La creazione dei mostri acquatici - Sapienza misterica

SAPIENZA MISTERICA
Sapienza Misterica
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Esiodo nella sua Teogonia scrive che Ponto, il Mare, generò Nereo, il più vecchio dei figli, che mai inganna. La denominazione “il vecchio del mare” spetta a tre divinità maschili: Forco figlio di Gea e di Urano, Proteo chiamato Protogonos o primo nato di cui non sono menzionati i genitori, e Nereo. Proteo aveva le capacità di metamorfosi di tramutarsi in leone, serpente, leopardo, maiale. Simili metamorfosi vengono raccontate anche di Nereo. Essi creano figure ittiformi col corpo di pesce, da cui si vede in alcune rappresentazioni spuntare anche la testa di un leone, di un caprone e di un serpente. Scilla[1], la figlia di Forco, era rappresentata come un terribile mostro alato, come una cagna nella regione delle anche, e dalla forma di pesce dalle anche in giù. Questi miti sono un’allegoria che si riferisce ai vari sforzi compiuti dalla Natura materiale, per creare uomini.
 
Figura 1. Nereo, il Vecchio del Mare[2]  
 
Secondo la dottrina cabalistica vi furono antichi mondi che furono distrutti (vedi Idra Suta, Zohar, III, pag. 292 b). Ogni cosa tornerà un giorno a ciò da cui è originariamente proceduta. “Tutte le cose di cui questo mondo consiste, spiriti e corpi, torneranno al loro principio e alla radice da cui sono procedute” (Zohar, III, pag. 218 b). Ogni mondo è fatto secondo il modello del suo predecessore e ognuno è più grossolano e materiale del precedente. Nella Cabala tutti sono chiamati scintille. Infine venne formato il nostro rozzo e materiale mondo attuale.
 
La tradizione ebraica, nel libro Saghe ebraiche delle origini allude a una passata evoluzione fallimentare, dove si narra l’esistenza di specie con il torso da cavallo e la testa di montone, oppure con testa umana e corpo di leone ecc. “Migliaia di mondi ha creato il Signore in principio … Il Signore creò dei mondi e li distrusse, seminò piante e le divelse, perché erano ancora confuse e si contrastavano a vicenda. Continuò a creare e distruggere mondi, finché non creò il nostro. Allora disse: ‘In questo mi sono compiaciuto, mentre quelli non mi piacevano’. Il rabbino Abahu dice nel Midraish: “Il santissimo creò e distrusse più mondi, prima di riuscire nel presente”. La frase “questo mi piace” è ripetuta più volte nel primo capitolo della Genesi. Lo Zohar[3] parla di mondi primordiali che perirono appena venuti in esistenza perché non piacevano all’Altissimo. Nel Purana indù, si vede Brahma, il Creatore che ricomincia a creare dopo parecchie creazioni fallimentari. L’ultima, l’attuale creazione Brahma sotto forma di cinghiale solleva la Terra fuori dell’acqua.
 
Nel racconto caldeo babilonese del periodo che precedette la genesi del nostro mondo, Berosso parla di un tempo in cui non esisteva altro che tenebre e un abisso di acque pieno di orribili mostri “prodotti da un duplice principio ... Erano creature in cui erano combinate le membra di ogni specie di animali. Oltre a questi pesci vi erano rettili, serpenti e altri animali mostruosi ognuno dei quali assumeva la forma e il comportamento dell’altro”.
 
 
LIBRO DI DZYAN ANTROPOGENESI- STANZA II
 
Prima della creazione delle cinque Razze o Generazioni umane, il Libro di Dzyan ci dice che dopo enormi periodi di tempo, la natura non aiutata fallisce e crea dei mostri.
5) La Ruota girò ancora durante trenta crore[4] e costruì delle Rûpa; delle Pietre tenere che indurivano, delle piante dure che si ammorbidivano. Il visibile uscì dall’invisibile; gli insetti e le piccole Vite. Essa li scosse dal suo dorso ogni volta che essi sopravanzarono la Madre ... Dopo trenta crore, ella si girò. Giaceva sul dorso, sul fianco ... Non voleva chiamare nessun Figlio della Saggezza. Generò dal proprio Seno. Ella diede vita agli Uomini Acquatici, terribili e cattivi.
 
