Taoismo e Pitagorismo - Sapienza misterica

Sapienza Misterica
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Taoismo e Pitagorismo

Insegnamento Pitagorico

Al tempo di Pitagora, nel VI secolo a.C., si produssero notevoli cambiamenti presso quasi tutti i popoli e in diversi punti della terra, grandi riformatori divulgavano i loro insegnamenti: a Roma, il sacerdozio etrusco inviava l’iniziato re Numa; in India predicava l’ultimo Buddha, Sakya-Muni; in Cina Lao-Tze si faceva portatore dell’esoterismo di Fo-Hi o Fou-hi, una figura mitologica chiamato Fo Hi, o Fu Xi, descritto simbolicamente metà uomo metà drago in quanto detentore di Sapienza Divina.

Ritratto seduto raffigurante Fu Xi, dipinto da Ma Lin

A Fo-Hi sono attribuiti tre libri, dei quali solo il terzo, chiamato Yi King o “Libro dei Mutamenti”, è giunto fino a noi; ma il testo di quel libro è ancora talmente sintetico da poter essere inteso in molteplici sensi, del resto perfettamente concordanti tra loro, a seconda che ci si attenga rigorosamente ai principi o che si voglia applicarli a questo o quell’ambito particolare.

Lao-Tse o Lao Tzi forse non è nemmeno un nome, vuol dire”Vecchio Maestro”. Si dice che Lao-Tse trasmise il suo insegnamento solo a due discepoli, che a loro volta ne istruirono altri dieci; dopo aver redatto il Tao-te-king, egli scomparve a Occidente, si rifugiò in un eremo inaccessibile del Tibet o dell’Himalaya e, dice lo storico Sseu-ma Ts’ien: “Non si sa né dove né come finì i suoi giorni”. L’Unità Celata, per i Cinesi è il Grande Estremo, il Wu Chi, simbolizzato con un Cerchio. Wu Chi, parola che letteralmente significa “assenza di differenziazioni”, “assenza di poli”. Il Dio differenziato, la Causa Prima, era nell’antica Cina rappresentato con un Cerchio con un Diametro orizzontale. I Taoisti tracciarono tre cerchi concentrici, mentre i Saggi Sung rappresentavano il “Grande Estremo” in un cerchio superiore, e il Cielo e la Terra in due cerchi inferiori più piccoli. Prima dei Trigrammi di Fo-hi, Yang, l’unità, e Yin, il binario Yin, la linea spezzata, e la linea intera Yang, sono simboli che apparvero più tardi nella cosmogonia cinese.
CONCORDANZA TRA PENSIERO TAOISTA E FILOSOFIA PITAGORICA

Al tempo di Pitagora, nel VI secolo a.C., si produssero notevoli cambiamenti presso quasi tutti i popoli e in diversi punti della terra, grandi riformatori divulgavano i loro insegnamenti: a Roma, il sacerdozio etrusco inviava l’iniziato re Numa; in India predicava l’ultimo Buddha, Sakya-Muni; in Cina Lao-Tze si faceva portatore dell’esoterismo di Fo-Hi o Fou-hi. A Fo-Hi sono attribuiti tre libri, dei quali solo il terzo, chiamato Yi King o “Libro dei Mutamenti”, è giunto fino a noi; ma il testo di quel libro è ancora talmente sintetico da poter essere inteso in molteplici sensi, del resto perfettamente concordanti tra loro, a seconda che ci si attenga rigorosamente ai principi o che si voglia applicarli a questo o quell’ambito particolare. Scrive R. Guenon: “Non è dunque il caso di stupirsi se gli insegnamenti racchiusi nell’Yi King, che lo stesso Fou-hi dichiarava di aver tratto da un passato molto remoto e molto difficile da determinare, sono divenuti a loro volta la base comune di due dottrine alle quali la tradizione cinese è rimasta fedele sino ai nostri giorni”. Lao-Tse forse non è nemmeno un nome, vuol dire”Vecchio Maestro”. Si dice che Lao-Tse trasmise il suo insegnamento solo a due discepoli, che a loro volta ne istruirono altri dieci; dopo aver redatto il Tao-te-king, egli scomparve a Occidente, si rifugiò in un eremo inaccessibile del Tibet o dell’Himalaya e, dice lo storico Sseu-ma Ts’ien: “Non si sa né dove né come finì i suoi giorni”.
 
Per i Pitagorici il Numero Due nasce per scissione dell’Uno. L’Uno irriducibile ha una doppia natura, che si manifesta rispettivamente passiva e attiva. Per il Taoismo, il Chiaro Yang, e l’Oscuro Yin, sono le raffigurazioni delle Due Forze Primordiali, Cielo e Terra, Spirito e Materia. Pitagora era contemporaneo di Confucio e di Lao Tse e di Gautama Buddha. Confucio forma latinizzata di K’ung-fu-tzu, che significa Maestro Kung, è probabilmente il più grande maestro mai vissuto su questo pianeta. I suoi insegnamenti hanno profondamente influenzato le società di Cina, Corea, Giappone e Vietnam per due millenni e mezzo. Secondo Confucio, il Grande Estremo o “Supremo Finale”, come il termine cinese t’ai chi o taiji è anche tradotto, è la base e la sorgente di tutto, l’Assoluto.

