Lez.43 - Iniziazione - Deva e petali Loto Egoico - Sapienza misterica

SAPIENZA MISTERICA
Sapienza Misterica
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In termini di Fuoco il Corpo Causale o Loto Egoico è prodotto dall’incontro della vita positiva (É), o Fuoco dello Spirito “Fuoco Elettrico”, con il Fuoco negativo (ꟷ) della Materia o “Fuoco per Attrito”; questo causa il divampare del Fuoco Solare (É/ꟷ), il Fuoco della Coscienza. Al momento opportuno, alla quarta iniziazione, a fiamma centrale consuma il Terzo Fuoco, o ne assorbe l’essenza, e alla fine si fonde con il Fuoco dello Spirito e scompare dalla manifestazione oggettiva. Il Corpo Causale è la corrispondenza nella manifestazione monadica del centro del cuore.
 
1.   Fuoco Elettrico       Spirito            Volontà           Il Gioiello nel Loto         Monade
2.   Fuoco Solare         Coscienza        Amore           I nove petali                Pitri solari
3.   Fuoco per Attrito    Sostanza         Attività          Il triangolo atomico        Pitri lunari
 
Primo stadio lavorano soprattutto i Pitri Lunari[1], coloro che creano il corpo fisico, cioè che preparano i veicoli inferiori da occupare. Dominano le Attrazioni inferiori, e il “Fuoco d’Attrito” è il solo che riscalda ed alimenta, mentre gli altri sono praticamente esclusi.
 
Secondo stadio divengono gradatamente predominanti i Pitri Solari o Angeli Solari che danno all’uomo la mente e creano il corpo relativamente permanente dell’ego o Sé Superiore ed in cui si sviluppa la coscienza egoica. Il Fuoco Solare irradia, nel corso dell’evoluzione questo accende gli involucri inferiori.
 
Terzo stadio si rivela il Fuoco Elettrico, che con l’intensità del suo splendore spegne gli altri fuochi. I Pitri Lunari hanno compiuto l’opera loro, i Pitri Solari hanno sviluppato l’unità autocosciente, l’uomo, e la Monade (dopo averli utilizzati entrambi) li scarta e si ritira in se stessa ma questa volta col frutto dell’esistenza materiale, l’amore saggezza sviluppato.
 
Nel Macrocosmo le tre Entità della Trinità Logoica si manifestano come triplice Fuoco:
·        Come Fuoco Elettrico il Logos si manifesta nei sette aspetti della Volontà, impulso o proposito spirituale.
·        Come Fuoco Solare Egli si manifesta nei sette raggi, o come Luce della Saggezza, la Coscienza, che irradia attraverso la forma.
·        Come Fuoco per Attrito Egli si manifesta nei sette Figli di Fohat, i sette grandi Fuochi, o calore attivo della sostanza intelligente.
 
Ognuno di questi Tre Fuochi a sua volta si manifesta mediante altre Sette Entità che costituiscono la loro manifestazione totale. Questi rappresentano i ventuno (21) suoni del sistema solare. Notiamo che il settimo numero triangolare è proprio ventuno.
 
Il Settemplice Fuoco Elettrico è rappresentato dai sette tipi di esistenze spirituali, o i Sette Spiriti davanti al Trono nella loro essenza essenziale; la forza o volontà dinamica che sottostà a tutta la manifestazione. Sul loro proprio piano e in un senso particolare essi formano il “Gioiello nel Loto” Logoico. Esotericamente Essi sono “gli Spiriti delle Tenebre”, incomprensibili per le nostre menti.
 
Il Settemplice Fuoco Solare è rappresentato dai sette Uomini Celesti, la totalità della luce, i Sette Raggi di manifestazione del Sole spirituale. Nel tempo e nello spazio questi Sette Raggi di Luce divengono i nove, i tre maggiori, e il terzo che si manifesta come sette (2+7=9), e sono così esotericamente i nove petali dell’Ego Logoico che si manifesta nel Suo veicolo fisico. Esotericamente essi sono i “Figli della Luce”.
 
Il Settemplice Fuoco per Attrito è rappresentato dai Sette Fratelli di Fohat. Le sette manifestazioni di elettricità o dei fenomeni elettrici. Questi sono i sette Signori Raja o Deva dei sette piani, sono letteralmente le sette spirille o vibrazioni di forza nell’atomo permanente fisico logoico. Esotericamente sono i “Fratelli di energia”. Il Loto Egoico il supremo Calice o Graal celeste, è creato dai Deva, con i materiali procurati dall’essere umano in piena espansione di coscienza.
 
Esistono Deva di elevatezza pari a quella dei Logoi Planetari e quelli che reggono i cinque piani dell’evoluzione umana sono di rango pari a quello di un Maestro della settima iniziazione. Altri hanno uno sviluppo corrispondente (secondo la loro linea) a quello di un Maestro della quinta iniziazione e operano coscientemente e di loro volontà con i Maestri della Gerarchia Occulta. Si possono trovare Deva di tutti i gradi minori fino ai piccoli costruttori che lavorano nei loro gruppi, praticamente in modo inconsapevole, a costruire le molte forme richieste dalla vita che evolve[2].
 
