Chintamani la Pietra di Orione - Sapienza misterica

Sapienza Misterica
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Chintamani la Pietra di Orione

Nicolas Roerich
CHINTAMANI
 
Attraverso il deserto vengo — porto il Calice coperto dallo Scudo. Dentro il Calice c’è un tesoro — il Dono di Orione[1].
 
Ti invio il dono del Signore con le sue parole: “Conserva la scintilla della vita in questa particella della Pietra che è caduta di Orione. Il raggio della Mia Costellazione - Orione - brillerà sopra di te e una scintilla ardente servirà il tuo spirito come magnete principale.[2]
 
Nel Buddismo si dice che Chintamani[3] sia una delle quattro reliquie cadute in uno scrigno dal cielo. La leggenda afferma che la Pietra, un meteorite, entrò in collisione con la superficie terrestre molti milioni di anni fa[4]. Secondo la leggenda tibetana, un Cavallo Alato, al galoppo attraverso l’universo, ha portato sulla Terra un cofanetto con i quattro oggetti sacri, tra i quali vi era la pietra Chintamani.  Alcuni ricercatori ritengono che il “cavallo alato” non sia altro che un’astronave e il contenitore fu lasciato sulla Terra dall’equipaggio della nave stellare. Si racconta che la Pietra abbia avuto origine dalla costellazione di Orione, la Pietra è altamente magnetizzata, con molte proprietà importanti. Gli indiani Hopi affermano assolutamente convinti che gli dèi sono giunti sulla terra dalla costellazione di Orione: credono ancora che le loro divinità vivano su una delle stelle di Orione.

 
Figura 1. N. Roerich - Il Cavallo della felicità
 
 
Il “Cavallo della felicità” un dipinto di Nicholas Roerich della serie Maitreya, mostra un grande insediamento di montagna, composto di più edifici con i tipici tetti piatti d’Oriente, la città mostrata nelle ore del mattino è Leh, la capitale del Ladakh. Una morbida luce diffusa illumina le montagne sullo sfondo, mentre lunghe ombre strisciano lungo il terreno. In primo piano a sinistra si notano due enormi stupa antichi, in una di questi si può vedere un bassorilievo raffigurante “i cavalli rossi della felicità” della tradizione buddista. Il dipinto trasmette sottilmente lo stato di natura.
 
Il cavallo del vento dipinto da Roerich porta sulla groppa Tre oggetti avvolti nelle fiamme la rappresentazione usuale tibetana mostra sulla groppa del cavallo Sei oggetti in mezzo alle fiamme. Il Chintamani sulla schiena del cavallo è un gioiello magico con il potere di esaudire i desideri, in grado di soddisfare tutti i desideri, chiamato anche gioiello pensante.
                                          
 
Figura 2. Il Cavallo tibetano del vento - della felicità
 
Nel 1925, durante la spedizione in Asia centrale, Nicholas Roerich descrisse un’antica usanza mongola nei suoi appunti di viaggio: “In caso di disastro nazionale o necessità, i lama salirono sulla montagna più alta e sparsero cavalli di carta con incantesimi. Cavallo come simbolo di Buddha, forza e felicità”. I lama collocano bandiere sulle montagne e steppe con l’immagine di cavalli. Il vento li trasporta e i viaggiatori che hanno trovato e raccolto questo simbolo sanno che qualcuno sta pregando per loro. N. Roerich rappresentò quest’usanza nel dipinto “Cavalli rossi della felicità”.
 
Durante un viaggio in Mongolia e Tibet N. Roerich incontrò più volte l’immagine del Cavallo Bianco che portava sulla schiena la pietra sacra di Chintamani, il Tesoro del mondo. Le tradizioni del Cavallo Bianco, che nell’ora giusta porta questo tesoro alle persone, sono preservate nella memoria dei popoli. In Mongolia, il Cavallo Bianco si chiama Erdeni Mori, che significa Cavallo della Felicità. Nel 1933, N. Roerich crea il dipinto “Pietra bianca” con petroglifi scolpiti sulla pietra: raffigura un cavallo che cammina con tre sfere luminose sulla schiena – il simbolo della Pietra Chintamani.
 
Guardando con attenzione il dipinto osserviamo in basso a destra troviamo una pietra con inciso il mantra tibetano Om Ma Ni Pad Me Hum composto con sei sillabe.  In alto ai lati del Cavallo alato sono rappresentati il Sole e la Luna, cioè la polarità. La Pietra per essere utilizzata al meglio dagli uomini ha bisogno di una polarità equilibrata maschile e femminile.
Figura 3. N. Roerich - Pietra bianca - Segno di Chintamani o Cavallo della felicità (1933)

… L’Universo proietta le sue energie secondo la polarità; il negativo e il positivo costruiscono assieme la forma.[5]
 
 
I tre cerchi o sfere all’interno della fiamma, simboleggiano i tre Re della cintura di Orione. L’antico nome di Orione era “I Tre Re”, per le tre bellissime stelle che si trovano nella Cintura di Orione, che ancora oggi sono chiamate “I Tre Re”, cioè i Re Magi che onorarono l’Avvento del Bodhisattva-Cristo sulla Terra. I Tre Re, le stelle Alnitak, Alnilam e Mintaka, (ζ, ε e δ Orionis), portano ciascuno un dono. Nella tradizione cinese, la cintura di Orione è chiamata San Xing, letteralmente “i tre astri”, i cui nomi sono: Lu Xing (astro della prosperità), Fu Xing (astro della buona sorte) e Shou Xing (astro della longevità). I Tre Re rappresentano i tre divini aspetti della Volontà, dell’Amore e dell’Intelligenza[6] e Orione quindi simboleggia lo Spirito. Il nome Orione significa letteralmente “l’esplosione della luce”.
  
Il cavallo porta quella che è la forma tibetana o simbolo dei Tre Gioielli. La costellazione di Orione è chiamata “I Tre Re” dagli astronomi orientali, simboleggiati dalle tre stelle della cintura d’Orione.
 

Figura 4. Triratna simbolo tibetano dei Tre Gioielli
 
Il Triratna, il simbolo tibetano dei Tre Gioielli, è uguale a quello rappresentato sulla groppa del cavallo bianco del dipinto di Roerich.
 
La pietra meteorica Chintamani, si presume che sia un pezzo di moldavite, dalla classe di tectiti, di colore nero o verde oliva in genere. Durante la spedizione in Asia Centrale, Nicholas raccoglie informazioni riguardanti la pietra miracolosa.
 
L’Oriente è particolarmente ricco di leggende su questo dono di Orione, e i popoli asiatici lo cercano ovunque. Ossendowski, l’autore del libro “Bestie, uomini, dèi”, venne a conoscenza di queste leggende. Ne esistono molte e varie versioni, più o meno corrette. Così, il cavallo bianco, Erdeni Mori, del Tibet e della Mongolia, che porta Chintamani (il Tesoro del Mondo), è anch’esso legato a questo evento[7].

Molta attenzione è stata dedicata alla meravigliosa pietra, caduta da una stella lontana che appare in vari paesi prima di un grande evento. Il Grande Timur possedeva una pietra. Pietra di solito giunge alle persone in modo inaspettato completamente sconosciuto. Allo stesso modo inaspettato a tempo debito la pietra scompare, per apparire ancora una volta nel periodo di giudizio in un paese completamente diverso. La parte principale di questa pietra è in Shambhala. Solo sua una piccola parte e vaga tutta la terra, mantenendo l'accoppiamento magnetico con la pietra principale … Si dice anche che il re Salomone e l’imperatore Akbar di proprietà di esso. Queste leggende involontariamente ricordano la Lapis exilis, la pietra cantata famoso Poeta Wolfram von Eschenbach, ha terminato il suo poema con le parole: “E questa pietra si chiama il Graal“ [10, p. 241].
 
Questi racconti ci dicono che il corpo principale di questa pietra giace a Shamballa (Shambhala)[8], e una piccola parte di esso in frammenti compare periodicamente e viaggia su tutta la terra, mantenendo il collegamento magnetico con la pietra principale. Allo stesso modo, una piccola particella della pietra funge da legame con la Fratellanza Bianca.
 
Quei pochi che hanno avuto la fortuna di avvicinare un frammento della pietra specificano che si tratta di una potente esplosione di energia cosmica. Nel suo libro Shambhala, nel capitolo Urusvati, Nicholas Roerich inserisce la seguente frase latina apparentemente sibillina: “Lapis exilis dicitur Origo mundi”. Questo può essere inteso nel senso “il frammento meteoritico si dice che sia l’origine del mondo” o più precisamente “l’origine, il fondamento della Nuova Era”. Il brano è stato scritto nel 1929 a Urusvati, nome della dimora dei Roerich a Kulu ai piedi dell’Himalaya, dove si stabilirono dopo la spedizione nell’Asia centrale, in attesa della manifestazione della nuova epoca.
 
Del mistero della pietra erano a conoscenza solo pochi collaboratori fidati di Nicholas e Helena Roerich. Tra gli amici e studenti più vicini Roerich vi era Sina Fosdick, una collaboratrice del Museo di New York di Nicholas Roerich (in seguito divenne il suo direttore e custode fedele del patrimonio pittorico e letterario e filosofico della famiglia Roerich rimasto negli Stati Uniti). Sina ha riportato in un diario le vicende più interessanti e le informazioni concernenti, la vita e l’attività di N. Roerich e della moglie E.I. I diari Fosdick riportano l’informazione che la Pietra aveva la capacità di muoversi autonomamente sulla superficie del tavolo su cui era posata e irradiare calore.
 
La Pietra venuta dai mondi lontani è un grande talismano della Fratellanza. Molto se ne è scritto. Un suo frammento funge da messaggero per tutto il mondo, portato da mani elette allo scopo. La chiamano “Graal”, e anche con altri nomi. Leggende di ogni epoca ne rivelano in parte la verità, ma il suo valore più importante non viene mai menzionato: è permeata di una sostanza che favorisce le comunicazioni vibranti con i mondi lontani. Un suo frammento serve in modo analogo per i contatti con la Fratellanza. Anche in questo caso la leggenda, ormai inserita nella storia, ha una base scientifica. Noi insistiamo di proposito su questo aspetto, perché gli ignoranti sono sempre pronti ad attribuire qualunque cosa alle tenebre della superstizione. Urusvati conosce la Pietra. La teniamo in un sito speciale della Nostra Sede a salvaguardia del potere originario delle sue vibrazioni.
 
Notate che le meteoriti non sono mai state studiate per le loro vibrazioni. Alcune contengono particelle di metalli notevoli che, per quanto minuscole, si potrebbero individuare. La mente di un ricercatore non dovrebbe restare legata a metodi vecchi.
 
Si vorrà sapere di più sulla storia della Pietra. Il sito dove fu rivelata divenne la base di Shamballa, e la sua presenza migliorò le qualità chimiche del Luogo. Molte storie si potrebbero narrare di quella messaggera dei mondi lontani. Sapete che alcuni ne custodiscono dei frammenti, e che la Pietra rivela sé stessa. Stupireste nell’apprendere quanti eroi e paesi vi furono coinvolti, e quante grandi imprese ispirate dalle sue leggende.
 
Persino feroci nemici della Fratellanza udirono della Pietra, la cui saga è per loro estremamente repulsiva. Non capiscono l’essenza di quel fenomeno, e ciò li getta nel terrore e nell’odio. Molti amici fidati ne custodiscono la storia[9].
 

[1] H. Roerich – Sui Crocevia d’Oriente.
[2] H. Roerich - Lettera del 15 febbraio 1950.
[3] Chintamani, scritto anche Cintamani, in sanscrito significa Gioiello del Mondo.
[4] Si parla di quindici milioni di anni fa.
[5] Collana Agni Yoga, Infinito, 322.
[6] I Tre Re sono corrispondenti ai tre Buddha di Attività in Shamballa.
[7] Helena Roerich - Lettere II, 18 novembre 1935.
[8] “Nel ventre della Terra sta la Pietra caduta dai mondi lontani”. Agni Yoga 125.
[9] Collana libri Agni Yoga (etica Vivente) – Sovramundano I, 134.
ALTRE PIETRE DELLE STELLE
 
Le pietre delle stelle furono chiamate lapsit exillis o meglio lapis lapsus ex coelis (pietra caduta dai cieli) sicuramente meteoriti, cui erano attribuiti significati e poteri immensi. I Semiti designavano col nome di aeroliti le pietre del fulmine. L’ago di Cibele (la pietra nera di Cibele di forma conica) costituiva, nell’antica Roma, uno dei sette pignora imperii, sette talismani, che secondo gli antichi romani garantivano il potere dell’impero. L’Ago di Cibele (Madre degli Dèi), piccola pietra nera conica ad “ago”, di probabile origine meteoritica (adorata in Asia minore), ed era posta in una teca dentro la bocca della statua della Grande Madre. La Pietra Nera di Cibele (Magna Mater, la Grande Madre) fu portata a Roma per ordine dei sacerdoti e costruito sul palatino il suo tempio per custodire la pietra nera (conosciuto tuttora col nome di Lapis Niger).
Erodoto (Libro I, cap. 181) ci dice che sul sommo delle torri di Belo, in Babilonia, usate dai sacerdoti astrologi, vi era una stanza superiore, un santuario, dove dormivano le sacerdotesse profetesse per ricevere comunicazioni dal dio. Di fianco al letto vi era un tavolo d’oro su cui erano poste varie pietre che, come ci fa sapere Manetone, erano tutte aeroliti. Le sacerdotesse sviluppavano entro di sé la visione profetica premendo queste pietre sacre sulle mani e sul petto. Lo stesso avveniva a Tebe e a Patara in Licia. Strabone, Plinio, Elancio, tutti parlano del potere elettrico o elettromagnetico dei betyli, le pietre meteoriche. Nella più remota antichità, questi erano adorati in Egitto e in Samotracia come pietre magnetiche “contenenti anime che erano cadute dal cielo”; e i sacerdoti di Cibele portavano un piccolo betylo su di sé.
Tra i sette pignora imperii nell’antica Roma, vi era il Palladio, una pietra nera conica caduta dal cielo, custodita dalle Vestali[1], e gli scudi sacri[2] dei sacerdoti Salî, che si diceva che fossero stati intagliati da un aerolito al tempo di Numa. Il Palladio era conservato nella parte più segreta del tempio di Vesta sorvegliato insieme al Fuoco sacro, dalle Vestali, le sette vergini incaricate di mantenere sempre accesa la fiamma. Poteva essere visto solo dalla Vestale Massima. “Il Palladio che le Vestali custodivano in Roma, come talismano della città … essi sostenevano che il Palladio era stato salvato da Enea durante l’incendio di Troia e portato in Italia … indicava una pietra grezza o un oggetto di culto attorno al quale danzavano ... Il collegio romano dei Salî era una comunità di sacerdoti danzatori …. Palladia fu interpretato come palta ossia “cose cadute dal cielo”. I palta dovevano essere sempre esposti alla volta celeste: così la sacra pietra di termine a Roma stava sotto un'apertura del tetto nel tempio di Giove, e un’identica apertura era stata praticata nel tempio di Zeus a Troia.

 
Figura 1. Roma - La Pietra sacra dell’Elabagalium

Nell’antica Roma l’imperatore Eliogabalo (218-222 d.C.) fece costruire sul lato nord-orientale del Palatino un tempio, l’Elagabalium, dedicato al culto del Deus Sol Invictus al cui interno era custodito un meteorite, una pietra nera conica. L’imperatore fece trasferire nel nuovo tempio il braciere di Vesta, il Palladio e gli Ancili, un sacrilegio per i romani. Il Palladio non doveva essere visibile nemmeno al Pontefice Massimo che non poteva entrare nel Tempio di Vesta, né vedere né toccare il Palladio. Non è chiaro se il meteorite è il Palladio originale o un altro meteorite nero. Alcuni sostengono che il Palladio sia stato distrutto dalle ultime Vestali nel 394 per evitarne la profanazione.
 
Nel trattato Pirchè Avot (5, Mishnà 6), che fa parte del Talmud babilonese, è scritto che dieci cose furono create alla fine Sesto Giorno della creazione del mondo, una di queste era la manna. Un Midrash narra che pietre preziose scendevano dal cielo assieme alla manna. Nella tradizione rabbinica, midrash designa un’attività e un metodo d’interpretazione della Scrittura che, va oltre il senso letterale.
 
La manna che è descritta come un cibo celeste dato agli Ebrei. Giovanni l’autore dell’Apocalisse precisa che la manna è collegata a una pietra: “A colui che è andato oltre, Io darò da mangiare la manna segreta (la conoscenza occulta che discende come saggezza divina dal cielo); e gli darò una pietra bianca; e sulla pietra è scritto un nome nuovo (il “nome mistero” dell’uomo interiore, del nuovo Iniziato), che nessun uomo conosce - se non quello che lo riceve” (Apocalisse, 2, 17). Leggendo tra le righe la Bibbia scopriamo che la manna exoterica è cibo per il corpo fisico, ma che la manna segreta è legata alla pietra preziosa caduta dal cielo in grado di rendere nuovo l’uomo. La manna misterica viceversa è una pietra sacra caduta dal cielo con poteri portentosi. La coppa con la manna custodita nell’Arca, è la coppa con la pietra preziosa caduta dal cielo. Nel Portale Nord Melchisedech tiene in mano un calice, una forma semisferica al cui interno vi è una Pietra, la manna, generalmente vista come pane.
 
Mosè quando scese dal Monte Sinai, aveva le due Tavole della Legge. Egli non sapeva che la sua pelle era raggiante … il suo volto brillava … non potevano avvicinarsi a lui. Fu l’energia emanata dalle Due Tavole scritte dal dito di Dio a far brillare il volto di Mosè. Alcuni fra i più seri studiosi biblici affermano che le Due Tavole di Pietra erano, in realtà due pezzi meteorite[3]. L’Arca dell’Alleanza conteneva Due Tavole Di Pietra incise dal Signore, che è un Fuoco che consuma. La Pietra Nera custodita nella Ka’aba, secondo le parole di Maometto cadde in terra dal cielo.
 
Le Due Tavole di Pietra della legge mosaica erano poste affiancate sull’altare come un’unica pietra con la sommità arrotondata ... la pietra di destra è a polarità maschile, quella di sinistra è a polarità femminile. Analogamente si supponeva che le coppie di pietre sacre, chiamate betyls che alcune tribù arabe preislamiche portavano dentro delle urne, fossero state degli aeroliti. In Europa queste pietre erano chiamate lapis betilis.
 
Non sappiamo se le due tavolette di pietra affiancate (il Petroma) congiunte da un lato in modo da poterle aprire come un libro, similmente come le tavole mosaiche della legge, dei Misteri Eleusini e Romani fossero ricavate da meteoriti. Il Petroma, un giuramento sulla pietra Dice Pausania che in Arcadia esiste un santuario dove si prestano i giuramenti più gravi su questioni molto importanti : quello di Demetra Eleusinia a Feneo. Si giura per il Petroma, per la doppia Pietra.
 
Il potere dell’Arca dell’Alleanza poteva essere convocato solo da un sacerdote che indossava un pettorale sacro con 12 pietre preziose che era conosciuto come il pettorale del giudizio. Si è dettagliatamente descritto nell’Esodo come a pianta quadrata a base di lino fino ritorto oro e intarsiato con dodici pietre preziose incastonate in quattro file. Queste pietre sacre sono anche descritte come pietre di fuoco. Si dice che una volta appartenevano a Lucifero, ma come lo smeraldo del Graal furono a lui sottratte dopo la caduta. La conoscenza Ebrei di queste pietre proveniva con Mosè dall’Egitto.

IL GRAAL

È evidente in una serie di passaggi nei libri dei Roerich, che la Pietra delle stelle, era associata alla Pietra del Graal del poema epico Parzival di Wolfram von Eschenbach. L’associazione e l’identificazione rafforzano l’importanza focale della Pietra nella prima missione dei Roerich in Asia Centrale, poiché nel fare ciò si attribuì nella Pietra Chintamani, gli stessi poteri della Pietra del Graal, che nel poema di Wolfram è chiamata lapis exilis, cioè pietra in esilio o in movimento.
 
L’identificazione della Pietra Chintamani con il Graal deriva da Laptis Exilis il nome datogli da Wolfram von Eschenbach, nel Parzival.
 
La leggenda del Santo Graal è il più misterioso velo della tradizione misterica di Occidente. Wolfram von Eschenbach[4], il più importante poeta del Medio Evo tedesco, fu un franco Cavaliere certamente un iniziato, un Cavaliere Templare. Nel suo romanzo “Parzival” descrive il “Santo Graal”, da lui chiamato “Lapsit Exilis”, la “pietra in esilio”, in altre parole, in costante movimento. Secondo la leggenda, il Graal era uno smeraldo posto sulla fronte (Ajna Chakra) di Lucifero che in seguito alla battaglia condotta contro l’Arcangelo Michele staccatosi dalla fronte durante la sua abissale caduta. Nel Buddhismo lo smeraldo è considerato uno dei sette tesori ed equiparato alla Saggezza. La tradizione vuole che Ermete avesse inciso le parole della Tavola su lastre verdi di smeraldo con la punta di un diamante.
 
 
Figura 2. Wolfram von Eschenbach
 
Nicholas ed Helena Roerich attraverso i loro scritti e quelli della collana dell’Agni Yoga o Etica Vivente, affermavano che le pietre meteoritiche potessero aiutare a provocare cambiamenti sulla Terra prefigurati nel cosmo - come una trasformazione verso una nuova era per l’umanità in cui sarebbero state stabilite nuove idee etiche. L’attuazione di questo progetto implica la formazione di una nuova coscienza, qualcosa che doveva molto non solo alle varie Tradizioni misteriche, ma anche all’idea di una spiritualità universale che trascendesse e unificasse tutta la vita e la materia - simbolicamente parlando, l’immanenza di il Graal Cosmico. Ecco perché nel suo libro Shambhala, nel testo del capitolo intitolato Urusvati, Nicholas Roerich ha inserito la seguente frase latina apparentemente criptica: Lapis exilis dicitur origo mundi. Alla luce del presente contesto, ciò può essere inteso nel senso che “si dice che il frammento meteoritico sia l’origine del mondo”, o più specificamente il fondamento della “Nuova Era”.

La pietra Chintamani proviene dallo spazio e si dice dal sistema di Orione, e Nicholas Roerich la descrive come Lapis exilis dicitur origo mundi . Nel 1968 il visionario scrittore Arthur C. Clarke scrive in 2001 Odissea nello spazio”di un monolite nero proveniente dallo spazio, e contemporaneamente il regista Stanley Kubrick, lo trasporta in forma visiva in un film. Il romanzo di Clarke identifica il monolite come un oggetto creato da una razza aliena che è passata attraverso molti anni di evoluzione, partendo dalle forme organiche, attraverso le biomeccaniche e infine ha raggiunto uno stato di pura energia. Questi alieni attraversano il cosmo aiutando le specie minori nel compiere i passi dell’evoluzione. Il monolite sembra rappresentare una specie di forza della quale non conosciamo la provenienza che stimola l’uomo nelle epoche, portandolo all'evoluzione. Quando l’oggetto è scoperto dalle scimmie, queste ne sono spaventate ma nello stesso tempo affascinate.

Le opere letterarie e filosofiche di Helena e Nicholas Roerich attestano che la Pietra, contenente una forza sconosciuta, fu inviata sulla Terra da una civiltà molto sviluppata delle tre stelle principali della costellazione di Orione. Nel luogo in cui la Pietra cadde dal cielo, fu fondato il centro della Mente Superiore sul nostro pianeta, Shamballa. Come dicono i testi dell’Etica Vivente (Agni Yoga), la Pietra inviata da Orione è un Teraphim - così tanto tempo fa venivano chiamati oggetti con energia psichica stratificata su di loro, dando ai loro proprietari capacità insolite e protezione dalle forze ostili. La parte principale di questa Pietra è conservata a Shamballa, nella Torre Chung, aiutando gli impiegati della Fratellanza a mantenere una connessione spirituale ed energetica con la costellazione di Orione.

Nel cristianesimo, la leggenda del Graal ha acquisito il significato di coppa. Lo smeraldo raccolto dagli Angeli fu scavato a forma di calice e riportato nel paradiso terrestre alla cacciata di Adamo ed Eva, infine il Graal è visto come la coppa che Gesù ha usato durante l’Ultima Cena contenente il sangue di Gesù crocefisso dopo essere stato catturato[5]. Nel Parzival di Wolfram von Eschenbach, leggiamo che:

“Mun–salva–esche, o la Montagna Sacra, era il nome del castello del Graal. I cavalieri godevano colà di una festa speciale ogni 14 marzo. Nel corso della Cerimonia del Sole, una ragazza che portava il Graal su un cuscino verde camminava in processione verso una grande tavola rotonda dove i cavalieri erano seduti. Al suo centro, era messo il Graal, che emanava una luce brillante e bella. … la grande pietra preziosa risplende giorno e notte in questo Paese, nel raggio di sei miglia … Tutti quelli che ne erano colpiti, se erano persone anziane, ritornavano di nuovo giovani. I malati erano guariti; i cibi preferiti comparivano ai loro occhi; e gli uomini erano ispirati a svolgere importanti compiti. Ma solo coloro che erano puri di cuore e per le loro opere erano ammessi alla presenza del Graal. Gli avventurieri cercavano il Graal, senza successo. Alcuni trovarono il Graal, ma morirono quando cercarono di toccarlo. Coloro che erano in possesso del Graal potevano perderlo, oppure esso avrebbe potuto non emanare più il suo potente splendore per loro.

Come la pietra di Eschenbach, anche la Pietra Chintamani è, a quanto pare di colore verde, una pietra meteorica conosciuta come Moldavite, che è di colore verde scuro.‎ La Confraternita del Graal conserva dunque la Pietra inviata da Orione.

Il Graal è la morte per gli avventurieri che cercato di toccarlo o rubarlo. Il Graal non appartiene a un uomo umile o potente come pietra in movimento va dove vuole. Il Graal secondo Wolfram von Eschenbach era custodito nel castello “Montsal-vatsch”. In un altro racconto di Eschenbach “Titurel il guardiano del Graal[6], ci giungono altre informazioni: una milizia scelta, quella dei Cavalieri Templeisen (i Templari), protegge la preziosa pietra. Nel Tituriel, si parla del Graal in un’altra forma, di smeraldo originario caduto dalla fronte di Lucifero, che fu poi consegnato a Parsival. Questa pietra è chiamata Lapsit Exillis, di cui tre ne possono essere le traduzioni:
 
  • Lapis el-iksir, il nome della pietra filosofale nell’alchimia araba.  
  • Lapis Exulis, o “Pietra Esule”, che indica l’origine del Graal non appartenente a questo mondo.
  • Lapsit Exillis, da exilium, o “Pietra Esiliata dal cielo”.  
 
Chintamani e il Graal corrispondono alla pietra filosofale degli alchimisti. Quest’ultima trasmuta il piombo in oro, ossia produce la trasmutazione della natura personale dell’uomo in quella divina. La metafora della Pietra filosofale afferma che è in grado di rendere gli uomini immortali e di trasformare i vili metalli in oro. Il Gioiello, tra l’altro, è anche simbolo di quella Saggezza Eterna di cui nessun ricercatore serio è mai rimasto privo. La Pietra non è altro che uno strumento, un insieme d’indicazioni che mostrano la Via e propongono l’esperienza diretta. Sta a noi intuirne la bellezza, la capacità inerente di eliminare tutte le problematiche e le sofferenze umane, non sminuirne l’importanza e soprattutto applicarla alla vita, fatto questo avremo trasformato, tramite la conoscenza, il piombo dell’ignoranza nel prezioso oro dell’illuminazione, e avremo eliminato quelle incrostazioni che c’impedivano di vedere nella giusta luce quel tesoro che è sempre esistito in noi e negli altri. Il Graal è una gemma, una pietra, una coppa o calice, e infine un libro, simbolo di una conoscenza segreta e della sua trasmissione.
 
Wolfram racconta che la pietra lapsit exillis, dopo essere caduta dalla corona di Lucifero, è stata salvata dagli Angeli neutrali alla battaglia, i quali l’hanno portata sulla terra e donata al capostipite della dinastia graalica: Titurel. Wolfram formula un’affermazione stupefacente che rasenta l’eresia: sono gli “Angeli neutrali” a salvare il Graal. “Angeli pieni di onore, valore e dignità” li chiama Wolfram.

[1] Nel 394 d.C., in seguito alla proibizione della religione romana, il Palladio fu distrutto, probabilmente occultato, dall’ultima delle Vestali.
[2] Ovidio narra che questo scudo, l’Ancile, cadde dal cielo dopo che Numa riuscì a costringere Giove a dopo una disastrosa alluvione a rivelargli come si placavano i fulmini.
[3] The Jewis Encyclopedia. Temples and Temple Servicein Anciente Israel.
[4] Nato nel 1170 vissuto sino al 1220 circa.
[5] Secondo alcune versioni il Graal fu intagliato nello smeraldo di Lucifero in 72 facce e 144 angoli (numeri molto simbolici), fu successivamente fu utilizzato da Melchisedech per benedire Abramo.
[6] Fu terminato da un altro uomo chiamato Albrecht Von Shanfenberg.
NICHOLAS ROERICH E LA LEGGENDA DELLA PIETRA
 
 
 
Figura 1. N. Roerich - Il Tesoro degli Angeli
 
Nicholas Roerich già nei primi anni del novecento conosceva la leggenda della Pietra venuta dalle stelle. Probabilmente ispirandosi alla vicenda del Graal, in un suo dipinto del 1905, il Tesoro degli Angeli[1], raffigura la pietra scura cosmica vegliata dall’Arcangelo Michele con lancia nella mano destra, e da una schiera di Angeli in bianche vesti, disposti fila dopo fila a guardia di un tesoro misterioso al quale è legato il destino del mondo. Si tratta di una pietra nera blu a forma piramidale con “tre facce”, incandescente con riflessi color smeraldo: il Graal Cosmico. Nella faccia principale che è rivolta verso l’Arcangelo, è raffigurato il Cristo con le braccia aperte bloccato da legature. Non è l’immagine del Cristo crocifisso con i chiodi, ma è ugualmente l’immagine di un sacrificio cosmico, quello dello Spirito imprigionato dalle spirali della materia.
 
Il più antico dei Veda dell’India, il Rig Veda narra che Vishvakarman, il Dio del Mistero degli Ariani primitivi (considerato l’Architetto dell’Universo, il Costruttore degli Dei), offrì se stesso in sacrificio affinché i mondi venissero in esistenza. Sacrificando se stesso, imponendosi le limitazioni della materia, divenne l’Agnello sacrificale all’inizio dei mondi, l’Uomo Celeste, il Logos. Vishvakarman offre prima di tutto il mondo in sacrificio, e poi termina col sacrificare se stesso. Nelle rappresentazioni mistiche egli e raffigurato come la Vittima, l’Uomo Dio crocifisso nello spazio, Vithoba.
 
Gli Angeli neutrali, scrive Wolfram, scesero sulla terra a incoronare re Titurel e posero il Graal nelle mani di una donna, sua figlia Schoysiane. La dinastia graalica fondata da Titurel, quella che sarebbe proseguita nella persona di Lohengrin, figlio di Parzival. Il mistero s’infittisce quando il poeta tedesco parla di un’altra funzione del Graal.
 
Il lapsit exillis sceglie i nuovi candidati che avranno il permesso e l’onore di unirsi alla famiglia graalica: “Una scritta in lettere appare esternamente sul bordo della pietra, e reca il nome e il Paese d’origine della persona – di sesso femminile o maschile – che segue il sentiero della salvezza. Non c’è bisogno di grattar via l’iscrizione. Non appena si è letto il nome, essa sparisce da sola, mentre si guarda.”
 
Chintamani ha un’altra proprietà insolita: segni e lettere magici appaiono e scompaiono periodicamente sulla sua superficie, attraverso i quali gli iniziati possono prevedere non solo il futuro delle persone, ma anche il destino d’intere nazioni.
 
Roerich nel dipingere la Pietra si è ispirato a un capolavoro unico dell’arte vichinga - Yelling Stone. Questo massiccio blocco alto 2,43 metri fu eretto nel 986 circa dal potente re danese Harald Sinezub. È un blocco di granito con venature rosse piramidale a tre facce. La pietra si divide in tre parti distinte: una parte (della larghezza di 2,90 m) presenta esclusivamente l’iscrizione runica, un’altra (della larghezza di 1,62 cm) è decorata con la figura di un animale stilizzato forse un drago in piedi su tre gambe con il corpo imprigionato da legature, spire come fossero anelli di serpente, mentre la terza parte (della larghezza di 1,58 m) presenta raffigurazione di Cristo a braccia aperte, la più antica che si conosca in area scandinava.
 
Il Drago era il simbolo della conoscenza misterica e della padronanza delle energie di Madre Terra. L’Arcangelo Michele è generalmente rappresentato nell’atto di infilzare verticalmente con la sua lancia, la bocca del Drago. La “Simbologia Alchemica Medioevale” assegnava alla testa del Drago il compito di reggere il peso intero della Terra. Trafiggere la testa del Drago come fa San Michele, significa bloccare un’energia caotica, che proviene dal basso, dalla terra che se controllata dona potere equilibrato.
 
Nella raccolta di leggende sulla Pietra riportate nel libro Crocevia d’Oriente, troviamo scritto: “La migliore vestigia del potere della Pietra è simbolizzato dalla Pietra del serpente — simbolo di chi possiede saggezza”.
 
Su tutti i lati della pietra è inoltre presente il simbolo triquetra (simile al triscele) un nodo a trifoglio. La grande pietra runica di Jelling suscita nell’osservatore è data dalla singolarità della figura del Cristo,il quale – per usare le parole di Erik Moltke – appare come “legato” tra volute, triquetre, e il cerchio intorno alla vita[2]. Le legature le volute rappresentano le forze della materia che imprigionano crocifiggono il puro spirito.
 