L’Unità Celata, per i Cinesi è il Grande Estremo, Wu Chi. Il Grande Estremo è simbolizzato con un Cerchio, l’Indifferenziato, Wu Chi, parola che letteralmente significa “assenza di differenziazioni”, “assenza di poli”. Il Dio differenziato, la Causa Prima, era nell’antica Cina rappresentato con un Cerchio con un Diametro orizzontale. I Taoisti tracciarono tre cerchi concentrici, mentre i Saggi Sung rappresentavano il “Grande Estremo” in un cerchio superiore, e il Cielo e la Terra in due cerchi inferiori più piccoli. Prima dei Trigrammi di Fo-hi, Yang, l’unità, e Yin, il binario Yin, la linea spezzata, e la linea intera Yang, sono simboli che apparvero più tardi nella cosmogonia cinese.  

Figura 1. Simbolismo cinese dei Due Principi

 
Dal Grande Estremo si formarono due “polarità” di segno diverso che il pensiero cinese considera i principi fondamentali dell’universo:
 
-     Yang: il Principio Positivo, Maschile, Dispari, il Chiaro, rappresentato con un cerchio dal colore bianco, o da una linea intera.
-     Yin: il Principio Negativo, Femminile, Pari, l’Oscuro, rappresentato con un cerchio dal colore nero, o da una linea spezzata.
Dall’Innominabile sono derivati il Cielo e la Terra; il Nominato e la Madre delle diecimila cose.[1]
 
Non deve stupire la concordanza fra la filosofia occidentale pitagorica e la filosofia orientale cinese del Tai - chi. Tra le insegne dell’Impero Romano d’Occidente riportate nella Notitia dignitatum[2], si trova la presenza di ornamenti dei carri tipici dei popoli asiatici, un’insegna17 la quale raffigura un simbolo, giallo e rosso, graficamente del tutto simile al T’ai Chi della tradizione cinese, comprendente lo Yin e lo Yang appaiati, nero il primo, e bianco il secondo, nella loro raffigurazione dinamica, espressa con rotazione in senso orario. Tale insegna identificava gli Armigeri dei reparti di fanteria.
 
I Due Principi Spirito e Materia interagirono immediatamente generando movimento, rotazione, mutamento, dando origine alla cosiddetta Suprema Polarità o T’ai Chi, o Tao. Tao significa Via, mediante cui opera l’Universo e assume nel senso più elevato il significato di Divina Causa Prima, il segreto motore dell’Universo.
                                                                                                                                                                                                                                                                L’unione di Yin con Yang è stata raffigurata graficamente in vari modi denominati T’ai Chi Tu (disegni, raffigurazioni della polarità suprema), ma il disegno più popolare è quello in cui la parte nera rappresenta Yin, la parte bianca Yang. Osservando il T’ai Chi T’u o Tao, rileviamo in primo luogo che l’armonia fra gli opposti è simboleggiata dall’uguaglianza delle superfici bianca e nera.
 
Figura 2. T’ai Chi T’u

 
Il simbolo del Tao è formato da due spirali (Serpi), una che si avvolge e l'altra che si svolge da un unico Centro. Le due spirali rappresentano la discesa e ascesa degli aspetti opposti di ogni energia del cosmo. Il Simbolo pertanto è una simmetria rotazionale ciclica: la spirale bianca ha l’inizio dove finisca la spirale nera; essa si avvolge e aumenta fino a un massimo ma poi manifesta in se stessa la sua tendenza opposta (puntino nero) che appunto da questo momento si svolge. Anche quest’aspetto raggiunge un massimo finché si manifesta la tendenza opposta (puntino bianco), che si avvolge e così via, ciclicamente. La linea di separazione fra il Chiaro e l’Oscuro è dunque una Serpentina, composta di due semicirconferenze di diametro che è la Metà del Cerchio, in rapporto di ottava. Si divide per quattro il diametro e si tracciano 4 semicirconferenze con diametri pari a un quarto di quello del Cerchio originario, si ottiene ancora una linea serpentina di lunghezza uguale alla semicirconferenza. Proseguendo si divide per otto e così via. È il mistero dell’uno che ha prodotto due, il due che ha prodotto il tre, il tre che ha prodotto tutti i numeri producendo 1 diecimila esseri.
Dall’Innominabile sono derivati il Cielo e la Terra; il Nominato e la Madre delle diecimila cose.[3]

