L'opinione degli antichi - Sapienza misterica

Sapienza Misterica
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L'opinione degli antichi

Miti storia velata
 
“il mito è storia camuffata” (Eufemo 4° sec. A. C.)
 
“I nostri antenati delle epoche remote hanno trasmesso ai posteri la loro tradizione sotto forma di mito” (Aristotile)

 
Quando gli studiosi liquidano i miti come favole, non si accorgono quanto vicini sono alla verità, ma come in una beffa, essi guardano dalla parte opposta e non la vedono. Favola[1] era figlia del Sonno, Ypnos, e di conseguenza della Notte, il mito vuole che fosse sposata col Falso e che si occupasse continuamente di contraffare la storia. Viene rappresentata come una donna magnificamente vestita, con un dolce sorriso, una maschera in mano, nell’atto di avvolgersi con un velo sul quale sono disegnati tanti animali. Favola dunque maschera, vela per proteggere. Iside era raffigurata col volto velato, nessun mortale, non iniziato ai sacri Misteri poteva vedere il suo volto. Plutarco registra la seguente iscrizione sul portico del tempio di Iside a Sais: "Io sono Iside, tutto ciò che era, che è, e che sarà e nessuno dei mortali ha mai sollevato il mio velo”. Iside rappresentava la Sapienza nascosta che attraverso i secoli è stata tramandata nelle scuole Misteriche in tutto il mondo antico.
 
Coloro che elaborarono i miti, si proposero di far conoscere ai profani una parte delle conoscenze, sia in una fraseologia particolare, sia in un linguaggio destinato a velare piuttosto che a svelare i misteri della loro scienza sacra. La cosiddetta Favola era il mezzo per nascondere ai profani, ma contemporaneamente lasciare in essi in segno indelebile.
 
Il mito racconta una storia sacra; riferisce un avvenimento che ha avuto luogo nel tempo primordiale, il tempo favoloso delle origini [...] È dunque sempre il racconto di una “creazione”: si narra come qualcosa è stato prodotto, come ha cominciato a essere.[2]
 
Per Esiodo, e per gli antichi, i racconti mitici erano storia narrata in modo che potesse essere impressa in modo indelebile nella loro psiche, coinvolgendoli emotivamente e mentalmente. Per gli antichi, il racconto mitico aveva un significato diverso da quello ora attribuitogli: “Narrazioni di eventi realmente accaduti nel passato più antico, così tremendi e incredibili da essere meritevoli di essere tramandati per secoli oralmente in ogni piccolo particolare”. I racconti mitici di Esiodo, la Teogonia, le Cinque Generazioni umane, per intenderci, erano per i Greci fatti storici, raccontati con un linguaggio volutamente allegorico e velato. La segretezza divenne una necessità man mano che il genere umano progrediva e diventava, a ogni successiva generazione sulla terra, più terrestre più egoista. È l’egoismo personale che si sviluppa e spinge l’uomo ad abusare della sua conoscenza e del suo potere. I Libri di Thot, la Bibbia, i Veda e la Cabala, tutti ingiungono la medesima segretezza per quanto riguarda certi misteri della Natura in essi simbolizzati.  
 
I continui rapimenti di belle fanciulle da parte di Zeus significano la creazione di nuove generazioni simboleggiate dai figli fatti nascere dal potere fecondatore.
 
 La comparsa dei continenti, delle terre e delle razze di uomini è descritta in modo velato dai vari miti. Zeus, il potere fecondatore, s’innamora sempre di una bella fanciulla. In questo mito Zeus s’innamora di “Io” la figlia di Inaco, si unisce a lei e per non farsi scorgere da Era, la gelosa consorte, narra il mito, mutò il giorno in notte. Lo scambio del giorno con la notte equivale a un capovolgimento a un’inversione dell’asse polare con il conseguente annientamento.

[1] Ovidio, nelle Metamorfosi, anziché Favola, cita Fantaso, Figlio del Sonno e della Notte, era fratello di Morfeo (Sogni) e di Icelo, e apportava i sogni ai principi e ai grandi guerrieri. Viveva in Oriente, in un palazzo con due porte: una era d’avorio e l'altra di corno. Dalla porta di corno uscivano i sogni chiari e trasparenti; dalla porta di avorio, invece, uscivano quelli oscuri e ambigui. In particolare, Fantaso usciva da quella di corno, suo fratello Icelo da quella di avorio.
[2] Mircea Eliade, Aspetti del Mito.
 