La Ruota, cioè la Terra continuò ancora a girare nella sua orbita intorno al Sole. Dopo trenta crore cioè 300.000.000 d’anni[5] cominciarono a formarsi le prime forme, dei primi corpi solidi sulla superficie. Le pietre, i minerali cominciavano a indurirsi, le prime piante da filamenti minerali si trasformavano in vegetali, ammorbidendosi. La vita cominciava a prendere forma. Insetti e piccoli animali cominciarono a popolare la superficie, ma le specie non erano in equilibrio biodinamico tra loro, per questo alcune cominciarono a sopravanzarne altre. Ciò causò degli squilibri nel primordiale ecosistema della Terra. Per ripristinare l’equilibrio perduto vi furono numerose inclinazioni dell’asse terrestre: “Essa li scosse dal suo dorso ogni volta che essi sopravanzarono la Madre”, che determinarono le prime estinzioni di massa. Ancora oggi la Natura crea per errore o per capriccio, mostri, bambini con due teste, bambini con corpo umano e testa di animale La dea che diede nascita a questi mostri primordiali, secondo Berosso, era Thalatth (Tiamat), il Mare.
 
Figura 2. Creatura ittiforme

Questa Stanza afferma che per 300 milioni di anni la creazione andò avanti, ma furono creati mostri che la Terra si scrollava periodicamente di dosso come se fossero fastidiosi parassiti. Questi mostri marini furono il prodotto di Gea, cioè della sola Natura fisica, quando il Globo terrestre era pieno di acqua: il primo tentativo di creare l’uomo, si risolse in un fallimento!
 
La tradizione greca che parla di centauri, di sirene di mostri incredibilmente fantasiosi con più teste con corpi formati dall’unione di più animali, si fonda dunque su un’antichissima tradizione. Tifone che condivideva il pessimo carattere di Scilla, era rappresentato con le ali, le sue gambe erano costituite da serpenti, secondo Pindaro il mostro aveva 100 teste. Dalla sua unione con Echidna, un mostro metà donna e metà serpente che si nutriva di carne cruda, nacque Ortro il cane con tre teste, e Cerbero, con 50 teste, il cane dell’Ade che mangia carne cruda. In seguito generò anche la maligna Idra di Lerna con 100 teste. Dall’unione di Echidna con Ortro, suo figlio, nacque la Sfinge nefasta. Tifone si mise a capo della ribellione contro Zeus, contro il nuovo ordine stabilito dal cielo.

Figura 3. Ortro, il cane a tre teste
 
H.P. Blavatsky alla domanda, dove viene tale identità d’idee? Spiega che gli antichi cinesi avevano le stesse tradizioni. Secondo il commentatore Kwo P’oh, nell’opera intitolata Shan-Hai-Khing, “Meraviglie del Mare e della Terra”, opera scritta dallo storiografo Chung Ku da incisioni su nove urne fatte dall’imperatore Yü (2.255 a.C.) si accenna ad un colloquio con uomini aventi due facce distinte sulla loro testa, davanti e dietro, mostri con corpo di capra e faccia umana, ecc. Gould, dando i nomi di alcuni autori di Storia Naturale nel suo Mythical Monsters, (p. 27), cita lo Shan - Hai King in questi termini: “Secondo il commentatore Kwo P’oh (276-324 d.C.) quest’opera fu compilata tremila anni prima del suo tempo, cioè a distanza di sette dinastie. Yang Sun della dinastia Ming (iniziata nel 1.368 d.C) dichiara che l’opera fu compilata da Chung Chia e Chung Ku” - come affermato sopra. “Chung Ku, al tempo dell’ultimo imperatore della dinastia Hia (1.818 a.C.), temendo che l’imperatore potesse distruggere i libri che trattavano dei tempi antichi e presenti, li portò con sé nella sua fuga a Yin.”
 
I Cinesi, sostengono che la loro civiltà fu fondata da un essere anfibio, Fu-Si, e da sua moglie che era anche sua sorella, come per le divinità greche. La coppia riparò il cielo infranto e fondarono la civiltà dopo il Diluvio, inventarono i trigrammi e istituirono la monarchia divina, ebbero una figlia chiamata Fu Fei. Sono rappresentati con la coda intrecciata mentre si servono di una squadra e di un compasso, in quanto divini architetti. Fra i due è raffigurato un bambino, anch’egli con la coda di pesce, ma già separata in due arti, per indicare l’evoluzione fisica successiva.
 