Notiamo anche che la particolare suddivisione a serpentina fra le due aree fa sì che i perimetri di Yin e di Yang siano uguali al perimetro dell’intera circonferenza. I punti neri e bianchi che si trovano rispettivamente nell’area chiara e scura stanno a indicare che Yin e Yang non sono assoluti, ma che vi è sempre un poco di Yin in Yang e viceversa. Il T’ai Chi T’u va pensato in perpetua rotazione, cosa che insieme alla sua forma circolare simboleggia l’evoluzione continua e la ciclicità della natura. Se, infatti, vi fosse assenza perpetua di movimento, Yin e Yang non potrebbero differenziarsi e tutto resterebbe nello stato di immobilità iniziale privo di ogni differenziazione. In questa raffigurazione la parte bianca è a destra, la nera a sinistra, questo a simboleggiare il sole che sorge da Est e illumina la terra. La filosofia cinese visualizza nel Mutamento la manifestazione. L’interazione fra i Due Poli Cielo e Terra rappresenta lo stadio della Trasformazione che conduce alla differenziazione per successive polarizzazioni.
 
Per questo vi è nei mutamenti il Grande Inizio Primordiale. Questo genera Due Forze Fondamentali. Le Due Forze Fondamentali generano Quattro Immagini, le Quattro immagini generano gli Otto Segni.[4]
     
Secondo Confucio: “Il Grande Estremo (Wu Chi, il Circolo) produce Due Forze Fondamentali; queste Due producono a loro volta le Quattro Immagini. Nel Tao Te King di Lao Tse si parla al capitolo XXV di Quattro Grandi nello Spazio Cosmico. Quando Yin e Yang interagiscono, generano Due figli e Due figlie, le Quattro Immagini. Ciascun figlio e ciascuna figlia a loro volta generano un altro figlio e un’altra figlia, dando così luogo agli Otto Trigrammi Fondamentali, gli Otto Segni.  

Figura 3. Le Quattro Immagini
                                     
Il termine Grande sta a indicare la forza alla massima intensità; il termine Piccolo significa forza che decresce per trasformarsi nel suo opposto. Nel ciclo del Giorno Grande Yang, Pieno, è mezzogiorno e corrisponde al Sud, Estate; Grande Yin, Vuoto, è mezzanotte e corrisponde al Nord, Inverno; Piccolo Yin cresce verso Yang, di conseguenza è la Primavera l’Est. Lo Yang e lo Yin Primordiali sono disposti secondo le direzioni NE e SO e formano un angolo di 45° con le Quattro Immagini.

Figura 4. I quattro stati energetici
 
Lo Yang e lo Yin interagiscono tra loro e generano un Figlio formando così un ternario, il Trigramma: “Fra il Cielo e la Terra apparvero gli Uomini”. La Grande Triade: il Cielo e la Terra, i due principi complementari da cui sono prodotti tutti gli esseri, e l’Uomo, il quale, partecipando con la sua natura dell’uno e dell’altra, è il termine mediano della Triade, il mediatore fra il Cielo e la Terra. Si dice anche che Fo-Hi vide uscire dal fiume Giallo un dragone che riuniva in sé le potenze del Cielo e della Terra, e che portava i trigrammi inscritti sul dorso; e questo è ancora un altro modo di esprimere simbolicamente la stessa cosa.
 
·        Linea superiore      Cielo     Padre
 
·        Linea centrale        Uomo   Figlio
 
·        Linea inferiore        Terra    Madre
 
Secondo Pitagora, la Monade ritorna nel Silenzio e nelle Tenebre non appena ha evoluto la Triade: “I primi tre numeri sono legato al ciclo della polarizzazione”. L’Unità assoluta genera le relative, ossia i Numeri, che dispone in doppia serie: pari e dispari. Il Due è il principio dei numeri Pari, il Tre è il principio dei numeri Dispari. I Numeri Dispari considerati Maschili e positivi, per la filosofia cinese sono i numeri del Cielo. I Numeri Pari sono considerati Femminili e Negativi, per la filosofia cinese sono i numeri della Terra. La loro reciproca azione e reazione si espande nell’intero cosmo, cioè in tutte le idee e in tutte le forme.
 
Con la terza linea appaiono gli 8 Segni che sono generati dalle Quattro Immagini, come combinazioni matematiche di tre linee intere e spezzate 23 = 8. Padre e Madre, Tre Figli Maschi e Tre Figlie Femmine, in totale Otto. Tre Figlie Tre Figlie, il Settimo è Doppio Padre e Madre, per formare l’ottava musicale. Il Tao, l’UNO, il WU CHI, simbolizzato con un Cerchio, produce per scissione le Due Forze Fondamentali, lo Yang e lo Yin, queste producono le Quattro Immagini 22=4, visualizzate ciascuna con una coppia di linee, a loro volta producono gli 8 Segni 2x4=8, che sono visualizzati con dei trigrammi 23=8.