L’AVATAR CHE VERRÀ

“Avatar” è un vocabolo sanscrito che letteralmente significa “che discende da molto lontano”. Ava (come prefisso ai verbi e ai sostantivi verbali) esprime l’idea di “lontano, via, giù”. Avataram (comparativo) “più lontano”. La radice AV sembra sempre denotare l’idea di protezione dall’alto ed è usata in parole composte che indicano protezione da parte di re o di capi. Si può dire perciò che la parola “Avatar” significa: “Discende con l’approvazione della sorgente superiore dalla quale proviene e con beneficio del luogo dove giunge”. (Dal dizionario sanscrito di Monier-Williams).
Molto è stato reso noto nei libri di A.A. Bailey riguardo al ritorno del Cristo e all’esteriorizzazione della Gerarchia, ma poco si sa dell’Avatar, Colui che sta dietro e governa le forze di questo evento. Dagli archivi della Gerarchia tradotti nel Trattato sul Fuoco Cosmico, troviamo in versi non commentati, la seguente profezia:

Dallo zenit al nadir, dall’alba al cader della notte, dall’emergere in esistenza di tutto ciò che è o che può essere, al passaggio nella pace di tutto ciò che ha raggiunto il fine, splende il globo blu e il radioso fuoco interno.
Dalle porte d’oro fino all’imo (fondo) della terra, dal fuoco fiammeggiante al cerchio d’ombra, cavalca l’Avatar segreto, brandendo la spada che trafigge.

Nulla può impedire che s’accosti, e nessuno può dirgli di no. Verso le tenebre della nostra sfera Egli cavalca solitario, ed al suo avvicinarsi si vede la massima calamità ed il caos di ciò che cerca di resistere.
Gli Asura si velano la faccia, e l’abisso di maya vacilla fino alle fondamenta.
Le stelle degli eterni Lha vibrano a quel suono – la PAROLA proferita con settemplice intensità.
Più grande diviene il caos; il centro maggiore con tutte e sette le sfere roteanti è scosso dagli echi della disintegrazione.
Il fumo di un nero profondo sale verso l’alto dissipandosi. Il fragore discordante degli elementi in guerra saluta Colui che viene e non Lo ferma.
La lotta e le grida della quarta Gerarchia, unendosi alla nota più dolce dei costruttori della quinta e della sesta, accolgono il Suo avvicinarsi. Tuttavia Egli passa per la Sua via, sfiorando il cerchio delle sfere e risuonando la PAROLA.
(Trattato sul Fuoco Cosmico pag. 747-8)

Dallo zenit al nadir, dall’alba al cader della notte, dall’emergere in esistenza di tutto ciò che è o che può essere, al passaggio nella pace di tutto ciò che ha raggiunto il fine, splende il globo blu e il radioso fuoco interno.
Dall’alto al basso, dalla luce superiore alle tenebre inferiori, splende un “globo blu”, che può essere il nostro quarto Globo fisico, la Terra, che esiste dall’inizio alla fine del ciclo. Il colore blu del globo suggerisce sia la natura di Secondo Raggio del nostro “Logos Blu”, il Signore di questo sistema solare, sia il quarto Globo fisico, la Terra, il corpo di manifestazione del nostro Logos Planetario.
Dalle porte d’oro fino all’imo (fondo) della terra, dal fuoco fiammeggiante al cerchio d’ombra, cavalca l’Avatar segreto, brandendo la spada che trafigge.
Possiamo immaginare che le “porte d’oro” rappresentino il portale del regno più elevato, quello delle Vite solari. Il “cerchio fiammeggiante” suggerisce quello che nella Dottrina Segreta è chiamato “l’anello non passare” dei mondi superiori, mentre il “cerchio dell'oscurità” indica i confini degli oscuri mondi materiale inferiori. L’Avatar “cavalca, portando una spada” che trafigge, proprio come il “Cavaliere sul cavallo bianco”, un altro nome per il Kalki Avatar, e del Cristo dell’Apocalisse di Giovanni. “Poi vidi il cielo aperto, ed ecco un cavallo bianco; colui che lo cavalcava si chiamava Fedele e Veritiero: egli giudica e combatte con giustizia… Dalla bocca gli esce una spada affilata, per colpire con essa le nazioni”.  Coloro che non vogliono vedere, indicano queste uguaglianze come sincretismo, ignorando l’esistenza della Fonte Unica della Sapienza.
Questa profezia tratta dagli antichi archivi è una diversa traduzione dal Senzar (una scrittura composta di simboli in forma geroglifica), di alcune sloka delle Stanze di Dzyan non riportate nella Dottrina Segreta di H.P. Blavatsky. In Teogenesi, vengono divulgate dal Maestro H. ulteriori strofe.
Allora la compassione si risvegliò nel cuore del Possente – che cavalcava maestoso il Cavallo Bianco – ed Egli rispose loro dicendo: “Manderò a voi mio Figlio. Sarà rivestito di Fuoco per essere una torcia che illumini i Fuochi nei vostri cuori. Dai Fuochi così accesi la vera Luce splenderà su di voi”. Teogenesi Stanza VI Sloka 4
Il “Cavallo Bianco”, il veicolo dell’Avatar simboleggia la sua forza. È per mezzo dei raggi solari che questa forza elettromagnetica è raccolta e distribuita a tutta la sostanza vivente appartenente al nostro sistema solare.
Figurativamente parlando, il risveglio della “Compassione nel cuore del Possente” indica il sorgere dell’impulso evolutivo emanato dal “Cavallo Bianco”. La parola compassione, così com’è usata generalmente dagli occultisti avanzati, non ha niente in comune con il termine pietà con cui è spesso confusa. Se consideriamo l’azione dell’elettricità nello spazio, ci viene spontaneo pensare alle grandi macchie solari – le masse scure che appaiono ciclicamente sulla superficie del sole in periodi di 11 anni. Alcuni astronomi e ricercatori scientifici credono che queste macchie influenzino la vita dell’umanità e le condizioni terrestri.