 
Figura 2. La Pietra runica di Jelling e la Pietra degli Angeli
 
Le immagini della pietra runica sono tratte dal saggio di Carla Del Zotto: Considerazioni iconografiche sulla Grande Pietra Runica di Jelling (Danimarca).  
 
Altri riferimenti alla Pietra sacra fatti da Nicholas Roerich li abbiamo in un poema del 1911, “The Spell” (l’incantesimo):
 
Conosci la pietra. Mantieni la pietra
Nascondi il fuoco. Accendi il fuoco.
Rosso grassetto.
Calma blu.
Saggio verde.
Conoscerne uno. Mantieni la pietra.
Fu, Luo, Ho, Stone carry.
Restituisci ai forti.
Dai ai fedeli.
Yenno Guyo Dia -
vai dritto!
 
È possibile che questa fosse una delle Istruzioni del maestro M., accettata, ma lungi dall'essere immediatamente decifrata.
 
Riferimenti successivi li troviamo nei disegni scenografici realizzati per il primo atto del balletto di Stravinskij, “Le Sacre du Printemps”. Nel preparare il progetto di produzione per la prima rappresentazione nel 1913, Roerich aveva scelto l’immagine di una grande quercia, posta al centro della sua sceneggiatura per primo atto. Quando questa scelta è stata criticata da Sergei Diaghilev, Roerich scelse di utilizzare l’immagine di una pietra. La rappresentazione di Roerich di questa pietra mostra una buona somiglianza in termini di dimensioni, forma e le caratteristiche con il grande meteorite.
 
L’importanza di questo disegno denominato Sacro Decoro, con la Pietra posta in posizione centrale è rimarcata che è stata fatta una prima versione nel 1913, una seconda versione nel 1930, una terza versione nel 1944.
 
                

Figura 3. N. Roerich - Sacri Decori

La Pietra delle stelle raffigurata da Roerich non è quella conservata alla base della Torre di Chun o di Giada nel centro di Shamballa, ma è un riferimento alle pietre delle stelle. Agli occhi dei Cinesi la giada è la pietra nobile per eccellenza, regale, simbolo di purezza, considerata come “la cristallizzazione di raggi di luna o di stelle”. La Giada è considerata il centro di forza cosmica, di energia, di potenza, è associata al simbolo di perfezione e a varie virtù (umanità, giustizia, sincerità, saggezza, ecc.). Roerich, descrive la Torre di Chun sia come una Torre di Guardia e sia Torre della grande Conoscenza, un centro energetico da cui partono correnti in grado di stimolare le menti di scienziati e di uomini che ricoprono posti di grande responsabilità.
 
La serie di libri della collana Agni Yoga riporta molti riferimenti alla Pietra e alle pietre giunte dallo spazio. Nella serie della collana di libri dell’Agni Yoga, in Illuminazione leggiamo che i meteoriti potrebbero trasmutare in azione le idee di spazio, e in Sovramundano che agiscono come un fuoco per concentrare il pensiero e servire di accumulare e per amplificare l’energia; leggiamo che i meteoriti “contengono particelle di metalli notevoli” che esaltano i poteri mentali e la chiaroveggenza.
 
Uno dei gioielli sull’elsa della spada Excalibur si pensa che sia anch’esso proveniente dallo spazio stellare. La leggenda afferma che alcune parti o frammenti della Pietra Chintamani sarebbero poi state possedute da grandi personaggi come Re Salomone che ne avrebbe ricavato con un frammento un anello, Gengis Khan, Maometto[3] e Akbar il Grande. La corona di ferro Longobarda avrebbe avuto un frammento della Pietra. Alcuni sostengono che una sua parte sia proprio la sacra pietra della Ka’ba.

La leggenda della Pietra narra che il corpo principale pietra giace dove è caduto nascosto nelle profondità della terra in un luogo denominato Shamballa (Shambhala), e piccoli frammenti compaiono periodicamente e viaggiando su tutta la terra, mantenendo il collegamento magnetico con la Pietra principale. Contemporaneamente, ogni piccoli frammento della Pietra Madre ricopre il ruolo di legame con la Fratellanza Bianca.
 
In certe versioni della leggenda il Graal è una sorta di libro, un’iscrizione tracciata sulla coppa da un angelo o da Cristo in persona. Ora, queste iscrizioni, di origine ugualmente “non-umana”, appaiono anche in certe circostanze sul lapis exillis; esso era dunque una “pietra parlante”, cioè, se vogliamo, una “pietra oracolare” poiché, se una pietra può “parlare” emettendo dei suoni, essa può anche farlo per mezzo di caratteri o di figure visibili sulla sua superficie (come lo scudo della tartaruga nella tradizione estremo - orientale). Secondo la leggenda irlandese i Tuatha di Danann avrebbero portato con sé dalla loro prima dimora la Lia Fail o “Pietra del destino” anche questa era una “pietra parlante”, che consacrava gli antichi re d’Irlanda, cui è attribuito un carattere “celeste”, cioè una “Pietra venuta dai cieli”.
 
Sotto la terra sono riuniti i padri religiosi per analizzare la natura della Pietra. “Perché quando la Pietra si oscura, si addensano le nuvole? Quando la Pietra diventa pesante, si è sparso sangue. Quando sulla Pietra splende una stella, arriva il successo. Quando la Pietra scricchiola, il nemico si avvicina. Quando sulla Pietra aleggia un’immagine di fuoco, il mondo è in preda a convulsioni. Quando la Pietra non manifesta segni, camminate con coraggio[4].
 
La Pietra di Chintamani vibra, inviando energia armonizzante al nostro mondo. Si ritiene che abbia “calore interno” o “radiazione”. Tuttavia, a differenza della normale radiazione, questa, che ha un forte effetto psicologico, indirizza beneficamente i pensieri delle persone verso qualcosa di sublime. La Pietra nella Torre di Chun gioca un ruolo importante nella lotta in corso dei Mahatma contro le varie forze oscure dello spazio e del pianeta, che cercano di distruggere la civiltà del pianeta, o di dirigerla lungo il falso percorso dello sviluppo.

[1] Invece di vendere il quadro, Roerich tenne per diversi decenni della sua collezione di famiglia.
[2] www.academia.edu/987762/Considerazioni_iconografiche_sulla_grande_pietra_runica_di_Jelling_Danimarca_
[3] Si dice che Maometto ne abbia presi tre pezzi.
[4] Sui Crocevia d’Oriente – La leggenda della Pietra.
LA LEGGENDA DELLA PIETRA E SALOMONE
 
Nel libro Foglie del Giardino di Morya II, 348, del 1925 è scritto che Salomone che venerava un particolare Aerolite. L’aerolite di Salomone è intimamente collegato ai coniugi Roerich. In questo studio ci si occupa del frammento di aerolite che vagò nel mondo finché giunse nelle mani di Re Salomone. Un frammento di leggenda raccolta dai Roerich sui crocevia d’oriente narra:
 
Uroil Zena, spirito dell’aria, portò la Pietra a Re Salomone. Lo Spirito disse al suo orecchio ricettivo: “Per volontà del Signore dei Poteri, affido a te il Suo tesoro. Affido a te il tesoro del mondo”. “Così sia”, disse il Re, e portò la Pietra nel Tempio. Al Re venne poi il pensiero di tenere parte del tesoro sempre con sé. Allora convocò Ephraim, l’orefice della tribù di Giuda, e gli ordinò di tagliare un frammento della Pietra, di forgiare un anello con l’argento puro, e di incidere poi sulla Pietra il calice della saggezza illuminato da una fiamma. Il Re pensava di non separarsi mai da quel Tesoro. Ma lo spirito gli disse: “Non sei stato saggio a violare la suprema Non-Sostanza. Sarà assai difficile per i figli degli uomini possedere la Pietra. E solo quelli che sono con te potranno dirigere la Pietra alla rettitudine. Con una costellazione indicherò la via della Pietra.”[1]
 
Si deduce che è una parte della Pietra fu incastonata nel leggendario anello di Re Salomone com’è stato scritto da Helena Roerich nella Leggenda della Pietra.

 
Figura 1. S. Roerich Salomone con anello e calice
 
L’anello di Re Salomone si narra in oriente che non sia servito solo come sigillo, per le lettere e decreti, ma come fonte dei suoi poteri soprannaturali. Ci sono molte leggende circa l’anello di Salomone, un po’ da fonti islamiche, perché i musulmani rispettano il re biblico, chiamandolo Suleiman, e credono che Allah stesso abbia scelto i suoi profeti. Secondo la leggenda musulmana, otto angeli di Allah consegnarono a Salomone una prima pietra dandogli potere sugli angeli e sul vento. Quattro angeli gli hanno dato la pietra, che permette di governare le creature viventi sulla terra e sull’acqua. Un altro angelo portò al re la terza pietra, che gli permetteva di unire le montagne con la terra, il mare e i fiumi asciutti, di mutare i terreni fertili e viceversa. Infine, la quarta pietra gli ha permesso di impartire ordini a tutti gli spiriti buoni e cattivi che vivono tra cielo e la terra. Di tutte e quattro le meravigliose pietre Salomone fece un anello con il quale poteva mostrare stabilmente il loro potere sul mondo. L’ha usato per comandare gli elementari, jinn o geni quali costruttori, quando ha deciso di erigere un tempio dedicato a Javè. La leggenda, afferma che esso aveva il potere di comandare i demoni e spiriti (jinn), e parlare con gli animali. Il Corano parla esplicitamente di questo sigillo di Salomone e dei poteri derivanti. Con esso si sussurra in oriente era in grado di controllare i venti, e di volare. Roerich dipinge Salomone su un tappeto volante. Infine, poteva esorcizzare le persone possedute da demoni. Quest’anello si è supposto che facesse parte del tesoro nascosto di Salomone e ritrovato dai Cavalieri Templari negli scavi di Gerusalemme. Svetoslav Roerich (il figlio di Nicholas) dipinge nel 1923 Salomone con l’anello nell’indice della mano sinistra e una coppa, come quella del Graal, nella mano destra, dietro al Re il Tempio da lui edificato.
 
Che fine ha fatto la Pietra affidata a Salomone dopo la sua morte, è logico supporre che sia stata affidata ai Tanaim cioè agli Iniziati alla Sacra Scienza del Cabala ebraica. In una delle lettere di Helena Roerich[2] si legge: “La leggenda riportata nel libro Sui Crocevia d’Oriente, racconta la verità. Secondo la leggenda, questo Tesoro porta con sé un Patto speciale che deve essere adempiuto. Lo scrigno citato nel mito è del tredicesimo secolo d.C. e, si dice, venne ricavato da una pelle di cuoio posseduta da Salomone stesso. Molti simboli alchemici vi si trovano scritti sopra. In Spagna, nel periodo feudale durante la persecuzione degli ebrei, una nobildonna tedesca offrì protezione al famoso rabbino, Moses de Leon, che compilò la Torah. Questa nobildonna diede rifugio, nelle sue tenute, a lui e ad altri ebrei perseguitati, e come segno di gratitudine, il rabbino le donò un talismano assieme al prezioso ritaglio di pelle. La gentildonna ordinò che si facesse un piccolo scrigno da questa pelle, e il talismano fu conservato al suo interno. La leggenda narra che in seguito allo stabilirsi di un nuovo potere, il Tesoro ritornerà alla Fortezza della Luce.”
 
Il cofanetto contenente la Pietra fu realizzato in Germania. Si dice che nel XIII secolo, la moglie tedesca del signore di Rothenburg nascose nel suo castello Mosè del Leon[3] e altri ebrei che lo accompagnavano costretti a lasciare Guadalajara dalle persecuzioni contro gli Ebrei[4]. In segno di gratitudine lo studioso le donò, da Maestro a discepolo, un meraviglioso talismano, la Pietra, e un prezioso ritaglio di pelle posseduto dal Re Salomone. È molto probabile che quella sia stata la pietra appartenuta a Re Salomone e poi passata segretamente nelle mani di Simeon ben Yohai e poi dei Maestri dell’Insegnamento Sacro Ebraico, quello della Kabbalah, di cui Leon. Mosè de Leon non era l’autore dello Zohar, in realtà Moses de Leon ha solo modificato in senso exoterico l’originale Libro dello Splendore, lo Zohar, di Simeon ben Yohai.
 
Essendo il 1250 la data di nascita del rabbino, il periodo della fuga si presume verso la fine del XIII secolo. Leon compila lo Zohar tra il 1270 e il 1286. Per un certo numero di anni, durante la composizione dello Zohar, e almeno fino al 1291, risiedeva a Guadalajara, a questa data si può presumere la sua fuga.
 
Mosè de Leon e i suoi discepoli attraversarono la Francia a cavallo senza che la loro presenza fosse notata, da chi furono protetti o meglio quali appoggi essi ricevettero? La risposta è da coloro che erano particolarmente legati alla Scienza Sacra di Salomone, i Templari. I Maestri d’Opera delle cattedrali gotiche erano a capo di confraternite di costruttori chiamate “compagnons”, e la Confraternita dei costruttori più importante era quella dei Figli di Salomone legati all’Ordine del Tempio, alle quali è attribuita la costruzione di molte chiese fra cui le cattedrali di Chartres, di Amiens e di Reims[5]. I Templari in qualche segreto modo erano legati alla Pietra del Cielo e al Graal. Il patrono dei Templari era l’Arcangelo Michele colui che combattendo contro Lucifero gli ha fatto cadere sulla Terra lo smeraldo che poi divenne il Graal. Nel romanzo “Titurel il guardiano del Graal” è detto che: ”Una milizia scelta, quella dei Cavalieri Templeisen (i Templari), protegge la preziosa pietra”.
 
Anche se Helena Roerich non accenna mai ai Templari, i loro capi, degli Iniziati, erano a conoscenza sia della Pietra sacra, e sia dell’Unico custode, Melchisedech, l’Antico dei Giorni. Sul lato destro del portale centrale lato Nord della cattedrale di Chartres[6], è posta la statua di Melchisedech che appoggia i piedi su un piedistallo senza alcun simbolo sotto, quasi per affermare che Egli si sostiene da sé.
 
Melchisedech[7], rappresentato con tratti orientaleggianti, è il Maestro dei Maestri, il mai nato e mai morto, senza genealogia, colui al quale vanno tutte le nostre benedizioni. Alice Bailey in una delle sue opere[8], “Il destino delle nazioni”, asserisce che Melchisedech è uno dei nomi o appellativi con i quali ci si riferisce a Sanat Kumara, colui che presiede la comunità di Shamballa, la quale sopraintende spiritualmente al percorso evolutivo dell’umanità terrestre. Nello stesso scritto è specificato che Melchisedech è anche il Signore del Mondo e l’Antico dei Giorni. Melchisedech è rappresentato con una Coppa tenuta nella mano sinistra. La coppa contiene un oggetto solido. La statua di Melchisedech appartiene al periodo di Wolfram von Eschenbach che scrisse che i Cavalieri Templeisen erano i Guardiani del Graal. Melchisedech nella cui mano sinistra regge un calice da cui spunta la sacra pietra di Dio è ancora rappresentato nel lato Nord nei vetri della prima lancetta situata sotto il rosone.

 
Figura 2. Chartres Melchisedech - N. Roerich Guru Guri Dhar (Lumen Coeli).

 
Un dipinto di Nicolas Roerich intitolato Guru Guri Dhar (Lumen Coeli),Il Maestro”, mostra un personaggio ieratico che scende nelle viscere della montagna, con lo stesso mantello, la stessa lunga barba, la coppa nella mano sinistra[9], come Melchisedech. La coppa del Maestro emette luce radiante. Roerich certamente vide la statua di Melchisedech nella cattedrale di Chartres, come vide la statua di Uta nella cattedrale gotica di Naumburg che divenne la “Reggente del Mondo”.
 
In quel periodo i Cavalieri del Tempio mantenevano ancora un controllo di tipo militare delle strade con lo scopo dichiarato di proteggere i pellegrini specie sulla via che conduceva verso occidente a Compostela. Verso l’epoca del loro processo, essi possedevano in Francia quasi mille commende, ciascuna dirigente parecchi granai o fattorie, coltivate dalla “Mesnie del Tempio”: tenutari, servitori e servi. Le Commanderie o Capitanerie o Mansio Fortificate, Case Rusticali chiuse che si chiamavano spesso i “Recinti del Tempio”, costituivano le unità territoriali di base della formidabile organizzazione del Tempio, alcune di loro erano militari.
 
Si può supporre che la via più breve e sicura seguita dai cavalieri in fuga sotto il controllo militare dei Templari che proteggevano i pellegrini in viaggio verso Santiago di Compostela fosse la Via Podense, il cammino di Le Puy. Il Camino di Santiago che era chiamato “Il Cammino della Stella” sembra riflettere in terra un tracciato nel cielo. La Via Lattea descrive un percorso stellare che conduce nella costellazione del Cane Maggiore e quindi alla stella Sirio, la Stella Sirio, che custodisce i segreti della nostra dimenticata Origine. Sirio è legata a Orione e insieme alla Pietra delle stelle. Questo elemento è riprodotto nell’iconografia sacra di san Giacomo, preceduto da un cane mentre raggiunge il monticello sacro della Stella. Le popolazioni celtiche, che abitavano la Galizia e, insieme ai Baschi, tutta l’area dell'attuale Spagna settentrionale, credevano che la Via Lattea fosse l’Arco Iris del Dio Lug, un dio oscuro, nero, come il pelo di un lupo nella notte e come le piume di un corvo, uccello messaggero. Quando Lug è sulla terra, e percorre il Camino di Compostela, è un lupo o un cane; quando vola per il Camino del Cielo Lug, è un corvo.
       
                              

Figura 3. Tragitto dei cavalieri cabalistici verso Rothenburg
    
Il Chrisma è un marchio del cammino di Compostela. Scrive L. Charpentier nel libro il Mistero di Compostela: “È un marchio dei costruttori pirenaici ... non esito a vedere una sorta di marchio della confraternita dei costruttori. Probabilmente di quello che dopo essere stati Jacques, nella cristianità divennero Figli di Mastro Jacques, e che si firmarono con quel crisma[10] lungo tutta la strada iniziatica”. La cappella templare di Montsaunès in Haute-Garonne, nei Pirenei in Francia, situata lungo uno dei cammini verso Compostela è stata costruita dagli Enfants de Maitre Jacques, i costruttori della scuola di Cluny, il cui simbolo era il Chrismon (chrisma), circondato da un cerchio. Il simbolo si ritrova scolpito all’esterno sopra il portale ovest e dipinto all’interno della parete ovest con un cerchio di circa 40 cm contenente sei braccia dipinte in rosso su sfondo bianco.
 
A metà strada tra Guadalajara, situata in Spagna e Rothenburg, situata in Germania, lungo la via Podense vi era Situato sul cammino per Compostela, si trova l’antico santuario dedicato a Nostra Signora di Puy-en-Velay, considerata la Chartres meridionale. Infatti, come a Chartres, nei pressi di Le Puy, anticamente i Druidi veneravano una “futura Dei Virgo nascitur” una Vergine prima di dare alla luce un Dio. Nei pressi del santuario, vi era la commanderia templare di St. Barthélemy Puy. Con la pelle appartenuta a Salomone, la nobildonna di Rothenburg fece ricoprire uno scrigno contenente il talismano-pietra e da allora il cofanetto, cominciò a viaggiare per il mondo occidentale. Si dice che Helena Roerich in una delle sue vite passate sia stata la moglie del feudatario tedesco di Rothenburg. I coniugi Roerich furono legati a questa particolare pietra, quella che ricevettero a Parigi nel 1923 affinché la riportassero in oriente.
 
Una fotografia scattata del 1923 alla consegna del cofanetto a Parigi, mostra la Pietra su un drappo quadrato ricamato, identificabile come quello che ricopre il cofanetto che tiene in mano Nicholas Roerich nel ritratto famoso dipinto da suo figlio Svetoslav. La tela ricamata è quella in cui la pietra è stata avvolta nel cofanetto. Una recente fotografia mostra il drappo senza la Pietra al cui centro vi è l’immagine del sole con 24 raggi e con le lettere IHS.

 
Figura 4. Drappo con l’immagine del Sole e lettere IHS
 
È affermato che IHS sia il celebre segno che Costantino avrebbe fatto incidere sul suo stendardo dopo che vide in cielo “In hoc signo vinces”. Costantino sostituì l’aquila del Labaro, con il monogramma che recava il motto en touto vika, in seguito interpretato con la frase in hoc signo vinces. IHS assume il significato di “Salvatore dell’umanità”. H. P. Blavatsky afferma che tale monogramma, già dato dagli indù a Vishnu, era stato dato dai Greci a Bacco ed infine a Gesù Cristo.
 
Il monogramma era una combinazione delle lettere X (chi) e P (rho), la sillaba iniziale di Christos. Il crisma di Costantino sarebbe il chi-rho, quale variante della croce ansata. Il cosiddetto crisma costituito dalle lettere greche X e P, perché le due lettere sono le prime di Christos. Su questo fatto, Lattanzio vi costruì la nota leggenda, ma il Labaro era stato un emblema ai tempi dell’Etruria, prima di Costantino e della era Cristiana. Era anche il simbolo di Osiride e di Horus, che è spesso rappresentato con la croce lunga latina, mentre la croce del pettorale Greco è puramente Egiziana.
 
Sina Fosdick Plath appartenente al gruppo esoterico di N.Y., ha descritto questo drappo come “un bel pezzo di ricamo, come se fosse del XVI secolo”. Un importante indizio di chi inviato la Pietra lo abbiamo nel panno in cui è stato avvolto nell’arca o scrigno. Il panno è indicato nella citazione famosa, “... il nemico non deve rubare la Scudo coperto d’oro”, dove lo scudo è sinonimo della Pietra, e l’oro si riferisce al ricamo dorato l’immagine di un sole radiante. Al centro della tela è il monogramma di Cristo, e altri motivi floreali suggeriscono che potrebbe essere di origine Rosacroce.
 

Figura 5. Utelle - stemma IHS Templare
 
Un collegamento ai Templari che protessero il viaggio del cofanetto lo troviamo a Utelle nel retroterra di Nizza. Nel centro storico su un architrave che porta il generico nome, la lastra del serpente, troviamo in un quadrato l’immagine del sole con 9 raggi all’interno il Monogramma YHS. Nel rettangolo a fianco formato da due quadrati, rapporto 2:1, un serpente con 6 piccole zampe, una squadra e un compasso, gli attrezzi dei Maestri d’Opera. Si presume che i Templari s’installarono nel borgo a metà del XIII secolo. I vecchi palazzi di Utelle portano ancora scolpito il sigillo dell’Ordine e una sorta di messaggi simbolici. Sopra la lastra vi é un anello che serviva ad attaccare il cavallo; il cavaliere era obbligato a leggerla! Tarade interpreta così il rebus: “Quando inizierai la tua opera pondera le tue capacità (il compasso aperto a 26° gradi). Lavora con rettitudine (la squadra). Non deviare dalla tua strada (il serpente rappresenta la stella Polare, asse fisso del cosmo). Tu raggiungerai la Luce (rappresentata dal Sole)”.
 

[1] H. Roerich Sui Crocevia d'Oriente, la Pietra.
[2] Lettere Helena Roerich II, 18 novembre 1935.
[3] Mosè de Leon (Guadalajara, 1250 – Arévalo, 1305) era un cabalista, che si afferma sia stato il redattore dello Zohar. Lo Zohar è stato scritto prima della distruzione del Tempio da parte dei Romani da Rabbi Shimon bar Yohai (Simeon ben Yohai), che a sua volta era discepolo del Rabbi Akiba. Si sa che questo venerabile cabalista impartì le sue più importanti dottrine solo a voce e a un numero molto limitato di amici e discepoli compreso il suo unico figlio Rabbi Eleazar. L’opera fu portata a termine dal figlio di Simeon e dal suo segretario, Rabbi Abba.
[4] Una disposizione canonica del III Concilio Laterano (1179), poco praticata, proibiva agli ebrei e ai cristiani di vivere insieme. E il IV Concilio Lateranense (1215) aveva stabilito che gli ebrei dovevano vivere in quartieri separati e portare un segno di riconoscimento, consistente per gli uomini in cappelli di foggia e colore particolare (giallo o rosso) o un disco di panno sul mantello, mentre le donne dovevano avere un velo giallo sul capo, come le prostitute. Nel 1242 Luigi IX, re di Francia, eseguendo la direttiva di papa Gregorio IX, fece sequestrare e bruciare tutti i Talmud: a Parigi furono pubblicamente arsi ventiquattro carri di manoscritti ebraici di grande valore.
[5] Ci fu un accordo fra i Templari e i Compagnons in base al quale, i primi s’impegnarono sia a proteggere i Compagnons e sia di mettere le loro competenze a disposizione, mentre i secondi s’impegnarono di mantenere segreti, tali insegnamenti sugli aspetti esoterici di costruzione. Senza la protezione dei Templari i Compagnons sarebbero stati costretti a mettersi sotto vassallaggio.
[6] Il Portale Nord è detto degli Iniziati.
[7] Gli Gnostici ne fecero il principale Eone, mentre Filone lo identificò con il Logos. In uno dei Manoscritti del Mar Morto di Qumran si definisce Melchisedech come una Entità Celeste.
[8] Opere da lei indicate come dettate dal Maestro Djwal Khul conosciuto come “Il Tibetano”.
[9] N. Roerich nell’1935, dipinse ciò che vide nel Deserto del Gobi, in Mongolia davanti a dei piccoli menhir: una scultura di pietra, che raffigura un Guardiano, con un Calice ornato da fuoco posto nella sua mano sinistra. N. Roerich ammise che a volte un calice era un simbolo di fuoco.
[10] Nella vetrata occidentale della cattedrale di Chartres, nella terza finestra, il crisma costituisce l’ultimo medaglione in basso a sinistra, dove l’adepto vetraio di Saint Denis, pone la sua firma.
LA MISTERIOSA DAMA DI ROTHENBURG
 
Nel 1933 N. Roerich dipinge “La Reggente del Mondo”, davanti alle montagne nevose una donna con una corona regge nelle mani il sacro cofanetto e il cerchio d’oro della sua corona brilla al sole. La figura di una donna, la sua acconciatura, ogni piega del mantello ha somiglianza assoluta la famosa scultura Margravia Uta del 1240-1250 nella cattedrale di Naumburg dedicata a Pietro e Paolo. Nella cultura tedesca Uta e fino ad oggi è un ideale di femminilità. Questa immagine, però, come tutte le opere Roerich sollevano molte domande. Perché nel suo dipinto ha messo in mano a Uta il sacro scrigno?  Le risposte le troviamo in Russia negli scritti provenienti dai gruppi locali dell’Agni Yoga che fanno riferimento ai diari e agli scritti di Helena Roerich.  
 

                                                                        
Figura 1. N. Roerich La Reggente del Mondo

Il nome della contessa di Rotenburg è noto dagli scritti di Helena Roerich. Nel XIII secolo fuggendo i pogrom in Spagna, un gruppo di cavalieri Cabalisti fuggì percorrendo un lungo tragitto sulle strade d’Europa fino in Germania, giungendo una notte al castello di Rotenburg. Il loro capo era Rabbi Moses de Leon da Valladolid (1250-1307), noto per il suo collegamento con la scienza segreta ebraica della Cabala. Mosè de Leon portò una pelle appartenuta a Salomone con incisioni cabaliste e la pietra posseduta da Salomone. La nobildonna Uta, dell’XI secolo, e la contessa di Rotenburg del XIII secolo il cui volto è stato prestato a Uta, sono secondo quanto si dice, incarnazioni precedenti di Helena Roerich. Nel XX secolo il cofanetto con la Pietra ritorna ai Roerich e precisamente alla “portatrice della Pietra”. Anche se Nicholas dipinge la moglie come la nobildonna Uta con il sacro cofanetto, e a destra del Maestro Morya del trittico “Fiat Rex” con il calice nella mano sinistra, non vi sono notizie che la Margravia abbia avuto in custodia la Pietra.
 
Secondo la leggenda, Uta von Ballenstedt è nata la del 1° gennaio dell’anno 1000. Uta, era la secondo genita di una famiglia nobile famiglia, suo padre Adalberto dell’antica dinastia Ascanio, nome che Virgilio pone nell’Eneide. Nei secoli XIII-XIV, i rappresentanti di uno dei più potenti e influenti signori feudali della Germania si chiamavano Ascanio. Uta fu data dal padre in sposa a Ekkehard II von Meissen. Per tuttaa la vita il margravio Ekkehard II partecipoò a guerre grandi e piccole, seguendo il suo imperatore. Era un uomo d’armi e un uomo di intelletto eccezionale. Gli sposi si stabilirono nel castello di Naumburg e da allora al sposa fu chiamata Margravia Uta von Naumburg. Uta si interessò alle erbe mediche e divenne famosa e acclamata come guaritrice generando così il sospetto da parte degli ecclesistici di essere una maga. La storia afferma che Uta sfuggì al rogo dopo aver affrontato un processo per stregoneria. Dagli scritti di Helena escono però altre informazioni. Uta fece la fine di Desdemona, morì decapitata in seguito a una congiura del conte di Tirolo suo cugino e nemico con poteri maggiori del re. I carnefici coprirono le sue traccedella congiura e l’esecuzione mentre il marito era lontano in guerra. La contessa Uta fu sepolta nella parte sotterranea della nuova Cattedrale romanica di Naumburg (Alle soglie di un nuovo Mondo, memorie di E.I.R. ).
 
Quando intorno al 1240 la costruzione della cattedrale di Naumburg si è finita, giunse un grande scultore del Medio Evo, chiamato semplicemente “Maestro di Naumburg”, incaricato di costruire il coro occidentale Cattedrale in stile gotico. Realizzando in esso dodici statue di eminenti personaggi tra cui il conte Ekkehard di Meissen e di sua moglie Uta. Non ci è stato trasmesso il nome del Maestro d’Opera di Naumburg, ma sappiamo che aspetto avesse. I critici hanno a lungo prestato attenzione al fatto che in tutte le cattedrali, dove ha lavorato, si è trovato scolpito, cioè sigillato nella pietra lo stesso volto maschile. Il Maestro incaricò un suo discepolo di creare la statua di Uta, consigliandolo nel frattempo di viaggiare e di fare allo stesso tempo esperienza. Il discepolo giunse al castello Rotenburg con l’incarico di realizzare lo stemma di famiglia.

Figura 2. Maestro d’Opera di Naumburg
 
Conrad Rudendorf, vedendo la meravigliosa opera del giovane scultore, colpito nel suo cuore, ne parlò alla moglie che volle vedere l’opera. Quando la donna entrò nella stanza, lo scultore fu sorpreso da quello che vide: davanti a lui c’era una giovane donna di rara bellezza, grandezza e grazia. Il suo corpo era avvolto in un mantello rosso con il bavero alzato. Tutto il suo aspetto attirò l’occhio dello scultore perché era qualcosa d’insolito, maestoso, orgoglioso, trascendente. Il discepolo del Maestro d’Opera torna ispirato a Naumburg, per accingersi alla creazione della statua regale di Uta.  

Figura 3. Cattedrale di Naumburg particolare Uta e Ekkehard II

I ROSACROCE E IL CONTE DI SAINT GERMAIN
 
I Rosacroce nascono probabilmente attorno al 1200. Taluni la fanno risalire a Raimondo IV conte di Tolosa (1042-1105), uno dei capi della prima Crociata. Esiste un legame intenso tra Rosacroce e Templari[1]. Difficile dire se si tratti di due organizzazioni totalmente distinte che poi hanno fuso il loro sapere nei secoli successivi oppure esistessero elementi comuni già nel 1200. Scrive L. Charpentier nel Mistero di Compostela: “Ora, quando comparvero i grandi Rosa-Croce operativi del gotico, costruirono gli ampi rosoni luminosi esattamente al posto de crisma[2], dal crisma al rosone, il camino è diretto”. Uno dei padri spirituali dei Rosacroce è Dante, membro eminente dei Fedeli D’amore. Michael Maier (1568-1622), medico e diffusore in Inghilterra della R+C., affermò che la Confraternita dei Rosacroce si costituì in Germania, per opera del leggendario Christian Rosenkreutz. Poco prima, nel 1614 i Rosacroce uscirono dall’anonimato pubblicando il loro manifesto «Fama Fraternitatis». Il gruppo aveva per sigillo un cerchio contenente una croce.
 
I Rosacroce erano i filosofi del Fuoco[3]. I Rosacroce del medioevo, Paracelso, il suo discepolo Robert Fludd, Thomas Vaughan (Eugenius Philalethes), Van Helmont, Ruggero Bacone e altri, erano tutti alchimisti che cercavano lo spirito nascosto in ogni materia inorganica. Paracelso visse alcuni anni in uno degli Ashram della Fortezza transhimalyana, facendo propria quella Grande Conoscenza che dovette codificare con dei simboli nei numerosi volumi della sua opera, giacché la persecuzione della chiesa nei confronti di questi luminari della scienza era molto accanita. Molti suoi scritti sono stati tradotti in inglese, tedesco e francese. Molti studiosi e medici estrapolano da questi scritti le proprie conoscenze, tuttavia come solitamente succede, ne tacciono la fonte.[4] Anche Christian Rosenkreuz, fondatore dell’Ordine dei Rosacroce, dopo il suo ritorno dall’Asia[5] fu costretto a introdurre l’insegnamento orientale in forma semi-cristiana, altrimenti i suoi discepoli sarebbero stati perseguitati dai fanatici e dai bigotti.[6]
 
Il Martinismo è una Società mistica Francese fondata dal Marchese di St. Martin[7], discepolo di Martinez Pasqualis[8]a sua volta discepolo di Swedenborg conosciuto a Londra che si racconta sia stato iniziato dai Rosacroce. Il Martinismo si costituì dapprima a Lione come una specie di Società massonica occulta. Un importante martinista, un Iniziato, secondo HP Blavatsky, fu Jean-Marie Ragon di Bettignies (1781, Bray-sur-Seine - 1862).
 
