15 <> IL NUMERO 16 <> IL NUMERO 17 <> IL NUMERO 18 <> IL NUMERO 19 <> IL NUMERO 20 <> IL NUMERO 21 <> IL NUMERO 22 <> IL NUMERO 33 <> IL NUMERO 24 <> IL NUMERO 25 <> IL NUMERO 26 <> IL NUMERO 27 <> IL NUMERO 28 <> IL NUMERO 29 <> IL NUMERO 30 <> IL NUMERO 31 <> IL NUMERO 32 <> IL NUMERO 33 <> IL NUMERO 34 <> IL NUMERO 35 <> IL NUMERO 36 <> IL NUMERO 37 <> IL NUMERO 38 <> IL NUMERO 39 <> IL NUMERO 40 <> IL NUMERO 41 <> IL NUMERO 42 <> IL NUMERO 43 <> IL NUMERO 44 <> IL NUMERO 45 <> IL NUMERO 46 <> IL NUMERO 47 <> IL NUMERO 48 <> IL NUMERO 49 <> IL NUMERO 50 <> IL NUMERO 51 <> IL NUMERO 52 <> IL NUMERO 53 <> IL NUMERO 54 <> IL NUMERO 55 <> IL NUMERO 56 <> IL NUMERO 57 <> IL NUMERO 58 <> IL NUMERO 59 <> IL NUMERO 60 <> IL NUMERO 61 <> IL NUMERO 62 <> IL NUMERO 63 <> IL NUMERO 64 <> IL NUMERO 65 <> IL NUMERO 66 <> IL NUMERO 67 <> IL NUMERO 68 <> IL NUMERO 69 <> IL NUMERO 70 <> IL NUMERO 71 <> IL NUMERO 72 <> IL NUMERO 73 <> IL NUMERO 74 <> IL NUMERO 75 <> IL NUMERO 76 <> IL NUMERO 77 <> IL NUMERO 78 <> IL NUMERO 79 <> IL NUMERO 80 <> IL NUMERO 81 <> IL NUMERO 82 <> IL NUMERO 83 <> IL NUMERO 84 <> IL NUMERO 85 <> IL NUMERO 86 <> IL NUMERO 87 <> IL NUMERO 88 <> IL NUMERO 89 <> IL NUMERO 90 <> IL NUMERO 91 <> IL NUMERO 92 <> IL NUMERO 93 <> IL NUMERO 94 <> IL NUMERO 95 <> IL NUMERO 96 <> IL NUMERO 97 <> IL NUMERO 98 <> IL NUMERO 99 <> IL NUMERO 100 <> NUMERI MISTERICI MAGGIORI DI 100 <> IL NUMERO 108 <> IL NUMERO 111 <> IL NUMERO 113 <> IL NUMERO 144 <> IL NUMERO 153 <> IL NUMERO 216 <> IL NUMERO 318 <> IL NUMERO 333 <> IL NUMERO 343 <> IL NUMERO 355 <> IL NUMERO 360 <> IL NUMERO 365 <> IL NUMERO 432 <> IL NUMERO 540 <> IL NUMERO 600 <> IL NUMERO 666 <> IL NUMERO 729 <> IL NUMERO 777 <> IL NUMERO 888 <> IL NUMERO 1000 <> IL NUMERO 1065 <> IL NUMERO 25920 <> I NUMERI PITAGORICI E LE RUOTE DEL TEMPO CICLICO <> IL NUMERO 14 <> I NUMERI DEL CICLO DELL’ILIADE E ODISSEA <> IL NUMERO 16 <> NUMERI DEL CICLO DI BRAHMA <>

NB: I collegamenti ipertestuali sono fatti per gruppo di voci
LA GENERAZIONE DEI NUMERI

Nella geometria misterica e pitagorica è detto che la Tetrade combina entro se stessa tutti i materiali da cui il Cosmo è prodotto. Il Punto, o l’Uno, si estende in una linea - il Due; una Linea si estende in una Superficie - il Tre; e la Superficie, Triade o Triangolo, è trasformata, dal punto collocato sopra di essa, in un Solido - la Tetrade o il Quattro. Questo numero contiene sia i numeri produttori sia quelli prodotti. La generazione dei Numeri corrisponde ai processi della Creazione Cosmica, che poggia sui primi numeri dispari e pari. La generazione comporta un graduale allontanamento dall’Uno principiale verso la molteplicità e la dispersione. Dal 4 in poi tutti i numeri si possono ottenere mediante addizione di termini tutti distinti, dall’unità.
 
I numeri della Decade con la sola eccezione dei numeri primi producono a loro volta numeri maggiori di 10. Tra tutti questi numeri alcuni rivestono un’importanza fondamentale per l’insegnamento misterico, in particolare sono quelli prodotti dal 2 e dal 3, poiché l’1 moltiplicato per qualsiasi numero non lo altera, per questo il numero 1 era dai Pitagorici chiamato stabilità. Il numero 2 fornisce al numero la sua ombra, nel mondo della forma tutto è Duale: chiaro e oscuro, Bene e Male. Nello sviluppo nello spazio dei numeri partendo dall’Uno, il Punto, e passando per la Diade, il Due, il segmento di retta, poi per Tre, il triangolo, infine per il Quattro, il tetraedro, dobbiamo fermarci al numero 4 perché l’aggiunta di un nuovo punto fuori dello spazio tridimensionale non è possibile per l’intuizione umana. Con la sola eccezione dei numeri primi, lo sviluppo dei numeri per addizione ha termine col 4, il successivo sviluppo dei numeri avviene solo mediante la moltiplicazione.
 
I numeri primi protoi o asintetici, sono divisibili solo per se stessi e per il primo numero, cioè l’Unità; sono giudicati incorruttibili o incomposti, perché sono generati solo per addizione e danno la perfetta transizione dall’astratto al concreto, attraverso la fase dell’ideazione.  Un modo per scomporre in somma i numeri primi può essere quella legata alla loro posizione gerarchica o rango R.
Numero primo Np = numero chiave + rango = n + R.
·     Tre è il secondo numero primo, rango 2, è sempre scomposto in 1+2=3, la Monade e la Diade.
·     Cinque è il terzo numero primo, rango 3, si calcola n=5-3=2, il numero primo 5 è scomposto in 2+3=5, il matrimonio tra il primo numero pari e il primo numero dispari.
·     Sette è il quarto numero primo, applicando la regola: 7-4=3, il numero sette è scomposto in un 3, cioè un triangolo, lo Spirito, e in un 4 quadrato, la Forma, 3+4=7.
·     Undici è il quinto numero primo, rango 5, può essere scomposto in un sei, un esagono, il macrocosmo, e in un cinque, un pentagono, il microcosmo, 6+5=11.
·     Tredici è il sesto numero primo, rango 6, può essere scomposto in un 6 stella a sei punte, e in 7, una stella a sei punte con un punto al centro, 6+7=13[1].
 
Euclide scrisse che conoscendo un numero primo n, si costruisce il fattoriale corrispondente e si aggiunge al prodotto un’unità.
Partendo dal 2 e costruendo il successivo del prodotto dei primi n primi si ottiene o un nuovo numero primo oppure un numero composto che ha come fattore un primo diverso dai precedenti.
2
2+1 = 3
2x3+1 = 7
2x3x5+1 = 31
 
I soli due numeri che sono consecutivi sono il 2 e il 3, che non sono numeri qualsiasi ma il principio del pari e il principio del dispari. Euclide per ricercare due numeri primi consecutivi, inventò il numero fattoriale N!=1x2x3x…xN, la notazione con il punto esclamativo N! è però stata introdotta nel 1807 da Christian Kramp.
·     2
·     2!+1 = 1x2+1 = 3
·     3!+1 = 1X2X3+1 = 7
·     5!+1 = 1X2X3X4x5+1 = 121 = 11X11, prodotto di due numeri primi
·     L’intervallo tra n e n!+1 è molto grande.
I numeri primi vicini n+2 sono detti gemelli, (3, 5), (5, 7), (11, 13), (17, 19), (29, 31), (41, 43), … I Pitagorici riconoscevano anche numeri primi disparissimi, ossia numeri formati soltanto da cifre dispari. I primi dieci sono i seguenti: 11, 13, 17, 19, 31, 37, 53, 59, 71, 73. Si hanno numeri primi che rimangono primi, anche se si leggono le loro cifre in ordine inverso: un esempio è il numero 37, giacché anche 73 è primo. I primi dieci sono: 11, 13, 17, 31, 37, 71, 73, 79, 97, 101, …
 
L’importanza dei numeri primi deriva dal fatto che hanno il potere di costruire tutti gli altri numeri. Ogni numero intero maggiore di 1 o è primo, o è una somma di numeri primi; è chiara l’importanza che i numeri primi vengono ad assumere all’interno della teoria dei numeri. Sono gli atomi dell’aritmetica, gli elementi di base con cui si costruiscono tutti gli altri numeri naturali. Ogni molecola esistente nel mondo fisico può essere costruita utilizzando gli atomi della tavola periodica degli elementi chimici. I numeri primi restano gli oggetti più misteriosi studiati dai matematici[2].
 
All’interno della Decade, dal Gruppo dei Quattro e dei Sette emanano i Gruppi “Nati dalla Mente Logoica” di Dodici, Ventuno, ecc.; suddivisi a loro volta in sotto-gruppi di settenari, novenari, dodecadi, e così via, fino a sperdersi nell’enumerazione senza fine delle Legioni e degli Esseri Celesti, aventi ciascuno il proprio compito distinto nel governo del Cosmo visibile durante la sua esistenza.
 
I Pitagorici chiamavano il 10 unità o monade del secondo ordine, e poiché tutti gli altri numeri si esprimono col 10 e i primi nove, visto che il 10 non è altro che Unità, ridussero ai primi 9 numeri i numeri maggiori del dieci. La riduzione si effettua calcolando il pitmene o fondo di un numero, cioè il resto della loro divisione per nove o il nove stesso quando il resto è nullo. Più semplicemente si utilizza l’addizione teosofica es. 15=1+5=6.
 
Il pitmene fornisce ulteriori informazioni riguardanti il numero, riducendolo ai primi nove numeri chiarisce qual’è suo il genitore nascosto, il noumeno del numero.

 
I NUMERI MISTERICI da 11 A 100
 
 
IL NUMERO UNDICI - 11
 
Il numero 11 è il quinto numero primo. È il più piccolo numero palindromo cioè il primo, seguito dal 22. Anche il suo quadrato: 112 = 121 e il suo cubo 113 = 1331 sono palindromi.
                                                                                                                                                                                                                                                               Scomponendo il numero primo secondo la regola legata alla posizione gerarchica o rango R - numero primo Np = numero chiave n + rango R - essendo il rango 5, si ha 11=6+5. Il numero 5 rappresenta il microcosmo, l’uomo, il pentagono, e il numero 6, il macrocosmo, le sei direzioni dello spazio, l’esagono. Il numero 6 è la cifra dell’Hexameron biblico, il numero della creazione, il mediatore tra il Principio e la manifestazione; il mondo fu creato in 6 giorni. Seguendo questa indicazione, si uniscono due numeri poligonali centrati, un pentagono e un esagono, con un lato un comune, si ottiene una figura con 11 punti. È la stessa figura che si ottiene costruendo l’esagono e il pentagono sulla diagonale orizzontale della Vesica Piscis.
 
Figura 1. Il Numero Undici - Pentagono ed esagono
È parte del triangolo rettangolo pitagorico 11, 60, 61. Il padre è 11, la madre è 60 l’unità di misura del tempo ciclico, e il figlio generato è 61, il diciottesimo numero primo. È interessante fare notare come 6+5=11, e 62+52=61, il figlio generato da 11.
 
La Cosmogenesi descritta nelle Stanze di Dzyan ci permette di comprendere meglio i misteri di questo numero, generato dopo il 10 come somma di due numeri, 6 e 5:
 
Dal fulgore della Luce – Il Raggio dell’Eterna Tenebra – balzarono nello Spazio le Energie risvegliate. L’Uno dall’Uovo, i Sei, i Cinque[3].
 
L’Energie risvegliate sono: l’Uno dall’Uovo “     ”, l’Uno e lo Zero, cioè il 10, poi il 6 e il 5.
·  L’Uno dallo Zero º», il 10 è l’Uomo Celeste.
·  Il 6 è l’Esagono, la stella a Sei punte Y, le Sei Forze della Natura in equilibrio, il Macrocosmo.
·  Il 5 è il sacro Pentagono «, la stella a Cinque punte, il numero dell’Uomo, il microcosmo.
 
Espresso nella forma 10+1=11 rappresenta l’inizio di un nuovo ciclo. Tra i numeri figurati, l’11 è il secondo numero decagonale centrato[4]: 1, 11, 31, …
 
Figura 2. Il Numero Undici -Decagonale centrato

H.P. Blavatsky cita in Cosmogenesi un antico commentario che afferma che il Sole è il cuore del nostro sistema solare Il sole si contrae altrettanto ritmicamente come il cuore umano a ogni riflusso di sangue. Il sangue o prana solare impiega dieci dei suoi anni a circolare, e un anno intero a passare attraverso i suoi atri e i suoi ventricoli, prima di andare nei polmoni e ritornare quindi alle grandi arterie e vene del Sistema[5], in totale 10+1=11. Sappiamo che vi è un ciclo dovuto alle macchie solare di undici anni.
 
Nella tradizione islamica la conoscenza di Allah passa per 11 fasi. Il numero 11 è impiegato una sola volta nel Corano riguardo al numero degli astri menzionati da Giuseppe quando disse a suo padre: “‘Oh padre mio, ho visto 11 stelle, il Sole e la Luna, li ho visti prosternarsi davanti a me”.
 
Nel Cristianesimo 11 è il numero degli Apostoli rimasti prima della Passione, Morte e Risurrezione di Gesù, e che potrebbe assumere il significato di un imminente evento, cambiamento. In numerologia è considerato il “primo numero Maestro”, essendo il primo numero di una decade numerica nuova (10+1). In generale sta a significare un forte cambiamento a fronte di una grande forza e nei tarocchi l’arcano maggiore numero 11 corrisponde infatti alla “Forza”. Sono chiamati “Maestri”, i Numeri della Prova, perché riproducono una trasposizione accentuata della loro trasformazione da uno a due cifre. Il numero 11 considerato Maestro ha le seguenti proprietà:
 
1.  Espresso in modo naturale      11                   ridotto 1+1 = 2       vale 2
2.  Espresso in modo triangolare 11D = 66         ridotto 6+6 = 12     vale 3
3.  Espresso in modo quadratico   11x11 = 121   ridotto 1+2+1 = 4   vale 4
 
Il pitmene di 11 è 1+1 = 2, numero che indica dinamismo, il limite invalicabile del 9, il cerchio, è superato di 2 unità. L’Uno divenuto 10, unità del secondo ordine dà inizio a un nuovo ciclo di attività e diventa 1+10 = 11. L’undici, essendo la prima cifra che segue il dieci 11, simboleggia l’inizio di un nuovo progresso, di un rinnovamento o anche di un capovolgimento. Alcuni gli conferiscono un senso negativo, rappresentando sempre un rischio. Il Numero 11 simboleggia anche l’inizio di un progresso, di un rinnovamento oppure il capovolgimento di una situazione.
 
IL NUMERO DODICI - 12

Il Numero rettangolare 12 nasce per il raddoppio del Sei, 2x6 = 12, oppure generato da due numeri 3 e 4 della Decade nella forma eteromeca detta oblunga 3x4. È formato dalla somma di due numeri triangolari uguali 3D+3D=6+6=12. Espresso come numero rettangolare eteromeco, è generato dal prodotto di 3x4, un rettangolo i cui lati sono in rapporto ¾ il FA della scala armonica pitagorica. È un numero iperbolico o abbondante perché la somma dei suoi 5 divisori 1+2+3+4+6=16 supera il 12. I Pitagorici divisero l’intervallo musicale di ottava in 12 parti. Dodici sono le facce Pentagonali del Dodecaedro che simboleggia il Cosmo con i suoi Dodici segni Zodiacali. Moltiplicando i primi Cinque[6] numeri della Decade si ottiene: 1x2x3x4x5 = 120, numero usato per il calcolo dei cicli. Il dodecaedro contiene 12 facce pentagonali. “À”. Questo numero duodenario è perfetto, per la sua qualità matematica di essere divisibile sia per 2 sia per 3 o per 4, il 12 è impiegato in sistemi di misura di ogni tipo per esprimere unità superiori.
 
Il numero 12 è il terzo numero pentagonale (1, 5, 12), nuovamente una connessione del 12 col 5, il numero è ottenuto come 5+7=12. Theone di Smirne raffigura i numeri pentagonali tramite un triangolo e un quadrato, che uniti formano un poligono con 5 lati. Il terzo numero pentagonale è dato 2D+3o = 3+9 =12. Abbiamo un riferimento al 5 come 2D+3o. Come triangolo D più quadrato o, abbiamo una forma occulta del 7. La terza figura associata a questo numero è l’esagono centrato è formato con 7 punti che uniti da 12 tratti di linee, formano 6 triangoli. Intrecciando due triangoli si ottengono 12 punti 6 vertici e 6 intersezioni.  
Figura 3. Forme del numero Dodici – relazionate con i numeri 5, 6 e 7
 
È un numero molto importante sia nell’Ebraismo e sia nel Cristianesimo. Le 12 pietre dell’altare dell’Alleanza (Es 24,4), i 12 nomi incisi sul pettorale di Aronne, del Gran Sacerdote (Es 28,21); i 12 buoi di bronzo Mare (1 K 7,25). Nella Rivelazione di Giovanni, abbiamo le 12 porte della Città celeste; i 12 tipi di pietre preziose della Città celeste; le 12 stelle della corona che indossa la Donna; gli alberi della vita, che portano 12 raccolti di frutta in un anno, uno in ogni mese. I 12 Apostoli di Gesù Cristo.
 
Proclo, dopo aver ricordato che Filolao riferiva Tre Dèi al lato del Quadrato, e Quattro Dèe a quello del Triangolo, sostiene che tale reciprocità (3x4=4x3=12) così stabilita tra il Ternario e il Quaternario sacri, simboleggiava la sacra Dodecade divina riferita allo stesso Zeus, la quale rappresenta la sintesi del cosmo intero. L’astrologia tradizionale divide in 12 parti il cerchio zodiacale per mezzo di 3 quadrati (secondo la «quadratura») oppure di 4 triangoli (secondo il «trigono»). È il segno dello Zodiaco che il sole visita in dodici mesi.  
Figura 4. Il Numero Dodici - zodiaco
 
La sapienza gnostica di Valentino ci dice che la Diade, prima coppia di Eoni crea altre Tre Coppie o sizigie, Sei Eoni in tutto. E Mente-Verità la prima coppia, quando vide che la propria creazione era diventata a sua volta creatrice, rese grazie al Padre di Tutto e gli fece un’offerta di 5 coppie di Eoni, 2x5=10, il numero perfetto. E quando la seconda coppia della Tetrade Superiore vide che la prima coppia aveva glorificato il Padre col numero perfetto 10, volle glorificare il proprio Padre-Madre Mente-Verità con 6 coppie di Eoni, 2x6 =12 in tutto. Quanto detto dagli Gnostici Pitagorici ci dice che il 12 è generato fuori della Decade: questi 10+12 sono i 22 Eoni[7].
 
Per Marco lo Gnostico Pitagorico, la pronuncia del Nome Ineffabile (attraverso il Verbo) avvenne nel seguente modo. Esso (il Supremo Logos) pronunciò la prima Parola del suo Nome ... che era una combinazione (sillabe) di 4 elementi (lettere). Quindi fu aggiunta la seconda combinazione, composta essa pure di 4 elementi. Quindi, la terza composta di 10 elementi, e infine fu pronunciata la quarta, che conteneva 12 elementi. La pronuncia del Nome intero consisteva quindi di 30 elementi e di 4 combinazioni.
 
Alla divisione duodecimale dell’anno sono connesse quelle del giorno e dello zodiaco. E da questa è facile il passaggio ideologico al gruppo dei dodici Dei Indù i figli di Aditi, e ai gruppi dei dodici grandi Dei caldei, egizi, greci, etruschi e romani. Analogamente, si basava sopra il numero dodici, la composizione dei collegi sacerdotali e iniziatici. Valentino afferma:
 
Per i Pitagorici l’Artefice di tutti gli esseri che giungono all’esistenza, è il Sole, grande geometra e calcolatore, che sta saldo al centro del mondo come l’Anima lo sta nel corpo, secondo la parola di Platone. Il Sole, infatti, al pari dell’Anima appartiene all’elemento Fuoco mentre il corpo all’elemento Terra. Nulla sarebbe visibile senza il Fuoco né tangibile senza qualcosa di solido; orbene, senza Terra, non ci può essere consistenza; così Dio ha formato il corpo del Tutto con Fuoco e Terra, ponendo l’Aria nel mezzo [Timeo, 31 B]. Il Sole, dice Pitagora, esercita sul mondo la sua arte di calcolatore e geometra così: il mondo sensibile, quello di cui stiamo parlando, è uno. Ora il Sole, da quell’abile calcolatore e geometra che è, l’ha diviso in dodici parti. Eccone i nomi: Ariete, Toro, Gemelli, Cancro, Leone, Vergine, Bilancia, Scorpione, Sagittario, Capricorno, Acquario, Pesci. Poi ha diviso ognuna di queste singole parti in trenta parti, che sono i giorni dei mesi. Ha poi diviso ognuna di queste trenta parti in ventiquattro ore e quest’ultime in sessanta minuti, e così via in parti sempre più piccole.[8]
 
Il Sole, era mistericamente il Messia, il Christos - l’Essere “l’Unto” dal Grande Respiro, circondato dalle 12 potenze, 12 Grandi Dèi, a Lui subordinate, a loro volta, subordinati a ciascuno dei 7 Dèi-Misterici superiori, i Cosmocratores, i costruttori del nostro Sistema Solare (i 7 nella Decade). Secondo il sacerdote babilonese Berosso[9], 12 erano gli Dei che presiedevano i 12 mesi dell’anno e i segni zodiacali. Dodici erano gli dei dell’Olimpo greco, 6 maschi e 6 femmine, una coppia di sei. Nei Rig Veda Indù, i Grandi Dei, i figli di Aditi, sono in numero di Sette e di Dodici. I Dodici che circoscrivono la nostra sfera di manifestazione sono i Dodici della fascia dello Zodiaco. Dodici sono gli assistenti celesti del Dio Giano. Numa costituì in numero di 12 il collegio sacerdotale dei Salii a custodire un pegno caduto dal Cielo.
 
Per quanto riguarda i Cicli temporali, partendo dal numero 10 che esprime la Tetractis, 1+2+3+4, per formare il numero completo del ciclo occorre aggiungere, come affermano i Purana indù, due interludi pari a un decimo del periodo: 10+1+1=12. La parola ciclo deriva dal greco kuklia che significa cerchio, giro, orbita. Gli antichi dividevano il tempo in cicli infiniti, cerchi dentro i cerchi, cicli minori entro cicli maggiori, e tutti questi periodi erano di varia natura e segnavano ciascuno il principio e la fine di qualche evento cosmico, terrestre, fisico e metafisico. Il cerchio è diviso in Quattro parti, e ognuno di questa in Tre parti per un totale di Dodici settori che simbolizzano i 12 segni zodiacali, le ore di un orologio, i mesi dell’anno. Le Quattro parti simboleggiano nella natura le stagioni, nell’uomo le Quattro Età, o Yuga: infanzia, giovinezza, maturità, vecchiaia. Il grande ciclo di Orfeo, che si riferisce al cambiamento astrologico delle razze, durava 120.000 (12x104) diviso in due semiperiodi di 60.000 anni.
 
Il ciclo di 12 periodi o trasformazioni è diviso in due semiperiodi di Sei tempi 6x2 = 12. I cinesi, secondo i loro stessi libri, dividevano il loro anno in due parti, da un equinozio all’altro; gli arabi anticamente dividevano l’anno in 6 stagioni, ognuna composta di 2 mesi in totale 6x2=12; nell’opera astronomica cinese chiamata Kioo-tche, si dice che 2 lune fanno una misura di tempo, e 6 misure un anno,e poiché sono doppie 6x2=12.
 
I Pianeti, gli Elementi e lo Zodiaco erano rappresentati dalle 12 pietre chiamate “Misteri degli Elementi” (Elementorum Arcana), non solo a Heliopolis in Egitto, ma anche a Gerusalemme nel Tempio di Salomone; e, come è stato fatto notare da vari scrittori, in parecchie antiche Chiese Italiane ed anche a Notre-Dame de Paris, dove si possono ancora vedere Dodici pietre preziose dell’Urim e del Thummim sul pettorale del Sommo Sacerdote, e sulle dodici ali dei due Cherubini.
 
Il pitmene del numero 12 è, 1+2=3, questo numero che compare nella sua forma rettangolare eteromeca 3x4, pone l’attenzione sul 3 il Padre spirituale del 12.
 
IL NUMERO TREDICI - 13
 
 
Il 13 è il sesto numero primo. Applicando la regola dei numeri primi, abbiamo rango 6, numero chiave 13-6=7; il numero 13=7+6, può essere scomposto nella somma della stella a 6 punte, con una seconda stella a sei punte con il punto al centro 6+1=7. Sovrapponendo le due figure si ottiene il secondo numero stellato. La figura si ottiene anche sovrapponendo due Tetractis pitagoriche di 10 punti opposte. Sette punti si sovrappongono e compaiono una sola volta, infatti, 10+10-7=13.
                                                                                                                                                                                                                                                                  Figura 5. Il Numero 13 Stellato  
 
Tredici è la somma dei quadrati del primo numero pari e del primo numero dispari: 22+32=13. L’accoppiamento di questi due quadrati è chiamato dai Pitagorici insufficienza, perché è basato sull’esponente pari. Rappresenta l’Insufficienza perché manca un’unità affinché si abbia 14, il numero di pezzi in cui fu smembrato il corpo di Osiride, e di questi furono trovati solo 13.
 
Il numero 13 è anche il terzo numero quadrato centrato, le cui diagonali sono composte di 5 punti, il numero dell’Uomo, incrociandosi nel punto centrale, formano una Croce a bracci uguali a 9 punti. Per completare il quadrato mancano 4 punti disposti ai lati delle diagonali.
 
Figura 6. Il Numero 13 Quadrato centrato
 
Il numero 13 è l’ipotenusa del triangolo pitagorico di lati 5-12-13, infatti: 52+122=132. Nel triangolo rettangolo sacro l’ipotenusa 13 è il Figlio, generato dai cateti dispari Padre, e pari Madre. La madre 2 e il padre 3 nel primo triangolo generano un numero irrazionale, la radice quadrata di tredici √(22+32) = √(4+9) = √13, il numero 13 diventa razionale (intero), nel secondo stadio della creazione, quando il padre è 5 e la madre 12 . Vi sono solo due triangoli pitagorici con area uguale al perimetro; uno di lati 5-12-13, la cui area e il cui perimetro sono uguali a 30; l’altro è il triangolo il triangolo 6-8-10, che ha il perimetro e area uguale a 24.
 
Espresso nella forma 12+1=13 compare nella saga del Graal, e di Re Arthur, il tredicesimo posto vuoto è riservato al cavaliere predestinato, il capo dei dodici. Il posto vacante è pericoloso, per chi lo occupa indegnamente, sotto di esso si spalanca l’abisso o viene folgorato da sette mani di fuoco.  Tredici è un numero che fu tanto caro ai Templari, legato misteriosamente alla loro storia e al loro destino. È il numero che compone un capitolo templare e dei grandi elettori 12+1 del Gran Maestro, è anche il numero necessario per fondare un nuovo monastero cistercense. Il numero poligonale associato a quest’aspetto misterico, è il secondo numero 12-gonale centrato, 12 punti ai vertici di un dodecagono e un punto al centro 12+1=13.
 
Figura 7. Il 13 numero12-gonale centrato
 
Gli Egizi consideravano il 13 un numero fortunato, 12 erano i gradini della scala che conduceva verso la vita eterna e solo toccando il tredicesimo gradino si passava all’immortalità. Presso gli etruschi le sei coppie divine potevano ritornare all’unità solo rivolgendosi alla tredicesima.
 
Nella forma 12+1, esprime il desiderio di un successivo progresso, di chi “osa superare” il 12, per questo motivo superficialmente si tende a considerare un numero sfortunato. In realtà, rappresenta un inizio.  Il numero 13 porta la prova, la sofferenza, simboleggia la morte della materia, o la fine del suo ciclo di costruzione delle forme, e la nascita allo spirito: il passaggio a un livello superiore di esistenza. La parte del corpo smembrato da Tifone di Osiride che non fu più trovata, è quella del suo organo riproduttivo, Osiride ricomposto non crea più le forme.
 
Il pitmene del numero dispari 13 è 1+3=4, numero che è l’emblema della Giustizia Morale e dell’equità divina.
 
[1] Questa regola non è riportata su nessun testo attribuibile ai Neopitagorici, è stata formulata dall’autore del libro Vincenzo Pisciuneri, e nasce dalle considerazioni sulla scomposizione che tradizionalmente è fatta per i numeri 3, 5, 7, 11, 13.
[2] Recentemente hanno assunto una grande importanza anche nella matematica applicata, e in particolare nella crittografia.
[3] Stanze di Dzyan, IV, 3.
[4] Tutti i numeri decagonali centrati terminano con 1, e si possono ottenere aggiungendo un 1 alla fine di un numero triangolare.
[5] Il sole è il cuore del sistema solare di cui la terra fa parte. Si dice che il cuore del sole batta una volta ogni 11 anni, inviando così la sua forza vitale a tutti i pianeti del proprio sistema. Ha inizio allora l’onda di ritorno. È la stessa cosa per l’espansione e contrazione del cuore e dei polmoni dell’uomo, l’espirazione e l’inspirazione della vita che fluisce in ogni centro o forma manifesta. Il cuore umano batte in media circa 72 volte il minuto. Il sole, che è il cuore del nostro sistema solare, batte una volta ogni 11 anni.
[6] Il Dodecaedro ha dodici facce pentagonali, per tale motivo si sono presi i primi cinque numeri.
[7] Il Libro della Formazione, il Sepher Yetzirah, dell’insegnamento ebraico, descrive 22 lettere-suoni divini alla base della creazione.
[8] Valentino, 28, VI Libro dei Philosophumèna.
[9] Berosso è stato un astronomo e astrologo babilonese, sacerdote di Bel Marduk, vissuto tra il IV e il III secolo a.C., noto per aver composto in greco la Storia di Babilonia (Βαβυλωνιακὰ).
IL NUMERO QUATTORDICI – 14 - I PRIMI CINQUE NUMERI DI p
      
Può essere espresso solo come numero rettangolare 2x7=14. Può essere visto come la somma di due numeri stelle a 6 punti, con 1 punto al centro 6+1=7. Si ottengono 12 punti sui vertici di un dodecagono e un punto doppio centrale.  
Figura 1. Il Numero 14 due stelle a 7 punti
 
 
È un numero misterico per eccellenza perché rappresenta la Coppia di Sette Potenze, in totale Quattordici.
 
I Tre cadono nei Quattro. L’Essenza radiante diventa Sette all’interno e Sette all’esterno.[1]
 
La gerarchia numerica al di fuori del Triangolo Primordiale è duplice, Sette per la Luce, Sette per la Tenebra o Materia, in totale 14. L’Uomo Celeste della mitologia Indù fu diviso in Sette pezzi, al pari di Dionisio Zagreo e di Osiride (2x7). Il numero 14 è collegato al tempo ciclico. In numero 14 è legato allo scorrere del tempo, nei tempi antichi alla fine dell’anno sacro di 360 giorni, si sommava la settimana di cinque giorni[2], durante i quali il vecchio anno moriva e il nuovo nasceva e si ricostituiva il principio della divinità nel mondo: 360+5 = 365 = 3+6+5 = 14 = 2x7. Le stanze di Dzyan specificano:
 
Dal fulgore della Luce – Il Raggio dell’Eterna Tenebra – balzarono nello Spazio le Energie risvegliate. L’Uno dall’Uovo, i Sei, i Cinque. Quindi i Tre, l’Uno, i Quattro, l’Uno, i Cinque – i Due volte Sette, la somma totale – queste sono le Essenze, le Fiamme, gli Elementi, i Costruttori, i Numeri, gli Arupa (senza forma), i Rupa, e la Forza o Uomo Divino, la Somma Totale …[3]
 
Dopo l’Uomo Celeste, come secondo stadio della manifestazione, ecco che appaiono in sequenza i Tre(3), l’Uno(1), i Quattro(4), l’Uno(1), i Cinque(5): “3+1+4+5 = 14”, Due Volte Sette, la Somma Totale. I numeri scritti in sequenza sono le prime Cinque[4] cifre del numero p. Non considerando la virgola, il rapporto fra il Cerchio del nostro Universo e il Diametro è 31415 o sinteticamente 2x7. Attribuendo il valore “1” al Diametro, la Circonferenza assume il valore 3,1415. Dal punto di vista matematico il numero p è composto di un numero infinito di cifre, per indicare le forze della creazione sono infinite, anche se divise in 14 Gerarchie. Nello spazio tridimensionale, 14 è il secondo numero di stella octangulare[5], 1, 14. Quattordici è anche terzo numero piramidale a base quadrata: 14 = 12+22+32= 1+4+9.  
Figura 2. Il Numero 14 Stella octangula e Piramidale e base quadrata
 
 
Nell’antico Egitto, le parole Kepti e Sebti erano usate per designare il Tempo e il numero Sette. Il figlio della dea Sevekh era chiamato settimo o sette, il cui simbolo era il Coccodrillo Celeste. Osiride il cui corpo fu smembrato  in 14 pezzi, era chiamato il Doppio Coccodrillo[6], il doppio principio Spirito e Materia, Bene e Male, e come tale era il Sole del Giorno e quello della Notte, il divino e il mortale.
 
A Noè, il Decimo Patriarca prima del Diluvio, è ordinato di far salire sull’Arca Sette Paia di animali (2x7 = 14), maschi e femmine, poiché fra sette giorni Iddio farà piovere su tutta la Terra. Dio stabilì un segno di alleanza con Noè e i suoi figli, la nuova razza che doveva ripopolare la terra dopo il Diluvio, dicendo: “Il mio arco (baleno) pongo sulle nubi e sarà il segno dell’alleanza tra me e la terra”.[7] L’arcobaleno è formato da sei colori più il settimo la sintesi, e rappresenta i sette cieli. L’Arca, viceversa, con i suoi tre piani polarizzati (sei in tutto), e con il tetto, rappresenta le sette terre[8]. Arca e Arcobaleno sono parole formate dalla stessa radice e indicano le due metà, la superiore i cieli, l’inferiore le terre, dell’Uovo Cosmico che galleggia sulle Acque del Caos, dove sono conservati i germi di tutte le cose viventi di tutte le creature. L’Arca, Argha, è l’Uovo, rappresenta la  Madre o la  Potenza passiva della Natura, il contenitore o la Matrice di tutti i semi di vita. Dall’Arca esce il Progenitore del nuovo mondo. In un Giorno di Brahma, composto di 14 Manvantara, compaiono 14 Manu. Ciascuna mano contiene 14 falangi, per le due mani 2x14=28 falangi.
 
Il suo pitmene è 1+4=5, le prime cinque cifre del cerchio divino p. Riguardo al tempo ciclico, il 14 ha ci informa dei 5 giorni da aggiungere a 360 per formare l’anno di 365 giorni. Il numero 5 è il fulcro della bilancia pitagorica.

 
IL NUMERO QUINDICI – 15
 
 
È un numero rettangolare prodotto con due numeri dispari 3x5=15; è il 5° numero triangolare. Insieme a 21, il 15, forma la più piccola coppia di numeri triangolari la cui differenza (21-15 = 6) e somma (21+15 = 36) sono anch’essi triangolari. Il numero 15 è la somma di due numeri triangolari e un numero quadrato: 2D+ 3o+2D = 3+9+3 =15. Questa è la  forma del terzo numero esagonale secondo Theone di Smirne. Si osserva che 12 punti, i lati dell’esagono racchiudono all’interno 3 punti.   
                     Figura 3. Forme del numero 15
 
Il Quinto numero triangolare è 15 la Pentactide, dodici punti disposti attorno alla Triade Divina. Il 5° numero triangolare richiama la stella a 5 punte, il segno di riconoscimento dei Pitagorici, il Pentagramma, che è scomponibile in 15 segmenti. Schwaller de Lubicz afferma che in questo Triangolo di lato Cinque, la Pentactide, è risposto il segreto di tutte le misure! Dodici punti che circondano i Tre punti del Triangolo Divino, rappresentano le 12 ore del giorno e della notte, durante le quali il Cosmo respira. Conteggiando le cinque unità della base, su uno dei due lati resteranno quattro unità e tre sull’altro, vale a dire i tre numeri  3, 4, 5 (Osiride - Padre, Iside - Madre, Horus - Figlio) del Triangolo Sacro Egizio.
 
