Lez.37 - Mantram - Sapienza misterica

Sapienza Misterica
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Lez.37 - Mantram

I Misteri

Il termine Mantra nasce dall’unione tra le parole sanscrite “manas” mente e “trayati” che vuol dire liberare, il suo scopo è di fungere da magnete per attrarre le vibrazioni spirituali o da lente per metterle a fuoco. Secondo le Upanishad, le antiche scritture dell’India, la dimora originale del Mantra era il Parma Akasha, o Etere primordiale, mantram è pensiero infuocato. Si precisa ancora che mantra e mantram sono equivalenti, poiché la seconda forma è semplicemente la declinazione della prima al caso accusativo. Per i Pitagorici, consonanza e dissonanza erano precisi concetti matematici, a decidere la bellezza di un intervallo era il rapporto numerico che lo descriveva. Suoni e colori sono vibrazioni espresse in numeri spirituali. I Mantra sono invocazioni magiche che si basano più sul suono che sulle parole, costituiscono il canale di comunicazione.
 
Vi sono vari tipi di mantram che, genericamente, si possono elencare nel modo seguente.
1.      Taluni mantram assai esoterici, esistenti nel Senzar originario, custoditi dalla Gran Loggia Bianca.
2.      Taluni mantram, sanscriti impiegati da iniziati e adepti.
3.      Dei mantram connessi ai vari Raggi.
4.      Dei mantram usati per guarire.
 
Durante il rituale d’iniziazione, la richiesta di energia parte dalla Gerarchia Planetaria tramite l’intonazione di mantram o parole di potere intonate tramite la conoscenza scientifica dei rapporti numerici espressi in canto, Logos vuol dire rapporto numerico, la Parola, il Suono.
 
Il periodo più opportuno per la cerimonia dell’iniziazione viene accertato in base all’astrologia esoterica solare e cosmica, naturalmente fondata su cifre esatte, su concetti matematici puri e sulla reale conoscenza dei fatti fondamentali riguardanti i pianeti e il sistema solare. La Legge di Economia impone che nella trasmissione di energia da un centro di forza a un altro, che nel centro donatore galattico vi sia una diminuzione di energia a favore di quello ricevitore, quello planetario. Ogni schema planetario è un centro nel corpo del Logos solare e incarna un tipo particolare di energia o forza.
 
In Iniziazione Umana e Solare è specificata la sequenza dell’invocazione planetaria ed evocazione solare tramite i mantram:
a.      L’energia del centro planetario è messa in moto dal potere del Logos Planetario tramite Sanat Kumara, assistito dall’uso da parte della Loggia dei Maestri di Mantram cantati in lingua Senzar.
b.      L’onda sonora passa al Sole, ove si unisce a energia solare pura.
c.      Dal Sole è trasmessa alla particolare catena del nostro schema terrestre che corrisponde numericamente allo schema planetario dal quale proviene.
 
La sostanza reale del (Sole) Celato è un nucleo di Sostanza-Madre. È il Cuore e la Matrice di tutte le Forze viventi ed esistenti nel nostro Universo Solare. È il nucleo da cui procedono per espandersi, durante i loro viaggi ciclici, tutti i Poteri che mettono in azione gli Atomi, nell’esercizio delle loro funzioni, e il Focolaio dentro al quale s'incontrano nuovamente nella loro settima essenza ogni undici anni. Se vi è qualcuno che ti dice di aver visto il Sole, ridi di lui, come se ti avesse detto che il Sole si sposta realmente lungo la sua orbita quotidiana[1].
 
d.      Da qui l’energia è trasferita al globo corrispondente e poi al pianeta fisico denso.
 
Nel nostro sistema solare le sette catene planetarie alle quali la nostra terra è più strettamente vincolata erano conosciute dagli antichi come i Sette Pianeti Sacri. Venere è l’alter ego della terra, Venere sta alla Terra come il Sé superiore sta alla Personalità. Da Venere vennero Sanat Kumara e i suoi tre assistenti detti Buddha dell’attività. Nel trattato del fuoco Cosmico il Maestro D.K. fa presente che sarà bene soffermarsi alquanto sul legame che unisce Terra e Venere, cui si allude in certi testi di occultismo, e anche in questo. Ho detto che i mutui rapporti fra i loro due schemi sono in gran parte dovuti alla loro opposta polarità, e ho indicato che una relazione consimile esiste fra le Pleiadi e i sette schemi del nostro sistema solare, nonché fra quest’ultimo e Sirio. Il sistema cui allude il Maestro D.K. è la triangolazione di elettricità tra il Sole, Venere e la Terra.
 