Figura 4. Fu-Si e consorte
 
Altri personaggi anfibi sono citati dalla mitologia cinese, Gong Gong, un mostro con corna, con corpo anfibio o di serpente, e il mitico imperatore Yü, il primo esponente della I dinastia, nato dal ventre di suo padre Gun, come gli anfibi. La preoccupazione principale di Yüi misurare le dimensioni del mondo. Dopo aver partorito suo figlio Gun, divenne un pesce nero e s’immerse nel mare come Oannes. Nella tradizione cinese si contano almeno sei esseri anfibi, responsabili della civilizzazione del paese. In occidente a babilonia si contavano sette creature anfibie, chiamate i Sette Saggi. Non bisogna farsi fuorviare dalle date attribuite dagli storici a questi personaggi mitologici, perché Alessandro Polistore, nel suo libro della storia di Babilonia racconta dell’esistenza di scritti sacri conservati con grande cura che coprivano 15 miriadi di anni, cioè 150.000 anni.
 
Manetone che era sacerdote e scriba in Egitto al tempo dei Tolomei, compose un’opera storica in tre volumi andata purtroppo perduta. Manetone è citato da Plutarco, da Giulio Africano e dal vescovo Eusebio di Cesarea. Eusebio citando Manetone scrisse che gli dei avevano dato vita a creature ibride e mostri di ogni sorta:
 
Avevano generato uomini con le ali, nonché altri con quattro ali e due volti, con un corpo a due teste, uomini e donne con due nature, quella maschile e quella femminile; ed altri esseri con zampe di capra e corna sulla testa; altri esseri con zoccoli di cavallo e altri che avevano un corpo di cavallo nella parte posteriore e di uomini in quella anteriore; avevano generato anche tori con la testa umana e cani dal corpo quadruplice, con la coda che terminava a coda di pesce … nonché ogni sorta di mostri a forma di draghi … le cui immagini sono raffigurate nel tempio di Belo accanto alle altre.
 
Figura 5. Bassorilievo babilonese: Uomo grifone
 
Berosso[6], il sacerdote caldeo, narra di una creazione primordiale che diede origine a dei mostri e perciò fu annientata. Figure di questi mostri incroci fra umani rettili anfibi e animali erano poste sulle pareti del tempio di Belo a Babilonia.
 
La tradizione indù descrive nell’Abisso della Creazione primordiale dei mostri chiamati Nara e Kinnara creati da Brahma all’inizio del nostro grande ciclo. I Nara erano dei centauri o uomini con estremità di cavalli, mentre i Kinnara erano degli uomini con la testa di cavallo.
I cambiamenti climatici che seguirono portarono spontaneamente le sostanze primordiali costituenti, il primordiale ecosistema della Terra ad aggregarsi per formare successive primitive forme di vita, generate spontaneamente dalla Terra stessa e senza alcun intervento esterno. Senza alcuna Guida spirituale superiore le forme di vita che nacquero furono spontanee e quindi forme che non avevano in loro alcuna scintilla divina. Le Stanze di Dzyan narrano fatti, che si trovano ripetuti nel racconto del Pimandro, così come nelle tavolette caldee della creazione. I versetti si possono quasi verificare con la Cosmogonia tramandataci da Beroso che narrano di uomini acquatici. Recenti ricerche archeologiche in Sierra Leone, sotto degli strati alluvionali sono state trovate delle statuette d'ottima fattura rappresentanti degli esseri umanoidi provvisti di squame.
 
Gli uomini acquatici, terribili e malvagi” — che furono il prodotto della sola Natura fisica, un risultato “dell’impulso evolutivo” e il primo tentativo di creare l’uomo, il coronamento, il culmine e il fine di tutta l’evoluzione animale sulla Terra, è descritto nelle Stanze di Dzyan come un fallimento. I frammenti caldei di Cosmogonia, nelle iscrizioni cuneiformi ed altrove, parlano di due creazioni distinte, degli animali e dell’uomo, la prima delle quali fu distrutta, essendo un insuccesso. Oannes, o Dagon, l’Uomo-Pesce caldeo, divide la sua Cosmogonia e Genesi in due parti. Dapprima l’abisso delle acque e delle tenebre, ove risiedono molti esseri orrendi: uomini con due e con quattro ali, esseri umani con due teste, con le gambe e le corna di capra – gli  “uomini-capra” — ippocentauri, tori con la testa umana, cani con la coda di pesce. Insomma, combinazioni di vari animali ed uomini, di rettili, pesci ed altri animali mostruosi, che assumevano uno la forma e l’aspetto dell’altro. Il loro elemento femminile è personificato da Thalatth — il Mare, o “Acqua”.
 