A chi fu consegnata affinché fosse conservata la Pietra e il cofanetto di Rothenburg, nel periodo che va dal XIII al XX secolo? Non ai Templari poiché il 13 ottobre del 1307 furono fatti arrestare da Filippo il Bello, re di Francia con l’accusa di eresia, cospirazione e atti blasfemi. Templari appartenenti ai gradi minori dell’Ordine, sfuggirono agli sgherri del re di Francia rifugiandosi in Portogallo e si dice anche in Scozia. Privi di un Gran Maestro riconosciuto i Cavalieri del Tempio non potevano perpetuare l’Ordine nel tempo. Il re di Francia nel colpire a morte i Templari intendeva impadronirsi delle loro ricchezze, il che non avvenne, il tesoro e la flotta di navi dei Templari scomparvero, da questo lato finanziario l’azione fu un completo fallimento. Con questa premessa si può supporre che tutto ciò che i segreti misterici dei templari non caddero nelle mani degli inquisitori e un gruppo ristretto di Iniziati entrò in clandestinità. Scomparso l’Ordine del Templari, i protettori del Graal, apparvero i Rosacroce che divennero i custodi del Tesoro del Mondo, la magnetica Pietra di Orione.
 
Un proverbio persiano dice: “Quanto più il cielo è scuro, tanto più fulgide brillano le stelle”. Così, nel buio firmamento dell’età medievale cominciarono ad apparire i misteriosi Fratelli della Rosacroce. Essi non formarono associazioni, non crearono collegi; perché, perseguitati da ogni parte come animali selvaggi, quando erano presi dalla chiesa cristiana, venivano senz’altro bruciati.[9]
 
Padre Sulpicio ebbe una visione, gli apparve una colonna bianca di nuvole, da cui scaturiva una Voce: “Conserva la Pietra nella teca che è stata portata da Rothenburg[10]. Su essa ci sono quattro quadrati e in ciascuno c’è la lettera M. La manifestazione sarà rivelata quando io decreterò la marcia dei Quattro verso Oriente! Niente intralcerà quel comando. Arrenditi all’ora predestinata. Io radunerò i guerrieri della Mia stella. Tutti quelli che sono destinati a riconoscere il tempo stabilito, si riuniranno. Attesto adesso che la Pietra è fatta come un cuore umano e dentro vi è conservato un cristallo splendente.”[11]
 
Si menzione un uomo di chiesa, un certo padre Sulpicio, cui è affidata la teca con la pietra portata da Rothemburg. Il periodo della consegna è dal XIII secolo in poi, non può essere Sulpicio Severo (360 circa – 420 circa), uno storico e saggista romano cristiano[12], e nemmeno l’omonimo vescovo di Bourges che morì nel 591 ed è santo della Chiesa Cattolica. Dopo questo periodo non si sa nulla della pietra e del cofanetto, fino al 1923 quando fu consegnata a Parigi ai coniugi Roerich. Forse è un riferimento indiretto al Seminario di Saint-Sulpice di Parigi. Il seminario fu fondato alla fine del regno di Luigi XIII nel 1637 dal parroco di Saint Sulpice, Padre Olier e si afferma che in seguito sia diventato un centro dei Rosacroce. L’area in cui si trova il seminario di Saint Sulpice, è citata più volte, come di sfuggita, da Alexandre Dumas nella trilogia dei “Tre moschettieri”. Eliphas Levi, abate e cabalista, ha completato la sua formazione ecclesiastica nel seminario di St. Sulpice.
 
Forse il riferimento era a un Padre Sulpicio che non stava in Francia, ma in Europa orientale. A quei tempi in Europa operava il Maestro Rackoczy, noto in seguito come il Conte di Saint Germain, un celebre alchimista, che apparve, scomparve, e riapparve nelle corti europee in un’epoca che si stava piegando su se stessa sotto il peso della propria ipocrisia al tempo di Luigi XV e di Napoleone Bonaparte. Si afferma che fosse figlio naturale della regina moglie di Carlo II di Spagna. Altra fonte narra che nacque nel 1696 a Siebenbürgen, dal principe ungherese Franz II Rakoczy di Transilvania. Tuttavia, testimoni del tempo lo descrivono già nel 1710 come un uomo maturo di circa quarantacinque anni. Voltaire ne fece un valido ritratto in una lettera a Frederick II di Prussia, dove lo definì un “un uomo che mai muore, e che sa tutto[13]. Parlava Inglese, Italiano, Francese Spagnolo, Portoghese, Tedesco, Russo, Svedese, Danese e molte lingue Slave e Orientali, con la stessa facilità di uno del posto. Era molto ricco, ma non ricevette mai soldi da nessuno. La sua abilità musicale era sorprendente; suonava qualsiasi strumento, ma il suo preferito era il violino. “St. Germain rivaleggiava con lo stesso Paganini” disse di lui nel 1835 un belga ottantenne, dopo aver ascoltato il “maestro Genovese”.
 
Eliphas Levi, l’abate Costant (il cui vero nome era Alphonse Louis Constant 1810-1875), ci fornisce alcune notizie biografiche sul Conte di Saint Germain nella sua Storia della Magia (1859): “Questo singolare personaggio era un teosofo misterioso che si faceva passare come possessore dei segreti della Grande Opera per la fabbricazione dei diamanti e delle pietre preziose; era d’altronde un uomo di mondo di gradevole conversazione e di gran distinzione di modi … Si parlava però d’evocazioni sospette e d’apparizioni strane; egli si vantava di possedere il segreto della gioventù eterna Parlava poco di tutto quanto si riferiva alle scienze occulte, e quando gli si domandava l’iniziazione, pretendeva di non sapere niente; sceglieva egli stesso i discepoli, e domandava loro subito un’obbedienza passiva, poi parlava loro di una regalità alla quale erano chiamati, quella cioè di Melchisedecco (Melchisedech) e di Salomone, la regalità degli iniziati che è ancora un sacerdozio …” Eliphas Levi parlando di St. Germain allude all’Ermetismo operativo, all’Alchimia, ai ritualismi e al simbolismo massonico dei Rosa+Croce. Seguendo altre fonti documentali riservate apprendiamo che Saint Germain nacque a Lentemeritz, in Boemia, alla fine del XVII secolo. A quanto pare era figlio naturale o adottivo di un Rosa+Croce che si faceva chiamare Comes Cabalicus (il compagno cabalista), il quale fu messo in ridicolo con l’appellativo di Conte di Gabalis, nomignolo coniato per lui dall’abate di Villars. St. Germain non parlava mai di suo padre e come narrava egli stesso, all’età di sette anni era proscritto (esiliato) e costretto a vagare con sua madre nelle foreste. Nella realtà, la madre cui si riferiva simboleggiava metaforicamente la Scienza sacra e iniziatica degli Adepti. Anche l’allusione alla sua età, sette anni - numero sacrale e segreto legato all’immissione nel Tempio dei Misteri occulta il numero di anni che occorre all’ermetista per essere avanzato al grado di Maestro. I boschi e le foreste come per gli antichi Druidi alludono ai luoghi delegati all’iniziazione naturale e occultata.
 
La rivoluzione francese è alle porte e dai diari della contessa d’Ademar dama di corte di Maria Antonietta si viene a sapere dell’avvertimento che il Conte le aveva fatto riguardo alle sciagure future. Il rammarico della regina è di non avergli creduto. L’archivio di Francia contiene prove evidenti che uomini di stato inglesi, olandesi, e prussiani del suo tempo, consideravano il Conte di Saint Germain come un’autorità in molti campi. Helena Roerich in una delle sue lettere il 25 marzo 1935, specifica gli scopi della missione di Saint Germain.
 
La pubblicazione del diario della Contessa d’Ademar, una dama di corte della sfortunata Maria Antonietta, rivelò che la Regina ricevette molti avvertimenti, trasmessi sia per lettera sia con incontri personali organizzati dalla stessa contessa. I messaggi mettevano sempre in evidenza che la nazione, la famiglia reale e molti altri amici erano in pericolo. Tutti questi avvertimenti provenivano dal Conte di Saint-Germain, un inviato della Fratellanza himalayana. Ma ogni suo monito e consiglio benefico furono ritenuti fraudolenti e offensivi[14]. Saint-Germain fu perseguitato, e più di una volta rischiò di finire imprigionato nella Bastiglia. Possiamo anche ricordare Napoleone, quando nei primi anni di gloria amava parlare della sua Stella Guida. Ben presto la sua mente si offuscò per via del troppo successo, e nel suo orgoglio non accettò appieno il Consiglio e invase la Russia, violando così una condizione primaria. Il collasso del suo esercito e la sua triste fine sono anch’essi ben noti.
 
La leggenda vuole che la pietra Chintamani (Cintamani) divenisse proprietà di re Salomone, del primo imperatore della Cina, Dinastia Qin, di Alessandro il Grande, e di Akbar il Grande. La corona di ferro Longobarda avrebbe avuto un frammento della Pietra. Il nome del meteorite caduto dal cielo in Oriente è Chintamani, pertanto anche i suoi frammenti che viaggiano per il mondo sono chiamati Chintamani. Vi sono più Pietre in quanto, in un brano, la Pietra è descritta avente la forma di cuore umano; in un altro è descritta come avere forma di un frutto piatto, oblungo; in un altro ancora si dice che il frammento sia della lunghezza di un dito mignolo di aspetto di un brillante grigio. Ogni descrizione è leggermente diversa, ma può essere ragionevole concludere dal contesto in cui sono detto che Helena stava descrivendo oggetti diversi.
 
Dopo due secoli e mezzo la Pietra appartenuta a Salomone e inviata a Rothenburg fu consegnata a Napoleone, nella speranza che le sue capacità servissero per dar luogo a un processo di rinnovamento del pensiero dei popoli d’Europa. Helena Roerich scrive che la Pietra fu portata a Marsiglia da una persona sconosciuta e la diede a Giuseppina Bonaparte e che Saint Germain affiancò Napoleone. In un momento terribile della Rivoluzione francese, tra il 1793 e il 1795, un giovane generale a Marsiglia, incontrò un misterioso straniero che cambiò la sua esistenza. Napoleone e Giuseppina formavano un’unità, la Pietra, il Graal è portata da una donna. Anche Alessandro il Grande quando aveva ricevuto la pietra aveva accanto una donna, la sua amata Melissa. Nicholas Roerich ha sempre accanto a sé Elena Roerich, sempre raffigurata come portatrice del cofanetto con la Pietra. Nel Parzifal di Wolfram von Eschenbach, leggiamo che: “I cavalieri godevano colà di una festa speciale ogni 14 marzo. Nel corso della Cerimonia del Sole, una giovane portava il Graal su un cuscino verde.
 
Il Conte di St Germain[15] fu visto accanto a Napoleone in Africa. Perché il giovane Napoleone organizzò una campagna militare tanto imponente per un obiettivo così insignificante? Perché portarsi al seguito una nutrita schiera di 500 scienziati, tra ingegneri, architetti, letterati, matematici, astronomi e archeologi? Napoleone, dopo aver conquistato l’Egitto, Napoleone arriva a Giza verso le 16.30 del 12 agosto 1799, momento in cui vede il disco solare scendere a poco a poco verso l’occidente in direzione del deserto dietro la piramide di Micerino. Due ore dopo, alle 18.00, Napoleone, Kléber e Buqtur entrano nella Grande Piramide. Napoleone decide di passare una notte da solo all’interno della Camera del Re, nella Grande Piramide di Cheope[16]. La mattina seguente ne esce molto scosso. Sembra non abbia poi, più parlato di quell’esperienza.
 
 
Figura 1. Giza - Napoleone nella Camera del Re

Napoleone preso dall’oscuro demone del potere e dell’ambizione, ruppe il patto fatto con Saint Germain, di non attaccare l’Asia e la Russia, ruppe il rapporto di unità con Giuseppina divorziando[17]. Come conseguenza il Conte di Saint Germain lo abbandonò, gli levò ogni appoggio, e gli tolse la Pietra che fu riaffidata con ogni probabilità ai Rosacroce. Al culmine del potere, Bonaparte spesso ripeteva che Giuseppina gli diede un potente talismano che gli ha portato fortuna. Due grandi generali che ebbero la Pietra fallirono il loro compito: Alessandro Magno e Napoleone Bonaparte. La Pietra lasciò Napoleone Bonaparte per rimanere dormiente fino al XX secolo.
 

[1] Il pellicano è un noto simbolo adottato sia dai Templari che dall’Ordine dei Rosa+Croce.
[2] Crisma, il monogramma XP o IS indicante Cristo.
[3] Il Fuoco, nell’opinione dei Rosacroce, i quali non erano altro che i successori dei teurghi, era la sorgente non solo degli atomi materiali ma anche delle forze che danno loro energia.
[4] Helena Roerich Lettere 30 marzo 1936.
[5] In Asia Rosenkreuz apprese la Dottrina Segreta custodita dalla Fratellanza.
[6] Helena Roerich, Lettere, 21 maggio 1935.
[7] Louis Claude de St. Martin, nato nel 1734 ardente Teosofo e discepolo di Jacob Boheme. Tentò di riportare la Massoneria al suo carattere primitivo di Occultismo e Teurgia, ma non riuscì nell’impresa.
[8] Martinez Pasqualis nato verso il 1700 nel Portogallo. Viaggiò a lungo acquisendo conoscenza dappertutto, in Oriente, Turchia, Palestina, Arabia ed Asia Centrale. Fu un grande Cabalista, fondò l'Ordine degli Eletti Cohen e le Scuole e le Logge mistiche Martiniste.
[9] H.P. Blavatsky Iside Svelata, I.
[10] Rothenburg ob der Tauber, è una città della  Germania che ancora oggi conserva l’impronta medioevale.
[11] Helena Roerich nel capitolo riguardante la Pietra del libro “I Crocevia d’Oriente”.
[12] Come si afferma sui siti russi dell’Agni Yoga che trattano quest’argomento.
[13] Si presumeva che la dieta prevalentemente vegetariana di Saint Germain e il suo consumo regolare di una tisana contenente baccelli senna gli avevano permesso di vivere ad un’età innaturale. Non è mai stato visto mangiare in pubblico.
[14] Nel 1820, come riferì la Contessa d’Ademar, comparve per l’ultima volta in pubblico.
[15] Il Conte operava per conto della mistica Fratellanza Bianca.
[16] Allo stesso modo, mutatis mutandis, Alessandro il Grande e Giulio Cesare vollero rimanere all'interno della stessa camera misteriosa perché entrambi sapevano delle proprietà magnetiche e misteriche del luogo di iniziazione faraonica.
[17] Sorridendo dolcemente alla sua Josephine, Napoleone ordinò ai suoi ministri a cercare una sposa tra le case reali d’Europa e ha optato per la principessa Maria Luisa della casa reale d’Asburgo.
LA CONSEGNA DELLA PIETRA AI ROERICH
 
Lo scopo segreto della prima missione dei Roerich in Asia Centrale era: “Giungere alle Porte di Shamballa per restituire la pietra Chintamani, un frammento di un meteorite appartenuto a Re Salomone”.
 
Il tempo verrà; le date saranno adempiute. È stata scelta la via predestinata di quando la Pietra arriverà da sola da Occidente. Noi attendiamo, e affermiamo di sapere il corso della Pietra. Affermiamo di conoscere chi sono i predestinati a portare la Pietra, che vanno verso casa. La nave[1] è pronta[2].
 
La consegna della Pietra avvenne quando i Roerich si trovavano a Parigi sul tragitto per l’India.
 
La mattina del 6 ottobre 1923, qualcuno bussò alla porta della loro camera dei coniugi Roerich al Byron Hotel. George Roerich aprì la porta. Il visitatore si presentò come un impiegato dalla Bankers Trust Parigi. L’impiegato rapidamente consegnò a Yuri un pacco misterioso e subito partì.
 
Questa Pietra, dono di Orione, fu inviata a Parigi ai Roerich nel 1923 da un mittente sconosciuto. La pietra custodita in una cassa di pino fu presa in custodia in custodia dai Roerich al Lord Byron Hotel a Parigi il 6 ottobre 1923, fu consegnata dall’impiegato del Bankers Trust di Parigi, il quale l’aveva ricevuta da un intermediario che si dice fosse un membro di una società segreta francese senza nome[3]. Daniel Entin, c’informa, la società segreta francese era in un primo momento riluttante a rinunciare alla Pietra perché i Roerich erano a loro sconosciuti, e l’ordine di consegnare la pietra proveniva da un’altra fonte anonima cui non potevano disubbidire[4]. L’informazione fu data a Daniel Entin da un membro che affermava di essere il suo unico affiliato americano. La società segreta era Martinista o Rosacruciana. Nicholas Roerich quando dimorava in Russia era anch’egli affiliato a una Società Martinista o Rosacruciana.

 
Figura 1. La cassa inviata a Parigi da MM
 
Scrive N.K. Roerich“ (Altai - Himalaya ”, Stella dell’Est p. 46). Le stelle si stanno illuminando presto. A est, il triplo luminare di Orione si accende in modo indescrivibile. Per tutti gli insegnamenti, questa sorprendente costellazione è presente ... Orione attira incessantemente l’attenzione umana … La costellazione di Orione include i segni dei Tre Magi. Negli antichi insegnamenti, l’importanza di Orione era uguale a quella di Atlante, che sorreggeva il peso del mondo. In questo scritto Roerich ci dice che negli anni successivi al 1920, gli astronomi hanno registrato la comparsa di raggi rosa nella costellazione di Orione. I raggi di questa costellazione risvegliarono o attivarono ulteriormente le proprietà magnetiche della Pietra.
 
Da fotografie messe a disposizione dal Museo Roerich, sappiamo che il cofanetto è stato consegnato imballato in modo sicuro in una cassa di pino. Sul coperchio sono scritti i nomi dei destinatari – “Signore e Signora N. Roerich” – e l’indirizzo dei banchieri Fiducia a Parigi - 5 Rue Vendome - e in basso la scritta da parte di MM. Le lettere si riferiscono senza dubbio al Maestro Morya.
 
Quando Helena, George e Nicholas aprirono il pacchetto, vi trovarono all'interno un piccolo cofanetto decorato con sagome di un uomo, di una donna, e di un martin pescatore, con quattro lettere gotiche “M” incise sui bordi. All’interno vi era un aerolite di pietra lucida verde scuro.
 
La Pietra meteorica è immortalata in una fotografia scattata nel 1923, che è stata messa a disposizione dagli archivi del Museo Roerich di New York. La fotografia è stata fatta a Parigi quando i coniugi Roerich hanno ricevuto il talismano. La fotografia seguente è stata ricolorata rispetto quella originale.
 
       
 
Figura 2. Parigi 1923 - La Pietra delle stelle
 
Ciò che è rivelato dalla fotografia che la Pietra è un pezzo di meteorite. L’immagine raffigura un oggetto minerale palmare il cui aspetto è sostanzialmente in linea con le descrizioni fornite da Helena Roerich nella sua leggenda della Pietra.
 
Insolitamente per un frammento meteoritico, si vede dalla foto che il talismano ha una simmetria assiale con un perimetro di base nettamente definito il cui profilo può assomigliare alla forma di una foglia o petalo, la parte superiore s’inclina di un angolo compreso tra circa sessanta a settanta gradi e sale a una forma gobba. La prima impressione suggerisce ai maliziosi che la pietra potrebbe essere stata lavorata per avvicinarsi a una forma preconcetta; tuttavia il frammento potrebbe essersi staccato da una pietra madre più grande, in seguito alla disintegrazione parziale della pietra principale impattando con l’atmosfera terrestre. In questo caso, se fosse un meteorite ferroso, ci si aspetterebbe che la parte inferiore appiattita, non visibile nella fotografia, mostrerebbe una riduzione di volume pronunciata, o perdita di materiale dovuta alla fusione, lasciando un bordo frastagliato come quello inferiore che appare in figura. Tale pietra realizzata esclusivamente mediante processi naturali, presentante un notevole grado di simmetria, è una rarità e certamente può essere annoverata come un talismano.
 
Sulla superficie della pietra è visibile una forma circolare di colorazione notevolmente più scura. Questo incavo circolare suggerisce che potrebbe essere il risultato di una rimozione di una parte della pietra.
 
Che fine ha fatto l’anello di Salomone? Sappiamo che la Pietra fu inviata ai Roerich da MM, cioè per ordine del Maestro Morya, la fonte cui i membri della società segreta esoterica non potevano dire di no. Ci è detto che il Maestro Morya in una delle precedenti incarnazioni era Salomone. Il Tempio dove fu riposta l’Arca dell’Alleanza fu fatto costruire da Salomone sul Monte Moriah, dove oggi sorge la Cupola della Roccia. Nel libro scritto nel 1924 “Foglie del giardino di Morya - Appello”, il primo volume della serie di testi dell’insegnamento dell’Agni (Fuoco) Yoga è scritto:
 
113 - … A voi cominciare, e il Maestro vi manderà il Suo Scudo. Prevedo un buon successo all’esecuzione del Mio comando. E con il sigillo di Salomone attesto - ho dato, do e sempre darò.
114 - Vi esorto a vigilare. Combinate forza e comprensione. Il Mio Anello sigilla la felicità di chi diffonde il Mio Insegnamento.
353 - Salomone cercava il potere della Bellezza, quando, tramite Sulamith[5] gli furono rivelati i simboli della Verità sovramundana, ma egli rimase a regnare e portò a termine il Suo sacrificio.
 
È scritto chiaramente che l’anello di Salomone è rimasto nelle mani del suo proprietario Salomone-Morya, custodito segretamente da discepoli d’incarnazione in incarnazione.
 
[1] Nave, Navis, Arca, è il cofanetto contenente la Pietra.
[2] Crocevia d’oriente, La leggenda della Pietra.
[3] Da un’informazione di Daniel Entin, direttore del Museo Roerich, di NY.
[4] Helena Roerich in una delle sue lettere dall’India afferma che nessun Maestro risiedé in Occidente dopo il 1920, per l’avvicinarsi dell’Armagheddon, i semi di ciò che diventerà il Nazismo cominciavano invisibili a germogliare.
[5] Shulamith, per gli storici era una giovane amata da Salomone e uccisa in una congiura. Shulamith è la versione femminile (Sophia) del nome di Salomone, l’anima. La giovane era il simbolo di sovraumana verità. Il Cantico dei Cantici è costruito in forma di dialogo tra due cuori innamorati e rivela il significato di questa potente forza creativa.
IL SACRO SCRIGNO UN LIBRO MISTERICO
 
Esistono alcune recenti fotografie straordinariamente chiare del davanti e del retro del cofanetto: la parte posteriore rispetto al resto risulta ben conservata. La parte anteriore presenta ancora un perno metallico, l’altro è rotto. I due perni erano due impugnature che servivano a sollevare lo scrigno senza toccarlo; tutto ciò ricorda quanto avveniva per l’Arca dell’Alleanza che non poteva essere toccata.
 

Figura 1. Cofanetto vista anteriore
 
Le note inedite del libro Foglie del Giardino di Moria contengono informazioni molto interessanti, riguardanti la storia del Cofanetto Arca che conteneva la Pietra. Quando fu forgiata l'opportunità di ricevere il Tesoro, l’Arca fu creata in Germania. Per lo scrigno fu utilizzata una pergamena con un’antica immagine di segni magici; per ordine di Voci e incantesimi - sono scritte quattro lettere che hanno un senso, solo ora comprese. Ma è giusto restituire l’Arca all’amante, quando il cammino va verso la salvezza dell’umanità. Parte della pelle apparteneva a Salomone e poteva lanciare un incantesimo malvagio. ... La parte K. (Pietra - P. B.) è con noi; quando K. si unisce, il frammento portato completerà la vittoria. Ottieni la parte in giro per il mondo.
 
La frase criptica sulla necessità di “restituire l’Arca contenente la Pietra all’amante” è legata alla conoscenza degli Insegnanti delle incarnazioni passate dei Roerich: Helena Roerich in una delle sue vite passate era la moglie di un signore feudale tedesco di Rothenburg, che aveva protetto il cabalista Mosè de Leon dalla persecuzione, e ricevuto la pelle appartenente a Salomone con la Pietra.
 
In una lettera a N. Roerich del 2 settembre 1923 da Parigi a Shibaev, è scritto: “Ora ci viene data la leggenda della Pietra”. Pertanto, la Leggenda, che contiene dettagli sulla storia dell’apparizione della Pietra sulla Terra, fu ricevuta dai Roerich poco prima della Pietra stessa. Successivamente, è entrata nel libro di Helena Roerich “Crittogrammi d'Oriente”, dove E.I. scrive con lo pseudonimo di J. Saint-Hilaire.
 
Ci sono ragioni per credere che Sina Lichtmann o Sina Fosdick[1] abbia fatto parte una di una piccola cerchia di persone che abbiano appreso sui segreti della pietra di più di quanto, è stato scritto da H. Roerich. Daniel Entin, che le successe come direttore del Museo e centro di Agni Yoga di N.Y. nel 1983, ha azzardato il parere che senza dubbio oggi esistano persone che abbiano tutte le informazioni, ma si affretta a precisare che egli non è uno di loro. Nel suo diario Fosdik scrive: “Recentemente ho visto lo scrigno con cui la pietra è giunta. Ho notato qualcosa d’interessante che non ho mai visto prima. Esso contiene immagini di uomini e donne in ginocchio. La donna tiene nelle sue mani la pietra. Sono circondati da triangoli con tre punti, che appaiono anche sui loro vestiti. È circa lo stesso schema che ho trovato in un antico manoscritto di alchimia” (Lettere S. Reriha, Vol.1, p.143). In questa descrizione delle immagini sullo scrigno è da evidenziare la donna con la pietra e i raggi scintillanti, la presenza di triangoli con tre punti all’interno, perché è tali segni sono utilizzati dal Maestro M. nelle firme delle lettere incluse nella raccolta “Lettere dei Mahatma .”
 
Ben visibili sul lato posteriore quattro pannelli quadrati e in ciascuno c’è la lettera “M”, scritta in caratteri gotici e ripetuta in colori alternati all’antica maniera tedesca. In realtà abbiamo due coppie di colori caldi e freddi per ricordare la dualità. La lettera “M” nasce dall’immagine della successione delle onde del mare che disegnano un grafico a forma di sinusoide, o di serpente. Fissata la lettera “M”, nasce il monosillabo “Ma”, la radice usata per moltissime parole Maya, Mandala, Manas, Miryam, poi Myrrha, Mariam, Maria, la Madre. La lettera M oltre che al Maestro Morya è riferita anche al Signore di Maitreya.
 
Le quattro lettere “M” scritte in caratteri gotici sono anche un riferimento ai Templari e alle cattedrali gotiche dedicate a Notre-Dame, il riferimento è dunque alla Madre del Mondo.
 
       
 
Figura 2. Cofanetto vista posteriore
La lettera gotica è presente nelle cattedrali gotiche,   perché disegna la bifora, una finestra con due aperture, divise da una colonnina o da un pilastrino su cui poggiano due archi, a tutto sesto o acuti. Le bifore gotiche appaiono come delle lance. Il significato della bifora è la dualità, espressa nelle cattedrali gotiche dalle Due Torri poste all’ingresso principale a Occidente, dai Due Cavalieri Templari su un unico cavallo.
 
Le quattro lettere “M” sono interpretate dai gruppi Agni Yoga russi come un riferimento riguardante la Pietra del libro “I Crocevia d’Oriente” e alla marcia dei Quattro verso Oriente dei quattro membri della famiglia Roerich.
 
“Conserva la Pietra nella teca che è stata portata da Rothenburg. Su essa ci sono quattro quadrati e in ciascuno c’è la lettera M. La manifestazione sarà rivelata quando io decreterò la marcia dei quattro verso Oriente! Niente intralcerà quel comando[2].
 
La Pietra fu portata in Oriente solo da tre membri della famiglia, e solo due di essi, Helena e Nicholas erano intimamente legati alla pietra. Le quattro si riferiscono a qualcos’altro.
 
Osservando le fotografie del cofanetto si vede sul coperchio lato posteriore una donna, e su quello anteriore un uomo, si riescono a vedere intorno a ciascuna figura Quattro triangoli rossi con i Tre Punti bianchi all’interno. I tre punti sono gli stessi cerchi che appaiono sulla Bandiera della Pace[3] di Roerich, tre sfere rosse disposte a triangolo equilatero racchiuse in un cerchio su campo bianco. La croce rossa sul mantello bianco era la veste dell’Ordine Templare. Occorre ricordare che il cofanetto e le decorazioni sono del XIII secolo e che il simbolismo misterico è occidentale cabalistico e pitagorico.
 
La parte anteriore del cofanetto riporta dei disegni, probabilmente in numero di Quattro, di uccelli, i martin pescatori (il Cristo disse ai suoi discepoli che dovevano diventare pescatori d’uomini), ciascuno circondato da cinque raggi terminanti con cerchi, quasi fossero degli spilloni. Il cinque è il numero dell’Uomo, il microcosmo.
 
Il numero Quattro domina il Mistero dei segni e simboli sullo scrigno, e rappresenta la chiave misterica per la sua interpretazione[4]. Lo scrigno è diviso in quattro parti da tre strisce di metallo. Le strisce metalliche sono fissate sul cofanetto con borchie fatte con fiori a 6 petali. Il numero delle borchie fatte a fiore non casuale è di: 3+3+3=9 sul coperchio, 4 sulle due pareti laterali, 4 davanti, in totale 17 fiori. I Pitagorici chiamavano il numero 17 “ostacolo”, cioè il Guardiano di Soglia, Diciassette è la Tetractis dei numeri primi 1p+2p+3p+4p=2+3+5+7=17. Il diciassette è il 7° numero primo. Il numero Sette era per i Pitagorici sacro a Minerva (Atena), la Sapienza Misterica.
 
Il diciassette nel cofanetto è formato da 17 = 9 + 8. Nove è il numero della perfezione spirituale e si trova in alto sul coperchio dello scrigno. Il numero 8 tanto il caro ai Templari è 4+4, ed è quindi un numero che rivela l’interesse per la materia, ma all’interno di un equilibrio tra l’ordine terrestre e quello e quello celeste. Abbiamo due gruppi di quattro borchie. Due volte quattro, la coppia di uomo e donna sui due lati del coperchio, le quattro M e i quattro martin pescatori, ci indica che per maneggiare lo scrigno e il contenuto occorre aver equilibrato la dualità, altrimenti saremo distrutti dal Guardiano di Soglia.
 
Le superfici laterali dello scrigno escluso il coperchio sono ugualmente divise in 12 riquadri: quattro sul lato maggiore, due sul lato minore, il rapporto è 2:1, come quello del pavimento della Camera del Re nella Grande Piramide. Lo scrigno è diviso in quattro parti da tre strisce di metallo che generano il numero dodici[5]. Ogni striscia composta di 12+12 piccoli cerchi o punti, per un totale di 12x6=72. Settantadue è il numero dei congiurati che uccisero Osiride, la Luce. Nel giorno dello Yom Kippur (giorno dell’espiazione), l’unico giorno dell’anno in cui ogni figlio d’Israele, indossando una veste bianca, poteva trovarsi “faccia a faccia” con Dio e vivere. Ciò avveniva proprio quando il Sommo Sacerdote entrava nel Santo dei Santi, dove c’era l’Arca del Patto (almeno fino a quando non è scomparsa). Il Sommo Sacerdote ebraico indossava una veste azzurra nel cui orlo inferiore erano cuciti 72 campanellini d’oro, alternati a 72 piccole melagrane.
 
Settantadue è il numero dei nomi cabalistici della divinità, cioè il valore numerico triangolare[6] del Tetragramma ebraico         HVHI, che è la maschera posta sul nome ineffabile, pertanto il nome essoterico per le masse, della divinità celata. La vera pronuncia del nome è sconosciuta. La scrittura ebraica come quella sanscrita si legge da destra verso sinistra Iod(10) Hè(5) Vau(6) Hè(5):
         Iod                               10               10
Iod – Hè                         10 + 5           15
  Iod – Hè - Vau                10 + 5 + 6          21
Iod – Hè – Vau - Hè          10 + 5 + 6 + 5     26

Valore Totale delle 10 lettere                        72
       
In un dipinto del 1928 Svetoslav Roerich ha rappresentato, il cofanetto avvolto dal drappo dorato con il sole e il monogramma, tenuto in mano da suo padre Nicolas. Dello scrigno si vede solo un lato scoperto, un riquadro al cui interno un martin pescatore. Probabilmente nel cofanetto (dalle foto non si vede), i martin pescatori sono due per lato, altri quattro, sommati a quelli sul frontale fanno otto.

 
Figura 3. S. Roerich ritratto di Nicolas Roerich che regge il sacro scrigno                                 
 
In alto a destra è dipinto il motivo dei tre cerchi all’interno di tre triangoli, il triangolo esterno è formato da tre lati di 10 trattini, ma poiché due sono in comune, si hanno in totale 28 trattini, i due interni sono a tratto continuo. Il 28 rappresenta il numero delle dimore della luna, il ciclo lunare, la gestazione si compie in 280 giorni.
 
In alto a sinistra i tre cerchi disposti ad albero o a foglia con 2x4=8 come base e 9 in tre gruppi in alto, in totale 8+9=17 punti. Il numero dei fiori a borchia sul cofanetto  2x4+9=17, che coincide col numero principale delle stelle della costellazione di Orione.
 
