Parte XI - Schema planetario e Catene della Terra - Sapienza misterica

SAPIENZA MISTERICA
Sapienza Misterica
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Lo Schema della Terra mostrato nella Carta VII del Trattato sul Fuoco Cosmico è composto di Sette Catene distinte con un numero e il nome di un pianeta: C1 Nettuno - C2Venere – C3 Saturno – C4 Terra – C5 Mercurio - C6 Marte – C7 Giove. La terza Catena anziché della Luna è quella di Saturno. Quello che sconcerta è soprattutto la mancanza della Catena Lunare citata da H.P. Blavatsky, A. Besant, C.W. Leadbeater, G. de Purucker. La terza Catena Lunare ci fu, ma capitò qualcosa che ne ostacolò la sua evoluzione; G. de Purucker dice che la Catena Lunare non era una buona Catena di vita; era viziosa, e noi umani siamo tra quelli che la resero tale. Il Kama-Rupa della Luna si sarà disintegrato nei suoi atomi componenti e sarà svanito prima che la Terra avrà raggiunto la settima Ronda, cioè le fasi finali del suo progresso evolutivo in questo attuale Manvantara planetario. Le Sette Catene dello Schema della Terra sono i sette centri principali dell’Uomo Celeste. Poiché i centri devono essere sette, ecco che una nuova Catena prese il posto di quella Lunare. Il Mistero della catena Lunare è in parte svelato nel Trattato sul Fuoco Cosmico.
 
 
IL MISTERO DELLA CATENA LUNARE
 
La numerazione delle Catene e degli Schemi che è data nelle Carte Vi e VII, copre un periodo relativamente recente poiché riguarda la storia dell’evoluzione fino alla metà della prossima Ronda della nostra Catena. Il Maestro D.K. ci dice che se si fossero fornite le tavole comprendenti i tempi ante-Lemuria che si estendono indietro nel tempo ad un passato (umanamente parlando) insondabile, sarebbe stata raffigurata la Catena Lunare ed omessa quella di Nettuno. La Catena di Nettuno è probabilmente emersa in obiettività dopo il medio periodo Lemuriano. La Catena Lunare sta scomparendo lasciando solo un corpo in disgregazione; la vita del Secondo e del Primo Logos ne è stata ritirata, e non vi rimane che la vita latente della materia. Simultaneamente Nettuno è sorto all’orizzonte ed ha preso il suo posto come una delle sette Catene di manifestazione del Logos planetario. Noi qui parliamo della Catena di Nettuno dello Schema della Terra. Se al tempo della Catena Lunare c’erano altre sei Catene nello Schema della Terra, quali erano le sette Catene?
 
Periodo antico                                Periodo attuale
 
1.      Catena incognita           …            Catena di Nettuno
2.      Catena di Venere          …            Catena di Venere
3.      Catena della Luna         …            Catena di Saturno
4.      Catena della Terra        …            Catena della Terra
5.      Catena di Mercurio        …            Catena di Mercurio
6.      Catena di Marte           …             Catena di Marte
7.      Catena di Giove           …             Catena di Giove
 
Quale era a prima Catena incognita, forse quella di Saturno? La Catena di Saturno era nella prima posizione e lasciò il posto alla Catena di Nettuno e poi prese il posto della Catena della Luna, il cui Signore della Catena era stato assorbito dal Logos della Catena della Terra?  Osserviamo che due Catene che portano i nomi dei pianeti sintetizzati Saturno e Nettuno appaiono dopo che la Catena Lunare fu assorbita. Il Maestro aggiunge enigmaticamente: “A tempo debito avverrà un’altra fusione nello Schema, ed allora Urano (la Catena di questo nome del nostro Schema) precipiterà nell’oggettività. Non dimenticate che gli Schemi si manifestano come sette, come dieci, e come tre dal punto di vista dell’Eterno Presente, ossia dal punto di vista di un Uomo Celeste … Quando gli opposti si uniscono i dieci diventano i sette ed i tre” (FC 414).
 
Come per gli Schemi, anche per le Catene è valida la stessa legge, sette per l’oggettività, tre per la soggettività. A tempo debito Tre Catene che portano i nomi dei pianeti sintetizzanti saranno pienamente apparse: Saturno, Nettuno e Urano e i sette diverranno tre.  
 
Una situazione analoga o corrispondente si trova in un altro Schema Planetario del sistema solare. Tutto questo è nascosto nella storia di un sistema solare che è unito al nostro entro un anello invalicabile cosmico (FC 415). Potrebbe trattarsi di Marte o di Plutone, entrambi pianeti non sacri? Molto altro dovrà essere conosciuto per risolvere questa domanda. L’esistenza dei pianeti Vulcano Urano e plutone è stata supposta o scoperta solo da due o tre secoli, ma è sempre stata nota alla Gerarchia.
 
Marte che ingloba le energie di Sesto Raggio, sembra avere due Lune delle quali non ne ha diritto[1]: Deimos (che in greco significa terrore) e Phobos (paura). Le Lune prendono il nome dai due attendenti di Marte: Egli (Marte) ordina al Terrore e alla Paura di preparare i loro destrieri. E lui stesso riveste l’armatura scintillante (Iliade, XV). Marte il produttore di conflitti tende sovente al fanatismo distruttivo e alla guerra. Il materialismo, le lotte per appagare le ambizioni personali, e il conflitto con le tendenze spirituali superiori proseguono costanti e questo segno, il più materiale di tutti, è il campo di battaglia fra le vecchie abitudini e l’ordine stabilito e le nuove tendenze più elevate. Marte è il pianeta che governa e controlla il veicolo fisico. C’è una certa somiglianza tra la Luna e Marte (a livello di Schema), è interessante notare che sono entrambi associati direttamente ai Signori Lunari (gli elementali della triplice personalità), si occupano dello stesso gruppo di vite elementali inconsce che erano il prodotto della Catena Lunare. Marte è strettamente connesso al sesso, che è un aspetto delle coppie di opposti, e vitalizza la corrente sanguigna; per suo mezzo vivifica, purifica e stimola tutte le parti e gli organismi del corpo.
 