Se i Pitri (Padri) formano il corpo, i Deva danno coscienza alla forma. Poiché iniziazioni coinvolgono il corpo egoico anche i Deva partecipano alle cerimonie. È la forza Positiva dei Manasadeva[3], i Grandi Esseri noti come i Deva del Manas[4], i Signori della Fiamma giungendo dal Piano Mentale Cosmico che produce l’iniziazione. I Manasadeva sono essi stessi energizzati da una forza del Piano Mentale Cosmico. Essi incarnano nella loro natura organizzata il volere o proposito del Logos, e sono i “prototipi”cosmici dei nostri Angeli solari.
 
Ciascuno dei tre aspetti del Fuoco è a sua volta triplice nella sua manifestazione, formando quindi:
 
a.      Le nove Potenze o Emanazioni;
b.      I nove Sephiroth;
c.      Le nove Cause di Iniziazione.
 
La Legge numerica delle Corrispondenze è infallibile, quando si capisca e si applichi correttamente.
 
Questi Nove o tre terne, insieme alla totalità della manifestazione o il Tutto, producono il Dieci (10) della manifestazione perfetta, ossia l’UOMO perfetto. Nove sono le tre terne di petali del Loto Egoico. Quando l’uomo ha risvegliato i nove fuochi e ha aperto i nove petali, e quando abbia ricevuto lo stimolo che viene impartito all’iniziazione con l’essere messo in contatto cosciente con la scintilla elettrica del proprio Uomo Celeste, essi si uniscono e si fondono tutti.
 
Dobbiamo ricordare anche che il nove è il numero dell’iniziazione o delle iniziazioni maggiori del Manas, tramite cui l’uomo diviene un Nove perfetto, o meglio, è il numero della Gerarchia Umana, gli Iniziati, i Signori del Sacrificio. Tramite l’iniziazioni quando, il Manas sarà trasmutato in Saggezza, il quarto piano, il Buddhico, con l’aiuto del quinto Manas sarà gradatamente compreso, facendo così il nove, l’uomo perfetto, l’iniziato.
 
Il centro del cuore della coscienza monadica, appare come un Loto con tre gruppi di tre petali che svolge ciascuno dei suoi petali a gruppi di tre sui tre piani del mentale superiore. La loro apertura è prodotta dal processo evolutivo attuato sui tre piani dei tre mondi, nelle tre Aule dell’Ignoranza, dell’Apprendimento e della Saggezza. Il Loto Egoico di nove petali è completato con altri tre petali interni, che restano chiusi come un bocciolo, perché interessati solo negli stadi finali spirituali dell’evoluzione. Le radiazioni uscenti dalla punta di ogni petalo sono quelle che danno l’illusione della forma sferoidale del corpo causale. Ognuno dei tre cerchi di petali è strettamente connesso con una delle tre Aule, il primo all’Aula dell’Ignoranza, il secondo all’Aula dell’Apprendimento, il terzo giro di petali è connesso all’Aula della Saggezza.
 
Il Primo gruppo di petali della Conoscenza. Domina il colore arancione, che caratterizza il V Raggio della conoscenza concreta:
 
1.      Il petalo della conoscenza per il piano fisico. Contravvenendo alla legge e con la sofferenza che ne segue l’uomo paga il prezzo dell’ignoranza e consegue la conoscenza. Questo sviluppo è prodotto dall’esperienza sul piano fisico.
2.      Il petalo dell’amore per il piano fisico. Si sviluppa mediante i rapporti fisici e col graduale crescere dell’amore, dall’amore di sé all’amore per gli altri.
3.      Il petalo del sacrificio per il piano fisico. Questo sviluppo è prodotto dalla forza incalzante delle circostanze, e non dal libero arbitrio. È l’offerta del corpo fisico sull’altare del desiderio, desiderio basso all’inizio, ma aspirazione verso la fine, pur tuttavia sempre desiderio. Poiché l’uomo nei primi stadi dell’evoluzione è polarizzato nel fisico, questo avviene in gran parte inconsciamente e senza comprendere cosa si compie, ma il risultato nel corpo causale si vede in un duplice aumento del calore o dell’attività:
 
La prima terna di petali è la totalità dell’esperienza e della coscienza sviluppata. Nello stadio dell’Aula dell’Ignoranza lentamente l’atomo permanente fisico diventa un radioso punto di fuoco, e contemporaneamente i tre petali inferiori divengono vibranti e cominciano ad aprirsi fino e a svilupparsi, ciò comporta un processo che copre un lungo periodo. Quando sono completamente aperti, i tre petali inferiori interagiscono con la loro vitalità le tre spirille principali dell’atomo permanente fisico.
 
Figura 1. Loto egoico tre petali aperti nove chiusi prima Iniziazione
 
 
Vi sono parecchi casi di sviluppo e dell’apertura ineguale dei petali. Molto spesso si trovano delle persone con forse due petali sviluppati nel primo cerchio e uno ancora in latenza, mentre vi è un petalo pienamente sviluppato nell’anello centrale o nel secondo.
 
Nella Regola X, delle XIV per Iniziazione[5], data ai postulanti, si avverte il discepolo che dovrà operare in quei livelli secondo i metodi dei Deva o dell’evoluzione angelica. La regola per i postulanti è così formulata:
 
L’Esercito della Voce, i Deva nelle loro file serrate, opera senza sosta. Il discepolo ne consideri i metodi; impari le regole secondo le quali esso agisce entro i veli di maya.
 