      
Associato al 15 abbiamo un famoso quadrato magico. Si dispongano in un quadrato di 3x3 i primi 9 numeri suddivisi in coppie simmetriche rispetto al Numero Cinque, inteso come fulcro di una bilancia, si ottiene un quadrato magico di tre numeri per lato, attribuito ad Apollonio di Tiana[9] la cui somma per ogni direzione è sempre 15. È  conosciuto anche come il quadrato di Saturno.   
 
Figura 4. Il quadrato di 15 e lo SHU
 
 
Il quadrato dei primi nove numeri proposto da Apollonio di Tiana è identico al quadrato numerico del Lo Shu, uno dei simboli sacri della Cina.  Lo Shu[10], il quadrato magico di 15, è la rappresentazione dei più arcani misteri della Matematica e dell’Universo. I numeri del Lo Shu rappresentano le Otto direzioni dello Spazio, Nove con il Punto Ventrale della Decade, il numero Cinque. Per gli antichi Cinesi il Lo Shu era un simbolo potentissimo di cui si diceva: “È questo ciò che compie le alterazioni e le trasformazioni e mette in moto demoni e dèi”.  
 
È la somma di tre numeri primi dispari consecutivi all’interno della Decade: 15 = 3+5+7. Nella simbologia massonica vi sono 15 scalini per accedere alla “Camera di Mezzo”, la “Quintessenza” degli alchimisti, il punto d’intersezione dei due bracci della croce, la sommità della “Pietra cubica a punta”. Si accede alla Camera di Mezzo[11] per mezzo di 15 gradini divisi in tre gruppi: 3, 5, 7, che sono quelli dell’Apprendista, del Compagno e del Maestro. Il numero 15 è anche la somma dei primi tre numeri pari di là della Triade Spirituale[12], 4+5+6 = 15.
 
Il pitmene di 15 è 1+5=6, compare nella forma triangolare, nei 6x2 punti che circondano la Triade.

 
IL NUMERO SEDICI -16
 
Il numero 16 è due elevato alla quarta, 24=16.  Eulero dimostrò che l’unica soluzione di: ab = ba, è 24=42, cioè 16. I Pitagorici affermavano che 16 è l’unico quadrato ad avere uguali perimetro e area. Scrive Giamblico, che il numero 4 è chiamato “giustizia”, perché come affermava il suo maestro Anatolio, Il numero 4 è giusto perché la superficie (4x4=16) è uguale al perimetro (4+4+4+4=16), mentre i numeri prima del 4 hanno perimetro maggiore dell’area, cioè del quadrato, e viceversa i numeri dopo il quattro. La superficie rappresenta i diritti, e il perimetro i meriti.
 
Il 16 è la somma dei primi Quattro numeri dispari: 1+3+5+7 = 16.
 
Il Quattro è il Quadrato, ed è un numero spirituale perché generato dall’Uno per crescita fino al numero stesso, per poi decrescere fino all’Uno, con 7 numeri: 1 + 2 + 3 + 4 + 3 + 2 + 1 = 16. Abbiamo il 4 collegato al 7 attraverso il numero 16=42. Il numero 4 occupa la posizione centrale fra progressione e regressione dei 4 numeri della Tetractis. Può essere visualizzato come somma del 3° e 4° numero triangolare: 16=6+10= 3D+4D, si crea una losanga, il rombo perfetto, che nasce sulla Vesica Piscis.  Può essere visto anche come l’unione di due numeri triangolari di lato 4 con base in comune. Sedici è anche il 3° numero pentagonale centrato. 1, 6, 16, ...
 
Figura 5. Il numero 16 - pentagonale centrato - il rombo perfetto
 
 
Il pitmene del numero 16 è 1+6=7, che compare nella somma dei numeri triangolari 3D+4D e nei 7 numeri della serie crescente e decrescente.

 
IL NUMERO DICIASETTE – 17- L’OSTACOLO
 
 
Il 17 è il settimo numero primo. Il poligono regolare con 17 lati è costruibile con riga e compasso. È la somma di due quadrati, 17=12+42, cioè è l’ipotenusa √17 del triangolo rettangolo di cateti 1 e 4, per diventare un numero razionale, il triangolo deve averi i cateti di 8 e 15, infatti: 172=82+152.
 
Ci si chiede perché Teodoro il Maestro Pitagorico di Teeteto e di Platone, abbia iniziato con √3 e finito con √17. Plutarco[13] profondo conoscitore della filosofia pitagorica spiega che Il numero 17 era inviso ai Pitagorici[14]  tanto che era considerato un ostacolo. Plutarco fornisce una prima spiegazione affermando che il numero 17 cade fra il numero 16, un quadrato 4x4, e il numero 18, un rettangolo 6x3, i soli numeri che formano figure piane la cui area è uguale al perimetro. Il numero 17 si pone come un ostacolo e spezza la proporzione di uno e un ottavo in intervalli disuguali, 18 =16+16/8, oppure 17 = 8+(8+1).
     
  • 18/16 = 9/8  e 9/8 è nella scala musicale il Tono, il      RE.
    È anche 23+32 = 8+9 = 17 . Il 17 aveva una considerazione particolare perché è il numero delle consonanti, i poteri creatori, nell’alfabeto greco, divise in 9 mute e 8 sonore.
    Diciassette è la somma dei primi Quattro numeri primi 17 = 2+3+5+7 = 1p+2p+3p+4p, una forma diversa della Divina Misura, e la Tetractis dei numeri primi.
  • Il pitmene o la      riduzione teosofica del numero diciassette dà otto: 17 = 1+7 = 8. L’otto è due volte 4 ed è quindi un numero che      rivela l’interesse per la materia, ma all’interno di un equilibrio tra      l’ordine terrestre e quello e quello celeste.
    Il 17 fa parte della terna pitagorica, 8, 15, 17, compare come ipotenusa, il figlio, del triangolo rettangolo di base 8 la madre, che è pitmene di 17.
  • In Egitto, il  numero 17 era anticamente messo in relazione ad un ciclo basato fra la coincidenza delle fasi della Luna con la levata eliaca di Sirio. Ad esempio se oggi la levata eliaca di Sirio avviene in congiunzione con la luna nuova, dopo 17 anni coinciderà con il quarto di luna, dopo 34 anni con la luna piena.
 
Applicando la regola della scomposizione dei numeri primi, 17 il settimo primo, ha rango 7, il numero chiave è 17-7=10. Il numero diciassette è scomposto 10 l’Uomo Celeste, la Tetractis pitagorica, e in 7 il mistero. Il numero 10 è la Trinità 3 sommata ai primi 7, aggiungendo i secondi 7 abbiamo la somma 17.
      
I 10 Punti inscritti nel Triangolo pitagorico valgono tutte le teogonie e le angiologie che siano mai uscite da un cervello teologico; poiché chi sa interpretare questi 17 punti (con i 7 punti matematici occulti) nel loro vero senso e nell’ordine dato, vi troverà la serie ininterrotta delle genealogie, dal primo Uomo Celeste al terrestre.[15]  
 
Nel trattato sul Fuoco Cosmico il Maestro D.K., afferma: “In essi è celato il mistero dei 3 che diventano i 16, uniti o sintetizzati dal 17°, che corrispondono sui livelli cosmici ai sette con l’ottava sfera[16]. Questo deve rimanere per ora un mistero praticamente insolubile per l’uomo[17].
 
Figura 6. Il numero 17 somma di numeri misterici
 
 
Una possibile spiegazione è quella che i Tre generano il doppio triangolo, il Sei che nella dualità diventa 2x6=12. Dodici erano gli dei dell’Olimpo greco, 6 maschi e 6 femmine, una coppia di sei. Nei Rig Veda Indù i figli di Aditi, sono Dodici. I Dodici che circoscrivono la nostra sfera di manifestazione sono quelli della fascia dello Zodiaco. Dodici sono gli assistenti celesti del Dio Giano. Il Sole come il Dio dei Misteri è al centro e con essi forma il numero 13, ma il Dio dei Misteri è duplice maschile e femminile, ed ecco che abbiamo il numero 14, che sommato alla Triade spirituale fa 3+14=17.
 
Scrive Plutarco, che Osiride fu ucciso il giorno 17 del mese di Athyr, nel segno zodiacale di morte dello Scorpione (il nemico del Sole), quando si compiva il plenilunio. Il plenilunio segna l’inizio del periodo di magra del Nilo, il simbolo di Osiride. Il 17 ottobre è il primo giorno della creazione secondo la tradizione ebraica. La morte del Dio nel numero 17 equivale alla caduta dello Spirito nella Forma, questo è il vero motivo perché tale numero era inviso ai Pitagorici la cui Dottrina era rivolta verso il ricongiungimento di ciò che è stato separato all’Uno, all’Esseità. Il giorno 17 (10 +7), Noè entrò nell’Arca.
 
Jabir ibn Hayyan conosciuto come il più grande alchimista musulmano dell’ottavo secolo, nel suo Libro dei Settanta si servì dei numeri del quadrato magico di 3x3 per spiegare la natura e la composizione degli elementi. Il quadrato magico è scomponibile in un quadrato 2x2 e in uno gnomone o squadra con 5 numeri. Il quadrato di 2x2 contiene la serie di numeri 1+3+5+8=17. Jabir afferma che: “Tutto, nell’universo, è governato dal numero 17, i metalli, per esempio, hanno potenza 17 e la forma di ogni cosa nel mondo è 17. Jabir ibn Hayyan, spiega che l’1 rappresenta la qualità del caldo, il 3 quella del freddo, il 5 l’umido l’8 il secco. Dalle unioni di queste ultime hanno poi origine i quattro elementi Terra, Acqua, Aria, Fuoco.
 
Figura 7. I numeri 17 e il 28 nel quadrato di 15
 
Il numero 17 per Jabir era una delle due chiavi della conoscenza della Bilancia delle composizioni, l’altra chiave è fornita dallo gnomone del primo quadrato, cioè dai 5 numeri disposti a squadra nello stesso quadrato magico, 2+4+6+7+9=28. Ogni metallo è dotato di una struttura numerica specifica e possiede una natura “interna” ed “esterna” rappresentata da diversi numeri. Il segreto della trasmutazione scrive nella teoria della bilancia, risiede nel “bilanciare” questa struttura numerica in modo da ottenere il numero perfetto 28, che è associato all’oro. L’alchimista Jabir non rivendica la paternità del quadrato magico, ma lo attribuisce a un certo Belenous o Apllonius, cioè Apollonio di Thyana, Neopitagorico e Neoplatonico del I secolo.

 
IL NUMERO DICIOTTO - 18
 
Nella forma rettangolare 3x6, è generato dal più perfetto tra i numeri spirituali, il primo dei numeri perfetti. Nella forma 2x9 è il doppio del primo quadrato perfetto 2x32. Non vi sono numeri poligonali associati al 18, ma si ritrova questo numero nella rappresentazione triangolare della Tetractis. Si hanno 10 Punti, vertici di altrettanti triangoli, considerati dai Pitagorici gli atomi della superficie. I lati che collegano i 10 Punti sono 18. Nello spazio tridimensionale è il terzo numero piramidale pentagonale, 1, 6, 18, che rappresenta l’accrescimento pentagonale. Ricordiamo che il pentagono è riferito sia all’Uomo Celeste 2x5 sia all’uomo terreno 5. Il Sigillo di Salomone Y o stella a 6 punte, formato da 2 triangoli intrecciati che realizzato con 12 punti uniti in 6 triangoli e 18 lati.
 
Figura 8. Rappresentazioni geometriche del numero 18
 
                         
È uguale al doppio della somma delle sue cifre, 18 = 2x(1+8). È uguale alla somma delle cifre del suo cubo: 183 = 5832; 5+8+3+2 = 18. La somma di due 9 crea il 18=9+9, mentre il loro prodotto crea il suo rovescio 81 = 9x9. Questo effetto specchio lo ritroviamo osservando le del Corano nella mano destra è tracciato il numero 18 e nella mano sinistra 81 secondo i caratteri arabi antichi, quelli del Corano appunto. Il diciotto come numero rettangolare 6x3, forma un rettangolo la cui area è uguale 6x3 al perimetro 6+3+6+3. Con il quadrato di 4 rappresentano le uniche figure piane a quattro lati la cui area è uguale al perimetro: i diritti uguali ai doveri.
 
Sono 18 le posizioni corporali nella danza classica sacra nel bramanesimo. In chimica 18 gruppi (colonne) e 7 periodi (disposizione) formano la tabella periodica degli elementi. Le anime dei Giusti, citate nella Bibbia, giungono su 18 colonne profumate mentre la letteratura buddhista menziona le 18 condizioni di Buddha. Per Jainismo, sono 18 i peccati capitali. Sono 18 i capitoli del Bhagavad-Gita, i monaci buddisti durante le loro preghiere, usano un rosario composto di 18 grani. La Cabala insegna che ci sono 72 geni (o angeli) divisi nei Quattro Elementi: 18 trasmettono i loro poteri dall’elemento Fuoco, 18 dall’elemento Aria, 18 dall’elemento Terra e 18 dall’elemento Acqua. Nell’antica Roma, al ricorrere del 18 di ogni mese, nessuna azione, sia pubblica sia privata, era possibile compiere a meno che non fosse strettamente necessaria. Nel calendario Maya un anno era composto di 18 mesi ognuno dei quali aveva una durata di 20 giorni 18x20 =360, con un resto di 5 giorni, per un totale di 360+5 = 365 giorni. I Druidi utilizzavano l’alfabeto degli alberi, denominato Ogham, che si componeva di 18 lettere (5 vocali e 13 consonanti).
 
Il pitmene di 18 è 1+8 = 9, essendo un numero doppio 2x9, coincide col suo progenitore 9.
 
 
IL NUMERO DICIANNOVE - 19
                                                                                                                                                                                                                                                                     Il 19 è l’ottavo numero primo, applicando la regola precedente 19-8=11, è scomposto in 8, e in 11.  È il terzo numero esagonale centrato, formato dalla sequenza 1, 7 (+6), 19 (+12). Il numero 19 è anche il quarto numero triangolare centrato[18]: 1, 4(+3), 10(+6), 19(+9). Nello spazio tridimensionale è visualizzabile come il terzo numero ottaedrico 1, 6, 19, formato da due piramidi a base quadrata con base in comune. L’Ottaedro nel Timeo è definito come la forma geometrica del secondo Elemento, l’Aria.  
Figura 9. Il numero 19 - ottaedrico - esagonale centrato - triangolare centrato
 
 
È un numero palindromo che ha particolarità di poter essere letto in modo inverso cioè sia da destra sia da sinistra. È il più piccolo numero primo che è uguale al prodotto delle sue cifre più la somma delle sue cifre: 19 = (9x1)+(9+1) = 9+10. Il 19 rappresenta anche la ciclicità, anche perché ogni 19 anni le fasi lunari ricadono nello stesso giorno dell’anno solare.
 
Il pitmene di 19 è 1+9 = 10 = 1, l’unità, nel nostro caso, di secondo ordine, il primo punto nei due numeri triangolare ed esagonale centrati.

 
IL NUMERO VENTI - 20
 
 
Il 20 è un numero rettangolare che si può esprimere come numero generato dai numeri della decade, in forma eteromeca, o oblunga, cioè un rettangolo con un lato di una sola unità in più rispetto l’altro, 4x5 e in forma duale 2x10.  Il numero è la somma di due numeri triangolari uguali del 4° ordine, due Tetractis. Eseguendo anziché il prodotto 4x5, il rapporto 4/5, si trova il MI della scala armonica naturale di Archita. Il numero 20 è particolarmente legato al numero 4, la Misura.
 
·     È la somma dei primi 4 numeri pari, 2+4+6+8=10.
·     La dualità del 20, può essere rappresentata con due Tetractis opposte ciascuna con 10 punti. Il venti rappresenta un’unione perfetta (10+10), come le dita delle mani e dei piedi dell’uomo.
·    È la somma dei primi 4 numeri triangolari 1D+2D+3D+4D = 1+3+6+10 = 20. È la Tetractis dei numeri triangolari! Disposi a piramide i quattro numeri formano il quarto numero tetraedrico, un numero piramidale a base triangolare il numero 20.
 
Figura 10. Rappresentazioni del Numero 20
 
Il sistema di numerazione usato dai Maya era vigesimale, cioè a base venti, posizionale e comprendeva l’uso dello zero. Un mese nel calendario religioso Maya comprendeva 20 giorni, il ciclo Haab, lungo 360 giorni. Era composto di 18 mesi di 20 giorni. Anche il sistema di numerazione dei Galli era vigesimale, ancora oggi nella numerazione francese, 40 è “due volte venti”, 60 è “tre volte venti”, ecc. Il 20 ha anche un suo quadrato magico 4x4 fatto con i primi 4 numeri pari.  
Figura 11. Quadrato magico di Venti
 
Il pitmene di 20 è 2+0=2, ci informa che 20=2x10 è il duale del numero 10.



[1] Stanze di Dzyan, III, 4.
[2] Cinque giorni, cinque i numeri presi a riferimento del 31415 cioè del p.
[3] Le Stanze di Dzyan, IV, 3.
[4] Il valore “3+1+4+5 = 14 = 1+4 = 5, fornisce nuovamente il numero Cinque.
[5] In geometria solida la stella octangula (regolare) è uno dei cinque poliedri composti regolari, ottenuto unendo due tetraedri uguali ruotati di 180° e uniti nei baricentri. Si può anche considerare una stellazione dell’ottaedro.
[6] Libro dei Morti, CXLII; 8,17.
[7] Genesi, IX, 13.
[8] Nei Rig-Veda degli Indù, si raffigura Vishnu che attraversa Sette regioni del Mondo, compiendo Tre passi.
[9] Apollonio (Apollonius Tyaneus) avrebbe condotto una vita ascetica secondo la dottrina pitagorica, osservando un periodo di silenzio di cinque anni, praticando il celibato, e vestendo abiti di lino. Rifiutava gli abiti in pelle e si asteneva dalla carne, reputandola impura, considerando puro tutto quel che la terra produce direttamente. A lui il biografo Flavio Filostrato attribuisce molti miracoli affini a quelli che i Vangeli attribuiscono a Gesù Cristo.
[10] Lo Shu significa “scritto del fiume Lo”.
[11] La Loggia dei Maestri è chiamata “Camera di Mezzo”.
[12] Il Due è il Principio dei numeri pari.
[13] Plutarco, De Iside, 367, F.
[14] Questa è l’origine della credenza che il 17 porti sfortuna.
[15] Helena Petrovna Blavatsky, La Dottrina Segreta, Scienza occulta e scienza moderna.
[16] Avitchi, l’ottava sfera, la dimora delle anime perdute o di quei gusci dell’uomo inferiore che si sono separati dal loro principio vitale o Sé spirituale. È il contenitore dove tutte le forme sono ridotte agli elementi base. Il Sentiero della Mano Sinistra quello della Magia Nera, deriva dall’uso delle forze naturali per fini egoistici; è caratterizzato da egoismo e da separatività intensi, e termina nell’Avitchi, l’ottava sfera.
[17] A.A. Bailey, Trattato sul Fuoco Cosmico  879. L’argomento trattato riguarda il Mistero dei Fuochi Solari.
[18] I numeri triangolari centrati hanno un punto al centro con gli altri punti attorno disposti a triangolo.
IL NUMERO VENTUNO - 21
 
Come numero rettangolare 3x7=21 è il prodotto dei due numeri spirituali della Decade 3 e 7. Il 21, è considerato il numero della perfezione spirituale. Associato al 21 vi è un quadrato magico 3x3.
 
Figura 1. Quadrato magico di Ventuno
 
La Dottrina Segreta attraverso le Stanze di Dzyan afferma che 21 sono le Potenze Spirituali associate al Primogenito , cioè l’Energie risvegliate dal Fulgore della Luce: “L’Uno dall’Uovo, cioè il 10, poi il 6 e il 5, la cui somma vale: 10+6+5 = 21 = 3x7.
 
Il Sesto numero triangolare è 21, tre volte sette. Marco, uno Gnostico[1] la cui filosofica era decisamente Pitagorica, parla di tre Ebdomada (3 gruppi di 7). Due in Cielo, una nel Cielo superiore e una in quello inferiore, infine una terza e una in terra sul piano della materia: in totale 7+7+7 = 21. Brahma, il creatore, è chiamato Prajapati, come sintesi dei Signori dell’Esistenza. Secondo il Rig Veda, la Creazione non è opera di Brahma, ma dei Prajapati (gli Elohim degli Ebrei), in numero di 7 oppure di 21. Riducendo 21, cioè calcolando il suo pitmene si ottiene 2+1=3, cioè la Trinità, i Tre Logos; si conclude che le 21 Potenze sono emanate dalla Trinità Astratta. Il nome cabalistico della Divinità cabalistica è formato con 4 lettere Jod(10)-Hé(5)-Vau(6)-Hé(5) di valore 26. In questo nome la Hé ripetuta due volte, il due è la dualità della creazione materiale, tenendo conto di una sola Hé si ha 21.
 
Tutto quello che è in Alto deve essere inteso come “Creazione invisibile” dell’universo che agisce al di fuori dello spazio e del tempo; ed è simboleggiato dalla J-H-V, il cui valore ghematrico è: 10+5+6=21. Quello che è in Basso, nel mondo della forma, deve essere inteso, invece, come “Creazione visibile” dell’universo; simboleggiato dalla seconda Hé, il cui valore numerico vale 5 che assommato al 21 delle prime tre lettere, ci dà il valore di 26, che è il valore del Nome Divino J-H-V-H.

Marco parla di una rivelazione che gli fu fatta dai 7 Cieli, che pronunciavano i 7 nomi delle Gerarchie angeliche, emettendo ciascuno una vocale. Il primo cielo emana un suono o una vocale  A (a ), il secondo l’E (e), il terzo H (h), il cielo mediano, il quarto emana I (i), il quinto O (o), il sesto l’U (u), il settimo W (w). E tutte unendosi insieme per armonia, emanano un suono, e glorificano colui dal quale furono emanate: il Logos del sistema o edificatore del mondo. La gloria del suono è portata in alto all’antenato del Pleroma; mentre l’eco del loro inno di gloria è portato in terra e diviene il modellatore e generatore di quelli sulla terra, le anime degli uomini. Disponendo le sette vocali in modo triangolare come per la Tetractis, si ottengono 21 suoni, visualizzati con 21 triangoli, poiché la seconda vocale si combina con la prima formando un triangolo vocale, le due seconde si combinano con le tre terze vocali formando due triangoli e così via.  
 
Figura 2. I Ventuno Suoni divini
 
I 21 triangoli colorati generano 21x3=63 linee o lati, a loro volta racchiudono 15 triangoli bianchi, la Pentactide, in totale 21+15=36, la Tetractis chiamata il Mondo. Il numero 21 è la parte paterna o maschile del triangolo rettangolo pitagorico 21, 28, 35. Questa terna è sette “7” volte il triangolo sacro pitagorico 3, 4, 5. . Secondo la Dottrina Pitagorica, l’anno climaterico, cioè la rivoluzione completa cui è soggetto il nostro temperamento è di 7 anni. A 21 anni tre volte sette, si ottiene la completa maturità psicologica.

 
VENTIDUE - 22 - IL NUMERO DELLA FORMAZIONE
 
 
Ventidue è il quarto numero pentagonale 1, 5, 12, 22. È il terzo numero eptagonale centrato: 1, 8 (+7), 22(+14). Il numero 22 può come suggerito da Theone di Smirne, può essere espresso nella diversa forma pentagonale come somma di triangolo D più quadrato o, cioè: 3D+4o = 6+16 =22.
Figura 3. Le tre forme del numero 22
 
Il numero 22 è anche una particolare Tetrade di proporzione geometrica decrescente[2]: 14+23+32+41=22.
 
Ventidue è il numero dei poligoni regolari inscrivibili in un cerchio euclideo: 3, 4, 5, 6, 8, 9, 10, 12, 15, 18, 20, 24, 30, 36, 40, 45, 60, 72, 90, 120, 180, 360.
 
Ventidue sono le lettere dell’alfabeto Akkadico, Fenicio, Egizio, Ebraico, Arabo, Aramaico. L’intera creazione e l’intero linguaggio scaturiscono da un’unica combinazione di lettere. Le lettere ebraiche sono 22, ognuna delle quali ha un valore numerico preciso, dall’1 al 10, dal 10 al 100, e dal 100 al 400. Ricordiamo che 22 è anche il numero degli aminoacidi che concorrono a formare l’impalcatura della vita o come i 22 paia di cromosomi contenuti nel seme umano e di qualsiasi altra cellula del corpo umano. I 46 cromosomi sono suddivisi in 23 coppie, cioè 22 coppie di autosomi e una di cromosomi sessuali. La testa dell’uomo è fatta di 22 ossa: 8 craniche e 14 facciali.
 
La Creazione, è pure, una sorta di spartito musicale per pronunciare i “suoni” (ossia le permutazioni dei suoni fondamentali) che Elohim ha usato per creare il suo mondo, così permettendo all’uomo che li ripeta correttamente di creare a sua volta altra vita. Il Sepher Yetzirah ci presenta una creazione armonica in cui Elohim crea usando le 22 lettere dalle cui diverse combinazioni ha origine il molteplice. L’opera è visualizzata cin 22 canali che collegano le 10 Sephiroth tra di loro nell’Albero Sephirotico della Cabala. Il Vendidad, il sacro libro dell’Avesta, scritto da Zarathustra, ha 22 capitoli.
 
Per Valentino, lo Gnostico Pitagorico, dall’Ogdoade, la generazione prosegue con altri 22 Eoni, una decade “10” e una dodecade “12”. Il Totale è 30, Trenta, il numero gnostico del Pleroma. Come i primi Dieci Numeri Primordiali sono alla base della prima produzione della forma così, le 22 lettere sono la causa prima della materia.
 
Nel panteon indù abbiamo gli Dèi che sono divisi in tre categorie per un totale di 33 divinità[3], divise in tre gruppi, 11 nel cielo, 11 nel mondo intermedio, 11 nella terra. Le 11 divinità del mondo intermedio, l’atmosfera, sommate con le 11 della terra, fanno in tutto 22, il numero delle consonanti della creazione.

  1. Dèi celesti. 12 Aditya, i Figli della Grande madre Aditi. I figli di Aditi, dapprima erano Sette, Otto con Martanda, poi divennero i Dodici Grandi Dei del Pantheon Indù. Sono le Sette Legioni che, nati nella sfera dell’Operazione, considerato il piano del Padre, volevano operare per esso. Nella filosofia esoterica sono uno dei gruppi che compongono i Rudra[4], alti Deva o Dhyan Chohan. Sono assimilati ai dodici mesi dell’anno.
  2. Dèi atmosferici: 8 Vasu, detti i Benefici, il Fuoco, la Terra, il Vento, l’Atmosfera, il Sole, il Cielo, la Luna, le Stelle.
  3. Dèi terrestri: 10 Rudra, 11 con a capo Rudra stesso, il fulmine. Nelle Upanishad, questi Rudra sono i 10 Spiriti Vitali, l’undicesimo, è Atman, lo Spirito.

Il numero 22 lo ritroviamo anche nei 10 Rudra e nei 12 Aditya (figli di Aditi). Rudra era una divinità terrifica del periodo vedico assimilata al Fuoco Celeste, al fulmine e a Shiva. Esotericamente, Rudra-Shiva comprende anche gli agenti della creazione, angeli e uomini. Gli Spiriti del Fuoco, la cui caratteristica è settenaria, sono la personificazione dei Fuochi Sacri più occulti della Natura. I 21 suoni divini descritti da Marco rappresentano le 21 combinazioni che concorrono a formare un suono di sintesi, visualizzabile con il triangolo che contiene i 21 piccoli triangoli, in totale 22.
 
Il pitmene di 22 è 2+2=4, per informarci che dietro le 22 lettere o suoni vi è l’azione della Tetrade.

 
IL NUMERO VENTITRÉ - 23

È il nono numero primo. Applicando la regola nota: 23-9=14, il numero ventitré è scomposto in 9 e in 14. Il 9 è il limite delle cifre nella Decade, non permette che altri vadano oltre, è visualizzabile con un cerchio, il circolo celeste di 360°=3+6+0=9, il 14 rappresenta i giorni dell’anno solare 365=3+6+5=14. Ventitré rappresenta i giorni dell’Anno solare nel circolo celeste.
 
È il numero di cifre del ventitre fattoriale 23! Gli altri numeri con questa proprietà sono 22 e 24. È la somma di tre numeri primi consecutivi, molto spirituali: 23=5+7+11=3p+4p+5p, i tre numeri primi del triangolo sacro 3,4,5, che nei numeri non primi dava come somma 12, numero associato al circolo celeste.
 
Il numero di articolazioni nel braccio umano è di 23. L’ovulo e lo spermatozoo sono composti ognuno di 23 cromosomi, 22 di cromosomi autosomi (che non contiene informazioni genetiche specifiche alla caratterizzazione sessuale dell'individuo) e una di cromosomi sessuali. La circolazione del sangue attraverso il corpo umano si compie in 23 secondi. Il numero 23, il nono numero primo, esprime il Cerchio della Vita. È un numero misterioso che non permette l’intromissione dei profani; può essere visto come l’ultimo poligono regolare di 22 lati inscritto in un cerchio con il punto al centro 22+1=23, cioè il primo numero 22-gonale.
 
Il pitmene di 23 è 2+3=5, numero che compare solo nella scomposizione in numeri primi.

 
IL NUMERO VENTIQUATTRO - 24

Espresso come numero rettangolare 4x6=24, presenta un rapporto 2/3 tra i lati del rettangolo, il SOL. È il terzo numero 9-gonale (poligono nove lati) 1, 9, 24. Il numero 24 è il fattoriale di 4!=1x2x3x4=24. Il numero di cifre in “24!” è proprio 24. Raddoppiando i lati del Triangolo Divino Egizio 3-4-5 (Osiride - Iside - Oro), otteniamo il triangolo 6-8-10, che ha la proprietà di avere un perimetro di 24 uguale all’area[5], ciò significa che questo triangolo i diritti e i doveri sono in perfetto equilibrio. Vi sono solo due triangoli pitagorici con area uguale al perimetro, l’altro è il triangolo di lati 5-12-13 la cui area e il cui perimetro sono proprio uguali a 30.
 
Ventiquattro sono le ore del giorno divise in due gruppi di 12 ore di luce e 12 ore di tenebre. La Cabala afferma che, 24 sono le Ore durante le quali si compie la Creazione. Plutarco descrivendo la religione di Zoroastro parla di 24 dèi luminosi creati da Horomazes. I Caldei distinguevano, al di fuori del cerchio zodiacale, 24 stelle di cui 12 australi e 12 boreali, chiamate “Giudici dell’universo”. Esseri celesti che secondo la mitologia babilonese e persiana costituiscono la corte celeste. Questi sono i 24 Vegliardi della visione di Giovanni, che (nell’Apocalisse) dice che attorno a “Uno seduto sul Trono”, vi sono 24 Vegliardi, seduti su 24 troni. Questi 24 Vegliardi corrispondono alle 12 grandi forze cosmiche celestiali e alle 12 terrestri. Colui che è sul Trono è il Sole Centrale - il Nucleo della Cellula Solare. Le corone d’oro sulle teste dei Vegliardi simboleggiano la loro forza individuale o potenza di vita, materiale e spirituale.
 
Unendo i punti di un quadrato di 4x4 = 16 punti, si ottengono 3x3 = 9 quadrati, uniti con 24 lati. Il quadrato di 4 si ottiene aggiungendo uno gnomone (squadra) al quadrato di 3 cioè a 9, che è esattamente il numero di quadrati geometrici che creano i 16 punti. In definitiva il numero 4 elevato al quadrato 16, crea 9 recinti quadrati o spazi, delimitati da 24 lati.

Figura 4. Il numero 24 nel quadrato 3x3
 
Prendendo in considerazione i sei numeri oltre la Triade Spirituale, la somma dei primi tre numeri è, 4+5+6=15, la somma si riduce al sei, infatti, 1+5=6, si dice 15 che è un 6 con un’unità di secondo livello; la somma del successivo gruppo, 7+8+9=24, si riduce nuovamente a 6, infatti, 2+4=6, si dice che 24 è un Sei con un’unità di terzo livello.
 
Il corpo umano è composto di 24 elementi di cui l’idrogeno e l’ossigeno sono i più abbondanti, la gabbia toracica del corpo umano è formata da 24 costole. Per l’antica sapienza cinese, 24 sono le fasi dell’anno solare, chiamate chieh-ch’i.
 
La potenza del numero 12 e del suo doppio il 24 si manifesta nello spazio tridimensionale tra i corpi geometrici nel Cubottaedro, uno dei tredici poliedri archimedei, ha 12 vertici e 24 spigoli. Questo solido ha la caratteristica che i raggi (vettori) che escono dal centro sono tutti uguali in lunghezza ai lati: è l’unica forma geometrica in cui tutti i vettori sono della stessa lunghezza e relazione angolare (60°), tutte le forze sono uguali ed equilibrate.
 
Figura 5. Cubottaedro 12 vertici 24 spigoli
 
Il pitmene di 24 è 2+4=6, che compare nel lato del numero rettangolare 4x6.


 
IL NUMERO VENTICINQUE – 25

La somma dei Cinque numeri Dispari della Decade, i numeri del Cielo secondo il Taoismo[6], fornisce: 1+3+5+7+9=25. Venticinque è il quinto numero quadratico 52=25. È il quarto numero quadrato centrato: 1, 5, 13, 25, le cui diagonali composte ciascuna con 7 punti, intersecandosi formano una croce a bracci uguali con 13 punti. Questi 13 punti simbolicamente rappresentano le 13 parti ritrovate del corpo smembrato di Osiride, la quattordicesima perduta, in realtà è occultata al centro, infatti, se contiamo 7 punti per diagonale, otteniamo 14, il centro è un punto doppio. Il quadrato è riempito con 4 numeri triangolari di rango 3, in definitiva 4x3= 12 punti, le ore del Giorno della manifestazione. Sommando i punti 13+12=25, che è la quarta parte di 100, il numero che segna la vita dell’Universo.
 
Figura 6. Il numero 25 - quadrato centrato
 
Il 25 è la somma di due quadrati 52=32+42 che nascono dal Triangolo sacro egizio 3, 4, 5, Osiride, Iside, Oro. Fa parte come ipotenusa del triangolo rettangolo 7, 24, 25, dove 7 il numero maschile è il padre, 24 numero femminile è la madre, e 25 il loro figlio. Questo triangolo rispetto al primo triangolo sacro 3,4,5 è di secondo livello, riguarda la costruzione nel mondo delle forme. Il pitmene di 25 è 2+5=7, che compare nella terna pitagorica 7, 24, 25.

 
IL NUMERO VENTISEI - 26
              
Nasce dal raddoppio del numero primo 13, perciò ne esprime la dualità 2X13=26. Non è un caso che 26 sono i gangli del sistema simpatico del corpo umano e le 26 ossa della colonna vertebrale. Il numero 26 in tutto l’universo matematico è l’unico numero esistente interposto fra un quadrato (25 = 52) e un cubo: 27=33. È uguale alla somma delle cifre (pitmene) del suo cubo 263=17576, infatti, 1+7+5+7+6=26. È anche la somma dei 4 numeri primi dispari 3+5+7+11=26.
 
Il valore numerico del Tetragramma cabalistico sacro, YHWH cioè del nome di Dio in ebraico, formato dalle 4 lettere ebraiche yod, hé, vau e hé, è: 10+5+6+5=26. Il numero 26 può essere espresso come 10+16=26, il quarto triangolare 10 più quarto numero quadratico 16, cioè 4D+4o = 26. È un’altra forma occulta geometrica del numero 7, un quadrato o più un triangolo D riferiti al Quaternario (4).
 
Figura 7. Il numero 26 – Triangolo unito al Quadrato
 
Nel gioco esoterico dell’oca[7], che comprende 14 oche, chi ottiene 3 e 6 col primo lancio va subito alla casella 26. Dalla casella 26, restano 37 caselle da percorrere per giungere alla fine. Il numero 37 si riduce a 3+7=10, e quindi a 1, annuncia il ritorno all’Unità.
 
Esiste una stella magica di ordine 6 formata dai primi 12 punti la cui costante magica vale 26. Un collegamento misterico tra la Stella a sei punte di David e il numero ebraico 26 del Tetragramma cabalistico.
 