Plutone rappresenta la morte o il luogo della morte del desiderio, della personalità e di tutto ciò che lo trattiene fra le coppie di opposti, per ottenere la liberazione finale. Plutone, o la morte, non distrugge mai l’aspetto coscienza, è l’azione del Primo Raggio. La Luna o Vulcano, cioè tramite la Luna si cade prigioniero della forma e, sperimentandola, giunge alla liberazione e a “elevare la materia” in Vulcano, la glorificazione della materia ottenuta con la purificazione e il distacco. Vulcano e Plutone esprimono o custodiscono l’energia di Primo Raggio.
 
Vashisht Vaid scrive che i Sutra di Param Shiva narrano che a causa di una cospirazione contro Brahma (Saturno) da parte dei suoi figli, un gruppo prevalentemente costituito da entità gerarchiche di Venere e Marte e di Plutone. La ribellione fu portata avanti da Kumara che acquisirono la perfezione mentale nell’ultimo sistema solare, e che ignorarono completamente la legge universale della volontà di fare il bene, unendosi e schierandosi con la cospirazione entità ingannatrici e oscure dei tre Piani inferiori densi del corpo Logos, il Piano Mentale, il Piano Astrale e il Piano Fisico. A capo di questa cospirazione vi fu Marte che governa la Sesta Gerarchia quella dei Pitri o Signori Lunari, e rappresenta la Kundalini latente. Venere e Marte sono descritti dalla mitologia occidentale come amanti. Venere e Mercurio hanno vinto la battaglia contro le forze involutive nei loro Schemi Planetari, e sono pianeti sacri. Marte, la Terra, Plutone e due pianeti velati dal Sole e dalla Luna non lo sono ancora. Proseguendo l’evoluzione, quei pianeti non saranno più velati. Il Logos di un pianeta non sacro ha conseguito tre iniziazioni cosmiche. Il Logos di un pianeta sacro ha conseguito cinque iniziazioni cosmiche, è conscio della vita di Sirio e vi risponde coscientemente, e comincia a rispondere coscientemente all’influsso vibratorio delle Pleiadi. Le Pleiadi - sebbene si ritenga che incorporano l’aspetto materia della manifestazione - in realtà e letteralmente esprimono quel Principio di Vita che chiamiamo vitalità, prana nei suoi vari stadi o gradi, etere o sostanza. I Pianeti sacri tendono a fondere l’aspetto formale con l’anima e farne il suo strumento, mentre i non-sacri agiscono in modo più specifico sulla forma: qui abbiamo una chiave per chiarire la trazione fra le coppie di opposti.
 
Fra Marte e Plutone intercorre un rapporto analogo a quello che lega Terra e Venere. In senso esoterico, Marte è “l’alter ego” di Plutone; l’attività di Plutone, in questo ciclo mondiale minore e in questo momento, ha grande importanza per il suo accostamento esoterico alla Terra, sospintovi dallo stimolo vitale impressogli dall’energia di Marte. Terra, Marte e Plutone formano un interessante triangolo con Venere che, dietro la scena, è come l’anima che spinge la personalità a rapida integrazione (AE 507).
 
È un interessante fatto occulto che la nostra Terra dovrebbe essere ora nella Quinta Ronda o Periodo sul Quinto Globo, parallelamente allo Schema di Venere, ma la Catena Lunare del nostro Schema subì un temporaneo periodo di ritardo del processo evolutivo del nostro Uomo Celeste; ne risultò un temporaneo rallentamento delle Sue attività causando una “perdita di tempo”, se è lecito usare rispettosamente una simile espressione. I Signori dal Volto Tenebroso, ossia le forze innate della materia, prevalsero per un certo tempo, e solo la Quinta Ronda della nostra Catena ne vedrà la sconfitta definitiva (nel Giorno del Giudizio). Anche lo Schema di Venere ebbe il suo campo di battaglia, ma il Logos Planetario di quello Schema vinse le forze antagoniste, trionfò sulle forme materiali, e di conseguenza fu in grado, a suo tempo, di applicare la necessaria stimolazione o accresciuta vibrazione ignea, al nostro Schema Terrestre. È bene riflettere sul fatto che durante la Terza Razza-Radice di questa Catena fu fatto appello a un aiuto esterno e che l’evoluzione del Manas produsse l’individualizzazione, nella forma fisica, dell’Avatar. Il divino Manasaputra, il Signore del Mondo, prese forma Egli stesso per il trascinante impulso del Manas inerente alla Sua natura, ed in modo misterioso ciò fu favorito dall’Uomo Celeste di un altro Schema. La Sua cooperazione fu necessaria (FC 392).
 
Questo è un riferimento molto importante. Solitamente leggiamo dell’opera della Loggia Nera in relazione ai tempi di Atlantide, ma a quanto pare erano molto attivi sulla Catena Lunare. Poiché questi Signori provenivano dal primo sistema solare (dove erano esseri umani avanzati e anche iniziati di primo grado), abbiamo ancora un’altra prova che coloro che si sono sviluppati come esseri umani nel precedente sistema solare, potrebbero essere giunti al Catena Lunare prima di incarnarsi in Lemuria. Sembra che il fallimento del Logos Planetario sulla Catena Lunare non sia stato solo il risultato di una “affrettata compassione”, ma del deliberato lavoro di unità ribelli ed egoistiche che si manifestano sulla Catena Lunare.
 
