Lez.12 - Fohat l'Igneo Turbine - Sapienza misterica

SAPIENZA MISTERICA
Sapienza Misterica
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La Stanza V del Libro di Dzyan descrive il processo della formazione dei mondi. Prima la Materia Cosmica diffusa, poi “l’Igneo Turbine”, il primo stadio della formazione della nebulosa. Questa nebulosa si condensa e, dopo essere passata attraverso varie trasformazioni, forma un Universo Solare, una Catena Planetaria o un singolo Pianeta, secondo i casi.
 
I Sette Primordiali, i primi sette aliti del Drago di Sapienza producono a loro volta, dai loro santi aliti roteanti, l’Igneo Turbine[1].
 
I sette primordiali sono i primi Sette Sublimi Signori emanati dall’Uno Primordiale, detto anche Drago di Sapienza. Il Drago, secondo la cultura orientale, rappresenta lo scorrere dell’energia. In questo caso, sta a significare il propagarsi e il diffondersi dell’Energia Primordiale emanata dall’Uno Indifferenziato.  Drago è detto di Sapienza, perché è da esso che si sono formate le intelligenze degli spiriti formatori e, man mano, tutte le intelligenze da esse derivanti. La Sapienza è la conoscenza totale che deriva dalla saggezza cioè la capacità di agire nel modo migliore e più consono alle leggi naturali di equilibrio e generazione. L’Igneo turbine è la polvere cosmica incandescente che segue il pensiero dirigente delle Forze Creative.
 
Essi fanno di lui il messaggero della loro volontà. Il Dzyu diviene Fohat: il rapido figlio dei figli di Dio, i cui figli sono i Lipika, corre incombenze circolari. Fohat è il corsiere, il pensiero e il cavaliere. Egli passa come il fulmine attraverso le ignee nubi; egli fa tre e cinque e sette passi attraverso le sette regioni di sopra e le sette di sotto. Egli alza la sua voce e chiama le innumerevoli scintille e le unisce insieme[2].
 
Quanto descritto nella Shloka precedente avviene grazie a Fohat. I “Sette Primordiali” si servono di Fohat come loro Veicolo, per cui Fohat è chiamato il “Messaggero della loro Volontà“, l’Igneo Turbine. Dzyu è l’unica Conoscenza Reale, l’energia del Pensiero Divino che agendo tramite Fohat che correndo in modo circolare causa il movimento e l’aggregazione della materia.
 
Questo procedimento è attuato attraverso 14 livelli energetici in cui è divisa la manifestazione. I 7 di sopra, che sono i livelli immanifesti e i 7 di sotto che sono la loro controparte immanifesta. Ad ogni parte materiale corrisponde una controparte energetica, dalla quale essa viene generata. Non è quindi l’energia che esiste quale emissione della materia, ma quest’ultima che può esistere solo perché derivante da una sua equivalente sul piano delle energie più sottili. La materia è la momentanea manifestazione posta tra due piani energia. Dall’energia deriva e ad essa ritorna.
 
Le Sette Regioni di Sopra sono il mondo che sarà attraversato da Fohat con 3, 5, 7 passi. Anche il Vishnu del Rig Veda attraversa le sette regioni dell’universo con tre passi e avvolge tutte le cose con la polvere (dei suoi raggi). I passi sono le sette sfere abitate dall'uomo, le sette regioni della Terra, i sette globi della catena planetaria, i sette mondi.
 
I Tre passi possono essere letti anche come la discesa dello Spirito nella Materia, il Logos che cade nello Spirito, l’Anima che occupa il corpo fisico come Vita. In questo senso, Fohat attraversa le regioni più basse, e quindi si parla delle Sette Regioni di Sotto che, come sono, sono la controparte di quelle superiori, la loro ombra, la loro manifestazione.
 
I “Passi” si riferiscono tanto ai Principi cosmici quanto a quelli umani — consistendo questi ultimi, nella divisione exoterica, di tre Principi (Spirito, Anima e Corpo), e nei calcoli esoterici di Sette — tre raggi dell’Essenza e quattro Aspetti. L’essere superiore o spirituale è composto di tre “principi” o aspetti, e di un quaternario inferiore o fisico composto di quattro principi – in tutto sette. I Principi sono numerati in senso inverso ai piani il settimo principio è il più elevato, lo Spirito. Atma è il settimo principio.
 