 
Figura 5. Gli Otto Segni disposti nell’Albero dello Zhouyi                                                                                                                                                                                                                                                                            
Gli otto segni determinano salute o sciagura. Salute e sciagura generano il grande campo d’azione. Gli 8 segni equivalgono all’ottagono, al doppio quadrato pitagorico del bene e del male.

 
Figura 6. Gli Otto Segni disposti a coppie
 
Assegnando a ogni linea Yang valore 1, e a ogni Yin valore 2, il valore totale delle linee per ogni coppia di trigrammi opposti all’anello di distribuzione sarà eguale a 9 , mentre il valore totale delle linee di sistema sarà pari a 36, valore che, secondo R. Wilhem, è in relazione al moto delle linee fondate su 10 numeri ordinali e quindi costituire una rotazione circolare orientata sui 360° (36x10 = 360).
 
Accoppiando poi i trigrammi a due a due si ottengono 64 Esagrammi che riflettono ogni possibile situazione. Il numero degli esagrammi è calcolato elevando il numero Due alla Sesta potenza 26 = 64. Vi sono 5 numeri del Cielo e 5 della Terra, in totale 10, questi numeri si combinano e si dispongono in numero di 2x(25) = 64 = 8x8, che è il numero squadrato della Terra, perché serve a determinare il campo d’azione. La scacchiera è formata con 64 quadrati, divisi in 32 (25) quadrati bianchi, e 32 (25) quadrati neri.
 
Per i Cinesi, come per i Pitagorici, i numeri dispari sono maschili, mentre i numeri dispari sono femminili; Dieci numeri, come per la Decade pitagorica da Uno fino a 10.

 
Il Numero 1 nel Taoismo è come per Pitagora “il Numero” da cui hanno origine tutti i numeri. Un simbolo numerico che aiuta a comprendere l’Unità Primordiale, l'Unità Fondamentale che è all'origine di tutti i fenomeni manifesti, il Tao, da cui hanno tratto origine tutti gli esseri, il Libro della Via e della Virtù afferma: “La Via (il Tao) generò l'Uno, l'Uno divenne il Due, il Due divenne il Tre, il Tre ha prodotto i Diecimila Esseri”. L’Uno è collegato alla figura del Cielo (TIAN) e per analogia al Padre. Da questo Numero si generano tutti gli altri e nello stesso tempo sono contenuti nella sua Grande Totalità, espressa dal Numero 10.
 
Da Uno a Cinque abbiamo la serie dei Numeri detti di “apparizione”, cioè numeri preposti alla descrizione della creazione della vita, dalla produzione all'apparizione di un essere vivente. Dal Sei al Nove incontriamo i Numeri che descrivono il suo sviluppo e il suo "compimento". I Numeri di apparizione o di generazione corrispondono a ciascuno dei Cinque Elementi, in considerazione del loro ordine di apparizione o di potenza genetica: 1 = Acqua, 2 = Fuoco, 3 = Legno, 4 = Metallo, 5 = Terra. Indicano, altresì, l'ambito spaziale, il sito, l'oriente (1 = Nord, 2 = Sud, 3 = Est, 4 = Ovest, 5 = Centro).
 
L’Uno genera il Due, il Dualismo. Il Tao è costituito da due aspetti, Yang e Yin, due entità opposte ma complementari che sono regolate da un mutuo rapporto, una non può esistere senza l’altra, questi due principi non sono mai presenti separatamente. Il Numero 2 identifica con l’opposto del Celo, la Terra (TI).
 
Il Tre (SAN) è l’unione del Cielo, della Terra e dell’Uomo. Poiché il Cielo numericamente è 1, la Terra è 2, l’Uomo come risultato della fusione tra Cielo e Terra è 1 + 2 = 3. Al Numero 3 si addice, l’idea di Creazione. Tre sono le linee intere o spezzate che formano gli 8 trigrammi; tre sono i livelli temporali: passato, presente, futuro; tre sono i Focolari che mantengono la vita.
 
Il Quattro (SI), le Quattro Immagini, rappresenta la ciclicità delle stagioni, il Tempo e lo Spazio. Come per i Pitagorici il Numero 4 richiama il Quadrato attraverso il suo ideogramma significa cintato, è la delimitazione di uno spazio chiuso, e s’identifica nelle quattro direzioni, nei quattro punti cardinali, Sud, Nord, Est e Ovest. L’Estate s’identifica nello stato di Massimo Yang (TAIYANG), l‘Inverno nello stato di Massimo Yin (TAIYIN). Questo movimento ciclico crea degli stadi intermedi in cui uno stato non si è ancora esaurito e l'altro sta crescendo, questo genera il Piccolo Yang (SHAOYANG), la Primavera e di Piccolo Yin (SHAOYIN), l'Autunno.
 