Lo spazio tra le acque superiori e quelle inferiori dei cieli si aprì, e il Figlio venne in potenza e gloria, come un sole. Si alzò in piedi sul Picco più alto della Stella Nera e toccò gli occhi accecati, le orecchie e le labbra di tutti i supplici lì riuniti per vederlo, sentirlo e parlare con Lui. Teogenesi Stanza VI Sloka 4

“Lo spazio tra le acque superiori e quelle inferiori dei cieli” è lo stato di materia fluida (acque) intermedio tra gli stati o Piani del Manas (Mente) superiore e quelli dell’inferiore, uno stato in cui la mente individuale dell’uomo può entrare e afferrare intuitivamente i progetti e i propositi dei costruttori divini della forma, e quindi portarli in manifestazione sul piano fisico.
Nella terza sezione delle Stanze di Dzyan, le prime due Sezioni sono state trascritte in Cosmogenesi e Antropogenesi da H. P. Blavatsky, è precisato che durante molte epoche che precedettero la nostra, il pianeta chiamato Terra è stato conosciuto dai Maestri come la “Stella Nera”, non perché fosse privo di luce visibile, ma a causa degli effetti delle cattive azioni perpetrate dall’uomo fin da quando divenne responsabile dei propri atti.
La frase “Si alzò in piedi sul Picco più alto della stella nera” significa che i nuovi impulsi – l’aumento di vibrazione che cambierà il carattere di tutta la vita sul piano fisico dovrà toccare quel piano quando il ciclo precedente starà per chiudersi, e mettere in contatto la natura mentale e quella spirituale dell’uomo. “Gli occhi accecati” indicano una perdita della vista spirituale, sia mentale sia fisica, poiché le odierne razze terrestri hanno perduto la primitiva e chiara visione spirituale che avevano nelle razze precedenti. In questa sloka c’è una promessa per il futuro
L’Avatar Silente viene su un cavallo bianco impugnando una spada  che trafigge.

Pensate che l’avvento di Colui che è il Benedetto porterà pace sulla terra? Pensate che i vostri periodi di fatica, di lotta contro gli ostacoli, di tentazioni della carne, diminuiranno, e che le condizioni che sono ora raggiungibili sul piano devacianico si ripeteranno su quello materiale? Se è così, grande sarà la vostra delusione. Nessun Avatar, e nessun grande Istruttore del Mondo, vennero mai sulla terra con un ramoscello d’ulivo fra le mani. Vennero sempre con una spada per separare “le pecore dalle capre”, per separare i mali dell’ignoranza dalla conoscenza e dalla verità. Il ramoscello d’ulivo si materializzerà quando la spada avrà fatto il suo lavoro di separazione. Maestro H. Teogenesi commento Stanza VI.

