Parte IV - Ercole e le migrazioni di popoli - Sapienza misterica

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Nella decima fatica, Eracle è alle prese con una prova eccezionale: inseguire il percorso del sole andare a occidente per giungere sull’isola di Eritia e catturare i buoi rossi di Gerione.
 
La mitologia dei Greci antichi, merita di essere indagata in modo più approfondito. H.P. Blavatsky in Antropogenesi scrive che la Dottrina Segreta non tiene conto delle isole e penisole, e non segue la distribuzione moderna delle terre e dei mari. Dall’epoca dei primi insegnamenti, e dalla distruzione della grande Atlantide, la faccia della Terra è cambiata più di una volta. Ci fu un tempo che il delta dell’Egitto e dell’Africa settentrionale appartenevano all’Europa, prima della formazione dello stretto di Gibilterra; e un successivo sconvolgimento del Continente cambiò interamente l’aspetto della mappa dell’Europa. L’ultimo mutamento profondo avvenne circa 12.000 anni fa e fu accompagnato dalla sommersione della piccola isola dell’Atlantico, che Platone chiama Atlantide, dal Continente da cui aveva avuto origine. Nei tempi antichi, la Geografia apparteneva ai Misteri. Dice lo Zohar:
 
Questi segreti (della terra e del mare) furono rivelati agli uomini della scienza segreta, ma non ai geografi.[1]
 
Si racconta che i due continenti Africa ed Europa, dapprima erano uniti[2] e che Ercole-Eracle nella decima fatica, li separò, creando così un canale, l’attuale stretto di Gibilterra. Le Colonne di Ercole chiamate anche Colonne di Crono, sono di solito identificate con il monte Calpe in Europa e Abila in Africa. Il mito racconta fatti avvenuti prima della separazione dell’Europa dall’Africa e la successiva formazione dello Stretto di Gibilterra che secondo i geologi avvenne 80.000 anni fa.

[1] Zohar, Parte III, fol. 10a.
[2] Altri raccontano, invece, che Ercole rimpicciolì il canale per impedire ai mostri marini di entrare nel Mediterraneo.
 
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