Tre, cinque e sette sono i vari momenti progressivi della formazione attraverso i vari piani. Fohat, in India, è collegato con Vishnu e Sûrya il Sole, nel carattere primordiale attribuito al primo di questi Dèi, poiché nel Rig Veda Vishnu non è un dio superiore. Il nome di Vishnu deriva dalla radice vish, “pervadere”, e Fohat è chiamato il “Pervadente” ed il Manufattore perché esso plasma gli atomi della materia greggia. Vishnu è una manifestazione dell’Energia Solare, ed è descritto che “attraversa le sette regioni dell’Universo in tre passi”, Il terzo, il quinto ed il settimo sono tre piani basilari della formazione.
 
R. Skinner, un dotto massone scrive: “Vi sono 3, 5, e 7 passi per indicare un percorso circolare”. Tre, cinque e sette sono numeri mistici, e l’ultimo ed il primo sono altamente venerati, essendo ovunque il Triangolo, un simbolo della Divinità. I Tre Passi si riferiscono metafisicamente alla discesa dello Spirito nella Materia, al Logos che cade come un raggio nello Spirito, quindi nell'anima, e finalmente nella forma fisica umana, nella quale diviene Vita.
 
In particolare il tre va riferito al concetto della Trinità, il momento in cui si comincia a manifestare l’Energia Madre. Il cinque è il momento della formazione del tessuto spazio-temporale, in cui sono inserite le leggi dello spazio e del tempo. Il sette è il piano inferiore, riferito alla formazione della materia. Sta quindi a significare che Fohat agisce attraverso tutti i piani, da quello Divino a quello materiale, da quando ha cominciato a formarsi la base che avrebbe dato corso all’Universo alla formazione della materia. “Le sette Regioni Disopra e le sette Regioni Disotto” si riferiscono a tutto quello che costituisce l’Universo: il piano del Visibile o materiale ed il piano dell’Invisibile o spirituale.
 
H.P. Blavatsky in Cosmogenesi spiega che Fohat è la forza costruttiva dell’Elettricità Cosmica, una forza duale e che si dice metaforicamente che Fohat, dalla testa di Brahma, “dal Cervello del Padre e dal Seno della Madre”, e che si sia quindi trasformato in Maschio e Femmina, cioè polarizzato in elettricità positiva e negativa. Egli ha Sette Figli che sono suoi Fratelli. Fohat è costretto a rinascere continuamente ogni volta che uno dei suoi “Figli-Fratelli” vengono a troppo stretto contatto — per abbracciarsi oppure per combattersi. Per evitare ciò, egli unisce e lega insieme quelli di natura diversa e separa quelli che hanno un temperamento simile. Ciò si riferisce naturalmente all’Elettricità generata mediante Frizione, cioè al Fuoco per Frizione, e alla legge di attrazione fra due oggetti di polarità opposta ed a quella di repulsione fra due oggetti di polarità simile. I sette Figli-Fratelli rappresentano e personificano però le sette forme di magnetismo cosmico, chiamate, nell’Occultismo: le “Sette Radicali”, la cui progenie cooperante ed attiva comprende, fra le altre energie, l’Elettricità, il Magnetismo, il Suono, la Luce, il Calore, la Coesione, ecc.
 
Fohat fa cinque passi e costruisce una ruota alata ad ogni canto del quadrato per i Quattro Santi ... e i loro eserciti[3].
 
I “Passi”, si riferiscono tanto ai Princìpi cosmici quanto a quelli umani, da un punto di vista cosmico, i “Cinque Passi” di Fohat si riferiscono ai cinque piani superiori della Coscienza e dell’Essere (il sesto e il settimo appartengono al piano emozionale e al piano fisico). Le Ruote sono centri di forza, intorno ai quali la materia cosmica primordiale si espande e, passando attraverso tutti i sei stadi di consolidazione, diviene sferoidale e finisce con il trasformarsi in globi o sfere.
 
Fohat, discendendo dalla Matrice Prima, si esprime per i cinque livelli che costituiscono il continuum spazio-temporale, andando a formare la materia: il quadrato. Il quadrato rappresenta il mondo materiale. Per far sì che questi possa essere costruito, sono formate le quattro energie che costituiscono i vari aspetti della materia, assimilate ai quattro aspetti dei punti cardinali.
 