I frammenti caldei di cosmogonia, descrivono due creazioni distinte, quella degli animali e quella degli uomini. Le tavolette di cosmogonia descrivono altre creazioni prima della nostra che si sono rivelate un insuccesso. La cosmogonia dei Caldei ove domina Oannes, l’uomo con il corpo di pesce è divisa in due parti, dapprima l’abisso delle acque e delle tenebre, dove risiedono molti esseri orrendi, uomini con due teste, con le gambe e con le corna, con due e quattro ali, tori con la testa umana, cani con la coda di pesce. Nella seconda parte, Oannes, insegna al suo popolo che l’uomo fu creato dall’acqua, e che tutti gli esseri viventi ebbero la loro origine da questa prima materia. Questi racconti pieni di esseri mostruosi ci dicono che la Natura fisica quando è abbandonata a se stessa crea piante animali ma fallisce con gli uomini, limitandosi ad offrire il solo rivestimento di pelle. Scrive Alessandro Polistore, agli uomini sopravvissuti al cataclisma diluvio, che conducevano un’esistenza miserevole e bestiale, apparve un Istruttore, Oannes l’uomo dal corpo di pesce:
 
Figura 6. Oannes
 
“Nel primo anno apparve un mostro dotato di ragione umana, chiamato Oannes, che si levò dal mare eritreo, la dove costeggia Babilonia. Aveva il corpo interamente di pesce ma sopra la testa di pesce, ne aveva un’altra che era quella di un uomo, e due piedi umani posti alla sua coda del pesce: Aveva una voce umana e la sua immagine è presente ancora oggi … al tramonto questo Essere soleva immergersi di nuovo in mare, nelle cui profondità alloggiava … egli disse: “Una volta non esisteva niente, se non l’oscurità e un abisso di acque, in cui risiedevano esseri mostruosi originati dal principio duplice (Terra ed Acqua). Gli uomini avevano in genere due ali, ma alcuni ne avevano quattro, e due facce. Essi possedevano un corpo con due teste, una di uomo, l’altra di donna … erano dotati di gambe e di corna di caprone. Alcuni avevano piedi di cavallo … sicché parevano ippocentauri. Analogamente i tori avevano la testa umana, e i cani con corpo quadruplice, con coda di pesce … Alcuni uomini e animali crescevano con testa e corpo cavallino e coda ittica …
 
Cecrope, il fondatore di Atene aveva il corpo umano e la coda di pesce, alla dea Atena egli affida il proprio figlio Erittonio, anch’esso con la coda di pesce. Le figlie di Erittonio erano le Iadi, le dee della pioggia e del Diluvio. Il dio Vishnu come Oannes, in una sua incarnazione è rappresentato in forma di pesce dalla testa umana, impietosito per le condizioni dell’umanità dopo il diluvio, rimase con essa per qualche tempo. È lui che insegnò agli uomini, dopo il diluvio … un giorno si tuffò nell’acqua e non tornò più, perché la terra si era nuovamente ricoperta di vegetazioni, di frutti, di bestiame. Ma egli aveva insegnato ai brahmani il segreto di tutte le cose.[7]
 
6) Gli Uomini Acquatici, terribili e cattivi, furono creati con i resti degli altri. Ella li formò con la scoria e con la melma del suo Primo, Secondo e Terzo. I Dhyâni vennero dal risplendente Padre-Madre delle Regioni Bianche, dalla dimora dei Mortali-Immortali.
 