 
Figura 8. Il numero 26 nella stella magica di ordine 6

Il pitmene di 26 è 2+6=8, è un riferimento alla forma occulta del numero: il triangolo e il quadrato 4D+4o =26, sono composti di quattro file e hanno 4 punti per lato 4+4=8. Il riferimento esoterico è quello degli Otto Grandi Dei, Il Sole e i 7 Reggenti dei pianeti sacri (quadrato o più un triangolo D). Per gli Gnostici l’8° è Agathodaemon, l’Angelo Buono, il Christos, il Sole, intimamente legato con i 7 Figli di Sophia (la Sapienza), che sono uguali ai 7 Figli di Aditi (la Sapienza degli Indù), di cui l’8° è Martanda, il Sole. Detto in altri termini è la settuplice Luce del Primo Nato.


  
IL NUMERO VENTISETTE- 27
 
Ventisette è cubo perfetto 27=33, il primo cubo costruito sul 3, il primo numero spirituale. È uguale alla somma dei suoi tre quadrati: 27=3²+3²+3². Come numero rettangolare può essere espresso solo nella forma 3x9. È la somma delle cifre del suo cubo: 27³=19683, cioè 1+9+6+8+3=27. 1 + 9 + 6 + 8 + 3 = 27. {\displaystyle 1+9+6+8+3=27.} È il terzo numero poligonale decagonale 1, 10, 27, la forma su cui tale sequenza si sviluppa è un poligono a 9 lati, 27 è dato dalla somma di due ennagoni a 9 e 18 punti.
 
Figura 9. Il numero 27 – Terzo decagonale

È parte paterna del triangolo rettangolo pitagorico 27, 36, 45. Questa terna è nove 9 volte il triangolo sacro pitagorico 3, 4, 5. Platone divide L’Anima del Mondo in più parti, secondo criteri di proporzionalità e armonia, le cui misure sono date dalle due quaterne geometriche di 1, 2, 4, 8 e 1, 3, 9, 27 che insieme formano una serie di Sette numeri 1, 2, 3, 4, 8, 9, 27. Il 7° numero 27, è la somma dei primi 6 numeri dell’Anima del Mondo.
 
Il numero 27 era anche detto Grande Tetractis, perché deriva dalla somma dei 4 numeri che all’interno della Decade nascono da un prodotto: (2 x 2) + (2 x 3) + (2 x 4) + (3 x 3) = 4+6+8+9=27. La Grande Tetractis 27, esprime la totalità dei prodotti della Decade e la moltiplicazione per 4 indica il passaggio alla manifestazione, per cui con esso si esprime la totalità degli stati dell’essere; ciò ne fa un frequente simbolo iniziatico, diffuso anche nelle tradizioni orientali.
 
Il pitmene di 27 è 2+7=9, che rappresenta il primo cubo che forma il numero.

 
IL NUMERO VENTOTTO - 28

Il numero 28 è il secondo numero perfetto e il 7° numero triangolare, 1+2+3+4+5+6+7=28. Il 28 è la somma dei primi cinque numeri primi: 2+3+5+7+11=28, è anche la somma dei primi cinque numeri non primi 1+4+6+8+9=28 e probabilmente non c’è altro numero con questa proprietà. È il quarto numero esagonale, 1, 6, 15, 28, e il terzo numero ennagonale centrato, 1, 10, 28. Ogni numero perfetto pari è triangolare, esagonale ed ennagonale centrato. È la somma di due numeri triangolari e un numero quadrato: 3D+4o+3D = 6+16+6 =28. Questa è la forma del 4° numero esagonale secondo Theone di Smirne.                                                                                                                                                                                                                                                                             

 
Figura 10. Due forme del numero 28

È parte materna del triangolo rettangolo pitagorico 21, 28, 35, Questa terna è sette “7” volte il triangolo sacro pitagorico 3, 4, 5.
 
Come numero rettangolare è formato dai prodotti 2x14, e 7x4. Due volte 14 può essere rappresentato come una coppia opposta di numeri piramidali a base quadrata del terzo ordine. Non a caso 14 sono i giorni che consentono alla luna nuova di completare il proprio dominio e trasformarsi in luna piena: luna piena 14° giorno, luna nuova 28°giorno.
 
Nel racconto della Creazione, del Genesi di Mosè, l’importanza attribuita al numero 7 e dei suoi multipli, è dimostrata dal fatto che esso compare continuamente all’interno del testo. Il primo verso della Bibbia è composto di 7 versi e 28 lettere ebraiche: “Bereshit bara Elohim et ashamaim vet harets”, normalmente tradotte è “In principio[8] Dio creò il cielo e la terra”. Il numero totale delle lettere che formano le 7 frasi è 28, numero che si riferisce alla durata del mese lunare. Si può anche osservare il rapporto di questo numero lunare 28 con la lettera iniziale Bet, che è precisamente la planetaria della Luna. Il mese lunare è quattro volte sette, 28 giorni: 4 fasi lunari ognuna composta di 7 giorni, e poiché la Luna è la Madre della generazione, I fenomeni fisiologici femminili ricorrono ogni mese lunare di 28 giorni, la gestazione umana si compone in 280 giorni, in dieci mesi lunari. La divisione dello Zodiaco nelle 28 dimore della Luna sembra essere anteriore ai 12 segni; i Copti, gli Egizi, gli Arabi, i Persiani e gli Indù usavano la divisione in 28 parti molti secoli or sono, mentre i Cinesi la usano ancora. Ogni 28 anni i giorni della settimana tornano sempre a corrispondere con i giorni del mese.
 
Osiride il dio della Luce, figlio di Geb, il Fuoco Celeste e di Neith, la Materia Primordiale, visse 28 cioè 2x14 anni prima di essere ucciso e smembrato in 14 pezzi da Seth e dai 72 congiurati, che lo rinchiusero in una Bara, o Arca, precipitandolo nel mare (della manifestazione), nel Mondo del creato. Nel mese lunare di 28 giorni[9], ogni settimana ha un suo carattere occulto. In Egitto, il Defunto, nome misterico dell’Iniziando superata la Porta della stanza delle prove diventava un Coccodrillo (Drago, Serpente) e acquisiva 28 facoltà o poteri sulla Materia. L’Antologia Palatina, ha conservato, un dialogo fra Policrate e Pitagora in cui il primo domanda a Pitagora quanti atleti sta conducendo verso la saggezza.
 
Te lo dirò Policrate: la metà studia l’ammirabile scienza delle matematiche, l’eterna natura è oggetto di studi di un quarto, la settima parte si esercita alla meditazione e al silenzio, vi sono in più tre donne di cui Teano è la più distinta. Ecco il numero dei miei allievi che sono ancora quelli delle Muse.
 
La soluzione del problema è appunto 28, infatti:   x +   x +   x +3 =28. Pitagora aveva 28 discepoli (25 maschi e 3 femmine) e li condusse verso la Saggezza. La Basilica pitagorica sotterranea di Porta Maggiore in Roma mostra 28 stucchi funerari della confraternita che conferma che i componenti erano appunto 28. Inoltre 28 è un numero sacro nell’architettura pitagorica. La sfera del Pantheon è divisa all’interno in 28 meridiani. Sono 28 le colonne e le paraste, disposte sulla circonferenza, che sopportano la trabeazione del primo ordine. Nel Pantheon e nella Colonna Traiana ricorre la partizione della circonferenza rispettivamente in 28 e in 14 parti.
 
Il pitmene del secondo numero perfetto 28, è 2+8=10=1+0=1, che rappresenta l’unità del secondo ordine, quella che si manifesta nel mondo delle forme.

 
IL NUMERO VENTINOVE - 29
 
 
Il numero 29 è il decimo numero primo. Il prodotto delle cifre del cubo di 29 è a sua volta un cubo: 293=24.389 = 2x4x3x8x9 = 1.728 = 123. Può essere scritto in due modi diversi come combinazione fra i primi 4 numeri primi “2, 3, 5, 7” e le 3 operazioni aritmetiche di base: 29 = (2x7)+(3x5)=(5x7)−(2x3). È la somma di due quadrati, 29= 22+52. È la somma di tre quadrati consecutivi, 22+32+42, manca il quadrato dell’Unità, del numero 1, per arrivare a 30 il numero del Pleroma.
 
L’importanza del numero 29 è legata ai numeri primi, infatti è il decimo numero primo, chiude la decade dei numeri incorruttibili. Applicando la regola per scomporre in due parti un numero primo: 29-10=19, il numero ventinove è scomposto in 10 la Tetractis e in 19, quest’ultimo è il 7° numero primo. Nello spazio tridimensionale, il Numero 10 è il terzo numero tetraedrico, 1, 4, 10; il numero 19 è il terzo numero ottaedrico. Il numero 29 può essere visto come la somma di un tetraedro forma del Fuoco e di un ottaedro, forma dell’Aria, dello stesso rango.
 
Figura 11. Il numero 29 – Tetraedro più ottaedro  
 
Calcolando il pitmene di 29 si ottiene 2+9=11, che è il quinto numero primo. Riducendo ancora 11 si ottiene 1+1=2, il primo numero primo. Il numero 29, il 10° numero primo, ridotto diventa 11, il 5° numero primo, e ridotto completamente diventa 2, il 1° numero primo.

 
IL NUMERO TRENTA - 30
 
Trenta è il prodotto dei tre numeri primi 2x3x5=30, questo numero 30 si può solo visualizzare nel piano come numero rettangolare, tra cui quello eteromeco (oblungo) con il lato più lungo maggiore di un’unità rispetto al lato più corto, cioè nx(n + 1), 5x6=30. Vi sono solo due triangoli pitagorici con area uguale al perimetro. Uno è il triangolo di lati 5-12-13 la cui area e il cui perimetro è uguale a 30. L’altro è il triangolo di misure 6-8-10 la cui area e il cui perimetro è uguale a 24. Nello spazio tridimensionale il dodecaedro e il suo duale, l’icosaedro, hanno 30 spigoli. La somma dei cinque numeri pari della Decade è 2+4+6+8+10 = 30, numero che per la filosofia Taoista rappresenta la somma dei numeri della Terra.  
 
Il numero oblungo 30 è la somma di due numeri triangolari uguali di rango 5 cioè 5D +5D = 15+15=30. Non vi sono numeri poligonali associati al 30, ma si ritrova questo numero nel 5D numero triangolare. Ricordando che per i Pitagorici, il triangolo è l’atomo, ogni figura può essere scomposta in triangoli, nel nostro caso unendo i 15 Punti della Pentactide si ottengono16 triangoli, collegati con 30 lati[10]. Nello spazio tridimensionale, la Tetractis pitagorica, si esprime con il Quarto Numero Piramidale, una piramide a base quadrata contenente 30 punti, con 4 punti di lato: 12 +22+32+42 = 1+4+9+16=30.
Figura 12. Rappresentazioni del numero 30  

Nello spazio tridimensionale il dodecaedro e il suo duale, l’icosaedro, hanno 30 spigoli. Ogni settore dello Zodiaco è diviso in 30°. Plutarco scrive che ogni Pentagono può essere scomposto in 30 Triangoli rettangoli. Nell’edizione Tamil del Bhagavadam si legge che 15 giorni solari fanno un Paccham; due Paccham (30 giorni) fa un mese dei mortali. Il numero 30 rappresenta i giorni del mese sacro, quelli che poi formeranno i 12x30=360 giorni e poi anni di Brahma.
 
Per Marco lo gnostico pitagorico la pronuncia del divino Nome intero consiste di 30 elementi, il numero gnostico del Pleroma 8+12+10 = 30. Il numero degli Dèi del panteon indù è di Trenta: 8 Vasu, 12 Aditya, 10 Rudra. È il cateto dispari, il Padre, del triangolo rettangolo 30, 40, 50 che è 10 volte il triangolo sacro 3, 4,5.
 
Il pitmene di 30 è 3+0 = 3, che rappresenta i Sacri Tre della Trinità Astratta.

 
IL NUMERO TRENTUNO - 31
 
Il 31 è l’undicesimo numero primo. È un numero che può essere scritto in due modi diversi come somma di potenze successive di cinque e di due: 31=50+51+52=20+21+22+23+24. Il numero primo 31 è la somma di tre numeri primi successivi 7+11+13=31. La sequenza 7+11+13 è la terna centrale dell’enneade dei numeri primi 4p+5p+6p. In ebraico la parola Uno numericamente è 13. Leggendo in modo inverso il numero 31, si ottiene 13, che è ancora un numero primo. Il valore numerico della parola “El” Dio, in ebraico è 1+30=31.
 
Applicando la regola della scomposizione dei numeri primi: 31-11=20 il numero 31 è scomposto in 11 e 20, che compaiono nella formazione di numeri figurati.
 
·        È il quarto pentagonale centrato, un pentagono con il punto centrale. Il numero 20 si ottiene dalla somma della coppia di pentagoni con punti pari per lato (4 e 2, colore rosso), il numero 11 dalla somma dei punti della coppia di pentagoni con numeri dispari (1 e 10, colore blu).
·        È il terzo decagonale centrato: 1, 11, 31 (11+20).
·        È il quinto numero triangolare centrato; Il numero 20 si ottiene dalla somma della coppia di triangoli situati all’esterno con 4 e 3 punti per lato, il numero 11 dalla somma dei punti della coppia di triangoli con 3 e 2 punti per lato, più il punto centrale.
 
Figura 13. Il numero 31 - Forme centrate
 
Il pitmene di 31 è 3+1=4, che allude alla forma preferita di questo numero, il quarto numero pentagonale centrato.  

IL NUMERO TRENTADUE - 32
 
Il 32 è un numero rettangolare, i due numeri pari all’interno della Decade che generano 32 sono il 4 e l’8, che formano un rettangolo promeco con rapporto tra i lati 4/8=1/2, l’ottava musicale. È la somma di due quadrati, 32=42+42. È la quinta potenza di due 25=32. È il prodotto di 20x22x23=32. Il prodotto di 2 per 5 genera la Decade, l’elevazione alla quinta potenza del due genera il numero 32.
 
Figura 14. I 32 mistici Sentieri della Cabala
 
Nel Sepher Yetzirah, Elohim crea mediante le 10 Sephiroth e le 22 consonanti dell’alfabeto ebraico, 32 in tutto. Trentadue Sentieri dell’Albero della Vita sono costituiti dalle 10 Sephiroth e dai 22 canali che le congiungono, i quali sono formati dalle 22 lettere dell'alfabeto ebraico. Il Quaternario, la divinità, crea il mondo, con 32 Sentieri di Saggezza. La Creazione, così come è descritta nel primo capitolo del Genesi, contiene esattamente 32 volte il nome Elohim, 10 volte riguardo all’affermazione Elohim creò. È il numero di denti nella dentatura completa di un essere umano adulto.
Il pitmene o la riduzione del numero 32 fa nascere il cinque 3+2=5, il numero dell’esponente di due 25=32.   
 
[1] Secondo S. Gerolamo, Marco era egizio, secondo altri insegnava in Asia Minore.
[2] Proprio come per il numero chiave del ciclo 432, cioè decrescente.
[3] I 33 Dèi sono divenuti 33 koti, cioè 330 milioni di dèi.
[4] Rudra era una divinità terrifica del periodo vedico assimilata al Fuoco Celeste, al fulmine e a Shiva.
[5] Vi sono solo due triangoli rettangoli pitagorici con area uguale al perimetro. L’altro è il triangolo di misure 5-12-13 la cui area e il cui perimetro sono uguali a 30.
[6] La somma dei numeri del Cielo è 25. Ta Ciuann, IX, 2.
[7] Vedi numero 63.
[8] Dovrebbe essere il Principio, il Primogenito, creò Cielo e Terra. Origene, Clemente Alessandrino, Calcidio, Metodio e Maimonides, sull’autorità del Targum di Gerusalemme, la massima autorità ortodossa degli Ebrei, ritenevano che le prime due parole del libro del Genesi, Bereshit, significassero Sapienza o Principio, e che il loro significato “Nel Principio” fosse accettato solo dai profani, che non potevano penetrare più a fondo nel senso esoterico dell’espressione. Mosè non volle mai dire che il cielo e la terra furono le prime opere di Dio. Egli disse solo che Dio creò il cielo e la terra mediante il Principio, che è Suo figlio. Egli non volle indicare il tempo ma l’immediato autore della creazione.  
[9] Le fasi lunari si originano dall'interazione tra i movimenti del sole, della luna e della terra. In un anno la luna realizza tredici giri attorno alla Terra, cioè 13 lunazioni. Ogni lunazione dura 28 giorni. La rotazione del sole sul suo asse è osservata dalla terra in un ciclo di 28 giorni, in modo tale che il nostro pianeta riceve una pioggia di particelle ionizzate positivamente e negativamente con un’alternanza di 7 giorni.
[10] La formula per calcolare i lati è 3n(n + 1)/2 dove n è il rango triangolare meno 1; nel nostro caso n=4.
 
IL NUMERO TRENTATRÉ - 33
 
 Trentatré è un numero sacro 3x11=33. 33. Trentatré è la Tetractis fattoriale: 1!+2!+3!+4! = 1x1+1x2+1x2x3+1x2x3x4 = 33. Il triangolo sacro pitagorico è 3, 4, 5, amplificato di 11 volte genera un triangolo con coppie di numeri uguali, doppi che precipitano il primo triangolo pitagorico nella dualità 33, 44, 55, questa è la terna dei numeri Maestri. Il numero trentatré ha la proprietà di essere scomposto sia con la coppia di numeri palindromi o specchio, 33 = 12+21, e sia con i numeri della Monade e della Diade alla quinta potenza: 33 = 15+25. Quest’ultima relazione lega il 33 con il numero 5. L’unione della stella a 6 punte e della stella a 5 punte forma il numero 11. Sommando i segmenti della stella a sei punte 18, con quelli della stella a cinque punte 15, si ottiene 18+15=33, cioè 3x11.
 
Questo numero è mistericamente collegato al Quattro, e al suo quadrato il 16, che è un numero spirituale perché generato dall’Uno per crescita fino al 4, per poi decrescere fino all’Uno,: 1 + 2 + 3 + 4 + 3 + 2 + 1 = 16. La somma rappresenta l’unione di due numeri triangolari 4D+3D, cioè due Tetractis, con la base in comune, congiungendo i 16 punti si creando 18 triangoli con 33 lati[1]. La losanga (rombo) perfetta ha sulle due diagonali 4 punti, la Divina misura.  
Figura 1. I 33 lati della Losanga mistica                                                                                                                                                                                                                        
     
                  
 
Nel panteon indù abbiamo gli Dèi che sono divisi in tre categorie per un totale di 33 Dèi[2]. Nel Rig Veda si fa la descrizione di 33 Divinità. I 33 Dèi sono i 12 Âditya, gli 8 Vasu, gli 11 Rudra, e i 2 Ashvin – i gemelli del Sole e del Cielo. Questo è il numero-radice del Pantheon indù, che elenca 33 crore o 330 milioni di dèi e dee. I grani di ogni tratto del rosario islamico, detto masbah sono 33. Il calendario lunare di 354 giorni sfasato rispetto al calendario di 365 giorni dà un ciclo di 33 anni.
 
La Commedia scritta da Dante Alighieri appartenente ai Fedeli d’Amore opera è formata da 100 canti suddivisi in 3 cantiche Inferno, Purgatorio, Paradiso, ognuna formata da 33 canti. La Commedia è strutturata in strofe composte di 3 versi (terzine), ogni verso ha 11 sillabe quindi, in pratica, ogni terzina ha 33 sillabe. I Fedeli d’Amore celavano in sembianze di donna il principio della propria anima. Essi vivevano per amore della vergine “Sophia”, la santa Sapienza, che conduceva l’uomo dalla terra al cielo e dalla morte alla vita. La donna, per i Fedeli d’Amore era l’equivalente della rosa mistica e simbolo della Dottrina Segreta. La colonna vertebrale umana normale ha 33 vertebre, la colonna, contenendo il midollo, è come se racchiudesse “tutte le esperienze possibili”. Analogamente, il Cristo che muore a 33 anni è come se avesse fatto tutte le esperienze possibili del mondo. Alla fine della scala e delle esperienze di vita conquistati attraverso un movimento attivo i 33 scalini rappresentati dalle vertebre dalla colonna vertebrale, si prospetta la liberazione.
 
Il pitmene di 33 è 3+3=6, che allude alla coppia ternaria maschile e femminile, propria di questo numero.

 
IL NUMERO TRENTAQUATTRO - 34
 
Nasce dal raddoppio dell’ottavo numero primo 2x17=34, si potrebbe definire la diade del numero diciassette.  È la somma di due quadrati dei primi numeri dispari nella Decade, 34 = 32+52. Esiste il quadrato magico 4x4, detto di Giove, che utilizza i primi 16 numeri la cui costante è 34, e che la somma di tutti i numeri è 136, il 16° numero triangolare.
È il quarto numero ettagonale, poligono con 7 lati: 1, 7, 18, 34.
 
Figura 2. Quadrato magico di 34
 
Il pitmene di 34 è 3+4=7, che conferma la natura ettagonale di questo numero.

 
IL NUMERO TRENTACINQUE - 35
 
Nasce dal prodotto di due numeri primi all’interno della Decade 5x7=35. Rappresenta il Figlio, l’ipotenusa, nel triangolo rettangolo pitagorico 21, 28, 35, Questa terna è “7” volte il triangolo sacro pitagorico 3, 4, 5. È la somma dei primi 3 quadrati dispari: 35=12+32+52. La somma dei cubi della prima coppia: 23+ 33= 35 è chiamato Armonia dai Pitagorici perché come il Cinque è ancora matrimonio del primo cubo pari col primo cubo dispari. Il numero 35 è anche il risultato della somma dei quattro termini della proporzione babilonese che servono a individuare le corde del tetracordo di Filolao: 6+8+9+12=35. Giamblico stesso racconta che Pitagora avrebbe riportato da Babilonia in Grecia la “perfettissima” delle proporzioni, costituita dalla Tetractis (6, 8, 9, 12).                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                         È il 5° numero pentagonale, che può essere espresso nella forma triangolo più quadrato 4D+5o = 10+25 = 35.
Figura 3. Forme del numero 35  
 
 
Nello spazio tridimensionale è il 5° numero tetraedrico a piramide con base triangolare; è anche il 3° numero cubico centrato, una serie di cubi costruiti attorno a un punto centrale: 1, 9, 35.
 
Il pitmene di 35 è 3+5=8, l’unico riferimento è alla corda di lunghezza 8 del Tetracordo di Pitagora: questa corda 8/12 = 2/3 esprime la nota SOL. I numeri 2 e 3 elevati a potenza formano il 23+ 33= 35.
 
 
IL NUMERO TRENTASEI - 36
                                                                                                                                                                                                                                                                  Trentasei è l’ottavo numero triangolare, 1, 3, 6, 10, 15, 21, 28, 36. Il numero otto compare nella Tetractis pitagorica chiamata “Mondo”, come ci riferisce Plutarco in Iside e Osiride:
 
“La cosiddetta Tetractis, ossia il trentasei, era la forma più alta di giuramento, come è stato rivelato, ed ha avuto il nome di Mondo perché è formata dalla somma dei primi quattro numeri pari e dei primi quattro numeri dispari”
 
Figura 4. La Tetractis Mondo il numero 36
 
 
Il numero 36 nasce dalla somma di due serie, una serie di quattro numeri pari, e una serie di quattro numeri dispari. Per effetto della duplice pulsazione Quaternaria, si ha l’espressione completa della Tetractis che secondo quanto afferma Plutarco, era chiamata dai Pitagorici il Mondo.
 
2+4+6+8+1+3+5+7=36
 
Anche la somma dei quattro numeri della divina proporzione 6+8+9+12 più l’Unità[3]  dà origine al numero 36.
 
12+9+8+6+1=35+1=36
 
Il numero 36 è il più piccolo numero a essere contemporaneamente quadrato di un numero perfetto 62 e triangolare 8D. Poiché il numero perfetto 6 è il 3°numero triangolare, il numero quadrato costruito su di esso 62 è anche la somma dei primi 3 numeri cubici: 13+23+33 = 1+8+27 = 62 = 36. La relazione col numero 6 ricompare perché è la somma del quinto e sesto numero triangolare: 5D+6D=15 + 21 = 36. È la somma del 6° e 9° numero primo: 36 = 13+23 = 6p+9p.
 
Il numero 36 è legato al conteggio del tempo, al ciclo. Il cerchio celeste, simbolo della vita ciclica, è formato da 360°, aggiungendo i due periodi di transizione si ottiene il numero sacro del ciclo: 360+36+36=432. Gli Egizi secondo quanto ci è riferito da Plutarco in De Iside, utilizzavano il calendario mobile civile costituito da 36 periodi di 10 giorni, più i 5 giorni intercalari 10x36+5=365.
 
Il pitmene di 36 è 3+6=9, il numero del cerchio, il tempo ciclico della manifestazione del Mondo.

IL NUMERO TRENTASETTE - 37
 
È il dodicesimo numero primo. Applicando la regola: 37-12=25 il numero trentasette è scomposto in 12 e 25. È la somma di due quadrati, 37=12+62, rappresentato come il terzo numero 12-gonale centrato, cioè 12 numeri triangolari con 1 punto centrale, 12x3+1=36+1=37. È il quarto numero esagonale centrato: 1, 7, 19. 37; e il terzo numero stellato centrato[4] 1, 13, 37, formato dall’intreccio e sovrapposizione di due numeri triangolari del 7° rango, sette punti per lato.                                                                                                                                                    
     

     
Figura 5. Il numero 37 esagonale centrato e stellato  
 
Il numero stellato 37 è formato dal numero aggiungendo al secondo numero stellato di 13 punti, la stella esterna formata da 24 punti. Abbiamo il 13 le due Tetractis intrecciate e sovrapposte, che simboleggia la morte della materia, o la fine del suo ciclo di costruzione delle forme, e la nascita allo spirito, e il 24 che simboleggia le 24 stelle di cui 12 australi e 12 boreali, chiamate “Giudici dell’universo”, i 24 Vegliardi. Cosa rappresenti il 37, è sussurrato dalla terna pitagorica 35, 12, 37, dove il 37 è l’ipotenusa, il Figlio, dove il padre è 35, chiamato Armonia dai Pitagorici, e la Madre il numero 12, la sacra Dodecade.
 
Il numero primo 37 è permutabile col numero primo 73. Inoltre 37 è il 12° numero primo, mentre 73 è il 21° numero primo, dunque anche le loro posizioni nella serie dei numeri primi sono l’una il rovescio dell’altra. Si noti poi che 21 è il prodotto delle cifre che compongono 73.
 
Il prodotto dei due numeri primi stellati 37x73 = 2701 è il 73° numero triangolare e il 37° numero esagonale. Il numero 2701 è anche il 73°, numero triangolare, cioè: 2701 = 1+2+3+4+ ... +73.
 
Il pitmene di 37 è 3+7=10=1+0=1, che sembra alludere al punto centrale da cui sono formati quarto numero esagonale centrato, e il terzo numero stellato.

 
IL NUMERO TRENTOTTO - 38
 
 
Come numero rettangolare 2x19=38, nasce dal raddoppio del numero primo 19, che è rappresentato come il terzo numero ottaedrico, pertanto il 38 si può rappresentare nello spazio tridimensionale come una coppia opposta di ottaedri, e in piano con una coppia di numeri esagonali centrati del terzo ordine. Esiste un quadrato magico di 4x4, del numero 38. Esiste anche un esagono magico del numero 38, di ordine tre, cioè con 19 celle[5].                              
 
Figura 6. Quadrato ed esagono magici del  numero 38
 
 
La gravidanza normale ha una durata di 280 giorni o 40 settimane dopo l’inizio delle ultime regole o più esattamente, 266 giorni o 38 settimane dopo la fertilizzazione. Sia 266 e sia 38 sono multipli di 19. L’uomo guarito da Gesù nella piscina di Bethesda il quale era infermo da 38 anni, per questo motivo S. Agostino fa di questo numero il simbolo della malattia.
 
Il pitmene di 38 è 3+8=11=1+1=2, che in questo caso allude alla natura duale di questo numero.

 
IL NUMERO TRENTANOVE - 39
 
 
Il numero rettangolare 39=3x13 nasce da prodotto del primo numero dispari 3 per 13, il 7° numero primo. È la triade del numero 13. È la somma delle prime tre potenze del numero tre: 31+32+33=39.
 
·     È la somma di cinque numeri primi consecutivi, 39=3+5+7+11+13.
·     Fa parte de triangolo rettangolo pitagorico, 15, 36, 39, come ipotenusa rappresenta il figlio generato dal padre 15, la Pentade, e dalla madre 36, la Tetractis chiamata il Mondo.
·     Amen scritto in ebraico, aleph, mem, nun, 1+13+25=39 = 3x13.
 
Il rosario di San Michele arcangelo è composto di 39 grani. Il rosario del Sangue Prezioso di Cristo ha 39 grani. La preghiera del Pater Noster è pronunciata 32 volte e il Gloria Padre 7 volte. Secondo la Mishna ebraica, quando un individuo ha trasgredito le leggi, deve ricevere 39 colpi di frusta. S. Paolo dichiara che, per cinque volte, ha ricevuto 39 frustate dagli Ebrei (2 Co 11,24).  Non viene indicato quanti colpi abbia ricevuto Gesù, ma il numero previsto dalla legge Giudaica era 39. I tipi di attività proibite durante il Sabato, sono 39 secondo la Mishna (documenti del Giudaismo rabbinico e Farisaico).
 
Il pitmene di 39 è 3+9=12=1+2=3, che allude alle tre potenze del numero 3.

 
IL NUMERO QUARANTA - 40
 
 
È generato come numero rettangolare dal prodotto di due numeri all’interno della decade, dal primo cubo  e dal numero cinque: 8x5=23x5=40. Può essere espresso in funzione del tempo come 4x10=40. È il quarto numero ottagonale, 1, 8, 21, 40. È la somma di due quadrati, 40=22+62. È il cateto pari, la Madre, del triangolo rettangolo 30, 40, 50 che è 10 volte il triangolo sacro 3, 4,5.
 
Quaranta giorni, settimane, mesi, anni, si ritrovano spesso nel calcolo di un ciclo temporale.
·     Quaranta è 4 volte 10, Quattro è la Misura, Dieci è il numero del ciclo completo.
·     Quattro cicli minori, le stagioni, compongono il ciclo maggiore.
·     Nel Rig Veda, 40 Aion di 10.800 anni, formano il periodo di 432.000 anni del Kali Yuga.
·     “E piovve sulla terra  per 40 giorni e 40 notti … il Diluvio venne sopra la terra per 40 giorni[6].

Il numero quadrato 5, crea 5x5=25 punti, che uniti creano un quadrato formato da 4x4=16 quadrati, composto di 40 lati. Il quadrato di 5 si ottiene aggiungendo uno gnomone (squadra) al quadrato di 4 cioè a 16, che è esattamente il numero di quadrati geometrici che creano i 25 punti.  In definitiva il numero 5 elevato al quadrato 25, crea 16 recinti quadrati o spazi, delimitati da 40 lati.  
Figura 7. Il numero 40 nel quadrato 4x4
 
 
Quaranta settimane (40x7 giorni) occorrono per il concepimento del bambino. Nelle epoche arcaiche le celebrazioni religiose erano legate ai cicli stagionali ed a particolari periodi dell’anno in cui le energie della terra raggiungono il loro apice: i solstizi e gli equinozi; le ricorrenze annuali erano in totale otto, quattro principali ai solstizi ed equinozi, quattro secondarie a distanza di 40 giorni dalle principali. Ad esempio i Celti celebravano:
 
·     Yule (21 dicembre), il solstizio d’inverno; Imbolc (2 febbraio), la Candelora, dopo 40 giorni di semioscurità, si festeggia la luce e rinascita;
·     Ostara (21 marzo), l’equinozio di primavera; dopo 40 giorni Beltane (30 aprile), il Calendimaggio;
·     Litha (21 giugno), il solstizio d’estate; dopo 40 giorni Lughnadash (1 agosto), la maturità, la festa del raccolto;
·     Mabon (21 settembre), l’equinozio d’autunno. Samhain, il Capodanno (il 31 ottobre), la morte del Sole, 40 giorni dopo l’equinozio, il giorno in cui si onoravano i defunti dell’anno appena trascorso.
 
Mosè per 40 anni dimorò in Egitto, e dopo aver ucciso un egiziano, fuggì nel deserto di Madian, dove rimase con Jethro durante 40 anni. Visse per altri 40 anni. Restò per 40 giorni e 40 notti sulla la vetta del monte Sinai, prima di ricevere le Due Tavole della Legge. Elia camminò 40 giorni e 40 notti prima di raggiungere il monte Horeb. Dopo aver digiunato per 40 giorni prima di iniziare il suo ministero pubblico e rimase 40 giorni sul monte Carmelo (1 K 19,8). Elia era stato giudice d’Israele per 40 anni.
 
Secondo gli antichi egiziani, 40 è il numero di giorni necessari affinché l’anima si stacchi definitivamente dal suo corpo fisico. Il numero 40 rappresenta l’attesa (quarantena) nell’oscurità, ma anche della purificazione necessaria a iniziare una nuova vita, il processo di incarnazione dell’anima nel corpo, o viceversa il distacco e l’elevazione della parte spirituale dalla materia. Quaranta giorni dopo la nascita, Gesù è stato presentato al tempio di Gerusalemme per la sua purificazione. Il Vangelo di Matteo (2, 13), riferisce che “Egli, dopo aver digiunato 40 giorni e 40 notti, finalmente ebbe fame”. Infine per 40 ore rimase nel sepolcro come morto, 40 giorni separano l’Ascensione di Gesù della sua risurrezione (Atti 1,3). La Quaresima è un periodo di penitenza e preghiera lungo 40 giorni. Quaranta giorni il seme riposa nella terra prima di schiudersi e generare un nuovo ciclo vitale; il bambino rimane nel corpo della madre per 40 settimane; l’istante dell’animazione, collocato attorno al quarantesimo giorno dopo la fecondazione dell’ovulo, così come afferma la Chiesa Cattolica, per la quale l’aborto non costituisce crimine se non dopo tale termine. Il 40 è un numero che è associato a ogni specie di generazione e rigenerazione.
 
Il pitmene di 40 è, 4+0=4, sembra voler alludere a quattro fasi dopo di che il ciclo 10, si chiude. La quarta lettera dell’alfabeto greco è la D “D”, il cui simbolo, il Triangolo allude alla Decade pitagorica, la Tetractis.

 
IL NUMERO QUARANTUNO - 41
 
 
È il tredicesimo numero primo. Applicando la regola della scomposizione dei primi, 41-13= 28. Questo numero è legato al 13 e al numero 28. Il numero 13 porta la prova, la sofferenza, simboleggia la morte della materia e la nascita allo spirito: il passaggio a un livello superiore di esistenza. Il numero 28 è il ciclo lunare, il tempo necessario al completamento del Passaggio. Il numero 13 si ritrova nella sua scomposizione in numeri primi, infatti, 41 è la somma dei primi sei numeri primi, 41=2+3+5+7+11+13. È anche la somma di tre numeri primi consecutivi, 41= 11+ 13 +17.
È la somma di due quadrati, 41=42+52. È il quinto numero quadrato centrato, 1, 5, 13, 25, 41. Quaranta punti intorno all’unita centrale. Le due diagonali composte ciascuna con 9 punti, incrociandosi formano una croce a 17 punti. Il quadrato è riempito con 4 numeri triangolari di rango 3, ciascuno con 6 punti, in totale 17 la croce e 24 i triangoli. La croce racchiude il mistero del numero 17. I quattro triangoli formano le ore del giorno e della notte divise in quattro tempi.

                                                                                                                                                                                                                                                                 Figura 8. Il numero 41 quadrato centrato
 
Il pitmene di 41 è, 4+1=5, il riferimento è al quinto numero quadrato centrato, ma è anche all’uomo che ha superato le dolorose prove imposte dal numero 40, e iniziando in nuovo ciclo 1, giunge al numero 40+1=41.

 
IL NUMERO QUARANTADUE - 42
 
 
È il terzo numero 15-gonale, 1, 15, 42. È anche un numero rettangolare oblungo cioè eteromeco 6x7=42, formato dalla somma di due numeri triangolari uguali 6D+6D=21+21=42. È il risultato della somma di 7 numeri della Decade 3+4+5+6+7+8+9 = 42. Il numero 42 appare nel terzo numero esagonale centrato con 19 punti che uniti formano 24 triangoli con 42 linee.
 