Questi Deva particolari “in file serrate” sono gli agenti che dirigono l’energia divina che attua i propositi della divinità sul piano fisico. Lavorano soltanto sui livelli eterici, sia sul nostro piano fisico sia sui livelli eterici cosmici. Perciò sono attivi nel regno di maya, che è il piano eterico quale, lo intendiamo generalmente, oppure sui piani della Triade Spirituale. Per comprendere più pienamente la funzione delle forze deviche, l’uomo deve giungere ad una certa comprensione delle forze del suo corpo eterico, che a loro volta sono la conseguenza del suo punto di conseguimento, dimostrato dalla sua natura e dalla sua attività astrale (emozionale) e mentale. L’agente che li governa nella manifestazione è il Triangolo d’Energia cui diamo il nome - i “Tre Buddha di Attività”. Perciò Essi sono strettamente connessi al terzo aspetto della divinità[6]. Questa regola si riferisce alla ricerca occulta che devono compiere prima o poi tutti quelli che aspirano all’iniziazione. Sebbene sia pericoloso per chi non è iniziato interferire nell’evoluzione dei Deva parallela a quella umana, pure è necessario e privo di pericolo cercare di conoscere i procedimenti usati dai costruttori e i metodi seguiti nel riprodurre dall’archetipo, attraverso l’eterico, quella che chiamiamo manifestazione fisica[7].
 
Maya è il fattore condizionante sui livelli eterici e deve esser superata dal discepolo in prova nell’”evadere” dalla schiavitù del piano fisico. Così impara a calcare il Sentiero del Discepolato. Regola X per discepoli e iniziati:
 
Le regole per lavorare entro i veli di maya sono note e sono state usate. Il gruppo allarghi gli strappi di quei veli, lasciando così entrare luce. Che l’Esercito della Voce non sia più udito e i fratelli avanzino entro il Suono. Conoscano allora il significato dell’O.M. e odano l’O.M. come è fatto risuonare da Colui che, posto al centro della Camera del Consiglio del Signore, attende.
 
Il Maestro D.K. spiega ci interessiamo del rapporto tra l’Esercito della Voce e il SUONO che condiziona l’evoluzione, e dell’opera di supervisione della Gerarchia che sostiene il lavoro dell’anima che si trova in tutte le forme, costruite dall’Esercito della Voce e dai Deva nelle loro file serrate. Il compito principale della Gerarchia, è di “fornire un santuario” a coloro che si sono liberati dall’oceano di energie deviche nel quale i loro veicoli devono per forza muoversi, vivere ed avere il loro essere, ma con il quale d’altra parte non hanno alcun punto di contatto, una volta che con il loro sforzo e la loro volontà si sono liberati “dagli angeli”. Man mano che l’uomo sviluppa l’aspetto volontà, impara a liberarsi dall’aura dell’evoluzione devica[8].
 
Sul Sentiero del discepolato, nell’Aula dell’apprendimento, il corpo astrale è dominato dall’energia dell’Anima che fluisce dai tre petali dell’Amore della seconda corona del Loto Egoico.
 
Il Secondo gruppo di petali – i Petali dell’Amore.
1.      Il petalo della conoscenza per il piano astrale. L’apertura è prodotta dall’equilibrare coscientemente le coppie degli opposti, e dall’utilizzazione graduale della Legge di Attrazione e Repulsione. L’uomo esce dall’Aula dell’Ignoranza dove, dal punto di vista egoico, opera ciecamente, e comincia a notare gli effetti della sua vita sul piano fisico; rendendosi conto della sua dualità essenziale, comincia a comprendere le cause.
2.      Il petalo dell’amore per il piano astrale. L’apertura è prodotta dal processo di trasmutazione graduale dell’amore della natura soggettiva o Sé interiore. Questo ha un effetto duplice, e si ripercuote sul piano fisico con molte vite d’agitazione, di tentativi e di fallimenti, mentre l’uomo si sforza di volgere l’attenzione all’amore per il Reale.
3.      Il petalo del sacrificio per il piano astrale. L’apertura è prodotta dall’atteggiamento dell’uomo via via che tenta coscientemente di rinunciare ai propri desideri per amore del suo gruppo. Il suo movente è ancora piuttosto oscuro e ancora colorato dal desiderio di ricevere qualcosa in cambio di quel che dà e dal desiderio di essere amato da chi cerca di servire; ma è di ordine assai più elevato del sacrificio cieco cui l’uomo è costretto dalle circostanze, com’è il caso dello sviluppo precedente. Col procedere di questa triplice illuminazione o sviluppo si hanno ancora degli effetti duali.
 
La seconda terna di petali è l’applicazione di quella conoscenza nell’amore e nel servizio, ossia l’espressione del Sé e del Non Sé in vibrazione reciproca. Con il graduale aprirsi del secondo anello di petali, l’atomo permanente astrale subisce un processo analogo di vitalità come per l’atomo fisico. L’atomo permanente astrale entra in piena attività e radiosità su cinque delle sue spirille, e i due atomi dei piani fisico ed astrale sono anch’essi vibranti.
 
