Lez.40 - La rivelazione dei segreti - Sapienza misterica

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Lez.40 - La rivelazione dei segreti

I Misteri
Il Maestro D.K. spiega che a capo di tutto ciò che interessa il pianeta, dirigendone tutta l’evoluzione, vi è il RE, il Signore del Mondo, Sanat Kumara, il “Giovane dalle innumerevoli estati”, la Sorgente della Volontà (che si manifesta come Amore) del Logos planetario. Suoi cooperatori e consiglieri sono i tre Buddha Pratyeka o di Attività, e insieme costituiscono l’incarnazione del Volere attivo, intelligente e amorevole. Intorno al Signore del Mondo, ma ritirati ed esoterici, vi sono altri tre Kumara, e con Sanat abbiamo così i Sette della manifestazione planetaria. La loro opera è necessariamente oscura per noi. I tre Buddha o Kumara exoterici costituiscono il complesso dell’attività o energia planetaria, mentre i tre esoterici incarnano tipi di energia non ancora in piena manifestazione sul pianeta. Ognuno dei sei Kumara è un riflesso o un dispensatore dell’energia e della forza di uno degli altri Sei Logoi planetari. Nel nostro schema planetario solo Sanat Kumara è indipendente e autonomo, essendo l’incarnazione fisica di uno dei Logoi planetari; quale sia non è permesso dichiarare, poiché è uno dei segreti dell’iniziazione. Attraverso ciascuno di loro fluisce la forza di vita di uno dei Sei Raggi[1].
Dopo il giuramento che impegna all’inviolabile segretezza, il neoiniziato si avvicina, solo, allo Ierofante; pone una mano sull’estremità inferiore della Verga di Iniziazione che lo Ierofante tiene nella parte centrale. Le tre Personalità che circondano il trono pongono le mani sul diamante scintillante che sormonta la Verga e, quando tutti e cinque sono così collegati dall’energia circolante che emana dalla Verga, l’Iniziatore confida il segreto all’iniziato. L’Iniziatore gli rivela certe conoscenze che si riferiscono alle diverse forze o energie che animano il sistema solare e che gli giungono attraverso un particolare centro eterico che è stimolato dall’applicazione della Verga. Infatti ognuna delle cinque iniziazioni produce effetti su uno dei cinque chakra o centri dell’uomo:
1.      Testa
2.      Cuore
3.      Gola
4.      Plesso solare
5.      Base della colonna vertebrale
I segreti sono brevi formule che non hanno valore di mantram come la Parola Sacra, ma sono di natura matematica, esattamente formulate per trasmettere il preciso intento di chi le pronuncia. Prerequisito all’iniziazione planetaria è che il candidato sappia trattenere le parole[2], e in senso esoterico la forza; e quando è il momento saper utilizzare le parole correttamente come forza che preserva, rafforza e stimola. Solo a chi abbia qualche conoscenza di questi due aspetti della parola può essere concesso di stare al cospetto dell’Iniziatore e ricevere da quella Presenza certi suoni e segreti impartiti con l’impegno del silenzio.
A chi non è iniziato i segreti, apparirebbero e risuonerebbero come formule matematiche, ma per il chiaroveggente ciascuna parola “simbolo” è composta di un ovale di colore specifico, che varia col segreto impartito, contenente cinque geroglifici o simboli. Un simbolo contiene la formula della legge, un altro la chiave e il tono planetario; un terzo la vibrazione, mentre il quarto mostra il numero e il dipartimento cui il raggio appartiene. Il quinto geroglifico indica una delle sette chiavi per mezzo delle quali i membri della Gerarchia planetaria possono collegarsi con quella solare. L’ovale al cui interno vi sono cinque geroglifici richiama il metodo ieratico egizio riferito da Plotino. I Saggi Egizi, per comunicare la loro Sapienza, non si servono dei caratteri scritti, per esprimere le loro dottrine, come se imitassero la voce e il discorso, essi nei loro templi disegnavano figure nei cui contorni è racchiuso il pensiero di ogni cosa.
·        Ogni segreto riguarda l’uno o l’altro dei sette piani del sistema solare.
·        Ogni segreto si riferisce a una delle sette leggi di natura e ne è l’enunciazione.
·        Ogni segreto si riferisce perciò a una delle evoluzioni fondamentali di ciascun schema planetario.