Il Sacro scrigno con le sue decorazioni e con i suoi numeri è un libro misterico redatto da sapienti conoscitori della Cabala e dell’Insegnamento Pitagorico. Sul cofanetto abbiamo i numeri principali 3 e 4 che rappresentano rispettivamente la Trinità, e il Tetragramma; i numeri composti: il numero 28, il settimo numero triangolare, il numero 17, il settimo numero primo, e il numero 72, i nomi cabalistici dello Zohar di Dio!
 
In basso a sinistra si vede il martin pescatore, un uccello in grado di lanciarsi come il falco in grande velocità senza alcun punto di appoggio da cui lanciarsi. Il martin pescatore nel mito greco era una donna trasformata in uccello; Ovidio nelle sue Metamorfosi trasforma Alcione, la figlia di Eolo (elemento Aria), in un martin pescatore. Cinque raggi sono associati al martin pescatore. Il numero 5 è associato alla lettera ebraica Hé ed è un numero femminile, si riferisce a Heva. Cinque è il numero dell’Uomo due volte cinque è il numero dell’Androgino. L’uomo e la donna raffigurati sul cofanetto sono il Re e la Regina che nel racconto del Graal devono divenire Uno.
 
Lo scrigno non ha l’usuale forma a cassetta, la sua forma parla e descrive il mistero. Il cofanetto è un’Arca, come appare nella miniatura riportata a fianco. Dieci sono le lettere triangolari del Tetragramma, dieci è il numero dell’Uomo Celeste, dieci sono i riquadri del coperchio dello scrigno. Il valore di Iod è 10. Il valore di Hè è 5 lo ritroviamo nei raggi attorno al martin pescatore nelle superfici che compongono il contenitore (la matrice)  escluso il coperchio.
Figura 4. Miniatura medioevale Arca dell’Alleanza
 

[1] Sina Lichtmann cambiò il nome in Sina Fosdick dopo il suo matrimonio.
[2] Sui Crocevia d’Oriente – La leggenda della Pietra.
[3] Roerich dipinse nell’1.932  “Oriflamma”, una Madonna con il drappo della Bandiera della Pace tra le mani.
[4] Sul significato misterico dei disegni e del numero Quattro nulla, a parte il riferimento ai quattro Roerich, è scritto sui siti Web russi più attivi dell’Agni Yoga, sembra che gli autori degli scritti riportati sul Web, siano a digiuno di conoscenze Pitagoriche e che non abbiano letto la Dottrina Segreta di H.P. Blavatsky, tanto lodata da Helena R.
[5] Per i Pitagorici, la generazione dei numeri avviene per moltiplicazione; e ancora oggi le parole moltiplicazione, fattore, prodotto conservano il duplice significato; ogni prodotto consta di una coppia (copula) di fattori.
[6] Kircher Oedipus Aegyptiacus Vol II, pag 267.
IL DOPPIO AVVISTAMENTO SPAZIALE

La Pietra esule, fu portata segretamente dai coniugi Roerich durante la prima spedizione in Asia Centrale. La spedizione partì nel 1924 a Darjeeling in Sikkim, un piccolo regno che si trovava vicino all’India Britannica, per poi trasferirsi nel principato indiano del Kashmir. Dal Kashmir i Roerich si recarono in Ladak, e poi attraverso il Karakorum si misero in cammino verso il Xinjiang cinese. Lì passarono il confine con l’Asia Orientale Sovietica e la spedizione giunse a Mosca. Da Mosca partirono per la Siberia, l’Altai e attraverso la Buriatia entrarono in Mongolia e poi in Tibet. Dal Tibet, attraverso l’inesplorato Himalaya raggiunsero nuovamente il Sikkim. Da lì ritornarono nel 1920 a Darjeeling.
Un evento misterioso accadde nell’estate del 1927. N. Roerich aveva allestito il campo con il figlio, il dottor George Roerich, e con diverse guide mongole nella valle del Shara-gol vicino alle montagne Humboldt, tra la Mongolia e il Tibet ed aveva costruito uno stupa bianco (santuario), dedicato a Shambhala e consacrato con una cerimonia alla presenza di un certo numero di invitati lama. Due giorni dopo la cerimonia vide volare in alto nel cielo senza nuvole sopra di loro un grande uccello nero e dietro l’uccello nero, era chiaramente visibile qualcosa di grande e brillante che rifletteva il sole, come un enorme ovale che si muoveva a grande velocità dai monti Altai.
Una grande aquila nera si precipita sul campo. Ma cosa c’è in alto sopra di essa? Qualcosa che brilla si muove da nord a sud. Il binocolo è nelle mie mani. È qualcosa di grosso, di forma ovale. Un lato brilla al sole. Poi cambia direzione e scompare verso sud-ovest, dietro Ulan-Daban il passaggio rosso della catena di Humboldt. Tutta la carovana parla con entusiasmo del fenomeno. È un pallone? Questa non è una visione ingannevole, perché attraverso alcuni binocoli non si possono osservare visioni. Sussurro del lama: Ottimo segno. Ottimo segno. Siamo sorvegliati, lo stesso Rigden Japo”. (N.K. Roerich. Potenza della luce. LUCE DEL DESERTO).
“Qualcosa di molto meraviglioso! Alle dieci e mezza del mattino un apparato sferico bianco brillante e scintillante sorvolò il campo sotto un cielo blu chiaro. Sette dal campo osservarono questo insolito fenomeno. La direzione era da nord-est a sud. Energia A. Fratello D. K. Fantastico” (N.K. Roerich. Altai-Himalaya. Capitolo XI, MONGOLIA (1926-1927)).
Il Colonnello N.V. Kardashevsky scrive: “Oggi (5-08-1927) si è verificato uno strano fenomeno nel campo. Siamo con Yu.N. (George Roerich) ... Improvvisamente le grida: Aquila! Dov’è l’aquila? L’aquila nera sopra il campo! - Le voci echeggiano. Guardai in direzione delle mie teste sollevate e non vidi un’aquila, ma un’enorme palla bianco-giallastra e scintillante al sole. Che tipo di aquila è questa? Questa è una palla, dissi a N.K.R. che si precipitò nella tenda per il binocolo. Chiaramente sopra di noi ad un’altezza di circa mezzo chilometro si muoveva una palla... La palla viaggia in linea retta da est a ovest e, poi girando improvvisamente ad angolo retto verso sud, si nasconde, diventando sempre più piccola, dietro la catena montuosa vicina di là dalle montagne di Humboldt ... Solo dopo abbiamo compreso cosa c’era in realtà, questo è un fenomeno meraviglioso”.
Uno dei lama disse che il favoloso Globo dorato era segno di Shambhala, e che significava che i Signori di quel Regno erano in missione di esplorazione. Più tardi, a Roerich fu chiesto da un altro lama, se sentiva un profumo nell’aria. Quando Roerich confermò di averlo sentito, il lama gli disse che egli era protetto dal re di Shambhala, Rigden Jye-Po, protetto da una “forma radiante di materia”, mentre l’aquila o l’avvoltoio nero era il suo nemico. Il globo luminoso era “un aeromobile o veicolo spaziale di Shambhala”. Il lama riferì a Roerich che chi avrebbe visto la sfera luminosa, avrebbe dovuto seguire la direzione in cui era volata, perché in quella direzione si trovava Shambhala. Gli abitanti del Tibet e dell'India sanno da tempo dell’esistenza di tali dispositivi, chiamandoli “segni di Shambhala”.
L’avvistamento dei due oggetti volanti (aeronavi) nello spazio dove il mezzo luminoso scaccia quello oscuro, descrive un tentativo sventato della Loggia Nera di attaccare e arrestare la spedizione che portava un frammento di Chintamani, oppure di impossessarsi del frammento stesso. “L’aereo della Fratellanza è a forma di uovo. Molti membri l’hanno visto” (The Fozdick Diaries, 13.VIII.28).
Come osserva P.F. Belikov, N.K. Roerich ha menzionato questo caso nel suo libro Altai - Himalaya. È vero, il frammento del testo che lo descrisse fu omesso durante la prima edizione del libro in Russia in epoca sovietica. Questo frammento diceva: “Il 5 agosto. Qualcosa di molto meraviglioso. Alle dieci e mezzo del mattino un corpo sferico che brillava al sole sorvolava il campo in un cielo blu chiaro. Sette dal campo hanno osservato questo straordinario fenomeno. Direzione - da nord-est a sud. Energia A. Fratello D. K. (il Maestro Dijwa Khul).  Meraviglioso! ”Come conclude P. F. Belikov, “la menzione di Dijwa Khul conferma che un incontro con D.K. era già avvenuto (a Darjeeeling all’inizio della spedizione, con i Maestri M. e D. K.) e allo stesso tempo è stata data notizia delle forze degli aiuti che potrebbero giungere dalla Fratellanza” (P. F. Belikov. Roerich. Esperienza in una biografia spirituale).
Il dott. Ryabinin nel suo diario della spedizione scrive una nota fatta il giorno dopo l’avvistamento. “Al mattino, tutti i partecipanti alla Missione hanno appreso che l’oggetto intelligente che abbiamo notato ieri mattina, spostandosi a un’altezza considerevole, era l’aereo della Fratellanza di ritorno da Mukden[1] in Tibet dopo l’adempimento di un ordine al Tashi Lama, al quale, tra le altre cose, fu detto che ci sarebbe stato un ospite speciale in Mongolia[2].
Elena Roerich stessa non ha visto questo dispositivo. Ma il Maestro M., telepaticamente, lo stesso giorno le ha spiegato questo fenomeno e ha risposto a diverse domande. “Ti autorizzo solennemente a informare tutti che i nostri aerei hanno informato il Tashi Lama del tuo arrivo e della necessità di avere un gegen speciale per la Mongolia. Tutti hanno visto il dispositivo. Naturalmente, lo sai questo - Shambhala.
Quale energia ha mosso l'apparato?
L'apparato si muove con energia atomica mista.
Fa così male che non l’ho visto.
Niente da vedere, molto alto, proprio come una pietra bianca.
Che forma?
Palla, un po’ allungata.
Dove scende un tale apparato?
Di notte, in montagna.
Chi era in questa unità?
D. K. [Dijwa Khul], va come un semplice lama ”[3].
Helena Roerich informò del fatto la sua amica fidata Zinaida (Sina) Grigoryevna Fosdik, che scrisse nel suo diario (Fosdik Z. G My Teachers): “Helena Roerich disse che nell’apparato della Fratellanza, che sorvolava su di loro, c’era il fratello Dijwa Khul (D.K.) con un componente della Fratellanza nel piano astrale compattato che volava verso il Tashi Lama. Quando il componente della Fratellanza consegnò il messaggio (al Tashi Lama), il Fratello D.K. rimase a guardia del dispositivo (ovale, e brillante come se fosse di alluminio), in modo che se qualcuno lo aprisse, distruggesse il dispositivo (The Roerichs. Pietre miliari del percorso spirituale. M., Sfera, 2001)[4].
L‘astrale compattato è una specie di corpo astrale proveniente dalla materia astrale più densa cioè compatta. In questo caso, il grado di condensazione o compattazione di spiriti diversi può essere diverso. Le proprietà di plasticità, invisibilità, sottigliezza aumentano nella materia dei piani superiori mentre si allontanano dal piano fisico (stato più denso della materia). La materia astrale, a differenza della materia fisica, è plastica e mobile, è invisibile alla gente comune, essendo ancora più sottile dell’etere. Questo tipo di materia ha una luminosità, particolarmente evidente al buio. Il nome "astrale" (cioè luminoso) questo tipo di materia ha ricevuto proprio a causa di quest'ultima qualità.
Sebbene la descrizione fornita della nave astrale non indichi direttamente che la nave della Fratellanza non sia un oggetto materiale denso, ma la logica ci dice che se, come scriveva Z.G. Fosdick, gli occupanti fossero in corpi astrali sigillati, allora l’aeronave dovrebbe essere della stessa qualità della materia. Possiamo dedurre che vi sono navi astrali nella Confraternita di Shamballa, di vari tipi e forme.
Gli aerei della Fratellanza non richiedono una base industriale, questi possono essere paragonati a "biorobot" guidati dai pensieri. Sono realizzati usando una tecnica speciale. “Ci sono mondi in cui il pensiero è energia, usando il potere di cui le persone hanno tutto ciò di cui hanno bisogno per la vita, senza ricorrere alle macchine. Ci sono dispositivi, ma il loro dispositivo è così lontano dal mondo che il confronto non può dare alcuna idea su di essi. Ad esempio, dirò che il pensiero creativo, passato attraverso i poli magnetici di un tale apparato, coagula la materia del mondo denso attorno alla sua forma e dà l’oggetto desiderato alla fine, ma in una forma densa e progettata”. (Punti di vista sull’Agni Yoga, vol.3)
Omero narra nell’Odissea che i Feaci fornirono ad Odisseo-Ulisse una nave particolare guidata dal pensiero ed un equipaggio con cinquantadue rematori per ritornare ad Itaca.
I Feaci non hanno nocchieri, non ci sono timoni, come ne hanno le altre navi, ma sanno da sole il pensiero e l'intendimento degli uomini, e san le città e i pingui campi di tutti, e l'abisso del mare velocissime passano, di nebbia e nube fasciate; mai hanno paura di subir danno o d'andar perdute.
Odisseo partirà dalla loro isola avvolto nella nebbia, e nella nube protettiva[5], trasportato da navi magiche che viaggiano in un mare misterioso, non ben definito, e che conoscono i pensieri e le intenzioni degli uomini.
Ed essi stesero per Odisseo una coperta e una tela di lino sulla poppa della nave, in modo che egli potesse dormire … un sonno profondo cadde su di lui, un sonno dolce simile alla morte …[6]
Il sonno dei cinque sensi di Ulisse è elemento necessario per consentire non un viaggio, lungo una comune rotta marittima, ma il viaggio, impossibile per la ragione umana, per nulla incidentale né casuale. Il viaggio in corpo astrale è possibile solo quando il corpo fisico dorme profondamente in un luogo isolato dove non può essere disturbato.
È stato detto che nell’apparato della Fratellanza, che fu visto dalla spedizione dei Roerich, c’erano il Fratello D.K. con un membro della Fratellanza nel piano astrale compattato che volavano per avvertire il Tashi Lama dell’arrivo dei Roerich. La domanda è: perché non è stato possibile farlo telepaticamente? Ci sono diverse ragioni per questo. Prima di tutto Con il contatto telepatico, non è mai possibile con la garanzia al cento per cento che le informazioni provengano dalle forze della Luce. Ogni persona spiritualmente sviluppata, e ancor più un discepolo o uno spirito incarnato, è monitorata da orecchie "oscure".  In secondo luogo, mentre parliamo, siamo abituati a vedere il nostro interlocutore, per noi, il suo aspetto è molto importante: bello o terribile, ecc. Cioè, altre informazioni visive che caratterizzano l'oggetto sono importanti. E se qualcuno non ha creduto o ha dubitato di ciò che sente, allora l'immagine che vede sarà il suo supporto per la vita.


[1] Il posto sotto la città Mukden Manciù è Sandakpu. Qui nel monastero mongolo a quel tempo (nel 1927) c’era il Tashi-Panchen Lama.
[2] Sommo sacerdote della Mongolia, Bogdo-Hegen. "La missione di Roerich. Debunked Tibet". Il diario del dottore della missione K. N. Ryabinin. L. 333–334. 6 agosto.
[3] Elena Roerich. Fogli di diario. 1927-1928.  5 agosto 1927.
[4] http://www.delphis.ru/journal/article/nlo-kosmicheskie-korabli-uplotnennyi-astral
[5] La nube è il simbolo del pensiero astratto, invisibile, non percepibile alle menti (agli occhi) di coloro che vivono nel mondo dei cinque sensi e del pensiero utilitaristico.
[6] Odissea, XIII, 73 – 80.
VIMANA
 
Vimana, in India è il nome dato ai velivoli celesti, tutta l’antica letteratura indù è concorde nel descrivere tali oggetti volanti che viaggiano al di sopra della regione dei venti. Per sfatare il solito e radicato pregiudizio riguardante l’ignoranza scientifica degli antichi, nel 1875, venne scoperto un antico manoscritto del IV sec. a.C. compilato da Bharadwaja, il Vymaanika Shastra o Scienza dei Vimana o macchine volanti, che riporta in dettaglio la costruzione e le caratteristiche di volo di un velivolo, il quale si differenzia in quattro modelli principali dalle diverse funzioni: Shakuna, Sundara, Rukma e Tripura. Il manoscritto in apertura afferma: “Gli esperti in scienza aeronautica dicono: Ciò che può volare da un posto all’altro è un Vimana”, e in seguito “ciò che può volare nell’aria, da un’isola ad un’altra isola, da un mondo ad un altro mondo, è un Vimana”. Infine, il manoscritto è accompagnato da disegni che descrivono le caratteristiche dei vimana.
 
Il Vymaanika Shastra, fornisce dettagliate istruzioni sull’equipaggiamento e la dieta dei piloti, elenca i trentadue segreti che gli stessi devono adottare in volo. Il primo segreto riguarda il trasferimento di poteri spirituali latenti nell’uomo alla macchina stessa, seguono l’invisibilità, l’alterazione della forma, la velocità supersonica, apparati di rilevamento sonoro e ottico, creazione di false immagini per confondere i nemici, ecc.
 
Il libro sacro indiano del Samsaptakabadha parla di aerei guidati da “forze celesti” e di un missile che conteneva “la potenza dell’Universo”. Il bagliore dell’esplosione è paragonato a “diecimila soli”.
 
Il Surya Siddanta, la più antica opera astronomica in sanscrito, parla dei Siddha, o uomini perfetti … detentori della conoscenza che viaggiarono intorno alla Terra, “al di sopra della Luna e al di sopra delle nuvole.[1]
 
Oltre al Vymaanika–Shastra, la quasi totalità dei testi sacri della letteratura indiana menziona i vimana, dai quattro Veda, ai Brahmana, allo Srimad–Bhagavatam. Fra la letteratura non religiosa, il libro Samarangana Sutradhara stabiliva che le aeronavi disponevano di una propulsione a mercurio e potevano muoversi anche grazie al suono. Con il potere del suono i vari racconti mitologici e popolari di Occidente e di Oriente, affermano che furono edificati i monumenti e le mura di tipo ciclopico. Il Drona Parva, una parte del più ampio Mahabharata, ce ne illustra le modalità: “La Mente divenne il suolo che sosteneva quel vimana, la Parola divenne il binario sul quale voleva procedere … E la sillaba OM piazzata davanti a quel carro lo rendeva straordinariamente bello. Quando si mosse il suo rombo riempì tutti i punti della bussola”.
 
Nel Libro delle Conquiste, un antichissimo manoscritto irlandese, si narra che “in un giorno di maggio, dall'altra sponda dell’oceano arrivò la stirpe dei Tuatha dè Danan”. Il manoscritto afferma che alcuni Tuatha dè Danan fossero arrivati a bordo di apparecchi volanti, come Re Bran, sceso da “un velivolo che non sfiorava mai l’acqua ”, o come suo fratello Manannan che si spostava “su una barca senza remi e senza vela”. Altre tradizioni irlandesi parlano dei tempi in cui “gli uomini percuotendo lastre d’oro potevano volare leggeri nell'aria, trasportati dal suono”. Le antiche cronache parlano anche della Roth Ramrach, un’enorme ruota con mille giacigli in ognuno dei quali stava un uomo, e che poteva trasportare mille uomini per terra e per mare.                                        

Si dirà che è la solita deformazione mentale, oppure più gentilmente che è solo un caso, ma alcuni gioielli maya più che degli uccelli in volo fanno venire alla mente le immagini di moderni aeroplani, come si può osservare dalla seguente fotografia.
 
 
Figura 1. Gioielli Maya a forma di aerei
 
A. Tomas scrive che oggigiorno, quando vediamo un moderno aereo in cielo, osserviamo, senza alcun stupore, il suo tragitto descritto dalla scia fumosa serpentina lasciata dai motori in cielo. Nel Palacio Nacional dei Città del Messico si possono ammirare degli affreschi che rappresentano Quetzalcóatl in volo su un veicolo serpentiforme, il luogo dell’atterraggio si trova nella zona di Veracruz. Il Codice Vindobonense lo raffigura mentre si accinge a scendere sulla terra da uno squarcio nel cielo. Quando la sua missione fu interrotta dal suo acerrimo nemico, egli lasciò la costa e partì su una zattera o vascello di serpenti. Quetzalcóatl, il Serpente Piumato, raccontano i miti messicani, scese dal cielo da una nave e portò in Messico la luce della civiltà, insegnando l’architettura, la matematica e l’astronomia (I segreti dell'Atlantide).
 
 
Figura 2. Arrivo di Quetzalcóatl su un velivolo a forma di serpente          
 
“È dalla Quarta Razza che i primi Ariani (la Quinta Razza Madre), attinsero la loro conoscenza … Da loro appresero l’aeronautica, Vimana Vidya, “l’arte di volare con veicoli aerei”[2], e di conseguenza, le arti della meteorografia e della meteorologia [3]
 
Il ricordo di un’era con guardiani celesti è ancora radicato nella tradizione degli Indù. Il Ramayana, poema epico dell’India contiene numerose descrizioni dei vimana, o macchine volanti.
 
Si trattava di un complesso imponente, a due piani, con finestre e cupola a pinnacolo, che sfruttava come propellente un liquido bianco giallastro. Il vimana poteva volare con “la rapidità del vento”, dando un suono melodioso, e attraversare il cielo, oppure restare immobile nell’aria. Per guidarlo ci volevano intelligenza ed abilità. I vimana erano custoditi in hangar detti vimana grhia. Secondo le antiche testimonianze, il vimana volava sopra le nubi e a quell’altezza  “l’oceano sembrava un piccolo stagno”… gli aerei dell’antichità erano usati dai re  per la guerra e dai ricchi per lo sport e il divertimento. Possibile che dettagli tanto precisi fossero unicamente frutto della fantasia?…
 
L’imperatore Cheng Tang (1766 a.C.) fondatore della dinastia Chang, ordinò a Ki Kung Chi di costruire un carro volante[4]. Ki Kung Chi obbedì e collaudò il suo apparecchio volando sino alla provincia di Honan. Tuttavia l’apparecchio fu distrutto per ordine dell’imperatore onde evitare che il segreto del meccanismo finisse nelle mani del nemico. Le macchine volanti dell’antica Cina o erano il risultato di una sperimentazione scientifica, o derivavano dalle invenzioni di una razza vissuta prima del Diluvio. Poiché i cinesi non disponevano a quell’epoca di una tecnologia, non ci resta che accettare la seconda ipotesi.[5]
 
Leggende degli indiani Hopi dell’Arizona narrano di oggetti volanti, chiamati patuwvotas che furono usati nel corso di antiche guerre tra popoli appartenenti al mondo (generazione di uomini) precedente al nostro. Le guerre cessarono solo quando la terra fu distrutta e affondò nel mare. Gli Hopi sostengono che i loro progenitori vennero da quelle isole che si salvarono alla distruzione, perché in realtà e le isole erano le cime delle montagne.
 
Nel Libro delle Conquiste, un antichissimo manoscritto irlandese, si narra che “in un giorno di maggio, dall'altra sponda dell'oceano arrivò la stirpe dei Tuatha dè Danan”. Il manoscritto afferma che alcuni Tuatha dè Danan fossero arrivati a bordo di apparecchi volanti, come Re Bran, sceso da “un velivolo che non sfiorava mai l'acqua”, o come suo fratello Manannan che si spostava “su una barca senza remi e senza vela”. Altre tradizioni irlandesi parlano dei tempi in cui “gli uomini percuotendo lastre d’oro potevano volare leggeri nell'aria, trasportati dal suono”.
 
[1] A. Thomas, I segreti dell’Atlantide, pag. 42, 45.
[2] Si ricorda che questo manoscritto risale alla fine del secolo scorso quando ancora gli aerei non erano stati realizzati.
[3] H.P. Blavatsky, Antropogenesi.
[4] Quando agli inizio di questo secolo, comparvero i primi aerei, i cinesi non si sentirono obbligati ad inventare un nuovo vocabolo, ma utilizzarono il vecchio fei chi che significa carro volante.
[5] Andrew Tomas, I segreti dell’Atlantide, Oscar Mondadori, pag. 104, 105.
SALOMONE E IL SUO MAGICO TAPPETO
                                                   
Fino ad ora, nelle credenze della gente, Re Salomone vola attraverso le vaste distese dell'Asia sul suo meraviglioso congegno volante. Molte montagne dell’Asia sono coronate o con delle rovine o con delle pietre che portano l’impronta del suo piede o delle sue ginocchia, come segno delle sue prolungate preghiere. Questi sono i cosiddetti troni di Salomone. Il grande Re volò su queste montagne, raggiunse tutte le cime, lasciò dietro di sé le cure del governo e qui rinfrescò il suo spirito. La montagna di Salomone, i tesori nascosti di Salomone, la Saggezza di Salomone, il misterioso potere dell’anello di Salomone, il sigillo di Salomone col suo potere di discriminare tra la luce e le tenebre - a chi altro l’Asia ha dedicato così tanta ammirazione e così tanto rispetto? N. Roerich, Re Salomone 1928 dal libro Shamballa.

Figura 1. N. Roerich Salomone sul tappeto volante
Un quadro dipinto da Nicolas Roerich ed esposto nel Museo di Mosca, ritrae la leggenda del Re Salomone mentre viaggia sistemato su un “tappeto volante”. In Oriente, nel Kashmir, una montagna porta il nome di Trono di Salomone. “La montagna ha ricevuto il nome di Salomone da una leggenda che Salomone, desiderando una tregua dalle convenzioni della vita di un sovrano e dal peso della sua corte, si è spostato con la moglie preferita su un tappeto volante su questa montagna. Qui, ancora una volta, incontriamo la menzione di “volare e apparecchio” posseduto da Salomone.” (N. Roerich Pir-Panzal 1925).
Nel quattordicesimo libro della serie Etica Vivente (Agni Yoga), in Sovramundano I, 121, è scritto: “ Dal tempo delle navi volanti di Atlantide la conquista dell’aria sembrò per lungo tempo perduta. Ma il pensiero del volo era destinato a sopravvivere. Gli uomini cominciarono a sognare aeronavi, uccelli di ferro, tappeti volanti. Già Salomone fece uso di un congegno volante, e alla fine il Nostro amato Leonardo pose le basi scientifiche dell’aeronautica.”. In Sovramundano III, 556, è scritto: “Urusvati sa che gli Atlantidi conoscevano i viaggi aerei. Non è strano che dopo la distruzione di quella terra una tale conquista si sia persa? Alcuni sopravvissero che conoscevano il segreto del volo. Nelle cronache rimasero ciononostante solo brevi cenni a quelle navi del cielo, poi dimenticate per tanto tempo. Le notizie di Salomone e del suo aereo divennero semplici favole, assieme ai tappeti volanti. Per molto tempo l’umanità ha sognato le ali, per millenni.”. Il tappeto volante era dunque una piattaforma volante, un particolare apparecchio.
AERONAVI DELLA LOGGIA NERA
 
Altre notizie sull’argomento dei vimana sono riferite nella Dottrina segreta da H.P. Blavatsky in un’epoca che non esistevano gli aerei e il solo pensiero di imitare le gesta di Leonardo da Vinci era visto con derisione. L’autrice riporta il contenuto di manoscritti appartenenti al Buddismo del Nord chiamati Tongshktchi Sangye Songa o “Cronache dei trentacinque Buddha di Confessione”.
 
I re della Luce si sono allontanati in collera. I peccati degli uomini sono diventati così gravi che la terra trema nella sua grande agonia … Chi della (razza) bruna, che della rossa, o anche della nera, potrà sedere sui troni benedetti, i troni della sapienza e della misericordia?
… quelli dalla faccia rifulgente[1] (giallo oro) sono andati al Paese della Felicità, la Terra del Fuoco e del Metallo[2]… avevano percepito i draghi neri degli uragani, richiamati dai Draghi della Saggezza
E il Grande Re dalla Faccia Abbagliante, il capo di tutti quelli della faccia gialla, era triste, vedendo i peccati di quelli della faccia nera.
Egli mandò i suoi vimana (aerei) a tutti i capi confratelli (capi di altre nazioni e tribù) con dentro uomini pii, dicendo:
Preparatevi: Sorgete, o uomini della Buona Legge e attraversate la terra fin che è (ancora) asciutta.
I Signori degli uragani si avvicinano … I Signori dalla faccia Scura (gli Stregoni) vivranno una sola notte e due giorni su questa terra paziente. Essa è condannata, ed essi dovranno morire con lei.
… che ogni Signore dalla Faccia Splendente faccia pervenire nelle sue mani (in suo possesso) il vimana di ogni Signore dalla Faccia Scura, affinché non uno possa servirsene per sfuggire alle acque
Le stelle (meteore) fecero piovere sul territorio delle Facce Nere. Ma esse dormivano. Le bestie parlanti[3] rimasero quiete
Quando i Signori dalla Faccia Nera si svegliarono e cercarono i vimana per mettersi in salvo dalle acque montanti, non li trovarono più.[4]
 
Il testo sopracitato continua con la descrizione dell’inseguimento di alcuni potenti Signori dalla faccia Scura che svegliati prima degli altri inseguirono per tre periodi lunari coloro che li avevano derubati. Alla fine anche costoro furono raggiunti dalle acque montanti e perirono annegati.
 
Questi segreti del volo dovevano certamente essere in possesso della Loggia Nera, l’avvoltoio di acciaio nero, che cercò di fermare la restituzione del frammento della Pietra delle stelle, era un aereo troppo avanzato per quel periodo. Da dove proveniva? In quale montagna o caverna si nascondeva?
 
I tedeschi del partito nazista ossessionati dalla razza perfetta degli Ariani e dal dominio globale, intrapresero molte spedizioni nel Tibet alla ricerca delle origini comuni con gli antichi popoli Ari, gli Dei antichi e i loro carri celesti.
 
Sotto l’influenza di Haushofer e della “Società Thule”, la Germania inviò ogni anno spedizioni in Tibet alla ricerca alla ricerca di Shambhala e Agharti e, soprattutto, della loro grande arma segreta, il “Vril” che, fortunatamente, non vennero mai trovate, ma che ossessionarono Himmler fino al termine della guerra. Tra l’altro, fu proprio Haushofer a convincere Hitler a usare come simbolo dell’NSDAP la svastica sanscrita, che, nella sua concezione, in qualche modo, oltre ad appartenere simile alla cultura runica tradizionale, simboleggiava proprio il potere del Vril. Il Vril è una Forza capace di distruggere le rocce, che si diceva fosse capace di polverizzare intere città e di disintegrare il mondo. Si tratterebbe della Forza siderale che gli Ariani chiamavano Astra Vidya e che Bulwer Litton chiamerà Vril. Nei poemi epici, secondo le istruzioni trovate in Astra Vidya, il Vril è la Forza che, diretta contro un esercito da un Agniratha (veicolo di Fuoco), fissato su un vascello volante, ridurrebbe in cenere 100.000 uomini ed elefanti con la stessa facilità con cui si brucia un topo morto.
 
La Loggia Nera non comunicò tutto il suo sapere ai suoi rappresentati nazisti, ma diede loro informazioni e mezzi per realizzare potenti armi da guerra dapprima una potente flotta aerea e poi li indirizzò verso aeronavi avveniristiche a decollo verticale, le V7. Nella fase di progettazione, infatti, fu importante il ruolo svolto dal modello di un velivolo discoidale a decollo verticale. I tedeschi (in quel periodo il popolo più avanzato tecnologicamente al mondo) fecero moltissime scoperte, alcune delle quali oggi di consumo comune; per esempio molte componenti elettroniche, gli inneschi per le bombe ad alto potenziale, i motori a reazione oggi usati da tutto il mondo, le turbo eliche presenti in tutti gli elicotteri di concezione moderna, la tecnologia stealth degli aerei militari.
 
A New York, nel dicembre 1944 si sparse improvvisamente la voce di un attacco tedesco ormai imminente sulla metropoli, guidato da dischi volanti che trasportavano armi atomiche. Contemporaneamente il New York Times riportò la notizia di una “misteriosa sfera sospesa in aria” e pubblicò foto di oggetti non identificabili che sfrecciavano a evidente, altissima velocità. Secondo l’articolo alcuni londinesi avevano visto questi dischi passare a volo radente sotto i ponti del Tamigi.
 
N. Roerich raffigura simbolicamente gli aerei con tappeti volanti, la prima volta con il tappeto volante di Salomone, poi al tempo in cui le forze oscure tramite il nazismo scesero in guerra, dipinge “Aeroplano” nel 1939: un tappeto volante oscuro come un velivolo con le ali nere guidato da un vecchio demoniaco, simbolo delle forze oscure (la Loggia Nera). Un aereo come un tappeto volante, guidato da un vecchio demoniaco, che è predatore in cerca di una vittima, sorvola la terra coperta dal fuoco. Il tradizionale mezzo di trasporto nelle storie popolari russe, usurpato da una forza oscura ostile all’uomo, si trasforma in un simbolo di aggressione, essendo una specie di avvertimento su una minaccia incombente.

 
Figura 1. N. Roerich Tappeto Aereo


[1] La razza gialla, i progenitori dei Cinesi e dei Giapponesi.
[2] Secondo il simbolismo orientale a Nord e ad Est.
[3] Creature artificiali meccaniche prodigiose, secondo la leggenda solo le gocce di sangue di un uomo puro potevano distruggerli.
[4] Dottrina Segreta, V, pag 246, 249.
LA  RESTITUZIONE DELLA PIETRA ESULE
 
Come il dottor Ryabinin[1] scrisse nel suo diario, quando la spedizione si avvicinò alla valle del fiume Brahmaputra, i coniugi Roerich, ricevettero nella notte un ordine dal Maestro. Così il giorno dopo, Helena e Nicholas Roerich, senza bagagli, lasciarono la carovana andando in una direzione solo a loro nota, verso un ingresso di Shambhala, il luogo più sacro del pianeta.
 