Il Maestro D.K. osserva che si dovrebbe cercare di conoscere assai attentamente il significato dei numeri tre, quattro e cinque nell’evoluzione della coscienza. La numerologia è stata studiata finora, e giustamente, soprattutto sotto l’aspetto della sostanza, e non tanto dal punto di vista dell’energia cosciente. La quinta spirilla è legata all’evoluzione per mezzo dei cinque sensi nei tre mondi (che sono pure suscettibili di una quintupla differenziazione) del quinto principio; il conseguimento dell’autocoscienza, la stella a cinque punte sul quinto piano, il mentale. Nel quinto regno o spirituale si entra quando le unità del quarto regno sono riuscite a vitalizzare la quinta spirilla di tutti gli atomi del triplice uomo interiore; quando hanno sviluppato tre petali egoici e sono in procinto di sviluppare il quarto e il quinto, e quando diventano coscienti della forza pranica dell’Uomo Celeste. Il ciclo dell’Ego è conseguito sui Cinque Raggi, il Terzo e i Quattro di attributo, sotto il Mahachohan. I Deva del Fuoco o Angeli Solari, gli Agnishvatta[9], del Quinto piano Manas, producono l’unione della Triade spirituale o Sé divino con il Quaternario o sé inferiore. Gli Agnishvatta costruiscono i petali del Loto Egoico con la propria sostanza.
 
È un periodo importante I due cerchi di petali sono “desti”: uno è completamente aperto e l’altro sta per aprirsi. I due cerchi esterni di petali sono stimolati in un senso speciale dall’atto cosciente del discepolo in prova. Finora gran parte del lavoro è stato fatto sotto le leggi ordinarie dell’evoluzione, ed inconsciamente. Ora che il corpo mentale diviene attivo, tutto questo cambia: i due petali della volontà o sacrificio sui primi due cerchi sono coordinati, ed uno viene “risvegliato” e si apre.
 
La prima informazione è che l’aspirante deve lavorare allo sviluppo del quinto e del sesto petalo, ossia dei due ultimi del secondo cerchio, e deve sforzarsi di produrre due cose riguardanti la sua triplice natura inferiore:
 
a.      Deve allineare i tre corpi in modo che vi sia un canale diretto di contatto tra l’Ego e il piano fisico.
b.      Deve adoperarsi per produrre la stabilizzazione tanto del corpo astrale che della mente, e deve mirare all’equilibrio emotivo, che è prodotto dal cosciente “equilibramento delle forze”.
 
La seconda informazione è che l’aspirante diventa progressivamente radioattivo, e via via che l’energia del Dio interiore si manifesta sempre di più nella personalità inferiore, “le irradiazioni di calore” diventano così potenti da produrre degli effetti precisi di natura personale e anche ambientale. L’aspirante non solo equilibra le coppie di opposti (lo scopo dei petali dell’Amore), ma gli si rivela il segreto del cuore del fratello. Egli diviene una forza riconosciuta del mondo ed è considerato come uno sul quale si può fare affidamento per servire. Gli uomini si volgono a lui per assistenza ed aiuto lungo la sua linea riconosciuta, ed egli comincia a far risuonare la sua nota così da essere sentito non solo tra gli uomini, ma anche tra i Deva. Così, indirizzando giustamente l’energia e manipolando saggiamente le correnti di forza, egli è condotto alla Porta dell’Iniziazione ed è promosso dall’Aula dell’Apprendimento alla grande Aula della Saggezza.
 
L’apertura del sesto petalo richiede che il discepolo abbia allineati tutti e tre i corpi inferiori. In questo stadio i tre petali del secondo anello del loto egoico si aprono completamente, e il centro del cuore della Monade è visto come una ruota di fuoco i cui sei petali raggi manifestano pienamente l’energia e ruotano rapidamente.
 
Figura 2. Loto egoico sei petali aperti sei chiusi Seconda Iniziazione
 
 
Il Maestro D.K. nel Trattato del fuoco Cosmico avverte, nel considerare il rapporto tra i petali e la loro apertura mediante l’iniziazione, vi è poco che sia consentito esporre in questo periodo per informazione del pubblico in genere, il metodo usato implica da parte dell’Istruttore di lasciar cadere un’indicazione e magari la correlazione di certe corrispondenze, insieme ad un suggerimento circa le fonti di luce.
 
I. Petali della conoscenza. Primo cerchio.
a.      Organizzati nell’Aula dell’Ignoranza.
b.      Guidati dalla forza e dall’energia del Mahachohan.
c.      È influenzato il terzo gruppo di Pitri solari.
 
Nel primo stadio quello dell’organizzazione e dell’aprirsi del primo giro di petali, l’influenza egoica sentita all’inizio è piccola, ma quando i tre petali divengono sufficientemente attivi e vivi per l’energia accumulata e conservata nell’ego durante le attività della vita personale, ha luogo una forma di iniziazione minore che riguardano l’aspetto attività intelligente, che è di riflesso, su un piano inferiore, di una grande iniziazione manasica. Raramente queste serie d’iniziazioni minori sono riconosciute nella coscienza del cervello fisico, a causa dello stato relativamente rudimentale dei corpi e della mancanza di responsività della materia del cervello. Tuttavia sono delle iniziazioni aventi un carattere definito. I petali della conoscenza si organizzano e si spiegano cadono soprattutto sotto l’influenza del Mahachohan.
 
 
II. Petali dell’amore. Secondo cerchio.
a.      Organizzati nell’Aula dell’Istruzione.
b.      Guidati dalla forza del Bodhisattva.
c.      È influenzato il secondo gruppo di Signori solari.
 