·     Ogni schema incarna una delle leggi, quale sua legge primaria, e tutte le evoluzioni che vi si svolgono tendono a manifestare la perfezione di quella legge con le sue sei permutazioni complementari, ognuna delle quali differisce in un particolare, dipendente dalla legge primaria manifestata.
·        Ogni segreto dà la chiave della natura di qualche particolare Logos planetario e di conseguenza anche delle caratteristiche delle Monadi di quel particolare raggio planetario. È naturale che tale conoscenza sia indispensabile all’adepto che cerca di lavorare con i figli degli uomini e di dirigere le correnti di forza che li influenzano e che da essi emanano.
·        Ogni segreto riguarda un raggio, o colore, e ne svela il numero, la nota e la vibrazione.
È un fatto normale e accettato da tutti che il genere umano a livello fisico sia istruito secondo gradi di conoscenza crescenti noti come istruzione inferiore o elementare, media, e superiore o universitaria. In un modo simile nei livelli più sottili rispetto allo stato fisico prosegue l’apprendimento in tre stadi di consapevolezza chiamati Aule, come quelle della scuola. La rivelazione dei segreti all’iniziazione è paragonabile all’insegnamento che si riceve nei gradi superiori di apprendimento. Il candidato prima di giungere all’Iniziazione ha brancolato per molte età nell’Aula dell’Ignoranza, poi ha frequentato la scuola nell’Aula dell’Apprendimento, per entrare ora all’università o Aula della Saggezza. Quando ne avrà percorsi i diversi stadi, diverrà un Maestro di Compassione. Le tre Aule attraverso le quali l’anima dell’uomo deve progredire sono menzionate nella Voce del Silenzio.
·        Aula dell’Ignoranza                 infanzia dell’umanità                Piano Fisico.
·        Aula dell’Apprendimento          uomo medio                           Piano Astrale.
·        Aula della Saggezza               uomo spirituale                       Piano Mentale.
La maggior parte del tempo è trascorsa nell’Aula dell’Ignoranza che possiamo definire come un periodo selvaggio e caotico. Il periodo successivo, nell’Aula dell’Apprendimento, è chiamato il Sentiero della Prova. Nell’Aula della Saggezza l’iniziato si accosta al mistero centrale dell’Essere.

Tre Aule, o stanco Pellegrino, conducono al termine delle prove. Tre Aule, o Conquistatore di Mara[3], ti condurranno per tre stati[4] al quarto, e da questo ai sette Mondi, ai Mondi dellEterno Riposo.

Se vuoi conoscerne i nomi, ascolta e rammenta. Il nome della prima Aula è IGNORANZA, Avidya. E questa l’Aula in cui hai visto la luce, in cui vivi e morrai[5].
Il nome della seconda è Aula della CONOSCENZA. LAnima tua vi troverà i fiori della vita, ma un serpente attorto sotto ogni fiore[6].
Il nome della terza Aula è SAGGEZZA, al di là si stendono le acque senza spiagge di AKSHARA, la Fonte indistruttibile dellOnniscienza.
Se vuoi attraversare incolume la prima Aula, non lasciare che la tua mente confonda i fuochi del desiderio, che vi ardono, con il sole della vita.
Se vuoi attraversare incolume la seconda, non fermarti ad aspirare la fragranza dei suoi fiori inebrianti. Se vuoi liberarti dalle catene karmiche, non cercare il tuo Guru in queste regioni mayaviche.

I SAGGI non si attardano nei giardini dei sensi. I SAGGI non curano le voci seduttrici dell’illusione. Cerca chi deve darti la nascita20 nell’Aula della Sapienza, nellAula, che si trova al di là, dove le ombre sono ignote, e dove la luce della verità splende con gloria imperitura.
… fuggi l’Aula della cognizione. Quest’Aula è pericolosa nella sua perfida bellezza; è necessaria soltanto per la tua preparazione. Guardati, o Lanu[7], affinché la tua Anima, abbagliata da uno splendore illusorio, non si attardi e non sia presa nella sua ingannevole luce … Essa affascina i sensi acceca la mente e lascia l’incauto come un rottame abbandonato[8].

Il discepolo afferri la coda del Serpente della Saggezza e, tenendola fermamente, lo segua nel centro più profondo dell’Aula della Saggezza. Non cada nel tranello tesogli dal serpente dell’illusione, ma chiuda gli occhi agli arabeschi variopinti che ne adornano il dorso e chiuda le orecchie alla melodia della sua voce. Distingua il gioiello che splende sulla fronte del serpente del quale tiene la coda e, guidato dalla sua radianza, attraversi la melmosa aula di maya[9].

