Lez.30 - Il Calice del Cuore e il Calice al centro della Testa - Sapienza misterica

SAPIENZA MISTERICA
Sapienza Misterica
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Il calice inferiore si eleva come un fiore di colore scuro. Sembra opaco alla visione esterna, ma all’interno splende talvolta una luce che distrugge l’illusione.
Il secondo calice sorge dall’involucro inferiore, come fa un fiore che esce dal calice verde. È color rosa, e di molte sfumature; allo spettatore sembra che il colore possa trascendere la brillante luce interiore. Ma questa non è che illusione che il tempo stesso dissiperà.
Il terzo calice supera tutto e, nel tempo si apre, ampio, spiegando i suoi petali. Sembra blu e si fonde con il rosa, formando dapprima una profonda ombra impenetrabile che esclude la luce.
All’interno dei tre nascosto profondamente nel centro, dapprima minuscola e poi sempre più grande, splende la luce divina. Questa luce, col calore che irradia e con l’innata vibrazione divina, si costruisce un involucro iridescente. Emerge dal triplice calice come una bolla fluttuante che si posa su un fiore.
Dentro a questo involucro iridescente arde la Fiamma interna che a sua volta brucia il rozzo materiale inferiore. Man mano che ci si avvicina al sentiero la luce splende sempre più chiara. Attraverso il calice rozzo e scuro che forma il fondamento splende la luce superna, finché tutti quelli che vedono l’irradiazione esclamano dentro di sé: “Guardate ecco un Dio”[1].
Il calice è il Loto dai dodici petali di energia, si hanno tre loti o calici, tutto tra loro connessi:
1.      Il Chakra o Calice del Cuore;
2.      Il Loto o Calice all’interno del Centro della Testa;
3.      Il Loto Egoico, il Calice Supremo.
Il Calice o chakra del Cuore corrisponde al “Cuore del Sole” e quindi alla fonte spirituale della luce e dell’amore. E’ attivo e operante dopo la seconda iniziazione, che segna il compiersi di quel processo per cui il Sé assume il controllo della natura emotiva (con la sua caratteristica precipua che è il desiderio), il desiderio del sé personale inferiore si trasmuta in amore.
Spesso si confonde fra sentimento e pensiero nel cuore: “Come si pensa nel cuore, tali si è”. A pensare nel cuore si perviene quando si trasmuta il desiderio in amore, quando si elevano le forze del plesso solare al centro del cuore. Il centro del cuore si collega alla personalità quando essa è allineata con l’Anima. Esso connette, mediante il giusto orientamento, la concentrazione e la meditazione, la personalità all’anima, e pertanto alla Gerarchia planetaria Spirituale. Pensare nel cuore è indizio che l’aspetto del cuore, cioè quel loto a dodici petali che sta proprio al centro del loto dai mille petali, è ormai attivo.
Pensare nel cuore è realmente possibile solo quando le facoltà mentali sono sviluppate e di notevole livello. Spesso si confonde fra sentimento e pensiero nel cuore. A pensare nel cuore si perviene quando si trasmuta il desiderio in amore, quando si elevano le forze del plesso solare al centro del cuore. Pensare nel cuore è indizio che l’aspetto del cuore, cioè quel loto a dodici petali che sta proprio al centro del loto dai mille petali, è ormai attivo. Allora alla sensibilità personale succede il pensiero prodotto dal giusto sentire.
Anche nella serie dei libri della collana dell’Agni Yoga dettata dal Maestro “M.” a Helena Roerich attribuisce una grande importanza al Centro del Calice, poiché l’insegnamento è volutamente sintetico, è lasciato al lettore, al discepolo, distinguere di quale Calice si tratta.
Fu detto molti millenni or sono: “Verrà il giorno che gli uomini, aperto il cuore, innalzeranno il calice al Supremo”. Oggi viene l’ora, per l’umanità, del sesto perfezionamento e la fiamma comincia a splendere, sul calice. Quante immagini e profezie si sono accumulate nello spazio! Veramente è l’ora di ricordarsi del “calice”. Gli antichi vi ardevano resine, e le sacerdotesse lo innalzavano appoggiandosi sulla spada del conseguimento[2].