Un processo analogo a quello precedente ha luogo quando il secondo cerchio di petali è organizzato e pronto per spiegarsi. Questa volta cooperano l’Istruttore del Mondo, il Maestro e l’Ego interessato, poiché queste iniziazioni minori riguardano la natura d’amore, l’organizzazione astrale o emotiva ed il riconoscimento (da parte dell’individuo, nella vita personale) di qualche forma d’amore non egoistico, d’amore per qualche oggetto, persona o ideale, che porta a sforzi altruistici ed alla negazione del sé inferiore. Il secondo cerchio di petali, quelli dell’amore, cadono sotto l’influsso del Bodhisattva, con lo sviluppo parallelo della conoscenza.
 
I petali del Loto sono formati di sostanza dei Deva fatta che è soggetta ad una triplice stimolazione ciclica:
1.    La stimolazione del Raggio, dipendente dai Raggi che sono al potere o fuori. È intersistemico e planetario.
2.    La stimolazione Zodiacale, che è uno stimolo extrasistemico, e pure cosmico e ciclico.
3.    La stimolazione Solare, ossia l’impatto diretto della forza od energia solare sulla sostanza di un piano; esso emana dal “Cuore del Sole”.
 
Gli Adepti lavorano congiuntamente con i grandi Deva, e un gruppo di Deva intimamente è connesso ai misteri dell’iniziazione. Essi formano quello che è chiamato esotericamente “il Sentiero del Cuore”, e sono il ponte tra il Piano Astrale ed il Buddhico.  Non sono in alcun modo connessi con gli atomi permanenti nel corpo causale, ma sono ben definitamente associati al giro centrale di petali del loto egoico, o “petali dell’Amore”. La forza agisce mutualmente tra questi petali da un lato, ed i Deva che formano il “Sentiero del Cuore” dall’altro; questi Deva sono il ponte di materia astrale - buddhica grazie al quale gli iniziati di un certo tipo mistico compiono il “grande approccio”.
 
III. Petali della Volontà o del Sacrificio. Terzo cerchio.
a.      Organizzati nell’Aula della Saggezza.
b.      Guidati dalla forza e dall’energia del Manu.
c.      È influenzato il primo gruppo di Angeli solari.
 
Il terzo stadio ci porta al terzo gruppo di petali o all’apertura dei petali della volontà o del sacrificio, che si basa sul proposito intelligente e sull’amore puro. L’apertura del terzo cerchio cade sotto la direzione dell’energia del Manu, con i precedenti due tipi di forza coordinati. La forza di questo gruppo di petali fa appello al Manu, come pure alla forza del Bodhisattva, e l’effetto desiderato è ottenuto mediante la piena cooperazione dell’Ego pienamente risvegliato aiutato dal suo Maestro e dal Manu. Infine dopo la seconda iniziazione, alla terza, subentra come fattore il Signore del Mondo, il Signore del potere del mondo che si esprime pienamente nell’amore. È lo stadio dell’Iniziazione maggiore.
 
Il Terzo gruppo di petali – i Petali del Sacrificio.
1.      Il petalo della conoscenza per il piano mentale. La sua apertura segna il periodo in cui l’uomo utilizza coscientemente tutto ciò che ha acquisito o sta acquisendo secondo la legge, per il solo beneficio dell’umanità.
2.      Il petalo dell’amore sul piano mentale è dispiegato per mezzo della costante applicazione cosciente di tutti i poteri dell’anima al servizio dell’umanità, senza pensare ad essere ricambiati, senza alcun desiderio di ricompensa per l’immenso sacrificio che implica.
3.      Il petalo del sacrificio per il piano mentale. Si manifesta come la tendenza predominante dell’anima in una serie di molte vite spese dall’iniziato prima della emancipazione finale. Egli diviene nella sua sfera “Il Grande Sacrificio”.
 
La terza terna di petali è la piena espressione della conoscenza e dell’amore volti al sacrificio cosciente totale per servire i propositi del Logos planetario e per attuarli nel lavoro di gruppo. Sul Sentiero dell’iniziazione, fino alla terza iniziazione, quella della Trasfigurazione, il corpo Mentale è soggiogato dalla forza dei tre petali del Sacrificio, che si trovano nella terza corona del Loto. Così i tre aspetti della personalità sono sottomessi dalle energie che emanano dai nove petali del Loto egoico. Al terzo giro di petali è connesso l’atomo chiamato unità mentale, provvisto di solo quattro spirille. L’occhio del chiaroveggente può vedere oggettivamente che questo stadio ha un effetto duplice.
 
a.      L’unità mentale diventa un radioso punto di luce; le sue quattro spirille trasmettono la forza con rapidità intensa.
b.      I tre petali superiori si aprono, ed il loto dai nove petali è visto perfetto.
 
Le quattro spirille dell’unità mentale sono risvegliate a piena attività solo quando si apre il petalo della conoscenza dei tre petali del Sacrificio. L’apertura degli altri due rivela il risplendente triplice fiore che sta al centro della manifestazione egoica.
 