Nell’Aula dell’Ignoranza domina desiderio-mente, kama-manas. L’uomo, gravato da desiderio mal riposto, cerca l’oggetto dell’attenzione del suo cuore nelle fosche aule della più densa maya. Ve lo trova, ma muore prima di cogliere il frutto lungamente desiderato. Il serpente lo morde, e la gioia desiderata sfugge alla sua presa. Tutti coloro che così cercano i frutti egoistici del karma, si disprezzano a vicenda; onde lotta ed avidità, malvolere ed odio, morte e punizione, invocazione karmica ed il fulmine della vendetta caratterizzano quest’Aula.
Lo stadio dell’Aula dell’Ignoranza riguarda le forze sul Piano Fisico, la forza o energia di Brahma (l’attività e l’intelligenza della sostanza) è la più usata, e l’uomo deve imparare il significato dell’attività basata su:
a.      L’energia inerente.
b.      L’energia assorbita.
c.      L’energia di gruppo.
d.      L’energia materiale, ossia quella celata nella sostanza fisica.
Nell’Aula dell’Apprendimento l’intelletto governa e cerca di studiare, il sé superiore o Ego cerca di dominare la forma fino a che, per gradi, si stabilisce un punto d’equilibrio in cui l’uomo non è dominato né dalla forma né dall’Ego. Desideri di genere superiore, il frutto di Manas e il suo impiego soppiantano lo stimolo kamico inferiore. L’uomo pesa e valuta, e nelle aule crepuscolari dell’intelletto cerca il frutto del sapere. Lo trova, ma si rende conto che la conoscenza non è tutto; egli muore sul campo aperto del sape-re, udendo un grido che colpisce l’orecchio morente: “Sappi che il conoscitore è più grande della conoscenza; colui che cerca è più grande di ciò che è cercato”.
Lo stadio dell’Aula dell’Apprendimento riguarda il Piano del Desiderio Kama, l’uomo diviene consapevole e fa uso dell’energia del secondo aspetto nel costruire forme, nei rapporti sociali e familiari. Egli perviene a un riconoscimento del sesso e dei suoi rapporti, ma considera ancora questa forza come qualcosa da dominare e non da usare in modo cosciente e costruttivo.
Nell’Aula della Saggezza governa lo Spirito: l’Uno che è dentro i minori assume il supremo dominio. In quest’aula non si conosce la morte, perché le due grandi porte sono state oltrepassate. La discordia e la lotta scompaiono entrambe e solo vi è l’armonia. I conoscitori si vedono come Uno solo; riconoscono il campo in cui la conoscenza cresce come dissonanza e differenziazione brahmica. Sanno che il conoscere è un metodo, uno strumento di proposito usato da tutti e solo germe di riconoscimento finale. In quest’aula l’unione di tutti con tutto, la fusione di uno e di tutti e l’unità d’azione di proposito e di capacità contrassegnano ogni sforzo elevato.
Lo stadio dell’Aula della Saggezza riguarda il Piano Mentale, l’uomo perviene alla conoscenza del primo aspetto dell’energia, l’uso dinamico della volontà nel sacrificio, e gli è confidata la chiave del triplice mistero dell’energia. Nelle altre due Aule era divenuto consapevole del triplice aspetto di questa energia. Alla terza, quarta e quinta iniziazione gli sono affidate le chiavi dei tre misteri. Gli viene confidata la chiave del mistero percepito nella prima Aula, il mistero di Brahma, e può liberare le energie nascoste nella sostanza atomica. Nelle sue mani è posta la chiave del mistero del sesso, o delle paia di opposti, e può liberare le forze celate dell’aspetto volontà. Gli viene mostrata la dinamo del sistema solare, se così si può esprimere, e gli sono rivelate le complessità del meccanismo.
Ognuno dei tre cerchi di petali del Loto Egoico è strettamente connesso con una delle tre Aule.
I. Petali della conoscenza. Primo cerchio.
a.        Organizzati nell’Aula dell’Ignoranza.
b.        Guidati dalla forza e dall’energia del Mahachohan (III Raggio).