Figura 9. Il numero 42 relazionato col 24tramite il 19
 
Nel Tantrismo il simbolo Sri Yantra è formato da 9 triangoli (4 del principio maschile di Shiva e 5 del principio femminile di Shaki), i quali si intrecciano in modo tale da formare 42 triangoli più piccoli intorno ad uno centrale, in una rete che simboleggia il cosmo intero o l’utero della creazione. 42 è il valore in ebraico di re Davide, padre di Salomone.
 
Sebbene il nome di Osiride sia “Ineffabile”, possiede 42 attributi, numero degli “Assessori” o Giudici che, nella regione dell’Amenti, si trovano davanti ad Osiride come accusatori dell’Anima e che leggono il loro rapporto nel Cuore del Defunto, che doveva dimostrare di non aveva commesso nessuno dei 42 peccati elencati nel “Libro dei morti”, in altri termini di aver seguito le 42 prescrizioni della Dea Maat la rappresentante dell’ordine universale. Si dice che Thoth abbia lasciato alle spalle un lavoro di conoscenza conosciuto come i “42 Libri di Thoth”, ma questo può anche fare riferimento alle 42 leggi di Maat.
 
Osiride visse 7x4 anni, fu sembrato in 7x2 parti, il suo nome ha 7x6 attributi di cui 7 sono duali in modo tale da avere in totale 49 (7x7) attributi.
 
La Torah è suddivisa in colonne, ciascuna delle quali consta sempre di 42 righe. Le Odi di Salomone sono 42. Nel Talmud è scritto che il nome divino di 42 lettere è il più grande dei misteri. Queste 42 lettere contengono i nomi dei dieci Sephiroth. Secondo la tradizione mesopotamica, la superficie della torre di Babele occupa 42 misure agrarie. Gli antichi Egizi avevano diviso il paese in 42 parti.
 
Il pitmene di 42 è, 4+2=6, ai 6 tempi composti di settimane, di giorni o di anni, 6x7.

 
IL NUMERO QUARANTATRÉ - 43
 
 
È il quattordicesimo numero primo. Segue l’ordine del sette nei numeri primi. Applicando la regola della scomposizione dei primi: 43-14=29, il numero quarantatre è scomposto in 14 e 29 che è il decimo numero primo. Il numero 14 è 2x7 ci indica la progressione di 7; il decimo numero primo 29 conclude un particolare ciclo. La rappresentazione avviene con il quarto numero ettagonale (un poligono di sette lati) centrato, 1, 8, 22, 43. In punti sono disposti a eptagono (7 lati) con un punto baricentrico.
 
Figura 10. Il numero 43 eptagonale centrato  
 
Il grembiule del Libero muratore corrisponde al Numero 43, che simboleggia, 4 il quadrato o, e 3 il triangolo D. Nella tradizione biblica il Numero 43 è simbolo di lotta e di insurrezione.
 
Il pitmene di 43 è, 4+3=7, è il riferimento alla sua natura ettagonale.

 
IL NUMERO QUARANTAQUATTRO - 44
 
 
È un numero rettangolare 4x11, è anche un numero Maestro, con cifre uguali. Appartiene alla terna pitagorica 33, 44, 55, che è 11 volte il triangolo sacro rettangolo 3, 4, 5. Quarantaquattro è l’aspetto femminile o materno di questo triangolo. È il quarto numero ottaedrico, due piramidi a base quadrata comune, 1, 6, 19, 44. Il dio Chronos era circondato da 44 Assistenti, 22 principali e 22 secondari, secondo il fenicio Sanchoniaton.
 
Il pitmene di 44 è, 4+4=8, si riferisce alla forma ottaedrica.

 
IL NUMERO QUARANTACINQUE - 45
 
È un numero rettangolare 5x9. Il numero 45 è la somma di due quadrati, 45=32+62. La somma dei primi 9 numeri dà 45, la differenza tra le sequenze dei primi 9 numeri 987654321-123456789= 864.197.532 dà di nuovo 45=8+6+4+1+9+5+3+2. È il nono numero triangolare, la somma dei 9 numeri monadici contenuti nella Decade. Il triangolo dei punti esterni forma una barriera di 24 punti che contiene 21 punti. I 24 punti simbolizzano le 24 stelle di cui 12 australi e 12 boreali, al di fuori del cerchio zodiacale, chiamate “Giudici dell’universo”, simbolicamente i 24 Vegliardi del libro dell’Apocalisse di Giovanni.                                                                                                                                                                                                                              Figura 11. Forme del numero 45
 
 
I 21 punti contenuti nel triangolo interno rappresentano il settimo numero triangolare, i 21 Suoni della creazione, le tre Ebdomade. Il numero 45 può essere espresso in forma esagonale come 4D+5o+4D= 45, cioè 10+25+10= 45. Anche in questa rappresentazione 24 punti, sui lati dell’esagono racchiudono 21 punti.
 
Il pitmene di 45 è, 4+5=9, è il riferimento al nono numero triangolare.
 
IL NUMERO QUARANTASEI - 46
 
Il numero 46=2x23 nasce dal raddoppio del numero primo 23. È il numero di cromosomi che contiene ogni cellula del corpo umano, raggruppati in 23 coppie. È il quarto numero ennagonale, 1, 9, 24, 46, un numero poligonale a 9 lati. È il sesto numero triangolare centrato, che rappresenta tre numeri triangolari di lato 5 (Pentactide) con un Punto al centro, 3x15+1 = 46.
 
Figura 12. Il numero 46 Triangolare centrato
 
 
Il valore numerico del nome di Adam in greco: A=1, D=4, A=1, M=40, dà come somma 46.
Il numero cromosomico dell’uomo è 46, suddivisi in 23 coppie, precisamente in 22 coppie di autosomi e una di cromosomi sessuali. Il numero 46 è il Maschio-Femmina.
Il pitmene di 46 è, 4+6=10. Il pitmene di 23 è 2+3=5, che compare solo nella scomposizione in numeri primi. Poiché 46 è il doppio di 23 il 5 compare due volte 5+5=10.

 
IL NUMERO QUARANTASETTE - 47
 
È il quindicesimo numero primo. Applicando la regola 47-15=22, è scomponibile nei numeri 15 e 22. Il 15 è la Pentactide e il 22 che secondo il Sepher Yetzirah è la creazione armonica in cui Elohim crea  usando le 22 lettere dalle cui diverse combinazioni ha origine il molteplice. Si tratta di una creazione secondaria che origina dalla Pentactide. È il valore numerico del versetto del Genesi in cui è scritto: “E Dio vide che era cosa buona”.
 
Il pitmene di 47 è, 4+7=11, è un indiretto riferimento al numero 22.

 
IL NUMERO QUARANTOTTO - 48
 
Nasce dal raddoppio del numero 24. Plutarco in Iside e Osiride precisa la natura chiara e oscura della coppia di 24 dèi: “Horomazes si fece tre volte più grande, e si allontanò dal sole tanto quanto il sole dista dalla terra, costellò il cielo di stelle, e ne pose una a guardia e custodia sopra tutte le altre: Sirio. Creò altri 24 dèi e li depose in un uovo. Ma i demoni creati da Arimanios, 24 anch’essi, riuscirono a bucare l'uovo, e da allora il bene e il male furono mescolati”. Il numero 48 è anche rettangolare di 6x8, il cui rapporto tra i lati è ¾ il FA della scala armonica pitagorica.
 
Gli egizi credevano che i propri morti riconoscessero il luogo nel quale erano stati seppelliti dopo 48 ore e i druidi dicevano che 48 erano i pericoli sconosciuti che popolavano la notte.
 
Il pitmene di 48 è, 4+8=12, i gruppi di 24 sono composti ciascuno da due gruppi di 12. Il numero 48 composto di due numeri sacri: 4 e 8 che sommati danno un altro numero sacro, 12, che rappresenta la perfezione; per tale motivo fin dai tempi più antichi e stato messo in relazione alle cose divine, ai messaggi dall’oltretomba che ci legano con l’Aldilà.

 
IL NUMERO QUARANTANOVE - 49
 
È il quadrato perfetto del numero misterico della decade 72=49, è un numero dello Spirito. È la somma di tre numeri primi consecutivi, 49=13+17+19= 6p+7p+8p.
 
Il primo sviluppo del Caos primordiale sono i Sapta Samudra (Sette Oceani), i 7 Tipi di Materia, indicati come i 7 Oceani[7] o i 7 Stati di Manifestazione. I Sapta Samudra rappresentano il primo sviluppo del Caos primordiale. La filosofia transimalaiana insegna che questi 7 tipi di Materia si differenziano a loro volta in 7x7=49 sub elementi. La vita Una si manifesta in Sette in 7 stati, i quali, con la loro suddivisione settenaria, formano i 49 Fuochi menzionati nei libri sacri. In India era il mistero dei 7 Fuochi e dei loro 49 Fuochi o aspetti, o “il numero di essi”.
 
Cercate voi questi misteri?” - domanda Gesù nella Pistis-Sophia. “Nessun mistero è più eccellente di queste 7 vocali; perché esse condurranno le vostre anime alla Luce delle Luci” - cioè alla vera Saggezza. “Niente quindi è più eccellente dei misteri che voi cercate, eccettuato il mistero delle 7 Vocali, dei loro 49 Poteri e dei loro numeri”.
 
La filosofia Taoista afferma che il numero della Quantità totale è formato d 49+1=50:
Il numero della Quantità Totale è 50, di questo se ne prendono 49. Si dividono in due parti, per raffigurare le Due Forze fondamentali. [8]
 
Nella divinazione col metodo de “I King”, si usano 50 steli di millefoglie, ma se ne usano 49 cioè 7x7. Gli steli del millefoglio, dice il Libro dei Mutamenti “sono di specie rotonda e spirituale”, mentre all’opposto degli Otto Segni che sono di “natura squadrata e saggia”. Il significato è che 49 = 7x7 è un numero dello Spirito, mentre 8x8 = 64 è un numero squadrato della Terra.
 
Il periodo delle celebrazioni festive di Olimpia consisteva in 50 mesi, mentre l’intervallo vero e proprio fra due Olimpiadi era di 49 mesi. Il numero 49 è quello della Fenice, che, secondo la mitologia, muore e risorge dalle sue ceneri sette volte sette, 49 volte. Segue l’Anno del Giudizio è il 50°, che corrisponde al Giubileo della Tradizione Cristiana.
 
Il pitmene di 49 è, 4+9=13, uno dei tre numeri primi di cui esso è composto. Il numero 13 a sua volta si scompone in 1+3=4, il quadrato, che richiama i 4 tempi. Vedi rappresentazione a lato.
Figura 13. Il quadrato del tempo ciclico 49
 
 

[1] Formula per calcolare i lati:  n = numero triangolare minore, nel nostro caso 3D,  n(3n+2)=3(3x3+2)=3x11=33.
[2] I 33 Dèi sono divenuti 33 koti, cioè 330 milioni di dèi.
[3] Il numero Uno è stato aggiunto perché origine “inizio-principio” di tutti i numeri.
[4] Ogni numero stellato centrato è anche 12-gonale centrato dello stesso rango, esempio il 37 è il terzo numero 12-gonale centrato, e il terzo numero stellato centrato.
[5] Gli Esagoni magici di ordine 3 sono una scoperta piuttosto recente: il primo a trattarli fu l’architetto tedesco Ernst von Haselberg, nel 1887.
[6] Genesi, 7, 12, 17.
[7] I Sette Oceani che poi sono sbattuti o frullati dagli Dei.
[8] Ta Ciuann, IX, 3.
IL NUMERO CINQUANTA - 50
 
Può essere espresso come la somma di due quadrati di numeri dispari in due modi differenti, 50=12+72=52+52. È la somma di due particolari Tetractis quella dei primi 4 numeri triangolari e dei primi 4 numeri quadrati, 1D+2D+3D+4D+1o+2o+3o+4o = 1+3+6+10+1+4+9+16 = 50. Il numero 50 è la somma dei tre quadrati dei lati del Triangolo rettangolo sacro, 50=32+42+52. È l’ipotenusa, il Figlio, l’universo, del triangolo rettangolo 30, 40, 50 che è 10 volte il triangolo sacro 3, 4, 5. Per il Taoismo 50 è il numero della Quantità Totale. Per Filone, il numero 50, è il più Santo e naturale dei numeri. Il Santo dei Santi è il cinquantesimo anno, chiamato anche la Voce che emana dal Pensiero.
 
La mitologia greca narra le vicende delle 50 figlie di Danao, e 50 oscuri figli di Egitto, 2x50. Cinquanta ancelle erano in casa di Alcinoo, il re dei Feaci, alcune schiacciavano il frumento, altre tessevano. La prima nave Argo sinonimo di Arca, a 50 remi affidata a Giasone fu costruita per 50 rematori, gli Argonauti[1].
 
Il Giorno del Giudizio è il 50° che nella tradizione cristiana è il numero del Giubileo. Il periodo fra due celebrazioni o giochi a Olimpia era di 50 mesi, mentre l’intervallo vero e proprio era di 49 mesi. Il periodo delle feste di Eros, il dio del desiderio e della generazione sessuale, le Erotidia a Thespio, presso Tebe, era appunto uguale a quello delle Olimpiadi, ed entrambi i periodi seguivano l’antica legge del rinnovamento scandito dal cinquantesimo mese, in ricordo del rinnovamento generale scandito dal cinquantesimo Anno Divino.
 
Questo numero è formato da 7 cicli di 7 unità più il numero “1” che rappresenta il ritorno al centro: 7x7+1=50. Per l’insegnamento ebraico, la Fenice vive 1.000 anni, dopo i quali accesa una fiamma si autodistrugge per poi rinascere dalle proprie ceneri altri 1.000 anni, fino a 7x7 manifestazioni, dopo di che viene il Giorno del Giudizio. Tutta la mitologia greca fa largo uso di questo numero, esso è in relazione con il ciclo della Fenice. Dopo il Giudizio del 50° anno avviene l’Oscuramento Totale del nostro mondo materiale, il Pralaya degli Indù.
 
È il numero delle porte di Binah, la terza Sephiroth l’Intelligenza Divina. Nel linguaggio della Cabala suggerisce diffidenza. I Neopitagorici lo identificarono con il nichilismo, in opposizione al 5 che rappresenta l’aspirazione al successo.                                                                                                    
  
La lettera “nun”, nell’alfabeto arabo come in quello ebraico, occupa il 14° posto e ha il valore numerico 50; nell’alfabeto arabo. René Guenon ci dice che la forma della lettera araba “nun è costituita dalla metà inferiore di una circonfe­renza, e da un punto che è il centro della circonferenza stessa. Ora, la semicirconferenza inferiore è anche la figura dell’Arca galleggiante sulle acque, e il punto che si trova al suo interno rappresenta il germe che vi è contenuto o nascosto. Il punto centrale rappresenta il Germe d’immortalità, del nucleo indistruttibile che sfugge a tutte le dissoluzioni esterne.  
Figura 1. Il numero 49 in relazione all’Arca
 
 
Nell’alfabeto sanscrito, la lettera corrispondente alla “nun” è “na”, ri­condotta ai suoi elementi geometrici fondamentali, si compone anch’essa di una semicirconferenza e di un punto; ma qui, essen­do la convessità volta verso l’alto, rappresenta la metà superiore della cir­conferenza, e non più la sua metà inferiore come nel “nun” arabo. Le due figure sono complementari l’una dell’altra; infatti, se si riuniscono, i due punti centrali naturalmente si fondono e si ha il cerchio con il punto al centro ¤, figura del ciclo com­pleto, che è nello stesso tempo il simbolo del Sole nell’ordine astrologico e quello dell’oro degli alchimisti.
 
Il numero 50 è certamente misterico, rappresenta periodi apparentemente in disaccordo tra loro, come per esempio gli oscuri anni del regno di Cheope e del Giubileo. Il numero 50, il numero del Giubileo, è sacro tanto per i discendenti di Abramo, quanto per i Cristiani, e si riferisce anche al Regno dello Spirito Santo.
 
Il pitmene di 50 è 5, il numero dell’uomo o dell’umanità, il fattore che moltiplicato per il numero 10, il responsabile di tutte le cose, il fondamento e guida sia della vita divina e celeste, sia di quella umana, determina 50 la conclusione del ciclo umano.+

 
IL NUMERO CINQUANTUNO - 51

Il numero 51 è un numero rettangolare prodotto da 3x17. È il sesto numero pentagonale, è il quinto numero pentagonale centrato, nella forma 51=50+1, per significare che dopo 50 il Giubileo, il Giudizio, è il Primo, l’inizio del secondo ciclo di 50. Il numero 51 può essere espresso nella forma pentagonale suggerita da Theone di Smirne come somma di un triangolo più quadrato, somma di una Pentactide 5D  con il quadrato di 6, il numero del macrocosmo: 5D+6o = 15+36 = 51.
Figura 2. Forme del numero 51  
 
 
Nell’alfabeto del Devanegari, vi sono ben 35 consonanti e 16 vocali che fanno in totale 35+16=51 lettere semplici. Il pitmene di 51 è 5+1=6, si riferisce probabilmente sia al sesto numero quadrato sia, e sia al sesto numero pentagonale.
 
IL NUMERO CINQUANTADUE - 52

Come numero rettangolare 52 è il prodotto di 4x13. È la somma di due quadrati, 52=42+62. Questo numero è marchiato dal numero 4, la divina misura, è il 4° numero decagonale, con 4 punti per lato, 1, 10, 27, 52. Se osserviamo questo numero poligonale, il primo numero è immobile, il secondo numero decagonale compie il primo giro, ed è formato con 10 punti; il secondo giro con 20 punti, di cui tre appartenenti al giro precedente, il terzo giro quello esterno è formato con 30 punti, di cui cinque appartenenti al giro precedente. Questi numeri sono collegati con il conteggio del tempo.
 
Figura 3. Numero 52  decagonale
 
Il numero 52 è collegato al conteggio del tempo. L’anno solare è diviso in 52 settimane. Plutarco in Iside e Osiride scrive che Per merito di Thoth o meglio del collegio dei sacerdoti di Thoth fu stabilito l’anno solare di 365 giorni. Tale numero è composto di 13 cicli di 28 giorni cioè di 52 settimane 364 = 52x7, più uno, simbolicamente il centro del cerchio, l’inizio 364 + 1 = 365. Un ciclo di 52 anni è quello delle Pleiadi conosciuto dai Maya e dagli indiani Hopi e Navajo. Il periodo di 52 anni era molto importante per il Maya, perché dopo 52 anni il calendario di 260 giorni e quello di 365 giorni coincidevano. Scomparsi gli antichi Maya, gli indiani del Messico continuarono a conteggiare il tempo tramite un secolo formato da 104 anni diviso in due metà di 52 anni, chiamati covoni di anni.
 
È il valore numerico della parola ebraica Elohim, aleph, lamed, hé, Yod, mem, 1+12+5+10+24 = 52.
 
Secondo Diodoro, il cui racconto si fonda sul Timeo[2], Eracle si sposò con 50 figlie di Thespio, le Thespiadi, dalle nozze con le cinquanta fanciulle o secondo un’altra versione con 49 fanciulle. Le fanciulle erano 50, ma una di loro non si sarebbe unita con Eracle, per cui ne fecondò 49 (7x7 = numero dei rinnovamenti della Fenice). Dalle nozze sarebbero nati 50 o 52 figli, cioè il numero delle settimane che compongono l’anno, un ciclo di 50 settimane per l’anno lunare e di 52 settimane per l’anno solare. Le fanciulle lunari generano dei figli, delle unità di tempo minori. Omero che Ulisse fu trasportato a Itaca su una nave con 52 rematori Feaci, subito dopo trasformata in pietra perché non serviva più, il viaggio era solo per Ulisse.
 
Il pitmene di 52 è 5+2=7, si riferisce al collegamento della misura del tempo col numero 49 e di conseguenza col 7.

 
IL NUMERO CINQUANTATRÉ - 53
 
 
Il sedicesimo numero primo è 53. Applicando la regola 53-16, è scomponibile in 16 e 37 che a sua volta è un numero primo. È la somma di due quadrati, 53=22+72. È la somma di cinque numeri primi successivi, 53=5+7+11+13+17.
 
È l’ipotenusa, il figlio del triangolo rettangolo pitagorico 45, 28, 53, dove il padre è il numero 45, la somma dei 9 numeri monadici, e la madre è il numero 28, il ciclo lunare. Nella recita del rosario, la preghiera dell’Ave Maria è ripetuta 53 volte. Rappresenta la santificazione della natura umana.
 
Nel gioco esoterico dell’oca[3], che comprende 14 oche, chi ottiene 4 e 5 col primo lancio va subito alla casella 53. Dalla casella 53, restano 10 caselle da percorrere per giungere alla fine. Il numero 10 si riduce a 1+0=1. Il numero 53 annuncia il prossimo ritorno all’unità.
 
Il pitmene di 53 è 5+3=8, è un riferimento indiretto al padre 45 del triangolo di cui è figlio 53-8=45.

 
IL NUMERO CINQUANTAQUATTRO - 54
 
Nasce dal raddoppio del numero 27, la somma dei primi sei numeri dell’Anima del Mondo, la Grande Tetractis. Il carattere doppio di questo numero si ritrova ad Angkor Thom, in Cambogia, nelle balaustre esistenti ai lati dei quattro ponti, attraverso i quali si entra ad Angkor Thom. Le quattro entrate sono fiancheggiate da 54 statue gigantesche due file composte di 27 coppie di Deva (Angeli) e di Asura (Demoni) 2x27=54, intenti a tirare il corpo del Serpente a 9 teste. A ogni cancello corrisponde un ponte con parapetti, su ogni lato, composti di 54 statue, per un totale di 2x54=108. Il numero totale delle statue per i 4 ponti che dividono a metà ogni lato vale, 4x108 = 432 il numero chiave del ciclo. Un’altra struttura, il Bayon situato in cima a una struttura più antica, una tozza piramide a gradini disposta su tre livelli, sopra i quali s’innalzano 54 torri con 4 gigantesche facce. Le facce sono in tutto 4x54 = 216. I volti sono orientati verso i quattro punti cardinali. Il numero 216=4x54 raddoppiato vale 432, e 2.160 sono gli anni che il calcolo tradizionale attribuisce a un’era zodiacale.
 
È anche il terzo numero 19-gonale (poligono 19 lati) 1, 19, 54.
 
La Torah è divisa in 54 sezioni settimanali, chiamate parashoth, (plurale di parashah, ossia porzione) o Sidra dagli ebrei. La Torah è suddivisa in 54 porzioni settimanali per corrispondere al lunisolare ebraico, che contiene fino a 55 settimane, con il numero esatto che varia fra anni bisestili e anni regolari.
 
Il pitmene di 54 è 5+4=9, il numero del cerchio o del tempo ciclico 4+3+2=9.

 
IL NUMERO CINQUANTACINQUE - 55  
 
Il Decimo numero triangolare vale 1+2+3+4+5+6+7+8+9+10=55. I 27 punti che compongono i tre lati del triangolo racchiudono 28 punti, il ciclo della generazione lunare. Il 10° numero triangolare di 55 punti è la somma di quattro numeri triangolari, una Tetractis rovesciata di 10 punti, circondata da tre numeri triangolari con lato 5 punti, una tripla Pentactide 3x15=45.
 
Figura 4. Il decimo numero triangolare 55
 
È un numero palindromo, doppio conosciuto come numero Maestro. È l’ipotenusa della terna pitagorica dei numeri Maestri 33, 44, 55, che è 11 volte il triangolo sacro egizio 3, 4, 5.
La somma dei numeri del Cielo (1+3+5+7+9) è 25. La somma dei numeri della Terra è 30 (2+4+6+8+10) … è questo che compie le alterazioni e le trasformazioni e che mette in moto demoni e Dei.[4]
  
·    Il Taoismo ci informa che se si sommano i numeri del Cielo e della Terra si ottiene 55. Togliendo al totale 5, il numero del Mutamento, si ottiene 55-5=50, il numero della Quantità Totale.
·    Il numero 55 è la somma di 5 numeri triangolari: 55=3+6+15+21.
· Nel mondo quadratico della forma, è il 5° numero piramidale quadratico a base quadrata, la somma dei quadrati dei primi 5 numeri: 12+22+32+42+52=1+4+9+16+25=55.
 
Figura 5. Il numero piramidale quadratico 55
 
 
Anatolio notava un collegamento del 55 col numero 36, infatti, la somma dei divisori di 36 ci dà: 1+2+3+4+6+9+12+18=36.
 
Il pitmene di 55 è 5+5=10, ci indica che la sua forma è il decimo numero triangolare.

 
NUMERO CINQUANTASEI - 56                                                                                                                                                                                                                      
Il numero 56 si può rappresentare nella forma rettangolare eteromeca 7x8, come numero oblungo è la somma di due numeri triangolari uguali 7D+7D = 28+28=56. Nasce dunque dal raddoppio del numero 28, e rappresenta due cicli lunari 2x28=56.   
Nonostante che 56 sia un numero pari è la somma di sei numeri primi successivi, 56=3+5+7+11+13+17. Il numero 56 per i Pitagorici è abbondante, poiché la somma dei relativi divisori è maggiore del numero stesso: 64 > 56. È il sesto numero tetraedrico, piramidale a base triangolare, 1, 4, 10, 20, 35, 56.
 
Figura 6. Rappresentazioni numero 56
 
 
Il numero 56 è mistericamente collegato al 5, e al suo quadrato il 25, generato dall’Uno per crescita fino al 5, per poi decrescere fino all’Uno,: 1+2+3+4+5+4+3+2+1 = 25. La somma è visualizzata con due numeri triangolari 5D+4D opposti; congiungendo tutti i 25 punti si crea un rombo di 4 punti per lato formato 32 triangoli con 56 lati[5]. Sulle diagonali del rombo contiamo 5 punti. Il Cinque è il numero dell’Uomo che porta con sé la dualità Luce e Ombra perennemente in conflitto tra loro.
 
L’altezza della Grande Piramide è 280=5x56=280 CR cioè 56Φ2 metri. La quinta parte dell’altezza in CR della Grande Piramide fornisce il numero 56. In un cerchio di raggio 56, il lato del pentagono inscritto vale 66. I cinque triangoli isosceli che compongono il pentagono hanno base 66 e lati 56.
 
Figura 7. Relazione geometrica tra i numeri 56 e 66
 
I numeri 66 e 56 che determinano le proporzioni della figura, sono il doppio di 33 e 28, i rispettivi numeri del Sole e della Luna. Il percorso annuale del sole attraverso lo zodiaco è rappresentato con tutte le sue implicazioni. Il Sole è la spina dorsale del nostro universo, e le sue 33 stazioni corrispondono al Macrocosmico, le 33 vertebre umane corrispondono a microcosmo.
 
Il numero 56 è legato alla sfera e al cerchio. La Basilica pitagorica sotterranea di Porta Maggiore in Roma attesta la presenza dei Pitagorici in epoca imperiale. I costruttori, appartenenti ai Collegia Fabrorum, vollero dissimulare le misure sacre, perciò non espressero in piedi romani le misure misteriche, ma solo attraverso le proporzioni. Il fatto che Adriano non abbia voluto dare il suo nome per il Tempio ricostruito è un valido esempio di anonimato della tradizione misterica. Il pronao del tempio è composto di due gruppi di colonne: una fila di 8 colonne di granito grigio esterne, e quattro gruppi di due colonne interne 2x4 di granito rosa, in totale 16 colonne. L’interno della cupola è retto da 8 pilastri vuoti formati nella parete della rotonda, che segnano gli otto angoli di un ottagono inscritto, ricorre il numero 8. Il matrimonio simbolico tra Pallade Atena, il cui numero era 7, e le 8 colonne è 7x8=56, il valore del raggio della cupola. La facciata del Pantheon ha 8 colonne separate da 7 porte.
 
I Pitagorici dicono che Tifone (Seth per gli egizi) è nato esattamente a metà del Numero pari in cui ciascuna delle parti è uguale 56 – cioè metà di 112. Plutarco spiega che il poligono a 56 lati appartiene a Tifone, il fratello oscuro di Osiride, che rappresenta qualcosa di violento, una forza che trattiene e ostacola, o un’oppressione o un rovesciamento. Il poligono di 56 lati di Tifone (la potenza distruttiva) ha angoli di numeri non interi. Zeus e Tifone si combattono fra loro ma nessuno dei due può annientare l’altro, il primo cui appartiene il dodecagono, rappresenta la formazione di un Cosmo ordinato, il secondo la sua distruzione, per una sua successiva formazione. Il Valore numerico della parola “giorno Lom”, in ebraico è 56. Le lame minori nel gioco del Tarocchi sono 56.
 
Il pitmene di 56 è 5+6=11, uno dei sei numeri primi che lo compongono, che mette l’accento sulla dualità della lotta, Tifone e Osiride, Disordine e Ordine ecc.

 
IL NUMERO CINQUANTASETTE - 57
 
 
Nasce dal prodotto del primo numero dispari 3, e del 19 l’ottavo numero primo, 3x19=57. È il terzo numero 20-gonale. Ha le caratteristiche generiche del 3x8=24, ma colorato dal genitore 19. Ogni 57 anni, le fasi lunari ritornano alla stessa ora dello stesso giorno.
 
Il pitmene di 57 è 5+7=12=1+2=3, il fattore che amplifica il numero 19.

 
IL NUMERO CINQUANTOTTO - 58
 
Nasce per il raddoppio del decimo numero primo 2x29=58. È la somma di due quadrati,  58=32+72. I quadrati del 3 e del 7 appartengono ai due numeri più spirituali della decade.
 
Noè si scrive in ebraico con la lettera Nun (valore numerico 50), seguita da una Heth (valore 8) la cui somma 50+8=58. Il numero 58 è anche il numero di Nogah, il pianeta Venere, che si scrive con la Nun iniziale (50), la Ghimel (3) e la Hé (5) cioè: 50+3+5 = 58. Secondo la Cabala questo numero ci parla del piano che denominiamo “briah”, o creazione.
 
Il pitmene di 58 è 5+8=13=1+3=4, essendo la somma di due quadrati di numeri spirituali, il 13 si può intendere nella forma 4, equilibrio e giustizia.  Noè è simbolicamente il padre dell’umanità e di tutti gli esseri dell’Arca.
 
 
IL NUMERO CINQUANTANOVE - 59
 
Il numero 59 è il 17° numero primo, applicando la regola 59-17=42, il numero può essere scomposto in 17 e in 42.  Il numero 59 è la somma di tre numeri primi consecutivi, 59=17+19+23.
 
Il pitmene di 59 è 5+9=14, è in relazione col numero del mistero 14, infatti 42 è 3 volte 14.

 
IL NUMERO SESSANTA – 60
 
È un numero rettangolare, tra le varie combinazioni rivestono importanza le relazioni con i numeri 12 e 30 che formano 5x12 e 2x30. È la somma di due numeri primi gemelli: 60=29+31, numeri che differiscono tra loro di due unità. È la somma di quattro numeri primi consecutivi: 60=11+13+17+19. È il più piccolo numero naturale che compare in 14 triangoli rettangoli pitagorici. Il 60 è prodotto dei tre lati del triangolo sacro 3x4x5=60.
 
G.R.S. Mead riporta il commento di Ippolito sulla dottrina degli Gnostici, il quale dice che gli Eoni emanarono un’altra serie di 30 Eoni, seguendo la legge della similitudine, perché i Pitagorici dividevano in dodici, trenta e sessanta. Ippolito probabilmente riassunse a modo suo il manoscritto gnostico o forse non era completo, il gruppo dei 30 demoni è fuori del Pleroma, appartiene all’aborto. La somma di 30 per la Luce, con 30 per le Tenebre fa 60 il numero caldeo di Anu, il Cielo.
 
I Tamil dell’India insegnano che un Paccham è di15 giorni solari; due Paccham fanno un mese di 30 giorni dei mortali, che è un solo giorno dei Pitara Devâta. Poi, due di questi mesi 30+30 costituiscono un Rûdû, un periodo di 60 giorni, 3 Rûdû fanno un Ayanam 180 giorni, e 2 Ayanam un anno dei mortali 360 giorni, che è solo un giorno degli Dèi.
 
Il numero 60 è la misura universale, la base per tutte le principali misure numeriche, fornisce l’unità di misura del tempo. Un’ora è formata da 60 minuti e un minuto è formato da 60 secondi. Un uomo sano ha 60 pulsazioni cardiache al minuto, 3.600 in un’ora. Caldei, Fenici, Ebrei, facevano i loro calcoli segreti sul numero 6 o sul 2x6=12. I Caldei utilizzavano il numero 60 come base per il calcolo dei tempi, per loro era il numero di Anu il Cielo. Il numero 60 è strettamente collegato col numero 12, dividendo 60:12=5 la più piccola parte del conteggio dei cicli, i Romani avevano il loro “lustrum” di 5 anni. Gli asiatici contavano un ciclo di 60 anni, dopo il quale vi era una settima decade, un ciclo di 10 anni fortuna, in totale 60+10=70 anni. Il ciclo Tartaro durava 180 anni, cioè 60x3. I Cinesi hanno un ciclo di 60 giorni. Il Dodecaedro che nel Timeo è detto essere il simbolo dell’Universo, ha 12 pentagoni cui corrispondono 12x5=60 lati. I Caldei consideravano i seguenti cicli:
     
  • Un Sossus 60 anni;
  • Un Neros, il primo ciclo segreto, 600 anni 10x60.
  • Un Saros[6], 60x60=602=3600, il secondo ciclo segreto composto di 6 Neros, 6x600=3.600 anni. In India è il ciclo di Brihaspati.
  • Un Grande Saros, 60 Saros, cioè 60x3.600=603=216.000 anni. In India è il ciclo di Prajapati.
  • Due Grandi Saros 2x603=2x216.000=432.000 anni, l’Eone di Berosso[7]. In India è il Kali Yuga.
  • Il periodo maggiore 604=12.960.000 anni rappresenta  500 cicli processionali di 25.920 anni, un periodo che annuncia un grande      cataclisma. Il numero 12.960.000 equivale a 3 Maha Yuga.
 
Il Diluvio descritto nell’Epopea di Gilgamesh, narra di un’Arca di modeste dimensioni, un cubo[8] di 60 braccia per lato. Il numero 60, il sossus, rappresenta sia Anu, l’Uno nei Cieli, che l’unità nel sistema sessagesimale. L’Arca dei Caldei, è un documento metrico per la misura del tempo ciclico:
 
·   L’unità di lunghezza   60           rappresenta il sossus.
·   L’unità di superficie    3.600       rappresenta il Saros.
·   L’unità di volume       216.000    rappresenta il Grande Saros.
 
Figura 8. L’Arca cubica, di 60 di lato - misura del tempo ciclico
 
                               
                   
      
     
Il pitmene di 60 è 6, il fattore base del ciclo, che moltiplicato 10 forma il numero 60.

 
IL NUMERO SESSANTUNO - 61
 
È il 18° numero primo, applicando la regola, 61-18=43, il numero può essere scomposto in 18 e in 43, il 14° numero primo. È il quinto numero esagonale centrato, è il terzo decagonale centrato. È il quinto numero quadrato centrato, con 6 punti per lato. La diversa colorazione dei punti mostra le diagonali di 11 punti, che formano una croce con 21 punti, più 4 Tetractis che esprimono 4x10=40 punti. Questa rappresentazione ci dice che 61 è la somma di due importanti numeri misterici, il 21 e il 40.

Figura 9. Il numero 61 Quadrato centrato
 
È la somma dei quadrati del “5” il microcosmo, e del “6” il macrocosmo, 52+62=61. La somma non quadratica di 5+6 ci conduce al numero 11, che è parte della terna pitagorica, 11, 60, 61. L’ipotenusa di questo triangolo, il61, è il figlio generato dal padre, il numero 11, e dalla madre 60, intesa come il tempo ciclico.
 
Il pitmene di 61 è 6+1=7, non si trova alcuna relazione diretta del 7 col 61, una relazione indiretta è nel numero 43 che ridotto è 7=4+3, e nel 43, il 14° numero primo (2x7), in cui può essere scomposto. Un altro riferimento è ai 21=3x7 punti della croce del quinto numero quadrato centrato.

 
IL NUMERO SESSANTADUE - 62
 
Nasce dal raddoppio dell’undicesimo numero primo 2x31=62. È un numero doppio positivo e negativo. La forma preferita del 31 era il quarto numero pentagonale centrato.
 
Il pitmene di 62 è 6+2=8, numero che richiama i due pentagoni centrati con quattro punti per lato 2x4=8.