Il Cinque (WU) è il centro dei mutamenti. Il ciclo di mutazione dal Massimo Yang (Numero 3) raggiunge il Massimo Yin (Numero 2) e torna nuovamente al Massimo Yang, in un movimento senza fine. Questa rotazione avviene attorno a un Centro, simbolicamente il Capo, l’Imperatore, identificato dal Numero 5. Il Numero 5 è il valore dell'elemento Terra all'interno del ciclo dei Cinque Elementi secondo la numerazione data, in base al valore, ai vari elementi dallo Hong Fan l’Acqua assume valore 1, il Fuoco 2, Legno 3, il Metallo 4 e la Terra 5.
      
Al centro degli Stati dei Mutamenti vi è il numero Cinque, il numero del mutamento, che è simbolizzato dai cinesi con una croce a bracci eguali.   

Figura 7. Cinque Il Numero del mutamento
 
Tali elementi sono simboleggiati da legno, fuoco, terra, metallo e acqua. I Cinque Elementi in cinese Wu hsing[5], nascono dall’interazione di Yin con Yang, e non indicano tanto delle sostanze primordiali o materiali, quanto dei modi di trasformazione della natura, per questo motivo è corretto definirli le “Cinque Attività” o i “Cinque Poteri”. Tali elementi sono simboleggiati da legno (Mu), fuoco (Huo), terra (T’u), metallo (Chin) e acqua (Shui). Ogni elemento, nell’ordine sopra indicato, dà origine all’elemento seguente e vince l’elemento che segue quello prodotto. Così il legno produce il fuoco, il fuoco la terra (sotto forma di cenere), la terra (sotto forma di minerale) il metallo, il metallo l’acqua e infine l’acqua produce il legno (albero). Il legno, sotto forma di aratro, vince la terra, la terra, sotto forma di diga, vince l’acqua, l’acqua spegne il fuoco, il fuoco fonde il metallo e infine il metallo taglia il legno. I Cinque Elementi sono dunque interdipendenti e uno non può esistere senza tutti gli altri proprio come Yang non può esistere senza Yin e viceversa.

 
      Figura 8. I Cinque Elementi
 
I Numeri del compimento, sono ottenuti sommando il numero proprio dell’Elemento al numero Cinque. Da Cinque a Nove essi indicano che una volta che l’opera elementare è stata realizzata, ne emerge una manifestazione che a sua volta prende forma da questa capacità di generare. Questi Numeri sono abbinati all’ambito temporale dei Cinque Elementi sulla terra, le stagioni. La numerazione degli eventi stagionali è riportata secondo il loro rapporto di “rango”: 6 = Inverno, 7 = Estate, 8 = Primavera, 9 = Autunno.
 
Il Sei (LIU) è la positività interiore. Il Numero 6 è visualizzato dall’esagramma, rappresenta anche la Creazione (il numero 3) espressa attraverso lo Yin e lo Yang (3 x 2). Sei sono i punti di controllo dell'energia (i 6 draghi) su cui lavora la tecnica del TAO YIN: HUI YIN, QI HAI, ZHONG TING, TIAN TU, YIN TANG, BAI HUI.
 
Il Sette (QI) rappresenta le sette stelle, che pone il Numero 7 all'interno di un sistema duodenario (12 elementi) indicando la posizione dell’Orsa Maggiore, la costellazione delle Sette Stelle. Come nel Pitagorismo rappresenta l’Uno, nel mondo della forma, nel Taoismo è la “perfezione dello Yang”. In un insieme di sette numeri (7 = 4 + 2 + 1) indica il Centro (1) dello spazio nel quale un quadrato (4 = Nord, Sud, Est e Ovest) è attraversato da un asse (2 = Zenit e Nadir).
 
Il numero Otto (BA), rappresenta le 8 forze, gli 8 Segni. Le Otto Energie Celesti (BAGUA) sono: il Cielo (QIAN), il Lago (DUI), il Fuoco (LI), il Tuono (ZHEN), il Vento (XUN), Acqua (KAN), la Montagna (GEN), la Terra (KUN). Questi Otto Segno o trigrammi sovrapponendosi tra loro danno origine ai 64 (64 = 82 = 8 x 8) esagrammi che compongono il Libro delle Mutamenti.
 
Il numero Nove (JIU) è come per i Pitagorici il limite della Conoscenza, il mondo che possiamo percepire attraverso i sensi e la ragione, il mondo che ruota attorno al proprio Centro (il Numero 5), un cerchio, un anello non-passare. Secondo la medicina tradizionale cinese, 9 sono gli orifizi dell’uomo che lo mettono in contatto con l’esterno, paragonandolo a un palazzo dalle 9 porte o dalle 9 stanze. E proprio a questo numero è legato, nella forma, il quadrato magico del Luoshu o Lo Shu[6].
 
Il numero Dieci (SHI) rappresenta la totalità. L’Unità profonda dell’organismo restituita all’Uomo dallo Yin e dallo Yang (2) attraverso i 5 elementi, 10 = 2x5.
 