L’esperienza accumulata nel centro del Calice conferisce un sapere invincibile. Ci è detto dal Maestro M. che il centro del Calice è vicino al serbatoio del sangue, poiché il sangue è il mezzo del nostro passaggio o incarnazione sulla Terra[3]. Il primo Calice coincide con il Centro del Cuore.
Chi capisce la relazione fra il Calice e Kundalini saprà come il padre trasmette al figlio il regno terreno. Kundalini è il padre, che stimola l’ascesa. Il Calice è il figlio, risvegliato dal padre … Il Calice del conseguimento dà inizio all’azione. Così niente è respinto, ma solo rafforzato. L’Occhio di Brahma è il naturale completamento di questa successione.[4]
Figura 1. Loti o calici a 12 petali cuore e testa
Le energie inferiori prima saliti al plesso solare si riversano nel cuore risvegliandolo, si fondono con le energie di quel centro, e salgono alla gola, dopo le cinque forme inferiori di energia si concentrano nel centro Ajna. Quest’attività suscita a sua volta una risposta del loto dai mille petali, attraverso il quale passa normalmente l’energia che anima sempre cuore e gola. Questo fatto dà inizio a due risultati: l’apparizione della luce nella testa, l’apertura del centro Ajna a simboleggiare l’unificazione dell’Anima con la personalità.
Il secondo Calice è il Loto a 12 petali all’interno del Centro della Testa che a differenza del centro della corona con i 960 petali rivolti verso il basso[5], cioè verso Kundalini, i 12 petali sono rivolti in alto, appunto come un Calice. Quando Kundalini si trova nel centro basale, i chakra con i loro petali sono volti in basso; quando questa energia è risvegliata, si voltano e salgono lungo la colonna spinale verso il Brahmarandra.
Il centro del Cuore dell’uomo sul sentiero spirituale o della mano destra è l’agente trasmettitore della forza costruttrice; il triangolo usato in questo lavoro è: il centro della testa che corrisponde al cuore, il centro stesso del cuore, il centro della gola.
Il centro del cuore corrisponde al “cuore del sole” e quindi alla fonte spirituale della luce e dell’amore. E’ attivo e operante dopo la seconda iniziazione, che segna il compiersi di quel processo per cui il Sé assume il controllo della natura emotiva (con la sua caratteristica precipua che è il desiderio), il desiderio del sé personale inferiore si trasmuta in amore.
La colonna spinale è conosciuta come Merudanda; essa è l'asse del corpo, e, come il monte Meru, è l’asse della terra. Quindi la colonna spinale è chiamata Meru, altrimenti conosciuta come spina dorsale, o colonna vertebrale. L’uomo è un microcosmo. Il sistema nervoso centrale consiste del cervello e del midollo spinale, il centro o asse cerebro-spinale. La continuazione del midollo oblungato, o bulbo, è il mezzo di connessione tra il cervello e il midollo spinale. Il midollo spinale è una colonna di materia cerebrale bianca e grigia molto soffice. La materia bianca è disposta ai lati della materia grigia. La materia bianca è composta di nervi midollari, mentre quella grigia è fatta di cellule e fibre nervose. Nel centro c’è un piccolo canale, chiamato canale centrale. Dentro Sushumna c'è una nadi chiamata vajra, che è luminosa come il sole (Surya), ed ha qualità rajasiche. Ancora, dentro questa vajra nadi c'è un’altra nadi chiamata chitra, che è di natura sattvica e di colore pallido. Le qualità di Agni, Surya e Chandra, cioè Fuoco, Sole e Luna, sono i tre aspetti del shabda Brahman. Dentro questa chitra c’è un minuscolo canale sottile conosciuto come “canalis centralis”, questo canale è conosciuto come brahmanadi, e tramite esso, Kundalini, quando risvegliata, passa dal centro basale a quello coronale. In questo canale centrale si trovano tutti i sei chakra principali. La Brahmanadi scorre lungo questo canale, dal centro basale Muladhara al chakra della sommità Sahasrara; è attraverso questa nadi che Kundalini, quando destata, passa al Brahmarandra, il foro di Brahma.