Quattro “Ruote Alate ad ogni angolo … per i Quattro Santi ed i loro Eserciti (Legioni). Questi aspetti, con i quali si manifesta la natura, corrispondono anche ai quattro elementi e ai “quattro volti di Dio” menzionati nella Bibbia. Ad ognuno di questi punti corrisponde un reggitore spirituale. Sono questi i Quattro Mahârâja” o grandi Re dei Dhyân Chohan, i Deva che presiedono ciascuno a uno dei quattro punti cardinali[4]. Sono i Reggenti o Angeli che regnano sulle Forze Cosmiche del Nord, del Sud, dell’Est e dell’Ovest, e ognuna delle Forze ha proprietà occulte distinte. Sono forze che sono presenti nella terra, come caratteristiche di espressione delle energie della materia, ma sono anche le forze che consolidano i corpi celesti.
 
“Ed i loro eserciti”. Vi sono tre gruppi principali di Costruttori ed altrettanti di Spiriti Planetari e di Lipika; ogni gruppo è suddiviso a sua volta in sette sotto-gruppi. I Costruttori sono i rappresentanti delle prime Entità “Nate dalla Mente”, quindi dei primordiali, i Sette Sephiroth separati dalla prima Triade. Il Secondo gruppo di Costruttori è quello degli Architetti esclusivamente della nostra Catena Planetaria; ed il Terzo è il Progenitore della nostra Umanità - il prototipo macrocosmico del microcosmo.
 
I Lipika circoscrivono il triangolo, il primo cubo, il secondo è il pentacolo dentro all’uovo. E’ l’anello chiamato “non passare” per coloro che discendono e salgono; che durante il Kalpa progrediscono verso il gran giorno “Sii con noi”... Così furono costruiti l’Arûpa e il Rûpa: dall’una luce, sette luci, da ognuna delle sette, sette volte sette luci. Le ruote vigilano l’anello...[5]
 
I Lipika sono gli Spiriti dell’Universo, mentre i Costruttori sono soltanto le divinità planetarie. I Lipika circoscrivono il mondo manifestato della materia entro i limiti dell’Anello “Invalicabile” il Triangolo “3”, il Primo “1”, il Cubo “4”, il Secondo Uno “1”, il Pentacolo “5”, cioè il 31415, dentro il Cerchio, l’Anello Invalicabile. Questo mondo è il simbolo oggettivo dell’Uno diviso nei Molti, il secondo Uno, infatti, il simbolo del Cubo indica il volume, il mondo oggettivo, il cui modello è il quadrato “4” il mondo soggettivo. I Costruttori sono i rappresentanti delle prime Entità “Nate dalla Mente”, sono essi che costruiscono, o piuttosto ricostruiscono, ogni “Sistema” dopo la “Notte”. Il Secondo gruppo di Costruttori è quello degli Architetti esclusivamente della nostra Catena Planetaria; ed il Terzo è il Progenitore della nostra Umanità - il prototipo macrocosmico del microcosmo.
 
”... Così furono costruiti l’Arûpa e il Rûpa: dall’una luce, sette luci, da ognuna delle sette, sette volte sette luci. Le ruote vigilano l’anello “. Vengono formati gli spiriti (Arûpa) ed i corpi (Rûpa). A ogni piano dell’evoluzione corrispondono i Sephiroth dell’albero cabalistico e ognuno di questi, è diviso in sette livelli, a loro volta divisi in altri sette. A ognuno di essi appartengono sette Chakra (ruote) ed è solo evolvendo attraverso questi che si può accedere al piano successivo di evoluzione (le ruote vigilano l’anello).
 
Astronomicamente, l’Anello “Invalicabile” che i Lipika tracciano attorno “al Triangolo, il Primo; al Cubo, il Secondo; ed al Pentacolo” per circoscrivere queste figure, dimostra così nuovamente di contenere il simbolo di 31415, il valore della circonferenza con diametro uguale a Uno, l’anello non passare. Secondo gli insegnamenti filosofici generali, quest’Anello è oltre la regione delle nebulose, come sono chiamate in Astronomia. Ma il vero Iniziato sa che l’Anello “Invalicabile” non è una località, né può essere misurato dalla distanza, ma che esiste nell’assolutezza dell’Infinito.
 
La Stanza VI indica i successivi stadi della formazione di un “Mondo” e descrive l’evoluzione di un tale Mondo fino al suo grande quarto periodo, che corrisponde a quello in cui viviamo ora.
 
Il rapido e radiante produce i sette centri Laya, contro i quali nessuno prevarrà fino al gran giorno “Sii con noi”; su queste fondamenta eterne è collocato l’Universo, circondando Sien-Tehan con i germi elementari[6].
 
