Lez.24 - Il primo filo dell'attività Creativa - Sapienza misterica

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Lez.24 - Il primo filo dell'attività Creativa

La dottrina del Filo d'Oro III Antahkarana
L’anima proietta due fili di energia che si ancorano nel corpo fisico, nel cuore e nel centro della testa:
 
a.     Vi è un filo d’energia chiamato aspetto Vita o Spirito, ancorato nel cuore. Questo filo usa come agente di distribuzione, la corrente sanguigna. Per mezzo del sangue, l’energia di vita è portata in ogni parte del meccanismo. Quest’energia di Vita porta il potere rigeneratore e l’energia coordinante a tutti gli organi fisici e tiene “insieme” il corpo.
 
b.    Vi è un filo d’energia chiamato aspetto Coscienza o facoltà conoscitiva dell’anima, ancorato nel centro della testa, per suo mezzo dirige l’attività e induce consapevolezza in tutto il corpo mediante il sistema nervoso. Governa il meccanismo di risposta il cervello.
 
Questi due fattori d’energia, riconosciuti dall’essere umano come conoscenza e vita o come intelligenza ed energia vitale, sono i due poli dell’essere umano. Il compito che ora attende l’umanità è di sviluppare coscientemente l’aspetto mediano o equilibratore, che è l’amore o rapporto di gruppo[1] .
Due fili sono proiettati dall’Anima, tre fili sono proiettati dalla personalità, come attività creativa, creando così un 2+3=5, un quintuplice filo. Quando i due e i tre sono legati al centro della gola, l’uomo diventa un creatore cosciente. Il filo dell’Attività creativa è iniziato e costruito dall’uomo, quando è sufficientemente costruito, è ancorato nella gola. Esso è l’estensione o la sintesi degli altri due fili. Ci è insegnato che il primo di questo triplice filo, unisce il corpo fisico con il corpo eterico:
 
“Dal corpo fisico all’eterico (vitale): inizia dal cuore e raggiunge la milza[2] e da qui al corpo eterico, unendo il corpo fisico al corpo vitale passando per l’atomo permanente fisico (eterico). Si unisce al campo di forza proveniente dai petali della volontà del Loto Egoico”.
 
Sappiamo che uno dei due fili dell’Anima, il Sutratma, si ancora nel cuore fisico, da quest’organo inizia il sentiero di ritorno, l’uomo, tesse come un ragno, i suoi fili di energia-coscienza dell’Attività creativa.
Ci viene detto che l’onda di vita parte dagli organi fisici del cuore e milza e da questa al corpo eterico. L’onda di Vita dal cuore giunge alla milza fisica, e da questa passa al corrispondente chakra o vortice eterico che vibra con sei petali. Sappiamo inoltre che il centro splenico della milza è il maggiore punto d’entrata dei globuli di vitalità ed ha quindi un ruolo fondamentale nel benessere della persona.
 
Figura 1. milza organo del prana solare
 
 
Attraverso la milza, il principio vitale (situato nel cuore) si collega alla coscienza, connettendo gli organi materiali e la sostanza atomica del corpo fisico. Ciò significa che nella regione in cui si trovano la milza e il corrispondente centro soggettivo di forza, s’incrociano due grandi correnti di energia: la vitalità fisica o vita, e la coscienza degli atomi che compongono la forma. La milza è l’organo che riceve e trasmette il prana planetario o vitalità. Esso penetra per la porta aperta di quel centro di forza e perviene al cuore. Qui si unisce al principio di vita individuale. Attraverso la milza passa anche la vita cosciente della totalità delle cellule corporali che sono, a loro volta, recipienti dell’aspetto o principio di coscienza di tutti gli atomi e le forme del quarto regno di natura.
 