L'estremità inferiore della chitranadi e chiamata Brahmadwara, la porta di Brahman, poiché Kundalini deve passare attraverso questa porta per raggiungere il Brahmarandra. La chitra termina nel cervelletto.
Il midollo spinale non è diviso, o separato, dal cervello, ma è contiguo ad esso. Tutti i nervi cranici e spinali sono connessi con il midollo. Ogni nervo del corpo vi è connesso. Gli organi di riproduzione, minzione, digestione, circolazione sanguigna e respirazione sono tutti controllati dal midollo spinale. Questo, nel quarto ventricolo del cervello, si dispiega nel midollo allungato. Dal quarto ventricolo passa lungo il terzo, quindi nel quinto ventricolo del cervello e infine raggiunge la sommità della testa, il Sahasrara chakra.
Quando si risveglia, Kundalini fuoriesce da quel foro posto alla sommità del capo, in quella zona che viene detta dell’osso della fontanella, proprio come una delicata fontana rinfrescante.
L’energia psichica veniva chiamata talvolta Teros. In certe scritture ermetiche si legge questa frase: “Teros, il guerriero, ha levato lo scudo”. Così se ne indicava la grande funzione protettiva. Avete mai udito di uno Yogi divorato da una belva? Non è mai accaduto, poiché gli animali, dotati di istinto, non osano toccare lo scudo di Teros. È indispensabile non inviare il Teros del Calice fuori, alle estremità. I canali del Calice si diramano in tutti gli arti, e la sua luce può essere sentita come tensione alle mani e ai piedi, o la luce del centro di Brahmarandra con una corrispondente sensazione nel Calice. Questa non è metafisica, è un’indicazione da porre in pratica. Molti hanno bisogno di essere protetti; perché allora non usare il tesoro che è in noi?[6]
Teros in greco vuol dire interiore, l’energia psichica è energia che è dentro di noi cui possiamo attingere. Il maestro M. spiega che Teros era chiamato il guerriero; infatti, non è un mietitore né un pastore. Conquista e vince per sua natura; ma la gioia del successo non lo converte in un tiranno.
Kundalini prende la direzione indicata dalle qualità e dalle virtù dell’uomo in cui alberga. Quando il Serpente di Fuoco é desto, si lancia là dove può trovare alimento. Se è la parte inferiore quella che offre alimento, là si dirige e là si ciba: è come un pozzo senza fondo, un vero abisso consumando e distruggendo l’uomo fisico. Al contrario, se è la parte superiore quella che lo attrae, si dirige verso l’alto e allora, solo allora, il sé inferiore o uomo inferiore, raggiunge l’Unione con il Sé Superiore o Uomo Divino. Quando Kundalini si risveglia comandata dal Centro dei Cuore, allora il suo Mistero è completamente rivelato: l’uomo interiore, il Figlio fatto a somiglianza del Padre abbandona la vecchia pelle e riconosce di essere quel Serpente Igneo.