Hetu il diagramma del fiume, e Luoshu il libro del ruscello Luo, sono due simboli composti da particolari disposizioni geometriche di alcuni segni che in realtà sono delle sequenze di pallini che indicano i primi nove numeri naturali espressi alla maniera pitagorica con dei cerchi, neri i numeri pari, bianchi i numeri dispari. Nella versione Libro dei Mutamenti attribuita al filosofo neoconfuciano Zhu Xi (fine XII sec.) le raffigurazioni Hetu e Luoshu sono rappresentate in forma quadrata e in bianco e nero; nei testi taoisti l’Hetu era raffigurata in forma circolare – simbolo del cielo – e con il colore verde; la Luoshu in forma quadrata – simbolo della terra, e con il colore rosso.
 

La paternità del Libro dei Mutamenti, o almeno degli 8 trigrammi, è attribuita al primo imperatore della Cina, una figura mitologica chiamato Fo Hi, o Fu Xi, descritto essere metà uomo metà drago. La leggenda narra che Fu Xi ricevette un dono del cielo, quando vide un Qi Lin (cavallo-drago) fuoriuscire dal Fiume Giallo, che portava sulla schiena un modello matematico di punti bianchi e neri. Questo modello è venuto essere conosciuto come il grafico del fiume, Hetu o Ho Ttu. L’Hetu, il diagramma del fiume, è legato alle forme del cerchio (curve), mentre il diagramma Luoshu a quella del quadrato (rette). Entrambi hanno al centro il numero cinque, che è anche il centro dei nove numeri naturali. La forma centrale corrispondente al 5 è una croce.   

Figura 9. Hetu - I Nove Numeri  
 
 
Questo diagramma illustra l’origine dei 5 stati di mutamento. La tradizione cinese afferma che il 5 è il centro è la posizione del Sovrano, il luogo di controllo e di comando in tutte le direzioni. Il diagramma Hetu in forma circolare, quella più antica si presenta con 4 circonferenze; nella forma quadrata si presenta composto con 4 quadrati uno dentro l’altro, contenenti 55 punti, 25 di colore bianco Yang, il Cielo, e 30 di colore nero, Yin nero, la Terra. Il numero 5, posto al centro è ripetuto due volte verticalmente 5+5=10, di colore nero Yin.
 
Dei numeri del Cielo ve ne sono Cinque, di numeri della terra ve ne sono Cinque. Distribuendoli ai Cinque posti, ciascuno ha il suo completamento.[7]
 
Cinque combinazioni di punti bianchi e neri possono essere trovati nel fiume mappa, occupando le direzioni Nord, Sud, Est  Ovest e Centro.
 
Dieci numeri, 5 maschili dispari per il Cielo, 5 femminili pari per la Terra, in totale 10, la totalità della manifestazione, il numero dell’Uomo Celeste. Le combinazioni numeriche, le loro posizioni e gli elementi che rappresentano la mappa del fiume sono tabulati di seguito:
 
         

 
Figura 10. Hetu – i 4 Elementi
 
Ogni combinazione nasce dall’unione armonica di un numero dispari con un numero pari, per formare l’elemento che la rappresenta. L’Acqua proviene dall’Uno del Cielo e si associa al 6 della Terra completandolo. Il Fuoco al Sud è nato dal 2 della Terra e si associa al 7 del Cielo completandolo. Si noti che devono coesistere in modo che la reazione chimica abbia luogo. È grazie a questo che alcuni definiscono 1, 2, 3, 4 e 5 come numero di Nascita e 6, 7, 8, 9 e 10 come numero Risultato. La differenza tra il numero di Nascita e numero Risultato è sempre 5 (che corrisponde al 5 al centro).
     
  • 5 numeri Dispari del Cielo     - -    1 + 3 +5 +7 + 9 = 25
  • 5 numeri Pari della Terra      - -    2 + 4 +6 +8 + 10 = 30
La somma dei numeri del Cielo è 25. La somma dei numeri della Terra è 30 … è questo che compie le alterazioni e le trasformazioni e che mette in moto demoni e dèi.[8]
     
  • Cielo + Terra = 55;
  • Il Decimo numero triangolare pitagorico  vale 1 + 2 + 3 + 4 + 5 + 6 + 7 + 8 + 9 + 10 = 55;
  • Nel mondo quadratico della forma, la somma dei quadrati dei primi 5 numeri, vale: 12 + 22 + 32 + 42+ 52  = 55
 ·   Per i Pitagorici il 10 è legato alla Tetractis, il Tutto.
 
Il numero 10 è quello del compimento e di conseguenza il Decimo numero triangolare 55, assume importanza in tal senso è il Numero della Quantità Totale secondo il Tao te King.
 
Platone nel Timeo descrive come l’Anima del Mondo è divisa dal Demiurgo in due serie geometriche di quattro numeri “Tetractis”, basate sul primo numero pari (2) e sul primo numero dispari (3). Plutarco chiama Tetractis Platonica, quella composta con i numeri dell’Anima del Mondo come specificati nel Timeo. La somma delle due serie è: 20+ 21+ 22+ 23 + 30+ 31+ 32+ 33 = 55. Il decimo numero Triangolare “55” coincide con il decimo numero della serie di Fibonacci.
 