La milza è l’organo del prana o della vitalità fisica emessa dal Sole. Essa ha una funzione peculiare, essendo il centro della vitalità, è in rapporto con la vitalità planetaria e con le radiazioni solari. L’essenza vitale proveniente dal sole passa nella milza eterica, dove subisce un processo d’intensificazione o di devitalizzazione secondo le condizioni, sane o no, di quest’organo. Se l’individuo è in buona salute, l’emanazione ricevuta sarà accresciuta dalla sua vibrazione individuale, e la frequenza di vibrazione sarà aumentata prima di passare nella milza fisica. Sarà rallentata ed abbassata se l’individuo non è in buone condizioni. La milza è dunque l’organo essenziale che connette la vita propria della materia, quale presente nel microcosmo, con quella inerente al pianeta. La milza è analoga al cordone ombelicale che unisce il bambino alla madre; allo stesso modo quando l’individuo nasce a un mondo nuovo, a una forma di vita più sottile, quel cordone intrecciato di materia eterica si rompe, l’uomo si separa dal corpo fisico denso ed esce attraverso il centro più alto del corpo anziché da quello più basso, verso la vita in un mondo superiore, in un’altra dimensione.
 
È tramite la milza che l’energia vitale negativa o ricettiva della materia del corpo fisico e l’energia vivente del corpo eterico positiva, sono riunite. Corpo fisico e corpo eterico formano una polarità.
 
Il centro eterico della milza è collegato all’atomo permanente fisico, cioè alla banca dati del nostro essere, in un certo senso il nucleo origine del DNA fisico.
 
Qual è lo scopo del 90-95% del nostro DNA che non viene utilizzato per la produzione di proteine? Questo elemento misterioso è impropriamente chiamato DNA “spazzatura” - un termine pochissimo lusinghiero poiché la natura permette raramente sprechi su questa scala, abbiamo solo bisogno di capire che scopo abbia. Alcuni ricercatori suggeriscono che la nostra seconda elica del DNA rappresenti solo una frazione del suo vero potenziale.  Al nostro più alto  livello di esistenza, abbiamo un DNA a 12 eliche che esiste in uno stato multi-dimensionale. Gli atomi permanenti[3] della personalità sono paragonabili a delle banche dati, memorizzano tutte le esperienze dei rispettivi stati di materia, hanno i loro canali energetici. Il lavoro del microbiologo russo Pjotr Garjajev e il suo team di ricerca, tende a dimostrare che il nostro DNA è un dispositivo di archiviazione dati e di comunicazione. Si tratta di un superconduttore organico i cui lunghi filamenti ricevono input dal mondo esterno. La struttura dei filamenti di DNA è così simile alla sintassi e alla grammatica del linguaggio che questi input non hanno nemmeno bisogno di essere interpretati o convertiti in una forma che il nostro DNA può contenere. Sono stati anche in grado di ristrutturare i filamenti di DNA e correggere anomalie genetiche utilizzando laser opportunamente modulati in grado di trasmettere il segnale direttamente nel DNA. Questo supporta l’affermazione chiave che la nostra salute dipende dai nostri pensieri, parole e credenze. Se questa comprensione di base può essere portata avanti, il futuro della terapia del DNA potrebbe essere molto più semplice di quanto l'intervento meccanico di sostituzione delle cellule staminali. Dobbiamo semplicemente trovare la risonanza adeguata e trasmetterla direttamente nel filamento di DNA da riparare[4].
 
Il centro Milza è un doppio centro minore, cioè due centri sovrapposti. Questi due vortici hanno sei petali ciascuno, il che li rende un loto a dodici petali, collegandolo agli altri fiori di loto a dodici petali (centro cuore, loto del cuore nella testa, loto, egoico, il cuore planetario, ecc), donandogli una robusta struttura energetica, 14x2=28 volte più potente, anche rispetto ai principali centri ciascuno con 21 incroci dai nadi.
 
Il corpo eterico di ogni forma fa parte del corpo eterico del sistema solare ed è il mezzo per trasmettere il prana o principio vitale da: energie solari, forze planetarie, impulsi extrasolari o cosmici detti respiri. Il corpo eterico ha tre funzioni:
 
1.      È il ricevitore del prana;
2.      È l’assimilatore del prana;
3.      È il trasmettitore del prana.
                           