 
IL NUMERO SESSANTATRÉ - 63

È un numero spirituale rettangolare il prodotto di due numeri dispari all’interno della Decade 7x9=63. I numeri 7 e 63 sono uniti nel 28, il 7° numero triangolare. Unendo i 28 punti del 7° numero triangolare si ottengono 29 triangoli elementari per un totale di 63 lati[9].
Figura 10. Il numero 63 lati triangoli contenuti nel 7° numero triangolare
 
 
Il numero 63 compare in un gioco molto famoso, quello dell’Oca. Secondo Eliphas Lévy (La chiave dei grandi Misteri) nel gioco dell’Oca si può leggere una trasposizione dei Tarocchi. Fulcanelli scrive[10], che il Gioco dell’Oca è un labirinto popolare dell’Arte sacra e una raccolta dei principali geroglifici della Grande Opera[11]. Una zampa d’oca, il Pédaque, era la firma degli Enfants de maître Jacques[12], una confraternita, quella dei Compagnos du Devoir, costruttori medievali al tempo dell’edificazione delle grandi cattedrali gotiche, meglio conosciuti come Jars, il maschio dell’oca. Secondo Louis Charpentier, sul suolo di Francia si troverebbe un enorme gioco dell’oca naturale le cui caselle sarebbero contrassegnate dalla presenza di monumenti megalitici dedicati al dio celtico Lug, eroe solare, signore della luce. Il segno dell’oca, la pata de oca (zampa d’oca), è raffigurato graficamente da una Y con una terza asta nel mezzo e simbolizza la superiorità dello spirito sulla materia.
 
La sua struttura a spirale, ripartita in 63 tappe in cui ricorrono alcuni simboli fissi, conduce verso il raggiungimento del centro, del “giardino dell’oca”, meta di un cammino sapienziale iniziatico. La spirale del gioco si svolge sempre in senso sinistrorso, come ad indicare che il raggiungimento del centro va inteso nel senso di una “via del ritorno“, di una risalita verso l’origine, verso l’Uno[13]. Le 63 caselle del Gioco rappresentano anche le diverse fasi della vita umana. L’oca rappresenta l’anima umana destinata a diventare nell’ultima casella il cigno, simbolo induista della liberazione karmica. Il gioco comprende 13 Oche,che diventano 14 se contiamo anche il centro, il 13 il numero totale delle oche presenti sul tabellone, è numero lunare per eccellenza, giacché sono 13 le lunazioni annuali. Le oche sono collocate ogni 9 caselle partendo dalle caselle 5 e 9. Tutto il gioco è diviso in 7 sezioni, e il 7 nella numerologia antica è il numero del “periodo vitale”. Le caselle favorevoli sono quelle delle Oche (Jars) e dei Dadi (Grandi Pietre, cioè le costruzioni megalitiche) che facilitano, le prime, il proseguimento del percorso e lo indicano e lo difendono i secondi. Gli ostacoli in numero di 8 sono: il Ponte, l’Albero, il Pozzo, il Labirinto, il Carcere e la Morte, che  si può sconfiggere con riti di rinascita.
 
Il numero delle caselle, del gioco è particolarmente indicativo: come prodotto di 9x7=63 permette di intendere il percorso come successione di 7 cicli di 9. Gli europei chiamavano ogni 63° anno “il grande anno climaterico”, e supponevano, forse giustamente, che il numero di questi anni si ottenesse moltiplicando il 7 per i numeri dispari 3, 5, 7 e 9. L’anno climaterico di 63 anni, è una dottrina che risale a Pitagora e alla sua scuola. Si basa sulla rivoluzione completa cui è soggetto il nostro temperamento ogni sette anni. Il 63 era considerato fatale essendo il prodotto di 7 per 9. I cicli settenari e novenari segnano gli anni fondamentali della vita umana che, in questo caso, terminerebbe col 63° anno, chiamato “il grande climaterio”. In questo senso il gioco può essere inteso come una rappresentazione simbolica del percorso stesso della vita. Ma c’è di più: la casella 63 è quella che permette di accedere al centro della spirale, al “castello o giardino dell’oca” che non è numerato. Considerando anche il centro, avremmo in tutto 64 caselle e questo numero, oltre ad essere simbolo dell’Unità, verso la quale il cammino ci deve ricondurre (6+4=10; 1+0=1), è il prodotto di 8x8 e suggerisce immediatamente una possibile analogia del nostro gioco con quello degli scacchi, che, a sua volta, ha la sua matrice simbolica nei 64 esagrammi dell’I Ching o “Libro dei Mutamenti”, i cui simboli descrivono appunto tutti gli stadi possibili dell’esistenza umana[14].
 
Il pitmene di 63 è 6+3=9, il numero di un lato della sua forma rettangolare, ma soprattutto il numero del cerchio, il ciclo.
 
[1] L’arca fu costruita con il legno delle querce di Dodona, da Argo su consiglio di Atena e dal suo costruttore prese il nome di Argo.
[2] K. Kerényi, Miti e Misteri, p.413-417, Adelphi.
[3] Vedi numero 63.
[4] Ta Ciuann, IX, 2.
[5] Formula per calcolare i lati:  n = numero triangolare minore, nel nostro caso 4D,  n(3n+2)=4(3x4+2)=4x14=56.
[6] Un Saros, 10 eclissi di Sole osservate dallo stesso punto sulla terra.
[7] Beroso o Berosso fu un sacerdote di Marduk (il dio protettore della città di Babilonia), un astronomo e astrologo babilonese vissuto tra il IV e il III secolo a.C., celebre per aver composto in greco la Storia di Babilonia.
[8] Il termine per qualificare il legno con cui è costruita l’Arca di Noè è Gaper, che nella versione greca è reso come “legno quadrangolare”.
[9] Secondo la formula 3n(n+1)/2 dove n è il numero triangoli per lato, n è il numero dei punti meno uno, n=7-1=6; 6x3(6+1)/2 = 18x7/2 = 63.
[10] Fulcanelli, “Le Dimore Filosofali”.
[11] In un trattato sugli scacchi del 1617 l’autore Pietro Carrera ci dice che fu Francesco de Medici a riscoprire e reinventare il gioco, che poi donò a Filippo II di Spagna.
[12] Una leggenda narra che Maestro Jacques fu il responsabile per la colonna Jakin e forse anche di colonne Boaz del Primo Tempio di Gerusalemme fatto edificare da Salomone.
[13] http://www.visionealchemica.com/labirinto-ermetico-un-gioco-delloca-alchemico/
[14] http://www.labirintoermetico.com/06Numerologia_Cabala/gioco_oca/struttura_simbolica_gioco_oca.htm.
IL NUMERO SESSANTAQUATTRO - 64

Il numero 64 è esprimibile con le seguenti potenze di numeri pari, 26=43=82=64. Come il 2 e come il 3, nasce dalla somma dei numeri dispari, secondo la sequenza dei numeri cubici:
 
·    3+5= 23=8.
·    7+9+11=33=27
·    13+15+17+19= 43=64
 
Per i Pitagorici, il quadrato di 8 significava uguaglianza, ed era interpretato come il sentiero che ha inizio e si riproduce nell’uguaglianza e nell’equilibrio che serve a raggiungere la somma perfezione. Il quadrato magico che usa i primi 64 numeri è associato col pianeta Mercurio e ha per somma 260. L’occhio di Horos fu scomposto in 6 parti e a esse si fecero corrispondere le 6 frazioni unitarie quelle corrispondenti agli inversi delle prime sei potenze di 2. La somma delle 6 parti corrisponde a 63/64, per l’unità manca 1/64. Le 6 parti ritrovano il loro equilibrio, nella 7a parte celata alla vista. È forse questo che vuole dirci nella forma del numero triangolare centrato. Per la filosofia Taoista accoppiando i trigrammi “3” a due a due “2” si ottengono 64 esagrammi formati con 6 linee, che riflettono ogni possibile situazione. Il numero degli esagrammi è calcolato elevando il numero 2 alla Sesta potenza 26 = 64. Questo numero è dunque mistericamente collegato al 6, e in conseguenza al suo quadrato 36, che è generato dall’Uno per crescita fino al 6, per poi decrescere fino all’Uno: 1+2+3+4+5+6+5+4+3+2+1 = 36. La somma di questi 11 numeri è visualizzata con due numeri triangolari 6D+5D opposti con una base in comune; congiungendo tutti i 36 punti si crea un rombo formato 50 triangoli uniti con 64 lati. con due diagonali ciascuna con 6 punti.
Figura 1. Il numero 64 lati in un rombo con diagonali di 6 punti

Il numero 64 = 8x8 è il numero squadrato della Terra, perché serve a determinare il campo d’azione: la scacchiera è formata da 64 quadrati: 32 (25) quadrati bianchi (numeri del Cielo) e 32 quadrati neri (numeri della Terra). La scacchiera è quadrata, il numero 64 è anch’esso un numero squadrato poiché serve a determinare il campo d’azione, che indica secondo il Taoismo la Terra.
 
Il matematico W. R. Ball riporta la seguente leggenda: “In un tempio di Benares, c’è una cupola sotto la quale un piatto di bronzo contrassegna il centro del mondo. Su questo piatto ci sono 3 gambi verticali di diamanti dell’altezza di un cubito. Durante la creazione del mondo, Dio ha messo su uno dei gambi 64 dischi di oro di misure diverse, il più grande alla base, gli altri in misura decrescente, in cima il disco più piccolo. Questo cumulo è la Torre di Brahma; seguendo l’immutabile legge di Brahma: nessun disco può essere posato su un altro più piccolo. Si deve prendere un solo disco alla volta ed è proibito mettere un disco su di un altro di diametro inferiore. Quando i 64 dischi saranno trasferiti dalla torre di Brahma a un altro gambo, il tempio e l’Universo si dissolveranno. Questa sarà la fine del mondo”. Ai funerali di Alessandro il Grande, il carro funebre è stato trascinato da 64 muli.  I Deva della Luce e del Suono della classe Abhasvaras, la più alta delle tre superiori regioni (o piani) celesti del secondo Dhyana sono 64, numero occulto che rappresenta un certo ciclo. Nella scacchiera vi sono 32 quadrati bianchi e 32 quadrati neri. Il giocatore è prigioniero di una sua scacchiera fatta di nere notti e bianchi giorni. Il Re bianco rappresenta il Sé Spirituale che deve vincere l’Ego personale rappresentato dal Re nero. Il gioco di origini antiche, In Egitto se ne trova testimonianza sulla tomba di Nefertari, moglie di Ramses II, dove in bassorilievo la regina è raffigurata mentre s’impegna nel gioco. In origine il pezzo affiancato al Re era il consigliere, che in Europa si trasforma in regina. Il passaggio è espressivo, la donna è assimilata alla Sapienza, o Sophia. Il Re che rappresenta il Sé Superiore ha al suo fianco la Sapienza[1].
 
Figura 2. Scacchiera basilica di San Savino, a Piacenza
 
 
Ogni giocatore si muove su 16 elementi, il quadrato di 4, simbolo della legge divina (che muove i pezzi) e, numerologicamente, 1+6 = 7, simbolo di ogni perfezione ideale cui tendere. Il numero delle caselle della scacchiera, è un sottomultiplo del numero ciclico 25920, che misura la processione degli equinozi. Il numero 64 della scacchiera è secondo il Taoismo, il numero squadrato della Terra, perché serve a determinare il campo d’azione: 32 (25) quadrati bianchi (numeri del Cielo) e 32 quadrati neri (numeri della Terra).  Da un punto di vista relativo, la battaglia rappresentata sulla scacchiera raffigura sia quella di due veri e propri eserciti terreni, ciascuno dei quali combatte a difesa di un principio, ossia quella dello spirito o delle tenebre nell’uomo. Per questo, l’armata bianca è quella della Luce, dove il Re è lo Spirito, la scintilla divina, mentre l’armata nera è quella delle tenebre.
 
Per i Pitagorici questo numero rappresentava il duro cammino che da accesso alla perfezione. È composto dal 6, unione doppio triangolo vincolo matrimoniale, e dal 4, stirpe e riproduzione. Il pitmene di 64, a somma di questi due numeri è 6+4=10, la perfezione. Il 10 è composto con 5 numeri dispari e 5 pari, i numeri del Cielo e della Terra, che si dispongono sul campo d’azione 64 della scacchiera. E’ la liberazione finale che permette all’essere di realizzare la propria piena individualità 1+0=1, dopo il suo ciclo 4.

 
IL NUMERO SESSANTACINQUE - 65

Nasce dal prodotto del numero 5 per 13, il sesto numero primo. È la somma delle 5 potenze decrescenti dei primi 5 numeri: 65=15+24+33+42+51. È il quinto numero ottagonale. È il più piccolo intero che possa essere scritto come somma di 2 quadrati in due modi differenti: 65=12+82; 65=42+72. È la somma dei primi 10 (2x5) interi, cioè una Decade dopo l’Uno, il Padre dei numeri:  2+3+4+5+6+7+8+9+10+11=65. È la costante 65 di un quadrato magico 5×5 che utilizza i primi 25 numeri.
 
Figura 3. Il quadrato magico del numero 65
 
 
Scrive Macrobio che il dio dei Misteri Giano, si dipingeva con il numero 65 nella mano sinistra, e il numero 300 nella mano destra. La parola romana LVX, luce, corrisponde ai numeri 50+5+10=65. Il numero 300 in caratteri romani è CCC. Alla latitudine di 71° quella del Circolo Polare Artico, vi è l’alternanza di 300 giorni di luce e 65 di buio. L’Edda Germanica narra che la dea Freia ha sottoscritto un contratto col marito Odino, secondo il quale Odino si può assentare dal letto nuziale per 65 giorni. È il valore numerico di Adonai, nome ebraico del Signore. Questo numero può essere esotericamente espresso come una Tetractis di numeri triangolari: T1(1), T2(3), T3(6), T4(10) .
 
    
Figura 4. Il numero 65 espresso come Tetractis di numeri triangolari
 
 
Il pitmene di 65 è 6+5=11, il 5° numero primo, ci informa la particolare relazione del 65 con il 5, come fattore di prodotto e come elevazione a potenza.

IL NUMERO SESSANTASEI - 66
 
È l’undicesimo numero triangolare, è sei volte 11, 6x11=66. Può essere espresso come numero rettangolare 2x33 e 3x22. Questo numero porta le caratteristiche del numero perfetto 6 e del numero primo 11. È il 6° numero esagonale. Il numero esagonale può essere espresso nella forma 5D+6o+5D= 66, cioè 15+36+15= 66.
 
Figura 5. Forme del numero 66
 
 
È un numero palindromo[2], è un numero Maestro. Esiste un quadrato magico di 66, è di ordine 3 e comprende nove numeri in sequenza compresi tra il 18 e il 26. Se calcoliamo il pitmene di ognuno dei numeri contenuti in questo quadrato magico, ritroviamo i 9 numeri contenuti nella Decade, base del sistema numerico decimale.
 
Infatti: 19=1+9=10=1+0=1; 20=2+0=2; 21=2+1=3; 22=2+2=4; 23=2+3=5; 24=2+4=6; 25=2+5=7 ; 26=2+6=8; 18=1+8=9.
 
Figura 6. Il quadrato magico del numero 66
 
Nel Libro di Adamo, detto anche “Codice Nazareno”, è scritto che: “Chiunque chiederà la morte dovrà porre a se stesso 66 ostacoli che lo preverranno da arrivare alla Vita”. Il numero 66 corrisponde al valore numerico delle 4 lettere dell’alfabeto arabo di Allah: Alif(1) + Lam(30) + Lam(30) + Ha(5) = 1+30+30+5 = 66. Il numero di Allah è anche in stretta relazione col Versetto della Purezza (33:33) della Gente della Casa, gli Ahl-ul-Bayt: “Iddio vuole che siate liberi da ogni sozzura, o gente della casa del Profeta, ed egli vi purificherà di purificazione pura”. (Corano 33:33).  La somma del valore numerico del Versetto della Purezza (capitolo 33 + versetto 33) dà appunto 66. È detto nel Levitico: ”Se partorisce una bambina, sarà impura due settimane 2x7 come al tempo dei suoi corsi mestruali; e resterà 66 giorni a purificarsi del suo sangue.” Levitico, 12:5. La Bibbia e il Corano attribuiscono al 66 proprietà purificatrici.
 
Il pitmene del numero 66 è: 6+6=12=1+2=3, il primo e perfetto numero dispari.

 
IL NUMERO SESSANTASETTE - 67
 
È il diciannovesimo numero primo. Applicando la regola 67-19=48, è in relazione con il 19 e il 48, che a sua volta è la somma di quattro numeri primi. È la somma di cinque numeri primi successivi, 67=7+11+13+17+19. È la somma dei valori delle lettere della parola ebraica Binah, בינה, la Terza Sephiroth, l’Intelligenza, la spalla sinistra del Macroprosopo.
 
Il pitmene di 67 è 6+7=13, che compare nei cinque primi in cui 67 è scomposto.

 
IL NUMERO SESSANTOTTO - 68
 
È un numero rettangolare quadruplo del settimo numero primo, pertanto è in relazione con esso 4x17=68. È il doppio di 34, il quarto numero ettagonale, cioè è formato da una coppia di 34. Esiste un quadrato magico di 68 di 4x4 quadrati, costituito con i numeri pari da 2 a 32.
 
Il pitmene di 68 è 6+8=14, numero che deve essere visto come 2x7, un riferimento alla forma ettagonale di questo numero.

 
 
IL NUMERO SESSANTANOVE - 69
 
È un numero rettangolare multiplo del numero 23, il nono numero primo, 3x23=69. È un numero misterioso, ricorda il simbolo astrologico del Cancro a, l’ingresso nella Caverna Cosmica. Il simbolo taoista di Yin e Yang [, s’ispira alla stessa forma. Questo ingresso o portale, nel segno del Cancro, era chiamato Cancello dell’Uomo o Ponte dell’Uomo, rappresenta la caduta o nascita delle anime nel mondo fisico. Questo simbolismo della generazione nel mondo materiale è impresso nel numero 69 composto dall’unione del 6 e del 9. Il numero 6 rappresentato con 2 triangoli intrecciati è il simbolo del matrimonio, e dell’incarnazione dell’unione tra cielo e terra, tra la polarità maschile e la polarità femminile. Il numero 9 quale simbolo del cerchio rappresenta sia la caverna cosmica, sia il periodo della gestazione, i mesi per la nascita di una nuova vita.
 
Il pitmene di 69 è 6+9=15=1+5=6, l’essenza duale e generativa del numero, perché il 9 è il 6 rovesciato.

 
IL NUMERO SETTANTA - 70
 
Come numero rettangolare può essere espresso 7x10=70. È il settimo numero pentagonale. Designa le 70 nazioni della tavola etnografica del Genesi, i 70 anziani di Israele, i 70 anni (o settimane di anni) dell’Apocalisse, i 70 discepoli di Gesù. L’Antico Testamento fu compilato e sistemato secondo la tradizione orale; le masse non seppero mai il suo vero significato, perché Mosè rivelò le “verità nascoste” solo ai 70 Anziani. Ogni iniziato ha gruppi di 70 discepoli (come fece il Cristo) che vanno in coppia, cioè due a due. Lo Zohar accenna il mistero dei 70 nomi di Metatrone. Maimonide, la cui autorità e la cui conoscenza della storia sacra non possono essere ignorate, scrive: “Chiunque riesca a scoprire il vero significato del libro del Genesi dovrà stare attento a non divulgarlo... Se una persona scoprirà da sola o con l’aiuto di un altro, il suo vero significato, dovrà rimanere in silenzio, o, se ne parla, dovrà parlarne oscuramente e in modo enigmatico”.
 
La Teologia cattolica romana parla di “settanta pianeti che presiedono ai destini delle nazioni di questo mondo”. I 70 pianeti sono collegati con i settanta anziani più importanti del popolo d’Israele. La parola settanta è un gioco e un travisamento basato sul 7x7 e sulle sue suddivisioni; ogni popolo e ogni nazione, ha nel Cielo il suo Vigilatore, il suo Guardiano e il suo Padre diretto[3]. Il ciclo di Saros (ripetizione) è di 70 eclissi. Il Numero corrisponde a un ciclo evolutivo che è stato definitivamente completato. Il pitmene di 70 è 7+0=7, il fattore moltiplicatore del 10.

 
IL NUMERO SETTANTUNO - 71
 
Il numero 71 è il ventesimo numero primo. È permutabile con il 17 anch’esso un numero primo. È la somma di tre numeri primi consecutivi, 71=19+23+29=8p+9p+10p. I 19 numeri primi che precedono 71 (da 2 a 67) sommati danno 568, che è divisibile da 71, otto volte. Il numero 19 è il ciclo di anni in cui le fasi lunari ricadono nello stesso giorno dell’anno solare.
 
È il quinto numero ettagonale centrato, 1, 8, 22, 43, 71; attorno al punto centrale per ogni corona abbiamo la sequenza di 7, 14, 21, 28. L’ultima corona esterna che abbraccia le corone interne è formata da 7 lati con 7x4 punti, il ciclo lunare, la madre dei tempi.
Figura 7. Il numero 71 quinto ottogonale
 
Applicando la regola 71-20=51, è in relazione misterica con il numero 20 e il 51. Secondo l’astronomia tradizionale indù un Manvantara è 71 volte il Maha Yuga, e 14 Manvantara fanno un Giorno di Brahma, 4.320.000.000 anni. Il 71 è anche il ciclo di 70 più un’unità 70+1=71. Il successivo numero 1 che porta il totale a 71, ha un significato simile all’1 che è aggiunto a 49 per formare il 50. Il numero 71 è mistericamente scomponibile in 51 e 20. Il numero 51 è il Primo, dopo il Giubileo, il Giudizio, l’inizio del secondo ciclo di 50. Il numero 20 è 2x10, il doppio ciclo di 4+3+2+1=10.
 
Il pitmene di 71 è 7+1=8, il risultato della divisione della somma dei 19 numeri primi che precedono 71, cioè del 19° triangolare dei numeri primi, e il numero stesso, 568/71=8.

 
IL NUMERO SETTANTADUE - 72
 
È il prodotto dalle potenze del primo numero pari e dal primo numero dispari, 72=9x8=32x23. Espresso nella forma eteromeca 8x9, ci informa che è anche la somma sia dei primi 8 numeri pari, e sia dei primi 9 dispari, infatti:
 
·     La somma dei primi 8 numeri pari è 2+4+6+8+10+12+14+16=72;
·     La somma dei primi 9 numeri dispari è 1+3+5+7+9+11+13+15+17=72.
Il numero 72 è la somma di due numeri triangolari uguali 8D+8D=36+36. È contemporaneamente la somma di due quadrati uguali, 72= 62+62 cioè 2x36, due Tetractis pitagoriche chiamate Mondo.
 
Figura 8. Il numero 72 oblungo
 
È sia la somma di 6 numeri primi consecutivi: 72=5+7+11+13+17+19, sia la somma di 4 numeri primi consecutivi: 72=13+17+19+23.
 
Il numero 72 ha più significati, uno relativo alla misura del tempo, l’altro relativo a un significato mistico, in relazione con la morte e il dolore. È il numero dei congiurati che uccisero con dei coltelli Osiride e il numero delle spine di cui dovevano comporsi la corona di spine, simboli dei coltelli, posta sul capo di Gesù morente. Le ferite morali di Gesù furono 5 che moltiplicate per 72 fornisce i gradi del cerchio celeste 5x72=360. È legato al ciclo delle ere, infatti moltiplicando 72, il numero dei congiurati per 6, le direzioni dello spazio, i Sei Dei sotto Osiride, si ottiene 432, il numero chiave del ciclo che con i suoi multipli dà 432.000 e 4.320.000 gli anni del Kali Yuga e del Maha Yuga. Moltiplicando il numero 72 o anni impiegati dal sole equinoziale per completare uno spostamento precessionale di un grado, per i gradi di ogni settore zodiacale si ottengono gli anni corrispondenti a un segno zodiacale, o a un’era di 72x30 = 2.160 anni, che diventano 4.320 anni per due costellazioni zodiacali. Il 72 è l’espressione cifrata del conflitto Luce-Tenebre e il punto di sviluppo dell’intero sistema dell’astrologia tradizionale.
 
Il numero 72 si ritrova nella scala vista in sogno da Giacobbe, composta, appunto, da 72 gradini. Come i Pontefici di Iside, anche quelli di IHVH per ordine di Mosè dovevano indossare sopra la veste bianca, un’altra chiamata piviale attorno alla quale erano attaccati 72 campanelli d’oro. 72 è il numero dei nomi cabalistici della divinità. È il valore numerico  triangolare[4] del Tetragramma ebraico         (HVHI), che è la maschera posta sul nome ineffabile, il nome essoterico per le masse, della divinità celata. La vera pronuncia del nome è sconosciuta. La scrittura ebraica come quella sanscrita si legge da destra verso sinistra: Iod(10) Hé(5) Vau(6) Hé(5).

 
 
 Iod                                  10                10
 
Iod - Hé                            10 + 5              15
 
        Iod – Hé - Vau                    10 + 5 + 6            21
 
   Iod – Hé – Vau - Hé               10 + 5 + 6 + 5         26
 
Valore Totale delle 10 lettere                                     72
 
Nella Massoneria i triangoli isosceli con angolo al vertice superiore di 36° e angoli di base di 72°, sono denominati sublimi[5]. Il triangolo con angoli di base 72° ha i lati in rapporto aureo. Come numero pari è la parte femminile nella terna pitagorica, 21, 72, 75. La parte maschile, il Padre di questa terna è rappresentato dai 21 suoni emanati dalla Trinità o Triade Spirituale.
 
Il pitmene di 72 è 7+2=9, numero del cerchio o ciclo e fattore del numero stesso 9x8.

 
IL NUMERO SETTANTATRE - 73
 
 
Il ventunesimo numero primo è 73. Applicando la regola 73-21=52, si scopre che il numero è in relazione sia con 21 i suoni della creazione e sia con il 52, collegato al conteggio del tempo.
 
È il quarto numero stellato centrato 1, 13, 37, 73, una stella a sei punte formata da due triangoli intrecciati, ciascuno con 10 punti per lato. È un numero primo permutabile, cioè un numero primo tale che, qualunque permutazione delle sue cifre formi ancora un numero primo, 73 permutato forma 37. I punti (rossi) esterni della stella sono 36, la Tetractis chiamata Mondo dai Pitagorici. Il Mondo di 36 punti racchiude 37 punti, il dodicesimo numero primo 37+36=73.

     
Figura 9. Il numero stellato 73  
 
È il quarto numero 12-gonale centrato composto di 12 triangoli di rango 3, attorno a 1 punto centrale. Il numero stellato centrato 73, può essere visualizzato con 12 numeri triangolari  di ordine 3 assemblati attorno al punto centrale, in totale 12x6+1 =  72+1 = 73. Ritroviamo  72 un dei numeri che caratterizzano il tempo ciclico.
 
Il prodotto dei due numeri primi stellati 37x73 = 2701 è il 73° numero triangolare e il 37° numero esagonale. Il numero 2701 è anche il 73°, numero triangolare, cioè: 2701 = 1+2+3+4+...+73.
 
Il numero primo 37 è permutabile col numero primo 73. Inoltre 37 è il 12° numero primo, mentre 73 è il 21° numero primo, dunque anche le loro posizioni nella serie dei numeri primi sono l’una il rovescio dell’altra. Si noti poi che 21 è il prodotto delle cifre che compongono 73.
 
La tradizione cinese tramite la Teoria dei Cinque Movimenti attribuisce alla Terra una quinta stagione, che per la sua collocazione nel ciclo dei cinque Movimenti potrebbe corrispondere alla fine dell’estate. A ogni stagione corrispondono così 73 giorni, 365:5 = 73. Il calendario cinese è composto dalle nostre quattro stagioni, della durata ognuna di 73 giorni, intervallate da 4 interstagioni di passaggio della durata di 18 giorni ognuna di competenza al movimento Terra. Questi periodi di transizione sono caratterizzati dalla maggior variabilità atmosferica e piogge.
 
Il numero 73 è la somma delle lettere ebraiche che formano la parola Chokmah, חכמה, Sapienza, la Seconda Sephiroth.
 
Il pitmene di 73 è 7+3=10, si può ipotizzare che si riferisca. Inoltre la stella è scomposta in 37+36, dove i 37 punti interni forniscono il valore 3+7=10; e che i 36 punti della stella, chiamata Tetractis Mondo dai Pitagorici, richiamino la Tetractis fondamentale di valore 10.

 
NUMERO SETTANTAQUATTRO - 74
 
È creato dal raddoppio del dodicesimo numero primo 74 = 2x37 = 2x12p. È la somma dei quadrati del 3° e del 4° numero primo, 74 = 32p+42p = 52+72. È la coppia di due numeri stellati 37.
 
Il pitmene di 74 è 7+4= 11= 1+1= 2, insiste sul legame della coppia di numeri primi 37 che formano 74.

 
NUMERO SETTANTACINQUE - 75

È il quinto numero piramidale a base pentagonale. È creato dai numeri 3 e 5, è un numero spirituale 3x52=75 . È la somma dei primi 7 numeri primi dispari (dal 3 al 19). È il figlio nella terna pitagorica, 21, 72, 75. La parte maschile, il Padre di questa terna è rappresentato dai 21 suoni emanati dalla Trinità o Triade Spirituale, la parte femminile 72, il tempo ciclico.
 
Il pitmene di 75 è 7+5=12, ci dice che l’ipotenusa 75 è in stretta relazione con il cateto madre 72=12x6.

 
IL NUMERO SETTANTASEI - 76
 
È un numero rettangolare generato dal settimo numero primo 19, infatti 4x19=76. È il sesto numero pentagonale centrato. È la somma di 5 numeri triangolari di rango 5, con il Punto centrale, 5x15+1=75+1=76.

Figura 10. Il numero pentagonale centrato 73
 
 
Il pitmene di 76 è 7+6=13=1+3=4, ci indica che la forma è visualizzabile anche con 4 numeri tetraedrici di valore 19.

 
IL NUMERO SETTANTASETTE - 77
 
È il settimo numero Maestro 7x11=77. È la somma di otto numeri primi consecutivi: 77=2+3+5+7+11+ 13+17+19, cioè è l’ottavo triangolare dei numeri primi. È la somma di tre quadrati consecutivi: 77=42+52+62.
 
Il numero 26 Il valore numerico del Tetragramma cabalistico sacro, YHWH era dato dalla somma del 4° triangolare 10 più 4° numero quadratico 16, cioè 4D+4o = 26. Il numero 77 è la rappresentazione del sette 4+3=7, attraverso il 7° numero un quadratico sommato al 7° numero triangolare, 7D+7o = 28+49 = 77. Visivamente è un quadrato di lato 7 sormontato da un triangolo di lato 7. Il numero Sette era per i Pitagorici sacro a Minerva (Pallade Atena), la Sapienza Misterica.
 
Figura 11. Il numero 77 – 7° Triangolare e 7° Quadrato
 
 
Il dodicesimo numero perfetto, numero in cui la somma dei divisori dà lo stesso numero, contiene 77 numeri. È il numero di vendetta biblica di Lamech. Numero di volte necessario per perdonare le offese (Mt 18,22). Il 77 è la somma di due numeri speculari 34+43=77. Il numero 34 valore della parola israelitica “spirito”, 20+6+8= 34; e il numero 43 il valore ebraico della parola “carne”. Il numero 77 è il risultato dell’incarnazione dello spirito, cioè l’Uomo.
 
Il pitmene di 77 è 7+7=14=1+4=5, numero che compare in uno dei tre quadrati che compongono il numero 77. Il 5 è il numero dell’uomo.

 
IL NUMERO SETTANTOTTO - 78
 
È il dodicesimo numero triangolare. È un numero rettangolare, il sesto multiplo del sesto numero primo: 13x6=78. È associato due volte al numero 6. È il numero di carte dei Tarocchi[6], di queste, 56 (4 semi da 14) sono definiti Arcani Minori, mentre gli altri 22 sono chiamati Arcani Maggiori. Questa divisione è interessante, perché i Pitagorici associavano il poligono di 56 lati di Tifone (la potenza distruttiva), è 22 è il numero della formazione o costruzione i suoni o le consonanti emesse da Elohim. “I Tarocchi sono la chiave di tutto l’esoterismo occidentale”.
 
La Cabala si sviluppa dalla Sapienza arcana di figure simboliche, che per i cabalisti, furono ideate dall’Angelo Metraton, il capo della Saggezza del Serpente, e che fu il profeta Enoch. Queste figure sono i Tarocchi, in cui è racchiusa tutta la Saggezza Divina, che furono scritte nella pietra. L’Angelo Metraton lasciò i 22 sentieri dell’Albero della Vita della cabala, le 22 lettere dell’Alfabeto Ebraico, che sono i 22 Arcani dei Tarocchi. I Tarocchi sono considerati come un libro, e, infatti, sono indicati anche come “Il Libro di Thoth” (Enoch), composto di 78 fogli, suddivisi in Arcani Maggiori e Minori.
 
Il pitmene di 78 è 7+8=15=1+5=6, indica il sesto numero primo, 13 con cui è fattorizzato il numero 78.

 
IL NUMERO SETTANTANOVE - 79
 
Il numero 79 è il ventiduesimo numero primo. È permutabile con un altro numero primo 97. Applicando la regola 79-22=55, è in relazione sia con il 22 e sia con il 55, il decimo numero triangolare 10D.  Ricordiamo che 22 è il numero della formazione, mentre 55 secondo il Taoismo è la somma dei numeri del Cielo e della Terra. Secondo la tradizione massonica, gli Apprendisti sono identificati con Boaz, la colonna di sinistra del Tempio. La parola Boaz che equivale a Forza, si scrive con le lettere ebraiche beth (2), ain (70), zain (7), sommando 2+70+7=79.
 
È il numero atomico dell’oro 79. Secondo gli alchimisti medievali d’Europa, l’oro è maschile e l’argento (di numero atomico 47) è femminile, e la colonnina di mercurio (di numero atomico 80) è androgino.
 
Il pitmene di 79 è 7+9=16=1+6=7. Il 7 che si esprime sempre come 3+4, è un riferimento esoterico alla forma del 16, quale somma di due numeri triangolari: 16=6+10= 3D+4D.

 
IL NUMERO OTTANTA - 80
 
È il doppio del numero quaranta 40+40=80. Le otto potenze del doppio quadrato 8, sono amplificate 10 volte, 8x10=80. L’età di Mosè quando parlò al faraone era 40+40=80 anni (Es 7, 7). Ottanta sono i consiglieri di Buddha. Secondo il Lalita Vistara, un Buddha deve presentare, oltre ai 32 virtù caratteristiche, 80 segni secondari di bellezza.
 
Il pitmene di 80 è 8, che compare come fattore moltiplicatore di 10.

 
IL NUMERO OTTANTUNO - 81
 
È il quadrato di 9 (e quindi è un quadrato perfetto) e il 3 alla quarta potenza. 34=92=81, perciò è il nono numero quadrato, formato con 9 Tetractis, più il Punto centrale.  È il sesto numero ettagonale, 6 punti su ogni lato di un poligono a 7 lati.
 
Figura 12. Forme numero 81
 
 
La somma dei due 9 crea il numero 18=9+9, mentre il loro prodotto crea il suo rovescio il numero 81 = 9x9. Questo effetto specchio lo ritroviamo nel Corano dove è detto che nella mano destra è tracciato il numero 18 e nella mano sinistra 81 secondo i caratteri arabi antichi. È parte maschile paterna della terna pitagorica: 81, 108, 135. Il Tao Te King è composto di 81 capitoli. È il numero di cieli secondo il taoismo. L’esistenza di un uomo che ha raggiunto l’età di 81 anni in Cina era considerata come completata. È all’età di 81 anni che il Buddha e Platone sono morti.
 
Il pitmene di 81 è 8+1=9, il lato del quadrato di 81.
 
[1] La figura più potente nel gioco degli scacchi è la Regina. E’ libera di potersi muovere senza particolari vincoli. Da lei dipende la sicurezza del Re, deve quindi associare tale libertà alla Saggezza nella scelta della casella da occupare.
[2] Un numero è palindromo quando le sue cifre, rappresentano lo stesso valore sia siano lette da destra che da sinistra.
[4] Kircher Oedipus Aegyptiacus Vol II, pag 267.
[5] Il triangolo isoscele con gli angoli di base di 36° e l’angolo al vertice di 108° è chiamato il Delta luminoso.
[6] I tarocchi sono stati degradati come un mazzo di carte per gioco o per divinazione.
NUMERO OTTANTADUE - 82
 
Nasce dal raddoppio del 13° numero primo 41+41=82. Il 41 è sofferenza morte e rinascita che si completa nell’82, nel doppio ciclo. L’uomo nell’82 si è finalmente liberato dei legami karmici, incarnati in un universo di dualità “2”.
 
Il pitmene di 82 è 8+2=10, poiché l’82 è il doppio di 41, e il pitmene di 41 è 5, allora, 2x5=10.