L’origine degli Uomini-Acquatici è come anche specificato nella Shloka precedente, nell’evoluzione spontanea delle sostanze che avevano costituito le prime tre ere geologiche della Terra. Nella tavoletta caldea, il “Signore degli Angeli” distrugge gli uomini nell’abisso, e, dopo la strage, “non rimangono né gli scheletri né i resti”[8]. Dopo di che, essi, i Grandi Dèi, crearono uomini con corpi d’uccelli del deserto, esseri umani, “sette re, fratelli della stessa famiglia” ecc., che è un riferimento alle qualità motorie dei primi corpi eterei degli uomini, che potevano volare come camminare, ma “furono distrutti” perché non erano “perfetti”, cioè erano “senza sesso”. I Dhyâni vennero dalle Regioni bianche. I Dhyâni, secondo la tradizione Induista, sono esseri di luce (dèi planetari e solari) e le Regioni Bianche sono con ogni probabilità la Via Lattea. Discesero da ignote zone della Via Lattea degli esseri extraterrestri, definiti Mortali-Immortali.
 
7) Essi furono malcontenti. “La nostra carne è assente. Nessun Rûpa conveniente ai nostri fratelli della Quinta. Nessuna Dimora per le Vite. Esse devono abbeverarsi di Acque pure e non di acque torbide. Dissecchiamole”.
 
I Dhyâni cercarono di formare dei corpi che potessero accogliere un'intelligenza superiore, evidentemente necessaria all’evoluzione dell’umanità. Questo non era possibile ai rozzi corpi che allora dimoravano sulla Terra, generati da essa spontaneamente e senza alcuna guida superiore. Decisero così d’eliminare quelle forme di vita dalla faccia della Terra, disseccandole, togliendole l’acqua vitale. Quelle forme, quei corpi non erano ancora idonei a ricevere la “scintilla divina”. Le sfingi dalla testa umana e con il corpo formato da più animali volevano forse indicare questo mostri preistorici, annientati dal calore solare?
 
Figura 7. Sfinge Babilonese
Sia Apollodoro, che Alessandro Polistore[9] riferendosi a Berosso, citano “uomini acquatici, terribili e malvagi”. Secondo la versione di Alessandro Polistore: “Venne Belo e tagliò in due la donna, e di una metà fece la terra e l’altra i cieli, e nello steso tempo distrusse gli animali che essa conteneva”. La traduzione dal linguaggio simbolico a quello comune è la seguente: venne lo Spirito seccò le Acque scure distruggendo gli esseri che in essa trovavano alimento e vita, creando così la terra ferma e i cieli gassosi.
 
8) Vennero le fiamme. I Fuochi con le Scintille. I Fuochi Notturni ed i Fuochi Diurni. Essi disseccarono le acque torbide e scure. Con il loro calore le estinsero. I Lha dall’alto, i Lhamayin del Basso, vennero. Sgozzarono le forme che erano a doppia e quadrupla faccia. Combatterono gli Uomini-Capra, gli Uomini dalla testa di Cane, e quelli con il corpo di Pesce.
 
Le “Fiamme” sono una Gerarchia di Spiriti paralleli, se non identici, agli “ardenti” Saraph (Serafini) di fuoco, menzionati da Isaia. Lo Zohar[10], narra di mondi precedenti e poi distrutti perché imperfetti. Le Fiamme sono una gerarchia di esseri simili ai Serafini di fuoco citati da Isaia. Le Fiamme rappresentano lo Spirito, l’Acqua è la Materia, l’elemento opposto. Lo Spirito distrugge la forma quando questa non serve più o risulta inutile. Non rimasero né resti né scheletri, dopo la strage voluta dalla Fiamme. Le acque fluirono verso l’alto sotto l’azione della Luna che non era quel piccolo satellite che è adesso[11]. La terra rimase nuda, perché era giunta l’ora che si formasse la crosta terrestre. Le sconosciute, forme di vita che popolarono i primordi del nostro pianeta furono del tutto eliminate. La superficie del pianeta fu “purificata” tramite irradiazione termica (fuochi e calore). Così la radianza dall’alto (i Lah) e le forze scatenate della natura (i Lhamayin) dal basso, ripulirono completamente la superficie della Terra.
 
Forse ci si riferisce a un antico cataclisma che ha sconvolto il pianeta a seguito di un qualche bombardamento meteorico al quale la Terra, all’inizio della sua storia, era maggiormente soggetta.
 
9) L’Acqua-Madre; il Grande Mare pianse. Essa si sollevò, sparì nella Luna, che l’aveva sollevata, che le aveva dato vita.
 