Il prana è l’energia vitale di ogni piano esistente nella settuplice area sistemica, cui è dato il nome di piano fisico cosmico. È la vita del Logos Planetario racchiusa in limiti la quale anima vivifica e pone in rapporto i sette sottopiani del piano fisico cosmico, tutto quanto esiste in e su di essi. La funzione del corpo eterico è di portare in tutto il corpo dell’uomo, il principio vitale, l’energia che produce attività, permette all’anima di essere in rapporto con il suo ambiente, produrre per mezzo della coscienza e vita un’attività irradiante di luce e di energia attrattiva ad altri esseri umani, attraverso essi ai regni sub-umani.  
Figura 2. Triangoli di energia pranica
 
 
Il prana del sole è assorbito dal corpo eterico attraverso certi centri che si trovano principalmente nella parte superiore del corpo, da lì sono dirette in basso al centro eterico della milza, che è la controparte di quell’organo della materia eterica. Il centro principale di ricezione del prana è un centro tra le scapole, un altro centro è appena sopra il diaframma. I tre centri della milza, sopra il diaframma e tra le scapole formano un radioso triangolo eterico. Il processo di assimilazione del prana, si attua in questi tre centri di depressioni simili a coppe, da qui viene trasmesso a tutte le parti del veicolo eterico mediante i nadi, il sottile sistema di linee di forza, quali a loro volta si esteriorizzano attraverso il sistema nervoso fisico, come trasmettitore di molti e diversi tipi di energia, provenienti da molte e diverse fonti, che scorrono attraverso o lungo le linee di forza sottostanti ai nadi.
 
Vi è inoltre un grande triangolo di forza che concerne la materia, la sostanza, la costruzione della forma, la creazione, la vitalità e la persistenza entro la forma.
 
1.      La milza, organo del prana o della vitalità fisica emessa dal Sole (-).
2.      Il centro sacrale, che predispone la generazione fisica (+/-).
3.      Il centro alla base della spina, che alimenta (finché nell’uomo non si risveglia l’aspetto volontà) il principio datore di vita o volontà-di-vivere in tutte le parti della struttura umana (+).
 
È il riflesso di un altro triangolo assai superiore, il triangolo dell’immortalità, e non può essere attivato senza relazione a quest’ultimo.:
 
1.    Centro della gola che corrisponde al sacrale (+/-).
2.    Corpo pituitario che corrisponde al centro splenico della milza (-).
3.    Ghiandola pineale, che corrisponde al centro alla base (+).
 
Il rapporto di questi due triangoli è la chiave dell’istinto di autoconservazione, di sopravvivenza dei corpi sottili alla morte fisica e del principio d’immortalità, che ha sede nell’anima e opera quando gli istinti di autoconservazione e di sopravvivenza non hanno più influenza.
 
Dal piano Atmico e Buddhico fluiscono due tipi di energie, dinamica e di attrazione. E’ il gioco di queste due forze sulla materia che attrae al corpo eterico di tutte le forme, i necessari atomi fisici. Il corpo eterico coerente e unificato è simbolo dell’anima, perché ha in sé sette punti focali in cui la condensazione delle due energie mescolate s’intensifica. L’anima è l’intermediario della natura delle energie irradiate e la natura unificata della forma e del funzionamento; collega il corpo denso con il corpo astrale, collegando in tal modo il mentale al buddhico e la mente agli stati di coscienza intuitivi.
 
Lo schema fornito nel Trattato del Fuoco Cosmico, dal Maestro D.K. mostra il collegamento tra il centro basale e il centro della testa, ripetuto negli stati o piani di materia emozionali e mentali, per unirsi ai petali del sacrificio o della volontà del Loto Egoico situato nel piano mentale.
 
Come il principio vita “risiede nel cuore”, così la volontà-di-essere in tutte le parti della struttura umana, risiede nel centro alla base della spina, finché nell’uomo non si risveglia l’aspetto volontà. Il centro alla base della spina dorsale ha una funzione peculiare. È la fonte di vita di tutta la sostanza del corpo, dei tessuti fisici e della materia, ha una funzione di sintesi. Questo centro con quattro petali o vibrazioni, situato nel punto più basso, sintetizza il fuoco di Kundalini e i fuochi pranici, che si fondono infine con il fuoco della mente e quindi con il fuoco dello Spirito, producendo così la consumazione[5].
 