 
IL NUMERO OTTANTATRE - 83
 
È il 23° numero primo. Applicando la regola 83-23=60, è in relazione sia con il nono numero primo 23 e sia con il numero 60, il Cielo che a sua volta è scomponibile in due numeri primi il decimo e l’undicesimo 29 e 31. È la somma di tre numeri primi consecutivi, 83=23+29+31=9p+10p+11p.
 
Il pitmene di 83 è 8+3=11, un riferimento all’11° numero primo 29 di cui è composto l’83.

 
IL NUMERO OTTANTAQUATTRO - 84
 
È il doppio del numero 42. È fattorizzabile in 84 = 22×3×7. Come numero rettangolare riveste una certa importanza nella forma 12x7. I numeri 8 e 84 sono uniti nel 36, nell’8° numero triangolare. Unendo i 36 punti dell’8° numero triangolare si ottengono 37 triangoli elementari per un totale di 84 lati[1].
 
È la parte materna delle terne pitagoriche 13, 84, 85, e 35, 84, 91. È il sesto numero tetraedrico o piramidale a base triangolare. Il numero 84 è la somma di due dolorosi numeri primi, 41 e 43. Il numero 41 è un riferimento all’uomo che ha superato le dolorose prove imposte dal numero 40: il numero 43 è simbolo di lotta e d’insurrezione, di frustrazione e di distruzione.
 
Il numero 84, può essere espresso come una forma di Tetrade, la somma dei quadrati dei primi 4 numeri dispari: 84 = 12+32+52+72.
 
Il pitmene di 84 è 8+4 = 12 = 1+2 = 3, il numero 12 è il multiplo maggiore della forma rettangolare 12x7, il numero 3 è un riferimento alla forma triangolare del numero 36.

 
IL NUMERO OTTANTACINQUE - 85
 
È un numero rettangolare 5x17, il quintuplo del numero primo 17. È marchiato dal numero 5, infatti 85 è il quinto numero decagonale 1, 10, 27, 52, 85; è il quinto numero ottaedrico (unione di due tetraedri) 1, 6, 19, 44, 85; Inoltre, 85 ridotto è 8+5=13, che è il quinto numero primo.
 
È il settimo numero quadrato centrato. È l’ottavo numero triangolare centrato. Può essere scritto come somma di due quadrati in due modi differenti: 85=22+92; 85=62+72. Il numero 85, può essere espresso come una particolare Tetrade: la somma di una successione geometrica del numero quattro, 40 + 41 + 42 + 43 = 1+4+16+64 = 85.
 
Il pitmene di 85 è 8+5=13=1+3=4, non è chiaro il tipo di relazione con il numero, si può ipotizzare che il 4 sia in relazione con la base quadrata dell’ottaedro, e che il 13 oltre a riferirsi al 5° numero primo, indichi la somma di 6 e 7 i cui quadrati formano il numero 85.

 
IL NUMERO OTTANTASEI - 86
 
Il numero 86 è il doppio del numero primo 43, 86=43+43. Può essere espresso in un modo con l’unione,  somma e un prodotto delle cifre da 1 a 9: 1+2+3+4+5+6+(7x8)+9=86.
 
Il valore numerico della parola Elohim è: 1+30+5+10+40 = 86 che significa “Calore violento” o “la Potenza del Fuoco”. Elohim è la potenza divina preposta alla creazione e al mantenimento delle leggi naturali su cui poggia il cosmo. Questo numero è uguale a quello della parola ebraica Ha-Teva, che significa: “La Natura”.
 
Il pitmene di 86 è 8+6=14 = 1+4=5, le prime cinque cifre del cerchio divino p. Le Potenze Creatrici, nella Cabala ebraica sono gli Elohim, o Alhim[2] hanno il seguente valore numerico: A(1), L(30), H(5), I(10), M(40), disponendo le lettere su un cerchio e omettendo gli zeri, cioè riducendo 30 a 3, 10 a 1, 40 a 4 si ha: 13514 = 1+3+5+1+4=14. Leggendo in modo inverso si ha 31415.

 
IL NUMERO OTTANTASETTE - 87
 
È il triplo del decimo numero primo 3x29=87. È la somma dei quadrati dei primi quattro numeri primi: 22+32+52+72= 4+9+25+49=87. È il valore numerico della parola Eden, in ebraico.
 
Il pitmene di 87 è 8+7=15=1+5=6, non è chiara la relazione con il numero 6, per quella con il 15 si può supporre una relazione con i numeri primi, poiché 87=3x29, e il 29 è il quinto numero primo, allora 3x5p=15.

 
IL NUMERO OTTANTAOTTO - 88
 
È l’ottavo numero maestro 8x11=88. È il terzo numero esadecagonale (16 lati). Il pianoforte ha ottantotto tasti. L’Unione Astronomica Internazionale (UAI) ha diviso il cielo in 88 costellazioni ufficiali con confini precisi. Poiché il numero otto è il simbolo dell’infinito, 88 potrebbe simboleggiare i doppi sensi dell’infinità dell’universo, vale a dire l’infinitamente piccolo e l’infinitamente grande.
 
Il pitmene di 88 è 8+8=16=1+6=7, il numero dei suoi divisori 1, 2, 4, 8, 11, 22, 44.

 
IL NUMERO OTTANTANOVE - 89
 
 
È il 24° numero primo. Applicando la regola 89-24=65, è in relazione con il numero 24 le ore del giorno e della notte, e con il 65, Lux in latino. È la somma delle sue cifre sommata al prodotto delle sue cifre: 8+9+(8x9)=17+72=89.
 
Il pitmene di 89 è, 8+9=17=1+7=8, numeri che compaiono nella particolare scomposizione del numero 89.

 
IL NUMERO NOVANTA - 90
 
È un numero rettangolare può essere espresso in più modi, ma la forma preferita è quella oblunga 9x10=90 numero che si rappresenta come somma di due numeri triangolari uguali 9D+9D=45+45=90. È la somma di sei numeri primi consecutivi dal 4° al 9°: 7+11+13+17+19+23=90. Esprime la potenza del nove, è la somma dei primi 9 numeri pari 2+4+6+8+10+12+14+16+18=90. È il numero di gradi di un angolo retto, la quarta parte dell’angolo, giro del cerchio. Il numero 90 rappresenta la rettitudine.
 
Vi è una relazione del numero 90 con il numero 37 espresso in forma esagonale centrata. I 37 punti del 4° numero esagonale centrato, formano 54 Triangoli uniti da 90 lati[3] (sarebbero 162 se fossero stati separati). Il pitmene di 90 è 9, indica i 9 cicli di 10, oppure allude ai 54 triangoli 5+4=9 che compongono il quarto numero esagonale centrato.

Figura 1. Numero 90 - 54 triangoli
 
 
IL NUMERO NOVANTUNO - 91
 
È un numero rettangolare 7x13=91 e 13 e 7 sono i suoi fattori. Può essere rappresentato in 6 modi come figura geometrica.
 
1.   È il tredicesimo numero triangolare, cioè la somma dei primi 13 numeri interi naturali.
2.   È il 7° numero esagonale, ogni numero esagonale è anche un numero triangolare.
3.   È il sesto numero esagonale centrato. È uno dei pochi numeri che sono sia esagonali che esagonali centrati.
 
Figura 2. Numero 91 sesto esagonale centrato
 
Il numero è visualizzabile con un esagono con 6 punti per lato. Le tre diagonali sono composte di 11 punti, in totale 30+1=31 punti. L’esagono è riempito con 6 Tetractis 6x10=60. Il numero è scomposto in 31+60=91.
 
4.      È il sesto numero piramidale a base quadrata.
5.      È il quinto numero ennagonale centrato[4].
6.      È il quarto numero cubico centrato, quindi 91=43+33.
 
La piramide del Castillo di Chichen Itza dedicata esclusivamente al culto del sole, è un vero e proprio calendario di pietra di cui quattro facce simboleggiano le stagioni. Ciascuna di queste facce forma una scala molto rigida del 91 gradini. In relazione col conteggio del tempo 13 cicli di 7 giorni. Poiché i 4 lati della piramide sommano 4x91 = 364 gradini cui si aggiunge la piattaforma terminale che completano il ciclo dell'anno solare, vale a dire 364+1=365 giorni.
 
Il pitmene di 91 è, 9+1=10=1+0=1, forse è un riferimento alle forme preferite di questo numero, esagonale centrato, ennagonale centrato .

 
IL NUMERO NOVANTADUE - 92
 
È un numero rettangolare multiplo di 23, del nono numero primo: 4x23=92. È l’ottavo numero pentagonale. È la costante del quadrato magico di 8 x 8. È il valore numerico 92 della parola ebraica Jachin[5], la colonna di destra del Tempio di Salomone, l’altra è Boaz. Jachin rappresenta la Bellezza. Nella simbologia massonica indica il libero muratore, mentre Boaz l’apprendista.
 
Il pitmene di 92 è, 9+1=11=1+1=2, poiché  92=2x46, e il pitmene di 46 è, 4+6=10= 1, allora 2x1=2.

 
IL NUMERO NOVANTATRE - 93
 
È un numero rettangolare 3x31=93, multiplo di 31, l’undicesimo numero primo.
 
Il numero 93, secondo l’alfabeto greco, è il risultato della somma dei valori numerici delle lettere che compongono sia la parola “greca” Amore, ἀγάπη (agápē che ha il valore 93 = [1 (Α) + 3 (Γ) + 1 (Α) + 80 (Π) + 8 (Η)]; e sia la parola Volontà, θέλημα (thélēma), anch’essa di valore numerico 93 = [9 (Θ) + 5 (Ε) + 30 (Λ) + 8 (Η) + 40 (Μ) + 1 (Α)].
 
Il pitmene di 93 è, 9+3=12=1+2=3, il fattore moltiplicativo 3 del numero primo 31.

 
IL NUMERO NOVANTAQUATTRO - 94
 
È un numero rettangolare 2x47=94, duale del numero 47, il quindicesimo numero primo. È il quinto numero 17-gonale, poligono a 17 lati, 1, 17, 48, 94.
 
Il pitmene di 94 è, 9+4=13=1+3=4, essendo 2x47=94, e il pitmene di 47 è 2, allora 2x2=4.

 
IL NUMERO NOVANTACINQUE - 95
 
È un numero rettangolare formato dal prodotto di due numeri primi, il 5 è il 19, il terzo e il tredicesimo numero primo, 5x19=95. È il quinto numero 11-gonale, poligono a 11 lati.
 
Il pitmene di 95 è, 9+5=14=1+4=5, fattore moltiplicatore del numero 95.

 
IL NUMERO NOVANTASEI - 96
 
È fattorizzabile in 25x3=96, come numero rettangolare è 3x32=6x16=12x8=24x4=48x2=96. È il sesto numero ottogonale, 1, 8, 21, 40, 65, 96. È il numero di petali del 6° chakra Ajna, che si trova tra le due sopracciglia suddiviso in due gruppi di 48 petali, 2x48=96.
 
Il pitmene di 96 è, 9+6=15=1+5=6, che ci dice che la forma rettangolare preferita è 6x16=96, e sia un riferimento al 6° chakra Ajna.

 
IL NUMERO NOVANTASETTE - 97
 
È il 25° numero o primo, scomponibile in 97-25= 72, cioè è in relazione con i numeri 25 e 72. È un numero primo permutabile con il 79, anch’esso numero primo. È la somma di tre numeri primi consecutivi, 97=29+31+37. È il sesto numero ottagonale. È la somma di due potenze quarte del primo numero pari e del primo numero dispari, 97=24+34=16+81
 
Il pitmene di 97 è, 9+7=16, la quarta potenza di due 24 che compare nella creazione del numero.

 
IL NUMERO NOVANTOTTO - 98
 
È il doppio del numero 49, il numero della Fenice, 2x49=98, può essere espresso come 2x7x7 e 7x14. La Fenice, secondo la mitologia, muore e risorge dalle sue ceneri sette volte sette, 7x7=49 volte. È uguale alla somma dei primi 8 numeri primi dal 3 al 23. Il numero 100 non può contenere in modo esatto cicli di tempo settenari, contiene 7 grandi periodi, ciascuno suddiviso in due volte sette o 14 cicli minori 7x14=98. Se togliamo ai 100 Anni divini i 98 Anni dei 7 Grandi Cicli restano 2 anni che corrispondono ai due interludi fra il ciclo dell’Attività di 50 anni e a quello del Riposo di 50 Anni. I 100 Anni sono disposti su un Cerchio o Ruota. Come il decagono divide il Cerchio in 10 parti, così 10 decagoni dividono il Cerchio in 100 parti. Il Decagono con i numeri dei suoi angoli 26, 72, 144, è il reggitore della Ruota del Tempo.
 
Il pitmene di 98 è 9+8=17=1+7=8, questo numero è due volte quattro, e poiché il pitmene di 49 è 4, allora 2x49 ha come pitmene 2x4.

 
IL NUMERO NOVANTANOVE - 99
 
È l’ennuplo del numero 11, del primo numero Maestro, 9x11=99. Se operiamo con le due cifre, come somma 9+9=18, come prodotto 9x9=81, otteniamo due numeri 18 e 81 palindromi, o speculari. Secondo il Corano è il numero tracciato nelle due mani, nella mano destra è tracciato il numero 18 e nella mano sinistra 81 secondo i caratteri arabi antichi. Il numero 99 è in relazione con la circonferenza, è il completamento di un ciclo maggiore. Ha una scomposizione molto bella: è la somma dei cubi dei primi tre numeri emanati dall’Uno: 99=23+33+43.
 
Il numero 99 è scomponibile in 33x3. I due fattori sono uno, 33, gli anni mistici di Cristo e 3 che è il numero della Trinità. Dice il Vangelo: “Chi tra voi, se ha 100 pecore e ne perde 1, non abbandona le altre 99 per andare a cercare quella che si è perduta, finché non l’abbia ritrovata?”. All’esterno della Basilica “templare” di Collemaggio ad Aquila[6] vi è la fontana realizzata con 99 cannelle.
 
Figura 3. Basilica di Collemaggio fontana delle 99 cannelle.
 
 
Nella tradizione islamica, il numero dei grani del rosario è 99, numero “circolare” per il suo fattore 9, che viene qui riferito ai nomi divini di Allah. I 99 grani sono per di più distribuiti in tre serie di 33. Manca un grano per completare il numero 100 (il che equi­vale a ricondurre la molteplicità all'unità), poiché 99=100‑1, e che questo grano, quello che si riferisce al “Nome dell’Essen­za”. Quando Abram aveva 99 anni, Jahweh  stabilì i termini “della grande Alleanza” e gli mutò il nome in Abrahm e quello della moglia Saraj in Sarah. Il patriarca aveva 100 anni quando Sarah gli partorì Isacco[7]. Nel mutamento da Sarai a Sarah, comunque, possiamo evidenziare alcuni particolari importanti: la perdita della “yod” finale, e l’aggiunta di una “Hè“. Secondo un’interpretazione tradizionale ebraica la “yod“, prima lettera del “Tetragrammaton“ - il nome di YHVH - è suddivisa in due: dal 10 si hanno due 5, cioè le due “Hè“ assegnate una ad Abraham e una a Sarah. In relazione al misterioso nome della Divinità in questione, il finora inesplicabile accenno dei cabalisti circa l’efficacia della lettera H, “che Abramo tolse dal nome di sua moglie Sarah” e “mise nel mezzo del proprio nome”, diviene chiaro.
 
Il pitmene di 99 è, 9 il fattore moltiplicatore di 11, il numero della prova. Il numero 99 chiude il ciclo delle prove dei numeri doppi o Maestri.
 
 
 
IL NUMERO CENTO - 100
 
Il numero 100 è il quadrato perfetto del numero 10. Il numero 100 è la somma dei primi nove numeri primi: 2+3+5+7+11+13+17+19+23=100. È la somma del quindicesimo e del sedicesimo numero primo, 47 +53=100.
 
L’Unità, la Monade, genera il 10, chiamata dai Pitagorici unità o monade del secondo ordine. I Pitagorici, ci informa Giamblico, chiamano il 10 unità di seconda serie, il 100 unità di terza serie, il 1000 unità di quarta serie.
 
·    La somma dei primi quattro numeri la Tetractis fondamentale è 10, il quarto numero triangolare, l’Unità del secondo ordine, 1+2+3+4=10.
·    La somma dei quadrati dei primi quattro numeri, cioè la Tetractis dei quadrati, è 12+22+32+42=30, il quarto numero piramidale. Per Marco lo gnostico pitagorico la pronuncia del divino Nome intero consiste di 30 elementi.
·     La somma dei cubi dei primi quattro numeri interi, cioè la Tetractis dei cubi, è 13+23+33+43=100.
 
Come l’Uno è astratto e diventa concreto attraverso la Tetractis, solo quando forma il 10, così l’Uno cadendo nel mondo tridimensionale forma la Tetractis dei cubi e diviene 100.
Il numero 100 può essere espresso con i numeri nella Decade come la somma delle cifre da 1 a 7 e il prodotto delle ultime due: 1+2+3+4+5+6+7+(8x9)=100. In termini pitagorici è l’unione del 7° numero triangolare 28, il ciclo lunare, con il rettangolo eteromeco 8x9, i cui lati esprimono il tono musicale pitagorico o il RE 8/9. Il prodotto 8x9 è il sacro 72, numero del ciclo solare. In un certo modo il 100 è caratterizzato dai numeri 7, 8, e 9, in altri termini da 7D, e 8x90.  
Figura 4. Numero 100 triangolo più rettangolo eteromeco
 
 
Secondo la mitologia greca il gigante Argo aveva 100 occhi, quando dormiva chiudeva 50 occhi teneva aperti i restanti 50 occhi. La leggenda vuole che il pavone abbia 100 occhi. Per i Sufi, l’aprirsi della coda del pavone é il simbolo dello spiegamento cosmico dello Spirito. Esiste una relazione simbolica tra la danza rotatoria dei dervisci e la magnifica ruota del pavone. Quando il dio Indra, il signore del cielo, si trasforma in un animale, diventa il pavone, ed è cavalcato da Saraswati, la dea indù della conoscenza e della saggezza. Nell’antica Grecia il Pavone, era chiamato il “Volto di Era”, e rappresentava lo splendore celeste quale epifania della Grande Dea. I 100 occhi di Argo furono trasportati dalla dea sulla coda del pavone. Argo è Argha, Arca, l’Uovo cosmico, il cui periodo di manifestazione è di 50+50=100 Anni Divini.
 
Nel Vishnu Purana è scritto che la Terra galleggia come un Uovo nell’Oceano dello Spazio Infinito. In definitiva la Terra è sinonimo dell’Uovo del Mondo o Uovo d’Oro che galleggia nello Spazio, da questo Uovo, dividendolo in Due, uscì il creatore Brahma. È scritto che la Terra ha l’estensione di 50 crore di yogiana, ed è divisa in Sette zone. Dividendo l’Uovo in due si ottengono due parti o semisfere contenenti ciascuna 50 divisioni, in totale 2x100.
 
La somma delle due semisfere è 2x50=100, il numero degli anni divini di Brahma, che secondo il calendario bramanico, coincidono con la durata del nostro sistema solare. Le 7 zone sono indicate come sette oceani o divisioni di materia, e poiché ogni tipo di materia è settenario otteniamo 7x7=49, valore che sommato all’Unità che rappresenta il centro del cerchio, si ottiene il numero 50. La semisfera superiore rappresenta i 7 Cieli o le 7 Terre superiori, divise anch’esse in 7x7 parti.  
 
·    L’Uovo del Mondo ha estensione 50 unità.
·    L’Uovo è stato diviso in Due parti, una superiore, Cielo, una inferiore Terra.
·    La Terra è divisa in 7 zone, a sua volta divisa in 7 parti 7x7 = 49. Il Cielo è diviso in 7 Cieli o parti.
·    Cielo e Terra formano il numero 2x50 = 100.
·    100 è il numero degli Anni Divini di Brahma.
 
Figura 5. Il numero 2x49 e il numero 2x50 in relazione all’Uovo del Mondo
 
 
Vishnu con la sua controparte femminile, Lakshmi, è rappresentato mentre sogna sdraiato su un letto formato dal corpo del Serpente Cosmico a sette teste, Ananta. Il sogno cosmico dura 100 Anni di Brahma[8], al dissolversi del sogno l’universo si dissolve. Ogni Anno di Brahma è composto di 360 Giorni e dello stesso numero di Notti di Brahma. Durante il Giorno l’universo è in espansione, durante la Notte si contrae. Durante ogni Giorno della sua vita, gli occhi del dio si aprono e si chiudono 1.000 volte, a ogni chiusura dell’occhio, o Maha Yuga, si ha una distruzione.
 
Questo ciclo è diviso in due cicli 2x50=100, uno di attività e uno di riposo. I numeri sono dei veli che nascondono le reali cifre. Per quanto riguarda il numero 1.000, esso rappresenta 1.000 periodi degli uomini detti in India dei Prajapati. Un periodo dei Prajapati è un Maha Yuga, un Grande Periodo, di 4.320.000.000 anni solari. Occorrono 1.000 Maha Yuga per fare un Giorno della vita di Brahma.
 Il pitmene di 100 è 1, perché 100 è un’unità di terza serie o ordine.  
 
[1] Secondo la formula 3n(n+1)/2, dove n è il numero triangoli per lato, n è il numero dei punti meno uno, n=8-1=7; 7x3(7+1)/2 = 21x8/2 = 84.
[2] Nome composto da cinque lettere.
[3] Formula per calcolare i lati 3n(3n+1), con n numero punti meno uno per lato, per n=3 si ha 3x3(3x3+1)=9x10=90.
[4] L’n-esimo numero ennagonale centrato può essere visto come la somma di nove volte l’(n-1)-esimo numero triangolare e di un punto centrale.
[5] Jachin nome del gran sacerdote che officiò l’inaugurazione del tempio di Salomone.
[6] L’Aquila, con i suoi emblemi imperiali, fu fondata da Federico II, in evidente opposizione alla Roma del tempo.
[7] Sarah morì a 127 anni e Abrahmo a 175 anni.
[8] Così, un’età di Brahma, o 100 dei suoi Anni Divini, equivalgono a 311.040.000.000.000 dei nostri anni mortali.
 
I NUMERI MISTERICI MAGGIORI DI 100

IL NUMERO CENTOOTTO - 108
 
Il numero 108 È l’iperfattoriale di 3: 11×22×33 = 1x4x27=108. È un numero rettangolare, le forma preferite sono 4x27, e 9x12, e 3x36. È la somma dei tre quadrati del primo numero dispari: 32+32+32=108.
 
Questo numero è un motivo ricorrente nell’impianto del tempio e della religione buddista: 108 sono i grani del rosario. Perché i gradini che portano al tempio buddista sono 108? Le maggiori scuole di buddismo riconoscono l’esistenza di 108 Bonno[1], così chiamate perché causano al corpo e alla mente afflizione e sofferenza. Al salire di ogni gradino e simbolicamente all’eliminazione di una Bonno, il ricercatore della propria autentica natura diviene sempre meno confuso e afflitto. Al momento di raggiungere il tempio, il ricercatore è pronto per l’illuminazione. La grande campana dei tempi Buddisti (O-Bonsho) era anticamente suonata 108 volte alla vigilia del capodanno, il nuovo anno, il nuovo tempo, il nuovo ciclo, per simbolizzare l’eliminazione delle Bonno.
 
Odisseo e la sua flotta di dodici navi approdarono nella terra dei Ciclopi, ingiusti e violenti, un’isola fertile, “né vicina, né lontana”, dove viveva Polifemo, il gigante dall’unico occhio, figlio di Poseidone. Gli uomini, cacciarono e uccisero per cibarsene, delle capre montane, nove per ogni nave per un totale di 108. Il numero di Proci che Odisseo alla fine del viaggio ucciderà a Itaca è appunto 108! In India si sacrificavano 108 capre alla dea Kali, il lato oscuro della dea dell’amore. In Grecia si sacrificavano capre in riva al mare, ad Anfitrite, la sposa di Poseidone.
 
Secondo Censorino, 10.800 è il numero degli anni assegnati da Eraclito alla durata dell’Aion, il Grande Anno. Pertanto, su indicazioni del Rig Veda, 40 Aion di 10.800 anni, formano il periodo di 432.000 anni del Kali Yuga. Il numero delle strofe del Rig Veda è 10.800 per 40 sillabe per strofe 432.000 sillabe totali. Il numero 108 è legato al numero 40! Pertanto, su indicazioni del Rig Veda, 40 Aion di 10.800 anni, formano il periodo di 432.000 anni del Kali Yuga.
 
  • Angolo retto Dodecaedro più la sua Quinta parte: 90 + 1/5*90 = 108.
  • 108 = 72 + 36 cioè gli angoli del Delta luminoso, il Triangolo che genera il numero aureo f.
  • 108 = 72 + ½ 72, somma di ottave musicali successive.
  • 4x108 = 432 il numero chiave per la misura del ciclo del tempo.
  • 4.000x108 = 432.000 anni del Kali Yuga.
  • 10.800 sono gli anni dell’Aion o del Grande Anno di Eraclito.
  • Il numero dei mattoni dell’Altare sacro del Fuoco indiano è 10.800.
 
II numero 108, come il numero 72, è legato al computo del tempo e sia alla via della sofferenza.  L'astrologia cinese conta 36 stelle benefiche e 72 stelle del male, la loro somma costituisce il sacro numero 108.
 
Il pitmene di 108 è 1+0+8=9 il ciclo.
 
 
IL NUMERO CENTOUNDICI – 111
 
È un numero rettangolare 3x37=111, il prodotto del secondo e del dodicesimo numero primo. È il sesto numero ennagonale. È un numero palindromo. È la costante del più piccolo quadrato magico 3x3 formato da nove numeri incorruttibili che non si possono scomporre in fattori, il quadrato è composto di otto numeri primi, il nono numero è l’origine dei numeri primi, l’Uno.

Figura 1. Il quadrato magico di 111 con solo numeri primi

Il numero 111 è la costante di un quadrato magico 6x6 noto come il quadrato del Sole, con i numeri interi da 1 a 36. I numeri che compongono il quadrato sono quelli dell’8° numero triangolare, in definitiva 8D nel 6o.
 
Figura 2. Il quadrato magico 111 del Sole con 36 numeri
 
I numeri sono disposti in modo tale che la somma di ogni riga, colonna o diagonale sia sempre 111, quindi la somma di tutte le sei righe o tutte le sei colonne rimanda al numero 666. Il 111 è il simbolo della Triplice Divinità, la Triade. Il 111 è uno dei numeri più sacri dell’Antico Egitto, citato in ventitré papiri. È il valore della parola ebraica Aleph, che indica la prima lettera dell’alfabeto fenicio ed ebraico, composta di tre lettere e si scrive: Aleph (1), Lamed “30”, Phe’ “80”, sommando, 1+30+80 = 111. Anche la prima lettera dell’alfabeto islamico Alif ha gli stessi valori numerici: A “1”, Lam”30”, Fa “80”, sommando 1+30+80=111.
 
Poiché A è numericamente 1, il numero 111 è un’altra forma per indicare la divinità. Alef significa “insegnare”, infatti “Alefkha Chokmah significa t’insegnerò la sapienza” (Giacobbe 33,33). È la promessa fatta da Dio di insegnarci la sapienza superiore. Il nome Alef sottolinea l’importanza dello studio della verità esoterica che secondo il pensiero ebraico è il più nobile che l’essere umano possa compiere.
 
Il pitmene di 111 è 1+1+1=3, che rappresenta il Triangolo divino.

 
IL NUMERO CENTOTREDICI – 113 – IL NUMERO DELL’UOMO
 
 
È il trentesimo numero primo, applicando la regola 113-30=83, è scomponibile in 30 e 83. Il numero 30 rappresenta la pienezza del Pleroma, i suoni della pronuncia del Nome Divino. Il numero 83 è il 23° numero primo. Questo numero è uguale alla somma dei quadrati di due numeri della Decade consecutivi del 7 e dell’8, cioè: 113=72+82. È l’8° numero quadrato centrato.
 
Il numero 113, cioè il 30° numero primo, e poiché 30 è la pienezza del Pleroma, quale arcano segreto nasconde? R. Skinner l’autore di The Source of Measure, trattando della “Misura di un Uomo” e del suo valore numerico (cabalistico) spiega che in ebraico, una delle forme di parola per l’uomo è Atsh il cui valore numerico delle lettere è 300+10+1= 311; leggendo in modo inverso[2] da destra a sinistra, cioè compiendo una decodifica cabalistica, si ottiene il numero 113.
 
R. Skinner scrive che nella Genesi, IV, 1: “È chiamata la Misura “dell’Uomo che eguaglia Jehovah”, e che si ottiene moltiplicando 113 per 5, il numero dell’Uomo 113x5=565”, il valore numerico di Hé-Vau-Hé 5-6-5. Il 113 in relazione con il numero 355, l’anno lunare, esprime il migliore rapporto che approssima p=355/113=3,14159292…, in questo caso 113 rappresenta il Diametro, l’Uno, l’anno lunare la circonferenza 355. Stranamente, il famoso architetto francese Le Corbusier[3], uno dei maggiori sostenitori dell’applicazione della sezione aurea all’arte e all’architettura, utilizza il numero 113, considerato in due scale, una ottenuta partendo da un quadrato di lato 113 cm che chiama serie rossa. La successione dei numeri segue la legge del numero d’oro f=1,618, l’altra partendo da un rettangolo 113x226 che chiama serie blu.

Figura 3. Il 113 Il Modulor di Le Corbusier  
 
Il numero 226=113x2, noto come il “Modulor[4]”, è preso come misura dell’uomo in piedi con il braccio alzato. In questa progressione appare con il numero 113, anche il 432, il numero chiave del ciclo.
 
Il pitmene di 113 è 1+1+3=5, allude ai primi 5 sacri numeri sacri del p.
 
 
IL NUMERO CENTOQUARANTAQUATTRO - 144
 
 
Questo numero è il quadrato di dodici 122=144. È il 12° numero della sequenza di Fibonacci. È il doppio dell’importante numero 72, cifra base del moto processionale, ogni ciclo è duale ecco il significato di 144. Per la sapienza Taoista è il numero del Ricettivo: “I numeri che danno il Creativo sono 216; quelli che danno il Ricettivo sono 144, assieme 360; essi corrispondono ai giorni dell’anno rituale”. Il primo numero pari 2 è la Madre Terra 2x72 = 144, il primo numero dispari 3 è il Padre Cielo 3x72 = 216. L’anno cinese è suddiviso in 72 hou. Un ciclo di hou lungo 5 giorni determina il numero rituale di 72x5 = 360 giorni nella composizione dei calendari astrologici. Nell’Apocalisse coloro che si salveranno sono 144.000. Il numero 144 designa metaforicamente le ore designate per la creazione del mondo in 6 Giorni: 24 ore x 6 giorni = 144 ore.
 
Il pitmene di 144 è 1+4+4 = 9 il numero del cerchio il tempo ciclico.

 
IL NUMERO CENTOCINQUANTATRE - 153
 
 
Il numero 153 è un numero rettangolare scomponibile in 9x17; è il 17° triangolare, la somma dei numeri dei numeri da 1 a 17, composto con 10 triangoli ascendenti, con la punta rivolta in alto e 6 triangoli discendenti, con la punta rivolta in verso il basso.
 
Figura 4. Il numero 153 Triangolare
 
-    Il numero 153 ha la proprietà rara che è la somma dei cubi delle proprie relative cifre, cioè: 153 = 13+53+33.
-    Espresso in modo fattoriale 153 è il Cinque triangolare: 153 = 1!+2!+3!+4!+5! = (1 + 1x2 + 1x2x3 + 1x2x3x4 + 1x2x3x4x5).

Si narra che in viaggio fra Sibari e Crotone Pitagora, si avvicinò a dei pescatori e, dato che la rete che essi tiravano a riva conteneva una grande quantità di pesce, egli predisse il numero esatto dei pesci da loro tirati a riva. Quando quei pescatori ebbero accettato di eseguire i suoi ordini, se solo la predizione si fosse rivelata esatta, dopo che ebbero contato minuziosamente i pesci, ordinò loro di gettare il pesce ancora vivo in acqua; la cosa più stupefacente fu che nessuno dei pesci, pur rimasti fuori dall’acqua, morì alla sua presenza, mentre fu compiuta la conta. Nei Vangeli si narra dell’apparizione agli Apostoli di Gesù risorto sul lago di Tiberiade dove invita Simon Pietro a gettare la rete nel lago: “Allora Simon Pietro salì nella barca e trasse a terra la rete piena di centocinquantatre grossi pesci. E benché fossero tanti, la rete non si spezzò”. Il numero dei Pesci è appunto 153.

 
IL NUMERO DUECENTOSEDICI - 216
 
 
Il numero 216 è un cubo di 6, il numero perfetto: 216 = 63 Platone c’informa che si tratta del più piccolo cubo esprimibile come somma di tre cubi, 33+43+53 =63. È l’espansione volumetrica del Triangolo retto Sacro 3, 4, 5. Nel piano il poligono con minor numero di lati è il triangolo, nello spazio è il tetraedro, con un angolo solido retto. I numeri 3, 4, 5, e 3, 36, 216 costituiscono una famiglia unita da un’armonia molto profonda.
 
-   Il numero 6 è e il prodotto dei primi 3 numeri                   1x2x3 = 6.
-   Il numero 36 è il prodotto dei primi tre quadrati                12x22x32 = 36.
-   Il numero 216 è il prodotto dei primi tre cubi                    13x23x33 = 216.
-   Il numero 216 è la somma dei tre cubi del triangolo sacro  33+43+53 =63 = 216.
 
Per la sapienza Taoista il numero del Creativo è 216, la metà del numero 432, la chiave dei cicli. I numeri del Creativo sono 216 e 2.160 sono gli anni che impiega il Sole a percorrere un segno zodiacale, 1/12 del cerchio celeste. Un Grande Saros è 60 Saros, 60x3.600 = 603 = 216.000 anni. In India è il ciclo di Prajapati. Due Grandi Saros 2x216.000 = 432.000 anni, l’Eone di Berosso.

 
IL NUMERO TRECENTODICIOTTO - 318
 
 
Il numero 318 esprimibile come 2x3x53. Questo numero ha una rilevanza misterica è citato come riferimento al monogramma di Jesus nella lettera di Barnaba[5] nella forma greca IHT è 10+8+300=318. Quando il nome di Gesù Cristo è scritto Iesus Hominum Salvator, il monogramma del nome Gesù Cristo è IHS, contrazione di ΙΗΣΟUΣ, il cui valore numerico è 10 +8 + 200 = 218. Il monogramma di Bacco, in Grecia, si scriveva IKTHYS e significa “pesce”. Tolta la K, trasformata la Teta in H, eliminata la Y, rimane IHS e assume il significato di “Salvatore” dell’umanità. Barnaba però, al pari degli Gnostici attribuisce a Gesù Cristo il valore numerico 318 e non il valore 218. Barnaba corregge questo valore numerico cambiando nel monogramma la “S” in “T”.
 
Abramo, che ha nominato per primo la circoncisione, ha auspicato nello spirito a Gesù, quando ha circonciso ... Per la Scrittura dice: “E Abramo circoncise della sua casa diciotto maschi e trecento”. Qual era dunque la conoscenza dato a lui? Osservate che Egli prima dice “18”, poi, dopo una separazione, aggiunge “300” Nel numero diciotto “I” sta per dieci, “H” per otto. Qui avete JESUS ​​(IHSOUS). E perché la croce nella “T” era di avere la grazia, ha detto "300”. Così ha rivelato Gesù nelle due lettere, e nella restante una, la croce.[6]
 
Il numero 318 “IHT” è arditamente calcolato da Barnaba aggiungendo la lettera T greca, “Tau”, che ha l’aspetto di una croce, alle prime due lettere IH, iota-Eta, del nome di Gesù, IHSOYS. IHT = 10+8+300 = 318. La Tau greca il cui valore numerico è 300 è la Croce, l’arca costruita da Noè ha 300 cubiti di lunghezza (Gn 6,14-15). Origene spiega come l’arca sia la zattera salvatrice prefigurante la croce, poiché 300 è uguale a TAU. Per Barnaba, 318 è il numero del nome di Gesù crocifisso espresso nella mistica IHT. Il numero 318 rappresenta, per gli Gnostici e per Barnaba, il valore della parola Gesù, come pure il famoso numero dei servitori addestrati o circoncisi di Abramo.
 