Lo scrittore australiano A. Tomas, riferisce che un giorno, N. Roerich volle addentrasi da solo nel territorio himalaiano a dorso di un pony. A. Tomas non riferisce che anche Helena Roerich si allontanò col marito, com’è affermato dal dottor Ryabinin medico della spedizione. È il pony che nella carovana portava un cofanetto contenente un frammento della pietra Chintamani, un meteorite nero proveniente dalla costellazione di Orione, da Sirio, e conservato in cima alla Torre di Giada in Shamballa. A. Tomas scrive che N. Roerich, con il pony, si assentò per alcuni giorni e, al ritorno, gli Asiatici si prostrarono ai suoi piedi, perché nessun uomo poteva aver oltrepassato la frontiera di Shamballa senza credenziali divine. I coniugi Roerich probabilmente non entrarono nel cuore di Shamballa, ma certamente in uno dei suoi ingressi sotterranei. In un dipinto di N. Roerich, si vede il pony che scende su un ripido sentiero vigilato da guardiani di pietra. Il cofanetto emette una “luce blu”, la stessa luce che impregna il quadro “Oscurità Ardente”.
 
Figura 1. N. Roerich - Il Tesoro del Mondo
 

 
Il dipinto di N. Roerich “Oscurità Ardente”, mostra un gruppo di figure misteriose che nel buio della notte escono da un’apertura nella montagna  e scendono su un versante roccioso di una catena montuosa.
 
Roerich in Oscurità Ardente, dipinge se stesso, una figura calva con una lunga barba, e sua moglie, Helena, dietro a tre Maestri con un’aureola blu che portano un cofanetto che emette luce. I Tre Maestri indossano un abito bianco e, il primo Maestro sorregge il sacro cofanetto che emette luminosità. In alto, alla destra del picco della montagna[2], sono visibili allineate le tre luci, le tre stelle della cintura di Orione, da dove è secondo la tradizione è giunto sulla terra il meteorite Chintamani. L’intero paesaggio notturno è immerso nelle luci blu soprannaturali della fiamma sacra.

Figura 2. N. Roerich Oscurità Ardente

La stella Sirio che è sempre allineata alle tre stelle della cintura di Orione, non è rappresentata nel dipinto, perchè? La risposta è che il posto di Sirio è preso in terra dalla Pietra Chintamani contenuta nello scrigno che emana luce. Nel dipinto “Oscurità Ardente”, i Maestri avanzano fino ad ottenere l’allineamento del Cofanetto-Sirio con la cintura di Orione; Roerich dipinse il momento in cui la Pietra esule si ricongiungeva con la Pietra Madre e si riallineava con le stelle da cui proveniva. L’allineamento Sirio Cintura di Orione punta ad Alcione, il Centro galattico attorno cui ruota il nostro sistema solare. Quest’allineamento riveste un’importanza ben più grande di quanto si possa immaginare. La costellazione di Orione è composta in totale da 17 stelle che coincide con il numero Il numero delle borchie fatte a fiore sul sacro scrigno contenente la Pietra delle stelle.
Il rito raffigurato da N. Roerich è notturno. Nell’antico Egitto la celebrazione del nuovo giorno e del Nuovo Anno coincideva con l’ascensione eliaca di Sirio. Quest’ascensione non si svolgeva all’alba, bensì al momento del tramonto del sole, quando la “nascita” di Horus dalla matrice di Iside veniva celebrata dall’ascensione eliaca di Sirio. Secondo la mitologia egizia, gli dei scesero dalle stelle più luminose del cielo, Osiride dalla cintura di Orione, e Iside da Sirio. L’unione dello Spirito Osiride, e della Materia luminosa Iside, fa nascere il Figlio Horus, l’Anima nella forma. Orione rappresenta l’aspetto maschile, lo Spirito, mentre Sirio chiamata la stella della Vergine, rappresenta l’aspetto femminile.
Il potere della Pietra delle stelle in terra affinché fosse incanalato ha richiesto sempre la presenza di una coppia, simbolicamente il Re e la Regina. La Pietra fu dai coniugi Roerich (una coppia) riportata in Oriente nel cofanetto tenuto da Helena. Quando la Pietra era in possesso di Salomone, egli aveva vicino a sé l’amata Sulamith. Alessandro il Grande quando aveva ricevuto la pietra aveva accanto una donna, la sua amata Melissa. A Giuseppina Bonaparte fu consegnata la Pietra destinata a Napoleone. Quando in terra l’allineamento cessa per la separazione della coppia, il potere creativo scompare e con esso la Pietra che torna esule.
Vi è un altro indizio grafico riguardante le tre stelle di Orione: la loro raffigurazione con tre sfere ardenti com’è rappresentato “il Tesoro del Mondo” nei quadri di N. Roerich.
La rappresentazione simbolica che appare nelle pitture sulle pietre della Mongolia è la disposizione a triangolo dei tre cerchi rossi racchiusi in un quarto cerchio, la forma che in seguito N. Roerich lo adottò come simbolo per il Patto della Pace. I tre cerchi raffigurano le tre stelle della cintura di Orione, il cerchio che le racchiude raffigura Sirio che coordina la loro azione. Quattro stelle, la marcia dei Quattro verso Oriente, Quattro Guardiani che devono proteggere il Calice dell’Arcangelo.
 
243 - Voi Quattro Guardiani, proteggete il Calice dell’Arcangelo! L’Arca che vi è apparsa è colma di nuova saggezza. Alla bocca del tempo ho comandato di condurvi sulla Mia Via[3].

I Tre rappresentano i tre aspetti divini della Volontà, dell’Amore e dell’Intelligenza. Il Quarto aspetto è la Materia che fornisce ai Tre il vestimento luminoso. La riunione di questi Tre aspetti divini è rappresentata con un Triangolo inscritto nel Cerchio della Materia Primordiale, la Madre Cosmica. Sul sacro scrigno di Rothenburg, per ogni figura sono riportati quattro volte i tre cerchi contenuti in un triangolo. Le vesti delle due figure riportano il motivo dei tre cerchi, però senza il triangolo.

Figura 3. Particolare sacro scrigno – tre cerchi in un triangolo

 
[1] Durante questa parte del percorso, il medico della spedizione, Ryabinin, tenne un diario molto dettagliato e preciso. È stato pubblicato solo nel 1997. Grazie al Dr. Ryabinin, ora sappiamo anche i minimi dettagli delle tappe di questo passaggio.
[2] Il monte è forse il Belukha, la vetta sacra dell’Altai, il cui nome secondo Roerich significa Orione, dimora degli dei.
[3] Collana Agni Yoga, Foglie del Giardino di Morya I.
LA COSTELLAZIONE DI ORIONE
 
 
Il Nuovo Paese andrà incontro alle sette stelle, sotto il segno delle tre stelle che inviarono la Pietra nel mondo. Il tesoro è pronto e il nemico non ruberà lo Scudo ricoperto d’oro. Attendete la Pietra![1]
 
L’antico nome di Orione era “I Tre Re” Alnitak, Alnilam e Mintaka, (ζ, ε, δ Orionis), per le tre bellissime stelle che si trovano nella Cintura di Orione, che ancora oggi sono chiamate “I Tre Re”, cioè i Re Magi che onorarono l’Avvento del Bodhisattva-Cristo sulla Terra.
 
Le stette stelle principali di Orione sono: Betelgeuse, in alto a sinistra; Bellatrix, in alto a destra; Alnitak, Alnilam e Mintaka, che sono le tre stelle al centro e formano la cintura di Orione; Rigel, il piede sinistro, che è una stella tripla Saiph (kappa ori) conosciuta come la spada di Orione.
 
Orione in genere è rappresentato che incede sul mare di stelle con la clava e una pelle come scudo. In realtà è il cacciatore divino armato di una spada d’oro, o fiammeggiante, accompagnato dai  cani fedeli.

 
Figura 1. Costellazione Orione
 
La costellazione di Orione è composta da circa 130 stelle, ma solo 17 stelle definiscono in cielo il Cacciatore, di cui 8 luminose. Queste sono così distribuite: 3+3+3+(2+2)+(2+2). Tre stelle brillanti ravvicinate raffigurano la testa; tre stelle rappresentano la sua cintura; tre più opache sono la sua spada appesa alla cintura. Il totale del primo gruppo è 9 stelle. Due stelle sono posate su entrambe le spalle; due stelle, una opaca sul gomito destro e una stella simile a questa è posizionata sulla mano; due stelle sono presenti su entrambe le ginocchia o sui piedi; due braccio sinistro. In totale per questo secondo gruppo 8 stelle.
 
Betelgeuse (una supergigante rossa, la decima più brillante del cielo), Rigel (una supergigante blu, la settima più brillante del cielo) e Bellatrix (una gigante blu, la terza più luminosa della costellazione). Queste tre stelle, insieme a Saiph, costruiscono un quadrilatero. La Cintura di Orione interseca il piano del nostro equatore celeste, fungendo da spartiacque spaziale dei nostri due emisferi: una di Via di Mezzo a Tre Fuochi. La spada di Orione in genera raffigurata posta nel fodero[2] è rappresentata da tre stelle tra cui la stella iota era chiamata Nair-al-Saif, “la brillante della spada”. Cicerone e Germanico la chiamano ensis, ossia la “spada” del gigante Orione. Le tre stelle della Cintura di Orione di colore blu, sono partendo da quella più a destra, Mintaka (dall’arabo guaina), Alnilam (dall’arabo filo di perle) al centro e Alnitak (dall’arabo cintura) a sinistra. La Cintura di Orione nel suo complesso rappresenta la bellezza e l’armonia, mentre Alnilam in particolare è simbolo di gentilezza d’animo e bontà. Il braccio sinistro di Orione impugna uno scudo formato da un arco di stelle di terza e quarta magnitudine.
 
La meravigliosa costellazione dell’Orione, Luce del Cielo, sorge maestosa per l’emisfero nord nel cielo stellato d’autunno per restarvi fino a primavera. Orione che d’inverno, sorge la sera e tramonta il primo mattino, dopo esser rimasto, per tutta la notte, la più luminosa delle costellazioni, diede forma alla leggenda che lo rappresentava come il terribile gigantesco cacciatore del cielo notturno, dinnanzi all’avanzarsi del quale tutti gli altri astri fuggono o corrono a nascondersi, suscitatore di nembi e di tempeste. Splende accanto alla scia della Via Lattea e si estende da entrambi i lati dell’equatore celeste, a sud dell’eclittica. Insieme al Toro e ai Gemelli, nonché ai due Cani celesti, l’Auriga e le Pleiadi, costituisce la zona più bella e radiante del firmamento.
 
Le stelle di Orione Osiride, le quattro del quadrilatero Betelgeuse, Bellatrix, Rigel, Saip, con la stella centrale della cintura Alnilam, sembrano scrivere nel cielo in punti di fuoco la forma X, il monogramma divino, la Cifra del Cristo cosmico (Ж). La forma con le cinque stelle è “la clessidra”, una doppia piramide riconosciuta nei millenni come l’Osiride celeste accanto all’amata Iside Sirio.
 
 
Figura 2. La Cifra del Cristo Cosmico
 
Nei Misteri egizi Orione corrisponde all’Osiride celeste che presiede al Regno delle Anime, al quale ascende ogni Faraone-Horo attraverso la Stella meridionale Alnitak della Cintura di Orione, “i Tre Re”, per divenire immortale e ricongiungersi al Padre celeste, insieme alla propria consorte, che si fonde con la Madre Iside/Sirio. Il Fuoco solare, la Coscienza, deve risorgere e tornare alla “Casa della Vita”, il Cosmo[3].
 
La spalla destra di Orione, quella che impugna la clava o la spada, è segnata dalla stella lucida Betelgeuse (significa ascella), e il suo piede sinistro da Rigel. La spalla sinistra di Orione è Bellatrix, dal latino “la guerriera”, mentre la testa è Meissa, la splendente che marcia con fierezza. Bellatrix rappresenta la forza d’animo, la fiducia in sé, lo spirito combattivo ed è simbolo di una natura forte e nobile.
 
[1] Crocevia d’oriente – La Leggenda della Pietra.
[2] Sotto la cintura pende una seconda sequenza di stelle meno luminose, nota come “La Spada”, la cui stella centrale è in realtà una delle nebulose più note, nonché una delle poche visibili anche ad occhio nudo, la Nebulosa di Orione.
[3] Bellissimo scritto di Elena B. http://blog-it.theplanetarysystem.org/2013/12/09/dicembre-congiunzioni-eliocentriche-terra-stelle-di-orione/
ORIONE E GLI ASSI DEL CIELO
 
Un Asse del Cielo è individuabile nel cielo che partendo da Sirio attraversa le tre stelle della cintura di Orione, si dirige nella costellazione del Toro, sfiora la stella Aldebaran per finire nella costellazione delle Pleiadi. L’asse punta alle sette sorelle le Pleiadi, e in particolare ad Alcione, chiamato il sole centrale del nostro universo, il centro galattico, attorno cui ruota il nostro sole con i suoi pianeti. Un collegamento di Sirio con le Pleiadi lo troviamo nel mito di Orione che con il suo Cane Sirio inseguiva le Sette Sorelle. Il Libro misterico di Giobbe menziona e in qualche modo collega insieme, Orione, Sirio, le Pleiadi e il Bovaro o Guardiano dell’Orsa Maggiore:
 
È il creatore dell’Orsa, d’Orione, delle Pleiadi, e delle misteriose regioni del cielo australe.
Puoi tu fermare il dolce influsso delle Pleiadi o slegare la cintura di Orione (I Tre Re)?
Puoi tu far spuntare a suo tempo la stella del mattino, puoi guidare l’Orsa insieme con i suoi figli?

I vincoli di Orione sono le tre stelle della sua cintura. La stella del mattino è Sirio. La frase guidare l’Orsa e i suoi figli è un riferimento al Guardiano dell’Orsa, cioè la stella Arturo in greco Ἀρκτοῦρος (Arktôuros) il cui significato è il derivando da ἄρκτος (árktos), orso più οὖρος (ôuros), guardiano Arturo è la stella più luminosa nella costellazione del Bovaro, Boote, raffigurato come un uomo che ha in mano un guinzaglio con cui guida i cani. Nonostante le sue grandi dimensioni, entro i confini del Boote non ci sono oggetti non stellari notevoli in gran numero. È presente solo un ammasso globulare (NGC 5466) abbastanza appariscente, più alcune galassie verso il confine con i Cani da Caccia, associati dagli antichi astronomi al Bovaro affinché fosse aiutato nel suo lavoro. Anche qui come per Sirio e per l’Orsa Minore, abbiamo un riferimento velato al “cane”.
 
 
Figura 1. Asse del cielo Cintura Orione - Sirio
 
Quando nel firmamento le Pleiadi annunciano che la notte sta per finire, sono seguite da Sirio, la stella della testa del Cane di Orione, lanciato nel vano inseguimento, sembra quasi che siano le Pleiadi nel loro movimento apparente a trascinarsi dietro Sirio, che con la sua luminosità segnala l’imminenza del giorno.
 
Nell’antico Rig Veda, Prajapati il Creatore, rappresentato nella costellazione di Orione, s’invaghisce della propria figlia, l’Alba, la stella più brillante nella costellazione del Toro, Aldeberan, chiamata Rohini, rappresentata come la femmina di cervo. La madre non è mai menzionata. Prajapati prese la forma di un cervo per sedurla. Gli Dei non che approvarono questa relazione incestuosa incaricarono Rudra Shiva, di trafiggere il cervo con una freccia. Rudra è chiamato Mrigavyadha, il cacciatore di cervi, identificato nella Stella Sirio. La freccia trafigge Orione nella parte centrale quelle della sua cintura e lo divide in due parti. Il Progenitore del futuro universo, nel quale si espande. Dapprima esso si divide in due: Nara (Padre), Nari o Narayana (Madre), i due generano Viradyi (Figlio), l’universo manifestato. Manu dice: “Il Signore Sovrano, che esiste per se stesso, divide il suo corpo in due metà, il maschio e la femmina, e dall’unione di questi due principi nasce Viradj, il Figlio”. Si forma la Triade superiore Agni, Vayu e Surya, dalla quale discende immediatamente il Settenario inferiore.
 
Le tre stelle nella tradizione occidentale che formano la cintura di Orione, nel mito indù sono: Agni, Soma e Vishnu cioè la freccia che l’ha trafitto. Estendendo la cintura di Orione da un lato verso l’uccisore dei cervi, Sirio, e dall’altro verso Rohini-Aldeberan  troviamo che le due stelle sono quasi equidistanti dalla cintura di Orione, ma su lati opposti.
 
 
Figura 2. La freccia di Sirio e le tre stelle Cintura Orione
 
L’informazione che si riceve è che l’asse che parte da Sirio, per giungere nella costellazione del Toro taglia in due l’Uomo del Mondo, in altri termini dalla costellazione di Orione nasce il nostro sistema solare.
 
Secondo la mitologia egizia, gli dei scesero dalla cintura di Orione e da Sirio, le stelle più luminose del cielo. L’antica civiltà egizia credeva fermamente che da Sirio e Orione siano arrivati sul nostro pianeta Osiride e Iside, coloro che hanno iniziato la razza umana.
 
Solo uno dei Vangeli, quello di S. Matteo, l’unico che narra della “fuga in Egitto” intrapresa dalla Sacra Famiglia, parla della nascita di Gesù collegandola all’apparizione di una stella e all’arrivo di Re Magi provenienti dall’oriente. In Alessandria d’Egitto la celebrazione del nuovo giorno e del Nuovo Anno coincideva con l’ascensione eliaca di Sirio. Quest’ascensione non si svolgeva all’alba, bensì al momento del tramonto del sole, quando la “nascita” di Horus dalla matrice di Iside era celebrata dall’ascensione eliaca di Sirio. Astronomicamente, i tre Re e Sirio la stella più luminosa della notte, allineati, puntano verso il luogo dove sorge e dove tramonta il sole. Tre giorni dopo il solstizio invernale, in Egitto, la “nascita” di Horus dalla matrice di Iside veniva celebrata dall’ascensione eliaca di Sirio:
 
  • Intorno alle 4:28 (ora GMT) il Sole inizia a porsi 28° a nord-est.
  • Circa 35 minuti più tardi, intorno alle 5:03, il sole si è posto completamente a ovest. Allo stesso tempo, da est appare la cintura di Orione all’orizzonte.
  • 51 minuti più tardi, alle 5:54, il Sole si è nascosto circa 10° sotto l’orizzonte e già si scorgono le stelle a occhio nudo.
  • Guardando verso est, la stella Sirio ascende nel cielo (la cintura di Orione si trova a circa 25° sopra l’orizzonte orientale, dando l’illusione che abbia annunciato l’ascensione di Sirio).       
 
L’immagine celeste, pertanto, ci dimostra che il 25 dicembre, dopo il tramonto, erano visibili le tre stelle della cintura di Orione che salivano a est, come per annunciare l’arrivo della stella della nascita, Sirio, che avveniva un’ora dopo. Riferendoci alla notte 25 Dicembre: il sole si alza di un grado sull’orizzonte, spostandosi verso nord, in una sorta di “rinascita”. Il dipinto è simbolico, allude a una nascita spirituale.
 
Al momento della nascita di Cristo, Sirio, la Stella dell’Est, transitava sul meridiano, Orione, chiamata “I tre Re” dagli astronomi orientali, si trovava nelle vicinanze; la costellazione della Vergine quindi stava sorgendo ad Oriente e le tre linee dell’eclittica, dell’equatore, e dell’orizzonte si incontravano tutte in quella costellazione. È anche interessante notare che la stella più grande e più brillante della Vergine si chiama Spica; la si trova simboleggiata nella spiga di grano (emblema di fertilità) che la Vergine tiene fra le mani. Betlemme significa la casa del pane ed esiste quindi un’evidente analogia fra questi due termini. Questa costellazione è tra l’altro composta di tre stelle formanti un calice. Esso è il vero Santo Graal contenente il sangue di vita, ricettacolo di tutto ciò che è santo e sacro, che racchiude la divinità. Queste sono realtà astronomiche.[1]
 
Per quanto riguarda la nascita a Betlemme, la data fu fissata astronomicamente quasi quattro secoli dopo la nascita di Cristo. La combinazione della costellazione della Vergine con la Stella d’Oriente (Sirio) e i Tre Re (simboleggiati dalla cintura d’Orione) fu il fattore determinante di questa scelta. La Vergine sorgeva ad Oriente, con la linea dell’orizzonte passante per la sua parte mediana, e questo fu uno dei fattori che determinò la dottrina della nascita del Salvatore da una Vergine.
 
Un seconso asse del cielo, perpendicolare al primo, parte da Rigel (che significa gamaba o piede), dalla gamba sinistra, verso la gigante rossa Betelgeuse, sulla spalla destra di Orione, per dirigersi verso Castore e Polluce (α e β Geminorum). Orione è crocefisso tra Sirio e l’ammasso aperto delle Pleiadi nella costellazione del Toro, e tra Gemini ed Eridano. Eridano rappresentato da un immenso fiume di stelle che zampilla dai piedi di Orione, è chiamato il “Fiume del Giudice” e simboleggia il fiume della vita che porta le anime in incarnazione.
      
Aldebaran (a Tauri) è la stella di color arancione più luminosa del Toro, rappresenta l’occhio destro del Toro, l’occhio della rivelazione. Aldebaran appartiene alle Iadi, le sorelle delle Pleiadi. Aldebaran fa’ parte con Antares, Regolo e Fomalhaut delle quattro stelle reali degli antichi Persiani, i punti celesti che quadripartivano il moto del sole attorno alla terra e che erano considerati i quattro guardiani del cielo: Aldebaran era il guardiano dell’equinozio di primavera.
 
 
Figura 3. Asse del cielo  Castore e Polluce betelgeus - Rigel
 
A destra della costellazione di Orione troviamo i due cani del cacciatore, il Cane Maggiore e il Cane Minore. Lelapo è il Cane Maggiore, più veloce di una lepre e con l’occhio destro grandissimo, fulgente di faville azzurrine, conosciuto come la stella più luminosa del firmamento con il nome di Sirio. Maera è il Cane  Minore”, abile nell’inseguire gli animali più piccoli e la cui stella di prima grandezza, Procione, che ne segna il collo, precede l’apparizione di Sirio.
 
Il Cane Maggiore è l’immortale Cane del Cielo che eternamente insegue il Cane Minore, l’uomo incarnato. Nel Cane Minore o inferiore, il nome della sua stella più luminosa Procione, significa “il redentore”, e che la seconda stella in luminosità è detta “il portatore di fardelli” o “colui che porta i pesi degli altri”. Nel Cane Minore abbiamo la storia dell’uomo che avanza spiritualmente, il nostro presente destino. Entro di noi dimora la guida interiore, la divinità celata, il redentore. Nel Cane Maggiore è raffigurato il nostro futuro e un destino tanto glorioso, da essere al di là di ogni nostra attuale capacità di comprendere[2]. Sirio la principale stella del Cane Maggiore è una stella bianca; Procione è una stella gialla[3] molto luminosa, l’ottava stella più brillante del cielo, con una luminosità molto simile a quella di Rigel, è la stella principale del Cane Minore; Betelgeuse è la rossa stella della spalla destra del cacciatore Orione.
   
 
Figura 4. Triangolo Invernale  Orione Cane maggiore e cane Minore
 
È  possibile tracciare un grande triangolo quasi equilatero col vertice rivolto verso sud. Il triangolo così formato è noto come Triangolo Invernale, uno dei punti di riferimento del cielo dell'inverno e della primavera. In questo bellissono Triangolo Equilatero, Betelgeuse, rappresenta Orione, Osiride, lo Spirito, Sirio rappresenta la Iside, Madre Cosmica, Procione rappresenta Horus, il Figlio, tutti e tre in perfetto equilibrio.
 
[1] A.A. Bailey, Da Betlemme al Calvario, 63.
[2] A.A. Bailey, Le Fatiche di Ercole.
[3] In realtà si tratta di un sistema binario composto da una stella bianco-gialla, chiamata Procione A, e da una debole nana bianca, chiamata Procione B.
IL CALICE DI FUOCO CELESTE                                                                                       
                  
Le quattro strelle di Orione del quadrilatero Betelgeuse, Bellatrix, Rigel, Saip, formano un Calice quadrangolare con la stella Sirio alla base.
 

Figura 1. Il Calice Cosmico quadrangolare

Sirio la base del Calice, è la Stella del Cane Maggiore è chiamata in molti antichi testi: “la guida dell’intera schiera celeste”. Sirio è posta nel Cielo accanto a Osiride, il maestoso Orione, insieme dominano la parte più lucente del Cielo, nei pressi dello sciame luminoso della Via Lattea. Sirio è dieci o dodici volte più luminosa di qualsiasi altra stella di prima grandezza. Il significato del nome Sirio (dal greco antico Séirios) è “la splendente”, “l’ardente”. Dal punto di vista dell’occultista, Sirio ha un profondo significato. “Il nostro Dio è un fuoco che consuma” e Sirio è il simbolo sia dell’anima universale che dell’anima individuale. È, quindi, considerata esotericamente: “la stella che risplende davanti all’Iniziato”. Orione combatte contro il Toro del cielo. Orione è Gilgamesh, Ercole che cercò da solo il toro, lo inseguì fino alla sua tana, lo catturò e lo cavalcò. Intorno a lui stavano le Sette Sorelle, le Pleiadi, che lo spingevano a procedere, nella luce splendente. Sirio è inoltre associato dall’Astrologia esoterica ai “Due Fratelli”, le stelle Polluce e Castore dei Gemelli, che splendono al suo nord. Castore e polluce sono individuati dal braccio trasversale della Croce Celeste. Sirio è il Magnete centrale tra tali Due Colonne o elettrodi della Polarità cosmica, altrimenti definita quale ‘Cuore nella Testa’ del Cristo cosmico, cioè quel nostro universo locale ove “dimoriamo, ci muoviamo e siamo”, il Braccio galattico di Orione. Il sole radioso della stella Sirio è la polarità opposta (sullo stesso cerchio meridiano eclittico) della brillante Vega, che appartiene al suonatore della settemplice (sette stelle) Lira, la nostra futura stella polare (tra circa 12000 anni).
 
I Quattro Luminari Cosmici di Orione riversano attraverso Sirio la loro energia sulla Terra. Il Maestro M. c’informa che mistero del Calice Quadrangolare Celeste veniva riproposto nel microcosmo tramite il rituale del “Calice quadrangolare del conseguimento”.
 
Una parte dell’antico Mistero è chiamata “il Calice del Conseguimento”. Un calice a quattro facce era riempito di succo di melagrana. La superficie interna era d’argento e l’esterna di rame rosso. Si affermava il conseguimento innalzando il Calice [1]
 
Fra i Misteri d’Egitto esisteva una procedura chiamata “la spada affilata”. Il neofita stava nell’oscurità completa. Lo avvicinava il Grande Jerofante, che gli rivelava alcuni Misteri; e la luce Lo illuminava. Poi tutto tornava nelle tenebre. Veniva allora un sacerdote, designato come tentatore. Nel buio, la sua voce diceva: “Fratello, cosa hai visto e udito?”. Il candidato rispondeva: “Sono stato onorato dalla presenza del Grande Jerofante”.
 
“Fratello, sei sicuro che fosse proprio lui?”.
 
“L’ho visto con gli occhi e udito con le orecchie”.
 
“Ma quell’immagine poteva essere fallace e quella voce menzognera”.
 
Allora il candidato si confondeva, ed era respinto, o diceva pieno di fermezza: “Si possono ingannare gli occhi e le orecchie, ma nulla può illudere il cuore. Io vedo e ascolto con il cuore, e nulla d’impuro può toccarlo. La spada che mi hanno dato è tagliente”.
 
Allora il Grande Jerofante tornava con un calice di una bevanda rossa e diceva: “Prendi e bevi dal tuo Calice; vuotalo e guarda il mistero del suo fondo”. Sul fondo stava l’immagine di un uomo supino, attorniato da un serpente disposto in cerchio, e una scritta diceva: “Tu stesso sei colui che tutto dà e tutto riceve”. Così suona il medesimo Insegnamento di ogni tempo, ma per la tenebra dell’ignoranza se ne scorda il senso[2].
 
Il Serpente disposto a cerchio è Kundalini l’energia femminile Shakti di Shiva. L’Uomo supino è l’immagine dell’Uno nell’Uomo, la Monade, che attende di ascendere nei nuovi cieli, formati con la materia resa radiante dal suo strumento terreno, l’Uomo.
  
Le missioni che affidiamo sono sempre pericolose, poiché rivolte contro un nemico potentissimo. Non c’è verità che superi la verità. Accettiamo dunque il calice e portiamolo alla meta[3].
 
Figura 2. Il fondo del Calice con l’Uomo e Kundalini
 


   
[1] Agni Yoga, 462.
[2] Agni Yoga 520.
[3] Agni Yoga 521.
FIAT REX

 
 
Figura 1. Kullu fotografia N. Roerich  alle spalle il trittico Fiat Rex
 
Una foto ci mostra N. Roerich seduto nel suo studio di Kullu, in India. Su una parete appare esposto un dipinto di “Fiat Rex”, un trittico dipinto nel 1931, con tre personaggi che scendono nelle profondità lungo una scala di roccia. Al centro appare come un Re dalla profondità delle rocce rosse e scure, il Maestro Morya, Nelle sue mani il Mahatma tiene - un cerchio con un diamante splendente - la corona della Fratellanza. Per chi è la corona splendente? I raggi luminosi sono come delle ali dietro la schiena; intorno alla testa, c’è un alone dorato; lilla e blu aura scintillante, scintille dorate trafiggono il buio.
 
Ai lati due figure in abiti medioevali ricordano il conte Ekkehard di Meissen e di sua moglie Uta von Ballenstedt, un’incarnazione precedente dei Roerich. A sinistra un cavaliere con spada e scudo con i tre cerchi che sono dipinti sullo scrigno medioevale, a destra una nobildonna che regge il calice di fuoco con la mano sinistra. Il pomello della spada sembra anch’esso un calice di fuoco.
 
Figura 2. Nicholas e Helena ai lati del trittico Fiat Rex
 
 
Nicholas-Ekkehard tiene in mano uno scudo e una spada, a simboleggiare la manifestazione di un principio attivo e la difesa delle conquiste dello spirito. Nicholas Roerich è stato più volte definito il Maestro, un guerriero dello Spirito. Il fuoco nelle mani di Helena-Uta non ricorda tanto il ruolo tradizionale del guardiano del focolare, ma indica il guardiano del fuoco spirituale. La Coppa e la Spada compaiono nel romanzo, Percevaus, di Chrètien de Troyes attivo alle corti di Champagne e di Fiandra tra il 1160 e 1190, al tempo dei Cavalieri del Tempio.  Il Parsifal, Percevaus o Perceval, racconta le vicende della ricerca del Graal. È narrata una processione dove il Graal è portato da un personaggio femminile, una fanciulla. La coppa accoglie, riceve e custodisce è femminile. La spada invece è penetrante e combattiva/difensiva, è maschile.
 
 
Figura 3. Processione del Graal Miniatura dal manoscritto Parsifal, o il racconto del Graal XIV secolo
 
I due portatori di Spada e di Coppa, in abiti medioevali, scendono i gradini che portano nella profondità della terra. I trittico si riferisce alla restituzione della Pietra in Shamballa. La Pietra libera da cofanetto è portata in una Coppa da cui esce una fiamma, una luce radiante proprio come nel dipinto del 1931, “Guru Guri Dhar (Lumen Coeli)”, “Il Maestro” il riferimento del dipinto è a Melchisedech come rappresentato nel portale nord della cattedrale di Chartres.
Figura 4. N. Roerich Il Maestro Guru Guri Dhar
 
Sulla parete dello studio, in alto sopra il trittico, un quarto dipinto (nuovamente il numero quattro) occupa in larghezza lo spazio del trittico, dove si vede una pietra dipinta con i tre cerchi. Il simbolismo è abbastanza esplicito e sembra quindi intimamente legato alla missione in Asia Centrale dei Roerich quali portatori della Pietra.
 
IL TESORO DELLA MONTAGNA
 
“Nel ventre della Terra sta la Pietra caduta dai mondi lontani”[1].
 
Il meteorite giunto da Orione è un Graal Cosmico, fu affidato al Re del Mondo, al governatore di Shamballa, Sanat Kumara[2], con lo scopo di aiutarlo a realizzare un’unica civiltà basata sulla cooperazione forte e mutuale, amore e ed eguaglianza. In tempi remoti il più grosso frammento della Pietra Meteorica fu posto nella Torre di Shamballa.
 
Andrew Tomas nel suo libro “Shambhala Oasi di Luce” cita le antiche scritture della Cina, che si riferiscono ai prototipi asiatici di Adamo ed Eva e il loro luogo di nascita nelle montagne Kun Lun dell’Asia centrale. Questo luogo è governato da Hsi Wang Mu, la Regina Madre d’Occidente, chiamata Kuan Yin, la dea della Misericordia, che secondo il mito vive in un palazzo di nove piani di giada. Queste informazioni fanno capo alle tradizioni che affermano che le pietre verdi o nere e quelle di origine meteorica quali aspetti della divinità che si manifesta in contenitori di un potere taumaturgico associato alla Dea Sirio - Iside[3], dunque alla Mater Mundi.
 