Fra i componenti delle aure progredite, è specialmente raro vedere il verde smeraldo e il nobile rubino che generano un contrasto reciproco. Il primo denota sintesi, e il secondo l’auto-sacrificio del conseguimento. Nelle aure torbide si possono osservare tracce di entrambi, ma vederli puri è raro quanto lo sono la sintesi e il conseguimento. Lo smeraldo è vicino al Calice, e il rubino all’Occhio di Brahma.[7]
Brahma è il creatore del mondo materiale, il colore rosso rubino è a lui associato. Il Padre Brahma, trasmette al Figlio il regno terreno, in questo caso il Figlio è l’uomo spirituale. Kundalini è il Padre, cioè la potente energia nella Materia. Brahma è associato al chakra basale a 4 petali, Shiva al Chakra del centro della testa, e Vishnu al loto del cuore. Shiva è la Coscienza pura. Shakti è l’energia femminile, l’emanazione diretta dell’Eterna Radice, l’aspetto femminile della Causa Creatrice, la Grande Madre dell’Universo che perché Forza Vitale risiede nel corpo dell’uomo al centro più basso con Brahma. L’Occhio di Brahma è l’Occhio di Kundalini, la sua Shakti. Il compimento dello Yoga è l’unione dei due, quest’unione è Laya, o dissoluzione. Sia Shiva che Shakti sono la Coscienza, ma mentre il primo ne costituisce l’aspetto Tamas statico e immutabile, Shakti costituisce l’aspetto Rajas, cinetico, attivo. Il centro del cuore Armonizza i Due opposti.
Conseguimento, sintesi e acutezza di visione sono rivelati dalla fiamma tricolore. Quella del primo è argentea; della sintesi è verde, della vigilanza gialla …
Una parte dell’antico mistero è chiamata “il Calice del Conseguimento”. Un calice a quattro facce era riempito di succo di melagrana. La superficie interna era d’argento e l’esterna di rame rosso. Si affermava il conseguimento innalzando il Calice …
Tre fiamme, quindi il Calice del Conseguimento e poi il terzo occhio — ciò fa parte del Nostro Mistero[8].
Figura 2. Il Calice - Kundalini - l’Occhio di Brahma[9]
Le Tre fiamme sono la triplice Kundalini Ida Pingala e Sushumna, il Serpente igneo: Ida a sinistra, Pingala a destra, e Sushumna al centro, che salgono dalla base spinale attivando l’Occhio della Conoscenza, il Terzo Occhio. Ida, di colore bianco, possiede la qualità fredda dell’energia, sale serpeggiando dalla base sinistra di Muladhara fino alla narice destra ed è associato alle energie fresche, lunari. Pingala, di colore rosso, possiede la qualità calda dell’energia, sale anch’essa serpeggiando ma dalla base destra fino alla narice sinistra e la sua energia è solare e infuocata. Sushumna è il canale centrale e scorre dalla base della spina dorsale  fino alla sommità del capo, il loto dai mille petali o chakra Sahasrara.
Fra i componenti delle aure progredite è specialmente raro vedere il verde saturo e il nobile rubino. Smeraldo e rubino sono in opposizione. Il primo è sintesi, l’altro è l’autosacrificio del conseguimento. Li si osserva entrambi a volte sfuocati, ma vederli puri è raro quanto lo sono la sintesi e il raggiungimento. Lo smeraldo è prossimo al Calice, il rubino all’Occhio di Brahma[10].
Fra i Misteri d’Egitto esisteva una procedura chiamata “la spada affilata”. Il neofita stava nell’oscurità completa. Lo avvicinava il Grande Jerofante, che gli rivelava alcuni Misteri; e la luce Lo illuminava. Poi tutto tornava nelle tenebre. Veniva allora un sacerdote, designato come tentatore. Nel buio, la sua voce diceva: “Fratello, cosa hai visto e udito?”. Il candidato rispondeva: “Sono stato onorato dalla presenza del Grande Jerofante”.
“Fratello, sei sicuro che fosse proprio lui?”.
“L’ho visto con gli occhi e udito con le orecchie”.
“Ma quell’immagine poteva essere fallace e quella voce menzognera”.
Allora il candidato si confondeva, ed era respinto, o diceva pieno di fermezza: “Si possono ingannare gli occhi e le orecchie, ma nulla può illudere il cuore. Io vedo e ascolto con il cuore, e nulla d’impuro può toccarlo. La spada che mi hanno dato è tagliente”.