Il Maestro D.K. ci dice che lo Schema del Signore di Venere era decisamente coinvolto nello sviluppo manasico all’interno dello Schema Terrestre al momento dell’individualizzazione dell’uomo animale sul Quarto Globo della Catena Terrestre, al tempo della Lemuria con la Terza Razza Madre.
 
La Catena Lunare ha una curiosa storia occulta che non può ancora essere divulgata. Ciò la distingue dalle altre Catene dello Schema ed anche da ogni altra Catena in qualsiasi Schema. Una situazione analoga o corrispondente si trova in un altro Schema planetario del sistema solare. Tutto questo è nascosto nella storia di un sistema solare che è unito al nostro entro un anello invalicabile cosmico. Di qui l’impossibilità di parlare ora di questo punto. Ogni Uomo Celeste di uno Schema è un punto focale della forza, del potere e della vita vibratoria di sette meravigliose ENTITÀ, esattamente nello stesso modo in cui i centri di un essere umano sono i punti focali dell’influenza di un corrispondente Prototipo celeste. Quindi il nostro Uomo Celeste è collegato esotericamente ad uno dei sette sistemi solari, ed in questo misterioso collegamento è celato il mistero della Catena Lunare (FC 416). I sette sistemi solari sono divisi in modo analogo a quanto visto per gli Schemi Planetari, sei Schemi, sei sistemi solari sono polarizzati a coppie, positive-negative o maschili-femminili; il Maestro D.K. si riferisce probabilmente al sistema solare di polarità opposta rispetto al nostro. Il mistero è celato nei rapporti cosmici di polarità.
 
Il metodo seguito sulla Catena Lunare quando, per mezzo della forza e dell’energia innate, fu prodotta la congiunzione dei tre Fuochi, ed il Fuoco della Materia venne a contatto col Fuoco dello Spirito mediante la presenza latente dell’ignea scintilla della mente. La scintilla della mente, operando mediante l’istinto, provocò una tale attività nella forma o sostanza materiale da portarla a quelle altezze dove poté entrare in contatto col polo opposto. L’uomo-animale aspirò; lo Spirito rispose; la vibrazione del germe della mente aveva impregnato la sostanza come un lievito. Così la coscienza fu risvegliata. Nel precedente sistema solare, gli Uomini Celesti avevano seguito questo metodo, e questi avanzati Esseri cosmici presero coscienza e padroneggiarono i tre Piani inferiori del Fisico Cosmico, che ora l’uomo si sforza di padroneggiare. Essi si individualizzarono per effetto del lavoro compiuto durante incomprensibili eoni di sforzo (FC 346).
 
Come è detto in vari libri occulti, molti dell’attuale umanità avanzata si individualizzarono nella Catena Lunare, e presero un corpo fisico nella Catena Terrestre solo durante la Quarta Razza-Radice, sfuggendo così all’incarnazione durante le prime tre Ronde e nelle prime due Razze della Quarta Ronda. Nell’intervallo si trovarono sotto l’influenza planetaria del Logos di un altro Schema, e si applicarono durante quell’immenso periodo di tempo ad alimentare la fiamma manasica, sviluppando gli attributi del Manas, cosicché la Razza-Radice Atlantidea li trovò perfettamente atti a quelle condizioni di vita (FC 365). L’abuso del potere vibratorio di un certo centro (sacrale), e la perversione o distorsione della forza a certi fini errati, anziché lungo la linea dell’evoluzione, spiegano in gran parte il mistero della Luna. Certi risultati, quali la scoperta del suo opposto polare, furono indebitamente affrettati sulla Catena Lunare, con la conseguenza dello sviluppo ineguale e del ritardo dell’evoluzione di un certo numero di gruppi di umani e Deva (FC, 414-417). Ciò che sembra chiaro è che la Catena Lunare e la Catena Terrestre esistevano simultaneamente e che la Catena Terrestre non fu creata dopo la disintegrazione della Catena Lunare.
 
La Catena Lunare e quella Terrestre formarono due unità, o due polarità, negativa e positiva. Il punto di fusione fu raggiunto e la Catena Terrestre assorbì o sintetizzò la Catena Lunare, nello stesso senso in cui taluni degli Schemi si fonderanno finché ne rimarranno solo Tre. Perciò la Catena Terrestre è essenzialmente duale nella sua natura, essendo la somma (l’unione di due opposti) di una Catena maschile e di una femminile. Questo è un mistero che è impossibile chiarire ulteriormente, ma è trattato in certi libri occulti, ed indicato da H.P. Blavatsky (FC 414). Questo avvenne probabilmente quando i “semi della vita” inviati in pralaya alla distruzione della Catena Lunare furono trasferiti alla Catena Terrestre, più tardi. Ci viene detto ci viene detto in questo particolare ciclo, l’Uomo Celeste della Terra è in una incarnazione maschile o positiva. È il positivo che attira a sé il negativo, come in un circuito elettrico il flusso elettronico negativo va verso il polo positivo.
 
Figura 1. La fusione della catena Lunare con quella Terrestre
 
 
Supponiamo che un tale processo abbia avuto luogo nella Catena Planetaria Lunare; supponiamo pure, nell’interesse dell’argomento, che la Luna sia molto più vecchia della Terra. Immaginiamo i sei Globi-compagni della Luna — eoni avanti che il primo Globo dei nostri sette fosse evoluto — occupanti fra di loro una posizione simile a quella che occupano adesso i Globi-compagni della nostra Catena relativamente alla nostra Terra. Sarà quindi facile immaginarsi ulteriormente il Globo A della Catena Lunare che anima con i suoi Princìpi il Globo A della Catena Terrestre, per quindi morire; il successivo Globo B della prima trasmette la sua energia al Globo B della nuova Catena; quindi il Globo C della Catena Lunare crea la propria progenie nella Sfera C della Catena Terrestre; infine la Luna (il nostro satellite) riversa nel Globo inferiore della nostra Catena Planetaria — il Globo D, la nostra Terra — tutta la propria vita, la propria energia ed i propri poteri; per cui, avendoli trasferiti ad un nuovo centro, diviene virtualmente un pianeta morto, nel quale è quasi cessata la rotazione fin dal momento della nascita del nostro Globo. La nostra Luna era il quarto Globo della serie e si trovava sul medesimo piano di percezione della nostra Terra (H.P.B. Dottrina Segreta, I, Sezione IX, vol. I, 176-200). Il Globo D terrestre ricevette la vita e i poteri del Globo D Lunare, ma non il suo corpo fisico che divenne l’attuale Luna.
 