Laya[7] è un punto Zero, è un punto neutro, il centro dell’asse neutro. Sette di questi “Centri Neutri” sono dunque prodotti da Fohat. Nel centro Laya, la materia del piano inferiore svanisce dalla nostra percezione — o piuttosto passa ad un piano superiore, e lo stato di materia che corrisponde ad un tal punto di transizione, deve possedere certamente proprietà speciali e difficili a scoprire.
 
I “Germi Elementari” con i quali esso riempie Sien-Tchan (l’Universo) da Tien-Sin (il Cielo della Mente, o ciò che è assoluto), sono gli atomi della Scienza e le Monadi di Leibnitz. Le sette trasformazioni fondamentali dei Globi o Sfere celesti, o piuttosto delle loro particelle costituenti di materia, sono descritte[8] come segue:
 
1) Lo stato omogeneo;
2) l’aeriforme e radiante- gassoso;
3) la forma di grumi bianco-latte (nebulosa);
4) lo stato atomico, etereo — princìpio del movimento e, quindi, della differenziazione;
5) quello germinale, igneo — differenziato, ma composto solo dei germi degli elementi nei loro stati primitivi, avendo essi sette stati quando sono completamente sviluppati sulla nostra terra;
6) il quadruplice, vaporoso — la Terra futura;
7) lo stato freddo — e che dipende dal Sole per la propria vita e luce.
 
Il Libro di Dzyan spiega l’azione costruttiva di Fohat: “I Mondi o Vortici di materia, sono costruiti a somiglianza delle Ruote più antiche - cioè di quelle che erano esistite in precedenti Manvantara”.
 
Egli le costruisce a somiglianza delle ruote più antiche, collocandole sui centri imperituri[9].
 
Egli le costruisce a somiglianza delle ruote più antiche, collocandole sui centri imperituri. Come le costruisce Fohat? Egli raduna la polvere ignea. Egli fa globi di fuoco, corre attraverso e intorno a loro infondendo vita, quindi li mette in moto, alcuni in modo altri in un altro. Essi sono freddi ed egli li rende roventi. Essi sono asciutti e li rende umidi. Essi brillano e ventilando li raffredda. Così agisce Fohat da un crepuscolo all’altro durante sette eternità[10].
 
Queste ruote sono come dei vortici. I “Centri imperituri  sono i centri Laya. Egli (Fohat) agisce a livello cosmico, radunando le polveri interstellari, forma dei vortici di aggregazione della materia primordiale, dando l’energia per il moto rotatorio. Questa tipologia aggregativa della materia dall’energia è valida sempre e comunque ad ogni livello di manifestazione. Così nel piccolo come nel grande. Dai Chakra dell’uomo alle galassie. Alcuni si muovono in un senso, altri in un altro. Ciò risulta caratteristicamente per i Chakra. Questi centri, infatti, roteano alternativamente in un senso o nell’altro, orario o antiorario. Ciò è valido per quest’Universo come per quelli che ci hanno preceduto e per quelli che ci seguiranno. E’ una legge eterna tramite la quale si forma la materia dall’energia. Il mezzo mediante il quale si attua tutto questo è ancora Fohat.
 
L’aggregazione della polvere cosmica provoca, a causa della pressione e dell’attrito, il riscaldamento dei primi globi. Si cominciano così a formare dalla polvere cosmica, le prime stelle ed i primi pianeti. Continua Fohat ad agire, raffreddando i globi che prima erano infuocati e portando l’umidità e l’acqua che renderà possibile l’attecchire della vita. E’ questo il modo in cui agisce Fohat, durante tutto il tempo dell’Universo.
 
 
LAYA - PUNTO ZERO
 
 
Laya o Layam tradotto significa dissolvere, disintegrare. Per la Dottrina Segreta è quel punto in cui la sostanza diventa omogenea ed è incapace di agire o di differenziarsi. I Punti Laya, o Centri Laya, sono i Centri Imperituri, il punto zero di una condizione. Il Laya ciò che la scienza chiamerebbe “Punto Zero”, o “linea zero”, è il regno della neutralità assoluta, la radice e la base di tutti gli stati di oggettività ed anche di soggettività: l’asse neutro. Oltre la linea zero, là dove la Dottrina Arcaica colloca Mulaprakriti, il Principio-Radice della stoffa o Materia del mondo e di tutto ciò che si trova nel mondo.
 