Allora il Grande Jerofante tornava con un calice di una bevanda rossa e diceva: “Prendi e bevi dal tuo Calice; vuotalo e guarda il mistero del suo fondo”. Sul fondo stava l’immagine di un uomo supino, attorniato da un serpente disposto in cerchio, e una scritta diceva: “Tu stesso sei colui che tutto dà e tutto riceve”. Così suona il medesimo Insegnamento di ogni tempo, ma per la tenebra dell’ignoranza se ne scorda il senso[11].
Figura 3. Il fondo del Calice con l’Uomo e Kundalini
Il Serpente disposto a cerchio è Kundalini l’energia femminile Shakti di Shiva, il Primo Logos, l’Uno. L’Uomo supino è l’immagine dell’Uno nell’Uomo, la Monade, che attende di ascendere nei nuovi cieli, formati con la materia resa radiante dal suo strumento terreno, l’Uomo.
Dal calice rosso rosato splende il bagliore interno, finché presto il rosso del desiderio terreno diventa il bagliore del fuoco celeste, e tutto è perduto tranne l’aspirazione che non tinge la coppa di colore karmico … Lentamente il triplice calice si fonde in un altare, e da quel triplice altare il fuoco sale fino alla sua Sorgente. Mentre la fiamma interna sale e si espande, la bellezza della sfera centrale, illuminata, e irradiante una luce bianca, fa che i mondi guardino ed esclamino: “Guardate, ecco un Dio” … La Scintilla diventa la Fiamma, la Fiamma diventa il Fuoco, e diventa parte della grande vampa Cosmica che tiene celato nel cuore il segreto dei Cinque[12].
L’uomo è un pentagono, una stella a Cinque punte, segnato dal numero Cinque. L’Uomo Celeste è due volte cinque 2x5=10.
Vi è una relazione diretta tra i due Calici dai dodici petali nel torace e nella testa, e la meditazione occulta; c’è un vero canale tra il centro del cuore e il centro che gli corrisponde nella testa. La stimolazione e il risveglio del centro del cuore, trova la sua corrispondenza con il Calice o Loto che ha sede nel centro della testa, quando quest’ultimo è sufficientemente radiante e magnetico, collega i discepoli fra loro e con tutto il mondo e produce quella intercomunicazione telepatica, utile costruttivamente per la Gerarchia spirituale. Per la telepatia intuitiva, le regioni interessate sono quelle della testa, recettivo alle impressioni provenienti da fonti superiori, il centro Ajna, il ricevitore delle impressioni idealistiche intuitive, il quale può allora trasmettere ciò che riceve e registra, usando il centro della gola quale creativo formulatore del pensiero che incorpora l’idea percepita ed intuita.
L’intuizione, riguarda soprattutto la coscienza di gruppo, e governerà in futuro tutti i mutui rapporti quando si agirà in unità di gruppo. Opera mediante il cuore e il suo centro, ed è l’istinto superiore che permette all’uomo di riconoscere l’anima sottomettersi al suo dominio e alle sue impressioni vitali.
Esiste un flusso di energia diretto che connette il macrocosmo con il microcosmo:
·       Il loto egoico del Logos, sul piano mentale cosmico.
·       Il loto solare.
·       Il cuore del Logos planetario.
·       Il loto egoico umano sul piano mentale
·       Il centro del cuore umano.
Tutti questi loti sono a dodici petali.
[1] Trattato dei Sette Raggi V, Stanze per discepoli”, pag. 768.
[2] Agni Yoga 554.
[3] Agni Yoga 156.
[4] Agni Yoga, 549.
[5] Lo stelo rivolto verso l’alto, in realtà è l’Antahkarana.
[6] Agni Yoga, 565.
[7] Agni Yoga, 535.
[8] Agni Yoga, 461-462- 465.
[9] Interpretazione del brano, dipinta dall’autore nel 1.982. Il Serpente- Drago è Kundalini, alla base della spina dorsale.
[10] Agni Yoga 535.
[11] Agni Yoga 520.
[12] A.A. Bailey Trattato dei Sette Raggi V, Stanze per i discepoli, pag, 768.
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