Poiché siamo sul Quarto Globo e Quinta Razza Madre, il processo involutivo è praticamente finito e quello evolutivo è all’incirca a metà. Questo periodo sarà caratterizzato dalla scomparsa, o assorbimento, di certe Catene a mano a mano che incontrano i loro opposti polari, con la simultanea comparsa di Catene e Globi più sottili che il principio manasico consentirà all’uomo di vedere. La Catena Lunare sta scomparendo lasciando solo un corpo in disgregazione; la vita del Secondo e del Primo Logos ne è stata ritirata, e non vi rimane che la vita latente della materia. Simultaneamente Nettuno è sorto all’orizzonte ed ha preso il suo posto come una delle sette Catene di manifestazione del Logos Planetario. Noi qui parliamo della Catena di Nettuno dello Schema della Terra.
 
Il mistero della Luna è il mistero dell’insuccesso. Alcune brevi indicazioni possono essere offerte alla riflessione dello studioso.
 
·    La Catena Lunare fu una catena in cui si registrò un insuccesso sistemico.
·    Essa è collegata ai principi inferiori che H.P. Blavatsky ha affermato essere ormai superati.
·    La degenerazione sessuale del nostro pianeta ha la sua origine nell’insuccesso lunare.
·    Il progresso dell’evoluzione sulla Luna fu bruscamente fermato ed interrotto dal tempestivo intervento del Logos Solare (FC 415-416).
 
La Catena Lunare era collegata ai quattro principi inferiori, cioè il corpo fisico denso, il corpo eterico, il prana, il Kama-Rupa. Come la Luna è soppiantata, anche questi principi inferiori o irrazionali sono superati. Il nostro Logos Solare interruppe l’evoluzione sulla Catena Lunare arrestandolo del tutto, ecco perché il fallimento della Catena Lunare fu davvero un fallimento sistemico.
 
Poiché come ci viene detto la degenerazione sessuale del nostro pianeta ebbe la sua origine nell’insuccesso lunare, possiamo ipotizzare che all’interno della Catena Lunare, l’abuso del centro sacrale e la perversione dell’energia sessuale, abbiano creato mostruosità attraverso l’uso errato di questa energia. La Luna è legata alla follia, sappiamo che dobbiamo proteggere la nostra testa dalla luce lunare con un copricapo, perché essa è dannosa e induce a generare un’immaginazione malata (la firma della follia). Le influenze della luna sono interamente psicofisiologiche. H.P. Blavatsky ci dice che la Luna è morta, ed emette emanazioni nocive, come un cadavere. Vampirizza la Terra e i suoi abitanti, di modo che chiunque dorme sotto i suoi raggi, soffre, perdendo un poco della sua forza vitale. Un telo bianco è una protezione, i raggi non passandovi attraverso, e la testa in particolare dovrebbe essere così protetta. Si dice che i Rakshaka[2] di Lanka, esotericamente i Signori dal Volto Tenebroso, gli stregoni di Atlantide, avessero sottomesso la luna. Le streghe della Tessaglia appresero da loro la propria Magia. Questo per dire che la magia nera proviene dalla Luna e dai suoi Oscuri Istruttori. L’origine della lotta tra i Signori dal Volto Tenebroso e la Fratellanza della Luce, che trovò il suo campo d’attività ai giorni dell’Atlantide e durante l’attuale Razza-radice, risale alla Catena Lunare.
 
Il segreto della sofferenza nella Catena Terrestre, che le fa meritare il nome di Sfera della Sofferenza, ed il mistero della lunga e penosa vigilanza del GUARDIANO SILENZIOSO derivano dagli eventi che condussero la Catena Lunare ad un terribile punto di crisi. Condizioni di dolore e di sofferenza come quelle del nostro pianeta non vi sono, in grado analogo, in nessun altro Schema. Questo è tutto ciò che è possibile rivelare in questo momento, e che in buona parte non era stato finora permesso di pubblicare (FC 417).
 
Vashisht Vaid scrive che Vulcano (Vishwakarma) vela la Luna e quello che ora è il nostro o satellite originariamente apparteneva a una Catena planetaria dello Schema di Vulcano, il Primo Raggio o Aspetto.
 
Nell’astrologia esoterica il suo (la Luna) è visto come un effetto mentale di un’antichissima e poderosa forma-pensiero; ma la Luna non ha qualità proprie e nulla da trasmettere alla Terra. Lo ripeto: la Luna è una forma morta; senza nessuna emissione. Ecco perché in antichi insegnamenti si dice che la Luna “vela Vulcano o Urano”. È un’allusione sempre esistita e gli astrologi farebbero bene a considerare (invece della Luna) Vulcano, quando trattano con uomini di poca o modesta evoluzione, e Urano quando considerano i più progrediti. Scopriranno qualcosa di convincente e interessante (AE, 13). Vulcano è finora rimasto invisibile, ma il suo potere ha progressivamente sostituito quello lunare, poiché la personalità o lato forma della vita scompare alla luce radiante del Sole, l’anima (AE, 132). Un pianeta non è che il corpo di un Logos planetario, un corpo di natura eterica mediante cui il Logos si esprime costruendo sull’impalcatura eterica un veicolo di manifestazione.
 