Tralasciando il gruppo di 5+5 punti neri femminili, se leggiamo lo schema Hetu dal centro verso i quattro vertici della croce i numeri agli estremi sono costruiti attraverso la somma del 5 con i primi quattro numeri (5+1=6; 5+2=7; 5+3=8; 5+4=9). Se leggiamo lo schema in senso inverso, dai vertici verso il centro (direzione centripeta), ritorniamo al 5 attraverso l’operazione inversa di sottrazione (6-1=5; 7-2=5; 8-3=5; 9-4=5). Se sommiamo i numeri sui bracci della croce, ci accorgiamo che, grazie a questa ripetizione, si ottiene un’ulteriore sequenza numerica in senso antiorario partendo dal braccio di sinistra: 8+3=11; 6+1+5=12; 9+4=13; 7+2+5=14. Questi numeri, a loro volta, sono riducibili a quattro dei primi 5 numeri: 11=1+1=2; 12=1+2=3; 13=1+3=4; 14=1+4=5. Il diagramma Hetu può essere considerato un “cerchio numerico magico”, composto con le 9 cifre di base e costruito sui primi 5 numeri naturali, capace di sviluppare somme numeriche fino a 14 e di tornare numerologicamente all’Uno, perché la somma totale dei suoi numeri 55 è riducibile attraverso il pitmene pitagorico all’Unità: 5+5 = 10 = 1+0 = 1.
 
Non considerando il quadrato centrale di 5 punti bianchi e 10 neri, sia ha un esempio della perfetta simmetria del diagramma Hetu, infatti il totale dei numeri dispari o Yang, e dei numeri pari o Yin è 20. Questi due aspetti sono complementari e s’integrano con l’altro, e secondo i Taoismo l’armonia può essere raggiunto solo con un equilibrio tra i due, proprio come afferma il Pitagorismo.

Figura 11. La croce dei numeri Hetu

Il secondo diagramma Luoshu, apparve, o fu comunicato, ai tempi della dinastia Shang (duemila a.C.), secondo la leggenda, un pescatore trovò lungo le rive del fiume Lo, un affluente del fiume Giallo, una tartaruga che portava incisi sul suo guscio degli strani segni geometrici. Il pescatore portò la tartaruga all’imperatore e i matematici al suo servizio studiando quei segni, scoprirono un’imprevedibile struttura.
                
     

Figura 12. I Nove Numeri nel Lo Shu

I numeri della sequenza cosmogonica sono disposti secondo i punti cardinali, gli otto punti della rosa dei venti nella Luoshu, da nord; il sud è in alto, secondo la consuetudine cinese. I pallini vuoti corrispondono a numeri Yang, i pallini pieni a numeri Yin. Anche nel diagramma Luoshu “Scritto del fiume Luo”, come l’Hetu, il numero 5, centrale tra i 9 numeri fondamentali, è messo al centro del quadrato, nel suo posto geometrico naturale. Il numero 5 è definito numero della terra e centro dell’universo. Come per il quadrato di Theone di Smirne in occidente, i numeri forniscono la somma costante 15 su ogni riga, colonna o diagonale. Lo Shu[9] (Loushu), così fu battezzato questo quadrato numerico, diventò uno dei simboli sacri della Cina, rappresentazione dei più arcani misteri della Matematica e dell’Universo.
 
Lo gnomone formato dai 5 numeri a squadra del quadrato fornisce il numero perfetto 28, cioè 6 + 7 + 2 + 9 + 4 = 28. Il quadrato dei rimanenti 4 numeri fornisce il numero 17, cioè 1 + 3 + 5 + 8 = 17.
 
Lo Shu è un quadrato composto con le 9 cifre di base, ed è capace di sviluppare somme numeriche da 15 in poi e di tornare numerologicamente al 9, quante le manifestazioni dell’Uno. Gli 8 numeri intorno al 5 sono il risultato della differenza e della somma tra il 5 e i quattro numeri precedenti.
 
Figura 13. Lo Shu – interazioni dei primi 5 numeri        
             
                        

   
I simboli Hetu e Luoshu, quindi, sembrano avere tra loro una connessione logica sequenziale. I numeri dello Hetu si combinano per formare le 4 direzioni principali dello spazio e i 4 Elementi, 5 con il centro, mentre i numeri del Lo Shu si combinano per rappresentare le 8 direzioni dello Spazio, che diventano 9 con il Punto centrale, il numero 5. Per gli antichi Cinesi il Lo Shu era un simbolo potentissimo di cui si diceva: “È questo ciò che compie le alterazioni e le trasformazioni e mette in moto demoni e dèi”.  
       