Lo schema di canalizzazione energetica del primo filo è il seguente:
·        Triade Spirituale, custode dell’energia monadica.
·        Atomo permanente atmico.
·        Petali del sacrificio.
·        Antahkarana.
·        Atomo permanente fisico entro il loto egoico.
·        Centro della testa.
 
Figura 3. Simbolismo chakra basale
 
 
La figura tradizionale del centro alla base della spina dorsale ha nel suo simbolo il loto ardente di color Rosso a quattro petali, al cui interno vi è un quadrato, e un elefante bianco con “sette proboscidi”, simboli della solidità e della materia, le sette proboscidi simboleggiano i sette stati della materia o piani. Sulla schiena dell’elefante appoggia il canale terminale di Sushumna col triangolo col vertice in basso come la punta di una lancia.
 
Dal centro basale al centro della testa: è l’ascesa di Kundalini. Nell’uomo perfetto i due centri (al sommo della testa e alla base della spina) rappresentano il grande dualismo spirito e materia e controllano e governano in perfetta armonia il veicolo dell’anima. In questo centro vi è una potente manifestazione delle due polarità, poiché i petali del centro che è sede di Kundalini, ed il fuoco o vitalità che li anima, sono negativo e positivo nel reciproco rapporto. È il centro da cui originano le tre lunghe correnti d’energia che salgono e scendono lungo la colonna vertebrale.
 
La colonna vertebrale (in senso esoterico) ospita un cordone triplice. È composto dall’Antahkarana vero e proprio, dal Sutratma e dal filo Creativo. Questo filo triplice è il conduttore di energia che, nella sostanza interna della colonna vertebrale, forma un canale, “una triplice via di approccio e di ritiro”. In termini Indù, sono Ida, Pingala e Sushumna, tre sentieri che assieme formano il sentiero della vita dell’individuo umano.
 
In questi tre canali di vita scorrono il Fuoco Elettrico, il Fuoco Solare e il Fuoco per Attrito, e nel loro impiego sono collegati a tre diversi stadi del sentiero evolutivo: il sentiero di evoluzione negli stadi iniziali e materiali; il Sentiero della Prova e le prime fasi del Sentiero del Discepolato, fino alla terza iniziazione; e il Sentiero stesso dell’Iniziazione.
 
Il canale Sushumna non viene usato in modo corretto e senza rischi finché non si sia costruito il ponte che unisce la Monade e la personalità, fosse esso anche il più tenue e sottile dei fili. Allora la Monade, il Padre, l’aspetto Volontà, può raggiungere la personalità per via diretta può ridestare il centro di base e con esso fondere, unificare ed elevare i tre fuochi: il Fuoco elettrico, per il Fuoco Solare e per il Fuoco d’attrito.
 
Figura 4. Simbolismo Antahkarana - Kundalini
 
 
È scritto che Kundalini[6] lucente come il lampo, con il fulgore di dieci milioni di soli, giace addormentata e arrotolata tre volte e mezzo, quanti sono i giri completi per giungere al centro della testa. Si dice “avvolta”perché dorme arrotolata, e perché la natura del suo potere è a spirale La sua testa, copre l’ingresso di Sushumna. Le tre spire rappresentano Sattva, Rajas, Tamas, la mezza spira rappresenta l’interazione tra questi tre principi. Kundalini è descritta avvolta per significare che è in riposo, ossia in forma di energia potenziale statica. Kundalini Shakti nei singoli corpi è potenza in riposo, o il centro statico attorno al quale ruota ogni forma di esistenza, come potenza motrice. La Kundalini è una Forza, un Potere, e quindi una Shakti[7].
 