Nella Catena della Luna, l’evoluzione graduale dell’autocoscienza avvenne secondo la legge naturale, nel più materiale della triplice natura inferiore del Logos Planetario. Riguarda soprattutto l’autocoscienza del Logos nel Suo corpo fisico denso e la sua polarizzazione in esso. Parte del mistero del male sta nella prontezza di talune di queste entità cosmiche, in particolare il Logos Planetario nella Catena Lunare, a rimanere polarizzati nel corpo fisico eterico dopo aver dominato apparentemente l’aspetto materiale od ottenuto il dominio del Terzo Fuoco (per Attrito) in un sistema precedente. Vi è qui un suggerimento per lo studioso accorto circa il male attuale su questo pianeta (FC 721).
 
Nelle antiche mitologie la Luna a volte è definita come il Signore della Nascita o il Signore della Generazione. Sappiamo che la Luna vela Vulcano per gli uomini di poca o modesta evoluzione e Urano per i più progrediti, e poiché Urano ha potere sul Centro Sacrale, fonte del potere sessuale, Luna e potere generativo sono connessi. Ciò e visualizzato nel simbolo del 2° Chakra Svadhisthana, nella corona centrale è posta una falce lunare nella quale è inserito un coccodrillo con coda di pesce o in sanscrito Makara, simbolo associato al segno di Capricornus e al suo opposto Cancer, ossia alla forza che manifesta e alla sensazione psichica.
 
Figura 2. La luna e il Chakra Svadhisthana
 
 
Il Maestro D.K. ci spiega che il vero significato dell’ottava sfera relativamente alla sostanza densa è l’effetto delle varie lune su uno Schema Planetario. Ogni luna è occultamente un “punto di corruzione”, ossia ciò che si dissipa in gas nocivi. Nel loro caso la trasmutazione della forma è proseguita fino ad un punto in cui tutto quanto rappresenta l’energia vitale è stato abbandonato, tutta la vita solare è sparita, non resta alcun residuo d’energia pranica, e ciò che si vede è semplicemente la decomposizione del corpo fisico, decomposizione che avviene sui livelli eterici come su quelli fisici. La decomposizione di una luna ha un grande effetto malefico su tutto quello che con essa viene in contatto, così come sulla terra un corpo in decomposizione lo ha sull’ambiente circostante. È occultamente “offensivo”. Quando sarà raggiunta la Settima Ronda, l’effetto nocivo della Luna (che sarà praticamente scomparsa ad ogni effetto) sarà finito. Durante la Quinta Ronda gli uomini scopriranno il modo di neutralizzare gli effetti residui, grazie a risultati scientifici ed alla conoscenza dei suoni e mantram necessari, e così gran parte del male sarà neutralizzato (FC 795).
 
 
 
LE SETTE CATENE DELLO SCHEMA DELLA TERRA
 
 
Lo Schema della Terra mostrato nella Carta VII è composto di Sette Catene distinte con un numero e il nome di un pianeta, che non deve essere confuso col pianeta stesso, ma è solo un riferimento, perché con lo stesso nome si individua lo Schema evolutivo del pianeta. Il Maestro D.K. dice che quando questo soggetto sarà studiato più ampiamente si troverà consigliabile indicare le Catene coi loro numeri, tralasciando i nomi che si usano attualmente. È bene sapere che:
 
·        Ciascun Globo di una Catena è collegato occultamente con la Catena e con lo Schema che hanno il medesimo numero. Per esempio, il Globo 2, la Catena 2 e lo Schema 2 durante la seconda Ronda sono particolarmente collegati e vitalizzati, e sono il punto focale dell’attenzione speciale da parte del Logos di quello Schema. Similmente (sempre come esempio) il Globo 2 e la Catena 2 durante la seconda Ronda di qualsiasi Schema, come per esempio il quinto, sono allineati o collegati esotericamente col secondo Schema. Questo offre l’opportunità alle unità del corpo di ogni Logos di passare sotto l’influenza di un altro Logos, ed entro la sua radiazione vibratoria. (FC 365). La chiave del mistero è nascosta nel fatto che tra il numero di un Globo in una Catena e la sua Catena corrispondente esiste un metodo di comunicazione. Lo stesso è vero anche della corrispondenza tra una Catena di Globi e uno Schema che ha il medesimo numero (FC 299).
 
·        Ognuno dei Sette Uomini Celesti si manifesta mediante un Pianeta. Essi influenzano:
 
 a. Qualche Globo nella Catena      b. Qualche Piano               c. Qualche Ronda.
 d. Qualche periodo mondiale        e. Qualche Razza-radice      f. Qualche sottorazza.
 g. Qualche razza-ramo                h. Qualche gruppo             i. Qualche unità umana.
 
I Tre Aspetti o Attributi della materia Inerzia, Mobilità e Ritmo, sono conosciuti in oriente con il nome di Guna, e poiché i Globi, le Catene sono composti di materia ognuno di questi è “colorato” da una dalle tre Guna. Queste qualità della materia sono i rivestimenti corporei dei Tre Raggi Maggiori e delle Tre Persone della Divinità: sono le qualità della coscienza materiale, intelligente e divina. Nel Trattato sul Fuoco Cosmico (FC 1148) è posto l’accento sulle qualità delle “Tre Guna” della materia che caratterizzano i Globi, le Catene e gli Schemi. Sono le caratteristiche predominanti degli Schemi Planetari.
 
o   Prima catena                                   Archetipa.
Ø  Seconda catena                       Ritmo (Sattva).
·        Terza catena                    Mobilità (Rajas).
v  Quarta catena          Inerzia (Tamas)
·        Quinta catena                  Mobilità (Rajas).
Ø  Sesta catena                            Ritmo (Sattva).
o   Settima catena                               Perfezione.
 