H.P. Blavatsky spiega che l’Occultismo orientale insegna che la Luna è molto più vecchia della Terra, che deve la sua esistenza alla Luna, comunque spieghino il fatto l’Astronomia e la Geologia. Di qui provengono le maree e l’attrazione della Luna, come si vede nella parte liquida del Globo, che sempre tende a salire verso sua madre. Questo è il significato della frase “La Madre-Acqua si sollevò, sparì nella Luna, che l’aveva sollevata, che le aveva dato la nascita”.
 
10) Quando essi furono distrutti, la Terrra-Madre restò nuda e chiese di essere disseccata.
 
Le acque si erano separate dalla Terra e l’ora che si formasse la crosta terrestre era giunta. La prima interpretazione è che questo fu l’inizio di una nuova vita. La seconda interpretazione o chiave ci insegna l’origine occulta dell’Acqua, la sua combinazione con il Fuoco — il “Fuoco Liquido”, com’è chiamato — e intraprende una descrizione alchemica della progenie delle due parti solide, come minerali e terre. Dalle “Acque dello Spazio”, la progenie dello Spirito-Fuoco maschile e di quella femminile (gassosa) è divenuta la distesa degli Oceani sulla Terra.
 
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[1] Scilla era detta l’Etrusca, perché era da essi rappresentata.
[2] Nereo, secondo Esiodo aveva 50 figlie, mentre secondo Sofocle ne aveva 100. Nereo è associato alle vicende mitiche di Oannes dove compaiono i numeri 50 e 100.
[3] Lo Zohar, o Libro dello Splendore appartiene alla tradizione mistico esoterica della Cabala ebraica.
[4] Una crora è composta da 10 milioni di anni, 30 crore equivalgono a 300 milioni di anni, o Tre Età occulte.
[5] Trecento milioni d’anni, è anche il tempo calcolato dalla scienza, affinché dalla nebulosa primordiale cominciasse a formarsi la materia solida.
[6] Berosso o Beroso (Vissuto fra il 340 ed 260  a.C. circa), era un sacerdote del dio Bel che nel 290 a.C. In Babilonese il suo nome suonava Bel-usur-shu, ovvero "Bel proteggilo". Fu sacerdote di Bel Marduk nel tempio babilonese di Esagila, restaurato dal Re Antioco I Soter, al quale egli dedicò una Storia Babilonese in tre libri. L'opera, scritta in greco e spesso citata dai Giudei Ellenisti, utilizza fonti cuneiformi ed in parte ignote, inizia con la cosmogonia e la storia del diluvio per finire con Alessandro Magno. Il primo libro comprende il periodo dalla Creazione al Diluvio, il secondo libro si ferma al 747 a.C fino a Nabonassar, il terzo libro fino alla morte di Alessandro Magno. La storia di Berosso si fonda su documenti originali a cui egli ha potuto attingere. Altri tre autori tramandano questi frammenti di Berosso, Alessandro Polistore, Abideno, un discepolo di Aristotile e Megastene (350-290 a.C.). Apollodoro critica Abideno di non aver citato che oltre ad Oannes vi erano altri esseri anfibi ripugnanti. Nessuno di questi scritti è sopravvissuto, Eusebio di Cesarea (IV secolo d.C.), il biografo dell’imperatore romano Costantino ha potuto metterci le mani sopra, modificando il contenuto per mettere in cattiva luce i Pagani. Sincello un cronista bizantino del IX d.C., criticò fortemente l’operato di Eusebio, e trascrisse anch’egli i frammenti di Berosso ricopiati dagli scrittori precedenti. L'unica guida a questa Cosmogonia di Berosso può ora essere trovata nei frammenti delle tavole assire, e copiate dalle più antiche registrazioni babilonesi.
[7] Hari Purana.
[8] Dei resti fossili testimonianti l’esistenza uomini acquatici nulla è stato trovato. Attualmente sconosciuti dalla scienza moderna.
[9] Alessandro Polistore nato a Mileto nel 105 a.C., fu fatto prigioniero di guerra e portato a Roma dove scrisse i suoi libri.
[10] Zohar o Libro dello Splendore, una raccolta di vari libri, è l’opera centrale della lettura della Kabala ebraica.
[11] La Tradizione segreta orientale afferma che è la Terra che si è separata in un lontano passato dalla Luna e non viceversa, secondo quanto afferma l’attuale scienza.

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