Nonostante che la fisica quantistica abbia rivelato la presenza nel campo di un Punto Zero da cui tutte le particelle subatomiche e fotoni vengono in esistenza apparentemente dal nulla per tornare nell’oblio un nanosecondo dopo, i fisici non hanno ancora una spiegazione ragionevole del come e perché le particelle e i fotoni possano apparire e sparire in questo modo. La Dottrina Orientale indica questo Punto-Zero col nome di Laya: “Un Centro Neutro di Forza Latente, un punto in cui un corpo sparisce da un determinato piano o stato di materia per riapparire su un piano diverso”. Per la chimica occulta, ad esempio se un Anu positivo (materia) viene in contatto con un Anu negativo (antimateria) entrambi scompaiono dal piano fisico per scindersi in una coppia di 49 atomi del sottopiano atomico del Piano più sottile del Fisico, cioè nel Piano Emozionale.
 
“Il Grande Soffio scava attraverso lo Spazio sette fori dentro Laya per farli roteare durante il Manvantara”, dice il Catechismo occulto.
 
Figura 1. Sette Punti Zero

Per certi aspetti è anche lo stato finale di quiete. Il primo dei sette Laya sarebbe quel centro, fissato fin dall’Inizio dal Creatore, attorno al quale si è accumulata la Materia. Il Laya porta con sé, fin dall’inizio, tutto il carico dell’accumulazione, pur rimanendo sempre lo stesso, perfettamente ed eternamente bilanciato nello spazio infinito ed eterno. Nell’Esoterismo il Laya indica un punto in cui comincia il calcolo della differenziazione, pertanto vi è un Laya per ogni ottava, per ogni stato di materia. Il settimo Laya è la linea di confine fra la settima e la sesta ottava di materia.
 
Scrive H.P. Blavatsky[11]: “La nascita dei corpi celesti nello spazio è paragonata ad una moltitudine di pellegrini che assistono alla Festa dei Fuochi. Sette asceti appaiono sulla soglia del tempio, tenendo in mano sette bastoncini d’incenso accesi. Alla loro fiamma, la prima fila di pellegrini accende, a sua volta, i propri bastoncini, che ogni asceta fa poi roteare nello spazio, attorno alla propria testa, provvedendo così di fuoco anche gli altri pellegrini. La stessa cosa avviene con i corpi celesti. Un centro Laya è acceso e risvegliato alla vita dal fuoco di un altro pellegrino, dopo di che il nuovo centro precipita nello spazio e diventa una cometa.
 
L’apparizione dell'incandescente Germe Cosmico sul piano più elevato dei sette piani dello spazio è realmente un centro Laya (il nucleo centrale dell’Uovo Cosmico), che comincia a risvegliarsi all'attività. Il centro Laya è una massa di protoplasma cosmico, omogeneo indifferenziato, neutro e latente, ma quando è istantaneamente animato o infiammato, precipita dal proprio letto nello spazio e rotea attraverso le profondità abissali, per fortificare il suo organismo omogeneo mediante l’accumulo e l’aggiunta di elementi differenziati. Questo seme cosmico si espande gradualmente man mano che si schiude, a causa dei principi della vita interiore che si dispiegano dall’alto in basso attraverso i Sette Centri Laya.
 
Quando i Sette Piani o stati di materia sono stati formati, sul piano Fisico dello spazio, si discernono i deboli fasci e scie di luce che si fondono e diventano una nebulosa splendente, che aumenta in brillantezza man mano che le ere passano, nella quale i nuclei viventi riappaiono con i loro rispettivi movimenti circolari e traslatori. Così abbiamo una nebulosa nella sua apparizione sul piano fisico.

 
[1] Stanze Dzyan V, 1.
[2] Stanze Dzyan V, 2.
[3] Stanze di Dzyan V, 5.
[4] La credenza nei Quattro Mahârâjah – i Reggenti dei quattro punti cardinali - era universale, ed esiste tuttora fra i cristiani, che li chiamano, come S. Agostino, “Virtù Angeliche”.
[5] Stanze di Dzyan V, 6.
[6] Stanze di Dzyan VI, 2.
[7] Dal sanscrito Laya, il punto della materia dove è cessata la differenziazione.
[8] Dottrina Segreta I, pag. 274, Istituto Cintamani.
[9] Stanze di Dzyan VI, 4.
[10] Stanze di Dzyan VI, 4.
[11] Dottrina Segreta I, pag. 271, Istituto Cintamani.

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