Abbazia di Fossanova - Sapienza misterica

Sapienza Misterica
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Abbazia di Fossanova

Templari in Italia
La basilica cistercense Santa Maria Fossanova costituisce assieme all’Abbazia di Casamari, il più antico esempio d’arte gotico cistercense in Italia. Il gotico si presenta improvvisamente, senza elementi premonitori, verso il 1130, e nel volgere di pochi anni raggiunge il suo apogeo, completo e totale, senza prove né tradizioni. Non vi è evidente continuità né con l’arte romanica, né con le successive manifestazioni dell’architettura sacra. Cistercensi e Templari sono spesso accomunati, poiché S. Bernardo, uno dei fondatori storici dell’Ordine Cistercense, fu il propugnatore anche della nascita dell’Ordine dei Cavalieri del Tempio. La Chiesa cistercense spicca per il rigore del suo reticolo e per la costruzione modulare che pertanto sviluppa una visione sintetica. Il rapporto costruttivo è quello armonico del quadrato  1:1 oppure 1:2, che regola non solo la divisione in pianta, ma anche quella dell’alzato. La costante più frequente rimane la quadratura della struttura e la cubatura degli ambienti.

 
ABBAZIA CISTERCENSE DI FOSSANOVA - IL QUADRATO E IL TRIANGOLO
 
 
La basilica cistercense Santa Maria Fossanova presso Priverno (provincia di Latina) consacrata nel 1208, dichiarata monumento nazionale nel 1874, costituisce assieme all’Abbazia di Casamari, il più antico esempio d’arte gotico cistercense in Italia. Il gotico appare dopo la prima crociata e, più precisamente, nel 1128, dopo il ritorno dei nove primi Cavalieri del Tempio. Da questa data, e per circa 150 anni, si manifesta quello che è stato chiamato il miracolo della fioritura gotica.
 
·  San Bernardo diventava un deciso sostenitore dei Templari, contribuiva al loro riconoscimento ufficiale e ne redigeva la Regola;
·  Tra il 1115 e il 1140 i Cistercensi e i Templari prosperano, acquisendo ingenti somme di denaro e vastissime proprietà territoriali.
 
Già prima dell’insediamento dei monaci cistercensi, il luogo di Fossanova era stato abitato dai monaci Benedettini che vi avevano costruito un monastero dedicato a Santo Stefano Protomartire. La chiesa che in seguito è stata dedicata alla Vergine Maria e al martire Santo Stefano, riflette perfettamente la regola cistercense sobrietà e numeri sacri.  Questa abbazia è segnata dal quadrato e dal triangolo, detto in termini numerici dai numeri quattro e tre, e dalle loro combinazioni: per somma 3+4=7, e per moltiplicazione 3x4=12. Questi rapporti vi leggono nella struttura geometrica della facciata.
 
·  Con un errore di un millesimo, l’intera facciata può essere inserita in un rettangolo contenente un triangolo equilatero con rapporto lati √3/2 =0,866. Considerando anche la base, l’errore si annulla.
·   Il rettangolo della facciata è riempibile con 6x7 quadrati.
 
Un primo triangolo equilatero simbolo della divinità ha come base tutta la facciata e come altezza quella della chiesa fino al vertice del tetto.  
                           
Il modulo costruttivo di un edificio sacro è dato dalla distanza degli interassi dei quattro pilastri all’incrocio della navata col transetto. Nell’abbazia questo modulo è un quadrato.  
 
Figura 1. Modulo quadrato - Basilica Cistercense Fossanova
 
L’alzato dell’abbazia è determinato dal modulo, e precisamente con due moduli. L’alzata e progettata utilizzando il modulo quadrato; due moduli per arrivare alla chiave di volta. Nella facciata principale s’individuano altri rapporti geometrici.
 
·  Un secondo triangolo equilatero comprende come lato di base la facciata fino ai due portali laterali compresi e come vertice superiore il centro del lato del secondo quadrato di alzata.
·  Un terzo triangolo equilatero comprende come lato la struttura della navata centrale e come altezza il vertice del triangolo che sovrasta il portale principale.
·  Un quarto triangolo equilatero s’inscrive nella lunetta sovrastante il portone (murato) laterale, e comprende come lato di base della porta della navata laterale e come altezza la cuspide della lunetta.
 