II. Petali dell’amore. Secondo cerchio di petali del Loto Egoico.
a.      Organizzati nell’Aula dell’Istruzione.
b.      Guidati dalla forza del Bodhisattva (II Raggio)
III. Petali della Volontà o del Sacrificio. Terzo cerchio.
a.      Organizzati nell’Aula della Saggezza.
b.      Guidati dalla forza e dall’energia del Manu (I Raggio).
Rivelazione dei misteri o segreti minori.
Alla prima iniziazione al candidato è rivelato il segreto della coesione dell’atomo Anu, di cui è composto il Piano Fisico, ed egli può allora studiare il microcosmo secondo la legge delle corrispondenze in modo nuovo e illuminante. Inoltre, grazie a questa rivelazione che riguarda la parte più densa del corpo logoico, egli può accertare molti fatti del precedente sistema solare e della prima ronda del nostro schema. Questo segreto è anche chiamato “il mistero della materia”.
Alla seconda iniziazione gli è rivelato il “segreto del mare”, cioè delle onde del Piano Kamico o Emozionale e grazie a tale rivelazione due soggetti di profondo interesse diventano chiari alla visione interiore dell’iniziato, ossia:
·        Il mistero della luce astrale.
·        La legge del karma
Egli può leggere nei memoriali dell’Akasha e conoscere il passato, ciò che gli consentirà di lavorare con intelligenza nel presente, di cominciare a equilibrare il proprio karma, a eliminare i debiti e comprendere come si annulla il karma nei tre mondi.
Alla terza iniziazione gli è rivelato il “segreto di Fohat” e con esso gli si rivela il mistero del triplice corpo del triplice Logos, mentre al suo sguardo stupefatto appare il perché dei fenomeni dei corpi liquido e gassoso dell’Essere supremo. Poiché i due segreti precedentemente comunicati e la conoscenza che hanno recato sono stati utilizzati, l’iniziato ora può trarre profitto da questa grande rivelazione e comprendere parzialmente:
1.      Il processo creativo di costruire forme-pensiero.
2.      La trasmissione di energia dall’Ego al corpo fisico attraverso i centri di forza sui vari piani.
3.      L’ascesa di Kundalini e la sua progressione geometrica che vivifica tutti i centri.
I segreti rivelati all’iniziato sono Tre, sebbene includano dei misteri minori rivelati precedentemente. Alla terza iniziazione, subito dopo il giuramento, all’iniziato viene rivelato il primo dei tre misteri fondamentali del sistema solare. In mancanza di termini più idonei possiamo chiamarlo “il segreto dell’elettricità”. Esso concerne i fenomeni della manifestazione oggettiva densa del Logos. I tre misteri fondamentali del sistema solare sono i seguenti:
1.      Il mistero dell’Elettricità o di Fohat. Il mistero di Brahma. Il segreto del terzo aspetto. È latente nel sole fisico.
Il fratello bianco opera con l’elettricità positiva del Padre, il fratello tenebroso con l’energia elettrica negativa della Madre Materia[10].
2.      Il mistero della Polarità, o dell’impulso sessuale universale. Il segreto del secondo aspetto. È latente nel Cuore del Sole, cioè nel Sole soggettivo.
Il male planetario deriva da certi rapporti che intercorrono tra il nostro Logos planetario ed un altro. Quando questa condizione di opposizione polare sarà sistemata, allora il male planetario cesserà. La sistemazione sarà ottenuta con la mediazione (intesa occultamente) di un terzo Logos planetario. Questi tre formeranno un giorno un triangolo equilatero (ad elettricità opposta ed equilibrata), ed allora il male planetario cesserà.
Il male cosmico, dal punto di vista del nostro pianeta, consiste nel rapporto tra l’Unità intelligente spirituale o “Rishi della Costellazione Superiore”, (che è la Vita che anima una delle sette stelle dell’Orsa Maggiore, e nostro prototipo) ed una delle forze delle Pleiadi. Le “sette sorelle” sono chiamate occultamente le “sette spose” dei Rishi, e che la forza duale (derivante da questo rapporto) converge ed agisce mediante quel Logos planetario che è il Logos di ogni pianeta particolare ed è il “riflesso” di un particolare Rishi. In questo rapporto, attualmente non perfetto, si cela il mistero del male cosmico quale si fa sentire in ogni singolo schema planetario. Ancora, quando il triangolo celeste sarà debitamente equilibrato e la forza circolerà liberamente attraverso:
a.      una delle stelle dell’Orsa Maggiore          (É)
b.      la corrispondente Pleiade                      (ꟷ)
c.      lo schema planetario interessato           (É/ꟷ)
Allora anche il male cosmico potrà essere annullato, conseguendo una relativa perfezione. Questo segnerà il raggiungimento della perfezione originaria ed il compimento del ciclo maggiore.