Nel dipinto di Nicholas Roerich “I Tesori Della Montagna”, si vedono cristalli di quarzo giganti nascosti nella profondità della terra. I cristalli hanno i vertici diretti verso la luce gialla della grotta. In primo piano si vede Quattro figure, tre chinate e una quarta in piedi con mano un calice fiammeggiante. Il Calice contiene un frammento di Chintamani, il dono di Orione?
 
Il Maestro M. in Agni Yoga (214) accenna la relazione tra la Pietra e il cristallo: “Il cristallo sembra attratto dalla Pietra. Inoltre acuisce il centro del terzo occhio e si manifesta come il materiale da costruzione dei più alti livelli astrali. È una delle energie più sottili e sarà un ingrediente della formula dell’energia promessa all’umanità, sempre che questa voglia accettarla. La sua luce può essere intensificata a piacere, e darà un’illuminazione senza consumo di materiale e suscettibile di assumere qualsiasi forma. È un problema risolubile, ma è indispensabile il desiderio dell’umanità. Altrimenti non sarà possibile dare accesso al corso delle energie più fini. Le forze di queste energie sono connesse all’energia psichica; quindi ogni abuso è distruttivo”.
 
La compressione nel quarzo produce elettricità e, per legge piezoelettrica, questa energia si manifesta nei flussi elettrici – riflessi del grande flusso di Fohat, scintille di energia che sono rilevate dagli esseri altamente spirituali. Fohat è l’essenza dell’elettricità cosmica, l’energia della creazione e della distruzione. Nel dipinto di Nicholas Roerich, tutta l’azione si svolge nelle Grotte di Cristallo. A quanto pare, l’enorme energia che s’irradia intorno ai quattro Mahatma è una forza potente. La forza del Calice, guidata dall’energia dei Mahatma, amplificata in modo fohatico dai cristalli per ottenere un potere enorme che si manifesta come un forte impatto elettromagnetico sui fenomeni del mondo, non nel senso d’interferenza nelle attività, ma nel senso di creare nuove logiche spirituali. Ci sono leggende sullo specchio magico mediante il quale il Signore del Mondo vede tutto ciò che accade nel pianeta. Questo specchio magico assomiglia a uno schermo che riflette tutto ciò che sta accadendo nel mondo. Secondo la leggenda medioevale occidentale, il Prete Gianni in Oriente, aveva uno specchio magico che gli permetteva di vedere tutti gli angoli del suo regno per sradicare il crimine[4].
 
Come un diamante risplende la luce sulla Torre di Shamballa. Lì risiede il Re del Mondo, Rigden-jyepo, infaticabile, sempre vigile per il bene dell’umanità. I suoi occhi non chiudono mai. E nel suo specchio magico che vede tutti gli eventi della terra. E la potenza del suo pensiero penetra anche nelle terre più lontane. La sua luce potentissima può annientare ogni tenebra. [5]
 
Quando leggiamo dello “specchio magico di Shamballa”, molto probabilmente, si tratta di un’enorme roccia di cristallo. La leggenda sulla Pietra afferma: “Io porto il calice coperto con lo scudo. Al suo interno, vi porto un tesoro”. Dicono che questo talismano “Il dono di Orione” con le sue proprietà magnetiche sia di vitale per il mantenimento dei ritmi naturali del nostro pianeta.
 
                                                                        
 
Figura 1. N. Roerich - Il Tesoro della Montagna
 
Sì, la Pietra poggia su un cuscino, che si trova su una base di marmo e separato da esso da un disco di litio. Dopo aver stabilito il ritmo, siamo in silenzio per saturare lo spazio. Si dice che ogni notte venga fatto un rituale nelle profondità della montagna o sotto la crosta terrestre, allo scopo di ricalibrare la carica magnetica del pianeta. Questo rituale è stato visivamente documentato come soggetto del dipinto Nicholas Roerich, il Tesoro della Montagna. La Pietra si trova in profondità, e molte persone non sospettano che, durante il loro sonno, la Fratellanza Bianca scenda attraverso le gallerie per la veglia notturna”. (Helena Roerich - Alle soglie di un nuovo mondo 1994 S. 90).
 
Il litio era considerato il figlio del sole ... dagli alchimisti il litio era chiamato Phoenix, Fenice, che brucia se stessa. Il litio era dunque chiamato il figlio del Sole o Fenice. Le antiche sacerdotesse erano protette dai raggi del sole: indossavano pettorali di litio spalmati di cera, che sciogliendosi segnalava la temperatura pericolosa. Forse il litio, come il Figlio del Sole, è sensibile ai raggi di luce e, assume una parte della forza vitale, il prana.
 
La consegna della Pietra Esule e la sua riunione con la Pietra Madre era stata resa necessaria per impedire agli oscuri di rubarla e utilizzarla a fini malvagi. La potente Loggia Nera si apprestava a finanziare e sostenere regimi del terrore e tramite sette suoi rappresentanti in Germania avrebbe scatenato l’Armageddon. Il Maestro M. nel 1935 avvertiva:
 
Le date planetarie corrispondono a quelle sovramundane. Lo stato di oscurità di questo pianeta richiede l’impiego di tutte le forze per ristabilire l’equilibrio. È facile pensare al futuro se lo spirito sa che i due Mondi sono in mutuo rapporto, se riesce ad avanzare verso il Mondo del Fuoco. Qualsiasi incremento di tensione gli rivela la magnitudine degli eventi futuri. Nel Mondo sottile sono in atto sviluppi che assecondano le manifestazioni fisiche, e specialmente tesi sono gli strati più prossimi alla Terra. Interi eserciti si vanno preparando. Popoli interi prendono le armi per contrastare le forze distruttive. Il Mondo superiore non lascerà il pianeta senza soccorso.
 
Anche la Madre del Mondo e la Gerarchia e i grandi Signori del Fuoco mobilitano le loro armate. Grande davvero è quest’epoca, risolutiva per i destini della Terra: le Forze del Cielo pervadono lo spazio. (Mondo del Fuoco III, 89).

[1] Agni Yoga 125.
[2] Sanat Kumara è l’Antico dei Giorni della Bibbia. Il profeta Daniele lo descrive così: “Il suo vestimento era bianco proprio come la neve, e i capelli della sua testa erano come lana pura. Il suo trono era fiamme di fuoco; le ruote d’esso erano un fuoco ardente. Un corso di fuoco scorreva e usciva d’innanzi a lui. C’erano mille migliaia che lo servivano, e diecimila volte diecimila stavano in piedi proprio davanti a lui. La Corte si sedette, e furono aperti dei libri”.
[3] Il verde è sia il colore dello smeraldo e sia il colore di Venere, come Sirio è chiamata “la stella più luminosa del cielo”. Il verde è anche il colore della “Tavola di Smeraldo”, attribuita a Thot
[4] Secondo i poemi del ciclo bretone, il Santo Graal, la pietra celeste, sarebbe stato trasportato proprio nel suo regno.
[5] N. Roerich, Shamballa la Risplendente.
IL MALE COSMICO E LA LOGGIA NERA
 
Un chiarimento si rende necessario sugli scopi della Loggia Bianca e della Loggia Nera. La Loggia Bianca è dedita al compito benefico di purificare e aiutare tutte le vite nei tre mondi (fisico, emozionale, mentale) dell’evoluzione materiale, e di liberare l’anima nella forma. La Loggia Nera viceversa è dedita a ritardare il processo evolutivo e alla continua cristallizzazione delle forme materiali che nascondono e velano l’anima mundi. La cosiddetta Loggia Nera si occupa dell’aspetto forma della manifestazione; la Loggia Bianca dell’aspetto coscienza. Entrambi i gruppi delle due Logge sono stati profondamente interessati e coinvolti nella questione della liberazione dell’energia dall’atomo e della liberazione del suo aspetto interno, ma i loro motivi e obiettivi furono e sono grandemente diversi. La Loggia Nera tenta sempre di agire parallelamente, di controbilanciare e distruggere l’opera della Loggia Bianca. Le Forze del Male combattono furiosamente contro la esteriorizzazione dell’opera spirituale.
 
Il Maestro D.K. accennando alla fonte della magia nera dichiara che toccando questo punto sconfiniamo nei regni del mistero e il dominio dell’inesplicabile. La parola “sconfinamento” indica che a noi esseri umani per nostra protezione non è permesso sollevare il velo che nasconde i misteri del Fuoco Nero. Saremmo completamente alla mercé della forza oscura senza la protezione di un Adepto, oltretutto questo regno è inspiegabile anche ai Maestri di Saggezza. Il Maestro ci dice che può fornire poche informazioni riguardo alle Forze Oscure. Non sono problemi dell’umanità, ma della Gerarchia Spirituale. Il compito di queste forze è la conservazione della vita della forma e la realizzazione di metodi e scopi inerenti ai processi di manifestazione. La cosiddetta Loggia Nera si occupa dell’aspetto forma della manifestazione.
 
Shamballa è il centro sacro del pianeta è il luogo dove è focalizzata la Volontà di Dio. L’energia della Volontà nel Signore di Shamballa è focalizzata in Sanat Kumara, l’Antico dei Giorni (com’è chiamato nella Bibbia cristiana), Melchisedech, che incarna la Personalità del Logos planetario, cioè lo rappresenta in incarnazione fisica. Shamballa esiste nella materia fisica, ma è materia degli eteri superiori del piano fisico. Il Signore del Mondo, Sanat Kumara, è Colui che dal Suo trono a Shamballa, presiede alla Loggia dei Maestri. Sanat Kumara è il primo Kumara. Il Signore del Mondo e i suoi Assistenti formano un centro detto, la Camera del Consiglio, dove è conosciuto il Volete di Dio.
 
La Gerarchia spirituale è composta con coloro che hanno trionfato sulla materia, i nostri Fratelli Maggiori. Queste grandi Personalità spirituali, sono adepti e Maestri, hanno lottato e combattuto per la vittoria e per il dominio sul piano fisico. La dimora centrale di questa Gerarchia è anch’essa in Shamballa.
 
L’energia della Volontà di Shamballa determina i grandi movimenti politici e il destino delle razze e delle nazioni, così come i movimenti religiosi, gli sviluppi culturali e le idee culturali sono emessi dal centro gerarchico d’Amore e di Luce. Le ideologie politiche e sociali e le religioni mondiali, la Volontà di Dio e l’Amore di Dio, il Proposito della divinità e i piani con i quali questo proposito è messo in opera, tutti si concentrano tramite il centro di cui tutti noi facciamo coscientemente parte: l’Umanità stessa.
 
Sul pianeta vi sono tre grandi centri energetici:
  1. Shamballa il luogo dove la Volontà di Dio è conosciuta.
  2. La Gerarchia di Esseri Spirituali, sintesi di forze o energie coscientemente utilizzate per promuovere l’evoluzione planetaria. La Gerarchia esprime l’Amore e la Saggezza di Dio.
  3. L’Umanità (l’Attività Intelligente creativa).     
 
Mahat ed il Male cosmico hanno una stretta connessione. Mahat è il Terzo Logos, l’Intelligenza Cosmica, l’Ideazione Cosmica, l’Anima Universale del Mondo, il Noumeno Cosmico della Materia, la base delle operazioni intelligenti della Natura. Le grandi Esistenze che sono il principio di Mahat nel suo senso cosmico sono connesse con le esistenze minori che esprimono il male sistemico. Esse sono la totalità dello strumento separativo, e dove c’è separazione in qualsiasi forma, lì c’è ignoranza e perciò il male. La forza di Mahat (di cui Manas è un’espressione) è intimamente connessa a ciò che erroneamente chiamiamo “male”. Mahat, Manas, Male e Materia hanno le stesse radici linguistiche.
 
Vashisht Vaid nel libro “Il segreto dell’astrologia secondo i Sutra di Param Shiva” conferma questa affermazione. Egli scrive che i modelli evolutivi dei Maha Sutra Brahma destinati all’evoluzione del precedente sistema solare, basato sul Terzo Aspetto l’Intelligenza Attiva, continuarono ad essere applicati anche in questo sistema solare basato sul Secondo Aspetto dell’Amore Saggezza Cosmica, a danno della direzione evolutiva espressa nei “Maha Vishnu Sutra”. Vi furono dei rallentamenti nell’attuazione dei processi evolutivi causati da quei gruppi che svilupparono il principio Manas o Mente, nel precedente sistema solare. Questi gruppi involutivi agirono con l’aiuto di alcune Entità Cosmiche, Sistemiche e Planetarie corrotte, che avevano in precedenza acquisito il Quinto Principio di Fuoco Mentale Elettrico.
 
Gli Asura ed i Chaitan, i Figli del Male Cosmico, ed i Rishi delle più oscure costellazioni riunirono i loro eserciti inferiori, la più tenebrosa progenie dell’inferno. Essi oscurarono tutto lo spazio. (Stanza X, Dzyan).
 
Il termine Asura significa non sole, oscuro. I Chaitan suggeriscono gli Agnichaitan che sono i Deva del piano sistemico più basso: il piano eterico, quindi, entrambi suggeriscono l’oscurità delle forze, i figli del male cosmico. Il Male Cosmico è stato evocato, non solo il male planetario. La Stanza cita dei membri della Loggia Nera che in quel periodo sembrava predominare sul nostro pianeta. I Fratelli Oscuri mediante invocazioni e forme captano forze connesse con Intelligenze Oscure in alto luogo. Mettono così in moto sul piano fisico eventi che hanno origine nelle misteriose caverne del male cosmico presenti nel nostro sistema solare.
 
I nomi Rishi delle costellazioni più oscure non sono stati dati. Nel libro i Sutra di Param Shiva è scritto che membri iniziati corrotti che incarnano le energie della costellazione dello Scorpione, lavorando attraverso la coscienza del pianeta Mercurio [Buddhi], hanno dirottato l’esperimento evolutivo lasciando che gli spiriti planetari di Marte che sono uno dei padroni della fratellanza Oscura, controllino completamente la razza umana, portandola sul sentiero involutivo, invece del percorso evolutivo prescritto. Questo dirottamento è stato compiuto da entità appartenenti alla Quinta Gerarchia Creativa dei Makara che incarnano le energie di Makra Rashi noto anche come la costellazione del Capricorno che agisce attraverso il pianeta Venere [Shukra], portando così la cosiddetta evoluzione scientifica attraverso il 5° Raggio, sul nostro pianeta Terra, a chi controlla l’Economia Mondiale. Sfortunatamente la coscienza corrotta di Venere è dietro a tutti le persone ricche che controllano l’economia delle nazioni, e restano al potere con l’aiuto di militari e polizia, la coscienza del gruppo di Marte, che ha una relazione illegale con Venere. In questa cospirazione è coinvolta anche una parte della Sesta Gerarchia Creativa dei Deva è pienamente coinvolta, che incarnano le energie di Dhanu Rashi noto anche come la costellazione del Sagittario, e che sono noti come gli spiriti planetari di Marte [Mangla].
 
Possiamo presumere che i Rishi sul sentiero della Male Cosmico lavorino fortemente con le energie dello Scorpione e del Capricorno.  Ci sono inoltre varie costellazioni che rappresentano forze apparentemente negative - Idra, Cetus, forse Serpens - costellazioni che suggeriscono mostri e serpenti. Cetus tradotto con balena è un mostro marino con testa di drago, Tiamat. Serpens è l’unica delle moderne costellazioni ad essere divisa in due parti: la Testa del Serpente (Serpens Caput) ad ovest e la Coda del Serpente (Serpens Cauda) ad est. Tra queste due parti si trova la costellazione di Ofiuco, colui che porta il serpente. Radunarono i loro eserciti inferiori, la progenie più oscura dell’inferno, costoro sembrano essere i Deva oscuri e inconsci attraverso i quali la Loggia Nera agisce. Hanno oscurato tutto lo spazio, il male cosmico circondò e soffocò la Terra.
 
Il gruppo di entità che non si è mai liberato dai principi che governarono il primo sistema solare, segue oggi la via del male. In quel tempo e in quel periodo, tanto remoto che il numero degli anni di distanza può essere definito solo con cifre astronomiche[1] erano dei fattori condizionanti per l’iniziazione di allora, erano principi interamente connessi alla materia e alla sostanza. Certe unità dell’umanità d’allora furono talmente condizionate da questi principi materiali, che rimasero “di proposito materiale fisso ed egoistico” e crearono intelligentemente una progettata distorsione della volontà divina. Il mistero risiede nel fatto che il male è quel bene che avremmo dovuto lasciare indietro per passare oltre, verso un bene più grande e inclusivo. I maghi neri d’oggi furono gli iniziati di un sistema solare precedente.
 
Ci viene detto che le radici della Loggia Nera sono nel Male cosmico, sono sul Piano Astrale Cosmico, il piano del Desiderio Cosmico, così come le radici della Loggia Bianca e della sua fratellanza sono sul Piano Mentale Cosmico.
 
Il primo sviluppo del Caos primordiale sono i Sapta Samudra, i Sette Tipi di Materia, indicati come i Sette Oceani[2] o i Sette Piani o Stati di Manifestazione. Nell’antichità l’Uovo del Mondo era ricoperto di Sette Pelli o Elementi. La combinazione delle tre Guna o tre attributi della materia genera la differenziazione degli atomi che compongono lo spazio. Per la Materia, le tre Guna, formano i Sette elementi Cosmici, i sette stati di Materia che nell’Insegnamento sono chiamati Piani, cominciando dal più denso per terminare al più rarefatto, sono Fisico, Astrale, Mentale, Buddhico, Atmico, Anupadaka, Adi. Il cosmo è dunque formato con sette piani cosmici, ogni piano è a sua volta suddiviso in sette sottopiani. I Sette Piani del nostro Sistema Solare sono i sottopiani del Piano Fisico Cosmico. L’umanità si sta evolvendo nel piano Fisico Cosmico, quello formato con materia più densa. Pertanto quando si parla di Piano Astrale Cosmico s’intende una materia che è di là da ogni nostra concezione. Esiste però un collegamento, una corrispondenza tra il Piano Astrale Cosmico e il piano astrale del nostro sistema solare.
 
L’energia generata dal male cosmico è attiva lungo tre canali principali.
  1. Dal centro del male cosmico sul Piano Astrale Cosmico. La Loggia Nera o centro planetario del male, opera quasi interamente sul piano astrale del nostro sistema solare, riceve l’impressione ed è guidata nei dettagli direttamente dal Piano Astrale Cosmico.
  2. La Loggia Nera è l’esteriorizzazione del centro del male cosmico sulla Terra. Proprio come la Loggia Bianca è il rappresentante o la corrispondenza del centro cosmico di luce su Sirio (la vera grande Loggia Bianca), così la Loggia Nera è pure il rappresentante dell’antico male cosmico. La Loggia Nera potente nel mondo della forma è anche di gran lunga più avanzata nell’esteriorizzazione che non la Loggia Bianca, perché per essa il materialismo e la materia sono le linee di minor resistenza. Perciò la Loggia Nera è ancorata molto più fermamente sul piano fisico di quanto non lo sia la Gerarchia. Per “rivestirsi di materia e camminare sui livelli materiali” alla Loggia Bianca occorre uno sforzo molto maggiore che non per la Loggia Nera.
  3. Dalle forze negative o puramente materiali del pianeta, che non sono necessariamente buone o cattive, ma sono state usate istintivamente e spesso inconsciamente dall’umanità per fini puramente materiali, e sono perciò fondamentalmente antispirituali e soggette all’influenza del desiderio umano orientato verso l’egoismo e perciò verso la separatività.
     

[1] La durata del sistema solare è 100 anni di Brahma, ognuno composto con 360 giorni e notti per un totale di 311.040.000.000.000 anni solari. Ci viene detto per quanto riguarda il nostro Logos Solare, che siamo nel suo Secondo Sistema Solare e che vi sono Tre Sistemi Solari. Tra due sistemi solari vi è periodo di oscuramento, il Pralaya, la notte cosmica, con una durata uguale a quella della manifestazione, cioè di 100 anni di Brahma. Come nel cosmo alla fine del Maha - Manvantara, avverrà il Pralaya Cosmico, così nel sistema solare avverrà un’azione simile.
[2] I Sette Oceani che poi vengono sbattuti o frullati dagli Dei.
IL MAGNETE COSMICO E LA LOGGIA BIANCA
 
Il Male Cosmico che si oppone all’evoluzione si organizza nella Loggia Nera Cosmica. Per contro le forze del Secondo Raggio Cosmico aspetto Vishnu Amore Saggezza, si contrappongono attraverso la Loggia Bianca Cosmica, che per il nostro sistema solare si manifesta attraverso Sirio. Una linea di Forza come una lancia parte da Aldebaran, l’occhio della rivelazione del Toro attraversa le tre stelle della cintura di Orione per giungere a Sirio, e da questa stella sede della Gerarchia Bianca, alla Terra. Sirio ricevente rappresenta il Polo Negativo, Aldebaran emittente, rappresenta il Polo Positivo. Da questo magnete cosmico è giunto milioni di anni fa il meteorite chiamato Chintamani.
 
La caratteristica più saliente della costellazione di Orione, è un grande quadrilatero formato a nord-est dalla stella rossa a Betelgeus, a nord-ovest dalla g Bellatrix, gigante azzurra, a sud-est dalla k Saiph, supergigante azzurra, ed infine dalla  b Rigel. Sirio insieme a Orione e Aldebaran nella costellazione del Toro intaglia nel Cielo un asterismo a cristallo ottagonale che sembra racchiudere e disvelare l’Origine radiante, il Magnete Cosmico del nostro universo.
 
                                                                        
 
Figura 1. Ottaedro Aldebaran Orione e Sirio   
 
Prolungando la via delle stelle oltre ad Aldebaran si giunge alle Pleiadi e Alcione il centro della Galassia. Le sette Sorelle, le Pleiadi sono il sebatoio di energia elettrica cosmica negativa, le spose delle Sette Sorelle sono i Sette Rishi, le stelle dell’orsa Maggiore, il serbatoio di energia elettrica cosmica positiva, i due grupi si stelle fomano un Grande Magnete Cosmico. Le sette stelle dell’Orsa Maggiore sono le fonti originanti dei Sette Raggi del nostro sistema solare. Secondo i sutra di Param Shiva i sette Maha Rishi o le sette stelle di Ursa Major sono l’espressione dei Sette Raggi Cosmici.
 
Il magnete a forma di ottaedro formato dalle quattro stelle di Orione, da Sirio e Aldebaran fa riferimento al Grande Magnete Cosmico formato dalle Selle dell’Orsa Maggiore e dalle Pleiadi.
 
Questo Magnete Cosmico è la visualizzazione nello spazio della Volontà di Bene Cosmica. Dalla costellazione di Orione è giunta milioni di anni fa Chintamani. Un frammento di questo meteorite detto anche Pietra Esule e Graal, è stato portato dai Roerich nell’Asia centrale tracciando un grande cerchio, una barriera magnetica, per poi essere ricongiunto con la Pietra Madre.
 
Il Magnete Cosmico è visualizzabile come un ottaedro non regolare, ma un ottaedro regolare compare in basso a destra nel dipinto di S. Roerich “Sacro Scrigno”. Svetoslav Roerich nel dipinto “Sacro Scrigno” rappresenta su un drappo dorato il cofanetto visto posteriormente, decorato con quattro lettere gotiche “M” incise sui bordi, appoggiato su drappo di stoffa con un’immagine del Sole, al cui interno le lettere latine “IHS”. Due entità angeliche dai tratti orientali con mano due calici da cui escono fiamme a forma di anello, proteggono il cofanetto.
 
In basso a destra del dipinto di S. Roerich è rappresentato un ottaedro radiante, la seconda specie solida, la forma dell’Elemento Aria, descritta da Platone nel Timeo, formata da otto triangoli equilateri. Abbiamo il numero otto in forma solida. Sopra l’ottaedro è raffigurato un angelo con una veste verde, in Cina l’Elemento Aria è simboleggiato con un drago verde e blu.
 
In basso a sinistra del dipinto appare il martin pescatore, anch’esso radiante, che nel mito greco era Alcione una figlia di Eolo (elemento Aria), trasformata poi in uccello; anche Ovidio nelle sue Metamorfosi trasforma Alcione, in un martin pescatore. Da corpo del martin pescatore escono 5 raggi un riferimento alle stelle che compongono il Calice (il quadrilatero di Orione e Sirio). Alcione è una delle sette stelle delle Pleiadi. Abbiamo dunque un riferimento alle Pleiadi e al prolungamento del magnete cosmico a forma di ottaedro. In questo quadro del figlio minore di Nicholas abbiamo un doppio riferimento per che ha gli occhi per vederlo, alla costellazione del Toro, e precisamente ad Aldebaran e ad Alcione con il martin pescatore.
 
                          
 
Figura 2. S. Roerich Sacro Scrigno - Ottaedro
 
Il potere del segno del Toro è quello dell’attrazione o del congiungimento. Esso esercita un impulso continuo e regolare ed attrae sia in senso simbolico che astronomico. In questo segno si trovano le Pleiadi, fra cui Alcione, chiamato il sole centrale del nostro universo; attorno ad esso ruota il nostro sole con i suoi pianeti. Le parole di Giobbe: “Puoi tu fermare il dolce influsso delle Pleiadi o slegare la cintura di Orione?”, divengono ora chiare. Le Pleiadi sono il simbolo dell’anima attorno a cui gira la ruota della vita.
 
Due corpi di Fuoco si compongono in uno quello dell’Aria. L’Ottaedro è composto di due Piramidi opposte a base quadrata con facce laterali formate da triangoli equilateri. La Doppia Piramide contiene in sé la Dualità del Bene e del Male, pertanto è chiara e oscura, in termini elettromagnetici è un Dipolo. L’Ottaedro con otto facce triangolari è in relazione con Ogdoade, la doppia Tetractis. L’Ottaedro contenuto nella Sfera o nell’Uovo Cosmico, è l’Uovo di Râ diviso in due che naviga nell’Oceano dello Spazio Infinito, il Num.
 
Se il Calice Celeste, formato dalle stelle Betelgeuse, Bellatrix, Rigel, Saip, Saiph, Sirio, si riflette in Terra nel Calice del Conseguimento, Aldebaran nella costellazione del Toro, in cosa si riflette? L’antico rituale misterico divulgato dal Maestro M. fa riferimento a Tre Fiamme e al Terzo Occhio.
 
Tre fiamme, quindi il Calice del Conseguimento e poi il terzo occhio — ciò fa parte del Nostro Mistero[1].
 
Le Tre fiamme sono la triplice Kundalini, Ida Pingala e Sushumna, il Serpente igneo. Ida a sinistra, Pingala a destra, e Sushumna al centro, che salgono dalla base spinale attivando l’Occhio della Conoscenza, il Terzo Occhio. Nello spazio celeste le Tre Fiamme sono le tre stelle della cintura di Orione poste nel centro del Calice.
 
Aldebaran in Cielo rappresenta l’Occhio destro del Toro, l’Occhio della Rivelazione, che nel microcosmo è rappresentato dal Terzo Occhio.  “L’Occhio del Toro”, la magnifica stella fissa Aldebaran, è una delle ragioni per cui questa costellazione è considerata quella che conferisce l’illuminazione. Negli antichi tempi era chiamata la stella guida dei cieli ed il Toro è sempre stato connesso alla luce e perciò a Cristo, che si dichiarò quale Luce del Mondo. Luce, illuminazione e suono, quale espressione della forza creativa, sono le tre idee fondamentali connesse a questa costellazione. La costellazione del Toro fu detta Madre di Rivelazione e l’interprete della Voce divina. – Dottrina Segreta, 1, 721. “L’interprete della voce divina”, come il Toro era chiamato nell’antico Egitto, può essere chiamato con terminologia cristiana “il Verbo fatto carne”.

Figura 3. Il Magnete Cosmico e il suo riflesso nel microcosmo[2]
 
 
Nell’uomo, a livello fisico, il Terzo Occhio è la ghiandola pineale[3], l’organo della percezione spirituale, tramite la quale l’individuo accerta la volontà ed il proposito dell’Ego, e da lì trae l’energia necessaria dai livelli superiori attraverso il centro della testa ed il sutratma.
 
[1] Agni Yoga, 465.
[2] Interpretazione del brano dell’Agni Yoga, dipinta dall’autore nel 1.982. Il Serpente- Drago è Kundalini, alla base della spina dorsale.
[3] La ghiandola pineale è una massa simile a un pisello di materia grigia nervosa posta dietro al terzo ventricolo del cervello.
LE FORZE DEL MALE
 
Le energie note come forze del male o nere, sono dunque connesse a quello che è considerato il lato oscuro della natura e dell’energia. Sono manipolate da esseri umani grandi e potenti, per lo più disincarnati. Essi operano dal piano astrale e si servono principalmente di gruppi. Questi, composti di uomini ignoranti, instabili, egoisti e ambiziosi, sono un fertile terreno per le loro imprese. Il potere della Fratellanza Oscura è apparentemente dominante sui piani fisico ed emozionale (astrale). Non è così su quello mentale superiore, il livello dove operano i Fratelli della Luce. Potenti adepti neri possono trovarsi ai livelli mentali inferiori, ma a quelli superiori domina la Loggia Bianca.
 
Ai tempi dell’Atlantide gli uomini incominciarono a desiderare con volontà. Questa potente vibrazione del desiderio era evocata da uomini ancora totalmente privi di qualsiasi visione spirituale. Attrassero l’attenzione di certe energie o certi Esseri esclusivamente malefici. Questi Esseri approfittarono della situazione alfine di soddisfare il loro desiderio di potere, una deformazione dell’aspetto volontà. Venne così fondata la Loggia Nera. La loggia Nera si nutrì del desiderio umano e assomigliava a un grande vampiro adombrante. Essa pervertì la vita umana e aumentò la crescita del desiderio molto al di là di quanto fosse normalmente previsto dal piano evolutivo, creando così falsi scopi e modelli. Essa ha seminato la sua “generazione” malvagia e distruttiva per rallentare e “distruggere” l’evoluzione sulla terra. Il potere impellente del desiderio materiale, focalizzato nella Loggia Nera, che alimentava il desiderio umano e traeva una forma di vita dal desiderio globale dell’umanità.
 
Il Maestro D.K. afferma che verso la fine della Quarta Razza Madre umana, cioè la razza atlantidea; in quel tempo gli uomini cominciarono a dar prova di un crescente senso di responsabilità e perciò del potere di dimostrare una scelta discriminante. Questo condusse alla grande guerra della Quarta Razza che culminò nel Diluvio, che viene ricordato in tutte le parti del mondo e di cui danno testimonianza la maggior parte delle Scritture. In quell’epoca, in cui vi fu ampiamente coinvolto tutto il mondo degli uomini allora conosciuto e vi furono implicate anche la Loggia Nera e la Loggia Bianca degli adepti, avvenne la prima lotta più importante fra coloro che manifestavano il male e le Forze della Luce; la sua conclusione fu incerta, con prove di disfatta più dalla parte del bene che dalla parte del male. Ai giorni dell’Atlantide quando il potere della Loggia Nera fu così grande, che la Gerarchia dovette far fronte alla minaccia di una disfatta e della distruzione dell’anima umana. Allora intervenne Shamballa e il mondo di quell’epoca fu distrutto. Questo periodo è conosciuto nella storia moderna come il tempo del Diluvio Universale. Sotto il simbolismo del Diluvio è evidente che la lotta fu focalizzata soprattutto sul piano astrale, sebbene fosse anche combattuta sul piano fisico; ebbe come risultato la distruzione del mondo per mezzo dell’acqua, come si potrebbe esprimere simbolicamente.
  
La Loggia Nera si occupa dell’aspetto forma della manifestazione; la Loggia Bianca dell’aspetto coscienza. Si potrebbe perciò affermare che:
 
  1. Shamballa si occupa dell’aspetto vita nei suoi impulsi graduati.
  2. La Gerarchia si occupa dell’aspetto coscienza nella sua serie graduata di espansioni.
  3. La Loggia Nera si occupa dell’aspetto materia nella molteplicità delle sue forme. (EG 74).     
 
Le Forze delle Tenebre sono energie potenti che operano per conservare ciò che è antico e materiale; quindi sono preminentemente forze di cristallizzazione, di conservazione della forma, di attrazione della materia e di ciò che esiste nella vita della forma nei tre mondi. Di conseguenza esse bloccano deliberatamente l’afflusso di ciò che è nuovo e datore di vita; operano per impedire la comprensione di ciò che appartiene alla nuova era; cercano di conservare ciò che è familiare e vecchio, di neutralizzare gli effetti della cultura e della civiltà che si avvicinano, di portare cecità ai popoli e di alimentare continuamente fuochi dell’odio, della separatività, della critica e della crudeltà esistenti. Il Maestro M. nel 1935 metteva i discepoli in guardia:
 
Le forze delle tenebre premono con vari mezzi, e sono presenti in livelli prossimi alla Luce. Nelle sfere sottili questa vicinanza è naturalmente impossibile, ma nel mondo terreno, dove l’atmosfera è ispessita da gas tossici, le forze tenebrose cercano di serrarsi attorno alla Luce. Un impulso di distruzione le sospinge verso i Fari di Verità. I nemici che attaccano con la spada in pugno non sono pericolosi come quelli che si accostano con una maschera di Luce, e sono, coscienti o no, veri strumenti dell’Ombra. Dapprima quelli inconsapevoli agiscono, per così dire, in parallelo con il bene, e, quali portatori di male, infettano ogni esordio. Ma quelli che invece servono il male sapendolo dicono nel tempio le vostre stesse preghiere, e guai a chi non è capace di distinguerli! Tranelli tenebrosi l’attendono. Non è saggio ammettere nel luogo più sacro chi offende lo spirito. I diavoli possono anche aiutare, a livello fisico, e finanche costruire un tempio, ma il piano spirituale è loro inaccessibile. Sulla via del Mondo del Fuoco ricordate allora gli schiavi dell’ombra, che cercano di penetrare nel “Sancta Sanctorum” (Mondo del Fuoco III, 165).
 