Le sette catene svolgono la loro azione partendo dal Primo Piano, giungendo al Settimo Piano quello Fisico, per poi terminare sul Primo Piano.  La prima Catena (C1), che agisce sui quattro Piani superiori, ha il Globo più denso G4, cioè D, sui sottopiani inferiori del Buddhico. La seconda Catena (C2) ha il Globo più denso sui sottopiani inferiori del Mentale. La terza Catena (C3) ha il Globo più denso sui sottopiani inferiori dell’Astrale. La quarta Catena (C4) ha il Globo più denso sui sottopiani inferiori del Fisico. Ci viene detto che il nostro Globo, il quarto della Catena della Terra G4, può essere considerato il Globo del dolore, perché attraverso di esso il nostro Logos Planetario sta subendo quello che il mistico chiama “la Crocifissione”. La sofferenza (e il suo superamento) richiede un corpo astrale, oltre che un veicolo mentale e buddhico. Infatti la Catena C4 è stata disegnata occupante i quattro Piani Inferiori, dal Buddhico al Fisico.
 
Nel Trattato sul Fuoco Cosmico vengono forniti due Carte, la VI, cioè il Settenario Solare, e la VII cioè lo Schema della Terra (FC 384). Osserviamo innanzi tutto che nei diagrammi per i singoli Schemi Planetari sia le Catene e sia i Globi, sono aggregati in figure geometriche lasciando allo studioso meditare ed effettuare le giuste valutazioni, perciò le considerazioni seguenti sono unicamente imputabili allo scrivente[3].
 
Nel 4° Schema dell’evoluzione del Logos Terrestre le sette Catene sono ordinate, in due gruppi, uno di quattro C3-C4-C5-C6, e uno di tre C1-C2-C7, disposti geometricamente a quadrato e a triangolo. Poiché il quadrato racchiude il triangolo l’aspetto quaternario, cioè la forma, predomina sul triangolo, sull’aspetto spirito, d’altronde la Catena C4 è quella posizionata più in basso. Il ciclo involutivo parte dalla catena C1 e termina con la Catena C4, per divenire poi evolutivo da C5 a C7.
 
Il Maestro D.K. ci dice che attualmente il processo involutivo è praticamente finito e quello evolutivo è all’incirca a metà. Questo periodo sarà caratterizzato dalla scomparsa, o assorbimento, di certe Catene a mano a mano che incontrano i loro opposti polari, con la simultanea comparsa di Catene o Globi più sottili che il principio manasico consentirà all’uomo di vedere (FC 415).
 
Le Catene discendenti involutive hanno polarità negativa crescente rispetto alle corrispondenti Catene ascendenti o evolutive che risultano positive. La disposizione i due gruppi ci suggerisce che questi hanno tra loro polarità diverse, il gruppo di quattro a polarità negativa, il gruppo di tre a polarità positiva.
 
Polarità Catene C3, C4, C5, C6, disposte a quadrato.
 
·        Polarità coppia Catene Saturno Mercurio C3-C5. La Catena C3 è a polarità negativa (ꟷ) e la Catena C5 è a polarità positiva (É), formano una coppia Astrale, perché hanno il Globo più denso nel Piano Astrale. La materia dei sottopiani inferiori del Piano Astrale è elevata verso quelli superiori, il desiderio è purificato. Se il ragionamento è corretto, il quarto Globo G4 della quinta Catena C5 dovrebbe essere posizionato nei tre sottopiani superiori. Lo stesso dovrebbe avvenire per le Catene C6 e C7.
 
·        Polarità coppia Catene Marte Terra C6-C4. La Catena C6 (É) ha polarità positiva rispetto alla Catena C4 (ꟷ), il punto più basso dello Schema. La Catena C4 del Piano Fisico si eleva verso la Catena C6 del Piano Mentale Superiore. Il Globo inferiore G4 della sesta Catena C6 nel Piano Mentale inizia a dominare la sua forma fisica.
 
Figura 3. Disposizione geometrica delle Catene del quarto Schema Planetario
 
 
Polarità Catene C1, C2 e C7, disposte a triangolo.
 
·        La Catena C1 di Nettuno, l’inizio della manifestazione è negativa, C7 di Giove, la fine della manifestazione è positiva. La Catena C1 è negativa (ꟷ) rispetto alla Catena C2 Venere (É/ꟷ) entrambe negative rispetto alla Catena finale C7 Giove (É) che è positiva. Il Mentale inferiore, rappresentato dal quarto Globo della Catena C2, viene attirato dal quarto Globo sull’arco di risalita o ritorno di C7, che dovrebbe essere riposizionato sul Buddhico superiore; si riuniscono così i due aspetti del Mentale e del Buddhico dell’inizio e della fine dello Schema S4.
 
Nella Carta VII del Trattato sul Fuoco Cosmico riferita allo Schema S4 della Terra le Catene C1 di Nettuno e C7 di Giove sono state geometricamente disegnate con i sette Globi disposti a cerchio, e nessun’altra figura geometrica, i Globi si alternano l’uno all’altro.
 
La Catena C3 di Saturno è stata disegnata su un perfetto esagono con un Globo di sintesi al Centro, è una copia di ciò che avviene con i sei schemi sintetizzati in Saturno, il Terzo aspetto, l’Intelligenza Attiva e Creatrice.
 
La Catena di Marte C6 ha una disposizione dei Globi triangolare, tre Globi all’interno di un triangolo hanno dimensioni maggiori rispetto agli altri quattro Globi, per affermare la divisione in tre superiori e in quattro inferiori. Sono stati disegnati due triangoli uno riferito ai tre Globi maggiori, l’altro ai tre Globi minori. Inoltre sei Globi sembrano uscire dal centro del triangolo, anch’esso un Globo, formando una stella a tre punte.
 