Con un mantram particolare l’Iniziatore focalizza allora l’energia nel proprio corpo, usandolo quale stazione ricevente e trasmittente. Infine essa raggiunge l’iniziato attraverso il Triangolo e i Padrini. Allo studente sarà quindi evidente che quando l’Iniziatore è il Signore del Mondo, riflesso fisico del Logos planetario del nostro schema, la forza giunge all’iniziato più direttamente che non alle due prime iniziazioni, officiate dal Bodhisattva. Solo alla terza iniziazione egli sarà in grado di ricevere forza planetaria diretta.
 
Figura 1. Triangolazione energie Sole-Venere-Terra nell’Iniziazione planetaria    
 
 
L’autore ha ipotizzato la disposizione della Loggia dei Maestri a semicerchio come una parabola il cui fuoco è l’Iniziatore che dalla terza iniziazione è Sanat Kumara che raccoglie l’emissione sonora dei mantram della Loggia, che la dirige il Sole. La parte evocativa, la risposta dal Sole, passa a Venere, da qui giunge alla Terra per essere accolta dal triangolo dei tre Buddha, e poi dal secondo triangolo formato dai due Padrini e l’Iniziato, quest’ultimo simbolizzato con una stella a cinque punte.
 
La concentrazione nella quale è immersa la Loggia aiuta l’iniziato a realizzare dentro di sé i vari procedimenti cui è sottoposto. Ciò avviene operando in modo preciso sul suo corpo mentale e stimolando così tutti gli atomi in virtù del potere del pensiero congiunto dei Maestri.
 
Con un’azione cerimoniale ritmica, la Loggia partecipa intensamente al processo iniziatico. Come in occasione del Wesak si ottiene una manifestazione di forza con il canto di mantram e con sacre movenze rituali della folla riunita che si dispone in figure geometriche, così nella cerimonia d’iniziazione viene eseguito un rituale analogo. Le figure geometriche proprie delle varie iniziazioni differiscono l’una dall’altra, e in ciò risiede una delle protezioni della cerimonia. L’iniziato conosce la figura composta per la propria iniziazione, ma non le altre. Il significato dei Numeri e delle figure geometriche è completamente rivelato solo per mezzo dell’Iniziazione.
 
Le figure geometriche puramente fisiche stanno ai Numeri nella medesima relazione della Materia con lo Spirito - i poli estremi della Sostanza Unica.
 
Il Poligono regolare è la prima forma geometrica un archetipo, una rappresentazione della potenza del Numeri nella manifestazione. Il poligono con i suoi “n” lati che collegano i vertici, circoscrive un mondo, un perimetro, una porzione nello spazio che geometricamente è l’area del poligono che rappresenta il limite entro cui agisce quell’Intelligenza Cosmica descritta da uno specifico numero o poligono.
 
L’angolo costituisce l’elemento di collegamento tra due lati. La parola angolo è in rapporto con altre parole che significano testa (in greco, kephalê) ed estremità. La parola araba di angolo rukn designa le estremità di una cosa, cioè le sue parti più remote e di conseguenza più nascoste, assumendo il significato di “segreto” o di “mistero”; il suo plurale arkân si avvicina al latino arcanum. Inoltre, rukn ha anche il senso di “base” o di fondamento.
 
Il numero dei vertici “n” è la prima rappresentazione formale del Numero in sé. I Punti che rappresentano i vertici sono i centri d’irradianti Cerchi di Energia.
 
Le diagonali sono gli strumenti di generazione, sono delle linee di forza emanate dai punto o vertici.
 
Gli “n” lati sono in relazione con gli “n” triangoli isosceli cui superfici sommate formano l’area del poligono, il luogo sacro dove si concentrano tutte le energie materiali e spirituali.
 
Con l’applicazione del potere della Verga che giunge dal sistema solare, l’iniziato diventa un membro della Loggia planetaria e tutto il cerimoniale allora cambia, a preludio del giuramento e della rivelazione della Parola e del Segreto.
 
I Padrini dopo aver svolto la loro funzione di triangolazione elettrica, si ritraggono dall’iniziato e prendono i propri posti, mentre i tre Buddha di Attività (o i Loro rappresentanti alle prime due iniziazioni) si dispongono dietro lo Ierofante. I membri della Loggia Bianca dei Maestri si raggruppano in modo diverso e gli iniziati dello stesso grado del neoiniziato si dispongono attorno a lui e lo assistono nella parte finale della cerimonia; gli altri iniziati e adepti rimangono ai posti corrispondenti ai loro gradi.
 
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 [1] H.P. Blavatsky, Dottrina Segreta I.
 
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