 
 
Figura 14. Lo Shu – le 8 direzioni dello spazio
 
Le proprietà più interessanti del Lo Shu sono collegate all’azione dello Yin - Yang, le due primordiali forze cosmiche. Nell’insegnamento diagramma Lo Shu, come nell’Insegnamento Pitagorico, i numeri dispari rappresentano l’elemento maschile Yang, mentre i numeri pari rappresentano l’elemento femminile Yin. Infatti, i numeri dispari sono rappresentati da pallini bianchi simboli Yang, emblema del Cielo, maschile, e i numeri pari da pallini neri Yin, il femminile. Il numero 5 rappresenta la Terra e gli altri numeri rappresentano i punti cardinali e le stagioni. Ad esempio, 1 è il Nord e l’inverno, il 9 è il Sud e l’estate, il 3 Est e primavera, il 7 Ovest e l’autunno.
 
Anche per quanto riguarda i numeri dell’anno, i Cinesi concordano con gli Egizi e i Sumeri, 360 giorni, i gradi del Cerchio Celeste.

I numeri che danno il Creativo sono 216; quelli che danno il Ricettivo sono 144, assieme fanno 360. Essi corrispondono ai giorni dell’Anno.[10]

L’anno mesopotamico era di 360 giorni e al centro del cerchio dello spazio vi erano 5 punti, gli estremi della Ziggurat sacra che dall’alto appaiono formanti una croce.
 
Togliendo al totale 5, il Numero del Mutamento, si ottiene 55-5 = 50, che secondo la filosofia cinese rappresenta il numero della Quantità Totale. Togliere il Numero del Mutamento all’espressione precedente significa togliere: 12 + 22 = 5.  Per Filone, il numero 50, è il più Santo e naturale dei numeri. Il numero 50 è il risultato della somma dei quadrati dei tre lati: 32 + 42 + 52 = 50 = 5x10.
 
Cinque sono i poliedri regolari descritti da Platone nel Timeo che rappresentano i Quattro Elementi più il Quinto, l’Universo. La somma delle facce è: 4 + 6 +8 + 12 + 20 = 50. La Quantità Totale.
 
In Occidente, il numero del mutamento dei Cinesi coincideva con la settimana di Cinque giorni[11], durante i quali il “vecchio anno moriva” e il nuovo nasceva e si ricostituiva il principio di divinità nel mondo: 360 + 5 = 365.
 
Il numero del Creativo è 216, la metà del numero 432 , la chiave dei cicli; il numero 144 è il doppio del numero 72, cifra base del moto precessionale che dura 25.920 anni.
 
-   360x72 = 25.920
 
-   432x60 = 25.920
 
-    I numeri del Creativo sono 216, e 2.160 sono gli anni che impiega il Sole a percorrere un segno zodiacale, 1/12 del cerchio celeste.
 
Si è attribuito a Fo-Hi l’utilizzo in Cina dei cicli di 60 anni attraverso il 10 “Kan” (tronchi) e il 12 “Tche” (rami). Tre cicli di 60 anni formano un “San-Yue” di 180 anni e 60 San-Yuen formano un periodo di 60x180 = 10.800 anni, in occidente l’Aion. L’elemento di base era un doppio mese lunare, pari a 60 giorni; gli anni, a loro volta, erano raggruppati in grandi cicli di 60. L’uso ripetuto del numero 60 in occidente si ritrova nell’aritmetica babilonese.
 
Nella divinazione col metodo de “I King”, si usano 50 steli di millefoglie, ma se ne usano 49 cioè 7x7. Gli steli del millefoglio, dice il Libro dei Mutamenti “sono di specie rotonda e spirituale”, mentre all’opposto degli Otto Segni che sono di “natura squadrata e saggia”. Il significato è che 49 = 7x7 è un numero dello Spirito, mentre 8x8 = 64 è un numero squadrato della Terra.
 
Il numero della Quantità Totale è 50, di questo se ne prendono 49. Si dividono in due parti, per raffigurare le Due Forze fondamentali. [12]  
 

[1] Tao Tê King, 1, 2.
[2] Notitia dignitatum è un antico testo di rilevante importanza: potrebbe essere definito come un elenco delle cariche, un ruolo organico dell’amministrazione civile e militare dell'Impero Romano tra la fine del IV e il V secolo d.C.
[3] Tao Tê King, 1, 2.
[4] Ta Chiuann XI, 5.
[5] Il termine hsing significa camminare, muoversi, operare, fare
[6] http://lalunanellago.blogspot.it/2010/02/lalchimia-dei-numeri.html
[7] Ta Ciuann, IX, 2.
[8] Ta Ciuann, IX, 2.
[9] Lo Shu significa “scritto del fiume Lo”.
[10] Ta Ciuann, IX, 4.
[11] I Cinque giorni intercalari degli Egizi.
[12] Ta Ciuann, IX, 3.

TAOISMO E PITAGORISMO


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