3.      Il mistero del Fuoco stesso, o la dinamica forza sistemica centrale. Il segreto del primo aspetto. È latente nel sole centrale spirituale.
I nostri sette piani sono i sette sottopiani del Fisico Cosmico. Ciò ha una ben precisa importanza per il segreto dell’elettricità ed è per questo motivo che non è rivelato fino alla terza iniziazione; questa rivelazione è preparata da quella di due segreti minori, riguardanti il piano fisico e quello astrale, comunicati dal Bodhisattva alle prime due iniziazioni.
Segreto di           Iniziazione            Logos           Sorgente di energia                        Piani
Fohat                 Terza              Brahma               Sole fisico                               VII, VI
Polarità               Quarta             Vishnu               Sole Soggettivo                        V, IV, III
Fuoco                  Quinta              Shiva               Sole Spirituale Centrale                    II
Il mistero dell’Elettricità o di Fohat ha tre chiavi, ognuna delle quali è nelle mani di un Buddha Pratyeka o di Attività. Loro è la prerogativa di governare le forze elettriche del piano fisico, ed il diritto di dirigere le tre correnti principali di questo tipo di forza in rapporto con il nostro globo attuale. Queste tre correnti riguardano la sostanza atomica con la quale sono costruite tutte le forme.
Il segreto dell’elettricità, essenzialmente triplice, riguarda l’aspetto Brahma o terzo aspetto, e talvolta è così indicato:
1.      Il segreto di Brahma
2.      La rivelazione della Madre
3.      Il segreto della forza di Fohat
4.      Il mistero del Creatore
5.      Il segreto dei Tre scaturiti dal Primo (sistema solare)
E anche con quattro espressioni mistiche molto illuminanti:
6.      Il vascello del mistero che solca l’oceano
7.      La chiave del “Divino Deposito”
8.      La Luce che guida attraverso i tre antri della Tenebra
9.      La Chiave dell’Energia che unisce Fuoco e Acqua.
I fenomeni elettrici sono scientificamente riconosciuti di natura duplice, ma la loro inerente triplicità è ancora solo materia di speculazione. Alla prima iniziazione essa viene dimostrata e viene rivelato il segreto per equilibrare le forze sul piano fisico, producendo così equilibrio. Il mistero di questo triplice tipo d’elettricità è connesso in gran parte con i costruttori minori del Piano Fisico (ai livelli eterici), con l’essenza elementale in un aspetto particolare – il suo aspetto più basso e profondo che l’uomo deve apprendere, che riguarda il segreto di ciò che “sottostà” a tutto ciò che è oggettivo.
La porta della quarta iniziazione è connessa al grande problema che Helena Petrovna Blavatsky chiama “il mistero dell’elettricità” e la porta stessa è essenzialmente un fenomeno elettrico. Il Maestro D.K. suggerisce di afferrare la possibilità che l’iniziazione essendo di natura elettrica può facilmente rappresentare una forza ostacolante, un’energia che si oppone all’avvicinarsi dell’aspirante; è questo il modo corretto di considerarla. Solo quando l’energia elettrica di cui la porta è costituita e quella di cui l’uomo è formato in un dato momento si sincronizzano e vibrano all’unisono, l’aspirante può oltrepassarla per entrare in una luce maggiore.
Alla quarta iniziazione è rivelato il grande segreto del “mistero della polarità”, che conferisce la chiave per comprendere il significato del sesso in ogni settore della natura su tutti i piani[11]. Questo segreto concerne principalmente l’aspetto Vishnu, il secondo. Esso riassume in brevi parole la totalità della conoscenza acquisita nell’Aula della Saggezza, come i segreti precedenti riassumevano quella ricavata nell’Aula dell’Apprendimento. Si riferisce alla coscienza e al suo sviluppo per mezzo dell’aspetto materia. Riguarda letteralmente l’unificazione del sé e del non-sé fino a che non siano realmente una cosa sola.