Alla terza iniziazione l’intera vita della personalità è inondata dall’energia che proviene dalla Triade Spirituale tramite i “petali del sacrificio” del Loto egoico o aspetto volontà e proposito dell’anima. A questo tipo d’energia il fratello oscuro non è reattivo, pertanto non può conseguire la terza iniziazione che è considerata la prima vera iniziazione alla Fratellanza Spirituale. Il mago nero può rispondere, e di fatto risponde, alla conoscenza — antichissima e penosamente ottenuta — immagazzinata nei “petali della conoscenza” dell’anima; può appropriarsi e utilizzare l’energia dell’attrazione (chiamata erroneamente amore da alcuni studiosi) immagazzinata nei “petali dell’amore” dell’Anima ma non può usare e rispondere all’energia dell’amore divino. Sta qui il vero significato dell’espressione sovente usata e fraintesa, “Le due Vie”, simboleggiate dalla “Y” pitagorica, o “il bivio”. Ma entrambi i gruppi di aspiranti (il bianco spirituale e il nero, egoista) pervengono davanti alla porta dell’iniziazione e fanno i passi necessari per aprirla, in due occasioni analoghe. Entrambi superano l’annebbiamento astrale dopo la seconda iniziazione e vedono con chiarezza la via davanti a loro; ma le loro mete si rivelano molto diverse: una percorre la via larga che porta sempre più profondamente nella materia e nel materialismo, nella tenebra e nel “potere nero”; l’altra conduce a quella via diretta, a quel sentiero stretto come il filo del rasoio, che porta nella luce e nella vita. Per il mago nero, in questa terza occasione, la porta della prima vera iniziazione (la terza iniziazione) presenta una barriera e un ostacolo insuperabili.
 
L’uomo, in termini di sforzo umano, ha raggiunto la meta. È passato attraverso le tre Aule, ciò che ha conseguito in ognuna di esse lo ha trasferito nella coscienza; ha sviluppato ed aperto in successione ordinata i petali del loto, aprendo prima i tre inferiori quelli della Conoscenza, ciò che comporta un processo che copre un lungo periodo di tempo. Quindi viene aperta la seconda serie, i petali dell’Amore, durante un periodo che comprende la sua partecipazione intelligente alle vicende del mondo finché entra nel regno spirituale con la prima iniziazione; in un periodo finale più breve sono sviluppati ed aperti i tre petali superiori quelli del sacrificio.
 
A ogni iniziazione i petali del Loto egoico si aprono, e alla terza iniziazione differisce leggermente dalle altre due, poiché mediante il potere di uno Ierofante ancora più elevato del Bodhisattva, l’iniziato viene per la prima volta in contatto con il Fuoco Elettrico del Puro Spirito latente nel Cuore del Loto. Il Corpo Causale appare come un Loto variopinto a nove petali aperti, disposti in tre cerchi attorno a un centro formato di tre petali chiusi, a proteggere “Il Gioiello nel Loto”. Questo Loto è di rara bellezza, pulsante di vita e radioso di tutti i colori dell’arcobaleno, e alle prime tre iniziazioni i tre cerchi di petali si rivelano secondo il proprio ordine.
 
Figura 3. Loto egoico nove petali aperti tre chiusi Terza Iniziazione
 
L’ordine di sviluppo dei petali e della stimolazione dei fuochi dipende dal Raggio della Monade e dal sottoraggio sul quale si trova il Corpo Causale. I petali si aprono secondo il raggio della Monade. Per esempio, se il Raggio della Monade è il Secondo, si apriranno per primi i petali della conoscenza, ma il secondo petalo dell’amore si svilupperà quasi parallelamente, perché per quel particolare tipo di Ego è la linea di sviluppo più facile; il petalo della conoscenza sarà per lui il più difficile da aprire.
 
Ognuno di questi tre gruppi di petali è sotto la guida definita di tre gruppi di Agnishvatta, che li costruiscono con la propria sostanza e che essenzialmente sono il triplice Ego durante la manifestazione. Attraverso essi fluiscono la forza e l’energia coesiva delle Entità misteriose chiamiate:
 
a.    I Buddha o Signori di Attività;
b.    I Buddha o Signori di Amore Compassione;
c.    I Buddha o Signori del Sacrificio, dei quali il Signore del Mondo, Sanat Kumara è, per l’uomo, l’esponente meglio conosciuto.
 
Quando l’uomo ha aperto i nove petali cioè ha risvegliato i nove fuochi, e quando abbia ricevuto lo stimolo che è impartito all’iniziazione, ciò che è praticamente compiuto alle tre iniziazioni maggiori, con l’essere messo in contatto cosciente con la scintilla elettrica del proprio Uomo Celeste, i nove petali si uniscono e si fondono tutti. Solo allora i tre più interni del bocciolo sono rivelati: essi rispondono alla vibrazione monadica, all’aspetto del puro Spirito.
 
I tre cerchi di petali racchiudono un quarto cerchio di petali più interno, il gruppo di tre petali o le tre correnti vorticose d’energia che circondano immediatamente il “Gioiello nel Loto”. Ognuno di questi tre petali è connesso ad uno dei tre cerchi, e si organizza quando ciascuno dei tre cerchi si apre. Essi formano pertanto la sintesi della Conoscenza, dell’Amore e del Sacrificio, e sono strettamente connessi, per mezzo del tipo di forza che scorre in essi, con uno dei tre centri superiori del Logos planetario del particolare raggio dell’individuo.
 
Il Loto Egoico o Corpo Causale diventa una custodia bellissima che irradia il Fervore spirituale dell'Anima che contiene. È una dimora celestiale creata dai Deva, con i materiali procurati dall’essere umano in piena espansione di coscienza. È un corpo di rara bellezza, che custodisce il simbolo supremo del Calice, il Graal celeste, in questa coppa, che è così pura e trasparente, risiede l’Angelo dell’Eterna Presenza, che può irradiare attraverso questa l’essenza di se stesso.
 