Queste forze oscure, per quanto riguarda i popoli intelligenti del mondo, operano insidiosamente e rivestono i loro sforzi di belle parole, portando perfino le persone particolarmente evolute ad esprimere odio verso persone e ideologie, alimentando i semi nascosti dell’odio insiti in molti esseri umani. Attizzano fino al furore la paura e l’odio nel mondo, nello sforzo di conservare ciò che è vecchio e di far apparire indesiderabile ciò che è sconosciuto, e trattengono le forze dell’evoluzione e del progresso per i propri fini. Queste forze sono sempre alla ricerca di un punto focale per i loro sforzi o un agente di distribuzione del loro tipo particolare d’energia: l’energia dell’odio focalizzato e diretto, della separazione, della paura e dell’orgoglio. “Gli oscuri hanno per sistema di seminare prima la sfiducia, poi di saturarla di desideri, per gonfiare poi questi in delitti, e mietere una duplice messe”[1].
 
Il Maestro D.K. in Esteriorizzazione della Gerarchia spiega che nel XX secolo, il potere di Shamballa del Primo Raggio della Volontà e del Potere, fu liberato per distruggere le vecchie forme politiche, sociali e religiose. La volta precedente fu liberato ai tempi dell’Atlantide nella grande lotta tra i Signori della Luce e i Signori della Forma Materiale, le Forze Oscure.
 
L’energia che fluisce attraverso i punti focali della Volontà divina ha un effetto duplice, sia distruttiva che costruttiva, secondo la qualità dei corpi che reagiscono ad essa. Il Raggio o Energia della Volontà è di tale intensità dinamica che è detto il raggio del Distruttore. Delle anime di questo raggio si dice in occultismo che “irrompono in incarnazione”. S’impadroniscono con dinamismo di quanto abbisognano. Non tollerano ostacoli alla soddisfazione dei loro desideri.
 
Le potenze in arrivo liberate da questa Volontà divina per reazione polare produssero un rigurgito di male nei cuori degli uomini con questa inclinazione, conducendo a un’analoga unità, unanimità e attività creativa di male separativo e pieno di odio. Questa Volontà di bene suscitò la pronta reazione di volontà di male delle Forze del Male, che avevano creato e “mantenuto in essere” il moderno mondo materialistico con l’importanza che dà alle forme e al denaro. Quest’afflusso di volontà “aprì la porta dove dimora il male” e sfrenò sulla terra la piena furia della Loggia Nera. Le forze del male si avvalsero di questa energia per distruggere le anime degli uomini, per precipitare la guerra e distruggere le città e tutti i nostri centri di civiltà e cultura. L’evocazione dell’energia di Volontà e il suo effetto sul materialista è un disastro, perché servirebbe unicamente a focalizzare e rinforzare la volontà del sé inferiore, o ostinazione, stimolante, indirizzata a scopi egoistici, che l’individuo potrebbe diventare un mostro di perversità. Un esempio fu Hitler. Tuttavia, ciò che ha reso quest’ultimo un nemico tanto pericoloso della famiglia umana è che nel corso degli ultimi duemila anni il genere umano è progredito fino al punto in cui può rispondere anche a certi aspetti di questa forza di Primo Raggio. Perciò Hitler trovò associati e collaboratori che aggiunsero la loro ricettività alla sua, e un intero gruppo divenne così l’agente responsivo dell’energia distruttrice che si esprime nel suo aspetto più basso. Questo fu ciò che li mise in grado di operare in modo spietato, potente, egoistico, crudele, e con successo, per la distruzione di tutto ciò che tentava di ostacolare i loro progetti e desideri.
 
I signori del male usano l’energie della volontà del Primo Raggio di aspetto, e conseguentemente la maggior parte dei maghi neri sono sul Primo Raggio stesso. Questi esseri malvagi della Loggia Nera hanno risposto all’energia della volontà di Shamballa e alla forza vitale, donatrice di vita, ma l’hanno usata in conformità alle loro intenzioni malvagie e con il potere loro conferito dalla loro posizione sulla scala cosmica del male. Di qui la guerra.
 
Il Maestro D.K. avverte che se questo potere — impersonale e potente — cadesse nelle mani della Loggia Nera, gli effetti sarebbero veramente disastrosi. La maggior parte dei membri di questo centro di male cosmico sono sullo stesso Primo Raggio e qualcosa del proposito divino è noto ad alcuni di loro, perché — nel proprio ambito e nel loro regime iniziatico — sono anch’essi degli iniziati di alto grado, ma dedicati all’egoismo e alla separatività. La loro forma particolare d’egoismo è di gran lunga peggiore di qualsiasi cosa possiate immaginare, perché sono completamente staccati e separati da ogni contatto con l’energia cui diamo il nome di amore (R.I. 716).
 
Gli Adepti della Loggia Nera hanno liberato sulle nazioni dell’Asse, l’energia della volontà di separazione e di aggressione (distorsione della energia di Shamballa, Primo Raggio); questo è stato reso possibile dalla loro ricettività alla volontà di potere, che dovrà essere equilibrata dalla volontà di bene. Questi oscuri esseri malvagi, ma potenti conoscono bene gli usi della volontà, ma solo nel suo aspetto distruttivo. La loro forma particolare d’egoismo è di gran lunga peggiore di qualsiasi cosa si possa immaginare, perché sono completamente staccati e separati da ogni contatto con l’energia cui diamo il nome di amore. Le Potenze delle Tenebre tentano di nuovo di distruggere il progresso dell’umanità verso i valori spirituali.
 
Il Maestro D.K. ci dice che soltanto il gruppo, secondo il nuovo modo d’operare e l’iniziazione di gruppo recentemente proposti, è in grado d’invocare le energie di Shamballa. Questa è la ragione per cui Hitler, esponente della reazione invertita a Shamballa (e di conseguenza della reazione del male), dovette riunire intorno a sé un gruppo di persone e personalità di mentalità simile. Sull’arco superiore del ciclo evocativo (Hitler essendo l’espressione dell’arco invocativo delle forze di Shamballa) occorre un gruppo per produrre l’evocazione (Raggi Iniziazioni, 36). Il gruppo della forza oscura era formato da Hitler e altri sei oscuri, sette (6+1) in totale.
 
[1] Foglie del Giardino di Morya II, 205.
 
L’INTELLIGENZA CREATRICE E IL POTERE DEL DENARO
 
 
Il Maestro D.K. ci fornisce due informazioni chiave per comprendere l’importanza del denaro e della finanza nella scacchiera mondiale tra le forze bianche del bene e le forze nere del male.
 
Prima informazione, l’energia dell’Intelligenza Attiva, quella che è definita come Terzo Raggio[1], si concretizza attraverso l’energia del desiderio, che a sua volta concretizza il denaro. Chi detiene il denaro detiene anche il potere e ciò vale per il capitalismo attuale quanto per un proletariato arricchito o un governo avido. L’intelligenza umana ha servito dalla parte del materialismo e non dalla parte dei valori spirituali. Il denaro è l’espressione concretizzata del terzo tipo d’energia spirituale. Questa espressione particolare apparve dapprima nel sistema antico e parimenti materialistico del baratto e dello scambio; in seguito, nelle civiltà successive (che includono in modo preminente la nostra) si ha la comparsa della moneta, fatta dapprima con i prodotti del regno minerale e che più tardi divenne cartamoneta, fatta con i prodotti del regno vegetale. Questo ha culminato nella moderna preoccupazione per il denaro. Vi è un significato occulto assai profondo nell’affermazione del Nuovo Testamento, che “l’amore del denaro è la radice di tutti i mali”. I grandi finanzieri sono in realtà coloro per i quali ricevere denaro, ossia questo tipo d’energia, costituisce la linea di minor resistenza, ed essi hanno inoltre la volontà di costituire grandi fortune, ciò che non può essere negato. Vogliono far fortuna, consacrano la loro intelligenza a questo scopo e nulla li può fermare. Molti di loro sono puramente egoisti; alcuni considerano il denaro come deposito fiduciario da usare per altri e sono sorprendentemente generosi in senso filantropico e umanitario (EG 646).
 
Seconda informazione, potenti forze e influssi provenienti dalle stelle Betelgeuse e Sirio. I discepoli anziani del nuovo gruppo di servitori del mondo vi reagiscono in modo netto ed esse stimolano il centro del cuore (Betelgeuse) e della testa (Sirio). Un effetto secondario di queste energie si ha nel regno minerale, e specialmente su quel prodotto peculiare che è l’oro, e quell’enigma che è il denaro. Come si è visto nei capitoli precedenti, la stella gigante di Betelgeuse appartiene al quadrilatero di Orione, che forma il bordo del Calice Cosmico, la stella Sirio è il fondo del Calice. La Loggia Bianca planetaria è parte integrante della grande Loggia Bianca di Sirio.
 
Nella celebrazione del Mistero del Calice del Conseguimento si usava un calice d’argento esternamente rivestito di una ramatura rossiccia, l’argento è collegato alla ricchezza al denaro. Poiché Betelgeuse stimola nel discepolo il centro del cuore, possiamo dire che questa stella è un centro focale di quel Grande Cuore cosmico. L’argento del calice è simbolo di prosperità e di ricchezza economica ed è collegato alla Luna, alla Madre.
 
 I Maestri di Terzo Raggio operano strenuamente nel mondo economico e della finanza per il tramite d’individui, e sono molti, animati da spirito di servizio altruistico. È una nuova sfera d’azione spirituale. La spiritualizzazione del denaro e il suo accumulo in grande quantità per l’opera dei Grandi Esseri, i Discepoli del Cristo, fa parte di un servizio mondiale veramente necessario ed ora può avere inizio in modo soddisfacente; deve però essere svolto con intuizione spirituale, giusta tecnica e vera comprensione. La purezza del movente e l’altruismo sono sottintesi.  
 
[1] Il Terzo Raggio, ha un ciclo lunghissimo essendo in manifestazione fin dal 1425, ha un effetto diretto sulla Quinta Razza Radice, la nostra.
 
LA FINANZA OSCURA MONDIALE
 
Il Maestro D.K. spiega che le forze di distruzione che militano contro le forze del bene hanno accaparrato le risorse monetarie del mondo e hanno deviato la corrente di prana che automaticamente si cristallizza in denaro e nella ricchezza finanziaria mondiale, verso fini materiali separativi e personali. Questi interessi speculativi attualmente sono focalizzati tramite certi gruppi finanziari di tutte le nazioni potenti, in particolare negli Stati Uniti. In America si è affermata la dittatura degli affaristi organizzati, che cercano di dominare e controllare ogni settore della vita economica della nazione giungendo, tramite le menti esperte del governo, fino alle radici più profonde dell’esistenza nazionale.
 
Il Maestro D.K. ci dice che il Terzo Raggio dell’Intelligenza Creatrice governò il sistema solare precedente, governa anche la razza ebraica; se tenete presente che quel sistema si occupò soltanto degli aspetti divini della materia e delle condizioni esteriori, e che gli Ebrei furono il prodotto più elevato di quel sistema, potrete comprendere l’Ebreo, la sua separatività, il suo desiderio di purezza razziale e il suo interesse per ciò che è commerciale e tangibile. L’Ebreo lungo le età ha insistito a mantenersi separato da tutte le altre razze, e di quel sistema precedente ha conservato la conoscenza (necessaria allora, ma antiquata oggi) che la sua razza era il “popolo eletto” … Ricordate che è un fatto interessante che gli Ebrei si trovino in ogni paese senza eccezione, che la loro influenza sia potente e diffusa (molto più di quanto essi stessi siano disposti a riconoscere) e che manipolano in modo estremamente potente la particolare concretizzazione d’energia che chiamiamo denaro. Essi costituiscono in modo strano un centro mondiale d’energia unico e distintamente separato. La ragione di questo fatto è che essi rappresentano l’energia e la vita del sistema solare precedente (EG, 76).
 
Gli Ebrei; essi costituiscono, nel loro insieme, il centro del plesso solare del Logos planetario; oggi il loro problema è utilizzato per concentrare, qualificare e condizionare la natura sensibile del mondo e le reazioni emotive della natura sensibile dell’umanità e del Logos planetario. Mediante il popolo ebraico di tutto il mondo, il sentimento di simpatia o di antagonismo, espressione d’amore o condizionato dall’odio, viene focalizzato nel centro planetario del plesso solare, in preparazione di un grande cambiamento permanente.
 
Le forze oscure o materialistiche, nella loro totalità, corrispondono alle energie del centro sacrale del pianeta, avendo a che fare con la generazione delle forme; la loro opera consiste nel mantenere la direzione dell’interesse planetario sul lato forma dell’espressione divina. Esse si occupano della vita della materia stessa (EG, 87).
 
Sono le Forze del Male, che hanno creato e “mantenuto in essere” il moderno mondo materialistico con l’importanza che esso dà alle forme e al denaro. Le istituzioni finanziarie centrali di Gran Bretagna e Stati Uniti, Banca d’Inghilterra e Sistema della riserva federale (FRS), e le organizzazioni finanziarie e industriali associate ebbero come obiettivo imporre il controllo assoluto sul sistema finanziario mondiale per controllare i processi politici dell’occidente. Ci sono state alcune figure chiave dietro la trama: i Rockefeller, i Morgan, Lord Montagu Norman (il Governatore della Banca d'Inghilterra), Hjalmar Schacht (Presidente della Reichsbank e ministro dell'Economia nel governo di Hitler). Il piano strategico di Rockefeller e Morgan è stato quello di sottomettere l'Europa economicamente, saturare la Germania con investimenti e crediti stranieri e dare un colpo mortale contro la Russia sovietica in modo da farla tornare nel sistema capitalista mondiale come una colonia. Tale strategia fu attuata in quattro fasi:
 
  1. Dal 1919 al 1924, preparare la base per un massiccio investimento finanziario statunitense nell’economia tedesca;
  2. Dal 1924 al 1929, istituzione del controllo sul sistema finanziario della Germania e sostegno finanziario al nazionalsocialismo.
  3. Dal 1929 al 1933, provocare e scatenare una profonda crisi finanziaria ed economica e assicurarsi che i nazisti arrivassero al potere;
  4. Dal 1933 al 1939, cooperazione finanziaria con il governo nazista e sostegno alla sua politica estera espansionista, volta a preparare e scatenare una nuova guerra mondiale.       
 
Nel dicembre 1923, H. Schacht divenne direttore della Reichsbank, permettendo di riunire i finanzieri anglostatunitensi e tedeschi. Nell’estate 1924, il progetto denominato “piano Dawes” (nominato dal presidente del comitato di esperti che lo creò, banchiere e direttore di una delle banche del gruppo Morgan), fu adottato alla conferenza di Londra. Chiedeva di dimezzare le riparazioni e di risolvere la questione delle fonti della loro copertura. Tuttavia, il compito principale era garantire condizioni favorevoli agli investimenti statunitensi, possibili solo stabilizzando il marco tedesco. A tal fine, il piano prestò alla Germania 200 milioni di dollari, di cui per metà della JP Morgan, contemporaneamente le banche anglostatunitensi acquisirono il controllo non solo del trasferimento dei pagamenti tedeschi, ma anche di bilancio, circolazione monetaria e in larga misura del credito del Paese.
 
Nel giro di pochi anni, meno di venti anni, la Germania, uscita da una terribile sconfitta della prima guerra mondiale e con un debito di guerra colossale, diventò uno dei più ricchi e forti paesi europei. Dall’ascesa di Hitler, in soli sette anni, la Germania diventò in grado di sfidare militarmente una grande potenza mondiale come la Gran Bretagna. Senza aiuti da parte della grande finanza e delle grandi Corporation questo non sarebbe certamente stato possibile. L’élite tedesca (i Krupp, i Siemens, i Thyssen ecc.), sostenuta da quella anglo-americana, si adoperò affinché che il nazismo prendesse il potere.
 
Dall’autunno 1929, dopo il crollo della borsa statunitense attivata dalla Federal Reserve, iniziò la terza tappa della strategia dei circoli finanziari anglo-statunitensi. La Federal Reserve e JP Morgan decisero di smettere di prestare alla Germania, ispirati dalla crisi bancaria e depressione economica dell’Europa centrale. Nel settembre 1931 il Regno Unito abbandonò il gold standard, distruggendo deliberatamente il sistema internazionale dei pagamenti e togliendo l’ossigeno finanziario alla Repubblica di Weimar. Ma nel partito nazista si ebbe un miracolo finanziario: nel settembre 1930, a seguito di grandi donazioni da Thyssen e IG Farben, il partito di Kirdorf ebbe 6,4 milioni di voti e fu al secondo posto nel Reichstag, dopo di che ricevette ampi finanziamenti esteri.
 
Quando Hitler si rifiutò di pagare le riparazioni, naturalmente mettendo in discussione il pagamento dei debiti di guerra, né Gran Bretagna né Francia avanzarono pretese. Inoltre, dopo la visita negli Stati Uniti nel maggio 1933, Schacht fu posto nuovamente a capo della Reichsbank, e dopo l’incontro con il presidente e i più grandi banchieri di Wall Street, gli USA assegnarono alla Germania nuovi prestiti per un miliardo di dollari.
 
La cooperazione statunitense con il complesso militare industriale tedesco fu così intensa e pervasiva che nel 1933 i settori chiave dell’industria tedesca e delle grandi banche come Deutsche Bank, Dresdner Bank, Donat Bank ecc. erano controllati dal capitale finanziario statunitense.
 
Le potenti famiglie che finanziarono e sostennero il nazismo finanziarono anche gli Alleati nella guerra contro il nazismo e così apparentemente si “opposero” a Hitler. I Rothschild furono al centro di tutto questo, ed operarono attraverso i propri canali inglesi, statunitensi e tedeschi. La maggior parte del popolo “ebreo” pensa che famiglie come quelle dei Rothschild e dei Warburg, che si dichiarano entrambe ebree, stiano dalla loro parte, in quanto finanziarono e finanziano il partito sionista e lo stato ebraico. Niente potrebbe essere più lontano dalla verità, per costoro conta solo il potere e gli uomini sono solo merce. Furono i Rothschild a finanziare Hitler attraverso la Banca d’Inghilterra e altre fonti sono la Banca Kuhn Loeb, che finanziò anche la Rivoluzione Russa.
 
Famiglia Rockefeller di origine ebraica, anticamente chiamata Roggenfelder ed inizialmente residente nella città tedesca di Neuwied. John Davison Rockefeller jr. riuscì ad arricchirsi ancor di più proprio grazie alla Crisi del 1929, speculando sul crollo dei prezzi immobiliari. Grazie a ciò fece ad  edificare a New York il Rockefeller Centre, ove aprirono la propria sede centrale gigantesche società come - tra le altre - la General Electric, la NCA, la RCA e, logicamente, la sua Standard Oil. Nell’agosto 1934, la “Standard Oil” dei Rokefeller, in Germania acquistò 730.000 ettari di terreno e costruì grandi raffinerie di petrolio che fornirono la benzina ai nazisti. Allo stesso tempo, la Germania prese segretamente in consegna dagli Stati Uniti le attrezzature più moderne per le fabbriche di aeromobili, che iniziarono la produzione di aerei. La Germania ottenne numerosi brevetti militari dalle ditte statunitensi “Pratt e Whitney“, “Douglas“, “Curtis Wright” e con la tecnologia statunitense produsse lo “Junkers Ju-87”. Gli investimenti nell’economia della Germania ammontarono a 475 milioni di dollari. La “Standard Oil” investì 120 milioni di dollari, “General Motors” 35, ITT 30 e “Ford” 17,5. La stretta collaborazione finanziaria ed economica degli ambienti aziendali anglo-statunitensi e nazisti fece da sfondo, negli anni ’30, alla politica di appoggio che portò alla Seconda guerra mondiale.
 
Molte società e banche americane finanziarono Hitler, come la Chase Bank dei Rockefeller. Alla Deutsche Bank (controllata dai Rockefeller), dal 1940 al 1945, fu direttore Hermann Joseph Abs, un fervente sostenitore del nazismo. La Standard Oil, controllata dai Rockefeller, coincideva, in effetti, con la I.G. Farben, il gigante chimico della Germania nazista che gestì il campo di concentramento di Auschwitz. La I.G. Farben era il nucleo della macchina da guerra nazista e furono le sue avanzate conoscenze tecnologiche, che aveva acquisito dalla Standard Oil, che permisero a Hitler di combattere la guerra. Altri rifornimenti petroliferi furono forniti alla Germania dalla Standard Oil attraverso la Svizzera, centro finanziario e roccaforte della Confraternita. Nel 1934, la Germania nazista importava ben l’85% dei raffinati petroliferi. Hitler, per sfidare le altre potenze, doveva acquisire capacità di approvvigionarsi di carburatori. La soluzione gli venne offerta dalla Standard Oil di New Jersey, di proprietà della famiglia Rockefeller. La Standard Oil possedeva tecnologie e possibilità di finanziamento del progetto “benzina sintetica”, che avrebbe permesso di estrarre benzina dal carbone.
 
Il cuore della macchina da guerra di Hitler fu l’industria chimica I.G. Farben. La IG Farben detenne un monopolio quasi totale sulla produzione chimica durante il periodo della Germania Nazista. L’azienda chimica tedesca fu il cuore finanziario del regime di Hitler e fu la principale fornitrice dello Zyklon-B (la sostanza mortale utilizzata nelle camere a gas dei lager) al governo tedesco, durante l’Olocausto. La IG Farben fu anche una delle società che più richiesero deportati come cavie per esperimenti e test di medicinali di vario genere, grazie ai quali furono inventati il gas nervino, l’eroina, il metadone e altre sostanze (specialmente a opera della Bayer, una delle società costitutive) … La IG Farben fu controllata dai Rothschild tramite società finanziarie, attraverso i valletti dei Warburg. La Standard Oil dei Warburg gestiva Aushwitz, ma era ufficialmente dei Rockefeller. L’impero Rockefeller era stato creato dai Rothschild, nel 1870, infatti, la Rothschild Bank di Cleveland, Ohio, diede a J.D. Rockefeller il denaro per fondare la Standard Oil.
 
Tra gli altri finanziatori di Hitler figurano la General Electric; la Ford Motor Company di Henry Ford che fu insignito della più alta Onorificenza concessa a non tedeschi, la Gran Croce dell’Aquila Tedesca; e la International Telephone and Telegraph (ITT), che, in combutta con il banchiere personale di Hitler e l’ufficiale delle SS, il barone Kurt von Schroder, contribuì a sua volta a finanziare lo sforzo bellico nazista. Gli americani, durante la guerra, non bombardarono mai le fabbriche americane in Germania. Le industrie Ford si valsero ampiamente di manodopera coatta dei prigionieri nei lager. La Ford Motor Company e la General Motors si occuparono della produzione dei carri armati. La società americana Bendix Aviation, controllata dalla G.M., si occupò di fornire la tecnologia necessaria al pilotaggio automatico degli aerei.
 
Durante il periodo nazista, le grandi famiglie di banchieri, i Rockefeller, i Warburg e gli Harriman, sostennero finanziariamente le ricerche eugenetiche. Gli istituti, diretti dallo psichiatra nazifascista Ernst Rudin, sostennero l’idea che alcune persone erano geneticamente “nocive” perché inferiori oppure portatrici di “tare ereditarie”, e per questo andavano sterilizzate oppure uccise.
 
L’IBM offrì a Hitler assistenza tecnica per i lavori forzati e per i programmi di sterminio. Grazie alle tabulatrici di Hollerith, che erano le antenate dei calcolatori, venne immagazzinata una quantità enorme di dati. L’intera popolazione tedesca fu così schedata, in modo da poter identificare gli ebrei e differenziare anche altre categorie, ad esempio, i soggetti che avevano sposato ebrei, gli ebrei che avevano combattuto durante la Prima guerra mondiale, la percentuale di sangue ebraico, ecc. La tecnologia dell’IBM permise una maggiore efficienza dell’industria bellica, e una migliore organizzazione dei trasporti.
 
Il Maestro D.K. in Esteriorizzazione della Gerarchia avverte che gli interessi in gioco, i grandi cartelli, trust e monopoli che dominavano negli ultimi decenni precedenti la guerra mondiale, mobiliteranno le loro risorse e combatteranno a morte per impedire l’estinzione delle loro fonti di reddito; non permetteranno, se lo potranno, che il controllo di questa potenza illimitata passi nelle mani delle masse cui appartiene di diritto. Gli interessi egoistici dei grandi azionisti, degli istituti bancari e delle ricche chiese organizzate si opporranno a tutti i cambiamenti, tranne in quanto possano trarne profitto e possano apportare maggiori guadagni finanziari nelle loro casseforti.
IL MANIFESTO DELLA DOTTRINA DEL MALE ECONOMICO IN 25 PUNTI
 
Applicando il principio del prestito a interesse alla macroeconomia, il controllo non è più sul singolo debitore ma si estende su interi stati, soprattutto quando questi stati devolvono il potere di stampare moneta a banche private indebitandosi con esse. Sistema egregiamente riassunto dalla frase del fondatore della dinastia Rothschild, Mayer Amschel Rothschild. Datemi il controllo della moneta di una nazione e non mi importa di chi farà le sue leggi.
 
I Rothschild, sono una delle poche famiglie a controllare sin dagli albori le banche, quindi le economie e quindi i governi mondiali. Mayer Amschel Bauer, nacque a Francoforte, Germania nel 1744 o 1743. Mayer Bauer Amschel Rothschild discendeva da un’antica famiglia di rabbini ashkenaziti; il nome della famiglia era Hahn-Elkan, cambiò il nome in Rothschild (Rot Schild= scudo rosso) che derivava dall’insegna rossa di una casa in cui viveva la famiglia fin dal 1563. Il giovane ebreo non era interessato agli studi biblici, era più portato per gli affari. Dopo aver lavorato per alcuni anni in una banca, decise di mettersi in proprio dedicandosi a prestito e cambio di denaro e al commercio. Divenne l’uomo di fiducia di Guglielmo IX d’Assia (1743-1821), ultimo Langravio d’Assia-Kassel, diventato primo principe elettore d’Assia col nome di Guglielmo I e con questo fece una grande fortuna in investimenti militari.
 
Diventando Amschel Mayer Rothschild, banchiere ebreo tedesco della dinastia finanziaria Rothschild, rinominato dagli ebrei dell’Europa orientale come “il pio Rothschild”. Mayer forniva servizi bancari a un certo numero di nobili in Europa, tra cui il principe ereditario Guglielmo d’Assia, che in seguito divenne l’uomo più ricco del continente. Nel 1770, Rothschild sposò la figlia di un altro Ebreo di corte. La dote ricevuta dal matrimonio ha contribuito ad aumentare la ricchezza dei Rothschild.
 
La coppia ebbe dieci figli: cinque figli e cinque figlie. Tutti i loro figli in seguito hanno contribuito ad ampliare nelle varie capitali europee l’impero dei banchieri della dinastia Rothschild. Prima di morire, Mayer Rothschild fissò delle regole severe per i suoi discendenti, su come avrebbero dovuto gestire le finanze della famiglia. Ad esempio, Rothschild ha voluto mantenere la fortuna all’interno della famiglia e come tale ha incoraggiato la disposizione dei matrimoni tra i parenti Rothschild. Per meglio conservare il potere in famiglia si sposavano tra cugini: su 18 matrimoni dei nipoti di Amschel 16 erano tra cugini primi.
 
Nel 1773, quando Mayer Rothschild aveva solo 30 anni di età, ha invitato altri dodici uomini ricchi e influenti a incontrarlo a Francoforte. Il suo scopo era quello di convincerli che se hanno deciso di unire le loro risorse che potevano poi finanziare e controllare il World Revolutionary Movement e usarlo come il loro manuale di azione per “dominare le ricchezze, le risorse naturali e la forza lavoro di tutto il mondo”.
 
Amschel Mayer Rothschild, ai suoi dodici ascoltatori, svelò «come la Rivoluzione Inglese (1640-60) fosse stata male organizzata e mise in risalto gli errori che erano stati commessi: il periodo rivoluzionario era stato troppo lungo, l’eliminazione dei reazionari non era stata eseguita con sufficiente rapidità e spietatezza e il programmato “regno del terrore”, col quale si doveva ottenere la rapida sottomissione delle masse, non era stato messo in pratica in modo efficace. Malgrado questi errori, i banchieri, che avevano istigato la rivoluzione, avevano stabilito il loro controllo sull’economia e sul debito pubblico inglese». Rothschild mostrò che questi risultati finanziari non erano da paragonare a quelli che si potevano ottenere con la Rivoluzione francese, a condizione che i presenti si unissero per mettere in pratica il Piano rivoluzionario che egli aveva studiato e aggiornato con grande cura.
 
Amschel Rothschild aiuta e finanzia l’ebreo Adam Weishaupt, un ex prete gesuita, che a Francoforte crea un Gruppo Segreto dal nome “Gli Illuminati di Baviera”. Weishaupt aveva cominciato ad infiltrarsi nel consolidato Ordine Continentale dei Liberi Muratori. Weishaupt assunse 2000 agenti, “gli uomini più intelligenti nel campo delle arti e delle lettere, dell’istruzione, della scienza, della finanza e dell’industria.” Weishaupt istruì questi individui ben pagati sui migliori metodi di corruzione, manipolazione e controllo delle  persone e della stampa. Weishaupt riorganizzò gli Illuminati dal 1 Maggio 1776. Il piano utilizza ingannevolmente la frase “pace sulla terra” e richiede la distruzione di tutti i governi e la religioni esistenti attraverso un processo di “divisione delle masse in schieramenti politici, sociali, economici e altri campi opposti in continuo aumento di numero.” La gente dovrebbe “combattere e indebolire se stessa e gradualmente distruggere i governi nazionali e le istituzioni religiose.”
 
I 25 punti del documento del terrore attribuito a Amschel Mayer Rothschild sono i seguenti:
 
  1. Usare la violenza e il terrorismo, piuttosto che le discussioni accademiche.
  2. Predicare il “Liberalismo” per usurpare il potere politico.
  3. Avviare la lotta di classe.
  4. I politici devono essere astuti e ingannevoli – qualsiasi codice morale lascia un politico vulnerabile.
  5. Smantellare “le esistenti forze dell’ordine e i regolamenti. Ricostruzione di tutte le istituzioni esistenti.”
  6. Rimanere invisibili fino al momento in cui si è acquisita una forza tale che nessun’altra forza o astuzia può più minarla.
  7. Usare la Psicologia di massa per controllare le folle. “Senza il dispotismo assoluto non si può governare in modo efficiente.”
  8. Sostenere l’uso di liquori, droga, corruzione morale e ogni forma di vizio, utilizzati sistematicamente da “agenti” per corrompere la gioventù.
  9. Impadronirsi delle proprietà con ogni mezzo per assicurarsi sottomissione e sovranità.
  10. Fomentare le guerre e controllare le conferenze di pace in modo che nessuno dei combattenti guadagni territorio, mettendo loro in uno stato di debito ulteriore e quindi in nostro potere.
  11. Scegliere i candidati alle cariche pubbliche tra chi sarà “servile e obbediente ai nostri comandi, in modo da poter essere facilmente utilizzabile come pedina nel nostro gioco”.
  12. Utilizzare la stampa per la propaganda al fine di controllare tutti i punti di uscita di informazioni al pubblico, pur rimanendo nell’ombra, liberi da colpa.
  13. Far si che le masse credano di essere state preda di criminali. Quindi ripristinare l’ordine e apparire come salvatori.
  14. Creare panico finanziario. La fame viene usata per controllare e soggiogare le masse.
  15. Infiltrare la massoneria per sfruttare le logge del Grande Oriente come mantello alla vera natura del loro lavoro nella filantropia. Diffondere la loro ideologia ateo-materialista tra i “goyim”.
  16. Quando batte l’ora dell’incoronamento per il nostro signore sovrano del Mondo intero, la loro influenza bandirà tutto ciò che potrebbe ostacolare la sua strada.
  17. Uso sistematico di inganno, frasi altisonanti e slogan popolari. “Il contrario di quanto è stato promesso si può fare sempre dopo … Questo è senza conseguenze”.
  18. Un Regno del Terrore è il modo più economico per portare rapidamente sottomissione.
  19. Mascherarsi da politici, consulenti finanziari ed economici per svolgere il nostro mandato con la diplomazia e senza timore di esporre “il potere segreto dietro gli affari nazionali e internazionali.”
  20. L’obiettivo è il supremo governo mondiale. Sarà necessario stabilire grandi monopoli, quindi, anche la più grande fortuna dei goyim dipenderà da noi a tal punto che essi andranno a fondo insieme al credito dei loro governi il giorno dopo la grande bancarotta politica.
  21. Usa la guerra economica. Deruba i “goyim” delle loro proprietà terriere e delle industrie con una combinazione di alte tasse e concorrenza sleale.
  22. Fai si che il “goyim” distrugga ognuno degli altri; così nel mondo sarà lasciato solo il proletariato, con pochi milionari devoti alla nostra causa e polizia e soldati sufficienti per proteggere i loro interessi.
  23. Chiamatelo il Nuovo Ordine. Nominate un Dittatore.
  24. Istupidire, confondere e corrompere i membri più giovani della società, insegnando loro teorie e principi che sappiamo essere falsi.
  25. Piegare le leggi nazionali e internazionali all’interno di una contraddizione che innanzi tutto maschera la legge e dopo la nasconde del tutto. Sostituire l’arbitrato alla legge.                                               
Il termine goyim è usato per indicare i popoli e le persone diversi dal popolo ebraico. Nel 1790 Mayer Rothschild riassunse la tecnica manipolatoria della famiglia pronunciando questa frase: “Datemi il controllo sulla valuta di una nazione, e me ne infischio di chi fa le leggi”.  Il gioco consisteva, e consiste tuttora, nel far sì che compagnie e governi si riempissero di debiti, e quindi di accollarseli per poter acquisire il controllo.
 