Un Maestro è colui che ha risolto il problema dei fenomeni elettrici nei tre mondi, da qui la Sua libertà. Non è possibile dire molto al riguardo, tranne che indicare alcuni fatti di cui è la chiave, e aggiungere che per il nostro schema, dato il grado evolutivo del Logos planetario, questo segreto è il più vitale. Il nostro Logos sta coscientemente cercando l’unione con il suo polo opposto, un altro Logos planetario. Il Logos planetario del nostro schema è chiamato “il primo Kumara”, l’Iniziatore Unico, e si afferma che sia venuto su questo pianeta da Venere, Venere essendo “il primario della Terra”. Venere è per la Terra ciò che il Sé superiore è per l’uomo. Venere è “l’alter ego” della Terra, come sta scritto in vari testi di occultismo, ne è cioè il pianeta complementare. Venere è un pianeta sacro, e la Terra no. Nella Dottrina Segreta leggiamo che il Logos planetario di Venere amò tanto la Terra che s’incarnò, e le diede leggi perfette, che furono trascurate e rigettate. Tutta l’antichità, fin dalla nascita dell’Astronomia, insegnata alla Quarta Razza [Atlantidea] dai Re della Dinastia Divina, ed anche dell’Astrologia, nelle sue Tavole astronomiche, rappresentava Venere con un Globo sovrapposto a una Croce, e la Terra con un Globo sotto una Croce. Ciò che collega il nostro pianeta con il pianeta Venere è un antahkarana planetario che va da lì al Cuore del Sole e quindi al Piano Mentale Cosmico.
I fatti sui quali tale segreto getta molta luce sono:
d.      Il sesso sul piano fisico. Ci dà la chiave del mistero della separazione dei sessi ai tempi della Lemuria.
Il mito di Aristofane (o mito dell'androgino) è presente nel celebre dialogo platonico Simposio. La nostra natura anticamente non era la stessa d’adesso. Essa era androgina, la forma e il nome partecipavano del maschio e della femmina ed erano comuni ad entrambi … i loro corpi … erano rotondi, e il modo di camminare era circolare, avevano una forza terribile … poi Zeus li divise ciascuno dei due, rendendoli più deboli, Apollo sotto la sua direzione chiuse loro la pelle.
Da questa divisione in parti, infatti, nasce negli umani il desiderio di ricreare la primitiva unità. Zeus allora, per evitare che gli uomini si estinguano, manda nel mondo Eros affinché, attraverso il ricongiungimento fisico, essi possano ricostruire “fittiziamente” l'unità perduta, così da provare piacere (e riprodursi) e potersi poi dedicare alle altre incombenze cui devono attendere. “Dunque al desiderio e alla ricerca dell'intero si dà nome amore” (Platone, Simposio, 192e-193a).
e.      L’equilibrio delle forze in tutti i settori della natura.
f.       La chiave per conoscere lo schema che forma una dualità con il nostro.
g.      Il vero nome del Logos planetario e il Suo rapporto con il Logos solare.
h.      Il “Matrimonio dell’Agnello” e l’enigma della sposa celeste. Un indizio si trova nel sistema solare di S..., da interpretare astrologicamente.
i.       Il mistero dei Gemelli e il rapporto del nostro Logos planetario con quella costellazione.
All’inizio Gemini rappresenta l’esperienza delle coppie di opposti anima e forma. Dualità pronunciata e separativa. Gemini custodisce il mistero o segreto della dualità. La meta è la fusione degli opposti; il processo intelligente di unificazione; la sintesi. Gemini talora è chiamato “la costellazione che risolve la dualità in una sintesi fluida”. Poiché governa tutti gli opposti dello zodiaco, ne preserva il reciproco scambio magnetico, conservando la fluidità dei loro rapporti per facilitarne la trasmutazione in unità — poiché i due devono infine diventare l'Uno. Per quanto riguarda lo sviluppo finale delle dodici potenze zodiacali, le dodici opposte costellazioni zodiacali devono comporsi in sei, il che si ottiene fondendo in coscienza gli opposti polari. Attraverso Gemini fluisce il secondo Raggio, di Amore-Saggezza. L’amore divino che tutto sorregge perviene al nostro sistema solare principalmente attraverso Gemini che, con l’Orsa Maggiore e le Pleiadi, compone un triangolo cosmico. Il Vecchio Commentario recita: “Sul triangolo d’oro apparve il Cristo Cosmico; la testa in Gemini; un piede nel campo dei Sette Padri (Orsa Maggiore), l’altro in quello delle Sette Madri (Pleiadi)”.