Figura 2. Alzato ad Quadratum - Basilica Cistercense Fossanova
 
Il doppio quadrato noto come rettangolo padre e madre, con rapporti di lati 2:1 è legato al numero aureo. Sappiamo che la diagonale di tale rettangolo è √5, numero che compone la sezione aurea φ.
 
L’alzata laterale è conforme al modulo quadrato. Nonostante che il tiburio ottagonale sia stato ricostruito dopo che un fulmine lo distrusse nel 1595, si sono mantenute le proporzioni: quattro moduli, fino all’altezza del tetto. Le diagonali del modulo due volte radice due (√2) il lato, determinano l’altezza dei pilastri. Metà modulo impone l’altezza dei pilastri nelle due navate laterali.
 
 
Figura 3. Basilica di Fossanova – alzata laterale
 
 
 
 
Figura 4. Navata principale Basilica di Fossanova
 
ARMONIE GEOMETRICHE
 
L’ottagono è ben visibile in alto sulla facciata sopra il rosone, l’oculo o finestra tonda è realizzato come stella a otto punte inscritta in un ottagono. Il triangolo superiore della facciata, quello del tetto presenta una serie di blocchetti il modo da alternare spazio pieno e spazio vuoto. Si conteggiano 23 blocchetti nella cornice sopra l’ottagono, e 29 in quella superiore, entrambi questi numeri sono primi. L’uso dei numeri primi era adottato sia dai Templari come ad esempio nella Cappella templare di Montsaunès, e sia dai Cistercensi.
      
                           
  
Figura 1. L’ottagono nell’oculo della facciata     
 
La scuola misterica come ho scritto in altre pubblicazioni, utilizzava i numeri primi o incorrotti che emanano direttamente dall’uno, il Padre senza essere prodotti per moltiplicazione, la serie compone una gerarchia a sé di numeri. Il numero 23 è il nono numero primo, il numero 29 è il decimo numero primo. La stessa composizione si ritrova nel triangolo che sovrasta il portone principale. Vi sono 29 blocchetti nella base del triangolo e altrettanti 14+15=29, nei due lati superiori del triangolo. Si vuole mettere l’accento sul Decimo numero primo. Il triangolo isoscele è realizzato con due triangoli rettangoli con rapporto lati 1/2 il DO’, l’ottava musicale.

 
Figura 2. Il Triangolo sopra il Portone principale      
 
I numeri della decade appartengono al divino, i numeri primo alla creazione e sono riferiti all’uomo. Il nono numero primo rappresenta la perfezione che deve conseguire l’uomo nel suo viaggio nella vita della forma. Il decimo numero primo è la fine del viaggio con il ritorno al numero Uno, il Padre.
 
Il rosone della facciata è con ventiquattro petali che scaturiscono da 12 piccoli cerchi attorno al foro centrale. Ventiquattro è il doppio di dodici 2x12, cioè la dualità, le 12 ore del giorno e le 12 della notte. Il diametro del foro del rosone è 1/2 del modulo “M”. Il foro che compone la corona interna è 1/5 del diametro esterno. In definitiva il foro interno è 1/10 del valore del modulo “M”. La lunghezza delle 24 colonne che compongono i raggi, è uguale a quella del foro interno.
 
 
Figura 3. Il Rosone della facciata   
                 
Dopo il triangolo 1-2-√5, s’impone nella divisione tra la cornice situata sopra il portale e quella sotto il rosone, il doppio triangolo rettangolo divino 3-4-5. Unendo due triangoli rettangoli con rapporto di base e altezza 4:3 si ottiene l’alzata tra le due cornici.
 
Il rettangolo che divide le due cornici successive ha come rapporto di lato 8/10 = 4/5 la nota musicale Terza Maggiore o MI. Lo stesso rapporto si ritrova nell’apertura rettangolare del portone principale.
 