Nella Carta VII solo le Catene di Venere C2, Terra C4 e Mercurio C5, hanno indicazione sul nome dei Globi, lo studioso è invitato a focalizzarsi su tali Catene. La quarta Catena C4 della Terra ha tre Globi con i nomi planetari: Venere G2, Terra G4 e Mercurio G6. La seconda Catena C2, con un solo nome di Globo Mercurio G5. La quinta Catena C5, anch’essa con un solo nome di Globo, Mercurio G5. In pratica con questi tre nomi è posto l’accento sulla triangolazione Venere-Terra-Mercurio.
 
A metà della quinta Ronda il Logos di Mercurio S5 formerà con il Logos dello Schema di Venere S2 e con quello della nostra Terra S4 un temporaneo triangolo di forza. Questa è una conoscenza a cui finora è stato solo possibile accennare, ma che tuttavia il mondo, in questa quinta sottorazza e quarta Ronda, è ora preparato a ricevere; essa contiene la soluzione del mistero di questa Ronda (FC 371).
 
A quel punto il nostro Logos Planetario avrà conseguito l’iniziazione (la seconda Cosmica) che presentemente è la Sua meta; la quinta Ronda dello Schema di Venere sarà al termine, e lo Schema di Venere S2 comincerà a passare in oscurazione, preparandosi a trasferire la sua vita al pianeta di sintesi con cui è collegato; Mercurio S5 raggiungerà l’apoteosi del compimento, e con Marte S3 e la Terra S4 formerà un triangolo sistemico. Qui parliamo di Schemi, non di Catene (FC 390).
 
Catena C2 di Venere. Cinque Globi G1, G2, G3, G5, G6, sono disposti a pentagono il Globo G7 al centro della figura, e il Globo, G4 disegnato più piccolo, fuori dal pentagono, che triangola con i G5 e G6. Il pentagono con l’aggiunta del Globo G4 diventa un esagono non regolare, d'altronde i Pitagorici affermavano che a Venere è associato il numero Sei, l’unione dei due opposti. L’ordine dei Globi è circolare, l’ultimo G7 è disposto al centro della figura, realizzando così una spirale. I Globi G3-G4-G5 formano un triangolo, e poiché ciascun Globo di una Catena è collegato occultamente con la Catena e con lo Schema che hanno il medesimo numero, il Globo G3 è sotto l’influsso della Catena C3 di Saturno, il Globo G5 è sotto l’influsso della catena C5 Mercurio, e il Globo G4 in relazione con la Catena C4 della Terra.
 
Catena C5 di Mercurio. I Globi della Catena successiva alla nostra, formano una figura complessa, sono disposti secondo tre triangoli: i due opposti 1-2-3 e 2-3-6 equilibrano le loro polarità formando un rombo; il terzo triangolo 1-4-7 è disegnato con i Globi G4 e G7 più grandi come per il Globo G5 all’interno del triangolo 2-3-6, l’unico a cui è stato dato un nome, Mercurio. Il Globo G5 di Mercurio posto nel Piano Mentale superiore è il più importante della Catena.
 
Catena C4 della Terra. I Globi sono disposti come per le Catene del quarto Schema S4 della Terra, un triangolo all’interno di un quadrato, ma con i triangoli opposti. Forse si vuole indicare che la Catena C4 è l’ombra dello Schema S4 di Saturno. Il triangolo interno è formato dai Globi G3-G4-G5, che fino al Giorno del Giudizio della metà della quarta rondo o Globo, assumono un’importanza evolutiva spirituale.
 
Figura 4. Disposizione geometrica dei Globi nella quarta catena dello Schema Evolutivo della Terra  
 
 
La quarta Catena C4 dello Schema S4 della Terra ha tre Globi con i nomi planetari: G2 Venere, G4 Terra, G6 Mercurio. Il Globo G2 è sul Piano Buddhico, G4 sul Piano Fisico e G6 sul Piano Mentale. Dal Buddhico (ꟷ) al Fisico (É/ꟷ) e poi l’ascesa al Mentale superiore (É).
 
Venere è il veicolo dell’Amore, Mercurio quello della Saggezza, Venere-Mercurio è Amore Saggezza, la qualità del Secondo Raggio. Mercurio e Venere sono nel processo di trasmutazione; il principio manasico di entrambi questi schemi ha raggiunto un alto grado di sviluppo, e si sta trasmutando in Amore-Saggezza. Quando i tre quinti delle unità (Deva e Uomini) che compongono i veicoli di un Logos Planetario saranno entrati sul Sentiero, allora il processo di trasmutazione sarà avviato (FC 403).
 
Il rapporto tra Venere e la Terra è nascosto nel numero. Lo Schema e il Logos di Venere hanno polarità negativa, rispetto alla Terra e al suo Logos, e perciò fu possibile il misterioso assorbimento, da parte della Terra, della forza di Venere. Il legame karmico tra i due Uomini Celesti della Terra e di Venere - uno in incarnazione positiva e l’altro in incarnazione negativa - produsse l’estinzione di un vecchio debito e determinò un’alleanza planetaria. La luce divampò nei giorni della Lemuria in numerosi grandi gruppi della famiglia umana, quando questi due poli opposti si collegarono elettricamente.
 