Quando il Cristo fu sulla terra duemila anni fa, Egli disse: “Non sono venuto a portare la pace, ma la spada”. La spada dello spirito è maneggiata dalla Gerarchia, e per suo mezzo il male cosmico è arrestato; la spada della discriminazione è maneggiata dagli iniziati e dai discepoli del mondo, e per suo mezzo la distinzione fra il bene e il male (Esteriorizzazione della Gerarchia, 434).
Nulla può impedire che s’accosti, e nessuno può dirgli di no. Verso le tenebre della nostra sfera Egli cavalca solitario, ed al suo avvicinarsi si vede la massima calamità ed il caos di ciò che cerca di resistere.
La venuta dell’Avatar è inevitabile. Questa inevitabilità è stata a lungo predetta. Arriva in un tempo di decadenza morale. Nell’oscurità della nostra sfera Egli cavalca da solo. La "nostra sfera" avvolta dalle tenebre può essere ragionevolmente interpretata come il nostro globo, la Terra, il quarto Globo della catena terrestre.
Gli Asura si velano la faccia, e l’abisso di maya vacilla fino alle fondamenta. Le stelle degli eterni Lha vibrano a quel suono – la PAROLA proferita con settemplice intensità.
Gli Asura che cercano di nascondersi, sono i Fratelli dalla Faccia Oscura che lottano per impedire l’evoluzione spirituale del mondo. L’abisso di maya vacilla fino alle fondamenta, cioè tremano le oscure fondamenta del mondo materiale, perché dall’Avatar giunge nella densa materia una vibrazione settemplice, una Parola di potere. Le stelle degli eterni Lha, cioè le Entità Spirituali superiori, che si trovano sui piani eterici cosmici superiori del nostro sistema solare, vibrano in risposta a quel suono.

Egli disse loro: “Sono inviato per essere una torcia che illumini i Fuochi nei vostri cuori, e resterò con voi fin quando la Sacra Luce splenderà così luminosamente, che ai vostri occhi sarà rivelato ogni nemico, ma solo voi avrete il potere di abbattere quei nemici. Andate ora a raccogliere il combustibile e alimentate i Fuochi in modo appropriato.” Teogenesi Stanza VI Sloka 4

Per annientare i nemici l’uomo risvegliato deve raccogliere il combustibile e alimentare i Fuochi in modo appropriato, cioè deve alimentare il combustibile del Desiderio Superiore e, per cambiare i pensieri, deve preparare il fuoco della Discriminazione o Discernimento, simbolicamente la spada, il fuoco della giusta azione riguardo alle “cose” che devono essere materialmente trasformate da una forma in un’altra. Ciò è reso possibile solo se “i fuochi sono alimentati in modo appropriato” – preparati giustamente e resi attivi da un proposito elevato.
Il fumo di un nero profondo sale verso l’alto dissipandosi. Il fragore discordante degli elementi in guerra saluta Colui che viene e non Lo ferma.
Colui che viene cerca di entrare in una sfera da cui sale il fumo di un nero profondo, cioè della “stella nera”, la nostra Terra. Il fragore discordante degli elementi  è quello degli elementi della stella nera, che si trovano in uno stato di disarmonia. Gli elementi turbolenti in guerra, salutano Colui che viene, cioè rispondono alla sua vibrazione non opponendosi, ma armonizzandosi.
La lotta e le grida della quarta Gerarchia, unendosi alla nota più dolce dei costruttori della quinta e della sesta, accolgono il Suo avvicinarsi.
La quarta Gerarchia è il regno umano che è in lotto, due schieramenti opposti si fronteggiano. I Costruttori della quinta e della sesta sono le due Gerarchie dei Deva o Angeli aiutano lo schieramento orientato verso il mondo spirituale.
Tuttavia Egli passa per la Sua via, sfiorando il cerchio delle sfere e risuonando la PAROLA.
L’Avatar Silenzioso, sfiorando il cerchio più esterno delle tre sfere, cioè i tre piani fisici emotivi e mentali, rimanendo nel piano mentale astratto, non oltrepassando il limite del piano mentale concreto, risuona la Parola che è la Vibrazione della Sua Volontà Silente, l’Impulso alla Sintesi, un Proposito, una nuova settuplice Parola di Potere.
Infatti, nel 1940 il Maestro D.K. annunciò che: “Un altro Avatar minore attende il richiamo dell’umanità”. Esotericamente è collegato all’Avatar di Sintesi, perché ne è adombrato. Questo Avatar può scendere in espressione esteriore sul piano fisico, e così far scendere e trasmettere la stimolazione e la qualità della forza dell’Avatar maggiore che non può avvicinarsi oltre il piano mentale. Chi sarà questo Essere che verrà, ancora non può essere rivelato. Potrebbe essere il Cristo, se i suoi altri compiti glielo consentiranno; potrebbe essere un’Entità da Lui prescelta, adombrata dall’Avatar di Sintesi e diretta nell’attività dal Cristo, il Signore d’Amore.
In un dipinto di N. Roerich del 1933 “Spada di Pace”, la Spada è portata orizzontale sulle braccia di un guerriero asiatico con un elmo che porta incisi i Tre Cerchi. Il guerriero è rappresentato con le mani giunte in forma di preghiera o di concentrazione. Possiamo supporre che la Spada, è nella profondità di Shamballa in attesa di rivelarsi al tempo della venuta di Maitreya (Cristo).