L’opera dell’Iniziatore a questo riguardo è molto interessante. Per mezzo della Verga dell’Iniziazione e di certe Parole di Potere, determina dei risultati di carattere coordinante, trasmutante e liberante.
 
Per l’azione della Verga, usata nelle prime due iniziazioni, si aprono i due cerchi esterni liberando la loro energia, e due gruppi di forza che sono incarnati nei sei petali sono coordinati ed agiscono con effetto reciproco. Questo stadio di adattamento dei petali succede a quello precedente di “apertura” e riguarda l’azione simultanea delle due file di petali. L’interazione tra i due cerchi è completa e la circolazione delle correnti di forza è perfetta. La Verga è applicata, secondo il raggio e il sottoraggio dell’individuo, a quello che può essere chiamato il petalo “chiave”. All’iniziazione la Verga è applicata ai petali in modo scientifico e regolata a seconda del Raggio e delle inclinazioni. Alla quarta iniziazione produce l’apertura del bocciolo centrale, la rivelazione del Gioiello, che viene tolto dallo scrigno che lo ha tanto a lungo custodito, e trasferito alla “corona”, espressione occulta per significare il ritorno alla Monade dal quale venne.
 
Quest’applicazione di una forza extraegoica ha un carattere triplice, simbolizzato dai tre agenti protettori e dalla natura triplice della Verga stessa. Entro la periferia della ruota egoica si vedono ruotare con intensa rapidità i nove raggi (i petali) che, dopo la terza iniziazione, divengono quadridimensionali, cioè le ruote “roteano” su se stesse. Al centro, formando un triangolo geometrico (diverso secondo il raggio della Monade) si trovano tre punti di fuoco, ossia i due atomi permanenti e l’unità mentale, in tutta la loro gloria. La stimolazione o rivelazione dei tre petali interni da parte dell’Iniziatore Unico avviene alla terza e alla quarta iniziazione, causa la conflagrazione finale e la combustione del Corpo Causale, con la conseguente liberazione della Vita o Fuoco positivo centrale.
 
Quando il Fuoco della Materia, il “Fuoco per Attrito”, diventa abbastanza intenso; quando il Fuoco della Mente, o Fuoco Solare (che vivifica i nove petali) diventa similmente intenso; e quando la scintilla elettrica nel centro più interno risplende e può essere vista, l’intero Corpo Causale diventa radioattivo[10].
 
Questo causa una triplice manifestazione di forza di vita, che produce la disintegrazione della forma egoica.
·        Gli atomi permanenti diventano radioattivi, e quindi il loro anello invalicabile non costituisce più una barriera per le unità minori che contiene; le vite elettroniche dei vari gruppi sfuggono e ritornano al serbatoio eterno. Essi formano una sostanza d’ordine elevatissimo, e produrranno le forme di quelle esistenze che, in un altro ciclo, cercheranno dei veicoli.
·        I petali sono distrutti dall’azione del fuoco, e la moltitudine delle vite deviche che li formano e danno loro coesione e qualità vengono riportate nel Cuore del Sole dai Pitri Solari dell’ordine più elevato; esse saranno inviate nuovamente all’esterno in un altro sistema solare.
·       La sostanza atomica sarà usata in un altro Manvantara, ma ai Pitri solari non sarà richiesto di sacrificarsi nuovamente fino al prossimo sistema solare, nel quale verranno come Raggi planetari, ripetendo così sui livelli monadici del prossimo sistema ciò che hanno fatto in questo. Essi saranno allora Logoi planetari.
 ·       La vita elettrica centrale con la distruzione del corpo causale ritorna alla sua fonte sfuggendo dalla prigione e funzionando come centro d’energia su piani d’energia eterica cosmica. Si produce quindi la Nota distintiva che soltanto l'Angelo Solare è in grado di udire attraverso i suoi raffinatissimi uditi immortali. È la voce stessa del Logos Solare, trasmessa attraverso il Logos planetario, che dice: “È terminata la tua missione. Ritorna Figlio, alla dimora paterna”.
 
Gli atomi permanenti riguardano l’aspetto sostanza dell’Esistenza, o Divenire, mentre i petali del loto o i raggi di fuoco della ruota riguardano specificatamente l’aspetto psichico, ossia lo sviluppo della coscienza; il nucleo centrale, ossia i tre petali interni, incarnano l’aspetto del puro Spirito[11].
 
Alla quarta iniziazione, il bocciolo interno si apre per effetto della forza elettrica della Verga, che apporta il potere del Raggio di sintesi del sistema solare stesso. Il lavoro è stato compiuto; l’energia che risiede negli atomi permanenti ha vitalizzato tutte le sette spirille, mentre la forza perfetta del Loto e la volontà dinamica della scintilla centrale sono portate congiuntamente in piena attività. L’attività di del triangolo atomico è così grande, che assomiglia piuttosto a una ruota in rapida rivoluzione. Ha un aspetto quadridimensionale. Il triangolo formato dai tre atomi alla base del Loto è ora rafforzato e scintillante, ed i tre punti sono dei piccoli punti fiammeggianti che all’occhio del chiaroveggente appaiono come settemplici vortici di luce che fanno circolare la loro luce da punto a punto in un triangolo in rapido movimento.
 
