Monte Sant'Angelo Grotte di S. Michele - Sapienza misterica

Sapienza Misterica
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Monte Sant'Angelo Grotte di S. Michele

Sacri Luoghi di energia
Ci sono dei luoghi in cui alita lo spirito dei luoghi in cui l’uomo si può impregnare di spirito. Questo spirito si può designare con nomi particolarmente saccenti, ma sarebbe un vero peccato non chiamarlo con il suo antico nome gallico: Wouivre.

La Grotta richiama simbolicamente le viscere della terra, è ombelico del mondo, luogo oscuro, pericoloso. Ha un rapporto con le forze negative demoniache che l’Angelo Michele  sconfigge o doma, la grotta si erge sul Promontorio proteso verso il mare e sulla Montagna, immagine della tensione verso il cielo, verso il Divino. Un’immensa caverna calcarea, oggetto di culto misterico già in età greca e romana. Lo storico Strabone parla, riferendosi probabilmente ad essa, di un tempio dedicato al dio Calcante, mitico indovino, sacerdote di Apollo. Qui accorrevano i fedeli per chiedere i responsi, spesso trascorrendo le notti avvolti nelle pelli degli animali sacrificati. E’ probabile che vi si adorasse anche lo stesso Apollo, poi si adorò Mitra il dio nato da una roccia infine l’Angelo Michele.

 
MONTE SANT’ANGELO
 
I santuari dedicati all’Arcangelo, i Michaelion, erano spesso ricavati all’interno di grotte: la più famosa e forse antica in Italia è di Monte Sant’Angelo in Puglia, sul Gargano. Il santuario di Monte Sant’Angelo è situato in un promontorio montuoso, uno sperone, denominato Gargano, che si estende nella parte settentrionale della Puglia. Tutto il Gargano è terra di mistero. Si respira nella luce che si riflette nelle grotte che si aprono a fior d’acqua o che trapassa gli archi di roccia lungo il perimetro che da Lesina a Manfredonia disegna lo sperone d’Italia. È la natura che respira all’unisono con una sacralità ancestrale che percorre e fa vibrare il suolo di questa montagna sul mare. Un’onda geo-energetica che dall’antichità si protrae fino al presente. È un senso tellurico di mistero. Vi sono indubbie corrispondenze tra Gargano, Gargantua, San Galgano, San Gorgonio, il cavaliere Galvano della Tavola Rotonda e altri personaggi legati alle mitologie dell’Europa occidentale.
 
 
Figura 1. Veduta aerea Monte Sant’Angelo

Sullo sperone meridionale del promontorio del Gargano, la città di Monte Sant’Angelo costruita attorno al Santuario di San Michele Arcangelo è il centro abitato è il più elevato del Gargano (843 m), da questo promontorio si apre una bellissima vista sul Tavoliere della Puglia e sul golfo di Manfredonia. Il luogo è talmente intriso di energia, che i re Longobardi fecero della grotta di San Michele Arcangelo il loro santuario nazionale.
IL GARGANO NEL NEOLITICO
Il Gargano è stato un centro di numerosi insediamenti neolitici, il periodo storico è quello che precede quello greco-romano sul Monte Gargano. La Puglia è caratterizzata da antichissimi segni sul suo territorio menhir e dolmen, vi sono ancora ben 79 menhir astronomicamente orientati sparsi su tutto il territorio. Il più importante Dolmen in Puglia si trova in località Chianca, sulla strada per Corato, scoperto nel 1909. Consta di una cella quadrangolare con un’altezza di 1.80 metri, formata da tre lastroni in verticale a formare le pareti su poggia il lastrone più grande a formare il tetto. Un altro noto come Tavola dei Paladini si trova nel quartiere di Cimadomo. Altri due si trovano lungo la strada che collega Bisceglie a Ruvo, quello di Molinella a Vieste distrutto da uno sbancamento nel 1981. Il dolmen era costituito da tre grandi lastre emergenti verticalmente dal terreno e ravvicinate all’estremità, ricavate dal medesimo calcare nummulitico eocenico che costituisce l’altura di Molinella.