Alla fine della seconda guerra mondiale, la separatività dell’umanità, e il suo egoismo, avevano raggiunto proporzioni tali, e i loro effetti erano così completamente dominati dalle Forze del Male che, in risposta all’iniziale richiesta di massa dell’umanità, la Gerarchia fece appello all’intervento spirituale. L’incessante propaganda egoistica formulata con parole e scritti, in gran parte materialistica, nazionalistica e fondamentalmente menzognera, basata su motivazioni errate, divenne un clamore tale che raggiunse le sfere normalmente inaccessibili ai suoni della terra; l’Avatar di Sintesi, Colui che possiede immenso potere, fu chiamato in aiuto. La Gerarchia Spirituale decise di creare le condizioni che renderanno possibile la venuta del Cristo, che in primis potrà sembrare indesiderabile, perché l’opposizione ancora presente delle Forze del Male è ancora attiva e deve essere vinta; ciò potrà richiedere misure drastiche, ma alla fine apparirà una grande buona volontà. Si deve ricordare che la sintesi è un aspetto della prima caratteristica divina, la Volontà, o piuttosto la Volontà di Bene. Questa energia o influenza che sarà usata dal Cristo stesso (e per cui Egli si è preparato a lungo) produce coesione, avvicinamento ed una tendenza alla fusione e all’unione. (Esteriorizzazione della Gerarchia, pag. 648, giugno 1948).
Pochi anni più tardi il Maestro afferma che l’Avatar di Sintesi dovrebbe adombrare il Cristo, il Manu e il Maestro M. creando così "un triangolo di energie nel quale (e attraverso il quale) può scorrere l’energia dell’Avatar di Sintesi, alla quale i loro sforzi congiunti danno la giusta direzione". (Esteriorizzazione della Gerarchia, 665).
Il Maestro D.K. dice che un triangolo di energie del quale l’Avatar di Sintesi è una parte e il Cristo è il centro, “continuerà per duemilacinquecento anni”, cioè fino alla fine dell’era dell’Acquario (Il Ritorno del Cristo, 98).
Questo vuole dire che il 2025 è solo l’inizio di un lungo lavoro (un grande risveglio nella famiglia umana e un importante riorientamento spirituale) che terminerà nell’era del Capricorno. L’iniziazione per accedere al regno di Dio attraversa la Porta del Capricorno. L’Avatar di Sintesi è descritto come Colui che sta sulla vetta del monte (il punto più alto del piano mentale), emanando amore eterno, luce suprema e pacificante, e Volontà silente. In Capricorno, gli iniziandi, rappresentati simbolicamente dalle capre, devono scalare il Monte dell’Iniziazione, incamminandosi verso la luce dell’Avatar. Una grande iniziazione di massa avverrà nell’era del Capricorno, e poi la porta dell’iniziazione al quarto regno verrà chiusa.

Due nuove porte furono aperte dal Finito all’Infinito. Teogenesi Stanza VI Sloka 6
Il luminoso raggio bianco del Sole Divino risplendeva attraverso le porte appena aperte e non si spezzò in frammenti. Il viso della Stella che un tempo fu Nero era mutato; esso ora riluceva di un fulgore brillante … Teogenesi Stanza VI Sloka 7