Il rapporto tra i lati dl rettangolo che compongono la porta principale è 2 per la base e 3 per l’altezza, cioè 2/3 la nota musicale SOL.
 
Altre relazioni geometriche si hanno con il pentagono, la figura geometrica che esprime il numero 5. Si assume come lato del pentagono la larghezza del portone principale comprensiva delle quattro ogive. Un vertice del pentagono individua il vertice del triangolo sopra il portone. Aggiungendo un secondo pentagono, il vertice individua il centro dell’occhio superiore, o oculo della chiesa.
 
L’alzata della facciata è scandita da due quadrati e da due pentagoni.
        
Figura 4. Abbazia Fossanova Rapporti geometrici nella facciata          
 
Quando il Quadrato Perfetto, la superficie astratta, il modello cade nel mondo delle forme e si rende concreto, allora la superficie diviene un volume, il Cubo Perfetto. Sviluppando le sei facce del cubo in un piano si ottiene la croce. Sei sono le facce del Cubo, che trovano la sintesi o l’equilibrio nel Settimo. Il numero sette che compare come somma del triangolo con il quadrato assume come propria forma geometrica l’eptagono, il poliedro regolare con sette lati. Nel Cubo della Materia è imprigionato e crocefisso lo Spirito. La Crocifissione Cosmica ha a che fare con il Mistero del Primogenito che per manifestarsi si sacrifica e viene ucciso nella Croce della Materia donando la sua Vita per infondere Coscienza alla manifestazione.
 
I Pitagorici chiamavano il numero 7, Eptagono e lo consideravano come il numero religioso e perfetto per eccellenza. Era detto Telesforo, poiché “per mezzo di esso, tutto nell’Universo, veniva portato alla sua mèta più alta, vale dire al punto culminante e conclusivo”. Due eptagoni caratterizzano la larghezza e l’altezza della navata principale. L’eptagono modella il triangolo posto sopra il portale d’ingresso.
 
                                                                   
 
Figura 5. Basilica di Fossanova – eptagoni
 
Il numero sette appare, non nascosto in geometrie difficili a vedersi, ma nei pilastri dell’abbazia. La navata ha sette campate ritmate da sette coppie di pilastri 2x7=14 a sezione quadrangolare con semicolonne addossate, come nella migliore tradizione romanica. La Chiesa comunica con il chiostro attraverso una porta situata in asse con il transetto, quasi costituendo una linea continua con il lato orientale del transetto stesso. Un’altra porta, che giungeva alla navata della chiesa circa nella prima campata entrando, costituiva l’ingresso dei fratelli conversi[1]. Dal lato opposto a quello di accesso al chiostro, tramite “la porta dei morti”, si accede al cimitero dei monaci. Anche nella pianta dell’abbazia continuano a sussistere rapporti geometrici. Ritroviamo il numero sette, quello del mistero, sia nella navata e sia nel chiostro. Il Chiostro luogo di meditazione e ritiro spirituale come l’intera facciata che è inserita in un rettangolo con rapporto di lati 6/7.   
       

Figura 6. Pianta Basilica di Fossanova - rapporti geometrici
 
Il modulo dell’abbazia all’incrocio della navata principale e del transetto è un perfetto quadrato. La navata centrale è larga quasi il doppio di quella laterale, se consideriamo la larghezza centrale escluso le colonne, allora il rapporto è 2:1. La larghezza della navata è dunque due volte il modulo.
 
La proporzione 6/7 si ritrova nella figura del cerchio che contiene un triangolo equilatero, la cui base genera un quadrato inscritto sulla circonferenza del cerchio, producendo così un quadrato oblungo che non è altro che un rettangolo 6/7 generato da una sorta di quadratura, insolita ma reale! Per i Pitagorici il Quadrato è in relazione con l’Uno, la Monade, mentre il Rettangolo è in relazione con la Diade. Il modulo 6/7, esprime anche il rapporto che vi è tra il raggio del Cerchio e il lato del Pentagono inscritto. Il Pentagono è la figura collegata all’armonia dei numeri aurei, ma sopratutto è il simbolo dell’Uomo risvegliato, l’Iniziato. Inoltre il rapporto 6/7 del modulo dell’alzata dell’abbazia individua il rapporto tra i lati di Due Esagoni inscritti e circoscritti allo stesso cerchio. Si evidenziano le qualità esagonali del rapporto 6/7.

