Egitto patria dei Misteri - Sapienza misterica

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La storia riesce a gettare un’occhiata sull’Egitto e sui suoi grandi Misteri per la prima volta grazie ad Erodoto. E che Erodoto abbia potuto dire poco, lo confessa egli stesso, quando, parlando di una tomba misteriosa di un Iniziato, a Sais, nel recinto sacro a Minerva, affermava che: "... su questo soggetto, benché io ne conosca tutti i particolari, devo osservare un silenzio discreto".
L’Egitto, fin dal principio, appare maturo, e completamente privo di epoche mitiche ed eroiche, come se il paese non avesse mai conosciuto giovinezza. La sua civiltà non ha infanzia, e la sua arte non ha un periodo arcaico. La civiltà dell’Antica Monarchia non cominciò con l’infanzia. Essa fu sempre matura”. All’epoca di Menes gli egiziani erano già un popolo civile e numeroso. Manethone ci dice che Athotis, il figlio di questo primo re Menes, costruì il palazzo di Memphi; che egli era medico e lasciò dei libri di anatomia”. Tutto ciò è del naturale, se dobbiamo credere alle affermazioni di Erodoto, il quale registra che la storia scritta dei sacerdoti egiziani datava a circa 12.000 anni prima d’allora. Non solo Erodoto, il “padre della storia”, ci parla delle meravigliose Dinastie di Dèi che precedettero il regno dei mortali, seguite da Semidèi, eroi ed infine uomini: l’intera serie degli autori classici lo sostiene. Diodoro, Eratostene, Platone, Manetone, ecc. ripetono la stessa storia, senza mai variare l’ordine dei fatti. Circa cinquecento anni a. C., i sacerdoti d’Egitto mostrarono ad Erodoto le statue dei loro re umani e dei Gran Sacerdoti o Arci-Profeti dei templi che avevano regnato prima di Menes, il loro primo Re umano. Queste statue, egli riferisce, erano enormi colossi di legno, in numero di trecentoquarantacinque,  ciascuno dei quali aveva il suo nome, la sua storia e i suoi annali. Disgraziatamente, le dinastie e le piramidi condividono il fato dei periodi geologici: le loro date sono arbitrarie, e dipendono dal capriccio dei rispettivi scienziati.

 
In verità l’Egitto è la terra del mistero. Giamblico, ci fa sapere che Pitagora trascorse ventidue anni nei santuari dei templi d’Egitto. Teofilo, patriarca di Antiochia, cita un’opera di Apollonide soprannominato Orapio, intitolata Libro divino, in cui si dava la biografia segreta di tutti gli dèi dell’Egitto; e Ammiano Marcellino parla di un’opera segreta in cui era indicata l’epoca precisa del bue Api, una chiave per molti misteri del calcolo ciclico. Che cosa è avvenuto di tutti questi libri, e chi conosce i tesori di sapere che possono avere contenuto? Noi conosciamo di certo una cosa sola, e cioè che i vandali pagani e cristiani distrussero questi tesori letterari dovunque poterono trovarli.
LA GRANDE PIRAMIDE CASA DELLA CONOSCENZA NASCOSTA

Nell’antico Egitto la conquista dell’immortalità era riferita a tre distinte categorie: “Il Faraone, che con i riti dell’incoronazione diveniva il Mediatore fra il Cielo e la Terra, e in virtù di questi riti salendo sul trono assumeva il nome di Horos. Gli Iniziati, i frequentatori della Casa della Vita, coloro che hanno vinto la morte durante la propria esistenza terrena. Il popolo che dopo la rivoluzione democratica, per il quale il rituale funerario con l’imbalsamazione diveniva la condizione necessaria per conseguire l’immortalità”. Il mistero dell’Iniziazione nella Grande Piramide era precluso alla terza categoria, che si accontentava dell’esteriorità del rituale svolto dal clero.


APULEIO  LE METAMORFOSI

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Il libro di Apuleio è una delle poche fonti sui riti Isiaci, del II secolo d.C. Le vicende di Lucio sono un racconto iniziatico, narrano la Caduta dell’uomo nelle sensuali spire della Materia per poi dopo molte tribolazioni riconquistare la coscienza originaria.



INIZIAZIONE  AI MISTERI EGIZI I

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LA TERRA DEL MISTERO

L’Egitto, la terra dei Re Divini, è sempre stato considerato come il luogo di nascita dei Misteri. Fu lì che furono formulate le impressionanti e austere cerimonie di Iniziazione caratterizzate dalle più severe prove di coraggio e forza d’animo. I misteri Greci, quelli di Cerere e di Bacco, erano solo imitazioni di quelli Egiziani.
 
  • I Misteri di Iside erano celebrati all’equinozio di primavera.
  • I Misteri di di Serapide (Asar-Api), erano celebrati al solstizio d’estate Porta del Cancro.
  • I Misteri di Osiride erano celebrati all’equinozio d'autunno.
 
 

INIZIAZIONE  AI MISTERI EGIZI II

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LA DISCESA NELL’ABISSO
 
Nell’antichità, il candidato all’Iniziazione, doveva vincere la morte, morire per poi risorgere come uomo nuovo. Doveva essere capace da vivo riprodurre uno stato equivalente a quello della morte. Per tale motivo era identificato con il Defunto.

  • —I misteri di Serapide costituivano il secondo stadio dell’iniziazione egiziana.
  • Il terzo stadio è la comprensione della sofferenza dell’anima inglobata, crocifissa nella Materia.

INIZIAZIONE  AI MISTERI EGIZI III

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I MISTERI MAGGIORI
 
I Misteri Maggiori erano i Misteri di Osiride. Erano celebrati all’equinozio di autunno, alla morte del Sole, e al solstizio d’inverno, quando splende il Sole di Mezzanotte. In Egitto, al quarto stadio, il Candidato era introdotto nella Camera dell’Iniziazione e fatto distendere per terra a braccia aperte nella posizione dell’uomo crocifisso. Poi veniva toccato con il tirso, Quando il suo corpo diveniva simile a quello di un morto (in trance) era portato nella cripta sotterranea e sorvegliato per tutto il tempo dell’Iniziazione. Superata la prova finale, avendo vinto la morte in vita l’Iniziato si elevava, ergeva la propria colonna dorsale dal sarcofago, risorgeva e assumeva il nome del proprio Dio, cioè Osiride.
INIZIAZIONE  AI MISTERI EGIZI IV

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LE TRE INIZIAZIONI MAGGIORI
 
La corona della giustificazione era il simbolo di conoscenza superiore dell’Iniziato. In alternativa alla corona gli veniva cinta la testa con una fascia.
Accanto al sarcofago dell’Iniziato erano posti i simboli di chi aveva vinto la morte in vita.
 
  • Il primo simbolo era la corona della giustificazione, simbolo della conoscenza;
  • Il secondo simbolo era l’occhio della conoscenza spirituale o di Horus;
  • Il terzo simbolo era quello delle due piume di struzzo, l’immagine degli opposti equilibrati.

Nel settimo grado al solstizio d'inverno l'Iniziato passa i Portali del Sole. Muore un neofita nasce in Ierofante, riceveva l’Ank, che alla sua morte gli veniva posto sul petto, perché aveva conquistato la Vita eterna.
 
 
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