Il termine “porta, ” com’è adoperato nella sloka 7, raffigura le linee più avanzate di pensiero adottate da un’estesa fascia delle attuali razze terrestri. Queste linee di pensiero sono porte d’entrata, per così dire, verso uno stato più avanzato di evoluzione rispetto a quello raggiunto dalle masse dell’umanità di oggi. Poiché vi sono menzionate due porte, è evidente che l’azione duale di due forze opposte, in manifestazione deve essere particolarmente forte durante il periodo in questione. L’azione di forze opposte indicate con i termini Democrazia e Dittatura, può sfociare in un antagonismo abbastanza potente da lacerare la sfera vitale energetica di ciascuna nazione in tanti frammenti. La profezia afferma che il raggio luminoso non si spezzerà.
Due sono le porte della caverna cosmica, Cancro e Capricorno. Attraverso Cancro, o “porta dell’uomo”, l’anima discende sulla terra (per unirsi al corpo), il che costituisce la sua morte spirituale. Attraverso Capricorno, la “porta degli Dèi”, essa ascende in cielo. Cancro rappresenta la forma di massa, l’anima collettiva animale; Capricorno rappresenta il gruppo, l’anima universale.
Il luminoso raggio bianco del Sole Divino è la Luce del Christos. Con l’apertura delle due nuove porte – centri perfezionati di percezione e intuizione – gli insegnamenti del Cristo sono accettati senza riserve o pregiudizi. Essi non sono più frantumati nelle distorsioni umane di organizzazioni, movimenti, scienze o arti.
La Stella Nera, il pianeta Terra sul quale vive l’uomo, diventa ora una Stella Luminosa. Poiché i cuori degli uomini, riflettendo gli insegnamenti dell’Avatar, spargono la luce dell’obbedienza, della gratitudine e dell’intelligenza in ogni regno della natura, tutte le cose che crescono aggiungono a loro volta la propria luce al regno dell’uomo. La terra restituisce al Sole la luce del suo Amore.

La Stella un tempo Nera adesso brillava di gloria riflessa dal Volto di Lui, e pieno e chiaro Egli udì l’eco dell’accordo che fino a quel momento aveva vibrato solo su toni minori di dolore e di angoscia. Teogenesi Stanza VII Sloka 5

Il maestro H. commentando le sloka della stanza VII afferma che esse annunciano la venuta del Christos a tutti gli uomini della terra, e parlano di come il Potere della Luce e dell’Amore discenda là dove l’uomo può assorbirlo, senza tuttavia diminuire nella sua emanazione spirituale. Al contrario, viene aumentato dalla maggior parte degli abitanti della terra – che un tempo era la Stella Nera – i quali ora corrispondono alla Sua Luce e al Suo Amore, poiché la Stella non è più oscurata dall’ignoranza e dall’illusione e non invia più accordi di sofferenza e dolore.
Si può predire con certezza che l’Avatar verrà. Che il Suo precursore sarà il Cristo, è parimenti certo. Quando Cristo verrà, sarà per le unità avanzate della famiglia umana; esse Lo riconosceranno, perché Egli è sempre stato con noi, mentre dalle masse il Suo avvento evocherà una risposta vibratoria ma non un riconoscimento diretto. Per quanto riguarda l’Avatar sarà un processo di riconoscimento gerarchico di una Presenza adombrante, nella cui aura il Logos planetario, assumerà la posizione di rappresentante planetario. Il Cristo tornerà ancora come Salvatore del mondo, ma grazie alla natura ardua dell’opera da compiere sarà fortificato e appoggiato dall’Avatar Silenzioso che (in senso occulto) «terrà il Suo occhio su di Lui, lo sosterrà con la Sua mano e manterrà il Suo cuore all’unisono col Suo».  (Raggi e Iniziazioni, pag. 94-5).
Nella grande Assemblea generale della Gerarchia (che si tiene ogni inizio di quarto di secolo) del 2025, molto probabilmente verrà stabilita la data del primo stadio di esteriorizzazione della Gerarchia stessa. (Esteriorizzazione della Gerarchia, 530).
Oggi questi iniziati esistono a migliaia; nel 2025 saranno presenti a milioni. (Raggi e Iniziazioni 571).
Oggi, gli esseri umani nel loro insieme invocano così rumorosamente che l’intera tendenza della vita della Gerarchia e dei suoi piani, fino ad oggi sono stati soggetti a cambiamenti, a rinvii per quanto riguarda certe determinazioni interne e puramente gerarchiche, e ad un’accelerazione di alcuni piani che erano previsti (se posso usare una parola simile) per avere luogo diversi secoli dopo, ma che - a causa della preparazione inaspettata dell’umanità - possono aver luogo, non prematuramente, ma in modo sicuro e nella pienezza tempo; questa pienezza di tempo, per quanto riguarda la particolare pianificazione di cui abbiamo a che fare, va da ora fino all’anno 2025 - un breve periodo di tempo, in effetti, in cui vedere il compimento del proposito più ampio del Logos planetario. (Esteriorizzazione della Gerarchia, Agosto 1946, pag. 562).
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