Quando si risveglia, Kundalini fuoriesce dalla sommità del capo, in quella zona che viene detta dell’osso della fontanella, che torna ad essere un po' morbido come lo era nell'infanzia. È chiamata fontanella proprio come una delicata fontana rinfrescante. I fiori di loto dei chakra sono rappresentati con le corolle rivolte verso il basso, l’ascesa di Kundalini le fa rivolgere verso l’alto. Kundalini prende la direzione indicata dalle qualità e dalle virtù dell’uomo in cui alberga. Quando il Serpente di Fuoco é desto, si lancia là dove può trovare alimento. Se è la parte inferiore quella che offre alimento, si comporta come un pozzo senza fondo, un vero abisso, là si dirige e là si ciba, consumando e distruggendo l’uomo fisico. Al contrario, se è la parte superiore quella che lo attrae, si dirige verso l’alto e allora, solo allora, il sé inferiore o uomo inferiore, raggiunge l’Unione con il Sé Superiore o Uomo Divino.
 
Il corpo eterico è collegato alla Monade, ed è l’esteriorizzazione dell’aspetto vita. Esso con i suoi sette centri, diviene attivo quando il centro alla base della spina dorsale si risveglia e sorge il fuoco di Kundalini. Quando si ha l’impressione, o si crede che il fuoco di Kundalini salga, in realtà è l’energia del centro sacrale (del sesso) trasmutata e innalzata al centro della gola, o quella del plesso solare trasferita al centro del cuore. Quando Kundalini comandata dal Centro dei Cuore, si risveglia, allora il suo Mistero è completamente rivelato: l’uomo interiore, il Figlio fatto a somiglianza del Padre abbandona la vecchia pelle e riconosce di essere quel Serpente Igneo. Kundalini subisce due trasformazioni:
 
a.      Si trasforma nel serpente della saggezza.
b.      Il serpente della saggezza si eleva e diventa “il drago di luce vivente”.
 
Così in ogni forma di vita procede l’opera del Padre, della Madre e del Figlio. Vita-Coscienza-Forma sono unificate, l’apparato di risposta dell’uomo divino è perfetto e gli consente infine di entrare in contatto e riconoscere i grandi aspetti divini nei regni della natura, nel pianeta e infine nel sistema solare.
 
La spina dorsale è intesa soprattutto come il canale tramite il quale la personalità intelligente e integrata, diretta consciamente dall’anima, infonde energia ai vari centri, che poi si diffonde nelle regioni circostanti del corpo. Il riferimento non è alla struttura ossea della colonna vertebrale, ma al midollo che ne è la controparte esoterica e ai nervi[8] che si diramano dalla spina dorsale. I milioni di “nadi” sono la controparte eterica di tutto il sistema nervoso, di cui sorreggono ogni singolo nervo in ogni parte del corpo. Sono per eccellenza gli esecutori degli impulsi direttivi dell’anima, perché reagiscono alle vibrazioni emesse dalla controparte eterica del cervello.
[1] A.A. Bailey Educazione nella Nuova Era pag. 26-27, 32-33, 92.
[2] Nell’uomo, l’organo di ricezione del prana è la milza, attraverso la sua controparte eterica. Dopo la distribuzione in tutto il corpo attraverso la rete eterica si manifesta nella radiazione della superficie come aura della salute.
[3] Ciascun Atomo Permanente crea un corpo che rispecchia la qualità dell’informazione contenuta in esso.
[4]  Questi  risultati  scientifici  sono  supportati  nel  libro  VII  della  meravigliosa  serie  di  Kryon opere canalizzate da Lee Carroll. Egli suggerisce che il nostro DNA è un grande custode di registrazioni che esiste in uno stato multi-dimensionale, che contiene tutta la nostra anima o registro “Akashico”. http://docplayer.it/12890848-Capitolo-5-guarigione-del-dna.html
[5] Trattato del Fuoco Cosmico, pag. 167.
[6] Questa parola deriva dall’aggettivo Kundalin o “avvolto”.
[7] Shakti ha due significati principali: esotericamente è l’Energia della Divinità, exotericamente è la sua controparte femminile, la sua Energia.
[8] I nervi sono la controparte positiva dei nadi i canali energetici in cui scorre il prana.
 
 
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