L’energia che colpisce la sfera solare, giunge da tre centri di elettricità cosmica:
·        Dalle sette stelle dell’Orsa Maggiore (É);            l’Occhio del Padre Cosmico.
·        Dal sole Sirio (É/ꟷ);                                        l’Occhio del Figlio Cosmico.
·        Dalle sette stelle delle Pleiadi (ꟷ);                       l’Occhio della Madre Cosmica.
Il Cristo Cosmico è la stella Sirio. L’energia dei 7 Raggi Cosmici emerge dalle 7 stelle dell’Orsa Maggiore, la luce dei Raggi viene poi focalizzata attraverso la stella Sirio.
Gemini forma un Triangolo di Elettricità Cosmica con l’Orsa Maggiore polarità positiva, le Pleiadi polarità negativa. Gemini alla maniera di Sirio assume una polarità intermedia tra le due, non per nulla il Cristo Cosmico ha la testa in Gemini.

Figura 1. Gemini Ursa Major Pleiadi Cristo Cosmico
Alla quinta iniziazione, al Maestro stupito e attonito viene rivelato il grande segreto dell’aspetto fuoco o spirito. In un senso incomprensibile all’uomo, Egli realizza che tutto è fuoco e il fuoco è tutto. Questo segreto gli rivela:
e.      Il nome segreto del Logos planetario, svelando così una sillaba del nome del Logos solare.
f.       L’opera e il metodo dell’aspetto distruttore della divinità.
g.      I procedimenti mediante i quali sono indotti l’oscuramento e il pralaya.
h.      La formula matematica che riassume tutti i cicli della manifestazione.
La triplice natura del fuoco e l’effetto del fuoco maggiore su quello minore.
[1] A.A. Bailey, Iniziazione Umana e Solare, pag.39.
[2] Il discepolo deve imparare a tacere di fronte al male. Deve imparare a tacere dinanzi alle sofferenze del mondo, senza perdere tempo in inutili rimpianti e lamenti, ma dedicandosi ad alleggerirne il fardello, lavorando e senza sprecare energia in vane parole.
[3] Mara è chiamato il "Distruttore", l'Uno Maligno, la "Morte" (dell'Anima). Applicato simbolicamente alle tentazioni che l'uomo si porta dietro per tutta la vita, è la risultante dei suoi pensieri e delle sue azioni.
[4] I tre stati di coscienza, che sono Jagrat, la veglia; Svapna, il sogno; e Sushupti, il sonno profondo. Questi tre stati di Yoga conducono al quarto.
[5] Il mondo fenomenico dei sensi.
[6] La regione astrale di materia emozionale, il mondo psichico delle percezioni soprasensibili e delle visioni illusorie il mondo dei medium.
[7] Lanu è uno studente, un Chela, un discepolo, che studia l’Esoterismo pratico. Lanu, il nome dato allo studente è anche un’estensione della parola Anu. L’Atomo, un’unità.
[8] Voce del Silenzio versi tratti dal Libro dei Precetti d’Oro, una delle opere che in Oriente si pongono in mano agli studiosi di misticismo. Questa opera forma parte della serie medesima, dalla quale furono tolte le Stanze del Libro di Dzyan, sulle quali si basa La Dottrina Segreta. Il Libro dei Precetti d’Oro ha la stessa origine della grande opera mistica intitolata Paramartha.
[9] Antico Commentario.
[10] Il Sentiero della Mano Sinistra è quello seguito dal Mago Nero e dai Fratelli dell’Ombra, deriva dall’uso delle forze naturali per fini egoistici; è caratterizzato da egoismo e da separatività intensi, e termina nell’Avitchi, l’ottava sfera, la dimora delle anime perdute o di quei gusci dell’uomo inferiore che si sono se-parati dal loro principio vitale individuale o egoico.
[11] Quando l’uomo avrà scoperto il modo di entrare in contatto con l’elettricità solare positiva, e di utilizzarla in combinazione con l’elettricità planetaria negativa, si produrrà una condizione assai pericolosa e questo sarà uno dei fattori della distruzione della quinta razza-radice mediante il fuoco. In quel grande cataclisma, come è scritto nella seconda Epistola di Pietro:  “I Cieli si scioglieranno con calore ardente”. Trattato del Fuoco Cosmico pag. 525.
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