La flotta templare - Sapienza misterica

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La flotta templare

Templari
I Templari possedevano la flotta, mercantile e da guerra più potente di tutto l’occidente, in quanto loro stessi erano provetti navigatori e valorosi marinai. Nonostante le scarne informazioni, per lo più tramandateci dai ben pochi documenti storici rimastici e dalle narrazioni del periodo, sappiamo che l’Ordine del Tempio fu, nel momento di massimo splendore, la forza più potente che tutto il mondo allora conosciuto avesse mai visto: la flotta templare era costituita da navi ben equipaggiate e dotate di strumenti difensivi ed offensivi notevoli.I Templari possedevano la flotta, mercantile e da guerra più potente di tutto l’occidente, in quanto loro stessi erano provetti navigatori e valorosi marinai. Nonostante le scarne informazioni, per lo più tramandateci dai ben pochi documenti storici rimastici e dalle narrazioni del periodo, sappiamo che l’Ordine del Tempio fu, nel momento di massimo splendore, la forza più potente che tutto il mondo allora conosciuto avesse mai visto: la flotta templare era costituita da navi ben equipaggiate e dotate di strumenti difensivi ed offensivi notevoli.
Il 13 ottobre 1307 il re di Francia Filippo il Bello, in perfetto accordo con il Papa Clemente V, con una spettacolare azione poliziesca, fece arrestare tutti i Templari. Troppo potenti, questi Cavalieri dai bianchi mantelli, troppo influenti per un re ambizioso, e poi c’era il sospetto di eresia. Infine, il pericolo più grande, la realizzazione da parte dell’Ordine del Tempio di uno Stato Europeo che spazzasse via re, papi e principi. Quando le guardie del re entrarono nel Tempio di Parigi la sorpresa fu seconda solo all’ira di trovare il quartier generale dell’ordine quasi totalmente vuoto, Anche l’archivio dell’Ordine era sparito. È evidente che, nonostante gli arresti siano avvenuti di sorpresa, molti furono ugualmente informati sulla catastrofe imminente ed ebbero tutto il tempo di pianificare il salvataggio dell’archivio e del tesoro e che alcuni dei maggiori fratelli abbiamo deciso di sacrificarsi.
Nel 1307, dopo l’arresto dei Templari francesi, il comandante di La Rochelle, l’ottantenne Guillaume de Liege, consegnò la sua commenda al re per sfuggire alla tortura. Ma non le navi, quelle erano lontane dal porto. Per quanto tempestiva e segreta sia stata la manovra di Filippo, l’Ordine aveva i miglior informatori.  La flotta templare che dalla sera alla mattina levò l’ancora dai porti dell’Atlantico e del Mediterraneo è uno dei tanti interrogativi che riguardano la storia dell’Ordine del Tempio. La loro flotta che, pur non potendo attraccare nei porti delle nazioni fedeli al Papato, poteva ugualmente contare su porti amici in Sicilia, Portogallo, e Norvegia.
Le conseguenze più importanti scaturite dopo il 13 ottobre 1307 sarebbero state quindi:
a)   La costituzione della flotta di esplorazione del Portogallo agli ordini dei Cavalieri di Cristo, Ordine in cui si erano trasformati i Templari;
b)   La comparsa di carte e mappe navali di una precisione mai vista (Portolani): i Templari erano in possesso di antiche mappe marinare che avrebbero utilizzato per la traversata dell’Atlantico.

Sappiamo che il nuovo Ordine di Cristo si stabilì nel 1356 nella fortezza di Tomar. La tradizione templare in Portogallo era grande. Non per nulla le tre caravelle di Cristoforo Colombo che nel 1492 raggiunsero l’America portavano sulle bandiere le croci patenti dell’Ordine del Tempio. Sappiamo che il suocero di Colombo apparteneva anch’egli all’Ordine di Cristo e non è da escludersi che abbia consegnato al genero carte di navigazione particolarmente importanti.  
 
Nel 1.520 l’ammiraglio ottomano Piri Reis compilava l’atlante “Kitabi Bahriye” destinato ai navigatori. Nei suoi scritti l’ammiraglio Piri rivela l’origine delle sue carte: nel 1.501 durante una battaglia navale contro gli spagnoli, un ufficiale turco di nome Kemal catturò un prigioniero che aveva partecipato ai viaggi di Cristoforo Colombo che disse di aver preso parte ai tre storici viaggi di Cristoforo Colombo, e che possedeva una serie di carte nautiche davvero eccezionali. Il marinaio confessò che Colombo scoprì l’America usando quelle carte geografiche. Tra i documenti sequestrati dall’ufficiale Kemal al prigioniero spagnolo, c’erano anche delle carte disegnate da Colombo in persona nel 1498, ossia sei anni dopo la scoperta delle Antille. Il bottino rappresentato dalle misteriose carte disegnate da Colombo finì nelle mani di Piri Reis il quale, sulla base delle voci che correvano a quei tempi, racconta nei suoi scritti che “Cristoforo Colombo, nel corso delle sue ricerche, trovò un libro risalente all’epoca di Alessandro Magno e ne rimase così impressionato che, dopo averlo letto, partì alla scoperta delle Antille con le navi ottenute dal governo spagnolo”.

Alcuni ricercatori osservando che il porto di La Rochelle era un punto di partenza strategico per intraprendere navigazioni fuori dall’Europa suppongono che le navi templari potrebbero aver raggiunto il continente americano, quasi duecento anni prima di Colombo. Questo spiegherebbe la grande quantità di argento che sarebbe provenuto dalle miniere del Messico di cui l’Ordine sempre dispose. L’idea non è assurda, del resto, l’enorme quantità d’argento che all’improvviso circolò in Europa poteva solo provenire dall’America.
Louis Charpentier scrive: “Certamente mancano le prove, ma d’altra parte non vi sono mai prove quando si tratta del Tempio”. Essi sapevano mantenere i segreti, cancellavano accuratamente le tracce mani avide si sarebbero subito impossessate delle loro conoscenze e dei loro saperi. Non per nulla quando le guardie del re entrarono nel Tempio di Parigi, furono sorprese di trovarlo quasi totalmente vuoto.
Stranamente è nel centro Italia, lontano dal porto de La Rochelle, che troviamo una conferma indiretta che i Templari, possano aver attraversato l’oceano per raggiungere il Nuovo Mondo. Due formelle del Duomo di San Cristoforo a Barga in Toscana riportano la pianta di Mais sconosciuta in quell’epoca perché importata secoli dopo da Cristoforo Colombo dall’America. La pianta del mais la ritroviamo scolpita in altre chiese della Toscana, come nella Chiesa di S. Pietro a Grado (PI) e nelle Marche a Caramanico Terme (PE), e nel Lazio nella chiesa Santa Maria della Libera, vicino alla città di Aquino (FR). A Pieve di Codiponte (MS) dei bassorilievi i cui soggetti indossano in un caso dei copricapo di piume, degli Amerindi.

IL MISTERO DELLA ROTTA ATLANTICA TEMPLARE

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