Il numero 318 è stato considerato per alcuni popoli come un numero astratto e universale, che esprime il valore di una circonferenza il cui diametro è l’unità. La lettera greca Theta Q ricorda una circonferenza tagliata dal suo diametro. Il valore numerico della parola greca Q Theta, Qheta  è 9+8+300+1 = 318 unità. Il valore numerico della parola greca Helios, Helios = 8+30+10 +70+200, è uguale a 318 unità. Helios significa Sole. La prima forma della lettera greca theta è il simbolo del Dio-Sole, un cerchio con un puntino al centro. Il simbolo greco per indicare la lettera Q (theta), appare come un cerchio con una linea o diametro attraverso di esso. Un cerchio con un diametro di 318 ha una circonferenza di 999 unità, 318 p = 999 = QQQ, perché  la lettera Q ha valore 9.
 
Il pitmene  di 318 è 3+1+8=12=1+2=3, mistericamente e tre lettere IHS o IHT.

 
IL NUMERO TRECENTOTRENTATRÉ - 333
 
È un numero palindromo e rettangolare 9x37=333. Appartiene alla terna o triangolo pitagorico 333, 444, 555 e ne rappresenta la parte paterna, 444 la madre, 555 il figlio. In una tradizione cristiana che si fa risalire alla Vergine Maria: “La cifra 333, indicata una volta, esprime il mistero dell’Unità di Dio; indicata due volte 666, esprime le due nature, quella divina e quella umana, di Gesù Cristo, indicata tre volte cioè 999, il mistero della Santissima Trinità”. Il grande cabalista musulmano Al-Buni consacra un capitolo speciale alle proprietà dei nomi corrispondenti al valore numerico di 111, 222, 333, 1111, ecc …
 
Il pitmene di 333 è 3+3+3=9, un numero spirituale, il quadrato del numero perfetto 32=9.
 
 
IL NUMERO TRECENTOQUARANTATRÉ - 343
 
Il numero 343 è il settimo numero cubico, 73 = 343. Il numero 343 è composto di tre cifre ed è un palindromo (le sue cifre possono essere lette anche da destra verso sinistra ottenendo lo stesso risultato) Trecentoquarantatré è la durata di un anno lunare, 8 mesi di 28 giorni + 4 mesi di 29, cioè 224+116=343 giorni; inoltre questo numero è il raggio reale del sistema indù di quadratura del cerchio. Il cerchio è il simbolo primo della manifestazione e il quadrato, il simbolo della caduta nella materia, dell’inizio della creazione.
 
Il numeri monadici spirituali e perfetti 3 e 7 concorrono a formare due combinazioni 3x7 e 73. La prima combinazione 21 ridotta al suo pitmene dà 2+1=3, la Triade spirituale che emana i 21; la seconda 343 ridotta dà 3+4+3=10, la Decade, l’Unità di secondo ordine, il Tutto, il numero dell’Universo. Abbiamo in 343 i numeri 7, 3, 10.
 
La Vita Una si manifesta in 7 stati, i quali, con la loro suddivisione settenaria, formano i 72=49 Fuochi menzionati nei libri sacri. La Triplice modificazione della sostanza Una produce i sette Elementi Primari, ciascun divisibile in quarantanove - sette volte sette - sub-elementi. La Dottrina Segreta afferma che la Galassia è composta di 7 stati materia a loro volta suddivisi in 7 parti per un totale di 7x7=49. La nostra evoluzione procede sul settimo stato di materia cosmica a sua volta diviso in 7 parti per un totale di 7x7x7=343 stati di materia. Le cronache occulte associano a questi stati di materia 343 energie o Fuochi.  
 
Se le allegorie degli scritti tradizionali non avessero alcun significato, allora tutte queste lunghe leggende riguardanti il carattere sacro dei Tre tipi di Fuoco e dei Quarantanove Fuochi originali non sarebbero che delle idiote verbosità e nient’altro. Ma non è così. Ogni Fuoco ha una funzione e un significato distinto, nel mondo fisico e in quello spirituale.
 
Il numero 343 esprime la potenza dei 7 numeri, vi sono molti modi di leggere queste cifre, 3-4-3. L’unico metodo misterico cui si può ipotizzare sta nel riconoscere nella sequenza dei primi 3 numeri il triangolo spirituale col vertice rivolto verso l’alto, nel numero 4, il centro o punto d’incontro dei 7 numeri, infine nella sequenza del secondo gruppo di 3 numeri, il triangolo materiale, quello col vertice rivolto verso il basso.

 
IL NUMERO TRECENTOCINQUANTACINQUE - 355
 
Il numero 355 è un numero rettangolare 5x71 cinque volte il ventesimo numero primo. La parola ebraica per l’anno lunare o Shanah (50+5+300) cioè 355. Il rapporto di 355 col 113, il trentesimo numero primo, 355/113=3,14159292… approssima il numero p=3,14159265… con un errore solo alla settima cifra decimale! Il rapporto 355/113 richiama, la relazione circonferenza diametro p/1, in questo caso 113, il 20° numero primo, rappresenta il Diametro, l’Uno, mentre il numero rettangolare 5x71=355 rappresenta la Circonferenza.
 
I numeri 354 e 355 corrispondono a 12 mesi lunari che sono alternativamente di 29 e 30 giorni, L’anno lunare è alternativamente di 354 e 355 giorni, al calendario lunare si aggiunge un giorno in media ogni tre anni, in modo di ricuperare la differenza di 8 ore e 48 min. Gli Ebrei basano ancora il loro calendario sui 354 e 355 giorni dell’anno lunare.

 
IL NUMERO TRECENTOSESSANTA - 360
 
Il numero 36 ripetuto per 10 volte forma 10x36=360. È anche la somma di due numeri primi gemelli, 360 = 179 + 181. La circonferenza è suddivisa in 360 gradi d’arco.
 
Perché secondo i Pitagorici si dovrebbe usare il Dodecaedro come struttura del Tutto? Il Dodecaedro è formato da 12 Pentagoni regolari, ogni Pentagono a sua volta può essere scomposto in 30 Triangoli rettangoli, 30 (triangoli) x12 (pentagoni) = 360 triangoli rettangoli. I Cinesi, gli Indù, gli Egizi consideravano l’anno composto di 360 giorni cui erano aggiunti i Cinque giorni intercalati. Lo Zodiaco è composto di 12 segni ognuno di 30°, per un totale di 360°. Il cerchio, simbolo del tempo ciclico e di ogni forma manifestata, sia essa un atomo o un sistema solare, è diviso in 360 gradi. In questo caso, il pitmene di 360 rappresenta il numero del tempo ciclico: 360 = 3+6+0 = 9, cioè il ciclo di nove giorni, nove anni.

 
IL NUMERO TRECENTOSESSANTACINQUE - 365
 
Il numero 365, i giorni dell’anno solare è la somma dei quadrati di tre consecutivi: 365 = 102+112+122. Lo stesso numero è uguale alla somma dei quadrati dei due numeri molto significativi e successivi alla prima terna, del 13 e 14, cioè: 365 = 132+142.
 
Alla fine dell’anno sacro di 360 giorni si sommava la settimana di cinque giorni[7], durante la quale il vecchio anno moriva e il nuovo nasceva e si ricostituiva il principio della divinità nel mondo: 360+5=365 ridotto a pitmene 3+6+5 = 14 = 2x7. Il calendario mobile civile era costituito da 36 periodi di 10 giorni, più i 5 giorni intercalari. Tale numero è composto di 13 cicli di 28 giorni più Uno, cioè 13x28 + 1 = 364 + 1 = 365. All’anno solare di 52 settimane o di 364 = 52x7 giorni, va aggiunto il numero Uno, simbolicamente il centro del cerchio, l’inizio. Secondo lo Gnostico Basilide 365 è il numero degli Eoni o Emanazioni. Con il nome Abrasax (Ἀβρασάξ), in alcuni sistemi gnostici veniva indicato il Sommo Eone, creatore del mondo divino. Il valore di delle 7 lettere del nome di Abrasax secondo la numerazione greca, vale 365 (α=1 β=2 ρ=100 α=1 ξ=60 α=1 σ=200).
 
Nell’antica Roma il dio Giano, il Sole dei Misteri, era rappresentato con il numero 365, diviso in 300 in una mano, e in 65 nell’altra mano, il numero dei giorni dell’anno. Il numero 65 in caratteri latini è LUX, Luce. Il numero 300 è il 24° numero triangolare. Il nome di Giano, in latino Jauna, richiama il nome della porta: egli è il Janitor, colui che apre e chiude le porte solstiziali, che sorveglia l’ingresso e l’uscita dalla vita fisica, il Signore delle Due Vie.
 
Il numero 365 è il numero di Osiride, perché Plutarco scrive: Osiride è il Nilo che si congiunge alla Terra simboleggiata da Iside, e Tifone è il mare in cui il Nilo si getta e si disperde.[8] Il valore numerico della parola Neilos o Nilo è appunto 365, e lo scorrere del Nilo equivale allo scorrere del Tempo ciclico Inoltre il pitmene del numero 365 e uguale a 3+6+5 = 14 = 2x7 il numero che cela i primi cinque del numero  p, cioè 3+1+4+1+5=14. Fu dunque con la generazione del Figlio della Luce[9] che iniziò il Tempo.  
 
I Maya avevano il mese di 20 giorni e un anno sacro di 260 giorni e un anno l’Haab di 365[10] giorni, più vicino all’anno di 365,25 giorni, che si ripetevano in sequenza: 260x365 = 94.200 giorni, cioè cinque cicli di 18.980 giorni, 52 anni di 365 giorni.

 
IL NUMERO QUATTROCENTOTRENTADUE - 432
 
È un numero fattorizzabile col primo numero pari e il primo numero dispari 24x33. Per il Taoismo, il numero del Creativo è 216, raddoppiandolo 2x216=432. Ordinando in modo inverso i numeri della Tetractis, escludendo la Monade, l’Uno, 4 + 3+ 2 = 9, si ottiene il numero sacro per il calcolo dei cicli 432. Infatti, 432 moltiplicato per 60 l’unità del tempo[11] fornisce 25.920 il numero di anni del Grande Anno Precessionale.  Il cerchio celeste, simbolo della vita ciclica, è formato da 360°, aggiungendo i due periodi di transizione 1/10, noti come Alba e Crepuscolo di un ciclo si ottiene: 360 + 36 + 36 = 432. Le Stanze di Dzyan chiariscono:
 
La grande Madre sta col Δ (3) e la I (1) e il o (4), la seconda I (1) e la « (5) nel seno pronta a partorirli i valorosi figli del o (4), Δ, (3), II (2), i cui antenati sono il O e il l.[12]
 
Le Potenze Creatrici, i Figli Divini, nati da Madre Immacolata sono i 31415, Sette per i Cieli Superiori, Sette per i Cieli Inferiori. Queste Potenze, rappresentano una Gerarchia Numerica che circoscrive il mondo interiore, l’interno dell’Uovo. Questo Cerchio è chiamato la Corda degli Angeli (Dhyanipasha), l’Anello Non Passare, invalicabile che separa il cosmo fenomenico da quello noumenico, dell’Essere Supremo, l’Uno La Materia Primordiale indifferenziata sta col 31415, il sacro p, o i 2x7 che occupano i Sette cieli e le Sette Terre pronta a partorirli. Questi sono i valorosi figli del 432 (il numero del Ciclo) i cui antenati sono il Punto cioè la Monade, e il Cerchio Celeste.
 
Il pitmene di 432 è 4+2+2 =9 numero del cerchio e del ciclo.

 
IL NUMERO CINQUECENTOQUARANTA - 540
 
Il numero 540 è rettangolare 10x54 ed è un multiplo del numero 54. Il mito nordico, l’Edda dei Germani, narra che nella sala celeste dei guerrieri germanici di Odino ci sono: “Cinquecentoquaranta porte ci sono, io credo, fra le mura del Valhalla ottocento guerrieri passano da ogni porta, e quando vanno a far la guerra contro il Lupo”. Il racconto mitico afferma che nella battaglia finale degli dèi, da ciascuna delle 540 porte del Vahalalla usciranno 800 guerrieri[13], 432.000 in tutto che andranno a combattere contro il Lupo e i suoi accoliti, in un periodo in cui la degenerazione dei costumi e dei rapporti etici sarà giunta al massimo.
 
In Cambogia, Angkor Thom come Angkor Wat è segnata dai numeri degli Yuga o del tempo ciclico. Quattro cancelli perfettamente uguali tra loro sormontati da Quattro enormi volti sorridenti orientati verso i rispettivi punti cardinali. Gli Yuga della tradizione indù sono Quattro. A ogni cancello corrisponde un ponte con parapetti, su ogni lato, composti di 54 statue, per un totale di 108. Il numero totale delle statue per i quattro ponti che dividono a metà ogni lato vale, 4x108 = 432 il numero chiave del ciclo. Contando anche le statue del quinto ponte che non divide esattamente a meta un lato del recinto, si ottengono 540 statue.
 
Il pitmene di 540 è 5+4+0 =9 numero del cerchio e del ciclo.

 
IL NUMERO SEICENTO - 600
 
Il numero rettangolare 600 è scomponibile in 6x100 e in 10x60. Noè costruita l’Arca aveva 600 anni (6X100), e questo fatto viene riferito nel sesto versetto del capitolo VII quello del Diluvio. I 600 anni corrispondono con gli anni del ciclo Neros dei Caldei: in definitiva il periodo del decimo Patriarca è dominato dal numero 600. Se computiamo un giorno per ogni anno, secondo quanto dice Ezechiele (4, 6) e quanto dice la  tradizione Indù, occorre moltiplicare la cifra per 360 i gradi del cerchio celeste: 360x600 = 216.000 anni, il grande Saros dei Caldei.
 
Il pitmene di 600 è 6+0+0 =6 il macrocosmo, ma nel nostro caso allude a 60, alla misura del tempo.

 
IL NUMERO SEICENTOSESSANTASEI - 666
 
Il numero 666 è il 36° numero triangolare. Come numero rettangolare è 2x333. È uguale alla somma di due numeri primi palindromi consecutivi: 313 e 353. Il numero 666 è strettamente legato al numero triangolare 36. Considerando il 36 come somma dei numeri 15 e 21, anch’essi numeri triangolari, la somma dei loro quadrati dà come risultato 666.
 
-    36 = 15+21
-    152+212 = 225+441 = 666.
 
Il numero 666 è uguale alla somma delle sue cifre elevate alle potenze di 1 e 3.
 
-     666 = (61 + 61 + 61) + (63 + 63 + 63) = 3x6+3x216 = 18+648
La somma dei quadrati dei primi 7 numeri primi è 666.
-    666 = 22 + 32 + 52 + 72 + 112 + 132 + 172
Il 666 è uguale alla somma palindroma[14] di  5+1+5=11 cubi:
-     666 = 13 + 23 + 33 + 43 + 53 + 63 + 53 + 43 + 33 + 23 +1 3  

Il numero il 666, è quello della Bestia descritta nella Rivelazione Finale o Apocalisse di Giovanni, un cabalista ebreo puro sangue[15]. La Rivelazione presenta interi passi presi dal Libro di Enoch e da Daniele, il quale ultimo è, a sua volta, una riproduzione abbreviata del primo[16], è in ogni caso un capolavoro di scienza misterica. Se non avessimo una tradizione cabalistica degna di fede su cui fondarci, saremmo forse costretti a chiederci se l’autorità dell’Apocalisse debba essere attribuita all’apostolo di questo nome. Sembra che si chiamasse Giovanni Teologo.
 
Qui sta la sapienza. Chi ha intelligenza calcoli il numero della bestia: infatti è numero d’uomo, e il suo numero è 666”. L’isotopo del carbonio 12 è costituito da 6 protoni, 6neutroni e 6 elettroni, che uniti formano, il numero dell’Uomo fisico, più precisamente, la molecola alla base di tutta la vita sulla Terra ha per numero 666. L’interpretazione misterica, secondo la quale per “diavolo” o demone tentatore, si deve intendere il nostro stesso corpo terreno, la bestia, il quale dopo la morte si dissolverà certamente nel fuoco degli elementi eterei. “E il Quarto Angelo versò la sua coppa sul Sole, e a esso fu dato il potere di bruciare gli uomini col fuoco. E gli uomini furono bruciati dal gran calore, e bestemmiarono il nome di Dio” (Ap. XVI, 8-9). Questa è semplicemente un’allegoria pitagorica e cabalistica. Pitagora poneva nel Sole la sfera di purificazione, e il sole, con la sua sfera, era da lui collocato nel centro dell’universo; l’allegoria ha un doppio significato:
 
1)    Simbolicamente è il sole spirituale centrale, la Suprema Divinità. Arrivata a questa regione, ogni anima è purificata dei suoi peccati e si unisce per sempre con il suo spirito dopo avere sofferto nell’attraversare tutte le sfere più basse.
 
2)    Ponendo la sfera del fuoco visibile nel centro dell’universo, egli insegna semplicemente il sistema eliocentrico che faceva parte dei Misteri ed era impartito solo al più alto grado d’iniziazione.
 
Prendiamo il quadrato magico del Sole, quello di 6x6, e sommiamo ogni riga che da 111 e moltiplichiamolo per 6, da come risultato il 666, che non è altro che l’Archetipo del Sole in persona, e se quest’astro non esistesse nel centro del nostro sistema planetario neanche noi esisteremmo. Possiamo esprimere il numero 666 sotto  altre forme:
-    3x[6 + 1x62 + 2x(62) + 3x(62)]=3x(6+36+72+108)=666
 
-    600+66=666   dove il 600 è il Naros e il 66, è il sesto numero Maestro 6x 11, e il sesto numero esagonale 666=600+6E.
 
Le forme pongono l’accento sulla funzione creativa del 6 soprattutto come numero della creazione e della solidità (le sei facce del cubo), esaltando l’aspetto congelante, cristallizzante del 666, applicato al tempo, ai ben noti numeri 36, 72 e 108.
 
Il numero pone anche l’accento sul tempo, infatti il pitmene di 666 è 6+6+6 = 18 = 1+8= 9, il numero del cerchio e del tempo ciclico. La Grande Bestia 666 è il Tempo che come Crono divora la propria progenie, che alla fine distrugge ogni forma. I Neros e i Saros sono sempre stati una spina per gli antichi scrittori non-iniziati, come il 666 della “Grande Bestia” dell’Apocalisse è una spina per i profani. Il numero 666 è triangolare di 36, espressione non solo del ciclo solare (il pitmene di 36 è 9) ma del ciclo in sé, 666 (che anch’esso ha 9 come pitmene ed è dunque numero solare) rivela il venire in atto di tutte le potenzialità del ciclo, cioè la consumazione dei tempi.
 
Gli antichi sacerdoti portavano amuleti chiamati “Sigilla Solis”(sigillo DOM) che simboleggiavano le 36 costellazioni. Questo sistema di culto aveva 36 dei supremi e il “Dio degli Dei”, il “Dio nascosto” che si credeva essere il padre di tutti gli altri. A ogni divinità era associato un numero da 1 a 36, mentre il “Dio nascosto” doveva essere calcolato e si rivelava nella somma di tutte queste divinità messe insieme, cioè la somma dei numeri da 1 a 36, il trentaseiesimo numero triangolare 36D=666. Il quadrato magico di 6x6
 
Per l’Islam, la futura civiltà del Sole, il Mulk solare, può essere meglio compresa se studiamo il quadrato magico cui appartiene il 333.
 
212  121  333
343  222  101
111  323  232
 
Questo quadrato magico contiene il numero 111, cioè il modello per eccellenza dell’unità e rappresentazione estesa della prima lettera dell’alfabeto islamico Alif: A=1, Lam=30, Fa=80; 1+30+80=111, stesso valore numerico di Aleph, la prima lettera dell’alfabeto ebraico. La somma fatta orizzontalmente, verticalmente e diagonalmente è sempre uguale a 666.
 
René Guenon afferma che questo numero è anzitutto un numero solare, e rappresenta l’Angelo della Corona[17]. D’altra parte, scrive Guenon, questo numero è dato pure dal nome di Sorath, che è, secondo i cabalisti, il demonio solare, opposto perché tale all’arcangelo Mikael, e questo è in relazione con i due volti di Metraton.
 
Il mito egizio racconta che Horus, il Sole, è sempre in lotta con Seth, il signore dei deserti e della tempesta, che gli Gnostici chiamavano Ilda-Baoth, il Figlio delle Tenebre, il figlio di Sophia Achamoth, figlia di Sophia, la Saggezza Divina. Ilda Baoth è il genio di Saturno, il pianeta. Il quadrato magico di 3x3 detto di Saturno, la cui caratteristica è di fornire per ogni colonna o riga il numero 15. Ora se riduciamo 15 ovvero calcoliamo il suo pitmene 1+5=6. Le tre colonne danno 6, 6, 6. Anche Saturno come il Sole è associato al numero 666. Saturno è identificato con Seth degli egizi. Quest’ultimo, tuttavia, porta simbolicamente la luce dentro di sé. Nonostante si trovi al buio, ha la potenzialità di portare la luce. Sono gli opposti, il Chiaro e l’Oscuro, il dispari e il pari, che dominano ogni forma di vita; è la complementarietà che permea tutto il Creato. La verità è che niente può esistere senza il suo opposto. Secondo i Pitagorici dobbiamo armonizzare i contrari, l’Armonia si consegue tramite il Conflitto.
 
In una tradizione cristiana che si fa risalire alla Vergine Maria: “La cifra 333, indicata una volta, esprime il mistero dell’Unità di Dio; indicata due volte 666, esprime le due nature, quella divina e quella umana, di Gesù Cristo, indicata tre volte cioè 999, il mistero della Santissima Trinità”. Il numero di uomo potrebbe intendersi il simbolo di un dualismo 333x2, Luce e Ombra, legato all’oscillazione tra spirito e materia. Tutte queste allegorie ci informano che a livello misterico per parte oscura, materiale, il “diavolo” o demone tentatore, si deve intendere il nostro stesso corpo terreno, il quale dopo la morte si dissolverà certamente nel fuoco degli elementi eterei.
 
Nel Trattato del Fuoco Cosmico leggiamo: “I maghi neri lavorano sotto certe grandi Entità, in numero di sei, di cui si dice per esempio nella Bibbia cristiana (Apocalisse) che hanno il numero 666. Esse vennero (essendo cosmiche, non sistemiche) sulla corrente di forza emanante dai livelli mentali cosmici, che produsse i tre mondi dello sforzo umano Negli stadi iniziali dello sviluppo umano tutti gli uomini sono inconsciamente maghi neri, ma non sono con ciò occultamente “dannati”. Col procedere dell’evoluzione essi vengono sotto la forza del secondo aspetto, e nella maggioranza vi rispondono, sfuggendo alle reti dei maghi neri e giungendo sotto la forza di un numero diverso[18].
 
Nel Trattato sul Fuoco Cosmico, riguardo al numero 777 è scritto: “Ogni Uomo Celeste ha il Suo numero, e il numero del nostro Uomo Celeste è celato nelle suddette tre cifre, così come il 666 e l’888 celano il mistero di altri due Uomini Celesti”[19].
 
La Bibbia ebraica fa un unico riferimento al numero 666, riferito a Re Salomone. È scritto che la quantità d’oro che affluiva nelle casse di Salomone ogni anno era di 666 talenti. Il sigillo di Salomone rappresenta il numero 6, infatti è due triangoli intrecciati 2x3=6. Se leggiamo con attenzione, notiamo che oltre al numero 666 collegato con l’oro, potrebbe indicare che la bestia è il denaro, che domina su tutta la terra. Il testo indica un tempo, un anno, qui, si sta riferendo a un ciclo, quello dei 36 decani. Il 666 è il 36° numero triangolare. Nell’antico papiro di Bulak, leggiamo: “Si portano qui le figure degli dèi del Sud e del Nord per te, con 36 nomi, tu vai come se essi fossero un’unica anima completa, li devi adorare in cielo, tu sei sotto le stelle dei 36 decani”. Il testo si riferisce quindi a un’ora simbolica che avviene nell’eclittica in cui 36 re/decani (come descritto anche nell’apocalisse di Giovanni), di cui il primo è Sirio/Iside, la attraversano ogni dieci giorni formando un intero anno solare. Anche Sirio fu presa in gran considerazione, tant’è vero che era considerata la stella dell’Est (la stella polare nel Nuovo Testamento), il Sole dietro al Sole, che simbolicamente manteneva vivo il mondo Spirituale[20].

 
IL NUMERO SETTECENTOVENTINOVE - 729
 
Il numero 729=93, il cubo perfetto di 9, è un numero composto con 6 divisori, 1, 3, 9, 27, 81, 243, che esprimono la progressione geometrica: 30=1, 31=3, 32=9, 33=27, 35=81, 35=243, 36=729. L’apparentemente misterioso 729, ricordato da Platone (Rep., IX, 588 e), con cui egli misura simbolicamente la distanza tra il piacere dato dal re giusto e il dolore inflitto dal tiranno (forse è da vedersi un’allusione al decadimento ciclico).
 
Tale numero è la somma dei giorni e delle notti dell’anno che equivale il calcolo del pitagorico Filolao. Il numero 729 è scomponibile in 365+364, somma dell’anno solare di 365 giorni con i 13 mesi dell’anno lunare si 28 giorni, 13 x 28 = 364.
 
Il pitmene di 729 è 7+2+9 = 18 = 1+8 = 9 numero del cerchio e del ciclo.
 
[1] Il termine Bonno può essere spiegato ulteriormente come quel che disturba la mente e il corpo e impedisce la giusta visione, cioè l’illuminazione.  
[2] I codici di decodifica più correnti sono: inversione dell’ordine delle ultime sillabe, com’è stato fatto per la parola Alhim.
[3] Le Corbusier dimostrò sempre molta attenzione alle proporzioni. In realtà fu un grande musicista.
[4] Il termine Modulor deriva dalle parole francesi module (modulo) e or (sezione aurea o d’oro).
[5] Secondo gli Atti degli Apostoli il suo nome era Giuseppe, si convertì al Cristianesimo poco dopo l'episodio della Pentecoste, vendette tutti i suoi averi e consegnò il ricavato alla Chiesa cristiana appena nata; dopo il battesimo fu rinominato Barnaba.
[6] Epistola di Barnaba 9:6-7, circa 71-131 d.C.
[7] Cinque giorni, cinque i numeri presi a riferimento del p.
[8] Plutarco, Iside e Osiride, 363, D, E.
[9] Il primo giorno della nascita degli dei Plutarco riferisce di un voce misteriosa che diceva. “Ecco il Signore di tutte le cose che viene alla Luce”.
[10] L’Haab è composto da 360 giorni, più cinque giorni infausti, per un totale di 365 giorni. I Caldei, I Sumeri, adottarono un calendario composto da 72 settimane di 5 giorni per un totale di 360 giorni, più 5 giorni festivi intercalari. La stessa cosa si dica per gli Egizi, l’anno di 360 giorni più 5 giorni per la nascita degli dei. Questo modo di misurare il tempo non può essere una semplice coincidenza.
[11] Fra i Caldei fra cui Pitagora soggiornò e apprese la scienza astronomica, il numero 60 era il numero di Anu, il Cielo.
[12] Helena Petrovna Blavatsky, La  Dottrina Segreta, I
[13] Questi guerrieri sono gli eroi morti che le Valchirie hanno portato nel Vahalalla.
[14] Palindroma è una sequenza di lettere o di sillabe che possa essere letta anche in senso retrogrado.
[15] Il trattato Atti degli Apostoli, insieme all’Apocalisse di Giovanni, una volta decisamente respinti, furono esclusi per lungo tempo dal canone del Nuovo Testamento.
[16] Nell’Apocalisse di Giovanni Teologo è detto: “Io mi volsi e vidi nel mezzo dei Sette candelieri uno simile al Figlio dell’uomo... La sua testa e i suoi capelli erano candidi come lana e come bianca neve; e i suoi occhi erano come fiamma di fuoco; e i suoi piedi erano come bronzo prezioso arroventato in una fornace” (I, 13, 14, 15). Giovanni ripete qui, com’è noto, le parole di Daniele e di Ezechiele. “L’Antico dei Giorni... i cui capelli sono bianchi come pura lana... ecc”. “E l’apparenza di un uomo... sopra il trono., e l’apparire di un fuoco che brillava tutt’attorno”. Tutte queste visioni “apocalittiche” sono fondate sulla descrizione della “testa bianca” del Zohar, in cui la trinità cabalistica è unita: la testa bianca, “che nasconde nel suo cranio lo spirito” e che è circondata da fuoco sottile. La “comparsa di un uomo” è quella di Adam Kadmon, attraverso cui passa il filo di luce rappresentato dal fuoco.
[17] R. Guenon, Simboli della Scienza Sacra, Adelphi edizioni, pagina 129.
[18] A.A. Bailey, Trattato sul Fuoco Cosmico, p. 147.
[19] A.A. Bailey, Trattato sul Fuoco Cosmico, p. 306.
[20] http://www.shan-newspaper.com/web/esoterismo/878-666-il-potere-immortale-del-signore-degli-anelli.html
IL NUMERO SETTECENTOSETTANTASETTE – 777
 
È un numero fattorizzabile in 3x7x37, e in 7x111. Sette è il numero della perfezione, in questo numero è tre volte 7 ripetuto. Nel primo versetto del Genesi è scritto che Elohim אלהים, crea Cieli השמיםe, e Terra הארץ. I valori numerici di questi tre vocaboli sono rispettivamente 86 (40+10+5+30+1), 395 (40+10+40+300+5), 296 (90+200+1+5). La loro somma è esattamente 777. Inoltre il numero delle lettere di queste tre parole (Elohim, Cieli, Terra) è esattamente 5+5+4=14, un multiplo di 7. Nella cattedrale di Troyes si possono vedere i due simboli più antichi della divinità visualizzata come un Sole e contenente un triangolo con il Tetragramma YHVH, stilizzato come 777.
 
II numero 7 è anche strettamente legato con il significato occulto delle Pleiadi, quelle 7 figlie di Atlante, “6 visibili e una 7a nascosta”. In India esse sono messe in relazione col loro figlio di latte Kârttikeia, Dio della guerra. Forse Kârttikeia è il simbolo segreto del Ciclo di Naros, composto di 600, 666 e 777 anni, secondo che siano solari o lunari, divini o mortali; e che occorrano le 6 sorelle visibili, o le 7 effettive, le Pleiadi, per formare questo simbolo, il più segreto e misterioso di tutti i simboli astronomici e religiosi.
 
Nella Dottrina Segreta si accenna al mistero delle 777 incarnazioni. “Cercate di risolvere il problema delle 777 incarnazioni ... e sebbene io sia obbligato a rifiutarvi questa informazione ... pure se riuscirete a risolvere il problema da voi stesso, sarà mio dovere dirvelo”. Se il numero 777 lo intendiamo come 7x7x7 troviamo il numero 243.
 
La Vita Una si manifesta in 7 stati, i quali, con la loro suddivisione settenaria, formano i 49 Fuochi menzionati nei libri sacri. La Triplice modificazione della sostanza Una produce i 7 Elementi Primari, ciascun divisibile in quarantanove - sette volte sette - sub-elementi. La Dottrina Segreta afferma che la Galassia è composta di 7 stati materia a loro volta suddivisi in 7 parti per un totale di 7x7=49. La nostra evoluzione procede sul settimo stato di materia cosmica a sua volta diviso in 7 parti per un totale di 7x7x7=243 stati di materia. Le cronache occulte associano a questi stati di materia 243 energie o Fuochi.
 
Il Maestro D.K. nel Trattato sul fuoco Cosmico precisa la natura di questi numeri. È stato affermato che un mistero è celato nelle 777 incarnazioni. Questa cifra offre un ampio campo di riflessione. Occorre avvertire che questo non è il numero fissato per il ciclo d’incarnazioni attraverso cui un uomo deve passare, ma contiene la chiave dei tre cicli principali anzidetti. In primo luogo questo numero si applica al Logos planetario del nostro schema e non altrettanto agli altri schemi. Ogni Uomo Celeste ha il Suo numero, e il numero del nostro Uomo Celeste è celato nelle suddette tre cifre, così come il 666 e l’888 celano il mistero di altri due Uomini Celesti. Questo numero 777 è anche il numero della trasmutazione che è il lavoro fondamentale di tutti gli Uomini Celesti. Il lavoro fondamentale dell’uomo è l’accumulazione e l’acquisizione, cioè l’acquisizione di ciò che dovrà poi essere trasmutato. Il lavoro di trasmutazione, ossia il vero ciclo di 777, comincia sul Sentiero della Prova e corrisponde esattamente all’attività di un Uomo Celeste così com’è realizzata nella misura in cui vi rispondono le cellule del Suo corpo[1].
 
Il pitmene di 777 è 7+7+7 = 21 = 2+1= 3 il numero spirituale del perfetto equilibrio.

 
IL NUMERO OTTOCENTOTTANTOTTO - 888
 
Il numero 888 è palindromo, scomposto in numeri primi è 23x3x37=24x37. È il più piccolo multiplo di 24 in cui la somma delle cifre che lo compongono è 24, e nel quale la somma delle cifre è divisibile per ognuna di tali cifre. Elevato alla terza 8883 = 700227072, è il più piccolo cubo nel quale ogni cifra compare esattamente 3 volte, e il solo cubo dove 3 distinte cifre compaiono ognuna 3 volte.
 
È il valore numerico in greco del nome di Gesù, composto di 6 lettere IESOUS, Ihsous. I (10) h (8) s (200) o (70) u (400) s (200) = 10+8+200+70+400+200=888. Il numero 888 si ritrova anche negli Oracoli Sibillini (Sybyll. I,327). Essendo 8 in rapporto all’Ogdoade Marco espressamente parla di 8 unità, 8 decine, 8 centinaia. Questo numero chiaro e oscuro, spirituale e materiale. Nella numerologia cinese 888 ha il significato di tripla fortuna, perché in esso è rafforzato il carattere propizio della cifra 8.
 
Il suo pitmene è 8+8+8=24=2+4=6; le sei mistiche lettere, il valore di un lato del numero rettangolare 24x36, ricordiamo che l’altro lato 37, è il 12° numero primo, nuovamente un riferimento al 6.

 
IL NUMERO MILLE - 1000
 
I Pitagorici, chiamano il 1000 Unità di quarta serie. È il primo numero decimale a quattro cifre. È 103=1000, il cubo di 10. La scomposizione in fattori primi è la seguente: 1.000 = 23x53. Molto spesso quello che, s’intende per 1000 anni, significa, nella dottrina esoterica, un ciclo di una durata conosciuta solo dagli iniziati e che ha un senso allegorico, come ad esempio i 1000 anni d’incatenamento della Bestia nel libro della Rivelazione o Apocalisse. La chiave del numero 1000 è uno dei misteri dell’antica Dottrina Segreta e della sua filosofia.
 
Il Tempo è un destriero con 7 raggi, 1000 occhi, che non invecchia ed è pieno di fecondità. Si muove su 7 Ruote che girano su 7 mozzi: l’immortalità è il suo asse.
 
Alla fine di 100 Periodi di Quattro Ere che completano un giorno di Brahma, la Terra è pressoché esausta. Vishnu assume allora l’aspetto di Rudra il Distruttore (Shiva) e riunisce presso di sé tutte le sue creature. Penetra nei Sette Raggi del Sole e prosciuga tutte le Acque del Globo; fa evaporare l’umidità inaridendo così la Terra intera. Oceani e fiumi, torrenti e piccoli ruscelli, sono tutti evaporati. Così, alimentati da un’abbondante umidità, i Sette Raggi Solari diventano per dilatazione Sette Soli, i quali, alla fine, incendiano il Mondo.

 
IL NUMERO MILLESESSANTACINQUE – 1065 – Il PRIMOGENITO
 
Il numero 1065 è 3x5x71, il prodotto di tre numeri primi il 2°, il 3°, e il 20° numero. Il numero 71 caratterizza il Manvantara, il periodo cosmico tra due Manu. Scomponendo in modo diverso il numero 1065, allora abbiamo separatamente 1, 0, 6, 5. La Monade, l’Uno, lo Zero, l’Uovo Cosmico, l’Esagono e il Pentagono. Le Stanze di Dzyan rapportano questo numero e il successivo π, alla Cosmogenesi.
  
Dal fulgore della Luce – Il Raggio dell’Eterna Tenebra – balzarono nello Spazio le Energie risvegliate. L’Uno dall’Uovo, i Sei, i Cinque. Quindi i Tre, l’Uno, i Quattro, l’Uno, i Cinque – i Due volte Sette, la somma totale – queste sono le Essenze, le Fiamme, gli Elementi, i Costruttori, i Numeri, gli Arupa (senza forma), i Rupa, e la Forza o Uomo Divino, la Somma Totale[2].
 