Occorse il lavoro congiunto dei due Uomini Celesti operanti sui livelli buddhici (il quarto Etere cosmico) per produrre il risplendere della luce del Manas nei gruppi causali sul quinto piano gassoso cosmico, il Piano Mentale del sistema solare (FC 324). Al tempo della Lemuria vi fu un periodo di stretta interazione che produsse l’incarnazione sul pianeta fisico del Logos del nostro Schema, il Capo della Gerarchia e l’Iniziatore Unico. Questo non sarebbe potuto avvenire se il Logos Planetario di Venere non fosse stato in grado di collegarsi strettamente con il nostro. La venuta dei Signori della Fiamma sul pianeta Terra ha una relazione profonda, come detto sopra, con il rapporto esistente tra l’Uomo Celeste dello Schema della Terra S4 ed il Signore dello Schema di Venere S2. Sappiamo che la chiave del mistero è nascosta nel fatto che tra il numero di un Globo in una Catena e la sua Catena corrispondente esiste un metodo di comunicazione. Lo stesso è vero anche della corrispondenza tra una Catena di Globi e uno Schema che ha il medesimo numero. L’influsso più forte è quello che avviene con lo stesso numero cioè il 2, da Venere. Sanat Kumara, il nostro Logos Planetario giunse nella Catena Terrestre nel Globo G2 denominato di Venere.
 
Il Logos Planetario del nostro Schema è chiamato “il primo Kumara”, l’Iniziatore Unico, e si afferma che sia venuto su questo pianeta da Venere, “il Primario della Terra” (FC 366). L’affermazione che il grande Kumara, o Iniziatore Unico, venne a questo pianeta da Venere, è vera in quanto esprime il fatto che Egli venne su questo pianeta denso (il quarto) nella quarta Catena dalla seconda Catena C2 chiamata la Catena di “Venere”. Egli venne attraverso il secondo Globo G2 della nostra catena C4 (FC 371). Lo Schema di Venere S2, considerato come centro logoico, è più attivo del nostro, e perciò il suo magnetismo radiante è assai più esteso. La sua irradiazione è tale che, sul Piano Buddhico, comprese nel suo raggio d’influenza magnetica quella Catena del nostro Schema che è composta predominantemente di materia buddhica. Quindi, attraverso questa Catena, magnetizzò il Globo corrispondente della nostra Catena, e da questo risultò una specifica vivificazione dello stesso pianeta denso (FC 368).
 
Figura 5. Rapporti tra i Globi delle Catene del quarto Schema Planetario
 
 
Con le ipotesi della disposizione delle sette Catene sui sette Piani, il numero maggiore di Globi delle sette Catene è dodici sul Piano Atmico per C1 e dodici sul Piano Buddhico, per la Catena di Venere C2. L’affermazione del Maestro D.K. rafforza l’ipotesi questo tipo di disposizione delle sette Catene su sette Piani. La Catena della Terra C4 copre i quattro Piani inferiori e ha due Globi sul Piano Buddhico.
 
Nella Carta VII vi sono due collegamenti tra le Catene C2 e C4, e precisamente i Globi G2 e G3 della Catena C4 con il Globo G6 della Catena C2. La Catena C6 è di Marte, mentre lo Schema S6 è di Giove.
 
La Carta VII evidenzia un triangolo (in figura giallo) tra i Globi G5 delle tre catene C2 Venere, C4 Terra e C5 Mercurio, inoltre due Globi G5 delle Catene di Venere e Mercurio hanno assegnato il nome di Mercurio. Il triangolo tra i Globi G5 delle tre Catene o impone l’attenzione dell’opera di Mercurio Signore del quinto Schema S5, sul nostro quinto Globo posto sul Piano Astrale, il nostro successivo Globo.  Le Catene di Venere C2, di Mercurio C5 formano anch’esse una triangolazione con la Catena della Terra C4.
 
Dobbiamo riconoscere un altro triangolo entro lo Schema Terrestre, tra la Catena della Terra C4, la Catena di Venere C2, e la Catena di Mercurio C5; ma questo triangolo riguarda esclusivamente i centri del Logos planetario del nostro Schema (FC 390). Notiamo che questo triangolo di Catene C5-C2-C4 è un riflesso dello stesso tipo di triangolo che si verifica sul livello dello Schema e il riferimento a cui è citato sopra (FC 371).
 
Occorre segnalare una formazione sistemica molto importante nella prossima Ronda G5, che porterà tre Schemi:
 
·      Della Terra S4;
·      Di Marte S3;
·      Di Mercurio S5.
 
In una posizione reciproca tale che ne conseguiranno i seguenti risultati:
 
1.   Sarà formato un triangolo sistemico.
2.   Il Kundalini logoico circolerà liberamente tra questi tre punti.
3.   Un certo grande centro logoico sarà vitalizzato, e l’attenzione del Kundalini logoico passerà dal triangolo presentemente in via di formazione (Terra, Venere ed uno Schema il cui nome non può essere detto) all’altro triangolo (FC 390).
 
La formazione di questo particolare triangolo sistemico S4-S3-S5 è riferita al “Giorno del Giudizio”. Ci è detto (FC 182) che al momento si sta vivificando un triangolo tra Saturno, Venere e la Terra e che la Kundalini logoica rivolge la sua attenzione a Urano e Saturno. Saturno rappresenta il centro della gola, Venere corrisponde al centro del cuore, Mercurio rappresenta Kundalini in attività intelligente, mentre Marte rappresenta Kundalini latente nel corpo logoico. Il Kundalini logoico, durante il nostro quinto Globo G5 o Ronda, stimolerà anche Marte e Mercurio. Il nome del terzo pianeta è probabilmente Saturno. La stimolazione della Terra continuerà mentre il Logos Solare sta apparentemente lavorando attraverso un processo iniziatico che coinvolge lo Schema della Terra S4.
 
 
[1] http://makara.us/02tcf/commentary/s4/s4s8.htm
[2] Re di Rakshasa era il grande demone dalle dieci teste Ravana, nemico di Rama.
[3] Vincenzo Pisciuneri.
 
Sapienza Misterica
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