 
Figura 7. Il rapporto geometrico 6/7

Il numero Sei che compare nel rapporto 6/7, ha come forma geometrica l’esagono. Un esagono con lato uguale alla larghezza della navata principale escluso i pilastri, disegna la larghezza delle tre navate. Il numero Sei nella navata è collegato al numero Quattro: quattro esagoni determinano la lunghezza dell’abbazia. Inoltre lo stesso esagono determina sia uno dei lati del giardino interno al chiostro, e sia la posizione dei pilastri del lavatorium.
 
Figura 8. Pianta Basilica di Fossanova – Armonie esagonali
 
Il numero Sei è generato per raddoppio del numero tre, e geometricamente del raddoppio del triangolo, una stella a sei punte i cui vertici individuano un esagono. L’Esagono esprime il Sei, il numero della creazione: il mondo fu creato in sei giorni; secondo San Clemente d’Alessandria fu creato nelle Sei direzioni dello spazio, i Quattro punti cardinali, più lo Zenit e il Nadir. L’essenza del Sei è l’Armonia, il mondo del creato, la natura, le Sei direzioni dello spazio.
 
Il raddoppio del numero Quattro e della sua rappresentazione geometrica, il quadrato genera il numero Otto, il doppio quadrato i cui vertici individuano un ottagono.  
 
All’incrocio della navata centrale con il transetto sorge il tiburio o torre lanterna, a pianta ottagonale, elevato su due piani con bifore su ogni lato, ricostruito dopo che un fulmine lo distrusse nel 1595. Sormontato dalla lanterna pure con bifore, aggiunta con il restauro del 1595, ricordato da un’iscrizione posta nella navata L’ottagono, è una delle figure geometriche particolarmente amate dai Cavalieri del Tempio.
 
 
Figura 9. Tiburio ottagonale Basilica di Fossanova
 
Collegato alla chiesa dalla “Porta dei coristi”, vi è il chiostro, il fulcro della vita comunitaria monastica. Romanico su tre lati e gotico nel quarto, attorno ad esso vi gravitano gli edifici più importanti dell’abbazia (Refettorio, Sala delle riunioni invernali, Sala Capitolare) e quelli che conservano i segni più evidenti dello stretto rapporto tra Fossanova e i Cavalieri Templari. Sul lato meridionale, di fronte al refettorio, si trova, ben conservato, un padiglione con la vasca lustrale o lavatorium (lavabo o fontana), ricostruito alla fine del XIII secolo, con tre colonne romane, una copertura piramidale e una piccola lanterna anch’essa quadrata: questo costituiva un indispensabile strumento materiale della quotidianità monastica.    
 
Figura 10. Abbazia Fossanova – lavatorium a sezione quadrata
 
Cistercensi e Templari sono spesso accomunati, poiché San Bernardo, uno dei fondatori storici dell’Ordine Cistercense, fu il propugnatore anche della nascita dell’Ordine dei Templari.
 

[1] Il termine conversus appartiene alla più antica lingua della cristianità e significa originariamente sia monaco pervenuto tale in età adulta (monacus conversus), sia un membro del monastero sia non assumeva tutti gli impegni della professione monastica (famulus converus). All’interno dell’organizzazione cistercense, pur non essendo tenuto al coro, alla lettura e alla meditazione, il converso pronuncia voti che comportano gli elementi tradizionali della vita monastica: stabilità obbedienza e conversione dei costumi. Il converso il solo quindi di religiosi e laici vincolati a tutti gli obblighi della vita religiosa eccezione della celebrazione della messa. Essendo per lo più analfabeti, essi erano addetti esclusivamente ai lavori manuali. L’attività agraria condotta in proprio, che costituiva l’aspetto più indicativo dell’Ordine Cistercense, fosse possibile grazie alla manodopera dei fratelli conversi che spesso provenivano dalla classe contadina e qui trovavano nuova dignità sociale e un vero riconoscimento.
 