L’Energie risvegliate sono: l’Uno dall’Uovo, il Dieci, poi il Sei e il Cinque, cioè 1065. La somma dei tre numeri vale: 10+6+5 = 21 = 3x7. Il valore del Primogenito (più tardi il maschio e la femmina Brahma Prajapati) è 1065, che corrisponde ai numeri 7, 14 (due volte sette), 21 (tre volte sette).  Secondo il Rig Veda, la Creazione non è opera di Brahma, ma dei Prajapati (gli Elohim degli Ebrei), in numero di 7 (oppure di 10 se sono sommati con la Triade Superiore), di 21 o 10, 6 e 5, secondo il Mahabharata.
 
I Rabbini considerano i numeri 10, 6, 5 i più sacri di tutti. Il valore numerico di Jod(10) - Hè(5) - Vau(6) - Hè(5) è 10565=10+5+6+5=26, ma se si considera una sola volta Hè allora si ha 1065 cioè 1+0+6+5=21.
 
·      10 è L’Uno dallo Zero, l’Uomo Celeste, l’Essere Duale, maschile e femminile.
·      6 è l’Esagono, la Stella a 6 punte Y, le Sei Forze della Natura, l’equilibrio, è un numero pari.
·      5 è il sacro Pentagono, il 2° e 3° Logos uniti nell’evoluzione è un numero dispari.
·      1065 il valore numerico del Primogenito è formato da numeri maschili e femminili.
·      Riducendo ulteriormente 21 si ha: 2+1 = 3, si ottiene la Trinità, i Tre Logos; si conclude che le 21 Potenze creatrici sono emanate dalla Trinità Astratta.
 
Dopo il Primogenito 1065, gli Elohim ebraici, o Prajapati indù, 3, 1, 4, 1, 5, la cui somma è 2x7=14. Nel capitolo I del Genesi è scritto:  “In Principio[3] Elohim creò i Cieli e la Terra”[4]. Cielo e Terra sono la parte superiore e inferiore dell’Uovo del Mondo che all’Inizio è spezzato in Due. Il nome delle Potenze Creatrici è Ah-hi in tibetano ed Elohim o Alhim in ebraico. Questi Esseri sono le “Schiere Collettive” attraverso cui agisce la Mente Universale.  Ralston Skinner[5], un dotto massone del secolo XIX, autore dell’Origine delle Misure, spiega che in ebraico, le Potenze Creatrici, gli Alhim[6] hanno il seguente valore numerico: A(1), L(30), H(5), I(10), M(40), disponendo le lettere su un cerchio e omettendo gli zeri, cioè riducendo 30 a 3, 10 a 1, 40 a 4 si ha: 13514. Sulla circonferenza non vi è inizio né fine, per cui leggendo i numeri come un anagramma in senso inverso si ottiene: 31415 cioè il mistico numero p.
     
  • Se  si divide 1065 per 3, si ottiene 355, il valore dell’anno lunare ebraico Shanah  50+5+300 = 355.
  • In ebraico, una delle forme di parola per l’uomo è ATSH il cui valore numerico delle lettere è 300+10+1= 311; leggendo in modo inverso da destra a sinistra si ottiene 113. Il numero dell’Uomo.
  • 113 è il diametro di una  circonferenza di 355.
  • Poiché 3x355=1065 e 3x113=339
  • Allora, 339/1065 = 113/355 = 1/  Rapporto tra l’Uomo e il ciclo lunare della manifestazione.
  • Se 113 è il valore del Diametro rispetto a una circonferenza di 355. Sei diametri 6x113=678 dividono la circonferenza in 12 settori, i 2x6 tempi della manifestazione.
  • Noè dopo il Diluvio lasciò andare un corvo nero che non ritornò. Secondo Skinner, il valore numerico      del corvo nel senso di eth-h’orev è 678 = 6 x113, sei doppi tempi.
 ·   Il valore numerico della colomba bianca è 71, che è nominata 5 volte cioè 71x5 = 355 il valore della circonferenza.

Figura 1. Il numero dell’Uomo, e le 12 divisioni dell’Uomo Celeste
 

 
IL NUMERO 25.920 - IL GRANDE CICLO PRECESSIONALE
 
Tra gli Ebrei, il giorno è diviso in 24 ore e ogni ora in 1080 parti, dette halakim. Perciò ogni parte dura 3⅓ secondi, ossia 1/18 di un minuto. Il giorno è così diviso in 25.920 parti. Questa divisione del giorno proviene da Babilonia, dai Caldei, dove l’angolo giro era diviso in 360° e ogni grado in 72 parti, dette granelli: 360x72=25920. Un uomo in condizione sana compie in un minuto 18 respiri, che corrispondono a 72 battiti del polso con un rapporto 1:4. Il ciclo precessionale è anche dal calcolo 432x60 = 25.920 anni.
 
Gli antichi egizi suddividevano le ore notturne di osservazione celeste, caratterizzandole attraverso una stella ben precisa, che per ben 10 giorni corrispondeva a un'ora della notte. Tali stelle erano definite Decani, per la loro durata appunto, e disponevano di 36 decani stellari durante l’arco dell’anno. Sirio è il primo dei decani. Le “ore” di osservazione stellare erano 12, invece di durare 60 minuti l’una, esse erano ridotte a 40 minuti, ottenendo 18 ore (per coprire il periodo corrispondente alle 12 ore d'osservazione) e, quindi, 18 decani per notte, che ogni sei mesi erano sostituiti da altri 18. Moltiplicando minuti ore e stelle, si ottiene il numero della Precessione degli Equinozi: 40x 8x36 = 25.920.
 
[1] A.A. Bailey Trattato sul Fuoco Cosmico, p. 306.
[2] Le Stanze di Dzyan, IV, 3.
[3] La traduzione giusta è: “Il Principio o il Primogenito, creò per mezzi degli Elohim, Cielo e Terra”.
[4] Genesi, I, 1.
[5]  Scritto inviato a H.P. Blavatsky e citato in Cosmogenesi, pag. 134.
[6] Nome composto da cinque lettere.
 
I NUMERI PITAGORICI E LE RUOTE DEL TEMPO CICLICO
 
 
I NUMERI DEL CICLO DELL’ILIADE E ODISSEA
 
 
La guerra di Troia sotto l’influenza di Ares il dio della guerra, andò avanti senza vincitori e vinti e si terminò al 10° anno, che nel linguaggio misterico stanno a indicare un ciclo completo, un periodo dominato dai guerrieri, caratterizzato da una caduta nella brutalità, in azioni sanguinarie. Il ritorno di Odisseo con le mani sporche di sangue dovute all’eccidio di Troia, dura 10 anni sotto l’influenza non più del dio della guerra, ma del Signore della Conoscenza misterica, Ermes e di donne anch’esse personificazioni della Sapienza. Il ciclo completo è formato da due periodi di 10 anni, due Decadi, per un totale 2x10 anni.
 
La seconda moglie di Priamo il re di Troia, Ecabe[1], generò al marito 19 dei suoi 50 figli, gli altri figli li ebbe da concubine. Il primo figlio di Ecuba, fu Ettore, il protettore della città, il cui destino è strettamente legato alle magiche mura di Troia; il secondogenito fu Paride, chi apparentemente scatenò la guerra degli Achei contro i Troiani. Il numero totale dei figli è in relazione con il grande ciclo, caratterizzato dal numero cinquanta, che è legato a Ercole e al mito tebano delle figlie di Thespio[2]. Priamo regnò 52 anni, il numero delle settimane che compongono l’anno solare, i figli legittimi dell’anno solare, sono 19, il numero del ciclo luni-solare o metonico[3]. Omero scrive che Priamo aveva anche 12 figlie, “… e c’erano, affiancate le une alle altre le cinquanta stanze dei figli costruite in pietra ben levigata; lì in vero dormivano i cinquanta figli di Priamo vicino alle spose; dall'altra parte, nell'atrio, si affacciavano, sotto lo stesso tetto, affiancate, le dodici stanze delle figlie: lì dormivano i generi di Priamo presso le virtuose spose”. (Iliade, VI, 242-250). Le 12 figlie evidentemente rappresentano i mesi dell’anno, le Ore del Ciclo.
 
Tutti gli scritti mitici e misterici, fanno riferimento in contesti ben precisi a determinati numeri che rappresentano la chiave per interpretare, quello che volutamente era velato. Porfirio, scrivendo la vita di Pitagora afferma che il Pitagorico Moderatus, diceva che: “I numeri di Pitagora erano simboli geroglifici, per mezzo dei quali egli spiegava delle Idee concernenti la natura delle cose o l’origine dell’universo”. Platone scriveva che i numeri sono “principi causali per le altre cose”, e che l’universo è armonia di rapporti (di numeri) e di forze. Non comprenderemo le vicende di Odisseo se non utilizziamo quel particolare strumento che è il traduttore o l’interprete fornito dalle conoscenze dei simboli e dei numeri.
         
50   figli di Priamo, 50 stanze di pietra levigata        100   figli e loro spose
100   Anni Divini la vita di Brahma[4]                      50   anni di Attività e 50 Anni di Riposo
19   Anni, ciclo di Metone, Figli di Ecabe                 Ricongiunzione   nel cielo Sole e Luna
12   Le Ore della Creazione, Figlie di Priamo            I   12 mesi dell’anno, i 12 segni dello Zodiaco
Giorno   24 Ore                                                 Odissea 24 canti                                              
12   Ore di Luce e Attività o Azione                       12 Canti: viaggio per il Mare
–   gli sposi delle figlie di Priamo
12   Ore di Tenebra e di Introspezione                   12 Canti: Itaca, l’isola promessa
–   le figlie di Priamo
10   anni il ciclo dell’Iliade                                    10   anni il ciclo dell’Odissea

       
I NUMERI DEL CICLO DI BRAHMA
 
 
Questa sezione segue gli insegnamenti tradizionali che si avvicinano il più possibile alla Sapienza Antica. La cronologia indù con i suoi Kalpa, Manvantara e Yuga, è molto complessa e poca nota, ed è facile sbagliare le considerazioni. I calcoli, che sono dati in Manu e nei Purana, salvo qualche esagerazione intenzionale per mascherare i calcoli segreti, sono quasi identici a quelli insegnati nella Filosofia Esoterica. Attualmente il migliore e il più completo calendario, secondo l’assicurazione dei sapienti Brahmani dell’India meridionale, è il calendario Tamil chiamato il Tirukkanda Panchanga, compilato, si dice dai frammenti segreti dei dati del più grande astronomo Asuramaya, vissuto all’epoca della grande Isola Bianca. Sono intenzionalmente non considerati perché interpretazioni riduttive, gli scritti Sri Yukteswar e del suo discepolo Yogananda, di Guenon, Alain Danielou e altri.
 
Gli Yuga, in genere, sono periodi cosmici raggruppati per 4, ciascuno dei quali indica un certo stato di perfezione o di decadimento del Dharma. Quattro cicli minori, le stagioni, gli Yuga, compongono un ciclo maggiore. Il numero 4 corrisponde alla lettera ebraica Daleth, che significa Porta, quella che si apre alla fine delle quattro stagioni della vita, o per i Cieli o per gli Inferi.
 
La Tetrade Astratta di Pitagora, secondo la Raffigurazione fatta da Theone di Smirne e da Nicòmaco di Cerasa, consiste in Dieci Punti (1 + 2+ 3 + 4 = 10) inscritti in un Triangolo Equilatero di lato Quattro. Questo Triangolo cela il calcolo segreto dei Cicli o degli Yuga.
 
Ordinando in modo inverso i numeri della Tetrade, escludendo la Monade, l’Uno, 4 + 3+ 2 = 9, si ottiene il numero sacro per il calcolo dei cicli 432. Nove è il Serpente che si morde la cosa, il cerchio in rotazione, diverso dallo zero. Secondo la concezione tradizionale lo scorrere del tempo segue un ritmo circolare, anche se probabilmente l’immagine della spirale sarebbe più adatta per descrivere il percorso dei secoli. Si parte dal 432, lo moltiplichiamo per 1000, l’Unità di quarto livello, D = 432x1.000 = 432.000. Questo numero base D, è il Kali Yuga, per ottenere la successione dei quattro tempi, i quattro cicli o Yuga moltiplichiamo D per i numeri della Tetractis 4, 3, 2, 1, e sommandoli otteniamo il Maha Yuga:
 
     
Figura 1. La ruota del Tempo  
 
  1. Satya Yuga
Dx4=    1.728.000 anni
  1. Tetra Yuga                     
Dx3=    1.296.000 anni
  1. Dvapara Yuga                  
Dx2=     864.000 anni
  1. Kali Yuga                            
Dx1=     432.000 anni
  1. Maha Yuga                        
Dx10 = 4.320.000 anni
  1. La somma dei 4 periodi è 10 volte D, la Tetractis di 432.

Il 10 è responsabile di tutte le cose, fondamento e guida sia della vita divina e celeste, sia di quella umana ... L’essenza e le opere del numero devono essere giudicate in rapporto alla potenza insita nella decade; grande, infatti, è la potenza del numero, e tutto opera e compie, principio e guida della vita divina e celeste e di quella umana. Senza di essa (la decade) tutto sarebbe interminato, incerto, oscuro[5].
      
La Decade, il Dieci, si rappresenta con il Cerchio tagliato in Due da un Diametro verticale. Il cerchio che racchiude la Tetractis è il simbolo della Ruota del Tempo, un cerchio di 360°= 3+6+0=9. il Cerchio è Kala Eterno del Tempo Illimitato, è il Serpente che si morde la coda.  
 
Oltre i Quattro numeri della Tetractis 1, 2, 3, 4, nei calcoli dei cicli o Yuga, il Signore del Tempo è il numero 7 e il suo doppio 2x7. La sapienza Arcaica recita così:
 
Dal fulgore della Luce – Il Raggio dell’Eterna Tenebra – balzarono nello Spazio le Energie risvegliate. L’Uno dall’Uovo, i Sei, i Cinque. Quindi i Tre, l’Uno, i Quattro, l’Uno, i Cinque – i Due volte Sette, la somma totale … la Somma Totale … [6]
 
Figura 2. Il Cerchio e i 2x7
 
 
Dopo l’Uomo Celeste, ecco che appaiono in sequenza i Tre, l’Uno, i Quattro, l’Uno, i Cinque: 3+1+4+1+5 = 14, Due Volte Sette, la Somma Totale. I numeri scritti in sequenza sono le prime Cinque[7] cifre del numero p. Il rapporto fra il Cerchio del nostro Universo e il Diametro p/1, è Due volte sette o 31415. Due volte sette la somma dei primi cinque numeri della circonferenza, la corda degli Arcangeli.
  
La grande Madre sta col Δ (3) e la I (1) e il o (4), la seconda I (1) e la « (5) nel seno pronta a partorirli i valorosi figli del o (4), Δ, (3), II (2), i cui antenati sono il O e il l.[8]
 
Le Potenze Creatrici, i Figli Divini, nati da Madre Immacolata sono i 31415, due volte sette 2x7, e questi sono anche i tempi della creazione. Queste Potenze, rappresentano una Gerarchia Numerica che circoscrive l’interno dell’Uovo del Mondo. Questi sono i valorosi figli del 432 (il numero del Ciclo) i cui antenati sono il Punto cioè l’UNO, e il Cerchio Celeste.
 
Moltiplicando 432 per 60, cioè l’unità del tempo, si ottiene 25.920 il numero di anni del Grande Anno Precessionale. Pitagora apprese le conoscenze matematiche dell’India: non stupisce perciò che il 432 della Tetractis è il periodo base di 432.000 anni dello Yuga Indù. Il Grande Anno di Eraclito l’Aion è di 10.800 anni, il numero dei mattoni dell’Altare sacro del Fuoco indù è 10.800. Su indicazioni del Rig Veda, 40 Aion di 10.800 anni, formano il numero base del ciclo di 432.000 anni del Kali Yuga. Ciascun Yuga è preceduto da un periodo di transizione chiamato, nei Purana, Sandhya o Alba, ed è seguito da un altro periodo di eguale durata chiamato Sandhyansa o porzione del Crepuscolo. Ciascun periodo di transizione equivale a un decimo dello Yuga della ruota, del cerchio, 360/10=36. Il cerchio celeste, simbolo della vita ciclica, è 360°, aggiungendo i due periodi di transizione, l’alba e il tramonto del ciclo: 360 + 36 + 36 = 432.
     
  1. 1000 Maha Yuga formano 400.000 Aion                           400.000x10.800 = 4.320.000.000 anni.
  2. 1000 Maha Yuga formano un Kalpa, o un Giorno di Brahma                          4.320.000.000 anni.
  3. 2 Kalpa formano un Giorno e una Notte di Brahma                                     8.640.000.000 anni.
  4. 360 giorni e notti fanno 1 Anno di Brahma                                           3.110.400.000.000 anni.
 
L’anno esoterico contiene 360 giorni, numero uguale ai 360° dello zodiaco, sia dei segni o della costellazione. La Dottrina Arcaica afferma che in un periodo passato del sistema solare il nostro anno terrestre era effettivamente di 360 giorni. Da allora, per un numero di cause cosmiche interagenti, sotto la guida dei magnetismi cosmici delle costellazioni zodiacali, la velocità di rotazione della terra aumentò di poco, per cui l’anno attuale contiene approssimativamente 365¼ giorni. Probabilmente, quest’accelerazione ha oggi raggiunto il suo massimo, in tal caso la rotazione terrestre diminuirà di nuovo lentamente e nel tempo passerà attraverso e oltre il punto mediano di 360 giorni rallentando, cosicché l’anno conterrà quindi qualcosa meno di 360 giorni, probabilmente all’incirca 354 giorni. Quando questo periodo minimo è stato raggiunto, la rotazione della terra accelererà di nuovo leggermente, e con il tempo passerà attraverso il punto mediano di 360 giorni, fino a raggiungere ancora il suo massimo. Così avviene che durante il Manvantara della catena planetaria il periodo complessivo rotatorio annuale sia di 360 giorni.
 
Questa è la ragione per cui i 360 giorni sono riconosciuti nella Scuole Misteriche come l’anno di base; e molti popoli colti, come i babilonesi, gli egiziani e gli hindu, tutti famosi nell’antichità per la loro abilità astronomica, usavano il periodo di 360 giorni quando calcolavano la durata di un anno. Nel caso degli hindu, questo trapela da un passaggio dell'antico libro astronomico: il Surya Siddhanta (1, 12, 13) che per primo afferma che l’anno occulto di base è di 360 giorni, e quindi si riferisce all’anno come consistente circa di 365 giorni ¼. Gli studiosi, e i matematici di oggi attribuiscono agli antichi babilonesi il nostro attuale calcolo di 360° in un cerchio, ogni grado diviso in 60 minuti, anche se questo metodo era ben noto nell’antica India, come lo era in Egitto e altrove. Perché? Semplicemente a causa dell'immensa conoscenza dell’astronomia e astrologia occulta nelle arcaiche Scuole dei Misteri, dove l’anno di riferimento era di solito impiegato per calcoli segreti, oltre ad essere anche il fondamento dei calcoli civili ed economici.
 
In libri come il Surya Siddhanta o il Brihath Sathaka, i saggi pandit indù descrivono anche l’infinitamente piccolo, essi dividevano il giorno in 60 kala, ciascuno uguale a 24 minuti, suddivisi a loro volta in 60 vikala, ognuno uguale a 24 secondi. Poi seguiva una divisione sempre per 60 dei vikala in para, tatpara, vitpara, ima per giungere a kashta uguale a 3x10-8 secondi, cioè 300 milionesimi di secondo. Il Kashta per l’uomo, non significa nulla ma è stranamente vicino alla durata di vita di certi particelle subatomiche i mesoni e gli iperoni. A un’estremità, c’è il Kalpa o “Giorno di Brahma”, che equivale a 4,32 miliardi di anni. All’altra estremità, come si dice nel Brihath Sathaka, troviamo il kashta.

  • Giorno 24 h                uguale a 60 kala     24 min
  • kala 24 min                uguale a 60 vikala    24 sec
  • vikala 24 sec              uguale a 60 para     0,4 sec
  • para 0,4 sec               uguale a 60 tatpara 6,67 10-3 sec
  • tatpara 6,67 milli sec   uguale a 60 vitpara 1,11 10-4 sec
  • vitpara 0,111 milli sec  uguale a 60 ima      1,85 10-6 sec
  • ima 1,85 micro sec     uguale a 60 kashta 3,08 10-8 sec
   
Il Surya Siddhanta è il nome di una raccolta di trattati (Siddhanta) in astronomia indiana. Il testo esistente, secondo la critica è chiaramente basato su versioni precedenti e s’ipotizza chi sia stato redatto nei primi anni del 6° secolo d.C. In realtà il Surya Siddhanta è un trattato veramente profondo e notevole, che parla degli Yuga e dei periodi di varie durate, le divisioni del tempo infinitesimali, i cicli del sole, della luna e dei pianeti, come pure delle eclissi. Nei versi d’apertura si afferma che Surya, il Sole, attraverso il suo rappresentante solare, trasmise ad Asuramaya “la scienza sulla quale si fonda il tempo, il grande sistema dei pianeti” (I, 5) e che ciò avvenne alla fine del Krita o Satya Yuga (I, 46-7): Se facciamo un calcolo all'indietro dall’attuale periodo, abbiamo già percorso circa 5000 anni del Kali Yuga, 864.000 del Dvapara, e 1.296.000 del tetra, che successe al Satya Yuga. Ciò significherebbe che il Surya Siddhanta è antico più di due milioni di anni.
 
I Cicli sono paragonabili a ruote del tempo dentro all’interno di altre ruote. Ogni Kalpa o Giorno di Brahma viene poi diviso in 2x7 = 14 parti chiamate Manvantara. E ciascun Manvantara dura 308.448.000 anni. Di solito viene così suddiviso:
 
•  Il Sandhya iniziale è di 864.000 anni (un Dvapara Yuga Dx2).
•  Il periodo centrale è di 306.720.000 anni.
•  Il periodo centrale è formato di 71 Maha Yuga: 306.720.000/71 = 4.320.000.
•  Il Sandhya finale è di 864.000 anni (un Dvapara Yuga Dx2).
•  La totale durata di un Manvantara è di 308.448.000 anni.
•  I due Sandya fanno un Satya Yuga di 1.728.000 anni, sono 2/355 del periodo centrale ciascuno di 1/(7x71).
 
Sandhya è un termine che può significare “periodo iniziale” o “periodo finale” caratterizzando l’inizio o la fine di ciascuna era astronomica, così come il sorgere del sole caratterizza l’inizio di un giorno e il tramonto del sole caratterizza la fine di un giorno. Ogni Sandhya può essere di lunghezza variabile, sarà il ciclo astronomico a determinarne la durata, per il Maha Yuga, il Sandhya è 1/10 del periodo centrale:
 
Prima era Satya o Krita Yuga di 1.728.000 anni:
 
•  Il Sandhya iniziale è di 144.000 anni.
•  La parte centrale è di 1.440.000 anni.
•  Il Sandhya finale è di 144.000 anni.
•  La totale durata di un Krita Yuga e di 1.728.000 anni.
 
La seconda era Treta Yuga e la sua durata è di un 1.296.000 anni.
 
•  Il Sandhya iniziale è di 108.000 anni.
•  La parte centrale è di 1.080.000 anni.
•  Il Sandhya finale è di 108.000 anni.
•  La totale durata di un Treta Yuga è di 1.296.000
 
La terza era è detta Dvapara Yuga e la sua durata è di 864.000 anni.
 
•  Il Sandhya iniziale è di 72.000 anni.
•  La parte centrale è di 720.000 anni.
•  Il Sandhya finale è di 72.000 anni.
•  La totale durata di uno Dvapara Yuga è di 864.000 anni.
 
La quarta era è detta Kali Yuga e la sua durata è di 432.000 anni.
 
•  Il Sandhya iniziale è di 36.000 anni.
•  La parte centrale è di 360.000 anni.
•  Il Sandhya finale è di 36.000 anni.
•  La durata totale di un Kali Yuga è di 432.000 anni.
 
Quattro Yuga o ere con 2x4=8 interludi di 1/10 in totale una coppia di 4/10 del periodo centrale 4.320.000x4/10=720.000.
 
•  Il Sandhya iniziale è di 720.000 anni.
•  Il periodo centrale è di 2.880.000 anni.
•  Il Sandhya finale è di 720.000 anni
•  La totale durata di un Maha-Yuga è di 4.320.000 anni.
 
Un altro nome per indicare il  ciclo o Yuga in Sanscrito è kala-chakra, la ruota del tempo. Proprio come una ruota gira, così fanno i quattro Yuga, le quattro ruote del tempo, seguendo i rapporti numerici di 4, 3, 2, e un periodo di sosta rendendo il 10 completo; poi, ancora, il 4, 3, 2, una sosta, e così via attraverso i Manvantara. Questi cicli possono chiamarsi Satya Yuga, Satya Yuga, Dvapara Yuga, e Kali Yuga, ognuno con il suo periodo di riposo, o Sandhya.
 
Ogni ciclo o ruota, sia esso minore o grande, ha il proprio Kali Yuga. Proprio come il grande Kali Yuga[9] è di 432.000 anni, così un ciclo minore può essere anche di soli 432 anni, o 4320, o anche di 43.200 anni. Su una scala minore, ogni nazione ha il suo Kali Yuga, piccole ruote del tempo dentro altre ruote, cicli minori entro cicli maggiori.
 
Poiché nel calcolo del Tempo regna indisturbato il numero 7, occorre considerare settenario e il suo gemello in totale 2x7. Il Kalpa comprende 7 periodi doppi (espansione e contrazione), 2x7 = 14. Alla base di tutti i calcoli interni vi è sempre il numero sette. Un Kalpa o Giorno di Brama è diviso in sette tempi Ruote, Ronde contrazione di Rotonda o Ruota[10] del tempo umana lungo la catena planetaria, ciascuna diviso in due periodi cui è dato il nome di Manvantara.
 
Manvantara è un sanscrita parola, composta di Manu e Antara, manu-antara, letteralmente Manvantara significa “fra due Manu”, che letteralmente significa la durata di un Manu, o il suo ciclo di vita. Ogni Manvantara è creato e governato da un specifico Manu[11], che a sua volta è creato da Brahma. Manu crea il mondo, e tutte le sue specie durante quel periodo, ogni Manvantara dura la vita di un Manu, alla cui morte, Brahma crea un altro Manu per continuare il ciclo di creazione. Perché 14? Perché è 2x7, ogni periodo è caratterizzato da una crescita e da una decrescita o decadenza, vi è un Manu per l’inizio detto Radice e un Manu per la fine, detto Seme. Ciascun Ciclo o Ronda planetaria comincia con l’apparizione di un Manu-Radice e termina con un Manu-seme, così un Manu-Radice e un Manu-Seme appaiono rispettivamente all’inizio e al termine del periodo umano di qualsiasi particolare pianeta.
 
I 7 Rishi e i 14 Manu dei 7 Manvantara doppi 2x7 = 14, usciti dalla mente di Brahma, sono i Figli nati dalla Mente, quelli con cui ha inizio l’umanità divisa in Razze[12], l’Uomo Celeste, il Logos, Adamo Kadmon ebraico, la sintesi dei Sephiroth.  In un Kalpa, un Giorno di Brahma, vi sono 7 albe con i loro Manu Radice, e 7 crepuscoli con i loro Manu Seme.
 
Oltre i Quattro numeri della Tetrade 1, 2, 3, 4, e il numero 7, appare nel calcolo dei cicli il ventesimo numero primo 71.
 
Nei Vishnu Purana è scritto che il regno di un Manu dura 71 periodi di 4 età o Mahayuga, di 4.320.000 anni solari. Un Giorno di Brahma di 4.320.000.000 anni solari, è anche uguale un Kalpa composto di 14 Manu e Manvantara semplici, 4.320.000x71x14 = 4.294.080.000 anni, cifra minore di. 4.320.000.000.
 
Un Manvantara il regno di un Manu, contiene 71 Maha Yuga, cioè 306.720.000 anni, aggiungendo 2 Sandhya di 306.720.000/360 = 852.000 si ottengono 308.448.000 anni solari. Qui gli interludi sono 1/360 del periodo centrale. Al termine di ogni Manvantara, l’universo sarà di nuovo parzialmente distrutto.
 
Un Kalpa comprende 7 periodi doppi, due serie di 7 Manvantara. Alla base di tutti i calcoli interni vi è sempre il numero sette. Come si spiega allora che un Manvantara comprende 71 Mahayuga?
 
Il 71 è anche il ciclo di 70 più un’unità 70+1=71. Il numero 70 designa le nazioni della tavola etnografica del Genesi, i 70 anziani di Israele, i 70 anni (o settimane di anni). Il ciclo di Saros (ripetizione) è di 70 eclissi. Il Numero corrisponde a un ciclo evolutivo che è stato definitivamente completato. Il successivo numero 1 che porta il totale a 71, ha un significato simile a l’1 che è aggiunto a 49 per formare il 50.
 
Il numero 71 fa anche parte del rapporto 355/113 = 5x71/113 = 3,14159292… che in pratica è uguale a p, la misura del cerchio, della ruota del tempo. I primi 5 numeri di p 31415 danno come somma 14. Il 71 è in relazione misterica con 14 o 2x7. Riepilogando:
 
·   Un Kalpa 1000 M.Y.
·   Un Kalpa 7 Periodi contenenti 14 Manvantara, più i Sandhya 7x14+2 (Sandhya) = 98+2 (Sandhya).
·   Per arrivare a 1000 il 100 è moltiplicato per 10 cioè 10x7x14+20 =1 000, il che significa 70x14+(14+6) = 14x(70+1)+6
·   70+1 = 71 cicli di 14 più 6 Maha Yuga.
 
Per eseguire i calcoli dei Manvantara nei Kalpa, si possono seguire due strade.
 
Primo metodo:
 
·   Il periodo di 14 Manvantara e regno di 14 Manu, abbraccia la durata di 14x71 = 994 Maha Yuga, che equivalgono a 994x4.320.000 = 4.294.080.000 anni.
·   Poiché 14 Manvantara contengono soltanto 4.294.080.000 anni umani, mancano 25.920.000 anni, per comporre il Kalpa di 4.320.000.000 anni, ricordiamo composto di 1000 Maha Yuga.
·   25.920.000 sono gli anni necessari per completare i 4.320.000.000 anni di un Kalpa, e sono gli intervalli o Sandhya tra un regno di Manu e l’altro, 14 periodi hanno come intervalli 14+1=15. Si hanno 15 intervalli, perché una Sandhya è collocata prima del primo Manvantara e un’altra è posta a seguito di ciascun Manvantara, pertanto i 25.920.000 anni sono divisi in 15 parti uguali di 1.728.000 anni, che rappresentano dei Satya Yuga.
 
·   I 15 intervalli, i Satya Yuga, posti tra i regni di ciascun Manu, equivalgono anche a 6 Maha Yuga, 6x4.320.000 = 25.920.000 (1000 volte l’Anno Platonico di 25.920 anni).
 
Secondo metodo:
 
·   Com’è stato fatto per gli Yuga si considera il periodo del Manvantara comprensivo del suo Sandhya.
·   Abbiamo 14 Manvantara di 308.448.000 anni ciascuno col proprio Sandhya, più un Satya Yuga di 1.728.000 anni, 14x308.448.000 = 4318.272.000 anni.
·   Aggiungendo un Satya Yuga si ottiene 4318.272.000+1.728.000 = 4.320.000.000 anni[13].
 
Ritroviamo un altro numero misterico 73 = 743 in un Giorno di Brahma. Un Kalpa, o Giorno di Brahma, comprende 7 Manvantara doppi o Ronde, ogni Ronda ha 7 Razze, ogni Razza 7 Sottorazze, pertanto ogni Ronda ha 7x7 = 49 Manu, per 7 Ronde si hanno 7x7x7 = 343 Manu.
     
  • 1000 Maha Yuga fanno un Giorno di Brahma                                   1000x4.320.000 = 4.320.000.000 anni
  • Brahma ha un Giorno di Attività e uno di Riposo (Notte) 2000 M.Y       2x4.320.000.000 = 8.640.000.000 anni
  • Un Anno di Brahma vale 360 volte un Kalpa doppio                 360x8.640.000.000 = 3.110.400.000.000 anni
  • Un Anno di Brahma vale 720.000 Maha Yuga                    720.000x4.320.000.000 = 3.110.400.000.000 anni
·    La vita di Brahma dura 100 anni 100x360x2Kalpa           100x.3.110.400.000.000 = 311.040.000.000.000 anni
·    I 100 Anni di Brahma sono composti di 7 Eternità, suddivise in due gruppi di sette, 7x2x7 = 98.
·    Nei 100 Anni di Brahma in definitiva vi sono 49+49 età più 1+1 Sandhya: 98+2 = 100.
·    Segue un periodo di 100 Anni di Pralaya[14], di sonno, inattività, composto di 7 Eternità.
·    Abbiamo in totale 2x100 Anni o 2x7 = 14 Eternità.
 
L’ETERNA GENITRICE, RAVVOLTA NELLE SUE VESTI ETERNAMENTE INVISIBILI, ERA RIMASTA SOPITA ANCORA UNA VOLTA PER SETTE ETERNITÀ (Stanze di Dzyan, I, 1).
 
L’ULTIMA VIBRAZIONE DELLA SETTIMA ETERNITÀ FREME ATTRAVERSO L’INFINITUDINE. LA MADRE SI GONFIA ESPANDENDOSI DALL’INTERNO ALL’ESTERNO, COME IL BOCCIOLO DEL LOTO. (Stanze di Dzyan, III, 1).
 
L’ultima vibrazione della Settima Eternità” è la prima che annuncia l’Aurora, ed è un sinonimo per il Primo o Immanifestato Logos.
 
Infine, se sommiamo i 100 Anni della vita di Brahma con un Anno e con un Giorno, otteniamo in pratica il numero p: 314.159.040.000.000. H.P. Blavatsky commentando le Stanze di Dzyan scrive:Tanto 1:3,14159, quanto 1:3,1415927 sono usati nei calcoli segreti per esprimere i vari cicli e le diverse età del Primogenito, o di 311.040.000.000.000 con frazioni, e danno il medesimo risultato 31415…[15]”. Essendo i calcoli segreti si è riusciti ad avere un’approssimazione, un errore all’ottava cifra significativa, del p.

[1] Il nome vela Ecate, la divinità dell’oltretomba.
[2] A Thespio, in Beozia, si veneravano i Kabiri, ed Ercole era uno di questi.
[3] Apollo, ritorna ogni 19 anni nel paese degli Iperborei; il Sole impiega 19 anni per ricongiungersi con la Luna.
[5] Filolao
[6] Le Stanze di Dzyan, IV, 3.
[7] Il valore delle prime cinque cifre del p, 3+ 1+4+5 = 14 = 1+4 = 5, fornisce ancora il numero Cinque.
[8] Helena Petrovna Blavatsky, La  Dottrina Segreta I.
[9] Gli hindu, che furono una delle prime sottorazze della propria Quinta Razza Radice, sono ora nel proprio Kali Yuga razziale, oltre ad essere nel Kali Yuga della Quinta Razza Radice.
[10] Ronda o anello come sinonimo di ciclo, sia cosmico sia geologico, metafisico o di qualsiasi altra natura.
[11] Manu, nella mitologia indù è il Demiurgo, un Essere Divino, progenitore degli uomini, ed anche il primo grande Legislatore. Il nome deriva dalla radice sanscrita man, “pensare” - l’umanità in realtà. È il prototipo della razza umana pensante.
[12] La nostra umanità appartiene alla Quarta Ronda, sette per ronda, fanno 4x7 Manu, Quinta Razza radice, un Manu per razza, 5 Manu, dobbiamo perciò considerarci sotto il 33° Manu (4x7+5=33), numero che, per alcuni casualmente, rappresenta l'età di Gesù al momento della crocifissione.
[13] I dati di corrispondenza cronologica provengono dal Calendario Tamil chiamato “Tirukkanda Panchanga”, e sono leggermente diversi da quelli della scuola Arya Samaj, in quest’ultima il Giorno di Brahma ha la stessa durata, dei 14 Manu.
[14] Il Pralaya è dissoluzione del visibile nell’invisibile, dell’eterogeneo nell’omogeneo, un periodo di riposo. Durante il Pralaya ogni cosa differenziata, come ogni unità, scompare dall’universo fenomenico e s’immerge, o meglio, si trasferisce, nell’Universo noumenale.
[15] H.P. Blavatsky, Dottrina Segreta, I, Stanze di Dzyan, IV.
SAPIENZA PITAGORICA ARITHMÒS II
 
Numeri Misterici generati dalla Decade da 11 a 311.040.000.000.000
 
Sapienza Misterica
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