Il calore interno dell’atomo, più il calore esterno del corpo egoico in cui è situato, producono allora quello che distrugge l’atomo Permanente. Temporaneamente, proprio prima della distruzione, esso diventa un minuscolo sole settemplice a causa dell’irradiazione e dell’attività delle spirille. La conflagrazione che segue è l’opera finale dell’Aspetto Distruttore. Segna il momento del massimo sviluppo della sostanza angelica del sistema, il compimento dell’opera di Agni e dei suoi angeli di fuoco. Il Gioiello (che è rivelato completamente), con la luce splendente, l’intenso calore radiante, ed il tremendo effluvio di forza, produce la disintegrazione della forma circostante, la frantumazione del corpo causale, la dissoluzione del Loto.
 
Figura 4. Quarta Iniziazione Conflagrazione finale del Corpo Causale
 
 
Poiché la sostanza dei petali è sostanza devica e l’energia dei petali è l’energia di certi Manasadeva, dal punto di vista psichico della fisiologia occulta essi sono strettamente collegati al cervello fisico, la sede del Pensatore. Il Maestro D.K. fa notare che in questo stadio, l’iniziato è adombrato (la parola non è del tutto soddisfacente per spiegare il tipo di servizio che qui occorre da parte dei Deva, ma deve bastare) da un Grande Deva che rappresenta l’equilibrio della vibrazione sostanziale prodotta dagli sforzi dell’iniziato, aiutato dagli adepti che lo presentano, ciascuno dei quali rappresenta una delle due polarità di forza. Questo è stabilizzato temporaneamente dall’Iniziatore[12]. Questi tre fattori:
4.      Il Deva adombrante;
5.      I due adepti (É), (ꟷ);
6.      L’iniziatore (É/ꟷ).
Formano per un breve istante un triangolo di forza, con l’iniziato («) al centro. Attraverso di essi circola il tremendo potere, “il fuoco del Cielo”, che è fatto discendere dalla Triade superiore per mezzo della verga elettrica.
 
Figura 5. Il Deva adombrante e il Triangolo di forza iniziatico
 
 
In questa iniziazione, per l’azione dello Ierofante che usa la Verga di Potere elettrica, i Tre Fuochi sono improvvisamente stimolati da un afflusso di forza elettrica o positiva dalla Monade, ed il loro fiammeggiare in risposta produce quella fusione che distrugge tutta la sfera, dissipa ogni apparenza della forma e produce un momento di equilibrio o di sospensione nel quale “gli elementi sono consumati dal fervido calore”. Il calore interno dell’atomo, più il calore esterno del corpo egoico in cui è situato, producono allora quello che distrugge l’atomo Permanente. Temporaneamente, proprio prima della distruzione, esso diventa un minuscolo sole settemplice a causa dell’irradiazione e dell’attività delle spirille[13]. Allora, pronunciando una Parola di Potere, il grande Angelo Solare raccoglie entro di sé il fuoco solare, producendo così la dissipazione finale della forma e quindi la separazione della vita dalla forma; il fuoco della materia ritorna al serbatoio generale, e gli atomi permanenti ed il corpo causale non esistono più. Con la distruzione della triade atomica del triangolo inferiore la trasmutazione, o la polarizzazione si trasferisce ai tre atomi permanenti della Triade. L’atomo permanente fisico è trasceso e la polarizzazione diventa manasica o mentale; l’atomo permanente astrale è trasceso e la polarizzazione diventa buddhica, mentre l’unità mentale viene sostituita dall’atomo permanente del quinto piano, l’Atmico. Il fuoco centrale elettrico si centralizza in Atma - Buddhi - Manas.
 
Lez. 43 INIZIAZIONE - DEVA E PETALI LOTO EGOICO download in pdf
 
[1] Pitri - Gli antenati o creatori del genere umano. Appartengono a sette classi, di cui tre sono incorporee e quattro corporee. Queste sono chiamate generalmente Pitri Lunari o Antenati, e non si devono confondere con i Pitri Solari.
[2] A.A. Bailey, Lettere sulla meditazione occulta, pag. 174.
[3] Questi Manasadeva che producono l’autocoscienza nell’uomo sono l’energia e la sostanza dell’Uomo Celeste.
[4] Uno dei tre ordini superiori di Agnishvatta.
[5] Le quattordici regole date ai postulanti sono estratte da una serie d’istruzioni compilate per coloro che cercano di conseguire la prima iniziazione. Iniziazione Umana e solare pag. 192 e seguenti. Vi sono altrettante regole per I Discepoli che si apprestano all’iniziazione di gruppo. A.A. Bailey Raggi e Iniziazioni V, pag. 19.
[6] A.A. Bailey, Raggi e Iniziazioni, pag. 179.
[7] A.A. Bailey, Iniziazione Umana e solare, pag. 192.
[8] A.A. Bailey, Raggi e Iniziazioni, pag. 182-184.
[9] Figli del Fuoco, i costruttori del 5° sottopiano Fisico Cosmico, il nostro piano Mentale, sono i costruttori del corpo della coscienza in sé.
[10] Trattato del fuoco Cosmico, pag. 542.
[11] Trattato del Fuoco Cosmico, pag. 545.
[12] Trattato del fuoco Cosmico, pag. 884.
[13] Lo stesso avviene col sole fisico del sistema; esso diverrà analogamente sette soli, quando avrà assorbito l’essenza di vita dei piani pienamente evoluti e degli schemi planetari che vi si trovano. La conflagrazione che segue è l’opera finale dell’Aspetto Distruttore.
Sapienza Misterica
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