 
SIMBOLI TEMPLARI
 
Ritroviamo la croce templare a quattro bracci uguali di colore rosso al centro dell’altare, e in alto nei portali. La più bella croce si trova nel mosaico che compone la lunetta del portale d’ingresso alla chiesa dell’abbazia di Fossanova, che reca il tondo con la croce patente al centro. La lunetta ha Otto colonne collegate alternativamente con semicirconferenze.
 
 
Figura 1. Abbazia Fossanova – Mosaico lunetta portale principale
 
La croce a bracci uguali nel cerchio è bordata di rosso e blu, altri quattro bracci blu possono essere visti con i quattro petali triangolari, formando così 4+4=8 una croce a Otto punte, la dualità dei colori rosso e blu che rappresentano gli opposti caldo e freddo, sono una concezione tipica templare. Stelle a otto punte sono realizzate nel mosaico. La lunetta è dominata dal numero otto. Troviamo motivi a rombi, due fiori della vita a sei petali scuri contornati da altri sei petali scuri che chiudono il fiore in un cerchio. Una croce a bracci uguali inserita in un rombo.
 
Sulla chiave di volta di un portale di uno degli edifici dell’Abbazia è scolpita una croce a quattro bracci uguali terminante con fiore a tre punte, in totale 4x3=12. Il centro della croce è un rombo perfetto. La stessa croce che potremmo definire la firma dell’abbazia si ritrova nella chiesa in alto e sul pavimento della navata. La croce si potrebbe definire gigliata per la presenza di tre petali ai bracci della croce. Una rappresentazione in alto sotto la cuspide di un’ogiva mostra una variazione con cinque petali. In basso possiamo ammirare degli affreschi fatti con rombi, ma tra tutti i rombi esprimono ciò che è racchiuso nella Vesica Pisces. Questa croce è una variazione dell’antica croce dell’abbazia francese di Morimond, che mostra solo due petali per lato, tra i lati della croce compare la scritta MORS (morte). Morimundus, cioè «morire al mondo», avevano chiamato i monaci quell’abbazia nella boscosa vallata del Flambart. Un motto, e un programma di vita, che proprio nel simbolo della croce associata alla parola latina «mors» (morte) rivendicavano il desiderio di vivere da risorti in Cristo secondo l’insegnamento di Paolo.
 
                                                         
 
Figura 2. Abbazia Fossanova - Portale con croce a quattro bracci uguali terminante con fiore a tre punte
 
Altre croci hanno al centro quattro cerchi aperti che disegnano una figura curvilinea romboidale centrale. Nell’Abbazia di Fossanova esiste anche una croce che potremmo definire potenziata mediante altre croci e fiori della vita che la attorniano. La croce templare inclinata e il fiore della vita inclinato non sono la rappresentazione dell’inclinazione dell’asse terrestre, ma come ho spiegato in altri studi scaricabili dal web, rappresenta la croce dei due San Giovanni la cui festa e tre giorni dopo i due solstizi.

 
Figura 3. Abbazia Fossanova – lunetta con croci e fiori templari
 
Altri segni templari sono riconosciuti nel chiostro sono la “Triplice Cinta” e il “Centro Sacro”, e il “Nodo di Salomone”, si trova nella Sala del Capitolo dell’Abbazia: si scendono le scale, voltandosi a destra si vede chiaramente il simbolo alla base di un pilastro. Il Nodo è formato da due serie di quattro anelli (2x4=8) che s’incrociano tra loro formando una croce a bracci uguali. Il suo intreccio chiuso rappresenta anche la ciclicità e l’eternità e le sue forme ondulate alludono alla Forza creatrice ed energetica della Madre Terra, associate all’elemento dell’Acqua.

 
 Figura 4. Abbazia Fossanova – Nodo di Salomone Sala del Capitolo
 
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