Ammettendo per ipotesi che questo documento sia una creazione posteriore a Amschel Mayer Rothschild, non possiamo dire che non sia stato applicato e che sia ancora attuale. Contrariamente a quanto si crede, nel mondo globalizzato nel quale viviamo non sono i singoli stati ad emettere la propria moneta, ma un sistema coordinato di Banche Centrali, le quali prestano il denaro ai governi dietro il corrispettivo di un interesse. Questo significa che le banconote in circolazione non sono dello Stato, ma di proprietà delle banche centrali. Le banche centrali più famose sono la BCE per l’Europa e la Federal Reserve per gli Stati Uniti. Ma ogni paese o raggruppamento politico-economico di paesi ha la sua banca centrale. Gli stati nazionali si sono tolti la facoltà di emettere (stampare) moneta, delegando tale fondamentale funzione alle banche centrali di proprietà privata. Dunque, i governi nazionali, per far funzionare lo stato, devono chiedere soldi in prestito ai privati!
 
I Rothschild sono i Guardiani del tesoro del Vaticano, la più importante carica che il Vaticano “dona” dato che costoro controllano il tesoro del Vaticano. Nel 1824, la Casa di Rothschild è stata nominata l’unico agente fiscale di tutto l’impero finanziario del Vaticano. Dal 1824, la Casa di Rothschild ha in sostanza gestito i soldi del Vaticano.
IL NAZISMO E LA LOGGIA NERA
 
Il Maestro D. K. c’informa che ai vertici della loggia Oscura vi sono maghi neri lavorano sotto certe grandi Entità, in numero di sei, di cui si dice per esempio nella Bibbia cristiana che hanno il numero 666, il numero della Grande Bestia o del materialismo. Esse vennero (essendo cosmiche, non sistemiche) sulla corrente di forza emanante dai livelli mentali inferiori cosmici, che produsse i tre mondi dello sforzo umano. Il numero Sei è significativo nell’espressione cosciente, nel male intenzionale. Il numero 6 è il numero della forma o manifestazione. Sul nostro Globo le Sei Entità oscure sono polarizzate, nei dodici attuali capi della Loggia Nera sulla Terra. Il Maestro ci dice altrove che le forze oscure sono governate sul Piano Fisico da un gruppo di sei leader orientali e sei leader occidentali; di questi gli orientali sono i più potenti perché sono i più antichi per razza e quindi i più esperti.  Queste Entità collettivamente sono caratterizzate dal numero 666 oppure ognuna di tali Entità è così caratterizzata?
 
Queste forze pilotate da agenti della Loggia Oscura hanno finanziato e armato la Germania nazista. L’esteriorizzazione della nera loggia materialistica in Germania avvenne tramite sette uomini (6+1), Sei esseri malvagi e crudeli al servizio di Uno, il centro di sintesi. Costoro sono Hitler, von Ribbentrop, Goebbels, Goering, Hess, Himmler e Streicher. Questi uomini incarnano e personificano le forze di aggressione e governano con la paura non soltanto le nazioni soggiogate, ma anche i loro pochi alleati che non appartengono in alcun modo alla loro categoria di potere, per loro fortuna. Così la volontà di potere delle forze di aggressione è apparsa sulla Terra e ha cercato di assumere il dominio dell’umanità.
 
N. Roerich Nel 1.936 dipinge “Armageddon” quale profezia dell’imminente Olocausto, un incendio spettacolare che avvolge la città in nuvole di fumo dorate. La città s’illumina rosso e bianco in una luce soprannaturale viola. In primo piano si vedono i contorni di un esercito in viaggio verso la battaglia finale.
 

 
Figura 1. N. Roerich – Armageddon
 
Il Maestro D.K. ci dice che il 1936 fu un anno in cui la Loggia dello Spirito ricevette un aiuto extraplanetario, Così l’opera della Gerarchia sarà facilitato e sarà aperta la porta alle forze rigeneratrici degli Esseri extraplanetari che offrono il loro aiuto in questo momento e particolarmente durante il 1936 (E.G. 25). Sette anni dopo il Maestro fa il punto della situazione. Adesso, dopo sette anni, giunge l’opportunità di proseguire il lavoro iniziato allora e di conseguire dei risultati che possono liberare delle ondate spirituali di forza, e queste possono mutare il corso della battaglia. Non alludo alla battaglia in senso fisico. Dal punto di vista fisico la guerra è già vinta. Ma, sempre parallelamente al risultato fisico, deve venire una vittoria spirituale. D’altro canto potrei indicare che la ragione di un certo insuccesso avuto nel 1936 si può far risalire a due fonti. La riuscita di quel lavoro fu tale da suscitare un’attività parallela da parte delle Forze del Male; queste furono abbastanza potenti da sopraffare temporaneamente le Forze della Luce e provocare la guerra con tutti gli orrori che l’accompagnano (E.G. 394). Gli uomini e le donne di buona volontà e le persone d’inclinazione spirituale non poterono valutare la vera natura del pericolo incombente. Alcuni la riconobbero e fecero del loro meglio; altri lavorarono duramente, confidando nella saggezza di coloro che sapevano e chiedendo il loro aiuto; la maggior parte era turbata e preoccupata, ma nessuno valutò correttamente il duplice pericolo che stava di fronte all’umanità: il pericolo derivante dall’egoismo e dall’avidità umani, oltre al pericolo che si avvicinava alla Terra per mezzo delle forze combinate del male. Queste forze erano organizzate da esseri della più malvagia e profonda esperienza, e si preparavano ad ossessionare e infine possedere il negativo popolo germanico, governato da un gruppo di uomini di tale egoismo positivo e spirito materialistico aggressivo, da poter facilmente divenire gli agenti delle forze soggettive del male. Nel settembre 1939 la suprema malvagità si scatenò sulla terra. Poiché la Gerarchia non poteva né voleva violare il libero arbitrio umano, il male che l’umanità stessa aveva generato si manifestò, e apparve ciò a cui certe nazioni e taluni individui avevano risposto; ebbe così inizio la seconda guerra mondiale. Un male dilagante s’impossessò della terra per il tramite delle nazioni dell’Asse (E.G. 475).
 
Ufficialmente il 1 gennaio 1.935 per opera di Himmler fu costituito l’Ahnenerbe o ”Ufficio per gli Studi dell’Eredità Ancestrale”. Il nazismo si presenta quale rappresentate della Loggia Nera. Himmler come controparte nera di Artù aveva creato nel Castello di Wewelsburg, in Westfalia, la cosiddetta Camelot Nera, in un tetro castello della Westfalia, dove si riunivano i dodici cavalieri dell’Ordine Nero o Ahnenerbe, dell’Oscura Tavola Rotonda. Nascono così i Cavalieri dell’Ordine Nero, composti di elementi scelti nei ranghi delle SS, i cavalieri teutonici nazisti. Ognuno dei dodici cavalieri neri ha riservato per se una stanza all’interno del castello. Al piano terra vi è una stanza circolare con dodici colonne. Lungo il perimetro si trovano dodici sedili di pietra disposti circolarmente chiamato il cerchio sacro (in realtà demoniaco), una ruota al centro dalla quale si dipartono dodici raggi di colore verde scuro formati dalla runa “Sieg”, cioè “Vittoria”, le stesse che si ritrovano nel simbolo SS.  Il cerchio rappresenta il sole nero, (Schwarze Sonne). Per non lasciare alcuna traccia, il castello fu parzialmente distrutto il 31 marzo 1.945 per ordine diretto di Himmler.
 
Figura 2. Il sole nero
 
La Pietra meteorica delle stelle è anch’essa di colore verde. Il Maestro D.K. ci informa che il simbolo del I sistema Solare è una svastica con dieci bracci ad angolo retto di un radioso color verde, con i dieci bracci emananti da un fiammeggiante sole centrale, potremmo farci un’idea della forma-pensiero che servì di base al Primo Sistema, il sistema dell’attività. Le braccia sono di un colore Verde brillante, il colore del Terzo Raggio, l’Intelligenza Creativa. Tutte e dieci le braccia si irradiano da un sole centrale ardente di cui non sappiamo il colore. Forse il Sole centrale emana i colori Blu del Secondo Raggio, e Rosso del Primo Raggio, che con il Verde dei dieci raggi rappresentano i tre colori dei Raggi principali (FC 573).
                                                                              
Figura 3. Forma pensiero Simbolo del I sistema solare di Brahma
 
Il colore del terzo Raggio è verde brillante, il colore dei raggi del sole nero è verde scuro, l’ombra del verde brillante. Il simbolo del I Sistema è una svastica con dieci braccia. Cinque è un numero della stella di Brahma e Dieci è la doppia stella a cinque punte che comprende la dualità, la stella maschile e quella femminile. Il simbolo del sole nero è una svastica a 12 raggi. Dodici sono gli oscuri cavalieri, dodici sono le entità oscure o  maghi neri che operano sulla terra. Il simbolo del sole nero è una deformazione del sistema solare retto dall’Intelligenza Creativa Mahat, ma in ogni caso c’informa che attinge le sue energie dal lato oscuro del Terzo Raggio.
 
L’insegnamento della Camelot nera guidata da Himmler esprimeva la volontà di potenza e di predominio, imposta con il terrore la crudeltà e la morte. La Germania secondo i dettami della loggia oscura appartiene alla razza superiore; tutte le altre razze sono inferiori. Soltanto un’aristocrazia scelta dovrebbe avere il privilegio di educare e governare. Le masse popolari non sono altro che gregge ed esistono solo per essere schiave della razza superiore. La guerra è per gli uomini ciò che il partorire è per le donne. La guerra è un processo naturale e perciò eternamente giusto. Tutte le fonti di rifornimento devono esser controllate dalla Germania, e di conseguenza anche le nazioni attualmente neutrali devono essere portate nella sfera d’influenza della Germania. Le potenze totalitarie domineranno tutto il sistema economico del mondo e controlleranno tutte le importazioni ed esportazioni. L’insegnamento cristiano e l’etica cristiana devono necessariamente essere eliminati, perché la Germania considera effeminati e deboli il Cristianesimo e il suo divino fondatore, perché mettono in rilievo le qualità più miti della natura umana e sono responsabili della decadenza di tutte le nazioni, eccetto la Germania. Inoltre il Cristianesimo deve essere abbattuto perché basato su fonti ebraiche; il regime del Cristo deve cessare, perché solo il regime della forza è giusto. Nell’ordine mondiale delle potenze dell’Asse l’individuo non ha diritti; non ha alcuna libertà tranne in quanto serve lo stato; non vi sarà alcuna libertà di pensiero o di coscienza, e il privato cittadino non avrà alcun diritto d’opinione. Gli uomini saranno arruolati al servizio dello stato come schiavi (EG, 189).
 
Distrutto il sogno occidentale con la recessione economica nel 1929, occorreva giungere al baluardo orientale impossessarsene e utilizzare le sue energie. Le spedizioni dei Nazisti alla ricerca di Shamballa meritano senz‘altro approfondimenti. La Loggia Nera continuò le sue ricerche per impossessarsi della pietra delle stelle: l’oggetto che l’Ahnenerbe e i Gerarchi Nazisti cercarono con più insistenza fu il Santo Graal, lo cercarono in occidente e in oriente. Per giungere al suo ritrovamento, furono reclutati l’esperto archeologo Otto Rhan e Alfred Rosenberg, i quali cercarono il Graal nei pressi della roccaforte dei Catari, a Montségur, vicino ai Pirenei. Nell’1.938 l’Ahnenerbe finanziò una spedizione nell’estremo oriente a capo del dottor Ernst Schaeffer, etnologo e alpinista: sua missione era realizzare uno studio scientifico del popolo tibetano. Il fatto che uno degli antichi nomi per indicare il Tibet era “Gota” ha portato Roerich a ipotizzare che l’Himalaya era la patria originaria dei Goti questa ipotesi ha attirato studiosi tedeschi dell’occulto e anime nere come Heinrich Himmler. Le “SS” giunte in Tibet, lavorarono in stretto contatto con alcuni lama neri tibetani per la decodifica e l’utilizzo della conoscenza di antichi manoscritti per la creazione di una”arma di rappresaglia”, tecniche per controllare le masse umane, tramite un impatto psicologico sulle persone. Hanno ottenuto molto, quasi tutta la popolazione della Germania è stata infettata dalla folle idea di conquistare il mondo. L’ultima spedizione in Tibet avvenne nell’1.939, agli ordini del già nominato Heinrich Harrer, ma fu bloccata a Karachi dallo scoppio della Seconda Guerra Mondiale: è l’inizio della storia che sarebbe stata in futuro ripresa da Hollywood con il nome di Sette anni in Tibet. Perché le SS volevano impossessarsi del Sacro Calice? Perché è in relazione con la Pietra Chintamani, la Pietra del potere delle stelle. In quel periodo la Loggia Nera, tramite Himmler e i suoi oscuri cavalieri, cercava in tutti modi e con diverse spedizioni in diverse aree della terra di raggiungere Shamballa e di impossessarsi del suo immenso potere.
 
Nell’1.943 fu ufficialmente aggiunto all’Ahnenerbe un nuovo dipartimento con il nome di Istituto per le ricerche e spedizioni in Asia Centrale, del quale entrò a fare parte l’esploratore svedese Sven Hedin , tanto che l’Istituto Tibetano, presente nell’organizzazione fin dalla sua nascita, fu rinominato “Istituto Sven Hedin per l’Asia Centrale e le Spedizioni”.
L’OPERA E LA COLLABORAZIONE DEI ROERICH CON IL MAESTRO M.
 
Il 28 maggio 1.928, la spedizione Roerich in Asia centrale giunse a Darjeeling, il luogo dove avevano iniziato un viaggio che nella storia non aveva precedenti. La spedizione Roerich ha affrontato un importante compito planetario: “Creare un cerchio grandioso in scala attraverso le regioni dell'Asia centrale e svolgere l'azione evolutiva di posa dei magneti”. Ciò è stato è stato reso possibile dall’energia emanata dalla Pietra ricevuta in uno scrigno a Parigi, creando uno speciale campo energetico lungo il percorso. Le vibrazioni della Pietra corrispondevano all’alto ritmo cosmico dell’Universo.
 
Le forze della Loggia Nera che non erano riuscite ad impossessarsi della Pietra Chintamani risposero immediatamente per annullare l’opera magnetica della Pietra. L’azione durissima delle forze oscure prese nel 1928 corpo, in Russia con la presa del potere di un dittatore sanguinario che soffocò nella tortura e nel sangue ogni anelito di libertà e di espressione spirituale. È spirituale qualsiasi azione rivolta ad elevare la condizione umana su ogni piano o stato di esistenza. Entro la fine dell’1.928, Stalin consolidò il suo controllo con un regime del terrore su tutta l’Unione Sovietica, iniziando così la sua collettivizzazione forzata e nell’1.929 il programma di antireligione, estendendolo anche alle popolazioni buddiste. La Mongolia seguì presto l’esempio russo, attuando la politica di Stalin in maniera ancora più fanatica e aggressiva. In occidente il potere oscuro finanziario scatenò nel 1929 una grande crisi finanziaria, bloccando così iniziative culturali e spirituali. Cultura è culto della Luce. Nel 1929 a Wall Street è stata presa la decisione di avviare la crisi economica. La FED e JP Morgan hanno sospeso il credito per la Germania e spinto l'Europa centrale alla recessione. La Gran Bretagna ha abbandonato il gold standard ed è stata travolta dal caos nel sistema finanziario internazionale.
 
Nel 1929 l'industria tedesca è diventata la seconda più grande al mondo, ma il tutto sotto il controllo del settore finanziario americano. La Rockefeller Standard Oil ha acquisito la IG Farben. Questa società ha avuto un ruolo cruciale nella macchina dell'Olocausto nazista durante la seconda guerra mondiale. Nel 1930 ha coperto il 45% di tutte le spese di Hitler per quanto riguarda la sua campagna per la pulizia della razza ariana.
 
Nel 1932, quando i Roerich dimoravano in una casa che si trovava in là del Passo Rothang ai piedi dell’Himalaya furono consegnate da una fonte non identificata (probabilmente un  emissario o messaggero del Maestro M.), 24 pietre meteoriche portatrici di magnetismo. Dodici di queste pietre meteoriche furono conservate da Helena, e dodici furono date a Ester Lichtmann, la sorella di Sina, da portare in America per donarle ai collaboratori. I due gruppi di 12 pietre uno in occidente, l’altro in oriente dovevano creare una barriera energetica che contrastasse l’opera dei 12 cavalieri neri, delle SS scelte, di Himmler, e dei 12 rappresentanti della Loggia Nera sul pianeta.
 
Daniel Entin riferendosi a una fonte anonima spiega che le pietre possedute da Helena e Nicholas Roerich non derivano dalla Pietra Chintamani ma da un’altra fonte non rivelata, e che la pietra che possedeva Nicholas era più grande di quella di Helena Roerich che portava con sé che ricordiamo non era Chintamani, la pietra conservata nel cofanetto. Si è fatto un po’ di confusione interno alla Pietra Chintamani, che addirittura secondo alcuni è stata portata da Bangalore in India in Russia presso il Centro Internazionale dei Roerich di Mosca da alcuni seguaci dei Roerich dopo la morte di Svetoslav nel 1993. Una Pietra così importante non poteva essere lasciata alla portata della mano di un ladro servo delle forze oscure, infatti, Daniel Entin dopo essersi assicurato dal suo informatore anonimo, precisa che a Mosca non c’è la Pietra Chintamani, poteva essere una delle 12 pietre affidate ai Roerich.
 
Una pietra meteorica ardente è stata data a Helena Roerich, alla Madre dell’Insegnamento dell’Agni Yoga, rappresentata nel dipinto Colei che guida. Lavorando in stretta collaborazione con la Fratellanza della Luce, Helena era stata scelta come Madre della’Agni Yoga, e per simboleggiare la Madre del Mondo, il principio femminile nella nuova era.
 
Dato nella Valle del Brahmaputra, che nasce dal lago dei Grandi Naga, Custodi dei Patti dei Rig-Veda: “Ho posto le basi dell’Agni Yoga in quattro direzioni, come il pistillo di un fiore. “Ho stabilito l’Agni Yoga a sostegno delle Mie scale, e ricevuto nelle Mani il fuoco della Pietra. “E ho dato la Pietra ardente a Colei che per Nostra decisione sarà chiamata la Madre dell’Agni Yoga, perché si è consacrata alla prova del Fuoco dello Spazio. Le correnti di questo Fuoco marcarono la Pietra nel suo gran volo davanti all’immagine del sole. Un velo di scintille coprì le vette della Protettrice delle Nevi, quando la Pietra passò ardendo da sud a nord nella Valle protetta”.[1]

 
 
Figura 1. N. Roerich – Colei che guida
 
Oltre alle 12+12 pietre magnetiche i Roerich ricevettero altri potenti talismani. Svetoslav Roerich nel 1928 realizza un ritratto di suo padre, nelle vesti di un lama, dietro di lui sullo sfondo, Quattro figure in costumi orientali. Svetoslav rappresenta le quattro figure in un modo simile alle due entità angeliche ai lati del sacro cofanetto. Ognuna di queste figure ha un Talismano:
 
Ø  Un Libro;
Ø  Una Coppa con una fiamma in forma di un anello aperto;
Ø  Uno Scrigno;
Ø  Una Spada.
 
Le Quattro figure sono un riferimento alle quattro M riportate sullo scrigno del XIII secolo? La lettera M si riferisce a Maya, alla Madre del Mondo?
 
Il celebre dipinto del 1937 di N. Roerich “La Madre del Mondo”, mostra la Madre seduta su un cuscino e su un trono di pietra. Due piccole figure femminili sono inginocchiate in primo piano su entrambi i lati del trono nell’atto di offrire un oggetto tenuto tra le mani. Uno dei personaggi vestito con gli abiti occidentali tiene fra le mani un libro,  mentre l’altro, vestito con un abito in stile asiatico tiene fra le mani uno scrigno, simile a quello del dipinto “Oscurità Ardente” che contiene il Fuoco sacro.
 
 
Figura 2. S. Roerich – Ritratto di Nicholas
 
Il Primo potente Talismano è in realtà immateriale, perché rappresenta l’insegnamento dell’Etica Vivente, che fu trasmesso dal Maestro M. alla Madre dell’Insegnamento, Helena Roerich, iniziato con il libro Foglie del Giardino di Morya nel 1924 e terminato nel 1938, con i tre libri di Sovramundano. In totale 16 libri, due volte otto. Il numero 8 tanto caro ai Templari è 4+4, ed è quindi un numero che rivela l’interesse per la materia, ma all’interno di un equilibrio tra l’ordine terrestre e quello e quello celeste. I Pitagorici affermavano che 16 è l’unico quadrato ad avere uguali perimetro e area. Scrive Giamblico, che il numero 4 è chiamato “giustizia”, perché come affermava il suo maestro Anatolio, Il numero 4 è giusto perché la superficie (4x4=16) è uguale al perimetro (4+4+4+4=16), mentre i numeri prima del 4 hanno perimetro maggiore dell’area, cioè del quadrato, e viceversa i numeri dopo il quattro. La superficie per i Pitagorici rappresenta i diritti, e il perimetro i meriti. I libri per poter espletare la loro funzione nei livelli sottili, dovevano diffondersi in tutto il pianeta e non restare a disposizione di un gruppo di discepoli che gravitava intorno ai Roerich. L’insegnamento non era esclusivo di una elite, era per l’intero pianeta, solo così si creava un muro protettivo contro le forze oscure.
 
Il Secondo dei quattro Talismani è una ciotola a forma di coppa. In Oriente, questa Ciotola è nota come il Calice di Buddha. Secondo le antiche leggende, i Quattro Guardiani della Pace hanno portato a Buddha quattro coppe di pietra ambra nera[2]. Prendendo questo dono, le mise una sull’altra ed ecco che miracolosamente divennero un calice, e si dice che sulla superficie si possono vedere tutti e quattro gli strati che formavano il suo spessore. Dopo la morte del Buddha, il calice o ciotola è stato conservato in un tempio in Karashahr, visitato Roerich nel corso della sua prima spedizione in Oriente (Nicholas Roerich, Altai - Himalaya, str.279).
 
Nel mese di gennaio del 1934 la Ciotola di Buddha fu misteriosamente inviata ai Roerich, nel distretto di Kullu. Due oggetti sacri della Fratellanza, due Teraphim o oggetti di potere, la pietra e la ciotola, furono affidati ai Roerich quali Fratelli maggiori dell’umanità. Svetoslav Roerich scrive riguardo al Calice di Buddha: “Questa sacra grande reliquia (io la chiamo una reliquia, perché appartiene alla grande Gerarchia di Buddha) è apparsa ancora una volta, a conferma della profezia data migliaia di anni fa” (S. Roerich, Lettere, Vol.1, p.137).
 
 
Figura 3. Ciotola del Buddha vista frontale e dall’alto
       
Svetoslav fornisce altre informazioni, traducendo un piccolo frammento del “ Viaggio di Xuan Zang”, scritto circa 11-12 secoli fa: “La ciotola ha viaggiato da un luogo all’altro, muovendosi misteriosamente nell’aria, compiendo miracoli per il bene del popolo, fino allora, fino a quando alla vista nel palazzo del Re Drago Sagara (in Shambhala - nota di SN Roerich). Non ci rimarrà fino alla venuta del Buddha Maitreya, quando lei appare di nuovo a essere un testimone. Spinto da impulsi nascosti di karma umano, questa è spostata da un luogo a un altro eletto … la coppa ha età da dieci a dodici mila anni. Il modello del portatore d’acqua può essere connesso con il segno dell’Acquario” (S.N. Roerich, Lettere, Vol.1, str.187 - 188).
 
 
Figura 4. S. Roerich – Calice di Buddha
 
Sina Fosdick ha visto questo talismano, quando nel 1961, rimase con Svetoslav a Bangalore.  Così descrive quell’evento nel suo diario: “Il 12 febbraio ho visto la ciotola del Buddha, trasmessa a Helena miracolosamente ... è impossibile descrivere la sensazione quando si guarda questa cosa sacra ... l’immagine è di una Ciotola di argilla, di colore marrone, luminoso … sensazione di grande densità e la resistenza in lei. All’interno possono vedersi quattro sezioni in forma di triangoli, il numero di righe stampate nella parte posteriore, per così dire, una doppia lettera “M” … Sensazione di grande antichità.“ S. Fosdik, Diario indiano (1961), Bollettino Ariavarty, 2003. N. 1,2, str.86-87.
 
Il Terzo Talismano è lo Scrigno magnetizzato da secoli di presenza della Pietra di Orione, Chintamani, che appartenne a Salomone (una incarnazione di M.) e dopo la ricongiunzione con la Pietra Madre a Shamballa lo scrigno di cui possiamo ammirare le fotografie, è rimasto ai Roerich.
 
Le energie della ciotola del Buddha consegnata nel 1934, quella del sacro cofanetto, e delle pietre magnetizzate, senza ombra di dubbio sollecitarono fino allo stremo il corpo di Helena Roerich.
          
Il Quarto Talismano è una Spada. Poiché non abbiamo notizie di una spada custodita dai Roerich, sorge la domanda dov’è, o chi custodisce la Spada Talismano? Nel trittico “Fiat Rex”, N. Roerich rappresenta il rituale quello della restituzione della Pietra a Shamballa. L’equilibrio energetico è assicurato dalla presenta della coppia maschile e femminile. Nicholas porta la Spada è rappresentato a sinistra mentre porta una spada, la cui punta è rivolta verso il basso, Il pomello della spada sembra un calice di fuoco,Helena è rappresentata a destra con una coppa da cui esce una fiamma. Non compare più lo Scrigno, la Pietra è stata messa nella Coppa come nella rappresentazione di Melchisedech a Chartres. La Spada equilibra la Coppa.

 
Figura 5. N. Roerich – Fiat Rex
 
In un dipinto di N. Roerich del 1933 “Spada di Pace”, la Spada è portata orizzontale sulle braccia di un guerriero asiatico con un elmo che porta incisi i Tre Cerchi. Il guerriero è rappresentato con le mani giunte in forma di preghiera o di concentrazione. Possiamo supporre che la Spada, come la Pietra, è nella profondità di Shamballa in attesa di rivelarsi al tempo della venuta di Maitreya (Cristo). Il guerriero asiatico con la spada può essere un riferimento a Gesar Khan, e la spada è quella che egli usava. In un dipinto di N. Roerich del 1931, si vede incisa sulla roccia l’eroica spada di Gesar Khan. N. Roerich chiama orgogliosamente lama Mingiyur la pietra su cui è scolpita l’immagine della spada di Gesar Khan.

 
Figura 6. N. Roerich – Spada di Pace
 
L’epopea di Re Gesar (soprattutto in contesti della Mongolia) o Kesar è un ciclo epico, che si ritiene risalga al XII secolo, ed è cantato ampiamente in tutta l’Asia centrale e nel nord-est dell’Asia meridionale. La sua versione classica si trova nel Tibet centrale. L’epopea è reputata da alcuni come la più lunga del mondo. Anche se non esiste un testo definitivo, la raccolta cinese finora solo delle sue versioni tibetane ha riempito circa 120 volumi, più di un milione di versetti, divisi in 29 capitoli. I calcoli occidentali parlano di oltre 50 libri diversi editi finora in Cina, India e Tibet. È l’eroe inviato dal cielo - il Figlio del Cielo, il Cavaliere Celeste su un cavallo bianco, il dio della guerra (patrono dei guerrieri) e il Re, il prescelto (il Messia che purifica la terra demoni).                       
 
 
Figura 7. N. Roerich – Spada di Geser Khan 1931 - il cavallo di Gesar Khan 1932
 
Nicholas Roerich, presenta Gesar come un eroe che dimora a Shambhala dove il Volere di Dio è conosciuto.  Vi è una connessione invisibile tra l’eroe Gesar Khan epico, il volto più venerato dell’Asia e il Signore di Shambhala Rigden-Japo. Le vicende di Gesar Khan nelle opere di Nicholas e Yuri Nikolaevich Roerich occupa un posto speciale. Entrambi trovarono in lui il passato e il futuro leggendari dell’umanità. Si narra che Geser Khan arriverà con un esercito invincibile per distruggere gli elementi malvagi di Lhasa e promuove la giustizia e la prosperità universali. In Tibet, affermano i Roerich, abbiamo potuto verificare la prevalenza di questa tradizione.
  
Nel saggio “Aspettando il tempo” troviamo la seguente frase:
 
“Disegna una divisione tra Gesar Khan e Shambhala! Non ci riuscirà, perché la radice di questa profonda epopea è vicina alle popolazioni asiatiche ” [7, p.138]. Ed esclama: "Se l’Occidente capisse cosa significa la parola Shambhala o Geser Khan in Asia!" [8, p. 298].
 
Secondo la leggenda, il palazzo di Gesar fu conservato a K'am o Kama, in cui al posto delle travi furono posate “spade eroiche e lance” dei suoi soldati: alla fine delle sue gesta qui, re Gesar conservava tutte le sue armi. Nicholas riferisce che molte di queste spade sono state rubate dai soldati tibetani e ora vengono offerte a prezzi eccezionali. Il tempio Gesar esiste a Ulan Bator e a Lhasa. Le tradizioni dicono che la sacra spada di Gesar è data ai guerrieri che si sono dedicati interamente alla causa della lotta per la verità, per i più alti ideali dell’umanità.
 
Com’è concepita la pace dalla coscienza umana? Le sue basi sono false e si manifestano sotto forma di direzione ostinata. Quando il Signore disse di essere venuto a portare non la Pace ma la Spada, nessuno comprese la grande verità: quella spada è la purificazione dello spirito operata dal fuoco!
 
Potrebbe questo processo compiersi senza urti e scosse? Come purificare lo sforzo senza distruggere le scorie? Come conseguire, senza il fervore dello spirito? Solo la spada che recide l’egoismo collega lo spirito al mondo superiore. Chi se ne sta contento in una falsa pace veramente distrugge sé stesso. Il simbolo della spada di cui disse il Signore significa dunque purificazione (Infinito II, 169).
 
Nel Libro “Foglie del Giardino di Morya” è scritto: “I 34 - Il Messaggero di Fuoco vi ha dato la spada del coraggio”. “II, 147 - È tempo quindi di sollevare le nazioni, con la spada o la folgore, per evocare il grido dello spirito.” Morya è un Maestro che incarna il Primo Raggio quello della Volontà Spirituale, nulla può fermare il suo proposito.
 
Al Maestro le battaglie piacciono, ed Egli sa che moltiplicano l’energia del Cosmo. Egli si affaccia con voi sull’abisso. Chi ha ancora paura, allora, delle grandi belve? Non è molto attraente andare a caccia di pulci in un letto di piume. Ma tenere in pugno la Spada di Salomone e il comando di Maitreya illumina come la luce del mattino. Comprendere che è una battaglia senza precedenti è come udire lo squillo di una tromba di giubilo. Non dobbiamo avere opinioni diverse quando alla Nostra luce vediamo una vittoria, e alla vostra vedete un fallimento (Agni Yoga, 111).
 
N. Roerich dipinge spade incise sulle rocce delle montagne dell’Asia Centrale. All’interno dell’Altai, scrive N. Roerich, si possono anche ascoltare leggende molto significative associate ad alcuni vaghi ricordi delle tribù molto lontane qui. Tra queste tribù oscure, una è menzionata sotto il nome di fabbri Kurumchinsky. Il nome stesso mostra che questa tribù era abile nella lavorazione dei metalli, ma dove e dove è andata? Questo non significa forse la memoria popolare degli autori di oggetti in metallo, noti per le antichità di Minusinsk e degli Urali? Quando senti parlare di questi fabbri, ricordi involontariamente i favolosi Nibelunghi, che dimoravano lontano a ovest. A questo antico popolo è dedicato al suo dipinto “Forgiare la spada”.
 
Nel 1941 quando infuriava la guerra contro il Nazismo, riferendosi alla saga dei Nibelunghi N. Roerich dipinge in una grotta di pietra, di notte, alla luce del fuoco, due antichi fabbri forgiano una spada. I loro volti sono duri e coraggiosi. Forgiano una spada per difendere la loro terra natale. Il sentimento che suscita l’immagine è severo, coraggioso ed eroico.
 
Il Maestro M. afferma: “Molti sognano lo scudo che protegge lo Yogi, ma trovano fastidioso forgiarsi la spada. Ma non si può imparare a colpire con la spada di un altro” (Agni Yoga, 204). Nel dipinto “Spada di Pace” il guerriero di Shamballa che indossa un elmo con i Tre Cerchi, ha le mani giunte in forma di preghiera, ma contemporaneamente sorregge una Spada che è monito verso gli oscuri.
 
                                    
 
Figura 8. N. Roerich – Forgiare una Spada (Nibelunghi) – Spada di Pace
 
Nicholas Roerich muore il 13 dicembre del 1947. Il magnete formato da Nicholas ed Elena Roerich, mancando la figura maschile, si è smagnetizzato sul piano fisico, ma non sui piani sottili. Le nazioni dell’Asse del male sono sconfitte, ma non la gerarchia nera che ha avuto una battuta di arresto e continua con l’opera destabilizzate a livello mondiale della finanza oscura portata avanti dalle stesse famiglie finanziarie che finanziarono e coccolarono il nazismo.
 
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[1] Agni Yoga, 670.
[2] L’ambra nera "Lapis Gagates" è un minerale simile al carbone, solo più duro.
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